Lunedì, 16 Luglio 2018
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Un passo alla volta: la Reggina si prepara a ricevere, tra le mura amiche, un Trapani attualmente terza forza del campionato in solitudine, con l’obiettivo di mantenere l’abbrivio favorevole che la vede ancora imbattuta nel 2018.

I siciliani rappresentano certamente una compagine solidissima, ben assortita e con alcune individualità di spicco per la categoria, tanto da farla risultare come secondo miglior attacco (oltre il doppio dei gol fatti rispetto ai nostri) e seconda miglior difesa del girone, ed anche se probabilmente hanno dovuto riporre nel cassetto i sogni di gloria relativi alla promozione diretta, visto l’enorme svantaggio rispetto alla capolista Lecce, e che era obiettivo dichiarato ad inizio stagione, cercheranno fino alla fine di contendere al Catania la piazza d’onore della griglia play off.

Guardando in casa nostra, affronteremo i granata con qualche defezione di troppo. Come curiosamente successe anche all’andata quando, con il solo Sparacello disponibile in attacco, rimediammo uno 0-3 senza appelli di sorta. In compenso, domenica le assenze saranno distribuite più “equamente” tra difesa e centrocampo, con la nota positiva di questo inizio di girone di ritorno Ferrani appiedato dal giudice sportivo, nonché gli acciaccati Fortunato e Giuffrida, che comunque dovrebbero essere degnamente sostituiti; nondimeno, l’undici iniziale vedrà il ritorno in pianta stabile di Roberto Marino divenuto ormai, per la sua incredibile dinamicità e capacità di attrarre infiniti palloni in mezzo al campo,  un elemento imprescindibile per Maurizi e per i compagni.

Ci aspettiamo, senza possibilità alcuna di sorprese, di rivedere lo schieramento “abbottonato” di questo nuovo corso di stagione, a maggior ragione considerata la forza dell’avversario. Non sappiamo se e per quanto tempo l’attuale atteggiamento tattico continuerà a produrre i suoi frutti, seppur “di piccola taglia” come avvenuto per le ultime quattro uscite: seppur un risultato positivo, qualunque esso sia, allungherebbe la serie utile, dando quella continuità di rendimento indispensabile in termini di classifica e di morale, ci chiediamo comunque fino a quando sarà possibile coniugare una solidità difensiva inversamente proporzionale alla produttività offensiva, e quante altre volte capiterà, dovessimo andare sotto come a Cosenza o a Matera, di riuscire a raddrizzare il punteggio mantenendo un’assoluta esiguità di conclusioni a rete. Ovviamente ci auguriamo che diventi una piacevole abitudine, ma un “aiuto” non guasterebbe…

Capitolo Tulissi: raramente in questa rubrica ci siamo permessi di muovere appunti sia di natura tattica che di scelta degli uomini da schierare, lasciandone l’onere ai “veri” addetti ai lavori; risulta però estremamente evidente, anche ad occhi profani, come l’attuale schieramento vada a penalizzare forse l’unico elemento nella rosa, a maggior ragione dopo le partenze di De Francesco e Porcino, in grado di “disturbare” le difese avversarie e dare quel quid di imprevedibilità che non rientra nelle corde degli altri compagni di reparto, cosa che evidentemente non può avvenire se l’ex atalantino viene utilizzato con il contagocce o, come lunedì scorso, snaturato da seconda punta in un 5-3-2. Sta ovviamente al tecnico trovare le migliori soluzioni affinché gli elementi più tecnici, ed aggiungiamo Provenzano e lo stesso Samb, possano coesistere senza minare la ritrovata compattezza che, senza dubbio, ha consentito alla squadra di uscire fuori dalle paludi delle zone basse della classifica. Tempo ed occasioni non mancheranno.





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