Il Riccione si sdoppia, partita sospesa!
Inviato: 03/09/2012, 17:27
La prima giornata di Serie D di calcio è iniziata con un rinvio che ha davvero del clamoroso. Il match tra Tuttocuoio e Riccione non si è disputato perché i romagnoli si sono presentati con due squadre diverse in campo. Schiaffi e insulti fra giocatori e dirigenti e la partita viene rinviata
La prima giornata del campionato di Serie D di calcio è iniziata con un rinvio che ha davvero del clamoroso. Il match del girone D fra i toscani del Tuttocuoio San Miniato e i romagnoli del Riccione è stato rinviato dall'arbitro perché allo stadio di Ponte a Egola (località in provincia di Pisa) si sono presentati due diverse formazioni del Riccione facenti capo a due differenti presidenti: la prima presieduta da Paolo Croatti ed Aquilino Di Tora (al momento ancora priva di allenatore) e la seconda presieduta da Lauro Galli, che qualche settimana fa ha disputato due partite ufficiali di Coppa Italia.
SCHIAFFI E INSULTI POI TUTTI A CASA -Il pomeriggio di 'non sense' allo stadio 'Leporaia' è iniziato alle ore 13 quando nella cittadina toscana è arrivato il primo pullman con la formazione di Croatti seguita a ruota dopo mezzora da quella di Lauro Galli. L'imbarazzo è evidente, le due dirigenze e i 35 giocatori si incontrano negli spogliatoi dove si avvia un conciliabolo per trovare un accordo e risolvere questa situazione tragicomica che dura da diverse settimane. Gli animi ben presto si scaldano, vola qualche schiaffo e spintone e i carabinieri, chiamati a presidiare gli ingressi dello stadio, si vedono costretti ad intervenire per evitare che la situazione degeneri. La terna arbitrale nel frattempo concede 45 minuti per trovare un accordo e procede al riconoscimento dei calciatori delle tre 'squadre'. Il nodo però non si scioglie e appurati i rischi per l'ordine pubblico il commissario di campo ha deciso di non far disputare la partita. Nelle prossime ore il giudice sportivo provvederà a dare la vittoria a tavolino (3-0) al Tuttocuoio. Il problema però resta: chi è il vero Riccione? Una domanda a cui sarà chiamato a rispondere la Lega ma che non ricompenserà i tifosi della squadra biancazzurra che ieri hanno vissuto la pagina più nera della ultraottantennale storia.
La prima giornata del campionato di Serie D di calcio è iniziata con un rinvio che ha davvero del clamoroso. Il match del girone D fra i toscani del Tuttocuoio San Miniato e i romagnoli del Riccione è stato rinviato dall'arbitro perché allo stadio di Ponte a Egola (località in provincia di Pisa) si sono presentati due diverse formazioni del Riccione facenti capo a due differenti presidenti: la prima presieduta da Paolo Croatti ed Aquilino Di Tora (al momento ancora priva di allenatore) e la seconda presieduta da Lauro Galli, che qualche settimana fa ha disputato due partite ufficiali di Coppa Italia.
SCHIAFFI E INSULTI POI TUTTI A CASA -Il pomeriggio di 'non sense' allo stadio 'Leporaia' è iniziato alle ore 13 quando nella cittadina toscana è arrivato il primo pullman con la formazione di Croatti seguita a ruota dopo mezzora da quella di Lauro Galli. L'imbarazzo è evidente, le due dirigenze e i 35 giocatori si incontrano negli spogliatoi dove si avvia un conciliabolo per trovare un accordo e risolvere questa situazione tragicomica che dura da diverse settimane. Gli animi ben presto si scaldano, vola qualche schiaffo e spintone e i carabinieri, chiamati a presidiare gli ingressi dello stadio, si vedono costretti ad intervenire per evitare che la situazione degeneri. La terna arbitrale nel frattempo concede 45 minuti per trovare un accordo e procede al riconoscimento dei calciatori delle tre 'squadre'. Il nodo però non si scioglie e appurati i rischi per l'ordine pubblico il commissario di campo ha deciso di non far disputare la partita. Nelle prossime ore il giudice sportivo provvederà a dare la vittoria a tavolino (3-0) al Tuttocuoio. Il problema però resta: chi è il vero Riccione? Una domanda a cui sarà chiamato a rispondere la Lega ma che non ricompenserà i tifosi della squadra biancazzurra che ieri hanno vissuto la pagina più nera della ultraottantennale storia.