Lunedì, 16 Luglio 2018
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Giù il sipario: la Reggina conclude il campionato 2017/18 impattando in casa con la Juve Stabia, in una gara utile soltanto per le statistiche e per qualche saluto finale.

Appare anche inutile commentare una gara dai connotati tecnici tipici di una partita di fine stagione: le uniche cose che possiamo rimarcare sono il primo gol in campionato, oltretutto di ottima fattura, con la maglia amaranto per Mezavilla, e l’ennesimo pasticcio arbitrale concretizzatosi in un rigore assai generoso concesso alle vespe, su cui peraltro il bravo Licastro ha proseguito la scia positiva, inaugurata e “perpetrata” da Cucchietti nel corso dell’anno, respingendo il tiro dagli 11 metri salvo poi capitolare sulla corta respinta. Da rimarcare poi il saluto tributato dai presenti al Granillo (con qualche fischio “recidivo” fuori luogo per l’occasione) ad un Maurizi ormai di fatto partente nonostante un contratto biennale in essere: a prescindere dai giudizi sulla bontà o meno della stagione trascorsa in cui, incontestabilmente, si è raggiunto l’obiettivo annunciato seppur tra alti e bassi, e dunque sull’opportunità di non proseguire il rapporto professionale con il tecnico di Colleferro, riteniamo che alla fine questa possa essere la soluzione giusta per entrambe le parti, che potranno, ciascuna per proprio conto, cominciare una nuova avventura liberandosi dai veleni ambientali che hanno, purtroppo, caratterizzato ed influenzato praticamente tutto il campionato.

L’attenzione dunque, già da qualche giorno, è orientata verso il prossimo anno, che vedrà rinnovati praticamente tutti i quadri tecnico gestionali: già annunciate e presentate le nuove figure che ricopriranno i ruoli di club manager, con delega alla comunicazione, e direttore sportivo, la società ha scelto di rivolgersi a due elementi che, con la vecchia gestione, hanno già ricoperto ruoli importanti e significativi nella Reggina, seppur con “mansioni” differenti. Tale scelta appare dettata, oltre che dalle capacità dei singoli, probabilmente anche dal tentativo di riavvicinare la squadra alla città, al suo popolo e soprattutto ai suoi tifosi, veri assenti dell’intera stagione, in virtù della “regginità” che trasuda, per diversi motivi, dalla nuova struttura tecnica, così come dalla volontà di cercare, per quanto possibile, di alzare la famosa asticella degli obiettivi e riportare la piazza, se non ai recenti fasti, ad una condotta sportiva che possa far tendere lo sguardo più verso l’alto che verso il basso.

Inutile dire che tale processo comporterà, come peraltro annunciato dagli stessi protagonisti, l’ennesima rivoluzione di organico che ripresenterà ai nastri di partenza del prossimo campionato non più di 4-5 elementi dell’attuale rosa, ma soprattutto si spera che chi di dovere riesca, finalmente, a garantire quella continuità tecnica, ambientale e di risultati, la cui mancanza, anche clamorosa in alcuni periodi, ha caratterizzato (ed accidentato) il percorso degli ultimi due campionati.

Dunque lasciamoci con questo augurio e godiamoci un po’ di meritato riposo dopo un anno piuttosto logorante, per tutte le parti in causa: in bocca al lupo a tutti, noi compesi.





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