Beppe Grillo sul podio

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doddi
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Dagli ultimi sondaggi il suo movimento rappresenta la terza forza politica del paese

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Beppe Grillo vola nei sondaggi:
scatta l'allarme a sinistra




di Renato Pezzini
MILANO - Nichi Vendola parla di «fiume sporco dell’antipolitica». Pier Luigi Bersani teme e prevede la calata di «apprendisti stregoni» dediti alla «demagogia e al populismo», avvertendo: «Se non lo contrastiamo, questo vento ci spazzerà via tutti».

Effetto delle controversie e delle contraddizioni sulla terza tranche dei rimborsi elettorali, ma effetto soprattutto del vuoto lasciato dalla crisi della Lega di Umberto Bossi. In politica ogni spazio liberato da qualcuno viene automaticamente riempito da altri: chi occuperà le praterie del Nord governate per due decenni dal Carroccio?

Da quando il segretario padano si è dimesso sotto il peso dello scandalo che ha investito figli e famigli, i sondaggisti non si curano d’altro. La Lega viene data in calo (ma lo era anche prima delle rivelazioni sugli affari di Belsito) e spunta dalle retrovie il nome di Beppe Grillo. Sarà lui, pronosticano i tecnici della Demoskopea, a raccogliere i consensi perduti dal movimento nordista. La Swg di Trieste gli attribuisce addirittura il 7,2: numeri che lo porterebbero a essere la terza formazione politica del Paese, dopo Pd e Pdl.

Un passo indietro è obbligatorio. Elezioni regionali del 2010, in Piemonte il leghista Roberto Cota conquista la guida della Regione per un soffio, meno dell’1 per cento di differenza dalla candidata del centrosinistra Mercedes Bresso. E tutti fanno un calcolo semplice: se Grillo non avesse raccolto il 4,1 per cento, il centrodestra sarebbe uscito sconfitto. Stesso discorso in Molise, ottobre 2011: Michele Iorio del Pdl la spunta per meno di mille voti sul centrosinistra privato di molti consensi dall’exploit del Movimento 5 Stelle salito al 5,6 per cento.

Ovvio e scontato che, con questi precedenti, tutti ora si chiedano quali conseguenze possa avere sugli equilibri politici nazionali, in vista delle Politiche del 2013, una vistosa ascesa dei grillini favorita dalla crisi dei padani. Lui, il comico, per ora guarda a scadenze più prossime, convinto com’è di poter fare il pieno di voti già alle amministrative di maggio. Ha presentato liste in 101 Comuni, da qui alle elezioni li coprirà tutti con i suoi comizi-show. Prendere ad esempio la giornata di ieri per scoprirne le ambizioni di successo: ore 15 Forte dei Marmi, ore 17 Carrara, ore 19 La Spezia, ore 21 Genova.

Sul suo blog ostenta certezze incrollabili: «Ormai da mesi il Pdl e il Pd stanno sotto il 20 per cento». Lui avendo capito da tempo che il Carroccio cominciava a stare stretto all’elettorato nordista più chiassoso ed efferato, fa l’occhiolino ai padani duri e puri: per esempio prendendo posizione contro la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. Una posizione che gli è valsa qualche «vaffa» dai suoi fedelissimi, ma che in cambio gli ha regalato l’interesse dei leghisti in fuga dal Senatùr prima ancora del «caso Belsito».

A dire il vero, anche Grillo qualche problemino ce l’ha. A Rimini, poche settimana fa, si sono autoconvocati molti eletti del Movimento 5 Stelle che mal digeriscono i diktat e certe prese di posizione del comico. Lui ha lanciato nei loro confronti una specie di fatwa, poi ha espulso un consigliere di Ferrara che non gli garbava facendo però incavolare i due consiglieri regionali eletti in Emilia Romagna nel 2010.

L’entusiasmo di quelli che avevano abbracciato il suo credo si va stemperando, però sono beghe interne, poco visibili e tenute per lo più nascoste. Quel che si vede di più sono i suoi attacchi alla casta, il suo mettere nello stesso mazzo partiti di destra, di centro e di sinistra e chiamarsi fuori: «Loro sono tutti uguali». E «loro» adesso cominciano a domandarsi come fermare «l’apprendista stregone» o come arginare il «fiume sporco dell’antipolitica».



Lunedì 16 Aprile 2012 - 11:11 Ultimo aggiornamento: 11:40
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Il movimento 5 stelle dato sopra il 7% nazionale

Grillo vola nei sondaggi e fa paura
Bersani e Vendola preoccupati

Il segretario del Pd: «Contrastare l'antipolitica o spazza via tutti». Il presidente di Sel: «È populista»



MILANO - «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo». Lo afferma il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in un'intervista a Tgcom24 Bersani parla dell'antipolitica diffusa. «Se c'è qualcuno che pensa di stare al riparo dall'antipolitica si sbaglia alla grande. Se non la contrastiamo, spazza via tutti». L'esternazione di Bersani potrebbe far anche riferimento ad un sondaggio Swg che dà il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. «Siamo nei guai» dice Bersani.

VENDOLA - «Beppe Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro paese. Considero il populismo un nemico. Quando sono crollati la democrazia e i partiti negli anni '30, il populismo ha fatto nascere un'avventura drammatica. I regimi reazionari sono stati alimentati dalle culture populistiche. Il nostro problema è ricostruire la democrazia, la credibilità delle forme organizzate per fare politica». Anche il presidente di Sel, Nichi Vendola, commenta a Sky TG24 il fenomeno Grillo. «Ci sono delle involuzioni nel discorso pubblico di Grillo che colgo con preoccupazione, alcune battute che sembrano in stile leghista, una mescolanza di argomenti - ha osservato Vendola - di estrema sinistra ed estrema destra e questo me lo rende un fenomeno tutt'ora da decifrare e guardare con attenzione ma è un fenomeno inquietante. Oggi la malattia della cattiva politica si cura con la partecipazione, con la cultura e con la democrazia».

Redazione Online
15 aprile 2012 (modifica il 16 aprile 2012)
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reggino
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Io penso che il movimento 5 stelle possa contare su una percentuale di consensi molto alta,ogni volta tutti i sondaggi hanno difficoltà a captare il potenziale di voti su cui può contare questo movimento,ed è comprensibile visto che spesso tra coloro che prima dichiarano di astenersi dal voto,una parte di questi vota poi movimenti di protesta(e non solo di protesta,ma anche con idee serie)come quello di Grillo,e questo non fa altro che incrementare notevolmente il loro bacino elettorale.Fino allo scorso anno davano il movimento sul 3%,e nei comuni,nelle province,e nelle regioni,però sbancavano,ora che lo danno sopra il 7%,vuol dire che come minimo è sul 10%,e lo vedremo alle elezioni amministrative.Questa è la dimostrazione di come la politica si può fare senza soldi,il movimento 5 stelle non prende finanziamenti pubblici,e i consiglieri regionali e provinciali intascano solo 2.000 euro al mese.Questa è Politica Vera,non antipolitica.
Ultima modifica di reggino il 16/04/2012, 12:41, modificato 2 volte in totale.
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reggino
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Perché il Movimento 5 Stelle non è anti-politica
Sbaglia chi definisce populista il Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Certo, alcune sparate del comico genovese ricordano quelle di Umberto Bossi. I suoi toni e e le sue parole possono, legittimamente, non piacere.

Ma molti temi da lui proposti sono importanti, meritevoli di essere discussi o semplicemente condivisibili. E sopratutto dietro a Grillo esiste un popolo di militanti tra i quali non è poi così raro scorgere il meglio del Paese.

Chi ha partecipato agli incontri organizzati dai meetup sa che questi gruppi sono composti da cittadini informati solitamente ad alto tasso di scolarizzazione, impegnati nel sociale o in iniziative legate alle condizioni del territorio: inquinamento, energia, modelli di sviluppo, spesa pubblica nei comuni e nelle regioni.

Ovviamente, se davvero alle prossime amministrative il Movimento raccoglierà quel successo vaticinato dagli ultimi sondaggi, questo sarà dovuto anche al voto di protesta. Ma la cosa non basta per bollare i 5 Stelle come espressione dell’anti-politica, come fanno gli spaventati Pierluigi Bersani e Niki Vendola o, su quasi tutti i giornali, i grandi commentatori del secolo scorso.

Gli osservatori attenti e in buona fede, infatti, non possono negare che l’attività degli attivisti e dei rappresentanti dei cittadini fin qui eletti nei comuni e nelle regioni, dimostra proprio il contrario.

Le scelta di rinunciare ai finanziamenti pubblici, di mettere un tetto al numero di candidature consecutive, la presenza di programmi precisi, sono un fatto politico. Così come sono state politica, con la P maiuscola, le raccolte di firme per le leggi d’iniziativa popolare che il parlamento ha scandalosamente ignorato.

Solo negli anni a venire sapremo se il Movimento 5 stelle sarà parte (e quale parte) di quel grande cambiamento di cui ha bisogno il Paese. Che Grillo dica di non aspirare a nessuna carica pubblica è un buona cosa. Meno buono è invece il suo atteggiamento nei confronti di chi la pensa diversamente da lui o esercita il diritto di cronaca e di critica.

Ma al di là dei giudizi sulle singole iniziative e prese di posizione, resta un fatto. Il Movimento 5 stelle è vivo e vuole crescere. E questo oggi, in un mondo popolato da partiti e leader ormai (politicamente) morti, è già tanto.

Se poi sia abbastanza non dipenderà da Grillo. Ma dalla qualità, le capacità e la volontà, dei cittadini che corrono con lui.
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L'antipolitica si può fare quando esiste la politica, finito Berlusconi è morto l'antiberlusconismo ed è ricominciata la corsa alla poltrona e lo dimostrano le allenze scriteriate e variegate del centrosinistra. La politica non c'era e non c'è.

Ci credo che Vendola e Bersani se la stiano facendo sotto, con gli argomenti che hanno da proporre.

Ben venga questa nuova realtà.
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Tra l'altro il movimento 5 Stelle è l'unico movimento che non ha inquisiti,oltre ad essere l'unico partito che non intasca 1 euro dallo Stato,e uno dei pochi che non ha un giornale di partito.E' incredibile come solo con la forza di un gruppo di giovani pieni di entusiamo e di voglia di fare politica,sia il terzo partito del Paese,con una percentuale di voti abbastanza importante.Questo a dimostrazione del fatto che non sono i soldi ma le idee,l'entusiamo e il coraggio,che servono nella politica.
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reggino
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Comunque leggevo che Grillo i voti li stia pigliando più che altro alla Lega,che a Vendola o Bersani,la lega è sul 6% e il movimento 5 Stelle,di un punto sopra.Io penso che da qui a qualche mese la Lega scomparirà definitivamente,se non si allea col pdl,rischia tra un anno di essere fuori dal parlamento.
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Mariotta
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reggino ha scritto:Comunque leggevo che Grillo i voti li stia pigliando più che altro alla Lega,che a Vendola o Bersani,la lega è sul 6% e il movimento 5 Stelle,di un punto sopra.Io penso che da qui a qualche mese la Lega scomparirà definitivamente,se non si allea col pdl,rischia tra un anno di essere fuori dal parlamento.

io non lo credo, ma se non avrò alternative valide io stessa voterò il movimento 5 stelle che rappresenta al momento garanzia di pulizia e onestà.
:salut
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
suonatore Jones

la lega era, prima del 2008, allo zero virgola percento.
poi ha preso i "voti della sinistra".
il movimento 5 stelle, fino a ieri, era chiamato così perchè aveva raggiunto il cinquantesimo elettore.
ora prende i "voti della sinistra".

resiste solo il pdl.
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grillo sottrarrà tantissimi voti alla sinistra, così forse si danno una svegliata quei rincoglioniti burocrati dei vertici del PD...
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onlyamaranto
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Mariotta ha scritto:
reggino ha scritto:Comunque leggevo che Grillo i voti li stia pigliando più che altro alla Lega,che a Vendola o Bersani,la lega è sul 6% e il movimento 5 Stelle,di un punto sopra.Io penso che da qui a qualche mese la Lega scomparirà definitivamente,se non si allea col pdl,rischia tra un anno di essere fuori dal parlamento.

io non lo credo, ma se non avrò alternative valide io stessa voterò il movimento 5 stelle che rappresenta al momento garanzia di pulizia e onestà.
:salut

Concordo, anch'io potrei votarli

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "
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Pickwick
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Manculicani signuri.
Finchè restano piccoli fanno gli onesti, una volta intascati i primi finanziamenti si buttano
dentro tutti gli squali che divorano tutto.
Questi essendo dei pescettini senza esperienza si faranno mangiare prima ancora dei leghisti.
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Mariotta ha scritto:[quote


io non lo credo, ma se non avrò alternative valide io stessa voterò il movimento 5 stelle che rappresenta al momento garanzia di pulizia e onestà.
:salut
dopo poche settimane dallo scandalo che li hanno riguardati hanno perso 3 punti percentuali,secondo te resisteranno??ogni giorno perdono qualcosina,non mi sembra un movimento in salute,vedremo quello che faranno nelle amministratitive.
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Pickwick ha scritto:Manculicani signuri.
Finchè restano piccoli fanno gli onesti, una volta intascati i primi finanziamenti si buttano
dentro tutti gli squali che divorano tutto.
Questi essendo dei pescettini senza esperienza si faranno mangiare prima ancora dei leghisti.
vedi che sono passati 3 anni dalla nascita del movimento,e non c'è stato uno e dico un solo caso di un consigliere comunale(ne hanno tanti)o regionale(ne hanno un bel pò),indagato.A differenza del Pd e del Pdl che appena nati avevano politici con pesanti guai giudiziari,e lo stesso vale per l'udc.A me sembra un movimento serio oltre che onesto.
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Che ne pensate della pesante uscita del Presidente Napolitano contro Grillo ed il suo movimento?

Mi pare non si sia detto nulla...anche delle successive polemiche/minacce di gargamella nei confronti del comico genovese.

Il nervosismo è latente per il timore che non faccia quadrare i conti a qualcuno :scrolleye:
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doddi ha scritto:Che ne pensate della pesante uscita del Presidente Napolitano contro Grillo ed il suo movimento?

Mi pare non si sia detto nulla...anche delle successive polemiche/minacce di gargamella nei confronti del comico genovese.

Il nervosismo è latente per il timore che non faccia quadrare i conti a qualcuno :scrolleye:

Che quell'uscita e' un ottimo motivo per votarli.Napolitano e i suoi accoliti dell'ABC Monti D'Alema pensassero a togliersi i vergognosi privilegi che hanno e poi vedranno che non ci sono "i demagoghi" che hanno il "torto" di dire le cose come stanno,compreso che i partigiani del 25 Aprile si rivolterebbero nella tomba vedendo i politici di oggi
AH,la vita!Sei single?Ti mancano cose che puoi avere da accoppiato.Sei accoppiato?Non puoi avere tutte le liberta' che hai da single
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Grillo contro Maciste
di Marco Travaglio | 28 aprile 2012
Commenti (2067)Più informazioni su: Alfano, beppe grillo, Bersani, Casini, cl, Giorgio Napolitano, mediaset, P2, presidente della repubblica, qualunquismo, Rai, tav.

Share on printShare on emailMore Sharing Services2.7KLe accaldate dichiarazioni dei politici su Beppe Grillo sono uno spettacolo impagabile, da scompisciarsi. Tutti contro uno, come contro la Lega delle origini. Sono talmente terrorizzati da non notare la ridicolaggine di un’intera classe politica, seduta su 2,5 miliardi di soldi pubblici camuffati da rimborsi, padrona del governo e del Parlamento nonché di tutti gli enti locali, ben protetta da Rai, Mediaset e giornaloni, infiltrata in banche, assicurazioni, aziende pubbliche e private, Tav, Cl, P2, P3, P4, ospedali, università, sindacati, coop bianche e rosse, confindustrie, confquesto e confquello che strilla come un ossesso contro un comico e un gruppo di ragazzi squattrinati, magari ingenui, ma armati solo delle proprie idee e speranze.

Il presidente della Repubblica che commemora la Liberazione dal nazifascismo lanciando moniti, anzi anatemi contro un comico (“il qualunquista di turno”), è cabaret puro. Dice che “i partiti non hanno alternative”: ma quando mai, forse per lui che entrò in Parlamento nel ’53 senza più uscirne. Tuona contro l’“antipolitica” (e ci mancherebbe pure, vive di politica da 60 anni). Ma non si accorge che nessuno ha mai delegittimato i partiti e la politica quanto lui, che sei mesi fa prese un signore mai eletto da nessuno, lo promosse senatore a vita e capo di un governo con una sola caratteristica: nessun ministro eletto, tutti tecnici più qualche politico travestito da tecnico.

E non se ne avvedono neppure i giornaloni che dedicano all’ultimo monito pensosi editoriali dal titolo “Il tempo è scaduto”. Se un comico parla del capo dello Stato e lo sbeffeggia, è normale, mentre non s’è mai visto un capo dello Stato che parla di un comico, per giunta neppure candidato, per dirgli quel che deve fare o dire. Napolitano contro Grillo è roba da “Totò contro Maciste”. Ma il meglio, come sempre, lo danno i partiti. Anche una personcina ammodo come Guido Crosetto del fu Pdl riesce a dire che Grillo gli ricorda “il fascismo”, anzi “il razzismo”, anzi “il nazifascismo”, anzi “Goebbels” in persona. Le pazze risate. Grillo dice che, se Napolitano difende i partiti, è “il presidente dei partiti”: logica pura, ma per Bersani è “insulto”. Segue minacciosa diffida per leso monito: “Grillo non si permetta di insultare Napolitano, non si arrischi a dire cosa direbbero i partigiani se tornassero: loro saprebbero cosa dire dell’Uomo Qualunque”. Brrr che paura.

Livia Turco lacrima in tv perché la gente ce l’ha con i politici e non si capacita del perché. Casini intima a Grillo di “entrare in Parlamento a misurarsi coi problemi concreti” e “smetterla con le chiacchiere”. Perché se no? Forse dimentica che Grillo in Parlamento entrò tre anni fa, per portare le firme di 300 mila cittadini su tre leggi d’iniziativa popolare: ma, siccome prevedevano l’incandidabilità dei pregiudicati, il limite di due legislature per i parlamentari e una legge elettorale democratica al posto del Porcellum, i partiti le imboscarono tutte e tre. Anche perché, con quelle, l’Unione dei Condannati si sarebbe estinta e gli altri partiti quasi. Siccome Dio acceca chi vuole rovinare, i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre, alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente.

E ora che, al borsino della fiducia, raccolgono tutti insieme il 2%, non trovano di meglio che fare l’ammucchiata: ABC, il Trio Alfanobersanicasini, vanno in giro a braccetto per far numero e volume, annunciando riforme elettorali, leggi sui partiti, tagli alla casta, norme anti-corruzione e misure per la crescita che nessuno farà mai. Più gli elettori si allontanano, più i capi si avvicinano, illudendosi di riempire il vuoto da essi stessi creato. Sfilano al proprio funerale come se il morto fosse un altro.

Il Fatto Quotidiano, 28 Aprile 2012

Molto bello e interessante questo articolo di Travaglio consiglio di leggerlo.
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mohammed
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Grillo sulla crisi: "Peggio della mafia
che almeno non strangola le vittime"


A Palermo per sostenere il candidato sindaco Nuti: Cosa Nostra si limita a prendere il pizzo

Grillo sulla crisi: "Peggio della mafia che almeno non strangola le vittime"

"La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un'altra mafia che strangola la propria vittima". Lo ha detto Beppe Grillo, a Palermo per sostenere il candidato sindaco Riccardo Nuti, parlando della crisi economica e dei provvedimenti per fronteggiarla.

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minchia, è troppu stortu... :na:
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
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reggino ha scritto:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04 ... te/212164/


Grillo contro Maciste
di Marco Travaglio | 28 aprile 2012
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Il presidente della Repubblica che commemora la Liberazione dal nazifascismo lanciando moniti, anzi anatemi contro un comico (“il qualunquista di turno”), è cabaret puro. Dice che “i partiti non hanno alternative”: ma quando mai, forse per lui che entrò in Parlamento nel ’53 senza più uscirne. Tuona contro l’“antipolitica” (e ci mancherebbe pure, vive di politica da 60 anni). Ma non si accorge che nessuno ha mai delegittimato i partiti e la politica quanto lui, che sei mesi fa prese un signore mai eletto da nessuno, lo promosse senatore a vita e capo di un governo con una sola caratteristica: nessun ministro eletto, tutti tecnici più qualche politico travestito da tecnico.

E non se ne avvedono neppure i giornaloni che dedicano all’ultimo monito pensosi editoriali dal titolo “Il tempo è scaduto”. Se un comico parla del capo dello Stato e lo sbeffeggia, è normale, mentre non s’è mai visto un capo dello Stato che parla di un comico, per giunta neppure candidato, per dirgli quel che deve fare o dire. Napolitano contro Grillo è roba da “Totò contro Maciste”. Ma il meglio, come sempre, lo danno i partiti. Anche una personcina ammodo come Guido Crosetto del fu Pdl riesce a dire che Grillo gli ricorda “il fascismo”, anzi “il razzismo”, anzi “il nazifascismo”, anzi “Goebbels” in persona. Le pazze risate. Grillo dice che, se Napolitano difende i partiti, è “il presidente dei partiti”: logica pura, ma per Bersani è “insulto”. Segue minacciosa diffida per leso monito: “Grillo non si permetta di insultare Napolitano, non si arrischi a dire cosa direbbero i partigiani se tornassero: loro saprebbero cosa dire dell’Uomo Qualunque”. Brrr che paura.

Livia Turco lacrima in tv perché la gente ce l’ha con i politici e non si capacita del perché. Casini intima a Grillo di “entrare in Parlamento a misurarsi coi problemi concreti” e “smetterla con le chiacchiere”. Perché se no? Forse dimentica che Grillo in Parlamento entrò tre anni fa, per portare le firme di 300 mila cittadini su tre leggi d’iniziativa popolare: ma, siccome prevedevano l’incandidabilità dei pregiudicati, il limite di due legislature per i parlamentari e una legge elettorale democratica al posto del Porcellum, i partiti le imboscarono tutte e tre. Anche perché, con quelle, l’Unione dei Condannati si sarebbe estinta e gli altri partiti quasi. Siccome Dio acceca chi vuole rovinare, i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre, alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente.

E ora che, al borsino della fiducia, raccolgono tutti insieme il 2%, non trovano di meglio che fare l’ammucchiata: ABC, il Trio Alfanobersanicasini, vanno in giro a braccetto per far numero e volume, annunciando riforme elettorali, leggi sui partiti, tagli alla casta, norme anti-corruzione e misure per la crescita che nessuno farà mai. Più gli elettori si allontanano, più i capi si avvicinano, illudendosi di riempire il vuoto da essi stessi creato. Sfilano al proprio funerale come se il morto fosse un altro.

Il Fatto Quotidiano, 28 Aprile 2012

Molto bello e interessante questo articolo di Travaglio consiglio di leggerlo.
Non si puo' che condividere.
Ridicola l'uscita del Pres e completamente fuori luogo. Altro che garante della Costituzione.
Gargamella esilarante anzi come dice Travaglio: brrrrrr che paura :lol: :lol: :lol: :lol:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
reggino
Non c'è nenti!
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Località: l'isola che non c'è

E' incredibile come si è ridotta la politica italiana,hanno paura di un comico,un pò come se Obama e Santorum temessero Mister Been.
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