Venerdì, 27 Aprile 2018
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Basta rifiatare: la Reggina riprende le ostilità dopo aver rispettato il proprio turno di pausa, ultima sosta prima del rush finale che ci porterà dritti fino ala termine della stagione con conseguenti verdetti finali, salvo code tutt’altro che ambite.

La domenica di inattività non ha per fortuna portato scossoni negativi alla causa amaranto, grazie soprattutto al pareggio in extremis subito dalla Paganese che consente di mantenere i campani a meno 4, con scontro diretto a loro sfavore ed una gara in meno da disputare, e che dunque ci pone, a cinque turni dalla conclusione della fase regolare del torneo, in una posizione che certamente ancora non può dirsi di assoluta tranquillità, ma che sicuramente ci consente di essere padroni del nostro destino senza la necessità di compiere miracoli.

Allo stesso modo, avere cali di concentrazione in questo momento ci esporrebbe a pericoli inutili e dissennati, per cui non va sottovalutato alcun impegno da qui alla fine, né prodursi in calcoli azzardati, magari considerando alcuni punti già scontati, vedi scontro casalingo con il già retrocesso Akragas: basterebbe ricordare quanto successo all’andata in terra sicula per mantenere la concentrazione a livelli massimali.

Dunque appare indispensabile “stare sul pezzo”, a cominciare da domenica pomeriggio, quando ospiteremo la capolista Lecce. I salentini si trovano in una condizione molto particolare: la promozione diretta, obiettivo ampiamente dichiarato da diversi anni e che fino a poche settimane fa sembrava già acquisita in forza di un vantaggio di punti che sembrava incolmabile, è stata fortemente rimessa in discussione da una serie di risultati inaspettatamente negativi, e che li porterà a battagliare con Catania e Trapani fino all’ultimo minuto disponibile per ottenere la vittoria finale. Il Granillo dunque sarà teatro di uno scontro contro una compagine ferita, e dunque arrabbiata e concentrata, ma che forse ha smarrito gran parte delle sue certezze tecniche, e la cui tenuta mentale potrebbe giocargli qualche scherzo qualora la partita non prenda subito la piega sperata. Sta agli uomini di Maurizi riuscire ad interpretare la gara nella giusta maniera, magari cercando di portare a casa il terzo clean sheet consecutivo, dopo aver mantenuto la rete inviolata contro Casertana e Siracusa: brucia ancora ricordare l’andamento pazzesco della gara di un girone fa, che vide gli amaranto conseguire un incredibile doppio vantaggio dopo soli venti minuti, salvo poi farsi rimontare già al termine della prima frazione.

Inutile dire che anche un pareggio sarebbe un risultato gradito, contro una compagine che, recente crisi a parte, possiede comunque l’organico più forte della categoria e resta, in ogni caso, la favorita numero uno per l’approdo in serie cadetta. L’importante è che non si lasci nulla di intentato e che, qualunque sia il punteggio a fine gara, si abbia la consapevolezza di aver dato tutto, dando continuità quantomeno ad un livello di prestazioni che, se mantenuto fino a maggio, ci sta avvicinando, bene o male, all’obiettivo minimo finale. Forza e coraggio.





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