Storie di suicidi

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doddi
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Nel 2012 siamo quasi alla media di uno al giorno, scatta l'allarme mentre sempre piu' piccole e medie imprese si accingono a chiudere.
Partono le prime iniziative delle varie categorie.

Liberoquotidiano.it

Suicidi, manifesti choc della Cna "Crisi, a noi il prezzo più alto"

Due manifesti choc sono comparso sui muri di Reggio Emilia. E' quello della Cna che ha l'obiettivo di sensibilizzare la politica sul crescente numero di suicidi tra gli imprenditori. "Credevo di investire nella mia azienda ma lo Stato mi ha investito dei suoi mancati pagamenti", c'è scritto sulla foto di un imprenditore di spalle che si incamina su un binario morto. Sull'altro manifesto una donna sul tetto di un palazzo: "Credevo di poter volare. Ma la mia banca mi ha tagliato le ali". 
"Ci rendiamo conto che il manifesto è scioccante, ma è anche un modo per esorcizzare un rischio, per dire agli imprenditori che se stanno fallendo non è per loro incapacità, ma per la situazione economica. E non sono soli, noi siamo con loro", ha spiegato al Resto Del Carlino il presidente dell'associazione Tristano Mussini che ha dato appuntamento agli artigiani e ai piccoli imprenditori al sit in organizzato a Reggio Emilia il Primo maggio in piazza Martiri del 7 Luglio. "Sono trent’anni che Cna non fa scelte così forti. Ma la difficoltà di artigiani e aziende è estrema. Lo Stato rallenta con i pagamenti e, di conseguenza, le banche diminuiscono le loro disponibilità. E gli artigiani sono quelli che pagano il prezzo più alto".
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Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Costretto a licenziare i figli
Nuoro, imprenditore si suicida
Nel Nuorese un impresario edile di 55 anni si è ucciso con un colpo di pistola. Aveva dato lavoro a diversi giovani del suo paese, alle sue dipendenze anche i due figli. Poi il precipizio della recessione. Tutti gli articoli della sezione 29 aprile 2012 A - A Un impresario edile di 55 anni, originario di un paese del Nuorese, Mamoiada, si è tolto la vita dopo che la sua azienda, a causa della crisi, aveva cessato l'attività e l'uomo era stato costretto a licenziare i suoi due figli.

Secondo quanto riporta oggi L'Unione Sarda, il fatto è avvenuto nel pomeriggio di venerdì, nella vigna di proprietà dell'impresario che si è ucciso con un colpo di pistola.

L'uomo - secondo quanto scrive il quotidiano sardo - non ha lasciato nessun biglietto, ma più d'uno a Mamoiada sussurra che si possa trattare dell'ennesima cronaca di una disperazione dovuta alla mancanza di lavoro.

Da impresario aveva dato occupazione a diversi giovani del suo paese, pendolari verso la costa per costruire case di villeggiatura. Poi, negli ultimi mesi, il precipizio della recessione, che si è tradotto nel fermo dell'azienda, fino alla difficilissima decisione di licenziare i due figli che si trovano alle sue dipendenze.

"Non potevamo immaginare nemmeno lontanamente il dramma interiore che quest'uomo stava attraversando - racconta all'Unione Sarda il sindaco di Mamoiada, Graziano Deiana - faceva parte di una famiglia molto unita, era una persona in gamba".   
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Mercoledì, 18 Aprile 2012
Suicidi per colpa della crisi: una fiaccolata a Roma

Una fiaccolata al Pantheon di Roma è stata organizzata per mercoledì 18 da Federlazio, per ricordare tutte le persone che hanno deciso di togliersi la vita per la disperazione di dover chiudere l’azienda o di aver perso il lavoro a causa della crisi economica. All’iniziativa hanno mostrato la loro adesione gran parte delle associazioni dei datori di lavoro e dei sindacati. Anche Roma in effetti risente degli effetti della crisi. Le ultime manovre dei governi Berlusconi e Monti hanno portato ad una serie di imposte che mettono in difficoltà i cittadini di Roma e del Lazio.
Basti pensare che nell’ultimo trimestre sono aumentate le persone in cerca di occupazione. Un incremento pari a 47.000 unità. A rendere più difficile la situazione è la crisi delle banche, che concedono prestiti soltanto a tassi superiori rispetto al costo ufficiale del denaro.
La crisi uccide: 23 suicidi di imprenditori da inizio anno
La crisi continua a uccidere. A dirlo sono anche i dati che ha divulgato la Cgia di Mestre: dall’inizio del 2012 in Italia ci sono stati 23 suicidi di imprenditori. L’associazione degli artigiani e delle piccole imprese ha stilato la statistica prendendo in esame i casi legati in qualche modo alla crisi economica, sottolineando tra l’altro come 9 dei 23 suicidi, circa il 40% sono avvenuti in Veneto. La zona più ricca e produttiva d’Italia è dunque quella che ha sentito maggiormente la crisi, ma non è l’unica. Secondo i dati dell’osservatorio mestrino il 49,6% delle imprese chiude entro i primi 5 anni di vita. Un dato molto preoccupante che segnala le grandi difficoltà in cui si trovano le aziende, soprattutto da parte dei nuovi imprenditori.
Il presidente della Cgia Giusepper Bortolussi ha lanciato un appello alle istituzioni. “Il meccanismo si sta spezzando questi suicidi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa più“.
Un gesto di ribellione dunque per uno stato sordo alle richieste della piccola impresa, soffocata da tasse, burocrazia, stretta creditizia e ritardi nei pagamenti. “Per molti – conclude Bortolussi – il suicidio è visto come un gesto di ribellione contro un sistema sordo ed insensibile che non riesce a cogliere la gravità della situazione“.
5 aprile 2012 – Vittime della crisi, altri due suicidi a Roma e Milano
La crisi continua a fare vittime. Questa volta si tratta di due suicidi che sono avvenuti a Roma e a Milano. Mario Frasacco, imprenditore romano di 59 anni, ha deciso di togliersi la vita e ha lasciato un messaggio, una lettera di scuse per il gesto effettuato. L’uomo si è sparato con un colpo di fucile nella pancia, all’interno dell’appartamento nell’edificio in via del Cottanello, tra le zone di Pietralata e Tiburtina. Frasacco era il titolare di un’azienda che si occupa di costruzioni in alluminio.
A cura di Giorgio Rini
L’uomo aveva messo gli operai in cassa integrazione a causa del fallimento dell’attività. Nella lettera Frasacco ha chiesto scusa e ha spiegato di aver effettuato il gesto a causa della crisi. E’ stato il figlio di 19 anni a trovare il cadavere del padre.
L’altro caso tragico è successo a Milano, dove Giuseppe Polignino, un autotrasportatore di 51 anni, ha deciso di uccidersi dopo essersi separato dalla moglie e dopo aver perso il lavoro. Il suo corpo è stato trovato dalla madre, dopo giorni di assenza del figlio. L’uomo si è impiccato in una trave della cantina nelle case popolari di viale Ungheria.
La madre ha spiegato: “Aveva perso il posto già da un bel po’. Cercava lavoro tutti i giorni“.
3 aprile – Le tagliano la pensione e si getta dal balcone
Un suicidio dettato dalla disperazione, quella di non arrivare a fine mese. L’ennesimo. Questa volta succede a Gela, dove una donna di 78 anni, Nunzia C., si è gettata dal balcone del quarto piano dopo che l’Inps le aveva ridotto la pensione di 200 euro, da 800 a 600 euro. La donna, rimasta vedova più di un anno fa, non ha retto alla paura di non poter pagare l’affitto e di non poter continuare a vivere.
Tutto è successo martedì mattina, poco dopo le 10 in via Amilcare nella zone del cimitero monumentale, quando la signora era riuscita a eludere la sorveglianza dei figli, tre femmine e un maschio, con i quali viveva: da tempo infatti aveva dato segnali di depressione.
Arrivata sul balcone si è gettata: il tonfo ha richiamato l’attenzione dei vicini e dei figli che hanno cercato di soccorrerla, ma per lei non c’era più nulla da fare. Ora gli inquirenti stanno procedendo agli accertamenti di rito.
29 marzo 2012- La crisi uccide: due italiani si danno fuoco per problemi economici
Altre due vittime dovute alla crisi in meno di 24 ore. A Bologna un piccolo imprenditore edile di 58 anni di è dato fuoco davanti la sede dell’Agenzia dell’Entrate perché oppresso dai debiti e dalle tasse che non riusciva più a pagare. Gravissime le sue condizioni con ustioni su tutto il corpo. Anche a Verona però si registra un altro caso di disperazione. Un giovane marocchino, operaio edile, di 27 anni, si è dato fuoco in piazza Bra, ma l’intervento tempestivo dei carabinieri ha evitato il peggio: il ragazzo è ricoverato in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita
Sono stabili ma ancora gravi le condizioni dell’uomo di 58 anni, un piccolo imprenditore edile, che mercoledì si è dato fuoco davanti alla sede dell’Agenzia dell’Entrate a Bologna.
L’uomo era sommerso dai debiti e, pur avendo sempre pagato le tasse come lui stesso sosteneva, non riusciva a trovare una soluzione. Per questo ha deciso di suicidarsi davanti alla sede del Fisco: prima di darsi fuoco ha scritto due lettere, una per i suoi cari e una per l’Agenzia delle Entrate in cui chiedeva di non accanirsi contro la sua famiglia per le tasse che lui non era più riuscito a pagare.
Le sue condizioni sono apparse subito gravi: ora l’uomo è ricoverato al Centro Grandi Ustionati di Parma e presenta ustioni sul 100% del corpo.
Il caso ha scosso molto l’opionione pubblica anche se non è certo il primo suicidio dovuto alla crisi. Anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera è intervenuto sul caso nel corso della presentazione del Rapporto 2011.
“Siamo estremamente dispiaciuti“, ha commentato Befera che ha assicurato di voler seguire fino in fondo il caso per non creare altri problemi.
“In una situazione di difficoltà economica e di crisi finanziaria, episodi come questi purtroppo possono accadere“, ha proseguito. Per questo da tempo lo stesso Befera aveva mandato una circolare per chieder di prestare maggiore attenzione nei confronti dei contribuenti.
A commentare il tentato suicidio è anche Romano Prodi. L’ex premier lo ha definito un “terribile segnale di disperazione” e che pur se episodi singoli raccontano il grave momento di difficoltà del Paese.
Non è il solo episodio di disperazione. A Verona un cittadino marocchino di 27 anni, si è dato fuoco in piazza Bra, davanti al sede del Municipio. Il giovane, un operaio edile, non percepiva lo stipendio da quattro mesi.
Per sua fortuna in quel momento era in corso una protesta di alcuni genitori per sensibilizzare i cittadini sul Tribunale dei minori di Venezia e sugli assistenti sociali. I carabinieri sono così intervenuti rapidamente usando gli striscioni per spegnere le fiamme.
Ora il giovane è ricoverato in ospedale in grave condizioni per ustioni alla testa e alle gambe ma non sarebbe in pericolo di vita
La crisi continua a uccidere: altre due vittime a Firenze e a Sanremo
Non si fermano le vittime determinate dalla crisi economica. L’ultimo caso è quello di un uomo di 65 anni, che vicino Firenze si è impiccato nel capannone della sua azienda. Sono stati i familiari a ritrovare il suo corpo. Alla base della sua azione ci sono dei problemi di carattere finanziario, ai quali l’imprenditore ha accennato in un biglietto che è stato ritrovato vicino al suo corpo. Il medico del 118, allertato immediatamente, non è riuscito a salvarlo.
A cura di Giorgio Rini
Un altro caso di suicidio legato sempre alla crisi è avvenuto in Liguria, precisamente a Sanremo. Si tratta di un elettricista di 47 anni, che ha usato una pistola per togliersi la vita. Alessandro F., questo il nome dell’uomo, era caduto in una profonda depressione, dopo aver affrontato il licenziamento.
La sera prima del suicidio aveva cenato con la sua compagna e poi è sceso in cantina per togliersi la vita. Non sono state trovate lettere che danno spiegazione del tragico gesto, ma i familiari hanno confermato il fatto che l’elettricista fosse depresso.
3 gennaio: salgono a cinque gli imprenditori suicidi
Un inizio anno segnato dalla tragedia per cinque piccoli imprenditori, da Nord a Sud, che si sono suicidati davanti all’impossibilità di affrontare la crisi economica. Gli ultimi due casi di cui si ha notizia arrivano dalla Sicilia, da Trani e dalla Lombardia, da Gaggiano. Diverse modalità ma stessa disperazione ha portato i due imprenditori a togliersi la vita per una situazione insostenibile. A Trani Antonio Losciale, di 49 anni, si è impiccato nel box utilizzato come deposito nella sua ditta di climatizzatori, mentre a Gaggiano un elettricista di 64 anni di Robecco sul Naviglio si è sparato un colpo alla tempia nel suo furgoncino davanti alla ditta “Chiodini”. A far scattare la molla la pressione dei debiti che hanno soffocato il lavoro e la vita dei due imprenditori.
Con queste due morti salgono a cinque le vittime della crisi economica. Complice anche l’atmosfera di festa gli stati depressivi tendono ad acuirsi, ma in tutti i casi la causa principe sembra essere la difficoltà economica di far fronte alla crisi.
Catania, una nuova vittima per la crisi: due imprenditori si tolgono la vita
A cura di Giorgio Rini
La crisi economica riesce anche a fare delle vittime. E’ quanto è successo in Sicilia, in due località diverse, dove due imprenditori si sono tolti la vita perché oppressi da una situazione disperata. Dopo il gesto avvenuto a Catania, un altro imprenditore, a Santa Venerina sempre in provincia di Catania, ha deciso di porre fine alla sua esistenza. Michele Calì, 58 anni, ha deciso di spararsi un colpo alla tempia dopo un controllo nel suo allevamento di polli da parte dei Nas e dopo essersi reso conto l’ennesima volta della situazione disperata in cui si trovava, con conti in rosso e strozzini che gli creavano problemi.
Le vittime della crisi economica
A cura di Giorgio Rini
Fino a dove si spingerà quella che è diventata una vera e propria emergenza? Sono queste le notizie che fanno comprendere che il nostro Paese non è in una situazione facile dal punto di vista economico. La disperazione per la mancanza di denaro e di lavoro, le poche possibilità di avere una speranza positiva per il futuro e i problemi di salute personali causano anche delle azioni come queste.
Roberto Manganaro, di 47 anni, concessionario di moto, si uccide legato ad una corda a Catania, preso da una situazione che non riusciva più a tenere sotto controllo, fatta di debiti e di crisi finanziaria. Doveva licenziare otto persone e chiudere tre punti vendita e lo sconforto è stato più grande di lui. Così la situazione è stata definita dal parroco Ignazio Mirabella: “Roberto, vittima di una ‘società mangia-tutti’. Generoso, prodigo, disinteressato“.
E della stessa opinione è anche l’ingegnere Giuseppe Piana: “Ha messo l’etica sempre in una posizione primaria rispetto ad ogni scelta. E si è trovato a dovere decidere tra il proprio lavoro e i propri lavoratori. Vivendo questa sofferenza in maniera profonda, al punto da farla finita. Il suo sacrificio deve fare riflettere tutti noi imprenditori, le istituzioni, il sistema bancario e il sistema giudiziario. Perché è un’epoca particolarmente complicata e chi ha coscienza, chi ha una anima, chi non sa o non vuole scegliere solo con la logica del lucro, può trovarsi schiacciato. Come è accaduto a lui, angosciato da quegli otto licenziamenti che non voleva fare“.
Il suicidio di Roberto Manganaro
Un imprenditore 47enne di Catania si è suicidato, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio a Catania. L’uomo gestiva una concessionaria di motociclette e secondo il racconto di alcuni conoscenti, era molto depresso e questo influiva sulla sua difficile scelta di licenziare alcuni suoi dipendenti per colpa della crisi. Il 47enne, dopo aver trascorso la serata del cenone di San Silvestro con i parenti, ha ingerito degli psicofarmaci e si è impiccato.
Dopo avervi raccontato il dramma nel cesenate dove un uomo ha strangolato la compagna e poi si è tolto la vita, passiamo a Catania, ove un imprenditore, che gestiva insieme al fratello una concessionaria di moto, si è tolto la vita impiccandosi durante i festeggiamenti dell’ultimo capodanno.
Gli affari del commerciante avevano subito una flessione a causa della crisi economica, con una notevole diminuzione delle vendite. Una situazione che ha costretto il venditore a licenziare dei dipendenti, smacco che l’imprenditore non ha retto.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Interessanti considerazioni e lucida analisi

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Crisi: mille suicidi in due anni
di Gennaro Malgieri

L'International Herald Tribunedi sabato scorso ha aperto la prima pagina con questo titolo: "Nella crisi della zona euro, lo stress diventa  mortale". Dettagliato il racconto dei numerosi suicidi di imprenditori, artigiani ed operai indotti al gesto estremo dall'impossibilità di continuare a produrre, di pagare i fornitori, di tenere aperte piccole e medie aziende, di portare lo stipendio a casa e sfamare le proprie famiglie. I Paesi più colpiti da questa vera e propria emergenza sociale che si sta allargando a macchia d'olio sono quelli su cui con maggior virulenza si è abbattuta la catastrofe economica: Grecia, Irlanda, Portogallo. Uno speciale riguardo all'Italia dove, secondo i dati più recenti, ben ventitré persone si sono tolte la vita dall'inizio dell'anno, una ogni quattro giorni, perché non ce la facevano più a convivere con la crisi. L'incidenza maggiore, nel Veneto: nove in tre mesi. Spaventoso.

Le imprese chiudono, i lavoratori perdono il posto, le famiglie impoveriscono, le tasse aumentano. Chi non ha altre risorse per sopravvivere, sia pure minime, si uccide.

Così, tragicamente, hanno fatto mille persone, tra il 2009 ed il 2011, nell'indifferenza generale. La causa principale sembra essere stata quella dei crediti non riscossi che hanno determinato un terzo dei fallimenti delle imprese: sessanta miliardi di euro in fumo. I debitori sono soprattutto le pubbliche amministrazioni. Ma chi ha raccolto le denunce dei suicidi? E chi è intervenuto quando le banche hanno chiuso i rubinetti innescando drammi culminati con la morte? Nessun responsabile ha mai pagato.

Registriamo il disfacimento di un paese le cui ultime prove di vitalità e di ribellione, paradossalmente, sono costituite proprio dalla fine cruenta di uomini e donne che non resistono alla pressione dell'immiserimento, al fallimento dei loro progetti di vita, alla devastante vergogna di mettere sulla strada lavoratori che avevano creduto in loro.

Spesso è il governo - ha accusato l'Herald Tribune- "a non aver pagato i debiti contratti con gli imprenditori". Ed il governo tace perfino di fronte agli ultimi casi, particolarmente clamorosi, come quello di Giuseppe Campaniello che si è dato fuoco davanti alla sede di Equitalia di Bologna agli inizi di aprile. Come il suo sono tanti i gesti disperati. Ciascuno  e tutti insieme raccontano di un'Italia prossima al collasso; probabilmente già collassata ma non è stato ancora certificato. E ci fanno intendere che il risvolto più inquietante della crisi economica è proprio la disperazione che può assumere forme diverse: un moderno assalto ai forni nelle modalità dell'insorgenza sociale e del scontro tra classi meno abbienti e Stato; oppure i solitari gesti di cui abbiamo sommariamente dato conto.

Dovrebbero capire tutti, dai politici agli opinion makers, che l'economia è una scienza esatta fino ad un certo punto. Poi interviene il fattore umano. E quando lo si trascura o si finge di non vederlo, una comunità può anche dissolversi. Le regole, insomma, soprattutto se ferree ed indiscriminate, sulla carta sembrano essere ineccepibili, nella realtà non sempre funzionano per tutti. E, come si sa, ognuno è una monade. Con questo non si intende certo avvalorare un sistema utopistico nel quale vengano adottati provvedimenti su misura per ciascuno, ma semplicemente che le disposizioni generali devono essere ispirate a criteri di equità e di congruità, oltre ad essere supportate da regolamentazioni eccezionali in casi di estremo bisogno. Di più: soprattutto quando si chiedono sacrifici ai limiti della sopportazione, la pubblica amministrazione dovrebbe essere quella che dà l'esempio e si offre ai cittadini come un modello di comportamento. Se essa, tanto per dire, avesse onorato i suoi impegni verso i privati, certamente molte tragedie non si sarebbero verificate.

Ma ciò  rientra nella sfera di una concezione dello stato e della società che è stata rottamata da tempo. Come le speranze degli italiani di uscire indenni dalla guerra economica che subiscono senza averla voluta e soprattutto che affrontano privi di armi adeguate per difendersi. A mani nude, dotati soltanto della disperazione che tuttavia non commuove il freddo Leviatano. 
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Napoli, riceve lettera di licenziamento portiere si suicida


A Napoli, in corso Garibaldi, è stato trovato impiccato un uomo di 55 anni all'interno della sua abitazione al piano terra. L'uomo era il portinaio dello stabile e viveva da solo poichè separato e con due figli che vivono nel nord Italia. L'uomo aveva ricevuto nel 2011 una lettera di licenziamento e avrebbe dunque dovuto lasciare anche la sua abitazione entro l'ottobre del 2012. Potrebbe esserci, dunque, proprio la disperazione per la situazione lavorativa alla base del gesto dell'uomo che al momento aveva in atto un contenzioso con i datori di lavoro. Sul posto è intervenuta la polizia e al momento la scientifica sta effettuando un sopralluogo per chiarire la dinamica dei fatti.I testimoni: "Colpa della crisi" - Una folla di curiosi, gente del quartiere, qualche passante ha assistito mentre la mortuaria portava via il corpo di G.C., il portiere impiccatosi a Napoli, dopo una lettera di licenziamento che gli era arrivata qualche tempo fa. Qualcuno ha fatto il segno della croce, altri hanno urlato che la responsabilità è della situazione economica che coinvolge tutti, riscuotendo il consenso di altri passanti che hanno applaudito. Non era quella lettera, però, l'unica causa della sua depressione. Gli inquilini del palazzo hanno raccontato che era stato molto colpito anche dalla morte della madre, avvenuta qualche mese fa. L'ultima volta, G.C. è stato visto venerdì, sabato non ha aperto la guardiola e nemmeno oggi. Cosa che ha preoccupato gli inquilini i quali hanno allertato la polizia.

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'' A Reggina Esti Comu U viagra... faci 'nchianari i cazzi "

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Ormai è un'emergenza sociale, che il governo trovi presto rimedi per il lavoro altrimenti peggioreremo

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "
Paolo_Padano
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onlyamaranto ha scritto:Ormai è un'emergenza sociale, che il governo trovi presto rimedi per il lavoro altrimenti peggioreremo
si sta delineando che si devono pagare tasse, bollette varie ed il minimo per mangiare, con questo trend commercianti, piccoli imprenditori etc. falliranno. Pare che sono numerosi gli automobilsiti che viaggiano con la polizza scaduta e contraffatta in quanto non sono in grado ad onorare il contratto
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
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Paolo_Padano ha scritto:
onlyamaranto ha scritto:Ormai è un'emergenza sociale, che il governo trovi presto rimedi per il lavoro altrimenti peggioreremo
si sta delineando che si devono pagare tasse, bollette varie ed il minimo per mangiare, con questo trend commercianti, piccoli imprenditori etc. falliranno. Pare che sono numerosi gli automobilsiti che viaggiano con la polizza scaduta e contraffatta in quanto non sono in grado ad onorare il contratto
infattamente
a me scade la polizza l' 1/6
sto valutando se lasciare la macchina ferma
considerando che la scuola sta per finire
ci muoveremo in bici
suonatore Jones

non vorrei allarmarvi, ma il dato "un suicidio al giorno", che sta passando in questi giorni, non è veritiero. in italia ci sono circa 8 suicidi al giorno da sempre (non da quest'anno). di questi 8 (in realtà sono più di 8) circa il 10-15 percento sono ascrivibili a motivi economici. quindi si consideri oltre 1 al giorno, ma meno di 2 (fonte:tg2 di ieri o dell'altroieri sera) e wiki. inoltre, la statistica "un suicidio al giorno" è supportata dai fatti? avete letto di 120 imprenditori e indebitati suicidatisi da gennaio ad oggi? No. ce ne saranno stati una ventina scarsa, nelle prime pagine dei giornali. ovvio che il numero sia più alto, ma non sono dati "allarmanti". intendo dire che non sono più allarmanti di altri anni.

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mohammed
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suonatore Jones ha scritto:non vorrei allarmarvi, ma il dato "un suicidio al giorno", che sta passando in questi giorni, non è veritiero. in italia ci sono circa 8 suicidi al giorno da sempre (non da quest'anno). di questi 8 (in realtà sono più di 8) circa il 10-15 percento sono ascrivibili a motivi economici. quindi si consideri oltre 1 al giorno, ma meno di 2 (fonte:tg2 di ieri o dell'altroieri sera) e wiki. inoltre, la statistica "un suicidio al giorno" è supportata dai fatti? avete letto di 120 imprenditori e indebitati suicidatisi da gennaio ad oggi? No. ce ne saranno stati una ventina scarsa, nelle prime pagine dei giornali. ovvio che il numero sia più alto, ma non sono dati "allarmanti". intendo dire che non sono più allarmanti di altri anni.

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caro suonatore, lo sciacallaggio e la strumentalizzazione a fini politici non hanno limiti, oltretutto molti non si rendono conto che utilizzare la propaganda populista come si faceva ai tempi di prodi paga abbastanza poco, o quantomeno non porta necessariamente acqua al mulino sperato...
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
suonatore Jones

mohammed ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:non vorrei allarmarvi, ma il dato "un suicidio al giorno", che sta passando in questi giorni, non è veritiero. in italia ci sono circa 8 suicidi al giorno da sempre (non da quest'anno). di questi 8 (in realtà sono più di 8) circa il 10-15 percento sono ascrivibili a motivi economici. quindi si consideri oltre 1 al giorno, ma meno di 2 (fonte:tg2 di ieri o dell'altroieri sera) e wiki. inoltre, la statistica "un suicidio al giorno" è supportata dai fatti? avete letto di 120 imprenditori e indebitati suicidatisi da gennaio ad oggi? No. ce ne saranno stati una ventina scarsa, nelle prime pagine dei giornali. ovvio che il numero sia più alto, ma non sono dati "allarmanti". intendo dire che non sono più allarmanti di altri anni.

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caro suonatore, lo sciacallaggio e la strumentalizzazione a fini politici non hanno limiti, oltretutto molti non si rendono conto che utilizzare la propaganda populista come si faceva ai tempi di prodi paga abbastanza poco, o quantomeno non porta necessariamente acqua al mulino sperato...
io spero non sia propaganda politica, anche se lo penso. però, dire che quest'anno sia in aumento il numero dei suicidi portando come unico dato "un suicidio al giorno" e trattando un argomento così delicato (a proposito: spero che nessuno dei vostri conoscenti si suicidi mai) cercando solo colpe nei problemi economici degli ultimi sei mesi, mi pare avventato. volevo solo puntualizzare questo, visto che è un argomento che, purtroppo, "studio" da un paio d'anni per forza di cose.
doddi
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Oggi tre.... per esempio

:sad:

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La crisi continua ad uccidere

Un uomo si impicca, altri due si gettano nel vuoto

Alfonso Salzano, si è tolto la vita impiccandosi con un cavo elettrico nella sua abitazione di Casaluce, nel Casertano. Mentre nel Casentino, un uomo di 45 anni si è gettato nel vuoto perchè non riusciva a pagare il mutuo.
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Operazione dei carabinieri

Caserta, 02-05-2012

Un muratore di 52 anni, Alfonso Salzano, si e' tolto la vita impiccandosi con un cavo elettrico nella sua abitazione di Casaluce, nel Casertano. L'uomo e' stato trovato dai familiari che hanno avvisato i carabinieri. Secondo quanto riferito dai congiunti l'uomo, senza lavoro da circa sei mesi, soffriva di crisi depressive.

L'uomo lascia moglie e 3 figli. Secondo quanto si e' appreso le uniche entrate erano costituite dall'indennita' di lavoratore socialmente utile della moglie, poche centinaia di euro al mese.

E un uomo di 45 anni, nel casentino, si e' gettato dalla finestra perchè non era riuscito a pagare la casa che aveva acquistato con un mutuo in banca. Si tratta di un cittadino nordafricano, da molti anni in Italia. Secondo quanto si e' appreso, era stato costretto a lasciare la casa acquistata, a causa delle difficolta' economiche, e viveva in un appartamento in affitto.

Si è gettato nel vuoto anche un uomo di 35 anni, licenziato da un negozio di Malta dove fino al febbraio scorso aveva lavorato come commesso. Si e' suicidato buttandosi dalla terrazza della sua abitazione a Gravina di Catania, alle porte di
Catania.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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onlyamaranto ha scritto:Ormai è un'emergenza sociale, che il governo trovi presto rimedi per il lavoro altrimenti peggioreremo
il governo secondo me spera in altri suicidi così risparmia sulle pensioni
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pincopallino
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suonatore Jones ha scritto: a proposito: spero che nessuno dei vostri conoscenti si suicidi mai, cercando solo colpe nei problemi economici degli ultimi sei mesi, mi pare avventato.
In un altro post, il 31 gennaio 2012, io avevo già scritto “per colpa della mancanza di un’occupazione ho perso un parente (per suicidio) ed un amico (anch’egli morto suicida)”

Caro SuonatoreJones: ma che C _ _ _ O ne sanno loro del perché una persona si toglie la vita?
Come C _ _ _ O fanno a stabilire che soltanto il 10-15% sono ascrivibili a motivi economici? (secondo me la percentuale è molto, ma molto più alta).
Chi si fida poi di chi fa queste classifiche?
Un suicidio poi, può essere anche ascritto alla depressione ma se poi si va a vedere il perché quella persona è caduta in depressione magari si scoprirà che lo è diventata per mancanza o perdita di lavoro ma chi fa le percentuali lo ascrive alla depressione e non alla disoccupazione dello stesso.

Se come dici è un argomento che studi da un paio di anni, allora sicuramente saprai che il numero dei suicidi per colpa della disoccupazione/perdita di lavoro/motivi economici è drammaticamente destinato ad aumentare ma non di molto, di moltissimo, ma non di “moltissimo poco” ma di “moltissimo assai assai”.
DoubleD ha scritto: secondo me spera in altri suicidi così risparmia sulle pensioni[/color][/b]
In un altro post anch’io ho detto suppergiù la stessa cosa ma la mia non era una provocazione o sarcasmo, in buona parte lo penso veramente;
so che può sembrare assurdo ma quelli che governano in Italia non sono essere umani normali come noi (Hitler nemmeno era una essere umano normale), forse lo erano ma quando arrivano al potere diventano mostri.
Quando noi a scuola leggevamo sui libri di storia “in quella battaglia sono morte 20 persone”, emotivamente ci toccava poco o niente (nonostante la morte di 20 persone),
allo stesso modo quando i nostri governati leggono di persone che in Italia si stanno suicidando per disoccupazione e la mancanza di un minimo di sostentamento economico (reddito minimo garantito), loro, emotivamente, vengono colpiti ZERO
………… se dunque un 5 – 6 milioni di italiani si suicidassero, per loro sarebbe una fortuna perchè risolverebbero il problema della disoccupazione in maniera eccelsa.
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pincopallino ha scritto:
DoubleD ha scritto: secondo me spera in altri suicidi così risparmia sulle pensioni[/color][/b]
In un altro post anch’io ho detto suppergiù la stessa cosa ma la mia non era una provocazione o sarcasmo, in buona parte lo penso veramente;
neanche la mia è una provoCazione ne tantomeno sarcasmo, ma pura verità
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doddi
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Anche oggi casellina piena :sad:

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/ ... vita.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;


Crisi, un altro imprenditore si toglie la vita
Un 52enne di Treviso si è impiccato nel suo Tir per timore di perdere le quote della società


12:54 - E' montato sul suo camion a notte fonda, ha parcheggiato nel piazzale del cimitero di Falzè di Trevignano, nel Trevigiano, e si è ucciso impiccandosi all'interno della cabina del Tir. L'ennesima vittima della crisi è il 52enne Gianni Merlo, di Volpago del Montello, in provincia di Treviso: l'imprenditore temeva di finire sul lastrico, e di essere estromesso dalla ditta di cui era socio.
Il corpo dell'uomo è stato trovato dalla compagna e da uno dei figli, che lo cercavano da ore dopo la scomparsa: per la donna Merlo ha scritto un bigliettino di sole quattro parole: "Non mi vedrai più". "Era cianotico. Sono stata io a toglierli il foulard - racconta la compagna a il Gazzettino -. Ho capito subito che non c'era niente da fare e me lo sono stretto al petto disperata. Poi è arrivato il medico legale. Mi ha detto che si era ucciso attorno alle 4".

La causa del suicidio sarebbe, ancora una volta, da ricercare nella difficile situazione economica della vittima. La Meros, ditta specializzata nella realizzazione di stand fieristici che Gianni Merlo gestiva assieme ad altri soci dal 2002, si trovava in una situazione particolarmente grave. E lunedì 30 aprile, secondo quanto riferisce il quotidiano veneto, Merlo era stato convocato nello studio di un commercialista di Montebelluna per una riunione dei soci. Dall'incontro era uscito sconvolto per il rischio non solo di perdere la sua quota del 30% dell'azienda, ma anche per un buco da decine di migliaia di euro nel bilancio.

L'imprenditore, per tutelarsi, si era subito recato da un amico, al quale aveva consegnato documenti da inviare a uno studio legale di Treviso. poi, però, non ce l'ha fatta a reggere, ad attendere di sapere se l'azienda e le sue quote sociali si sarebbero potute salvare. E ha deciso di uccidersi.
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Per fortuna non ci è scappato il morto o la strage


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Crona ... 17797.html" onclick="window.open(this.href);return false;


Bergamo, dopo sei ore si arrende uomo barricato in Agenzia Entrate


ultimo aggiornamento: 03 maggio, ore 21:43
Bergamo - (Adnkronos/Ign) - Armato di un fucile a pompa ha fatto irruzione nella sede di Romano di Lombardia, sequestrando 15 dipendenti. Un gesto legato a una cartella esattoriale 'salata'. L'uomo ha chiesto di parlare con i giornalisti, ha minacciato il suicidio, poi, dopo aver liberato l'ultimo ostaggio, si è arreso e per lui è scattato l'arresto.

Milano, 3 mag. (Adnkronos) - Si è arreso, dopo quasi 6 ore, l'uomo che ha fatto irruzione nella sede dell'Agenzia delle Entrate in via San Giuseppe a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo. Lo rende noto il sindaco, Michele Lamera, che dal primo momento ha seguito tutte le fasi della mediazione.

L'uomo, armato di un fucile a pompa, ha fatto irruzione nella palazzina, poco prima dell'orario di chiusura degli uffici. Poche parole, poi ha esploso due colpi in area e ha sequestrato i 15 dipendenti. Un gesto legato a difficoltà economiche, a una cartella esattoriale 'salata'. L'uomo ha chiesto di parlare con i giornalisti, ha minacciato il suicidio, era pronto a raccontare la sua storia.


Le trattative iniziali con le forze dell'ordine sono andate a buon fine: 14 i dipendenti dell'ente che sono stati presto liberati, mentre l'ultimo ostaggio, Carmine Mormandi, 56 anni, impiegato da anni nella sede dell'Agenzia delle Entrate, è stato rilasciato solo in serata. L'uomo, rimasto per circa 5 ore nelle mani del suo sequestratore, sta bene.


Dopo aver liberato anche l'ultimo degli ostaggi il sequestratore si è arreso al carabiniere e al mediatore che aveva al suo fianco. Per lui è scattato l'arresto da parte dei militari.
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Cgia: "32 imprenditori suicidi"
"Nel 2012 10 morti solo in Veneto"
foto Ansa19:20 - Sono 32 gli imprenditori che si sono suicidati in Italia dall'inizio del 2012, per cause legate anche alla crisi economica. E' quanto rileva la Cgia di Mestre. La regione più colpita da questo dramma, sottolinea l'Associazione Artigiani Piccole Imprese, è il Veneto, con 10 vittime.
L'ufficio studi degli artigiani mestrini inserisce nella casistica anche la vicenda del piccolo imprenditore trevigiano di 52 anni che si e' impiccato all'interno del suo camion il giorno del primo maggio, a Falze' di Trevignano.

Gli artigiani di Mestre riconoscono che ''e' difficile dare una risposta esaustiva'' alle cause di questi suicidi: tuttavia - rilevano - la mancanza di liquidita' e' il denominatore comune che si riscontra ''in quasi tutti questi drammi; senza contare che molti imprenditori - aggiunge la Cgia - a seguito del mancato pagamento da parte dei committenti sono sprofondati nella crisi piu' profonda, senza riuscire a risollevarsi''.

Una situazione alla quale, secondo la Cgia, si puo' far fronte - come ha fatto qualche settimana fa la Regione Veneto - solo istituendo a livello nazionale un fondo di solidarieta' per l'erogazione di mutui in favore dei piccoli imprenditori in chiara difficolta' economica e finanziaria.


- SUICIDI TRA IMPRENDITORI AVVENUTI NEL 2012
----------------------------------------------------------------
REGIONE NUMERO
- Veneto 10
- Puglia 4
- Sicilia 4
- Toscana 3
- Sardegna 2
- Lazio 2
- Campania 1
- Lombardia 1
- Friuli V.G. 1
- Emilia Romagna 1
- Marche 1
- Abruzzo 1
- Liguria 1
TOTALE 32.
(Fonte: Cgia Mestre).
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Dopo cartella tasse 72enne si spara a testa, gravissimo
Nel Napoletano. In biglietto, 'dignita' vale piu' di vita'
05 maggio, 17:31


(ANSA) - NAPOLI, 5 MAG - Mesi fa aveva ricevuto una cartella esattoriale di 15mila euro e stamattina si e' sparato con la sua pistola alla testa: e' in imminente pericolo di vita un 72enne di Pozzuoli (Napoli). Ai suoi cari ha lasciato un biglietto: ''La dignita' vale piu' della vita''. L'uomo, Pietro Paganelli, e' ricoverato in condizioni disperate all'ospedale Loreto Mare di Napoli. E' stato il figlio a riferire ai carabinieri che il 72enne aveva ricevuto la cartella esattoriale, alcuni mesi fa.

L'uomo vive a Pozzuoli (Napoli) mentre la sua officina, dove riparava barche, e' a Napoli, in via Fedro: li' dove ha tentato il suicidio e dove e' stato trovato dal figlio.
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Località: l'isola che non c'è

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