Mi seggo e rimango ad osservare uno stadio interamente in piedi ad omaggiare, con un ovazione, l'artefice della rinascita di una società di calcio relegata per più di un ventennio nell'oblio da dirigenze avide, mentre effettua un giro di campo da eroe.
La delusione a quel punto diventa rassegnazione, non per il risultato (1 a 0 per loro), perchè quello era scontato già prima che partissi da casa, nè per aver perso il derby perchè quelli si vincono e si perdono; ma perchè quello stadio sarebbe stato il Granillo e non il Ceravolo, perchè quella tifoseria sarebbe stata amaranto e non giallorossa, perchè quel Presidente, tal Giuseppe Cosentino, avrebbe dovuto essere il nostro Presidente se l'attuale proprietario non avesse respinto con arroganza ed avidità le proposte di acquisto che a tempo debito gli erano pervenute. Quella stessa arroganza ed avidità che a Catanzaro è costata 24 di oblio in serie C2.
Buon Natale a tutta Reggio.
Rocco

