Domenica, 25 Febbraio 2018
Modifica le dimensioni del carattere

 

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Caduta senza fine: la Reggina non riesce a racimolare punti nemmeno in quel di Castellammare di Stabia, inanellando la terza sconfitta consecutiva e chiudendo il girone di andata con 18 punti, quota che ad ottobre sembrava ampiamente superabile, ma che invece ci consegna, a metà del guado, in piena zona play out.

Credevamo (o meglio, speravamo) che le telecamere potessero costituire un incentivo per chi avesse avuto la necessità di mettersi in mostra, ed all’inizio è sembrato potesse essere così, visto che gli amaranto riescono, tutto sommato meritatamente, a sbloccare il risultato grazie ad un perfetto contropiede che, con pochi passaggi ma di qualità, mettono nelle condizioni Fortunato di realizzare il suo primo gol stagionale, e magari mettere la gara su binari congeniali, come parrebbe suggerire l’andamento della prima frazione, chiusa in vantaggio senza particolari patemi d’animo sui padroni di casa, che schierano in avanti l’ex carneade Paponi, noto dalle nostre parti per il clamoroso rifiuto ad un trasferimento last minute in una sessione di mercato invernale in serie B.

Nella ripresa però, purtroppo, riemergono tutte le ansie e le incertezze viste nelle scorse settimane e che consentono ai padroni di casa, la cui prestazione appare tutt’altro che irresistibile, di impattare prima e di passare in vantaggio poi con il minimo sforzo, con un atteggiamento troppo rinunciatario e, soprattutto, incredibili disattenzioni difensive sui calci piazzati che denotano mancanza di concentrazione e, evidentemente, di serenità. E dire che abbiamo anche l’opportunità di raggiungere il 2-2, negato a Marino da un grande intervento del portiere campano, ma in questo momento nemmeno la sorte sembra venirci incontro.

Si chiude dunque, nel peggiore dei modi, un girone di andata che ad un certo punto sembrava potesse proiettarci verso zone soleggiate ed ambiziose, ma che invece termina in pena crisi di risultati e, soprattutto, di identità: il gioco di “comando” prospettato da Maurizi si è dissolto come neve al sole, ed un gruppo che solo un mese e mezzo fa faceva punti con chiunque e divertiva, appare oggi come un’accozzaglia disunita, disorganizzata e, quel che è peggio, fuori di testa. Gli interventi richiesti in settimana non sono evidentemente riusciti a trovare il bandolo della matassa, e viene da chiedersi se chi di dovere sia effettivamente riuscito a capire i veri mali della squadra, o se persista una “sottovalutazione” di una situazione che, rec sic stantibus, parrebbe senza via di uscita, a meno di interventi drastici da porre in essere a gennaio, e che giocoforza riguarderebbero l’organico e non il tecnico, ormai blindato da un rinnovo contrattuale.

Alcune domande però appaiono lecite, se non sacrosante: è in grado questa società, che non naviga certo nell’oro, di operare una rivoluzione, privandosi di coloro che non si riconoscono più in questo progetto? Avrebbe il tecnico il tempo di riassemblare un gruppo, in modo tale da ricreare una situazione di gioco (ed ambientale) idonea a farci uscire dalle paludi? Ma soprattutto: ammesso e non concesso che questo sia il piano societario, chi ci darebbe la certezza che, nel girone di ritorno, non vengano fuori nuovi “mal di pancia”, considerato che la gestione tecnica resterebbe in capo a chi non è riuscito, nell’ultimo mese e mezzo, a trovare soluzioni adeguate?

In attesa di ricevere qualche risposta, ci sono altre due gare da disputare prima della fine dell’anno solare, e si tratta di due derby calabresi contro due squadre in piena salute. È lecito sperare in un miracolo natalizio?





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