Lunedì, 20 Novembre 2017
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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Ritmi serrati prima della pausa: la Reggina torna in campo a 72 ore dal pareggio in quel di Caserta per affrontare l’ennesima sorpresa del girone meridionale di questa incerta serie C.

Il Siracusa, reduce da un ottimo campionato concluso inaspettatamente, da neopromossa, al quinto posto ma dopo aver a lungo conteso la terza piazza al Matera, ha iniziato l’attuale torneo, contro i favori del pronostico, in maniera altrettanto sfolgorante,  tanto da sfiorare a più riprese la vetta della classifica, in virtù di un rendimento comunque particolare, che l’ha vista conquistare ben 4 delle sei vittorie complessive lontano dalle mura amiche, e spesso con punteggi altisonanti. Si tratta dunque dell’ennesimo insidioso banco di prova per De Francesco e c,. anche in considerazione del fatto che, come avvenuto in occasione dell’ultimo scontro interno col Catania, gli aretusei si presentano reduci da una cocente sconfitta casalinga, e dunque con la probabile intenzione di riprendersi immediatamente sulla scia dell’ottimo rendimento esterno.

Per contro, i ragazzi di Maurizi non intenderanno certo travestirsi da vittima sacrificale e vorranno certamente dare seguito al buon momento di forma e di risultati conseguiti nell’ultimo periodo, per di più al cospetto di avversari molto competitivi o, ricordando lo scontro di sabato scorso, alquanto rognosi, confidando anche nel fatto che, dati alla mano, il rendimento casalingo, derby con il Cosenza a parte, costituisce ad oggi il vero punto di forza della squadra.

E parlando di ambiente “casalingo”, sorgono spontanee alcune considerazioni, alla luce della “squalifica” della curva sud che priverà gli amaranto del sostegno del tifo organizzato, seppur quest’anno, complice la discutibile protesta part time attuata dagli ultras, non si può dire certo sia stato determinante per le sorti delle partite. Riteniamo francamente non equilibrate questo tipo di sanzioni, in voga da qualche anno, che alla fine vanno a penalizzare tutti coloro (abbonati in primis) che nulla hanno avuto a che fare con i comportamenti, comunque incresciosi, di una parte di tifosi: basterebbe in questi casi andare a punire direttamente i singoli responsabili, posto che l’attuale tecnologia presente negli stadi, vedi telecamere a circuito chiuso, dovrebbero consentire di individuare chi tira un fumogeno in campo, piuttosto che adottare misure esemplari inique e vessatorie verso chi non c’entra niente, e ovviamente nulla poteva fare per impedirlo.

Ovviamente, chi subirà le conseguenze maggiori saranno coloro che scenderanno in campo, costretti ancora una volta a fare gli straordinari per dare una ulteriore soddisfazione ad un pubblico ancora troppo agnostico nei confronti di un gruppo che, in altri tempi, avrebbe coinvolto e trascinato un numero di sostenitori molto maggiore di quei circa duemila tifosi che ormai costituiscono un inossidabile zoccolo duro, ma che non rendono giustizia alle prestazioni di una Reggina sempre più agguerrita e sbarazzina.

Forza e coraggio dunque per questa ulteriore fatica prima del turno di riposo, che probabilmente capita in un momento propizio visti i tanti impegni ravvicinati, e che possiamo considerare come la chiusura di un primo ciclo di partite, al termine del quale sarà possibile tracciare una primo bilancio di questa stagione, essendo la Reggina l’unica delle prime dieci squadre, insieme alla capolista Lecce ed allo stesso Siracusa, a non aver osservato la pausa prevista dal calendario, per poter cercare di capire verso quale direzione sarà possibile osare.