REGGINA, PRIMO CROCEVIA

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Il gioco si fa duro: inizia un mese denso di impegni importanti e per certi versi decisivi, come potrebbe risultare la partita di domani in quel di Andria.

I motivi sono anche troppo chiari: i pugliesi sono una delle tre squadre che, in questo momento, occupano a pari punti la quart’ultima posizione, ossia il limite oltre il quale si sarà costretti ad affrontare una “sgradita” coda di campionato, oltre che ovviamente pericolosa. Ottenere un risultato positivo risulta oltremodo indispensabile: una vittoria varrebbe tanto oro quanto pesa poiché creerebbe un divario di punti, a questo punto della stagione quasi incolmabile, ma anche un pareggio non sarebbe totalmente da disprezzare, seppur da valutare al netto dei risultati delle altre pericolanti.

In che condizioni affrontiamo questa partita? La sconfitta con il Trapani, come è noto, ha interrotto una serie positiva durata sei turni, ma ha avuto il “pregio” di mostrarci una squadra rinvigorita dal punto di vista del gioco, che nelle precedenti gare, per redditizie nel punteggio, era divenuto latitante, nonostante comunque buoni segnali dal punto di vista della compattezza e del sacrificio: ci si augura che, al di là dello stop subito, possa essere proprio quella prestazione a fornire la giusta dose di motivazioni, che comunque già la gara in se stessa dovrebbe offrire da sola, unita alla consapevolezza di poter approcciare la sfida per ottenere il massimo nei confronti di un’avversaria oggettivamente inferiore, dal punto di vista tecnico, ai siciliani, e dunque alla portata degli amaranto.

Per contro la Fidelis, alle prese, oltre che alle difficoltà di classifica, anche con problematiche di tipo societario che già sono costate in termini di penalizzazione di punti, viene da un inaspettato quanto fondamentale successo esterno in quel di Pagani, che ha certamente rilanciato le ambizioni di salvezza, nonché certamente costituito un toccasana dal punto di vista motivazionale; il rendimento interno resta tuttavia deficitario, con due soli successi ottenuti tra le mura amiche, di cui l’ultimo ottenuto nell’ultima gara del 2017.

C’è ovviamente grande curiosità nel vedere quale sarà lo svolgimento della contesa: se è vero che la Reggina ha mostrato evidenti difficoltà di fonte a squadre che badavano soprattutto a non prenderle, tant’è che la buona prova offerta domenica scorsa è da addebitarsi anche agli spazi concessi dal Trapani, ci si immagina che, da questo punto di vista, le condizioni tattiche potrebbero essere favorevoli ai ragazzotti di Maurizi, visto che verosimilmente i padroni di casa dovranno cercare di fare la partita, non avendo alternative alla vittoria. Ci vorrà la solita attenzione difensiva che ha consentito, bene o male, di subire poco nel 2018, sperando che il tecnico sia riuscito, in settimana, ad individuare (e risolvere) le cause degli “imbarazzi” patiti sei giorni fa sulle palle da fermo, nonché riuscire a proporre quantomeno la stessa mole di occasioni ammirate al Granillo, sperando magari in una maggiore precisione nelle conclusioni e rete, e magari trovare un portiere non in vena di miracoli e qualche abbaglio in meno dalla terna arbitrale…




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