Domenica, 17 Dicembre 2017
Modifica le dimensioni del carattere

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Voglia di strafare: la Reggina cade in casa, per la seconda volta quest’anno, al cospetto di una Siracusa che, numeri alla mano, dimostra di trovarsi a proprio agio lontano dalle mura amiche, dove ha conquistato ben 15 dei suoi 23 punti complessivi.

Maurizi era stato facile profeta esternando le sue cattive sensazioni prima del secondo turno infrasettimanale che, evidentemente, risulta indigesto sia al tecnico che ai calciatori, considerato che anche l’altro tonfo casalingo (con il Cosenza) avvenne di martedì. Eppure l’inizio gara era stato promettente con le squadre che, a differenza del pessimo spettacolo di Caserta, mostrano di volersela giocare a viso aperto: in particolare gli amaranto praticano un gioco piacevole, con buone trame palla a terra che, almeno inizialmente, gli consentono di non soffrire l’avversario. Il problema però, e non di poco conto, è che dalla manovra avvolgente scaturiscono zero tiri in porta, vuoi per eccessiva leziosità, vuoi per cronici errori nell’ultimo passaggio. E dato che nel calcio ha ragione chi la mette dentro, quest’ultima arride agli aretusei, che a seguito di un cross apparentemente innocuo bucato da mezza difesa reggina vanno in vantaggio grazie ad una girata forte e precisa di Bernardo che non lascia scampo a Cucchietti. La voglia di recuperare immediatamente il punteggio favorisce invece il raddoppio siciliano qualche minuto dopo, grazie ad un contropiede sanguinoso, partito da un corner a nostro favore, che consente un clamoroso due contro zero davanti all’estremo scuola Toro che ovviamente nulla può per evitare il raddoppio.

La ripresa vede una Reggina completamente protesa in attacco, ma che riesce a produrre una unica occasione con una gran botta su punizione di Bianchimano salvata sulla linea da un difensore a portiere battuto, che però sull’immediata ribattuta ravvicinata di Porcino compie un mezzo miracolo d’istinto: magari la partita si sarebbe riaperta con ancora una ventina di minuti da giocare, ma evidentemente non era serata, e da lì in poi non accadrà più nulla se non un palo ospite sul finale per un possibile (ma a quel punto eccessivo) 0-3.

Poteva essere, in un certo senso, la partita della svolta che avrebbe, cioè, potuto indirizzare la squadra verso obiettivi più ambiziosi: la realtà invece ci riporta sulla terra e ci dice che, probabilmente, in questa fase non siamo ancora pronti per sognare qualcosa di più. Vietato però fare drammi di sorta, gli amaranto dimostrano comunque di essere in salute ed continuano ad occupare una posizione di classifica tranquilla, assolutamente in linea con i programmi e che dunque avremmo tutti sottoscritto ad inizio anno. Ben venga quindi, ed ancora di più dopo questo passo falso, la sosta forzata prevista dal calendario, che consentirà a tutto il gruppo di riprendere energie fisiche e soprattutto mentali, e magari a guarire da qualche acciacco, in attesa di riprendere le ostilità andando ad affrontare, in casa sua, la più forte di tutte. Ma questa è un'altra storia, e ne parleremo la prossima settimana. Buona pausa a tutti.





Partners