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REGGINA, CONTA SOLO SALVARCI

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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Tutto secondo copione: la Reggina come da pronostico esce sconfitta da Catania, riflettendo lo stesso punteggio con cui all’andata superò gli etnei in casa, anche se con modalità molto differenti rispetto ad un girone fa.

Se infatti la gara del Granillo fu caratterizzata da un furioso assalto catanese iniziale verso la porta di Cucchietti, al quale l’estremo amaranto si oppose da campione consentendo poi ai compagni di compiere l’impresa, domenica è risultato necessario molto meno impegno e solo tre minuti ai padroni di casa per bucare una difesa ospite imbambolata e sbloccare il risultato: di fatto il primo tempo si è chiuso già lì. Uno spettatore che fosse giunto allo stadio con qualche istante di ritardo, avrebbe giudicato la prestazione reggina della prima frazione neanche troppo negativa, anzi quasi ordinata, ma avrebbe pensato che il punteggio fosse fermo sullo 0-0.

Ci pensava ancora una volta la retroguardia amaranto, evidentemente in versione diesel, a consentire un comodo raddoppio ad inizio ripresa e dunque preparare un copione scontato per il resto della gara. Poi succede che, quasi per caso, a dieci minuti dalla fine si riesca ad accorciare le distanze ed a cambiare l’inerzia di una gara in cui, per i successivi minuti, si ha la nettissima impressione di poter incredibilmente impattare il punteggio (ed infatti ne abbiamo anche occasione), o almeno fino all’ingenua espulsione di Condemi che di fatto sancisce la fine delle ostilità.

Avevamo chiesto, alla vigilia, una prestazione tutto cuore al di là di quello che sarebbe stato l’esito finale: abbiamo invece assistito ad una partita strana: incapaci di qualsiasi reazione per ottanta minuti, è bastato un gol per far capire che forse il mostro non era così brutto come lo si dipingeva, e che i risultati altalenanti dei rossazzurri delle ultime settimane probabilmente non erano frutto del caso. Stupisce inoltre, ancora una volta, l’atteggiamento del tecnico, solitamente “stitico” in fatto di cambi multipli, che sotto di due reti decide si sostituire contemporaneamente tutto il reparto nevralgico ma senza mutare atteggiamento tattico, e dunque con l’unico scopo di preservare qualcuno in vista dello scontro infrasettimanale: francamente, rinunciare alla contesa a metà gara rappresenta esattamente l’antitesi di ciò che i tifosi si aspettano dalla loro squadra, fatto ancora più grave se si pensa a ciò che è accaduto negli ultimi minuti, e non può di certo contribuire a rasserenare gli animi.

A questo punto la situazione è sotto gli occhi di tutti ma, come abbiamo sempre fatto per tutta la stagione, preferiamo non unirci a coloro che soffiano su venti di smobilitazione generale che, da ora sino alla fine, investiranno tecnico e società: ci sarà modo e tempo per fare i dovuti processi ma riteniamo che in questo momento vi sia un’unica esigenza: salvare il salvabile, in un modo o nell’altro. Rifletta chi di dovere su come comportarsi nelle settimane che mancano al termine di questo sciagurato campionato: va bene tutto purché si raggiunga l’obiettivo primario, a cominciare da giovedì sera. Ci sarà la Casertana, ma sarebbe lo stesso anche se attendessimo il Real Madrid: non ci sono alternative alla vittoria, comunque arrivi, e chi scenderà in campo, tra terreno di gioco e panchina, dovrà essere consapevole che, giocoforza, non potrà contare sull’aiuto di nessuno, tantomeno di una piazza ed un ambiente ormai scorato ed indispettito. Ma, purtroppo, chi è causa del suo mal pianga se stesso…

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Autore dal: 01 agosto 2018

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