Domenica, 17 Dicembre 2017
Modifica le dimensioni del carattere

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Senza alternative: la Reggina si appresta ad affrontare il fanalino di coda Akragas ben conscia che qualsiasi altro risultato che non sia la vittoria risulterebbe indigesto e rischierebbe di far precipitare la squadra verso la prima vera crisi stagionale.

Il pareggio interno con il Bisceglie, non certamente soddisfacente ma neanche scandaloso, è giunto al termine di una prestazione tutto sommato positiva per molti aspetti, come abbiamo avuto modo di evidenziare nel post partita, non ultimi la ricerca quasi ossessiva del gioco, seppur non sviluppato in ogni zona del campo come magari avveniva qualche settimana addietro, e soprattutto l’esser nuovamente riusciti a lasciare il campo con la porta inviolata, dopo l’emorragia di reti subite (ben otto) nelle ultime tre gare tra campionato e coppa Italia. Per gli scaramantici, ci si è inoltre allontanati finalmente, seppur di una sola lunghezza, da quel 17 a cui eravamo ancorati in graduatoria da inizio novembre, complice anche la pausa, e che aveva reso il vantaggio dalla zona pericolo tutt’altro che rassicurante come lo era dopo il colpo sul Catania.

Il match di domenica presenta le tipiche insidie che si possono incontrare nell’affrontare una compagine derelitta, non solo per i risultati deficitari degli ultimi due mesi, ma anche e soprattutto per le note vicende societarie, che ormai si trascinano dallo scorso anno e che hanno già portato in dote ai siciliani ben tre punti di penalizzazione. Potremmo a questo punto fare ulteriori considerazioni, di carattere extracalcistico, su come sia possibile che una società, i cui problemi sono noti a tutti da svariati mesi, si sia potuta bellamente iscrivere alla serie C, ma probabilmente non ci compete e rischieremmo di perderci in considerazioni a 360° che invece lasciamo ad altri.

Quello che a noi interessa è che, sfatati i luoghi comuni del caso e sapendo che non esistono vittorie scontate in partenza ma che i punti vanno sempre e comunque conquistati, si possa fare valere la differenza di cifra tecnica (ed evidentemente psicologica) che il campo ha evidenziato esserci tra le due squadre, nonostante affronteremo l’impegno privi dei nostri due uomini più rappresentativi a causa di due gialli quantomeno evitabili, più lo sfortunato Garufi (a cui mandiamo i nostri auguri) e che tutti coloro che scenderanno in campo abbiano ben chiaro in testa che non vi possono essere alternative dall’ottenere, senza guardare in faccia nessuno, una vittoria che sia convincente ed utile, per non dire indispensabile, a farci riprendere la giusta via verso zone più tranquille e, permetteteci, consone al rendimento dei ragazzi, e che ci consentirebbe di affrontare le partite che ci separano dalla fine dell’anno solare con maggiore spensieratezza e, si spera, concretezza.





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