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Di Valerio Romito – Così fa male: e non ci riferiamo solo al fatto, comunque estremamente disturbante, di aver subito il gol decisivo a pochi minuti dalla fine, ma soprattutto ad una prestazione che ha lasciato un po’ tutti basiti, e che denota, ancora una volta, la difficoltà che, evidentemente, questa squadra non riesce a garantire una continuità di rendimento accettabile.

È doveroso comunque precisare, per onestà intellettuale, che abbiamo affrontato una compagine che, almeno in questo momento, denota una brillantezza ed una qualità di gioco notevoli, tant’è che nessuno avrebbe potuto accorgersi lunedì sera che il Rende è sceso in campo senza avere a disposizione ben tre attaccanti, e tutti potenzialmente titolari; né si può ignorare, ad onor del vero, che ad un clamoroso autogol del portiere, così come ai due infortuni che, nella prima mezz’ora, hanno privato gli amaranto di due elementi indiscutibilmente imprescindibili, è difficile porre rimedio, né addossare responsabilità di tipo tecnico.

Detto questo però, le parole non sono tutto, ma sono importanti. E non ci riferiamo ai buoni propositi espressi in estate sul piazzamento finale: esprimere sentenze definitive a novembre è un esercizio inutile, ed espone il fianco a possibili future brutte figure, sia in un senso che nell’altro (la nostra stessa storia, anche recente, dovrebbe avercelo insegnato). Quando però il tecnico affermava, a più riprese, come i suoi ragazzi, al di là dei risultati e delle forze esprimibili, se la sarebbero “giocata con tutti”,  allora risulta difficile anche solo concepire un atteggiamento tattico come quello a cui abbiamo assistito pochi giorni fa: d’altronde, e ci riferiamo solo al turno precedente, anche la Juve Stabia viveva un momento altrettanto brillante e prolifico, eppure al termine dei novanta minuti la sensazione che la prestazione aveva fornito a tutti noi era di grande fiducia, tant’è che il pareggio appariva oggettivamente striminzito (ed anche lì ci poteva essere un pesante condizionamento dall’incredibile papera collettiva che aveva causato lo svantaggio iniziale). Dunque non si discute tanto la sconfitta, quanto la rinuncia totale a proporre gioco, cosa di cui questa squadra ha dimostrato, in altre occasioni, di saper fare.

E proprio l’aspetto propositivo dovrebbe rappresentare il grimaldello che occorre per riconquistare il cuore e la passione dei tifosi, già ampiamente provati dalle vicende logistiche, tant’è che solo la scorsa settimana facevamo i complimenti a Cevoli per aver insistito nel riproporre il 4-3-3. Se viene a mancare anche quello, accanto ad una inaspettata quanto altrettanto grave fragilità difensiva che credevamo fosse in via di risoluzione, allora neanche il più ottimista potrebbe prevedere un prosieguo degno di nota per questa squadra.

Occorre dunque un’immediata quanto forte reazione mentale, dai giocatori ma soprattutto dal tecnico, e quale migliore occasione del prossimo turno, contro un avversario in chiara difficoltà? Ed a proposito di logistica, una gran bella notizia c’è: salvo nuovi cataclismi o arrivo di meteoriti, finalmente si torna a casa, e quale migliore occasione per dare un segno concreto e tangibile di svolta, che sia però coerente e soprattutto continuativo, e magari segni l’inizio di un nuovo campionato. Certamente si può, anzi si deve…

 

 

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Autore dal: 01 agosto 2018

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