L'onore....

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goldenboy
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Quando Angela Costantino è stata fatta sparire era già incinta di qualche mese, ma il padre non era il marito, il boss Pietro Lo Giudice, da tempo detenuto. Presto il tradimento sarebbe stato evidente non solo agli occhi della famiglia ma dell'intera città, quindi doveva essere eliminata, fatta sparire, cancellata insieme a qualsiasi traccia dello sgarro che Angela aveva fatto non solo al marito boss, ma a tutta la famiglia. A raccontare la verità sulla scomparsa di Angela era stato in passato il pentito Domenica Cera, uno degli affiliati alla cosca che aveva svelato agli inquirenti che quel delitto era maturato all'interno della stessa famiglia: l'assassino – aveva sostenuto il collaboratore – era il cognato Vincenzo Lo Giudice. A sostegno della tesi di Cera, qualche tempo dopo, le dichiarazioni di un membro della stessa famiglia Lo Giudice: Maurizio, fratello di Pietro, che aveva deciso di passare dalla parte della giustizia, riferì ai magistrati che i mandanti dell'omicidio della donna erano il fratello Vincenzo e Bruno Stilo,fratello di Caterina moglie di Antonino Lo Giudice,l'odierno collaboratore di giustizia. Il pentito rivelò,inoltre, che gli esecutori materiali del delitto della donna erano stati oltre a Bruno Stilo, anche Domenico Lo Giudice (figlio di Vincenzo e quindi cugino di Pietro), Massimo Curatola, Fortunato Pennestrì (figlio di Caterina Lo Giudice, sorella di Pietro, Maurizio e Vincenzo) con il supporto di Giovanni Chià e di un tale Paolo, amico di Chilà.
Secondo quanto riferito dal collaboratore, Domenico Lo Giudice e Fortunato Prenestì avrebbero strangolato la donna in casa e con l'aiuto di Bruno Stilo e Massimo Curatola avevano poi trasportato il corpo in località Paterriti di Reggio, dove l'avevano sepolta con il sostegno di Giovanni Chilà e del suo amico Paolo. E poi per simulare un suo suicidio in mare aveva condotto l'autovettura di Angela a Villa San Giovanni. Molti di loro sono stati arrestati nell'operazione odierna a conferma della veridicità della testimonianza di Maurizio.
Ma negli stessi giorni di quel lontano 1994, da Reggio sparì non solo Angela ma anche l'amante di lei, Pietro Calabrese. È sempre Maurizio a raccontarlo agli inquirenti, ma - sostiene – nel suo caso non sa se l'uomo sia scomparso o forse abbia deciso volontariamente di far perdere le proprie tracce andando via da Reggio Calabria. Prima della scomparsa Pietro si sarebbe accorto che qualcosa in Angela non andava e aveva sospettato che fosse incinta. L'uomo – ha raccontato Maurizio Lo Giudice - aveva costretto la sorella di Angela, sotto la minaccia di una pistola a dirgli la verità sugli strani comportamenti della sua amata. La donna rivelò che presto sarebbe diventato padre, ma dopo pochi giorni Angela e il suo piccolo portato in grembo sarebbero spariti nel nulla.
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spiny79
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balordi senza anima, marcite in galera...
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