Mercoledì, 23 Maggio 2018
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Bentornato bel gioco: la Reggina esce battuta dalla gara interna con il Trapani, fermando a sei i turni di imbattibilità e rimediando la prima sconfitta in questo 2018, al termine però di una gara molto bella ed intensa in cui entrambe la squadre hanno onorato l’impegno.

Nonostante lo schieramento iniziale, ampiamente previsto, lasci pensare ad il solito atteggiamento attendista, veniamo immediatamente smentiti dopo pochi minuti: se infatti a Cosenza abbiamo dovuto attendere oltre 60 minuti per assistere ad una azione manovrata, che tra l’altro ci ha fruttato il gol, ieri sono bastati pochi minuti affinché una splendida combinazione Bianchimano-Tulissi consentisse a quest’ultimo di procurarsi un sacrosanto rigore, il secondo della stagione, poi trasformato con freddezza dal centravanti ex Milan. Il Trapani ovviamente non poteva starci, e dopo soli cinque minuti riusciva a pervenire al pareggio sugli sviluppi di un corner, e rendendo il prosieguo della gara tanto incerto quanto spettacolare, con continui capovolgimenti di fronte e tante occasioni, alcune delle quali, di marca reggina, miracolosamente sventate dall’estremo siciliano che decideva di fare il fenomeno proprio al Granillo.

La ripresa, visto anche il campo pesante, offriva qualche spunto in meno nonostante comunque entrambe le compagini continuassero a non risparmiarsi, ma occorreva una svista di arbitro e guardalinee che, concedendo un angolo visibilmente inesistente anche ad occhio nudo, permetteva ai granata di trovare il vantaggio e la vittoria finale, certamente non rubata ma sicuramente immeritata per gli uomini di Maurizi.

È oltremodo bizzarro constatare come, dopo tante prestazioni non certo brillanti ma che hanno portato importanti punti in cascina, la sconfitta arrivi dopo una delle migliori prestazioni dell’anno. Certo, va considerata la forza dell’avversario, certamente di caratura importante ed almeno alla pari delle squadre che competono per il salto di categoria immediato, cionondimeno fa rabbia non racimolare neanche un punto in una gara che, oggettivamente, è risultata aperta a qualsiasi risultato, e dalla quale un esito per noi vincente non avrebbe scandalizzato nessuno.

Non sappiamo se sia stato il dover affrontare una squadra importante, o l’atteggiamento avversario che, a differenza delle precedenti avversarie viste al Granillo, concedeva ampi spazi, o comunque il miglioramento della forma fisica dei nuovi arrivi e, conseguentemente, l’affiatamento del gruppo, ma sta di fatto che per larghi tratti della partita abbiamo riammirato quella squadra già vista ad inizio anno in quanto ad intensità, trame di gioco ed efficacia anche offensiva, che solo per la bravura del portiere trapanese non ha prodotto più di una rete. E la sconfitta non può certo addebitarsi alla teoria della “coperta corta”, visto che le reti avversarie non sono giunte un atteggiamento troppo spregiudicato, ma in seguito a situazioni di palla ferma, e dunque indipendenti dal tipo di schieramento in campo.

È chiaro che, come si suol dire, non basta una singola rondine a far primavera, dunque ci si augura che la squadra riesca a mantenere lo stesso spirito per le prossime uscite, anche quando ci troveremo al cospetto di squadre che concederanno molte meno opportunità. A cominciare dal prossimo, decisivo scontro.





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