Domenica, 17 Dicembre 2017
Modifica le dimensioni del carattere

Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Masochismo: come spesso accade alle nostre latitudini, in presenza di congetture favorevoli determinate sia dal ritorno alla vittoria che da reintegro degli infortunati ed indisponibili, che giungerà a completamento tra una settimana col rientro dalla lunga squalifica di Di Livio, pensiamo bene, sia in ambito societario che mediatico e popolare, di cercare il tarlo che possa, se non interrompere, quantomeno disturbare un momento di serenità e proficuità. E siccome abbiamo tanta esperienza in merito, spesso ci riusciamo.

Il presente ci dice che sabato affrontiamo la vera sorpresa del torneo: alzi la mano chi pensava che il Monopoli potesse occupare, e meritatamente, le primissime posizioni della classifica, seppur siamo solamente ad un quarto di campionato. I pugliesi si sono dimostrati una macchina da gol (con tanto di capocannoniere del girone) con ben 14 reti realizzate, superati dal solo Lecce di cui però non possiamo dirci meravigliati, ed a fronte di solo 4 subite (seconda miglior difesa dopo il Catania). Impegno dunque chiaramente difficile ma non proibitivo: lo diciamo non perché siamo presuntuosi, bensì convinti che in questo campionato di realmente proibitivo non vi sia nulla, ma anche speranzosi che la “nuova” Reggina con l’organico al completo ed una settimana in più di fiato (per chi è stato fermo a lungo) non possa che fisiologicamente migliorare.

Il passato può essere interpretato, magari dimenticato, ma mai negato o addirittura cancellato. Chi ha vissuto con passione gli anni di questa squadra, gloriosi o meno, porta con sé tutte le emozioni, gioie, delusioni, incazzature che solo un tifoso di questo sport può vivere: questo è un principio assoluto che travalica le generazioni, da quelle che hanno vissuto la serie A, passando per coloro che, come chi vi scrive, aveva la B come eldorado dopo aver affrontato la C2, fino ai nostri padri che portavano in dote i favolosi anni di Granillo, Gatto e Maestrelli. Siamo convinti che ciò valga anche per chi guida l’attuale società, il cui intervento, che da qualche giorno monopolizzando il dibattito tra i tifosi e, appunto, “turbando” il clima attorno alla Reggina 1914, probabilmente voleva significare (evidentemente in modo non efficace) che in questo momento economico-gestionale pensare a scenari troppo ambiziosi, come quelli vissuti appena un decennio fa, non è pensabile né producente. Possiamo anche essere d’accordo con un concetto che è certamente saggio è realista, ma ci permettiamo di suggerire da un lato alla società che ci sono momenti in cui il silenzio può essere più efficace di molte dichiarazioni, poiché il tifoso ha anche il diritto di essere poco realista e più sognatore; dall’altro a chi avrebbe mezzi e possibilità di gettare acqua sul fuoco, ma spesso cerca un pretesto per alzare i toni e metterla in caciara, e francamente non si capisce a chi possa giovare. Certamente non alla città ed ai suoi tifosi.

Il futuro non può essere predeterminato, ma magari indirizzato sì: e se un ambiente si compatta attorno alla sua squadra, a dei ragazzi che fino ad oggi hanno dimostrato, con il loro impegno, quantomeno di meritare di indossare la maglia che portano (quella sì gloriosa, sempre e comunque), evitando il più possibile tutte quelle “distrazioni” che ne possono turbare il percorso, è più probabile che si ricevano soddisfazioni piuttosto che delusioni, ce lo dice, per l’appunto, proprio la nostra storia. Ed il futuro più prossimo passa da Monopoli, e dalla speranza di sovvertire i pronostici: d’altronde, è proprio questo il bello del calcio.

 

 

(Editoriale realizzato da RegginaLife.com per la testata giornalistica Reggio Informa)

 

 





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