Lunedì, 16 Luglio 2018
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – All’inferno: la Reggina rimedia il secondo 0-3 consecutivo al Granillo nonché la seconda umiliazione in poche settimane, perdendo la faccia e subendo la prima, vera sonora contestazione dagli spalti, da cui nessuno viene risparmiato.

Di fronte ad un Rende apparso, come all’andata, tutt’altro che irresistibile, gli undici amaranto in campo abbozzano il solito inizio incoraggiante, salvo poi, come da copione ormai tristemente collaudato, crollare dopo la prima rete subita, facendo diventare il resto della gara una lenta agonia tra urla, fischi e, soprattutto, tanta desolazione, così in campo come sulle tribune.

Avevamo chiesto un regalo natalizio per cercare di concludere l’anno in serenità, ci è invece arrivato un carico di carbone durissimo da digerire da una squadra che tale non appare essere più, imprigionata dai suoi limiti, dalle sue paure e, temiamo, dalla svogliatezza di qualcuno che forse con la testa si trova già altrove. Ci sembra inoltre che accanto alle acclarate problematiche di natura psicologica, emergano prepotentemente anche carenze tattiche di un gruppo che non riesce a cambiare pelle né in corsa né da un impegno ad un altro, ancorata ad un modulo che, evidentemente, non rappresenta più un pericolo per gli avversari come avveniva alcune settimane fa. Ma quel che è peggio è la sensazione, chiara ed ineluttabile, di non riuscire ad intravedere in questo momento soluzioni che siano appena sufficienti per venire fuori da quest’incubo: limitarsi a prevedere un ritiro natalizio quale panacea di tutti i mali rischia concretamente di divenire un accanimento terapeutico, buono solo a prolungare le sofferenze di una piazza che, seppur anch’essa svogliata e demotivata a prescindere, certamente non merita di assistere a spettacoli così penosi e degradanti. Così come non abbiamo, in questo momento, ragione di credere che, ahinoi, l’esito della prossima trasferta catanzarese possa differire dagli attuali risultati.

Noi continuiamo a credere che chi comanda abbia, da reggino, sinceramente a cuore le sorti della squadra, e certamente non può ignorare tutto ciò che essa ha rappresentato per la sua città ed il suo popolo, da generazione in generazione, a Reggio e per i reggini sparsi in tutto il mondo: non abbiamo certo le competenze, né tantomeno la presuntuosaggine per proporre rimedi, ci limitiamo ad auspicare, quasi a pregare affinché venga trovata una soluzione per sparigliare il mazzo, se necessario, senza guardare in faccia niente e nessuno, facendo leva solo su chi ci sta ad anteporre il bene della Reggina agli interessi personali e, conseguentemente, facendo a meno di chiunque altro, senza rancore.

Buon Natale.





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