Rapetto, "sceriffo del web" silurato dalla Gdf, si dimette

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IL CASO
Via Rapetto, "sceriffo del web" silurato dalla Gdf, si dimette
Il capo del nucleo speciale frondi informatiche, noto come "lo sceriffo del web", lascia la Guardia di Finanza. Interrogazioni parlamentari da parte di Idv, Pd, Udc e Pdl
di CARLO CLERICETTI - http://www.repubblica.it/tecnologia/201 ... -36156556/" onclick="window.open(this.href);return false;

PARLARE di lotta ai crimini e alle truffe informatiche, in Italia, significava parlare di lui: il colonnello Umberto Rapetto, capo del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, un gruppo di specialisti da lui fondato e sviluppato che può vantare un lungo elenco di successi a vantaggio non solo della legalità, ma anche delle casse dello Stato. Rapetto è stato il pioniere delle indagini informatiche, fin da quando Internet, per la burocrazia e anche per gli apparati di sicurezza del nostro paese, era ancora pressoché sconosciuto.

Ebbene, Rapetto è stato rimosso dal suo incarico. Motivo? "Ordinari criteri di rotazione del personale". Bene, si dirà, ma gli sarà stato affidato qualche altro compito dove possa mettere a frutto le sue indiscusse capacità. Invece no: è stato mandato al Centro alti studi della Difesa (Casd). A formare altri investigatori, come del resto, proprio tenendo una serie di corsi, fa già da 15 anni? No: a seguire un corso, da "studente". E Rapetto, oggi, ha annunciato le sue dimissioni.

La vicenda, che ha dell'incredibile, ha sollevato una tempesta politica. Sono già nove le interrogazioni parlamentari, da tutto l'arco dei partiti: due di Lannutti (Idv) e poi Zamparutti (Pd), Tassone e altri 33 (Udc), Fluvi (Pd), Gramazio (Pdl), Buonfiglio (FareItalia), Pisicchio (Api) e Caparini (Lega). Tutti si dichiarano sorpresi e scandalizzati e chiedono che i ministri competenti intervengano per invitare i vertci delle Fiamme Gialle a riconsiderare la decisione. Peraltro, il ministro più direttamente interessato è quello dell'Economia e Finanze, ossia lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti che ricopre anche questo incarico.

Nei testi delle interrogazioni si leggono notizie piuttosto sconcertanti. Per esempio che Rapetto ha chiesto formalmente di parlare con il Comandante generale, com'è suo diritto, e la richiesta è stata rigettata dai quadri intermendi che invece sarebbero stati tenuti ad inoltrarla. Che per sostituirlo sono stati designati ben sei ufficiali, ma senza nessuna procedura di selezione, tanto che quattro di loro non avrebbero alcuna competenza specifica in questa materia; si collocherebbero però al di sopra dei due capitani che da anni lavorano insieme a Rapetto, relegati così in fondo alla scala gerarchica. Che è stata ignorata la richiesta della Procura di Grosseto di soprassedere al trasferimento, visto che il colonnello sta indagando sul naufragio della Costa Concordia, come del resto era stata ignorata la proposta del Procuratore della Corte dei conti del Lazio di promozione del colonnello e dei suoi collaboratori, visti i brillanti esiti delle loro indagini.

Tra queste ultime vengono ricordate quelle che hanno portato alla condanna definitiva degli hacker entrati nei sistemi del Pentagono, della Nasa. di governi stranieri, del Senato e di ministeri ed altri enti italiani. L'operazione "Macchianera", che ha permesso di scoprire centinaia di false posizioni Inps. L'operazione "Stamina RX" che ha coinvolto 10 Procure e ha sgominato un'organizzazione che vendeva via Internet farmaci pericolosi. L'operazione "Carta da pacchi", su delega della Procura di Roma, che ha smascherato una banda che offriva l'opportunità di pagare bollette e cartelle esattoriali con sconti significativi, provvedendo in realtà a migliaia di operazioni con carte di credito rubate o clonate. E tante altre, impossibile ricordarle tutte.

Ma quella che probabilmente è stata fatale a Rapetto è forse la più importante, quella sulle slot machines del "gioco legale" installate negli esercizi pubblici, che ha portato al recupero di 2 miliardi e mezzo per il bilancio dello Stato ma ha pestato molti piedi importanti, nei Monopoli, nelle società concessionarie e nella galassia di faccendieri che si muovono tra politica, alta burocrazia ed affari. Dicono alcuni parlamentari che Rapetto avesse ricevuto caldi inviti ad andare piano con le sue indagini, inviti che il colonnello ha del tutto ignorato contribuendo a scoperchiare un giro di malaffare i cui sviluppi sono ancora in corso. E' di oggi la notizia degli arresti domiciliari per Massimo Ponzellini 1 , che quando era presidente della Bpm concesse un finanziamento da 148 milioni di euro, ritenuto irregolare, alla società Atlantis, vincitrice dell'appalto per i giochi, a sua volta controllata da una società offshore basata nelle Antille Olandesi e facente capo a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, condannato per reati di criminalità organizzata, e legato al clan di Nitto SantaPaola. In varie interrogazioni si adombra l'ipotesi che proprio questo sia il motivo che ha generato l'"ordinario criterio di rotazione del personale" in base al quale Rapetto è stato rimosso.

L'intento "punitivo", del resto, è reso evidente dalla destinazione assegnata al colonnello. Prorpio in questo periodo deve essere per esempio designato il responsabile dell'Ufficio per la protezione dagli attacchi informatici presso la Presidenza del Consiglio. Sembrerebbe uno dei possibili posti su misura per Rapetto, ma a candidarlo non ci ha pensato nessuno.

Rapetto, ora che si è dimesso, con la sua esperienza e la sua fama internazionale non avrà certo problemi a trovare un'occupazione sicuramente molto meglio retribuita di quella svolta finora. La perdita secca è per lo Stato e per noi tutti. A meno che il presidente del Consiglio e ministro dell'Economia del governo dei tecnici non decida che sarebbe davvero un peccato privarsi di uno dei tecnici più qualificati di cui l'amministrazione poteva disporre.
Have a Nice Day
suonatore Jones

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Era un punto di riferimento, in Italia e non solo, per tutto ciò che riguarda le cyber-truffe e le inchieste telematiche. Ed è stato l’uomo che, con le sue indagini, ha fatto infliggere una mega multa da 98 miliardi a dieci società concessionarie del gioco d’azzardo di Stato, poi ridotta dalla Corte dei conti alla cifra comunque consistente di 2,5 miliardi. Ora il colonnello della Guardia di finanza Umberto Rapetto, 53 anni, ha annunciato le sue dimissioni su Twitter: “Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno dato fiducia, ma qualche minuto fa sono stato costretto a dare le dimissioni dalla GdF” scrive alle 9:44 del mattino del 29 maggio; “Qualche modulo e una dozzina di firme sono bastati per cancellare 37 anni di sacrifici e di soddisfazioni e i tanti sogni al Gat GdF”, rincara la dose mezz’ora dopo.

Rapetto era stato il fondatore del Gat (Gruppo anti-crimine telematico), poi diventato Nucleo speciale frodi telematiche. È il reparto che si occupa di contrastare le truffe via Internet, i criminali e gli attacchi informatici. Giornalista pubblicista e autore di numerose pubblicazioni – era stato nominato Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana da Carlo Azeglio Ciampi – il colonnello era noto per numerose inchieste condotte con successo: dall’operazione “Macchianera” che portò alla luce centinaia di frodi nei confronti dell’Inps, alle indagini che avevano portato all’arresto di criminali informatici in grado di penetrare nel sistema di sicurezza del Pentagono.

A costargli il posto, però, potrebbe essere stata proprio l’inchiesta sulle slot machine non collegate alla rete telematica dello Stato. E’ di ieri la notizia degli arresti domiciliari di Massimo Ponzellini: l’ex presidente di Bpm ha ricevuto la misura cautelare per un finanziamento sospetto proprio alla società di slot machine, Atlantis.

Le dimissioni arrivano dopo che, bocciata la sua promozione a generale, Rapetto viene rimosso dal Gat – dal prossimo luglio – e spedito a frequentare – da studente – un corso al Centro Studi della Difesa, struttura presso la quale insegnava da 15 anni. Un’assurdità, che segue la bufera politica già sollevata quando venne decisa la sua rimozione sulla quale si erano concentrate ben nove interrogazioni parlamentari provenienti da pressoché tutto l’arco politico (e nelle quali veniva sottolineato la sua “professionalità specifica e riconosciuta a livello internazionale come esperto di lotta al crimine informatico”).

Il Comando generale delle Fiamme Gialle fece sapere che le sue indagini avevano “frequentemente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto da un punto di vista mediatico” e che il suo allontanamento dal Gat non era “certamente una rimozione ma, al contrario, rientra nella normalità delle vicende che interessano tutti gli ufficiali della Guardia di finanza”.

Ieri, però, sono arrivate le dimissioni. Con tanta amarezza. Rapetto, oltre che a Twitter, si è affidato anche a Facebook per esprimere la sua delusione: “Grazie a tutti per la solidarietà: il momento è difficile e indesiderato…”. Evidentemente per lui l’aria era diventata irrespirabile.


bah..
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NinoMed
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suonatore Jones ha scritto:..........

bah..
le solite cose all'italiana.
Have a Nice Day
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