Storie di suicidi

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mohammed
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Regmi ha scritto:
doddi ha scritto:
Regmi ha scritto:Mi stavo chiedendo se per questa nuova emergenza nazionale qualcuno abbia già pensato di far istituire un numero verde.
8-)
Ci vuole coraggio a fare spirito in questo topic...
Stamani UVT ha postato dei dati statistici che stanno a testimoniare, ovviamente pur nel rispetto di chi non ci sta più,
che, almeno per ora, i numeri per parlare di emergenza sociale non ci stanno.
E se tu continui a postarle vuol dire una sola cosa:
se qui c’è uno spiritoso quello sei tu e per giunta pericoloso in quanto “il fenomeno dei suicidi è a forte rischio di emulazione” (cit.) .

Va bene parlarne ma, almeno che tu non voglia aprire anche un 3D per discutere anche dei circa 50 decessi per shock anafilattico che mediamente si registrano ogni anno, porla come emergenza sociale legata alla crisi è azione da perfetto incosciente come solo e/o anche personaggi come te possono esserlo.
Da attento osservatore quale sei dovresti sapere che, ciclicamente e a secondo di quali siano gli interessi dei loro padroni, i media ci inondano di notizie sulle vittime della strada dovuti a ubriachi al volante, poi di stupri commessi da extracomunitari, poi delle vittime di giochi erotici, poi ancora su quelli sul lavoro, tra non molto si parlerà dell’anomala ondata di caldo e della moria di anziani che “ci resteranno” e via di questo passo.

Che gli allocchi ci caschino è comprensibile, ma si da il caso che non tutti lo si è.


PS - Visto che ci sono, e conseguentemente a quanto scritto sullo spirito emulativo, chiedo ai Mod di valutare se sia ancora opportuno tenere aperto questo Topic.
ovviamente hai detto una cosa più che sensata. Se cè un rischio di aumento di suicidi, e ovviamente il lato economico incide sempre su una depressione, lo si deve soprattutto a tutta questa pubblicità che si sta facendo, certo non puoi imputare a chi ne parla responsabilità dirette ma sicuramente l'atteggiamento della stampa e degli attivisti politici provocherà parecchie vittime...
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
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quoto. chissà quanti si uccidono mossi dallo spirito di emulazione. ci pensavo nei giorni scorsi, ma non ho trovato nulla al riguardo, anche se so che è una delle conseguenze della depressione.

nella prima pagina, definivo "avventato" il modo di porsi rispetto a questo argomento. mi riferivo proprio a questo. :salut

regmi, uvt e mohammed hanno detto ampiamente tutto.
tito
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Appurato che non c'è alcun aumento del fenomeno, anzi il contrario, sulla Stampa è uscito un editoriale che propone una lettura diversa.

Calabresi dimentica un fattore però: il più grosso editore del paese che cerca di scrollarsi di dosso le colpe di questa situazione. E gli allocchi che abboccano :D

http://lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubri ... sezione=29" onclick="window.open(this.href);return false;

Il dramma dei suicidi oltre le cifre

MARIO CALABRESI

La nostra paura del futuro aumenta ogni giorno, c’è una continua perdita di fiducia e di speranza e l’attenzione degli italiani è calamitata dalle notizie di chi si toglie la vita, le più lette in assoluto nelle ultime settimane.

Un lettore di Modena, rappresentativo delle centinaia di e-mail che arrivano qui al giornale da settimane, mi scrive angosciato che «suicidi per motivi economici, fallimenti di impresa e debiti anche fiscali, stanno aumentando di giorno in giorno in maniera preoccupante». Il presidente del Consiglio e il primo partito della sua maggioranza duellano sulle responsabilità della crisi e sulle sue conseguenze, evitando solo di pronunciare la parola suicidio, di gettarsi addosso l’accusa più grave e infamante.

Ma stiamo discutendo di un fenomeno davvero nuovo, che non conoscevamo prima, esploso soltanto negli ultimi tre mesi, o di qualcosa che per anni non abbiamo visto e abbiamo sottovalutato? I numeri sembrano dare ragione alla seconda ipotesi e ci dicono quanto la nostra percezione dei fatti possa cambiare influenzata dalle nostre ansie e dall’enfasi con cui le notizie vengono date sui mezzi di informazione.

Se guardiamo al 2010, l’anno più vicino su cui ci siano cifre ufficiali, scopriamo con spavento che ci sono stati 3048 suicidi, di cui, secondo l’Istat, 187 «per motivazioni economiche». Uno ogni due giorni, una frequenza apparentemente maggiore di quella che abbiamo registrato dall’inizio dell’anno (nel 2012 i casi di questo tipo sembrerebbero essere una quarantina). Secondo l’istituto di ricerche economiche e sociali, l’Eures, le morti dettate da ragioni di fallimenti, debiti e disoccupazione nel 2010 erano addirittura una al giorno. La prima cosa che mi colpisce è il silenzio che abbiamo dedicato a queste persone, li abbiamo lasciati andare via senza accorgercene, senza nemmeno saperlo, senza che nessuno si stringesse alle loro famiglie. Alcuni di loro forse hanno conquistato una notizia nelle pagine locali, per molti altri solo il silenzio della sepoltura.

Tutta colpa dell’informazione, che prima ha sottovalutato e adesso gonfia? Ma se i suicidi non sono aumentati, allora cosa sta succedendo? La risposta, come quelle che sono davvero credibili, non si può racchiudere in una parola ma ha più motivazioni.

La prima si può spiegare leggendo l’ultima notizia arrivata ieri: a Pompei un imprenditore edile si è sparato nel parcheggio del Santuario lasciando una lettera di scuse per la famiglia e una di accuse contro Equitalia.

Ecco che cosa è cambiato: prima il suicidio, che è innanzitutto un dramma personale e familiare si teneva nascosto, c’era la vergogna di pubblicizzarlo, il dolore era muto e il silenzio totale. Perfino i giornali hanno sempre mostrato pudore. C’era poi nella nostra tradizione e nella dottrina cattolica il problema dei funerali, che potevano essere negati a chi si toglie la vita.

Oggi, invece, chi sceglie questo gesto estremo e senza ritorno lasciando lettere di denuncia fa sentire la rabbia del proprio gesto, lo trasforma in un atto di accusa. E le famiglie non nascondono più ciò che è successo, alcune hanno preso il coraggio di parlare, di aprire le porte ai giornalisti, di fare perfino manifestazioni pubbliche. Lo fanno perché sentono che la società può comprendere e di certo non accuserà e non metterà all’indice e nessuno si sognerà di negare esequie in Chiesa.

Ma soprattutto tutti noi siamo più attenti e ricettivi perché la crisi tocca tutti, almeno a livello di ansie e insicurezze, oggi è il malessere diffuso a fare da amplificatore.

Non si può però nascondere il rischio insito in questa mediatizzazione, il pericolo di stimolare un effetto emulazione. Due giorni fa sul sito Internet del mensile Wired è apparsa un’analisi molto ben fatta, in cui il direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano Claudio Mencacci, spiegava come «Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso effetto domino».

Così se anche i numeri ci possono dimostrare che non siamo di fronte ad un fenomeno nuovo, è fondamentale e urgente trattarlo con cautela per non farlo esplodere ulteriormente. La prima responsabilità di chi fa informazione è di non far crescere una retorica che stimoli e giustifichi i gesti estremi.

Ma, come ha scritto su queste pagine Massimo Gramellini, è tempo che il governo e le forze politiche se ne facciano carico, agiscano per creare condizioni di speranza per il futuro, prospettive di crescita, e mettano in campo politiche nuove capaci di arginare il fenomeno. Perché se è vero che il numero dei suicidi non è aumentato è altrettanto vero che adesso sappiamo: conosciamo la disperazione, è sotto i nostri occhi ogni giorno e non possiamo più avere alibi o far finta di non vedere. Gli italiani hanno bisogno di un traguardo, di immaginare la luce in fondo al tunnel.

La soluzione non è certo quella di cercare colpevoli, soprattutto non nelle file di chi si limita a far rispettare le leggi che sono uguali per tutti e non accettano favoritismi, ma dovrebbe essere quella di cercare responsabili. A ogni livello: nel governo, nella politica, nell’amministrazione delle tasse e delle riscossioni, nelle banche, ma anche nei giornali, come nelle famiglie e in ogni comunità. Abbiamo bisogno di rigore ma anche di umanità e di capacità di comprendere e distinguere.

Tutto questo deve essere fatto non solo per chi è adulto e segnato dalla crisi, ma anche per le generazioni più giovani che stanno crescendo in un clima che nega alla radice la possibilità di costruire un Paese migliore.

Ogni volta che incontro un gruppo di ragazzi di una scuola o universitari che si affacciano al mondo del lavoro faccio sempre la stessa domanda: «Se vi dico la parola futuro cosa pensate?». Non ce n’è uno che mi dia una risposta positiva, incoraggiante o colorata. Le parole che sento ripetere sono: «Paura, incertezza, precarietà». I più intraprendenti mi dicono che se ne vogliono andare all’estero, che fuggiranno appena sarà possibile.

Questo gli è stato trasmesso dalla televisione, dalla scuola, dalle famiglie e questo pessimismo è diventato il loro cibo quotidiano. È chiaro che non ce lo possiamo permettere, non possiamo crescere una generazione nel messaggio che dal fondo di questo pozzo non si riemergerà mai.

La passione e la fiducia nella vita sono l’ingrediente fondamentale con cui si concima il futuro, non esistono altre soluzioni che ci possano salvare dalla disperazione.
Paolo_Padano
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Cartella di Equitalia da 30.000 euro
Artigiano si suicida per debiti
Si è impiccato dopo aver ricevuto la cartella esattoriale e dopo che gli è stata pignorata la casa. Da quattro anni era senza lavoro e non sapeva più come pagare i debiti
di STEFANO ORIGONE

Alla già tragicamente lunga lista di suicidi per debiti, si somma il nome di Italo Agus, artigiano edile di 64 anni, morto impiccato nella sua casa dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia da 30.000 euro e dopo che gli è stata pignorata la casa.

Da quattro anni l'artigiano non trovava lavoro e non sapeva più come pagare i debiti. La tragedia a Teglia, in piazza De Caroli. Un parente ha scoperto il cadavere: la morte risale a due giorni fa. L'uomo si è tolto la vita stringendosi attorno al collo la corda delle tapparelle.

Un recente sondaggio dalla Community di Repubblica Genova-CSS ha bocciato Equitalia,
cattiva e aggressiva. Più di un genovese su due ha dato un giudizio negativo su Equitalia, solo uno su quattro la salva. Univoche le risposte dei 794 intervistati: più i contribuenti hanno avuto rapporti con la struttura e maggiore è il giudizio negativo. Come uscirne? Tre intervistati su quattro pensano che Equitalia "dovrebbe essere più permissiva con i contribuenti che attraversano un momento di difficoltà", percentuale che diventa di quattro persone su cinque nella fascia maggiormente produttiva, quella tra i 35 e i 54 anni. E il giudizio è talmente negativo che oltre il cinquanta per cento degli intervistati sarebbe favorevole al fatto che il Comune incarichi un altro soggetto per il servizio di riscossione.

Mette le mani avanti il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, un paio di settimana fa proprio a Genova per incontrare il presidente della Regione Liguria. "Non siamo noi i cattivi", disse con gli occhi lucidi (foto). "Facciamo il possibile per venire incontro alla gente, ma dobbiamo applicare le leggi. Stiamo soffrendo anche noi. La situazione è drammatica, ma siamo pronti a dare la nostra massima collaborazione".
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Lixia
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mah... secondo me adesso si da solo più spazio a un problema che esiste da tempo, ed in fondo sapete che vi dico .... era anche ora !!! Che ben venga che si parla dei suicidi della gente normale , perchè gente normale è , non son mica politici baby pensionati figghioli ! di solito si legge , imprenditore fallito, disoccupato di lunga durata, persona che perde il lavoro etc etc etc... non possiamo sapere cosa ci sta dietro la devastazione di un atto del genere , solo pensateci un attimo , è un atto di autodeterminazione che è la manifestazione di una disperazione interna infinita , perchè non credo sia facile uccidersi ...non lo credo proprio, però vi dico una cosa io mi sto svenando per riuscire a costruirmi qualcosa , se per motivi forse non del tutto estranei alla mia cattiva gestione o anche forse dovuti anche completamente a un fattore esterno come può essere una crisi globale del mercato e quindi anche una crisi del fatturato e della produttività , ecco dico se per una serie di motivi io dovessi perdere di colpo o in lenta agonia quello che sto costruendo con immensa fatica , beh ecco io credo che perderei la testa , non credo sia completamente solo allarmismo quello dei giornali , magari ipocrisia nel decidere di dare maggior risalto adesso... ma i giornali si sa come sono più vendono meno è sicuro che falliscono. Io vedo imprenditori qui , per esempio che ne so titolari di grosse cantine sociali , oppure di ditte, che considerano l'attività come la loro vita , come la loro creatura , e ne parlano come stessero parlando di un figlio, pensate cosa possa voler dire perdere quello che tu hai costruito per anni. Per esempio l'altro giorno abbiamo fatto un fermo di un veicolo a un ragazzo che parlando così mi disse che fino all' anno scorso era titolare di una ditta edile con sette operai e che li ha dovuti mandare a casa tutti e sette , sette famiglie senza lavoro , e adesso lavora come ditta individuale ( immaginate come mi sentivo io :sad: a dover fare un fermo a uno che la macchina la usa per lavoro, l'unico che gli è rimasto). Non credo che sia allarmismo , anzi io spero da un lato che chi può lassù al governo faccia, e faccia al più presto ... perchè la gente normale paga case , affitti, asili, libri di scuola, utenze , riscaldamento , rifiuti , spesa , vestiti etc etc.... e per quanto puoi stringere , stringi stringi alla fine manco buchi puoi fare più
"Gli amici miei, ed in cui posso fidare, non vivon qui: si trovan lontano, al mio paese, come ogni altra cosa, signori, che mi può recar conforto".

Putrusinu ogni mineshra!

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Carbognano: si suicida per lavoro, la sua azienda era in crisi

La crisi e la depressione colpiscono ancora, quella depressione che dopo la crisi dell'azienda per cui lavorava ha portato il 45enne, Leo Martinozzi di Carbognano, a lasciare questa terra che gli aveva dato prima voglia di vivere e poi solo delusioni su delusioni. Lunedì scorso dentro il suo garage Leo Martinozzi si è tolto la vita allungando la triste lista dei suicidi che sta portando questa crisi tutta italiana. I motivi del suo suicidio, da come si è appreso, non dovrebbe esser riconducibile solo a problemi economici ma piuttosto alla forte depressione che lo aveva colpito. A trovarlo all'interno del garage è stata la cognata che con il fratello vive nell'appartamento sotto a quello della vittima. Il suicida ha atteso che la moglie andasse al lavoro poi si è diretto in garage, ha passato una grossa corda attorno al collo e ha posto fine alla sua triste avventura con una vita che gli aveva dato, negli ultimi anni, solo delusioni. Il giovane di Carbognano lascia una moglie e due figli, una famiglia distrutta per colpa della crisi della sua azienda. Da come sembra ha lasciato solo un biglietto per i suoi cari e tra le poche righe scritte con mano ferma e decisa si legge il suo "jaccuse" contro il governo Monti, responsabile delle difficoltà economiche che stava attraversando. Leo Martinozzi era il responsabile per le vendite di una delle tante aziende di ceramica di Civita Castellana ed aveva anche trascorsi politici che lo avevano portato ad esser consigliere in una lista del centrodestra. I suoi funerali sono stati celebrati nella chiesa di S. Pietro, martedì scorso.

Abbiamo voluto dare questa notizia per ricordare un uomo che viveva per il lavoro ed era esempio per gli amici, sempre puntuale e preciso in tutto anche nel suo folle gesto dettato da quella disperazione dovuta alla crisi economica che sta sempre di più coinvolgendo non solo la nostra povera Italia, ma anche uomini che credevano nel lavoro e nella famiglia.


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suonatore Jones

come volevasi domostrare, ora che la vita politica riprende dopo l'esplosione che l'aveva quasi distrutta, nessuno si interessa più dei suicidi, non ci si ricorda più se per la crisi o meno, ma forse non si è mai saputo.

loro, gli 8 suicidi al giorno, intanto, continuano ad esserci. ma casini che toglie il suo nome dal simbolo dell'udc, è più importante
suonatore Jones

l'ha notato persino ferrara:

http://video.corriere.it/perche-mesi-no ... 03c1b31ec9" onclick="window.open(this.href);return false;


certo, mesi dopo di me( :lol: ), ma va bene. e il giornalista gli risponde una cosa sacrosanta.

con questa, il topic potrebbe chiudersi.
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suonatore Jones ha scritto:come volevasi domostrare, ora che la vita politica riprende dopo l'esplosione che l'aveva quasi distrutta, nessuno si interessa più dei suicidi, non ci si ricorda più se per la crisi o meno, ma forse non si è mai saputo.

loro, gli 8 suicidi al giorno, intanto, continuano ad esserci. ma casini che toglie il suo nome dal simbolo dell'udc, è più importante
questo dimostra come l'argomento era semplicemente un modo di fare propaganda in chiave antimontiana quando nella prima ora l'indirizzo politico degli ex governanti era quello. In realtà viste le ultime uscite del capo può darsi che qualche soldatino lo rispolveri alla grande...
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kurohata
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ma di che state parlandooooooooooooooooooooooo???????????


la crisi, il capitalismo, le banche, la globalizzazione dell'economia, ma avete mai ascoltato cosa dicevano e cosa gridavano quei giovani a genova nel 2001? esattamente tutte queste cose, devo dire che le zecche ubriaconi e drogati sono molto + avanti di voi.
guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia
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kurohata ha scritto:ma di che state parlandooooooooooooooooooooooo???????????


la crisi, il capitalismo, le banche, la globalizzazione dell'economia, ma avete mai ascoltato cosa dicevano e cosa gridavano quei giovani a genova nel 2001? esattamente tutte queste cose, devo dire che le zecche ubriaconi e drogati sono molto + avanti di voi.
hai dimenticato "figli di papà"... :thumright
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suonatore Jones

kurohata ha scritto:ma di che state parlandooooooooooooooooooooooo???????????


la crisi, il capitalismo, le banche, la globalizzazione dell'economia, ma avete mai ascoltato cosa dicevano e cosa gridavano quei giovani a genova nel 2001? esattamente tutte queste cose, devo dire che le zecche ubriaconi e drogati sono molto + avanti di voi.
Che del movimento noglobal si stia facendo revisionismo, è evidente. Ma qui si parla di suicidi
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kurohata
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suicidatevi pure allora.
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kurohata ha scritto:suicidatevi pure allora.
:scratch
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