Storie di suicidi

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doddi
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Vicenza, suicida agente immobiliare. Imprenditore salvato dalla figlia a Lecco
ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 15:49
Roma - (Ign) - Ennesimo caso in pochi giorni dopo l'artigiano veneziano di ieri e i due di sabato: il 52enne si è impiccato a una giostra per bambini nel parco di via Adenauer. Più fortunato il caso di Lecco: la figlia è riuscita a salvare il padre tenendolo sollevato fino all'arrivo della madre




Roma, 7 mag. (Ign) - Ancora un suicidio per la crisi. Dopo il caso dell'artigiano veneziano di ieri e i due di sabato, un agente immobiliare di 52 anni, è stato trovato morto questa mattina in un parco di Vicenza, nei pressi di una scuola materna. L'uomo si è impiccato a una giostra per bambini nel parco di via Adenauer. A segnalare la presenza del cadavere al 113 alcuni genitori che stavano accompagnando i figli a scuola.

All'origine del gesto pare ci fossero problemi economici, anche se sul posto non sono stati trovati biglietti o altri elementi che possano essere utili a spiegare le possibili ragioni del gesto. Sono in corso indagini e le forze dell'ordine sono intervenute affinche' gli alunni venissero spostati dalle aule che potevano permettere la vista della scena del suicidio.


E' invece stato salvato dalla figlia 15enne un imprenditore di Calolziocorte (Lecco) che, disperato per i debiti e per le cartelle esattoriali ha tentato di impiccarsi in giardino. Fortunatamente la ragazza ha visto il padre nel momento in cui si stava per impiccare e lo ha tenuto sollevato fino all’arrivo della madre. L’uomo è ricoverato in condizioni gravi ma non critiche all’ospedale di Lecco.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Bologna, commerciante si impicca nel retrobottega
Aveva pendenze con EquitaliaFoto Tragedia in via Duse
Era socio in negozio di via Duse. Ai familiari ha lasciato un biglietto di scuse

Commerciante si impicca nel retrobottega: il negorio in via Duse


Bologna, 7 maggio 2012- Il co-titolare di un negozio di articoli casalinghi, un bolognese di 48 anni, è stato trovato impiccato nel retrobottega del suo locale in via Duse. Il corpo senza vita è stato ritrovato dalla madre che ha chiamato la Polizia. Sul luogo è intervenuto anche il 118, ma per il commerciante non c'era più nulla da fare.

Secondo quanto emerge dalle prime verifiche degli investigatori, l'uomo aveva pendenze con Equitalia per circa 20.000 euro. L’uomo ha lasciato un biglietto di scuse ai famigliari.L'ammontare del debito era stato reso noto dallo stesso commerciante durate una lite condominiale scoppiata proprio questa mattina e per la quale era stato richiesto l'intervento di una volante della polizia. In quell'occasione, il negoziante si era giustificato per il mancato versamento delle quote condominiali lamentandosi per aver ricevuto una cartella da Equitalia di 20mila euro. Una somma confermata anche da alcuni amici e conoscenti sentiti in queste ore dalla polizia per far luce sul grave episodio. Da quanto emerge l'uomo aveva una personalità fragile. E sono ancora da chiarire compiutamente i motivi del suo gesto.

Si tratta della seconda vittima a Bologna, nel giro di poche settimane, di un imprenditore che decide di farla finita per i troppi debiti o problemi col fisco. Il 28 marzo scorso Giuseppe Campaniello si diede fuoco davanti alla commissione tributaria e morì dopo nove giorni di agonia.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
number one
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la crisi è arrivata quando si è insediato il governo monti, grazie al suo decreto salva italia
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Lixia
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Località: Boh!!! Attualmente zingarìo in Trentino!!!

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21:30 - Ancora tre uomini che si sono uccisi per la crisi nel mondo del lavoro. Due di loro erano disoccupati, mentre il terzo, un imprenditore di 60 anni, non riusciva più a pagare i debiti della sua azienda in crisi. Le prime due vittime, di 49 e 62 anni, si sono suicidate a Salerno, mentre il 60enne si è impiccato in un bosco nel Milanese. "Senza lavoro non si può vivere", si legge in un biglietto accanto a uno dei tre cadaveri.
Salerno, senza lavoro da due anni: 49enne si impicca
Il 49enne si è impiccato in un capannone industriale alla periferia di Salerno. L'uomo aveva perso il lavoro due anni fa in un'azienda dove era impiegato come custode. Non aveva lasciato ancora la casa in cui viveva, ma a giugno avrebbe dovuto abbandonare il suo alloggio. Nel pomeriggio ha preso la tragica decisione. A scoprire il cadavere è stata la figlia.

L'uomo occupava la casa infatti proprio in virtù del suo lavoro di custode, ma entro poche settimane se ne sarebbe dovuto andare.

Operaio edile disoccupato si spara nel Salernitano
Angelo Coppola, operaio edile di 62 anni, da Natale senza lavoro, si è ucciso con una fucilata al petto nella sua abitazione di San Valentino Torio (Salerno) dove viveva con la moglie e i figli. Accanto al corpo dell'uomo è stato rinvenuto un biglietto su cui c'era scritto: "Senza lavoro non si può vivere". Quando il disoccupato ha deciso di porre fine alla sua esistenza, nell'abitazione non c'era nessuno. Il suo cadavere, infatti, è stato rinvenuto dai familiari nella tarda mattinata quando sono rincasati. L'uomo era disoccupato dal dicembre quando la ditta per la quale lavorava, non avendo più commesse, era stata costretta a rinunciare alle sue prestazioni.

L'operaio - è stato accertato inoltre - era assillato da numerosi problemi economici, tra questi anche il prossimo matrimonio del primo figlio. Dolore e rabbia nel centro dell'agro sarnese nocerino dove tutti ricordano Angelo come un onesto lavoratore dedito alla famiglia.

Imprenditore suicida nel Milanese
Un imprenditore di 60 anni, titolare di un'azienda in crisi si è impiccato a Cesate. A trovare il cadavere nei boschi del parco delle Groane sono stati dei passanti che hanno allertato i carabinieri della compagnia di Rho. L'uomo ha lasciato un biglietto in cui ha motivato il suo gesto con la difficoltà a pagare i debiti.

A quanto si apprende l'uomo, Luigi Fenzi, residente a Saronno (Varese), da tempo aveva difficoltà a pagare i dipendenti della sua azienda, la Essetitre, che fra le altre attività gestisce corsi di istruzione e assistenza per l'utilizzo di impianti elettronici. L'imprenditore, sposato e padre di due figli, si è allontanato da casa nel primo pomeriggio, senza avvertire i familiari. Da Saronno ha raggiunto in auto Cesate, a pochi chilometri di distanza, si è inoltrato nel bosco e si è impiccato a un albero. Il biglietto, attraverso il quale ha motivato il gesto con i debiti contratti dalla sua piccola impresa, con sede a Saronno, è stato ritrovato ai piedi del cadavere.
"Gli amici miei, ed in cui posso fidare, non vivon qui: si trovan lontano, al mio paese, come ogni altra cosa, signori, che mi può recar conforto".

Putrusinu ogni mineshra!

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Regmi
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number one ha scritto:la crisi è arrivata quando si è insediato il governo monti, grazie al suo decreto salva italia

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Monti e le vittime della crisi economica
«Rifletta chi ha causato tutto questo»



Al di là delle dichiarazioni e precisazioni, che la responsabilità non sia sua mi sembra innegabile.
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
suonatore Jones

pincopallino ha scritto:
suonatore Jones ha scritto: a proposito: spero che nessuno dei vostri conoscenti si suicidi mai, cercando solo colpe nei problemi economici degli ultimi sei mesi, mi pare avventato.
In un altro post, il 31 gennaio 2012, io avevo già scritto “per colpa della mancanza di un’occupazione ho perso un parente (per suicidio) ed un amico (anch’egli morto suicida)”

Caro SuonatoreJones: ma che C _ _ _ O ne sanno loro del perché una persona si toglie la vita?
Come C _ _ _ O fanno a stabilire che soltanto il 10-15% sono ascrivibili a motivi economici? (secondo me la percentuale è molto, ma molto più alta).
Chi si fida poi di chi fa queste classifiche?
Un suicidio poi, può essere anche ascritto alla depressione ma se poi si va a vedere il perché quella persona è caduta in depressione magari si scoprirà che lo è diventata per mancanza o perdita di lavoro ma chi fa le percentuali lo ascrive alla depressione e non alla disoccupazione dello stesso.

Se come dici è un argomento che studi da un paio di anni, allora sicuramente saprai che il numero dei suicidi per colpa della disoccupazione/perdita di lavoro/motivi economici è drammaticamente destinato ad aumentare ma non di molto, di moltissimo, ma non di “moltissimo poco” ma di “moltissimo assai assai”.

esistono molte associazioni che si occupano di suicidio. alcuni numeri (facilmente rintracciabili online su molti siti, tra cui quelli delle aziende sanitarie regionali e quelli delle associazioni di suicidiologi. ingeneroso dire "che c...o ne sanno, dato che ci lavorano):

un suicida su 3 ha oltre 64 anni.
il 90 percento dei suicidi aveva malattie mentali o fisiche oppure dipendenza da alcol o sostanze stupefacenti.
il 50 percento dei suicidi era affetto da gravi forme depressive. la depressione e le difficoltà economiche NON sono in stretta relazione. i principali motivi di depressione sono, nella fascia di persone inerente il topic (consideriamo 35-65 anni?): abbandono della persona amata, malattia grave, perdita di un figlio, motivi economici. c'è anche una minoranza (che diventa enorme fra gli over 65) che si suicida perchè non riesce a gestire l'invecchiamento.

il suicidio, quindi, è un argomento così vasto che non è possibile, secondo me, banalizzare come si fa in questo topic.

nel 2011 ci sono stati sei suicidi al mese nelle carceri italiane, i gay che si suicidano non si contano più, gli omicidi-suicidi nemmeno e non metto in mezzo i semplici casi di bocciature. sempre colpa della crisi? questi non meritano un topic, degli articoli di giornale o, comunque, interesse? non parlo di quelli che si suicidano in seguito alla scoperta di una malattia incurabile e in fase avanzata: in quel caso, probabilmente, sarei il primo a farlo.

qui si parla di casi di uno al giorno. ce ne sono altri 7-8 che muoiono nel disinteresse del livore politico di feltri. l'ho detto.
pincopallino
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suonatore Jones ha scritto: il suicidio, quindi, è un argomento così vasto che non è possibile, secondo me, banalizzare come si fa in questo topic.
Questo non te lo permetto Suonatore, sei una persona intelligente e probabilmente hai scritto la verità ma non ti permetto di riportare il mio pensiero a proposito e poi dire che stiamo banalizzando;
non te lo permetto proprio perché, come avrai letto, ho perso due persone care per suicidio dovuto a difficoltà economiche e fosse una sola persona in tutta Italia (a me sconosciuta) che si toglie la vita per problemi economici questo è già gravissimo: una sola persona.
Adesso non so di preciso quante persone si sono suicidate da gennaio ad oggi per problemi di lavoro/disoccupazione, facciamo 60 ? beh! dal mio punto di vista questo rappresenta già una tragedia è non sto banalizzando un C_ _ _ _O.
suonatore Jones ha scritto: circa il 10-15 percento sono ascrivibili a motivi economici.
non sono dati "allarmanti". intendo dire che non sono più allarmanti di altri anni.
Sei sicuro che il numero si suicidi di quest’anno dovuto a disoccupazione/perdita di lavoro sia uguale a quello degli altri anni? tipo del 2008? Io nutro moltissimi dubbi? In ogni caso ritengo il tutto un dramma e non come pensi tu (da quello che si evince nel tuo primo intervento) “normale” ;
anzi, te la dico tutta: quando ho letto il tuo primo intervento in questo 3D sono stato io ad aver pensato “Suonatore sta cercando di rendere INSIGNIFICANTE il dramma dei suicidi dovuto alla mancanza di lavoro” ma non ho voluto dirtelo appunto perché l’argomento è troppo delicato.

Nota: senza considerare la marea di gente che non si suicida ma che per colpa della disoccupazione non dorme la notte e si sente morta dentro.

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UnVeroTifoso
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I suicidi non sono aumentati per la crisi

Le persone che si tolgono la vita a causa di difficoltà economiche sembrano solamente in aumento. Andiamoci piano: i dati statistici raccontano un’altra verità
09 maggio 2012 di Daniela Cipolloni

Sembra inarrestabile l’ escalation di suicidi legati alle difficoltà economiche. Un bollettino di guerra, quasi all’ordine del giorno. Gli ultimi tre casi, due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata di ieri, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall’inizio del 2012 , quasi un terzo delle quali in Veneto. Tanto da spingere il segretario dell’ Associazione artigiani piccole imprese (Cgia) di Mestre, Giuseppe Bortolussi, a lanciare un appello al presidente Giorgio Napolitano perché intervenga.

La politica cavalca l’onda funesta, con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha usato parole fortissime contro il premier Mario Monti, accusandolo di avere queste morti sulla coscienza. Ma davvero stiamo assistendo a un’ impennata di suicidi? Davvero la crisi sarebbe la causa di questa strage? Il 2012 sarà ricordato come l’anno dei suicidi o forse ce lo stanno dipingendo così? I dati, se si reputano affidabili le 38 morti dichiarate, parlano chiaro: nel 2012, ogni giorno ci sono 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna epidemia suicida in corso, almeno finora. Per valutare davvero la situazione, si dovrà aspettare.


“ Ogni anno in Italia si verificano circa tremila casi di suicidio, con punte di quasi quattromila casi nei primi anni Novanta”, osserva Stefano Marchetti, responsabile dell’ultima, recentissima, indagine dell’ Istituto nazionale di statistica (Istat) su suicidi e tentativi di suicidio in Italia, relativa all’anno 2010: “ Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.

Può sembrare cinico snocciolare numeri e percentuali, ma è l’unico modo per separare i fatti dalle impressioni. Dicevamo: 38 suicidi per motivi economici dal 1 gennaio all'8 maggio 2012. Purtroppo sono la punta dell’iceberg rispetto al fenomeno generale. Nel 2010, per esempio, l’Istat ha contato 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici, “ in base a quello – specifica Marchetti – che viene indicato dalle forze dell’ordine come il presunto movente”. Se si escludono i suicidi per motivi d’onore (18 in tutto), quello economico è, per assurdo, il movente meno preoccupante di tutti. Quasi una persona su due (1.412) ha deciso di farla finita a causa di una malattia (per 4 su 5 di origine psichica). La seconda causa di suicidio è affettiva: 324 persone si sono tolte la vita per questioni di cuore, quasi il doppio rispetto a chi l’ha fatto per il conto in banca. E quasi in un caso su tre non è stato possibile individuare il movente del gesto. Questo per dire che debiti, tasse, difficoltà economiche possono sì indurre a compiere una follia, ma la piaga sociale dei suicidi è molto più vasta e complessa di come appare dai mezzi d’informazione.

Guardiamo agli anni passati, per vedere se la crisi ha colpito davvero. Nel 2008, i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si prende solo il dato numerico questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6 per cento tra 2009 e 2010. Rispetto al totale, questi atti rappresentano il 5,3% di tutti i suicidi nel 2008, il 6,6% nel 2009 e il 6,1% nel 2010. La variazione percentuale, insomma, appare minima.

Dopo di che, è innegabile che le difficoltà economiche o la mancanza di un lavoro possano gettare nella disperazione. Secondo il recente rapporto dell’ Eures Ricerche Economiche e Sociali, intitolato Il suicidio in Italia al tempo della crisi sarebbero in aumento i suicidi tra i disoccupati (362 nel 2010, contro 357 nel 2009 e una media di 270 nel triennio precedente), con un +40% tra 2008 e 2010. I più a rischio sarebbero proprio loro, quelli che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, seguiti da imprenditori e liberi professionisti.

Tuttavia occorre cautela prima di emettere sentenze. In Germania, la cui economia tiene, il numero dei suicidi è quasi doppio rispetto all’Italia e in Finlandia, dove la qualità della vita è molto più alta, i suicidi sono quattro volte superiori ai nostri. Nella Grecia sull’orlo del collasso ci sono poco più della metà dei suicidi rispetto all’Italia e può sembrare paradossale, ma il paese nel quale la situazione economica è più drammatica è anche quello dove si verificano meno suicidi in tutta Europa ( qui si trovano un po’ di tabelle).

È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato. “ Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso ‘effetto domino ’”, dice Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano: “ Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative. I gesti estremi possono essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma s’innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica”. L’appello rivolto a chi governa è che potenzino i servizi di salute mentale, in questo periodo di recessione. Perché c’è tanta gente che non sa a chi chiedere aiuto, ma non solo per motivi economici.



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"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
(Nicola Giunta)
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pincopallino ha scritto:
suonatore Jones ha scritto: il suicidio, quindi, è un argomento così vasto che non è possibile, secondo me, banalizzare come si fa in questo topic.
Questo non te lo permetto Suonatore, sei una persona intelligente e probabilmente hai scritto la verità ma non ti permetto di riportare il mio pensiero a proposito e poi dire che stiamo banalizzando;
non te lo permetto proprio perché, come avrai letto, ho perso due persone care per suicidio dovuto a difficoltà economiche e fosse una sola persona in tutta Italia (a me sconosciuta) che si toglie la vita per problemi economici questo è già gravissimo: una sola persona.
Adesso non so di preciso quante persone si sono suicidate da gennaio ad oggi per problemi di lavoro/disoccupazione, facciamo 60 ? beh! dal mio punto di vista questo rappresenta già una tragedia è non sto banalizzando un C_ _ _ _O.
suonatore Jones ha scritto: circa il 10-15 percento sono ascrivibili a motivi economici.
non sono dati "allarmanti". intendo dire che non sono più allarmanti di altri anni.
Sei sicuro che il numero si suicidi di quest’anno dovuto a disoccupazione/perdita di lavoro sia uguale a quello degli altri anni? tipo del 2008? Io nutro moltissimi dubbi? In ogni caso ritengo il tutto un dramma e non come pensi tu (da quello che si evince nel tuo primo intervento) “normale” ;
anzi, te la dico tutta: quando ho letto il tuo primo intervento in questo 3D sono stato io ad aver pensato “Suonatore sta cercando di rendere INSIGNIFICANTE il dramma dei suicidi dovuto alla mancanza di lavoro” ma non ho voluto dirtelo appunto perché l’argomento è troppo delicato.

Nota: senza considerare la marea di gente che non si suicida ma che per colpa della disoccupazione non dorme la notte e si sente morta dentro.

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ovviamente non mi riferivo a te. scusa se non era chiaro.
inoltre, non sto cercando di rendere insignificante il dramma dei suicidi dovuti al lavoro. volevo solo ricordare, in un topic che si intitola "storie di suicidi", che esistono anche altre cause diverse dai motivi economici e di cui nessuno parla perchè non farebbero comodo e non farebbero audience.
spero di essere stato chiaro. non ti stavo criticando in nessun modo. non mi permetterei mai.
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Falko
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Il problema dei suicidi attuale (tralasciando la drammaticità dei casi) è semplicemente mediatico, un pò come quello dei cani rabbiosi che ogni tanto i giornali propongono.

Detto questo immagino che Monti, per le varie cariche che ha avuto in passato, non sia immune a proprie responsabilità, non di adesso ma precedentemente.... ripropongo un mio pensiero che ho scritto ieri su FB:

.... Monti è stato il Presidente del Gruppo Bilderberg(cercate su Wikipedia) fino alla sua nomina a Presidente del Consiglio... prima ancora è stato international advisor per Goldman Sachs(una tra le più grandi banche d'affari al mondo)... politica-finanza e imprenditorialità.... è uno di quei personaggi al centro di questo mondo fondato sul denaro che ha contribuito a creare ...mi sa che lui per primo avrà molto da riflettere....
Se il destino mi è avverso, peggio per lui!!!

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"La mia rielezione sarebbe al limite del ridicolo" Giorgio Napolitano 14/4/2013
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Falko ha scritto:Il problema dei suicidi attuale (tralasciando la drammaticità dei casi) è semplicemente mediatico, un pò come quello dei cani rabbiosi che ogni tanto i giornali propongono.

Detto questo immagino che Monti, per le varie cariche che ha avuto in passato, non sia immune a proprie responsabilità, non di adesso ma precedentemente.... ripropongo un mio pensiero che ho scritto ieri su FB:

.... Monti è stato il Presidente del Gruppo Bilderberg(cercate su Wikipedia) fino alla sua nomina a Presidente del Consiglio... prima ancora è stato international advisor per Goldman Sachs(una tra le più grandi banche d'affari al mondo)... politica-finanza e imprenditorialità.... è uno di quei personaggi al centro di questo mondo fondato sul denaro che ha contribuito a creare ...mi sa che lui per primo avrà molto da riflettere....

Presidente della Trilaterale, associazione creata da David Rockfeller, estratto concentrato del Bilderberg, di cui era solo membro eminente, ma cambia poco, anzi ...
Adesso il suo posto alla Commissione Trialterale è stato preso da Vladimir Dlouhy .
Ultima modifica di doddi il 10/05/2012, 14:06, modificato 1 volta in totale.
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ancora due morti per la crisi, si uccidono un imprenditore e un disoccupato

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Ennesime vittime della crisi. Un 77enne di Marostica (Vicenza) si è impiccato al cassone del suo camion perché la sua ditta di autotrasporti, a conduzione familiare, era in gravi difficoltà. Mentre a Vaiano di Prato un disoccupato di 55 anni che viveva solo della pensione del padre si è suicidato quando l'anziano genitore è morto.Vicentino, si impicca al cassone del camion - Un imprenditore che a febbraio aveva dovuto licenziare un ultimo autista senza potergli pagare il Tfr si è tolto la vita nel Vicentino impiccandosi al cassone del suo camion . Nell'orizzonte del 77enne si prospettava la chiusura della ditta di autotrasporti, un'ipotesi che lo ha gettato nello sconforto fino a fargli compiere l'estremo gesto. Al 77enne, tra l'altro, non era stata rinnovata la patente C, quella che consente di guidare i camion, a causa dell'età. L'unica prospettiva era quindi quella di chiudere l'attività. Mercoledìi l'anziano imprenditore ha atteso di trovarsi da solo e si è stretto un cappio al collo, assicurando la corda ai tiranti del telone del camion, parcheggiato nel piazzale dell'azienda vicina all'abitazione. La tragica scoperta è stata fatta dalla moglie che ha avvisato i figli e i soccorsi. Inutile il tentativo di rianimare l'anziano imprenditore. Pare che il 77enne non abbia lasciato alcun biglietto ai familiari.Perde pendione del padre e si suicida - Disoccupato, viveva solo della pensione del padre e quando l'anziano genitore è morto lui si è suicidato. E' accaduto stamani a Vaiano di Prato dove un uomo, di 55 anni, è stato trovato impiccato in un bosco. Sono intervenuti i carabinieri. Il cadavere è stato trovato nelle prime ore di questa mattina, a Vaiano (Prato), all'interno di un'area boschiva. Con ogni probabilità, l'uomo si era tolto la vita nelle ore precedenti. Secondo quanto si è appreso, il disoccupato soffriva di crisi depressiva per i problemi di natura economica. Dopo l'intervento dei carabinieri che hanno informato l'autorità giudiziaria, su disposizione di quest'ultima, la salma è stata riconsegnata ai familiari.
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Paolo_Padano
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Negli ultimi 2 anni i dati della statistica ufficiale indicavano che gli italiani in stato di povertà aumentavano sempre di più nessuno ci ha fatto caso e si continuava ad accuparsi di legge bavaglio, di intercettazioni, di rai, di frequenze TV e sui giornali di famiglia della casa di Fini a Montecarlo, delle vacanze nudiste di Vendola, della barca di dalema, dei conti privati di dipietro e minkiate varie. Questo è stato lo specchio di un governo difeso a spada tratta.
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
Lillu Foti: "non bogghiu 'nchinari poi mi rinnu chi vonnnu a squatra mi 'ndi sarbamu"
doddi
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Imprenditore si toglie la vita a Pompei
Vescovo: 'Abbandonati dalle istituzioni'
10 maggio, 19:30

Storie dalla crisi
NAPOLI - Un uomo si è ucciso sparandosi alla testa nel parcheggio del Santuario di Pompei. Arcangelo Arpino, 63 anni, di Vico Equense (Napoli), era titolare di una impresa edile. Ha lasciato tre lettere: una di scuse ai familiari, un'altra dove parla dei problemi economici legati alla sua attività e un'altra di accuse contro Equitalia.

L'uomo si è ucciso alle tre di questo pomeriggio. Si è sparato con una pistola calibro 7.65, legalmente detenuta; è morto poco dopo nell'ospedale di Castellammare di Stabia. Secondo quanto si evince nelle lettere lasciate, ora all'esame dei carabinieri, l'uomo avrebbe ricevuto diverse cartelle esattoriali da Equitalia.

Tre lettere chiuse, in una cartella porta documenti, sono state trovate accanto al corpo di Arcangelo Arpino. Una delle lettere era rivolta proprio alla Madonna di Pompei: si tratta di scuse per il gesto compiuto e di una preghiera affinché aiuti i suoi familiari.
In un'altra lettera, invece, ci sono le accuse ad Equitalia per le diverse cartelle esattoriali inviate e anche ad un commercialista napoletano. Il professionista, secondo quanto ha scritto la vittima, nonostante fosse stato pagato e nonostante si fosse avvalso di lavori edili mai saldati, non aveva sistemato le pendenze con Equitalia il che avrebbe comportato un ulteriore peggioramento della situazione. C'é poi, nella lettera, anche un elenco di cinque assegni, per un importo complessivo di 4100 euro, che l'uomo chiede di bloccare in quanto scoperti.

Prima imprenditore edile. Poi titolare di un'agenzia immobiliare e matrimoniale. In entrambi casi attività piene di problemi e di crisi. E' stata segnata da tutto questo, secondo quanto accertato dai carabinieri, la vita di Arcangelo Arpino. Da due anni, Arpino aveva chiuso l'impresa di costruzione, che aveva sede a vico Equense (Napoli) dove viveva, per problemi economici, in particolare a causa di lavori che non gli erano stati pagati. Attualmente aveva un'agenzia immobiliare e anche matrimoniale, ma neanche in questo caso la situazione era rosea, anzi.

Secondo quanto hanno raccontato alcune donne che si trovavano in Chiesa in attesa dell'inizio della prima messa del pomeriggio, Arcangelo Arpino si sarebbe inginocchiato a pregare per alcuni momenti davanti al quadro della Madonna di Pompei, venerato da milioni di fedeli ogni anno. Poi, uscito fuori, è andato ad appoggiarsi su un muretto dove si è sparato.

Sono state alcune suore ad accorgersi, per prime, del suicidio del 63enne Arcangelo Arpino. Secondo quanto accertato dai carabinieri, le suore stavano passando proprio in quella zona, nel parcheggio retrostante il Santuario, quando hanno udito lo sparo; non avrebbero visto l'uomo mentre compiva il gesto. Immediatamente dopo sono arrivati anche alcuni sacerdoti che hanno le stanze proprio nelle vicinanze. Il 63nne era arrivato a Pompei con la sua automobile, una Fiat Punto bianca, trovata chiusa e parcheggiata poco distante. E' entrato nel Santuario e all'uscita si è sparato alla testa. Era sposato e padre di tre figli, due maschi ed una femmina.

VESCOVO, ABBANDONATI DA ISTITUZIONI - "La gente si sente abbandonata. Anch'io durante la supplica ho detto di sentirmi abbandonato dalle istituzioni. Anche Gesù sulla croce si è lamentato: sono vicino e solidale ai familiari di quest'uomo". Così l'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati, dopo il suicidio nel parcheggio del santuario di Arcangelo Arpino.
"Comprendo la disperazione. Anche qui io faccio fatica a pagare i nostri dipendenti, di notte non dormo più".

DISOCCUPATO PERDE PENSIONE PADRE, SI SUICIDA - Disoccupato, viveva solo della pensione del padre e quando l'anziano genitore è morto lui si è suicidato. E' accaduto stamani a Vaiano di Prato dove un uomo, di 55 anni, è stato trovato impiccato in un bosco. Sono intervenuti i carabinieri.

Il cadavere è stato trovato nelle prime ore di questa mattina, a Vaiano (Prato), all'interno di un'area boschiva. Con ogni probabilità, l'uomo si era tolto la vita nelle ore precedenti. Secondo quanto si è appreso, il disoccupato soffriva di crisi depressiva per i problemi di natura economica. Dopo l'intervento dei carabinieri che hanno informato l'autorità giudiziaria, su disposizione di quest'ultima, la salma è stata riconsegnata ai familiari.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Regmi
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Mi stavo chiedendo se per questa nuova emergenza nazionale qualcuno abbia già pensato di far istituire un numero verde.
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Regmi ha scritto:Mi stavo chiedendo se per questa nuova emergenza nazionale qualcuno abbia già pensato di far istituire un numero verde.
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Ci vuole coraggio a fare spirito in questo topic...
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sgabuzzone
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UnVeroTifoso ha scritto:I suicidi non sono aumentati per la crisi

Le persone che si tolgono la vita a causa di difficoltà economiche sembrano solamente in aumento. Andiamoci piano: i dati statistici raccontano un’altra verità
09 maggio 2012 di Daniela Cipolloni

Sembra inarrestabile l’ escalation di suicidi legati alle difficoltà economiche. Un bollettino di guerra, quasi all’ordine del giorno. Gli ultimi tre casi, due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata di ieri, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall’inizio del 2012 , quasi un terzo delle quali in Veneto. Tanto da spingere il segretario dell’ Associazione artigiani piccole imprese (Cgia) di Mestre, Giuseppe Bortolussi, a lanciare un appello al presidente Giorgio Napolitano perché intervenga.

La politica cavalca l’onda funesta, con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha usato parole fortissime contro il premier Mario Monti, accusandolo di avere queste morti sulla coscienza. Ma davvero stiamo assistendo a un’ impennata di suicidi? Davvero la crisi sarebbe la causa di questa strage? Il 2012 sarà ricordato come l’anno dei suicidi o forse ce lo stanno dipingendo così? I dati, se si reputano affidabili le 38 morti dichiarate, parlano chiaro: nel 2012, ogni giorno ci sono 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna epidemia suicida in corso, almeno finora. Per valutare davvero la situazione, si dovrà aspettare.


“ Ogni anno in Italia si verificano circa tremila casi di suicidio, con punte di quasi quattromila casi nei primi anni Novanta”, osserva Stefano Marchetti, responsabile dell’ultima, recentissima, indagine dell’ Istituto nazionale di statistica (Istat) su suicidi e tentativi di suicidio in Italia, relativa all’anno 2010: “ Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.

Può sembrare cinico snocciolare numeri e percentuali, ma è l’unico modo per separare i fatti dalle impressioni. Dicevamo: 38 suicidi per motivi economici dal 1 gennaio all'8 maggio 2012. Purtroppo sono la punta dell’iceberg rispetto al fenomeno generale. Nel 2010, per esempio, l’Istat ha contato 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici, “ in base a quello – specifica Marchetti – che viene indicato dalle forze dell’ordine come il presunto movente”. Se si escludono i suicidi per motivi d’onore (18 in tutto), quello economico è, per assurdo, il movente meno preoccupante di tutti. Quasi una persona su due (1.412) ha deciso di farla finita a causa di una malattia (per 4 su 5 di origine psichica). La seconda causa di suicidio è affettiva: 324 persone si sono tolte la vita per questioni di cuore, quasi il doppio rispetto a chi l’ha fatto per il conto in banca. E quasi in un caso su tre non è stato possibile individuare il movente del gesto. Questo per dire che debiti, tasse, difficoltà economiche possono sì indurre a compiere una follia, ma la piaga sociale dei suicidi è molto più vasta e complessa di come appare dai mezzi d’informazione.

Guardiamo agli anni passati, per vedere se la crisi ha colpito davvero. Nel 2008, i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si prende solo il dato numerico questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6 per cento tra 2009 e 2010. Rispetto al totale, questi atti rappresentano il 5,3% di tutti i suicidi nel 2008, il 6,6% nel 2009 e il 6,1% nel 2010. La variazione percentuale, insomma, appare minima.

Dopo di che, è innegabile che le difficoltà economiche o la mancanza di un lavoro possano gettare nella disperazione. Secondo il recente rapporto dell’ Eures Ricerche Economiche e Sociali, intitolato Il suicidio in Italia al tempo della crisi sarebbero in aumento i suicidi tra i disoccupati (362 nel 2010, contro 357 nel 2009 e una media di 270 nel triennio precedente), con un +40% tra 2008 e 2010. I più a rischio sarebbero proprio loro, quelli che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, seguiti da imprenditori e liberi professionisti.

Tuttavia occorre cautela prima di emettere sentenze. In Germania, la cui economia tiene, il numero dei suicidi è quasi doppio rispetto all’Italia e in Finlandia, dove la qualità della vita è molto più alta, i suicidi sono quattro volte superiori ai nostri. Nella Grecia sull’orlo del collasso ci sono poco più della metà dei suicidi rispetto all’Italia e può sembrare paradossale, ma il paese nel quale la situazione economica è più drammatica è anche quello dove si verificano meno suicidi in tutta Europa ( qui si trovano un po’ di tabelle).

È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato. “ Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso ‘effetto domino ’”, dice Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano: “ Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative. I gesti estremi possono essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma s’innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica”. L’appello rivolto a chi governa è che potenzino i servizi di salute mentale, in questo periodo di recessione. Perché c’è tanta gente che non sa a chi chiedere aiuto, ma non solo per motivi economici.



http://daily.wired.it/news/scienza/2012 ... 75241.html" onclick="window.open(this.href);return false;
:salut
Cosa pretendi da un paese, che ha la forma di una scarpa? (cit.)
suonatore Jones

sgabuzzone ha scritto:
UnVeroTifoso ha scritto:I suicidi non sono aumentati per la crisi

Le persone che si tolgono la vita a causa di difficoltà economiche sembrano solamente in aumento. Andiamoci piano: i dati statistici raccontano un’altra verità
09 maggio 2012 di Daniela Cipolloni

Sembra inarrestabile l’ escalation di suicidi legati alle difficoltà economiche. Un bollettino di guerra, quasi all’ordine del giorno. Gli ultimi tre casi, due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata di ieri, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall’inizio del 2012 , quasi un terzo delle quali in Veneto. Tanto da spingere il segretario dell’ Associazione artigiani piccole imprese (Cgia) di Mestre, Giuseppe Bortolussi, a lanciare un appello al presidente Giorgio Napolitano perché intervenga.

La politica cavalca l’onda funesta, con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha usato parole fortissime contro il premier Mario Monti, accusandolo di avere queste morti sulla coscienza. Ma davvero stiamo assistendo a un’ impennata di suicidi? Davvero la crisi sarebbe la causa di questa strage? Il 2012 sarà ricordato come l’anno dei suicidi o forse ce lo stanno dipingendo così? I dati, se si reputano affidabili le 38 morti dichiarate, parlano chiaro: nel 2012, ogni giorno ci sono 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna epidemia suicida in corso, almeno finora. Per valutare davvero la situazione, si dovrà aspettare.


“ Ogni anno in Italia si verificano circa tremila casi di suicidio, con punte di quasi quattromila casi nei primi anni Novanta”, osserva Stefano Marchetti, responsabile dell’ultima, recentissima, indagine dell’ Istituto nazionale di statistica (Istat) su suicidi e tentativi di suicidio in Italia, relativa all’anno 2010: “ Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.

Può sembrare cinico snocciolare numeri e percentuali, ma è l’unico modo per separare i fatti dalle impressioni. Dicevamo: 38 suicidi per motivi economici dal 1 gennaio all'8 maggio 2012. Purtroppo sono la punta dell’iceberg rispetto al fenomeno generale. Nel 2010, per esempio, l’Istat ha contato 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici, “ in base a quello – specifica Marchetti – che viene indicato dalle forze dell’ordine come il presunto movente”. Se si escludono i suicidi per motivi d’onore (18 in tutto), quello economico è, per assurdo, il movente meno preoccupante di tutti. Quasi una persona su due (1.412) ha deciso di farla finita a causa di una malattia (per 4 su 5 di origine psichica). La seconda causa di suicidio è affettiva: 324 persone si sono tolte la vita per questioni di cuore, quasi il doppio rispetto a chi l’ha fatto per il conto in banca. E quasi in un caso su tre non è stato possibile individuare il movente del gesto. Questo per dire che debiti, tasse, difficoltà economiche possono sì indurre a compiere una follia, ma la piaga sociale dei suicidi è molto più vasta e complessa di come appare dai mezzi d’informazione.

Guardiamo agli anni passati, per vedere se la crisi ha colpito davvero. Nel 2008, i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si prende solo il dato numerico questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6 per cento tra 2009 e 2010. Rispetto al totale, questi atti rappresentano il 5,3% di tutti i suicidi nel 2008, il 6,6% nel 2009 e il 6,1% nel 2010. La variazione percentuale, insomma, appare minima.

Dopo di che, è innegabile che le difficoltà economiche o la mancanza di un lavoro possano gettare nella disperazione. Secondo il recente rapporto dell’ Eures Ricerche Economiche e Sociali, intitolato Il suicidio in Italia al tempo della crisi sarebbero in aumento i suicidi tra i disoccupati (362 nel 2010, contro 357 nel 2009 e una media di 270 nel triennio precedente), con un +40% tra 2008 e 2010. I più a rischio sarebbero proprio loro, quelli che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, seguiti da imprenditori e liberi professionisti.

Tuttavia occorre cautela prima di emettere sentenze. In Germania, la cui economia tiene, il numero dei suicidi è quasi doppio rispetto all’Italia e in Finlandia, dove la qualità della vita è molto più alta, i suicidi sono quattro volte superiori ai nostri. Nella Grecia sull’orlo del collasso ci sono poco più della metà dei suicidi rispetto all’Italia e può sembrare paradossale, ma il paese nel quale la situazione economica è più drammatica è anche quello dove si verificano meno suicidi in tutta Europa ( qui si trovano un po’ di tabelle).

È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato. “ Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso ‘effetto domino ’”, dice Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano: “ Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative. I gesti estremi possono essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma s’innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica”. L’appello rivolto a chi governa è che potenzino i servizi di salute mentale, in questo periodo di recessione. Perché c’è tanta gente che non sa a chi chiedere aiuto, ma non solo per motivi economici.



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:salut
ecco che arrivano anche i primi articoli a confutare quanto già detto. sufficiente leggere un po' di cifre. :salut
Paolo_Padano
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purtroppo questi suicidi si stanno verificando in italia, non si tratta di dire è colpa di berlusconi o di monti. Diciamo che alla destra inetta di berlusconi è subentrata la vera destra dei monti, fornero e passera che hanno preso le decisioni che il governo berlusconi non ha avuto il coraggio di assumersi. Le manovre del governo monti sono servite ai grandi capitalisti. Inceve mettendo mano sui veri ricchi perlomeno oggi si evitava forse qualche suicidio. Salvare il capitalismo sulla pelle dei deboli. La fotografia è questa piaccia o non piaccia. A questo punto serve la sinistra quale tipologia :?: direi un comunismo dal volto umano quello che non mangia i bambini.
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Regmi
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doddi ha scritto:
Regmi ha scritto:Mi stavo chiedendo se per questa nuova emergenza nazionale qualcuno abbia già pensato di far istituire un numero verde.
8-)
Ci vuole coraggio a fare spirito in questo topic...
Stamani UVT ha postato dei dati statistici che stanno a testimoniare, ovviamente pur nel rispetto di chi non ci sta più,
che, almeno per ora, i numeri per parlare di emergenza sociale non ci stanno.
E se tu continui a postarle vuol dire una sola cosa:
se qui c’è uno spiritoso quello sei tu e per giunta pericoloso in quanto “il fenomeno dei suicidi è a forte rischio di emulazione” (cit.) .

Va bene parlarne ma, almeno che tu non voglia aprire anche un 3D per discutere anche dei circa 50 decessi per shock anafilattico che mediamente si registrano ogni anno, porla come emergenza sociale legata alla crisi è azione da perfetto incosciente come solo e/o anche personaggi come te possono esserlo.
Da attento osservatore quale sei dovresti sapere che, ciclicamente e a secondo di quali siano gli interessi dei loro padroni, i media ci inondano di notizie sulle vittime della strada dovuti a ubriachi al volante, poi di stupri commessi da extracomunitari, poi delle vittime di giochi erotici, poi ancora su quelli sul lavoro, tra non molto si parlerà dell’anomala ondata di caldo e della moria di anziani che “ci resteranno” e via di questo passo.

Che gli allocchi ci caschino è comprensibile, ma si da il caso che non tutti lo si è.


PS - Visto che ci sono, e conseguentemente a quanto scritto sullo spirito emulativo, chiedo ai Mod di valutare se sia ancora opportuno tenere aperto questo Topic.
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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