Indagine Lega:Spunta la Multiservizi

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da il dispaccio.it

Indagine Lega, spunta la Multiservizi



multiservizidi Claudio Cordova - Anche la Multiservizi avrebbe beneficiato dei servigi dello studio milanese M.G.I.M., gestito dall'ex NAR Lino Guaglianone e in cui opera, da alcuni anni, il sedicente avvocato Bruno Mafrici. Potrebbero aver imboccato una strada tanto lunga, quanto concreta, le indagini del sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Lombardo che, insieme ai colleghi di Milano e Napoli, ha messo il naso negli affari miliardari della Lega Nord, in cui avrebbe avuto un ruolo di primissimo piano anche la potentissima cosca De Stefano di Reggio Calabria.

Lo studio M.G.I.M., ubicato nella centralissima via Durini, è balzato alle cronache alcune settimane fa, allorquando fu perquisito dagli uomini della DIA di Reggio Calabria, comandata dal Colonnello Gianfranco Ardizzone. E anche dalla documentazione sequestrata, gli inquirenti potrebbero carpire diversi particolari, sia sugli affari milanesi, sia sulle vicende reggine. Lo studio, infatti, sarebbe al centro dei traffici della Lega Nord, gestiti dall'ex tesoriere Francesco Belsito, ma avrebbe curato gli interessi anche di importanti imprenditori calabresi o comunque operanti a Reggio Calabria: dall'azienda Mucciola, alle attività dell'imprenditore Montesano, arrivando, quindi, a Michelangelo Tibaldi e alla Multiservizi. Ed è lo stesso Bruno Mafrici, personaggio chiave dell'indagine, a raccontare nel corso del suo interrogatorio al cospetto del pm Lombardo degli affari gestiti dall'M.G.I.M.: "Intendo precisare che Michelangelo Tibaldi ha chiesto, unitamente al Cozzupoli, la nostra consulenza al fine di acquisire dalla FIAT le quote private della Multiservizi S.p.A.: tale incarico non è stato formalizzato anche se ci siamo incontrati presso lo studio dell'ingegner Tibaldi a Reggio Calabria".

Interrogatorio lungo, quello di Mafrici, che, oltre ad andare, diverse volte, in contraddizione con quanto affermato, separatamente, da Belsito, aggiungerà un mattoncino alle indagini della Dda reggina sulle infiltrazioni mafiose nella Multiservizi, la società mista del Comune di Reggio Calabria, che sarebbe stata totalmente controllata dalla cosca Tegano, anche tramite il direttore operativo Pino Rechichi, attualmente in carcere per associazione mafiosa. Proprio Rechichi, stando alle indagini "Archi" e "Astrea", avrebbe gestito la Multiservizi in nome e per conto della cosca Tegano (per cui avrebbe anche partecipato, in passato, ad azioni di fuoco), entrando ufficialmente nel 2006 all'interno della società mista, dopo che questa era stata rilevata dagli ingegneri Pietro Cozzupoli e Michelangelo Tibaldi, che, a loro volta, avevano acquisito le quote dalla Ingest Facility Spa (controllata totalmente dalla FIAT), mandataria capogruppo dell'Associazione temporanea d'impresa che deteneva il 49% del pacchetto azionario della Multiservizi.

Tibaldi e Cozzupoli, stando alle dichiarazioni di Mafrici, si sarebbero rivolti proprio allo studio di via Durini 14 a Milano, uno dei più frequentati per operazioni d'alta finanza. E sono tante le domande cui gli investigatori tenteranno di dare delle risposte. A cominciare dal legittimo interrogativo che suscita, anche in un profano, l'interessamento del colosso FIAT in una società mista del Comune di Reggio Calabria, nata sotto la gestione dell'allora sindaco facente funzioni Demetrio Naccari, ma "sbocciata" negli anni in cui l'attuale Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, è stato sindaco della città dello Stretto.

Quello che dovrà essere vagliato dagli investigatori è un'immensità di dati, soprattutto telematici, che potrebbe portare le indagini in giro per il mondo. E se gli intrecci Reggio Calabria-Milano potrebbero, in certi passaggi, equiparare le carte sulla lega quasi a "materiale di risulta", in realtà gli inquirenti reggini dovranno anche capire se e quanto la cosca De Stefano abbia, effettivamente, corrotto le attività finanziarie del Carroccio. Approfondimenti che potrebbero portare il pm Lombardo e gli uomini della DIA direttamente in Francia e in Svizzera, con la necessità di richiedere delle rogatorie per capire, effettivamente, se alcuni dei tesori dei De Stefano possano nascondersi oltre le Alpi.

In tal senso, infatti, si dovranno valutare anche le dichiarazioni di Belsito, che sarebbe entrato in contatto con la 'ndrangheta tramite quel Romolo Girardelli, unico tra gli indagati dell'indagine "Breakfast" cui vengono contestate le aggravanti mafiose perché in stretti rapporti con gli emissari milanesi dei De Stefano, Paolo Martino e Vittorio Canale. Ma anche in questo caso, la storia sarebbe molto più complessa dato che, stando agli elementi nelle mani degli investigatori, Girardelli sarebbe entrato in contatto con la Lega anche prima che Belsito (che "nasce" nell'ambito di Forza Italia) diventasse delfino dell'ex tesoriere Maurizio Balocchi, cui subentrerà dopo la morte.

E anche questo passaggio aprirebbe nuovi, sconfinati, scenari.
doddi
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Chi c'era dietro Belsito

di Lirio Abbate

I rapporti con la malavita organizzata, con il giro di Forza Italia, perfino con Ruby e la Minetti. Più l'indagine si approfondisce, più i giudici si convincono che il tesoriere dI Bossi fosse manovrato da un potente 'puparo'

(03 maggio 2012) Signor Belsito, ci dica la verità: ma chi è il suo "puparo"? Perché lei ci appare come un "pupo" in mano a qualcuno". La domanda del pm di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, arriva come una doccia fredda addosso all'ex segretario amministrativo della Lega Nord, Francesco Belsito, accusato di aver riciclato denaro della 'ndrangheta attraverso le casse del cerchio magico.

La domanda è così diretta che spiazza l'uomo che si definiva "il tesoriere più pazzo del mondo": fino a quel momento ha parlato senza sosta cercando di spiegare le sue operazioni finanziarie disinvolte, con i rimborsi elettorali del partito investiti in cascate di diamanti, fiduciarie africane, banche levantine e lingotti d'oro. Ma in tutto l'interrogatorio non replica alla domanda più inquietante: nemmeno uno parola per smentire l'esistenza di un "puparo" ipotizzata dalla procura. Quando si discute di soldi, sciorina cifre e luoghi. Appena il discorso passa alle frequentazione con uomini d'affari indagati per mafia, allora comincia a ingarbugliare le frasi ed evitare risposte dirette alle contestazioni dei pm. Che hanno visto altri colletti bianchi comportarsi così, esuberanti nel racconto e pronti al silenzio quando avevano qualcosa di inconfessabile da nascondere.

Francesco Belsito ha 41 anni ed è nato a Genova. Le sue origini sono calabresi come quelle di gran parte dei suoi amici e soci. I liguri coinvolti con la 'ndrangheta li ha conosciuti fin da giovane quando ha iniziato a frequentare l'avvocato Alfredo Biondi, un principe del foro che ha difeso molti mafiosi e appartenenti ai clan calabresi, ma anche uno dei fondatori di Forza Italia e ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi, ancora animato da un plotone di veterani del vecchio partito liberale. Ma Belsito deve il suo esordio a un ex democristiano della Lanterna, Ermanno Pebla, che introduce quell'autista massiccio e intraprendente in una cerchia di amici molto particolari. Il più importante è "l'ammiraglio" Romolo Girardelli, un imprenditore di origine calabrese che secondo i pm avrebbe ripulito grosse somme della potente famiglia De Stefano di Reggio Calabria, investendo in immobili e attività commerciali in Costa Azzurra.

Gli inquirenti hanno sempre considerato Girardelli - indagato per collusioni mafiose ma mai condannato - un uomo di denari: lo snodo tra le famiglie calabresi e l'imprenditoria del Nord. Ma ora le intercettazioni svelano come "l'ammiraglio" avesse solcato anche gli oceani della politica, in modo molto trasversale.
Belsito diventa fra i più fidati collaboratori di Biondi, ma secondo la ricostruzione degli inquirenti in realtà è nelle mani di Pebla e Girardelli. Nel 2000 entra in società con l'ex democristiano e costituiscono la Cost Service, che affida contratti a imprese edili del clan mafioso Rinzivillo di Gela per costruire immobili a Genova. La società fallisce, ma i contatti fra Belsito e gli uomini di Cosa nostra sono impressi nelle intercettazioni realizzate dalla Dia Caltanissetta nel giugno 2001: un peccato originale che mostra la disinvoltura dell'uomo che avrebbe provocato il disastro della Lega.

L'arruolamento nelle fila padane è opera del solito "ammiraglio", che nel 2002 spinge Belsito a lasciare il giro ligure di Forza Italia. Gli inquirenti hanno accertato che è Girardelli ad avere già all'epoca buoni contatti con il movimento di Bossi: il suo referente è il tesoriere nazionale Maurizio Balocchi, anche lui ligure. La testimonianza di alcune impiegate della Lega ha permesso di ricostruire i primi passi dei calabresi nel quartiere generale di via Bellerio. Balocchi apre le porte a Girardelli, il quale ricambiava affidandolo alle cure di Belsito, che in pochi anni passa dal ruolo di autista factotum a posizioni sempre più pesanti. Nel 2007, quando Balocchi si ammala, cede gradualmente le chiavi della cassa del partito dove i problemi fisici del Senatur avevano creato un comitato di potere fuori da ogni controllo: il cerchio magico.

Belsito riesce a conquistare la fiducia della famiglia. Nel 2009 la morte di Balocchi lo impone come protagonista con l'incarico ufficiale di amministratore e una poltrona nel governo: sottosegretario per la semplificazione normativa con il ministro Calderoli. Il cerchio magico si rivolge a lui per qualunque spesa: usa i fondi del partito per acquistare l'auto di Renzo "Trota" Bossi, per le multe di suo fratello, per i lavori di ristrutturazione della casa di Gemonio e per il dentista del capo, per i conti del sindacato padano di Rosy Mauro e per gli studi del poliziotto capo scorta della vice presidente del Senato, fino all'affitto della casa di Roma di Calderoli.

Ma Belsito è molto più abile nelle partite doppie, sa muoversi meglio negli affari torbidi che nei rigori della contabilità e mostra un'antica passione per le indagini molto private. A gennaio 2011 la polizia trova il suo biglietto da visita nella "cameretta" di Ruby Rubacuori, la minorenne che trascorreva le notti nella villa di Berlusconi e si vantava di potere ottenere qualunque somma dal Cavaliere. Mentre alla fine del 2010 il Trota utilizzava il telefonino intestato a Belsito per inviare sms a Nicole Minetti: "Sono geloso del rapporto con il mio capo". E la reginetta del bunga bunga rispondeva: "Anch'io sono gelosa...!". E poi via altri messaggi e saluti.

Giochetti in una politica diventata sempre più becera, dove i confini tra potere e ricatto si sono spesso confusi. Ma gli inquirenti calabresi sospettano che Belsito abbia condotto partite molto più pericolose, muovendo denaro in un triangolo tra cosche, massoneria ed estremisti di destra. Le indagini puntano ad accertare se di queste transazioni era a conoscenza anche il vertice della Lega. Per questo motivo gli investigatori stanno riascoltando due anni di intercettazioni, mentre emergono dati importanti dalla documentazione copiata nel server dello studio professionale di Milano: l'ufficio di via Durini, a cento passi dal Duomo, in cui Belsito aveva a disposizione una stanza. Uno dei soci dello studio è Pasquale Guaglianone, una gioventù di piombo nei Nar e oggi professionista legato a molte società calabresi e al governatore regionale Scopelliti. Guaglianone però è anche esponente di spicco di An a Milano, in ottimi rapporti con i leader lombardi Ignazio La Russa e suo fratello Romano.

In questo studio lavora anche Bruno Mafrici, indagato con Belsito e fino a pochi mesi fa suo collaboratore al ministero. "Belsito mi ha invitato a fare il consulente quando è stato sottosegretario". Gli investigatori non sono ancora riusciti ad accertare se Mafrici è iscritto all'albo degli avvocati: il suo nome non risulta negli elenchi, ma ha curato pratiche legali con remunerazioni di peso: "Belsito mi propose di fare un ricorso al Tar Veneto, e poi un ricorso straordinario al capo dello Stato. Si trattava di un ricorso relativo a una gara d'appalto a cui avevano preso parte le società Polare e Siram (che fanno parte del gruppo dell'imprenditore Bonet, indagato con Belsito ndr). Sono stato retribuito per la mia opera di consulenza con 54 mila euro".

Ma Belsito non è tipo che presta attenzione agli aspetti formali: le lauree che vantava sono quantomeno discutibili, anche i conti del partito sono costruiti sulla base di chiacchiere. Nadia Degrada, segretaria del movimento, spiega: "Il bilancio del 2010 (della Lega ndr) è stato redatto sulla base di indicazioni verbali di Belsito per alcune fatture prive di giustificativo. Nonostante le mie richieste, Belsito non mi ha mai fornito la documentazione di appoggio che confermava la veridicità di tutte le voci. Prima durante la gestione Balocchi gli investimenti finanziari ammontavano a circa cinque, sei milioni di euro. Ricordo che si trattava di operazioni legate a strumenti denominati Gpm e Gpf effettuate tramite il Banco di Napoli".

Dal 2009 con i pieni poteri nelle mani di Belsito il sistema sarebbe cambiato. La procura di Milano sta analizzando tutta la documentazione ufficiale delle spese del partito per capire quanto siano estesi i falsi. E dove siano finiti i proventi delle operazioni parallele. Prende sempre più peso l'ipotesi di fondi neri all'estero: un tesoretto elvetico della Lega. E' Mafrici a raccontare ai pm che Belsito aveva portato in Svizzera i soldi del partito. "Sarà stato a novembre 2011 che Belsito mi disse che aveva bisogno di un consulente, se non sbaglio precisandomi che aveva già in corso una serie di gestioni in Svizzera, al fine di incrementare il rendimento di fondi riferibili alla Lega".

I guai per Belsito arrivano quando scopre Roberto Maroni vuole farlo fuori. Forse l'allora ministro dell'Interno è venuto a sapere dei suoi collegamenti poco trasparenti in Calabria. Ed è a questo punto che Belsito, aiutato da un appartenente alle forze dell'ordine e da un investigatore privato pagato con i soldi dalla Lega, inizia a prelevare dati personali da banche dati riservate, a raccogliere notizie e informazioni per realizzare dossier su Maroni e alcuni suoi collaboratori. Un modo per tentare di screditarlo agli occhi di Bossi e del cerchio magico. Le perquisizioni disposte dai pm di Reggio, Napoli e Milano arrivano prima che l'arma finale venga sganciata.

Ma il tesoriere più pazzo del mondo aveva preparato anche un piano B. Negli ultimi giorni prima del crollo intensifica i contatti con gli ex di An. E proprio grazie ai nuovi amici del Pdl, fra cui Guaglianone, puntava a una poltrona nel cda dell'Ente Fiera di Milano. Che interesse potevano avere a legarsi all'uomo che custodiva i conti segreti di casa Bossi? L'esplosione dell'inchiesta ha travolto i piani del tesoriere ma lascia tanti interrogativi su soldi, ricatti e giochi di potere che i pm di tre procure vogliono chiarire. Possibile che Belsito e la sua brigata di finanzieri improbabili come i loro soprannomi - l'ammiraglio, lo sciampato, nosferatu - abbiano fatto tutto da soli? O dietro c'è un misterioso puparo?
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:http://espresso.repubblica.it/dettaglio ... 80022/1111


Chi c'era dietro Belsito

di Lirio Abbate

I rapporti con la malavita organizzata, con il giro di Forza Italia, perfino con Ruby e la Minetti. Più l'indagine si approfondisce, più i giudici si convincono che il tesoriere dI Bossi fosse manovrato da un potente 'puparo'

(03 maggio 2012) Signor Belsito, ci dica la verità: ma chi è il suo "puparo"? Perché lei ci appare come un "pupo" in mano a qualcuno". La domanda del pm di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, arriva come una doccia fredda addosso all'ex segretario amministrativo della Lega Nord, Francesco Belsito, accusato di aver riciclato denaro della 'ndrangheta attraverso le casse del cerchio magico.

La domanda è così diretta che spiazza l'uomo che si definiva "il tesoriere più pazzo del mondo": fino a quel momento ha parlato senza sosta cercando di spiegare le sue operazioni finanziarie disinvolte, con i rimborsi elettorali del partito investiti in cascate di diamanti, fiduciarie africane, banche levantine e lingotti d'oro. Ma in tutto l'interrogatorio non replica alla domanda più inquietante: nemmeno uno parola per smentire l'esistenza di un "puparo" ipotizzata dalla procura. Quando si discute di soldi, sciorina cifre e luoghi. Appena il discorso passa alle frequentazione con uomini d'affari indagati per mafia, allora comincia a ingarbugliare le frasi ed evitare risposte dirette alle contestazioni dei pm. Che hanno visto altri colletti bianchi comportarsi così, esuberanti nel racconto e pronti al silenzio quando avevano qualcosa di inconfessabile da nascondere.

Francesco Belsito ha 41 anni ed è nato a Genova. Le sue origini sono calabresi come quelle di gran parte dei suoi amici e soci. I liguri coinvolti con la 'ndrangheta li ha conosciuti fin da giovane quando ha iniziato a frequentare l'avvocato Alfredo Biondi, un principe del foro che ha difeso molti mafiosi e appartenenti ai clan calabresi, ma anche uno dei fondatori di Forza Italia e ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi, ancora animato da un plotone di veterani del vecchio partito liberale. Ma Belsito deve il suo esordio a un ex democristiano della Lanterna, Ermanno Pebla, che introduce quell'autista massiccio e intraprendente in una cerchia di amici molto particolari. Il più importante è "l'ammiraglio" Romolo Girardelli, un imprenditore di origine calabrese che secondo i pm avrebbe ripulito grosse somme della potente famiglia De Stefano di Reggio Calabria, investendo in immobili e attività commerciali in Costa Azzurra.

Gli inquirenti hanno sempre considerato Girardelli - indagato per collusioni mafiose ma mai condannato - un uomo di denari: lo snodo tra le famiglie calabresi e l'imprenditoria del Nord. Ma ora le intercettazioni svelano come "l'ammiraglio" avesse solcato anche gli oceani della politica, in modo molto trasversale.
Belsito diventa fra i più fidati collaboratori di Biondi, ma secondo la ricostruzione degli inquirenti in realtà è nelle mani di Pebla e Girardelli. Nel 2000 entra in società con l'ex democristiano e costituiscono la Cost Service, che affida contratti a imprese edili del clan mafioso Rinzivillo di Gela per costruire immobili a Genova. La società fallisce, ma i contatti fra Belsito e gli uomini di Cosa nostra sono impressi nelle intercettazioni realizzate dalla Dia Caltanissetta nel giugno 2001: un peccato originale che mostra la disinvoltura dell'uomo che avrebbe provocato il disastro della Lega.

L'arruolamento nelle fila padane è opera del solito "ammiraglio", che nel 2002 spinge Belsito a lasciare il giro ligure di Forza Italia. Gli inquirenti hanno accertato che è Girardelli ad avere già all'epoca buoni contatti con il movimento di Bossi: il suo referente è il tesoriere nazionale Maurizio Balocchi, anche lui ligure. La testimonianza di alcune impiegate della Lega ha permesso di ricostruire i primi passi dei calabresi nel quartiere generale di via Bellerio. Balocchi apre le porte a Girardelli, il quale ricambiava affidandolo alle cure di Belsito, che in pochi anni passa dal ruolo di autista factotum a posizioni sempre più pesanti. Nel 2007, quando Balocchi si ammala, cede gradualmente le chiavi della cassa del partito dove i problemi fisici del Senatur avevano creato un comitato di potere fuori da ogni controllo: il cerchio magico.

Belsito riesce a conquistare la fiducia della famiglia. Nel 2009 la morte di Balocchi lo impone come protagonista con l'incarico ufficiale di amministratore e una poltrona nel governo: sottosegretario per la semplificazione normativa con il ministro Calderoli. Il cerchio magico si rivolge a lui per qualunque spesa: usa i fondi del partito per acquistare l'auto di Renzo "Trota" Bossi, per le multe di suo fratello, per i lavori di ristrutturazione della casa di Gemonio e per il dentista del capo, per i conti del sindacato padano di Rosy Mauro e per gli studi del poliziotto capo scorta della vice presidente del Senato, fino all'affitto della casa di Roma di Calderoli.

Ma Belsito è molto più abile nelle partite doppie, sa muoversi meglio negli affari torbidi che nei rigori della contabilità e mostra un'antica passione per le indagini molto private. A gennaio 2011 la polizia trova il suo biglietto da visita nella "cameretta" di Ruby Rubacuori, la minorenne che trascorreva le notti nella villa di Berlusconi e si vantava di potere ottenere qualunque somma dal Cavaliere. Mentre alla fine del 2010 il Trota utilizzava il telefonino intestato a Belsito per inviare sms a Nicole Minetti: "Sono geloso del rapporto con il mio capo". E la reginetta del bunga bunga rispondeva: "Anch'io sono gelosa...!". E poi via altri messaggi e saluti.

Giochetti in una politica diventata sempre più becera, dove i confini tra potere e ricatto si sono spesso confusi. Ma gli inquirenti calabresi sospettano che Belsito abbia condotto partite molto più pericolose, muovendo denaro in un triangolo tra cosche, massoneria ed estremisti di destra. Le indagini puntano ad accertare se di queste transazioni era a conoscenza anche il vertice della Lega. Per questo motivo gli investigatori stanno riascoltando due anni di intercettazioni, mentre emergono dati importanti dalla documentazione copiata nel server dello studio professionale di Milano: l'ufficio di via Durini, a cento passi dal Duomo, in cui Belsito aveva a disposizione una stanza. Uno dei soci dello studio è Pasquale Guaglianone, una gioventù di piombo nei Nar e oggi professionista legato a molte società calabresi e al governatore regionale Scopelliti. Guaglianone però è anche esponente di spicco di An a Milano, in ottimi rapporti con i leader lombardi Ignazio La Russa e suo fratello Romano.

In questo studio lavora anche Bruno Mafrici, indagato con Belsito e fino a pochi mesi fa suo collaboratore al ministero. "Belsito mi ha invitato a fare il consulente quando è stato sottosegretario". Gli investigatori non sono ancora riusciti ad accertare se Mafrici è iscritto all'albo degli avvocati: il suo nome non risulta negli elenchi, ma ha curato pratiche legali con remunerazioni di peso: "Belsito mi propose di fare un ricorso al Tar Veneto, e poi un ricorso straordinario al capo dello Stato. Si trattava di un ricorso relativo a una gara d'appalto a cui avevano preso parte le società Polare e Siram (che fanno parte del gruppo dell'imprenditore Bonet, indagato con Belsito ndr). Sono stato retribuito per la mia opera di consulenza con 54 mila euro".

Ma Belsito non è tipo che presta attenzione agli aspetti formali: le lauree che vantava sono quantomeno discutibili, anche i conti del partito sono costruiti sulla base di chiacchiere. Nadia Degrada, segretaria del movimento, spiega: "Il bilancio del 2010 (della Lega ndr) è stato redatto sulla base di indicazioni verbali di Belsito per alcune fatture prive di giustificativo. Nonostante le mie richieste, Belsito non mi ha mai fornito la documentazione di appoggio che confermava la veridicità di tutte le voci. Prima durante la gestione Balocchi gli investimenti finanziari ammontavano a circa cinque, sei milioni di euro. Ricordo che si trattava di operazioni legate a strumenti denominati Gpm e Gpf effettuate tramite il Banco di Napoli".

Dal 2009 con i pieni poteri nelle mani di Belsito il sistema sarebbe cambiato. La procura di Milano sta analizzando tutta la documentazione ufficiale delle spese del partito per capire quanto siano estesi i falsi. E dove siano finiti i proventi delle operazioni parallele. Prende sempre più peso l'ipotesi di fondi neri all'estero: un tesoretto elvetico della Lega. E' Mafrici a raccontare ai pm che Belsito aveva portato in Svizzera i soldi del partito. "Sarà stato a novembre 2011 che Belsito mi disse che aveva bisogno di un consulente, se non sbaglio precisandomi che aveva già in corso una serie di gestioni in Svizzera, al fine di incrementare il rendimento di fondi riferibili alla Lega".

I guai per Belsito arrivano quando scopre Roberto Maroni vuole farlo fuori. Forse l'allora ministro dell'Interno è venuto a sapere dei suoi collegamenti poco trasparenti in Calabria. Ed è a questo punto che Belsito, aiutato da un appartenente alle forze dell'ordine e da un investigatore privato pagato con i soldi dalla Lega, inizia a prelevare dati personali da banche dati riservate, a raccogliere notizie e informazioni per realizzare dossier su Maroni e alcuni suoi collaboratori. Un modo per tentare di screditarlo agli occhi di Bossi e del cerchio magico. Le perquisizioni disposte dai pm di Reggio, Napoli e Milano arrivano prima che l'arma finale venga sganciata.

Ma il tesoriere più pazzo del mondo aveva preparato anche un piano B. Negli ultimi giorni prima del crollo intensifica i contatti con gli ex di An. E proprio grazie ai nuovi amici del Pdl, fra cui Guaglianone, puntava a una poltrona nel cda dell'Ente Fiera di Milano. Che interesse potevano avere a legarsi all'uomo che custodiva i conti segreti di casa Bossi? L'esplosione dell'inchiesta ha travolto i piani del tesoriere ma lascia tanti interrogativi su soldi, ricatti e giochi di potere che i pm di tre procure vogliono chiarire. Possibile che Belsito e la sua brigata di finanzieri improbabili come i loro soprannomi - l'ammiraglio, lo sciampato, nosferatu - abbiano fatto tutto da soli? O dietro c'è un misterioso puparo?


...mi viene il vomito...è più forte di me...
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
Alessandro
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Non possiamo negare che nella Multiservizi c’è stato qualcosa di poco pulito ma Regione e Comune metteranno le cose a posto, la Regione ad esempio, proprio oggi ha fatto sapere che ha fatto avere un milione di euro alla società partecipata per pagare stipendi arretrati e debiti. Dicevo che Scopelliti e Staff – ed Arena e Staff metteranno le cose in ordine una volta per tutte perché si sta lavorando per far divenire la Multiservizi una società comunale al 100% incorporando naturalmente tutti i 300 e più dipendenti dall’ultimo operaio al più alto dirigente. Questa è politica del fare e del fare per la gente……. e scusate se è poco.
E scusate se è poco.
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beh certo..prima si futtunu i sordi,e poi i mentunu natra vota ri nostri sacchetti...ma va passia va....
Alessandro
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Motociclista ha scritto:beh certo..prima si futtunu i sordi,e poi i mentunu natra vota ri nostri sacchetti...ma va passia va....
Domanda: ma tu bevi vino? Rosso o bianco?
Qua si parla che si sta lavorando per far divenire la Multiservizi 100% comunale e tagliare sugli sprechi, si parla che non si perderà un solo posto di lavoro, anzi, si stabilizzeranno alla grande tutti i dipendenti (dall'ultimo operaio al più alto dirigente) e tu mi parli che si futtunu i sordi?
Ma hai preso un colpo di sole?
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Alessandro ha scritto:Non possiamo negare che nella Multiservizi c’è stato qualcosa di poco pulito ma Regione e Comune metteranno le cose a posto, la Regione ad esempio, proprio oggi ha fatto sapere che ha fatto avere un milione di euro alla società partecipata per pagare stipendi arretrati e debiti. Dicevo che Scopelliti e Staff – ed Arena e Staff metteranno le cose in ordine una volta per tutte perché si sta lavorando per far divenire la Multiservizi una società comunale al 100% incorporando naturalmente tutti i 300 e più dipendenti dall’ultimo operaio al più alto dirigente. Questa è politica del fare e del fare per la gente……. e scusate se è poco.
E scusate se è poco.
E' il minimo che si possa fare per del personale che ha affrontato durissime selezioni concorsuali .....
Cosa pretendi da un paese, che ha la forma di una scarpa? (cit.)
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Alessandro ha scritto:
Motociclista ha scritto:beh certo..prima si futtunu i sordi,e poi i mentunu natra vota ri nostri sacchetti...ma va passia va....
Domanda: ma tu bevi vino? Rosso o bianco?
Qua si parla che si sta lavorando per far divenire la Multiservizi 100% comunale e tagliare sugli sprechi, si parla che non si perderà un solo posto di lavoro, anzi, si stabilizzeranno alla grande tutti i dipendenti (dall'ultimo operaio al più alto dirigente) e tu mi parli che si futtunu i sordi?
Ma hai preso un colpo di sole?
Tu bevi vino rosso,bianco e vodka mbrischiati...
tasse sulla spazzatura,acqua,ecc raddoppiati in un paio di anni,servizio prossimo allo zero...equivalente a sordi robati nte sacchetti ra genti onesta.
tuoi compari assunti senza un concorso pubblico pagati con i denari di chi magari non ha un lavoro:equivalente a.... sordi robati...
e tu mi vieni a raccontare la favola che se la Multiservizi o leonia diverrano comunali si abbatteranno gli sprechi?
ma credo anche un bambino delle elementari ti direbbe che stai sulle nuvole del pianeta marte con le tue dichiarazioni...
Alessandro
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Credo che lei non capisce nulla di economia. In tutte le città del mondo i servizi svolti dalla Leonia – Multiservizi – Acquereggine ecc. vengono pagate con le tasse dei cittadini, se poi lei pretende che Scopelliti e Arena faccinao anche il miracolo di pagare questi servizi con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, scusateci ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando. Se non ci fosse stato Scopelliti e Arena già i 300 posti di lavoro della multi servizi sarebbero stati persi mentre con loro non solo non stati persi ma probabilmente passeranno a posti di lavoro comunali. E SCUSATE SE E’ POCO
ps: io non lavoro alla Multiservizi quindi non venire a dirmi che sono di parte perchè vedo solo il bene che Peppe e Demy hanno fatto e stanno facendo per la città (METROPOLITANA e TURISTICA) e per i reggini: la politica del fare........del fare bene
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Alessandro ha scritto: vedo solo il bene che Peppe e Demy hanno fatto e stanno facendo per la città (METROPOLITANA)
La città metropolitana è un ente amministrativo italiano, in attesa di essere creato. Previsto per la prima volta dalla legge n. 142 dell'8 giugno 1990 sul nuovo ordinamento degli Enti locali, ha trovato nuovo slancio nel nuovo art. 114 della Costituzione della Repubblica Italiana, dopo la riforma dell'ordinamento della Repubblica del 2001 con la modifica del titolo V della Carta.
In Italia non è ancora stata istituita nessuna città metropolitana, poiché nel 2008 lo scioglimento anticipato delle Camere ha rinviato il compito di istituire le città metropolitane al Parlamento della XVI Legislatura repubblicana.

:fifi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_metropolitana" onclick="window.open(this.href);return false;


"inchimundi a panza chi paroli"
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Mariotta
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Alessandro ha scritto:Credo che lei non capisce nulla di economia. In tutte le città del mondo i servizi svolti dalla Leonia – Multiservizi – Acquereggine ecc. vengono pagate con le tasse dei cittadini, se poi lei pretende che Scopelliti e Arena faccinao anche il miracolo di pagare questi servizi con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, scusateci ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando. Se non ci fosse stato Scopelliti e Arena già i 300 posti di lavoro della multi servizi sarebbero stati persi mentre con loro non solo non stati persi ma probabilmente passeranno a posti di lavoro comunali. E SCUSATE SE E’ POCO
ps: io non lavoro alla Multiservizi quindi non venire a dirmi che sono di parte perchè vedo solo il bene che Peppe e Demy hanno fatto e stanno facendo per la città (METROPOLITANA e TURISTICA) e per i reggini: la politica del fare........del fare bene

e l'irpef che si sono trattenuti dagli stipendi e non hanno versato all'erario come avrebbero dovuto???
Mi sa che se c'è qualcuno che non ha idea di cosa sia l'economia quel qualcuno siede al Comune.
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
doddi
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Mariotta ha scritto:
Alessandro ha scritto:Credo che lei non capisce nulla di economia. In tutte le città del mondo i servizi svolti dalla Leonia – Multiservizi – Acquereggine ecc. vengono pagate con le tasse dei cittadini, se poi lei pretende che Scopelliti e Arena faccinao anche il miracolo di pagare questi servizi con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, scusateci ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando. Se non ci fosse stato Scopelliti e Arena già i 300 posti di lavoro della multi servizi sarebbero stati persi mentre con loro non solo non stati persi ma probabilmente passeranno a posti di lavoro comunali. E SCUSATE SE E’ POCO
ps: io non lavoro alla Multiservizi quindi non venire a dirmi che sono di parte perchè vedo solo il bene che Peppe e Demy hanno fatto e stanno facendo per la città (METROPOLITANA e TURISTICA) e per i reggini: la politica del fare........del fare bene

e l'irpef che si sono trattenuti dagli stipendi e non hanno versato all'erario come avrebbero dovuto???
Mi sa che se c'è qualcuno che non ha idea di cosa sia l'economia quel qualcuno siede al Comune.
Piu' che altro lavorava al CeDir...ora non e' piu' nemmeno tra noi.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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i morti levunu a furia...
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Notizie ultim’ora (fonte= son fatti miei): forse già a giugno le miste S.p.A. Leonia e Multiservizi passeranno definitivamente comunali al 100% con importanti tagli agli sprechi e soprattutto con una tranquillissima stabilità lavorativa per tutti i dipendenti, tutto ciò grazie al Sindaco Arena, alla giunta comunale, a Peppe Scopelliti e alla giunta regionale.
………………….. e scusateci se è poco
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Alessandro ha scritto:Notizie ultim’ora (fonte= son fatti miei): forse già a giugno le miste S.p.A. Leonia e Multiservizi passeranno definitivamente comunali al 100% con importanti tagli agli sprechi e soprattutto con una tranquillissima stabilità lavorativa per tutti i dipendenti, tutto ciò grazie al Sindaco Arena, alla giunta comunale, a Peppe Scopelliti e alla giunta regionale.
………………….. e scusateci se è poco




:lol:
dettaglio di poco conto come la fonte del resto se non è ufficiale
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
Alessandro
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Capisco le tue ragioni Mariotta a nutrire dubbi, la mia fonte però è il signor P.S. e tutte le volte che mi ha riferito delle cose ........ alla fine quelle sono state, quindi, se Leonia e Multiservizi non passeranno tutte comunali a giugno, passeranno a luglio, magari a settembre ma sicuramente prima della fine dell'anno dipendenti Leonia e Multiservizi potranno brindare alla grande magari regalandosi una crociera di 10 giorni perchè avranno un lavoro più sicuro degli statali (gli statali infatti col governo Monti rischinao licenziamenti a perdere mentre i comunali possono dormire fra due guanciali)
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Alessandro ha scritto:prima della fine dell'anno dipendenti Leonia e Multiservizi potranno brindare alla grande magari regalandosi una crociera di 10 giorni perchè avranno un lavoro più sicuro degli statali (gli statali infatti col governo Monti rischinao licenziamenti a perdere mentre i comunali possono dormire fra due guanciali)
se ci saranno licenziamenti I comunali rispetto agli statali saranno più sicuri? :lol: :lol:si regaleranno una crociera di 10 giorni ..(ah beh,dimentico...si rattunu i....ra matina a sira a spese nostre)....
Con l'IMU soldi ai comuni praticamente zero...e continueranno ad avanzare mesi su mesi ed a protestare come cani bastonati...

Ti consigli di iniziare ad accendere l'aria condizionata in ufficio li da PS o simili...ne hai bisogno...un aumento di pochi gradi può portare seri problemi ai neuroni :wink
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una bella crociera a Malta...

:beer: :yaho:
Alessandro
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Lei signor Motociclista continua a fare delle gran brutte figure barbine con i suoi interventi perché parla senza avere coscienza e informazione sugli argomenti.
Glielo ribadisco: appena i dipendenti Leonia e Multiservizi passeranno comunali al 100% (cioè molto presto) loro avranno un lavoro più stabile e sicuro di tanti altri dipendenti statali, chiaro?
Esempio: personale ATA della scuola (segretarie – bidelli - applicati) di RUOLO, cioè effettivi, con le accorporazioni andranno sicuramente in sovrannumero e rischiano non poco che di finire prima in mobilità per due anni e se entro questi due anni non troveranno altra sistemazione se ne andranno pa casa. Capisce ? o devo imboccarla col cucchiaino?
Questi rischi i dipendenti comunali (quindi anche dipendenti Leonia e Multiservizi) non li corrono minimamente, comprì? COMPRESO?
Comunque non c’erano dubbi in merito poiché Demi Arena aveva detto che la priorità erano i dipendenti delle miste e come sempre è stato di parola così some lo è sempre stato tutto il Popolo della Libertà ……………… e scusate se è poco
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Alessandro ha scritto:Capisco le tue ragioni Mariotta a nutrire dubbi, la mia fonte però è il signor P.S. e tutte le volte che mi ha riferito delle cose ........ alla fine quelle sono state, quindi, se Leonia e Multiservizi non passeranno tutte comunali a giugno, passeranno a luglio, magari a settembre ma sicuramente prima della fine dell'anno dipendenti Leonia e Multiservizi potranno brindare alla grande magari regalandosi una crociera di 10 giorni perchè avranno un lavoro più sicuro degli statali (gli statali infatti col governo Monti rischinao licenziamenti a perdere mentre i comunali possono dormire fra due guanciali)

e cu è?
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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