Mercoledì, 20 Giugno 2018
Modifica le dimensioni del carattere

 

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Al palo: la Reggina non riesce a superare un Fondi sceso in riva allo stretto con l’obiettivo (raggiunto) di non prenderle, ma mantiene l’imbattibilità nell’anno solare e nel girone di ritorno, ed anzi guadagna un punto sulla zona pericolo.

Già dai primi minuti si intravede quale sarà il canovaccio della contesa, con gli ospiti che, nonostante sulla carta schierino un modulo più offensivo del nostro, di fatto non si affacciano mai dalle parti di Cucchietti, che dopo alcune partite da assoluto protagonista può godersi una domenica di riposo, senza la necessità nemmeno di dover lavare i guantoni. La squadra, pur però avendo pieno controllo della gara, riusciranno solo al termine del primo tempo a rendersi pericolosi, oltretutto con la migliore occasione di tutta la gara, con Bianchimano che centra il palo con un sinistro morbido, e con la palla che beffardamente evita Sparacello lanciatosi a pochi centimetri dalla linea per tentare un tap-in. La ripresa vedrà altri tentativi, soprattutto con conclusioni dalla distanza, ma che evidentemente non saranno sufficienti a sbloccare il punteggio.

La partita ha lasciato in tutti la sensazione di poter essere alla portata degli amaranto, apparsi comunque superiori all’avversario, ma anche che il risultato di parità appare tutt’altro che scandaloso, viste le poche conclusioni complessive indirizzate verso la porta opposta; se a questo aggiungiamo la condotta arbitrale sul clamoroso fallo da rigore subito nella ripresa, che serve a ricordare ai più distratti il motivo per cui abbiamo dovuto attendere 22 partite per ottenere una massima punizione, ed un recupero surreale di soli due minuti che, a fronte di un regolamento che tra sostituzioni ed infortuni avrebbe dovuto prevederne almeno 5, ecco che la conclusione a reti bianche assume i crismi dell’ovvietà.

I segnali offerti dal campo, ove ve ne fosse bisogno, costituiscono un ulteriore conferma di ciò che potrà offrire la squadra da qui a fine campionato: certamente traspare, oltre che una ormai ritrovata ed acclarata unità di intenti, una maggiore solidità difensiva (un solo gol subito in quattro gare dopo l’”emorragia” di dicembre); dato però che spesso nel calcio la coperta si rivela essere corta, è altrettanto chiaro che occorrerà maggiore concretezza sotto porta, in virtù di una minor propensione offensiva determinata da un gioco che alla manovra preferisce le verticalizzazioni e che, giocoforza, porta a centellinare le occasioni da rete, soprattutto ogni volta che avremo di fronte difese ben coperte e dunque spazi intasati. Certo, l’ideale sarebbe cercare di equilibrare maggiormente le due fasi, senza per forza dover sacrificare un atteggiamento a discapito dell’altro:  al riguardo, pur nel rispetto delle scelte dell’allenatore ed ignorandone i motivi che solo lui può sapere, ha lasciato tutti un po’ perplessi la scelta di privarsi per tutta la gara di un elemento, forse l’unico in organico, che è in grado di saltare l’uomo e creare superiorità. Per contro, invece, il nuovo innesto Samb ha destato una buona impressione generale, che speriamo trovi una successiva conferma, magari in nuovi banchi di prova più attendibili che prevedano un maggiore minutaggio.

Ed il futuro, al riguardo, prevede un nuovo appuntamento casalingo, con l’augurio che una settimana in più possa servire ad ottimizzare l’inserimento degli altri nuovi arrivi, soprattutto nel reparto avanzato, in modo da raggiungere una sorta di compromesso tattico che affianchi, alla compattezza difendente, soluzioni offensive alternative, se non supplementari, anche in corso d’opera.  





Partners