Domenica, 17 Dicembre 2017
Modifica le dimensioni del carattere

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Occhio alle sbornie: la splendida vittoria sul Catania ha lasciato, giustamente, un’aurea di entusiasmo in tutto l’ambiente, anche tra le componenti più scettiche, oltre a porre la squadra in una posizione di classifica di assoluta tranquillità che le consentirebbe di guardare più avanti a sé che dietro.

Tra articoli sportivi anche di marca nazionale (non ultimo un editoriale di Sky Sport) e manifestazioni social non solo dei tifosi, ma anche e soprattutto degli stessi protagonisti della piccola impresa di sabato sera, in città si respira un’atmosfera che non percepivamo da tanto tempo, anzi assolutamente inedita riguardo l’attuale società: basti pensare agli stenti della Reggio Calabria in serie D, o al fatto che appena l’anno scorso, di questi tempi, dopo un inizio promettente ci eravamo già infilati a piè pari in un tunnel di sconfitte, cattive prestazioni e scoramento generale, dal quale saremmo uscito, e con molta fatica, solo in primavera.

Proprio quest’entusiasmo però, paradossalmente, potrebbe costituire il principale nemico di questa squadra, sulla cui validità abbiamo sempre creduto (e siamo stati tra i pochi a farlo tra la diffidenza generale), ma che è pur sempre formata da elementi molto giovani, alcuni dei quali alla prima esperienza tra i professionisti, e dai quali dunque non si può pretendere quell’equilibrio e quell’esperienza tali da renderla immune da qualsiasi tipo di “disturbo”. Ed a quanto pare è proprio il calendario a proporre un potenziale problema, visto che ci pone davanti un avversario in chiara crisi tecnica e, fisiologicamente, tale da poter facilmente essere preso sotto gamba. E si tratterebbe di un errore imperdonabile.

Sono tanti i fattori che giustificano tali timori: intanto la Casertana è una compagine tutt’altro che sprovveduta, costruita per tutt’altro tipo di campionato con elementi di grande esperienza (basti ricordare Rajcic o Alfageme, con tante presenze da protagonisti in B); inoltre, a prescindere dall’avversario di turno, gli amaranto, con tutti i loro pregi e le poro potenzialità, non possono essere considerati una “corazzata” al pari dello stesso Catania, per cui per esprimersi ai massimi livelli sono “costretti” a dare tutto in ogni gara, soprattutto in termini di concentrazione, come se giocassero ogni turno contro gli etnei; infine, volendo utilizzare un fattore scaramantico, magari è bene non dimenticare che proprio Caserta, lo scorso campionato, fu il crocevia decisivo che, a causa di una vittoria sciaguratamente buttata negli ultimi minuti, contribuì ad aprire la crisi di Zeman e c.

Vi è da dire, ad onor del vero, che in altre due occasioni quest’anno (Fondi ed Andria) i ragazzi di Maurizi hanno affrontato situazioni simili al cospetto di squadre in difficoltà, e ne sono usciti vittoriosi in entrambe le partite: ricordiamo però anche che ambedue i successi sono stati conquistati, più che per le rispettive prestazioni, che all’epoca anche noi giudicammo non proprio brillanti, probabilmente grazie al maggior tasso tecnico posseduto, cosa che in terra campana potrebbe verosimilmente non bastare.

Dunque sono tante le insidie, esterne ed interne, che, senza voler fare i menagrami a tutti i costi, la squadra dovrà affrontare al Pinto di Caserta: in questo confidiamo tanto nel tecnico che certamente avrà carpito gli stessi pericoli all’orizzonte, e che riteniamo avrà cercato in settimana, se non di smorzare gli entusiasmi, di trasformarli in ulteriore rabbia agonistica, almeno pari a quella dimostrata sabato sera contro un avversario che da solo creava le sufficienti motivazioni. Se ci sarà riuscito, sarà solo il campo a dircelo.





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