Lunedì, 16 Luglio 2018
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Distanze inalterate – la Reggina ottiene abbastanza agevolmente un pareggio nello scontro diretto di Andria, mantenendo, grazie agli altri risultati favorevoli, un vantaggio di 5 lunghezze sulla zona play out.

La partita, così come evidenziato, poteva presentare qualche insidia di troppo considerato l’obbligo, da parte dei padroni di casa, di battere la squadra più prossima in classifica per riaccendere le speranze di permanenza senza appendici finali. Nonostante però avessero un solo risultato possibile, i pugliesi non sono riusciti mai ad impensierire la difesa degli amaranto, che anzi hanno avuto, nella ripresa, due chiare occasioni per guadagnare l’intera posta in palio: nella prima Hadsiosmanovic, al termine di una bella combinazione in area, ci metteva troppo a concludere da pochi metri, vedendosi stoppare il tiro da un difensore: la più clamorosa invece capitava nei piedi del subentrato Sparacello che, elusa la trappola del fuorigioco, nel tentativo di superare con un tocco sotto il portiere in uscita, provocava un rimpallo che mandava il pallone a pochi centimetri dal palo.

Alla fine lo 0-0 appare comunque giusto in virtù delle poche opportunità create, dovute certamente alla grande importanza soprattutto di non perdere uno scontro già potenzialmente decisivo per gli esiti finali. Alcuni dati appaiono confortanti, come quello di non essere praticamente mai andati in affanno in una gara in cui i pugliesi avrebbero dovuto dare il tutto per tutto, dimostrando dunque che, probabilmente, il team guidato da Maurizi, sia alla luce dei nuovissimi innesti (La Camera subito schierato titolare) che dell’ambientamento tattico ed atletico degli arrivi di gennaio, dimostra di avere in questo momento qualcosa in più, anche dal punto di vista tecnico, di coloro che sono all’inseguimento. Inoltre, non è sottovalutare il dato che ci vede, negli scontri diretti, in vantaggio con tutte le altre “pari grado”, e sappiamo che spesso i campionati si possono vincere o perdere per un solo punto.

Se invece vogliamo considerare l’altro lato della medaglia, dobbiamo constatare come ancora una volta, probabilmente, si è scelto di non rischiare oltre in una gara che, alla luce dei ciò che si è visto in campo, se affrontata con maggiore spregiudicatezza avrebbe potuto portare ad un risultato pieno, chiudendo quasi definitivamente il discorso salvezza. Ma dato che, come si sa, il calcio non è una scienza esatta e non esistono controprove, dobbiamo giocoforza constatare come ormai la strada tracciata appare quella attuale, che ad una ormai rodata solidità difensiva non riesce, almeno in maniera altrettanto efficace, a far corrispondere una equivalente propensione ad offendere: questo quadro, al di là di far storcere il muso agli amanti dell’estetica a tutti i costi, sta innegabilmente consentendo alla squadra di mantenere una posizione in linea con gli obiettivi prefissati, seppur non permetta quello “strappo” in graduatoria che solo le vittorie comportano, a maggior ragione in presenza di rendimenti non esaltanti delle altre, e che ci costringono a mantenere alto il livello di guardia.

Senza dimenticare, infine, che sono proprio le vittorie la miglior medicina per curare la disaffezione della gente: l’auspicio è che sia proprio contro un’altra pugliese, domenica prossima, l’occasione buona per dimostrare che la prestazione con il Trapani non sia stata casuale…





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