Giovedì, 21 Giugno 2018
Modifica le dimensioni del carattere

 

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Fine della giostra: è finalmente terminato il mercato invernale, e con esso l’opera di trasformazione strutturale della squadra, la cui portata, soprattutto numerica, non ha eguali nella storia amaranto.

Di solito si usa definire tale sessione di calciomercato come “di riparazione”: da noi si è andati oltre, ma le modalità, come scritto nelle scorse settimane, non hanno sorpreso nessuno, poiché alla luce dei fatti di novembre e dicembre, e della scelta societaria riguardo la fiducia accordata, anzi rinforzata nei confronti della gestione tecnica, tale soluzione, benché rischiosa, appariva l’unica possibile per ripristinare la giusta rotta. L’organico, di fatto rivoltato per oltre un terzo, ha visto partire diversi tra coloro che per tutto il girone di andata hanno rappresentato punti fermi della cosiddetta formazione tipo, tra i quali capitano e vice capitano. Al riguardo ribadiamo, ancora una volta, l’impossibilità di esprimere un giudizio sulla scelta fatta, non avendo contezza di ciò che è accaduto tra le mura dello spogliatoio, né nelle stanze dei bottoni, rimettendoci unicamente al responso che scaturirà dal prosieguo del campionato.

Nel frattempo però qualche indicazione l’abbiamo già ricevuta, avendo goduto di una mini-serie positiva proprio in piena fase di transizione, quando però era già chiaro a tutti, calciatori compresi, quale era la il percorso intrapreso, ed abbiamo già avuto modo di evidenziare come, accanto alla trasformazione tecnico tattica della squadra, tra nuovo modulo e caratteristiche da scoprire, si è rivisto l’animus pugnandi clamorosamente scomparso durante la crisi: se sarà stato fuoco di paglia o meno non ci vorrà molto per scoprirlo, ed in tal senso il calendario ci offre, da subito, una possibilità abbastanza ghiotta, almeno sulla carta.

Ci attende infatti un doppio turno casalingo contro avversari decisamente alla nostra portata: di importanza quasi vitale appare il primo, dato che il Fondi attualmente occupa l’ultimo posto destinato ai play out, per cui risulta oltremodo pleonastico evidenziare il valore di un successo che scaverebbe un solco decisamente rassicurante dalla zona pericolo. I laziali, durante la stagione, hanno stazionato pressoché stabilmente nei bassifondi, ed hanno per le seconda volta cambiato guida tecnica, curiosamente ad un girone esatto di distanza dalla prima, avvenuta proprio alla vigilia dello scontro di andata. Quella gara vide il primo successo esterno degli amaranto, al termine di una prestazione non brillantissima, impreziosita dalle parate di un Cucchietti che già faceva intravedere le sue grandi qualità, e da una perla di Marino subentrato pochi secondi prima.

In ultimo, ci verrebbe da riproporre il solito appello, accanto ad altri uditi in questi giorni, per un ritorno della tifoseria, in particolare quella organizzata, sulla cui disaffezione continuiamo a non capirne, tantomeno a condividerne, modalità e scopi, ma francamente, alla luce dei precedenti, c’è da essere poco ottimisti in tal senso. Ci si lasci semplicemente ricordare un concetto, banale quanto si vuole ma difficilmente contestabile: gli uomini passano, la Reggina resta. E noi vogliano che resti.





Partners