ragazzo gay aggredito a reggio

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army
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Reggio: Aggressione omofoba nella notte. Arcigay "Ma Claudio è stato colpito due volte"




arcigayRcUna macchina che passa, le urla, gli insulti, una frenata, il branco scende, ancora provocazioni poi un pugno: è una vera e propria aggressione omofoba quella di cui è stato vittima, Claudio Toscano, un ventottenne socio dell'Arcigay 'I due Mari' di Reggio Calabria. L'episodio - ha raccontato Toscano - e' avvenuto nel corso della notte nei pressi del teatro comunale di Reggio Calabria. Il ventottenne era compagnia di un gruppo di amici all'esterno di un locale dove settimanalmente si svolgono spettacoli organizzati dall'Arcigay. Improvvisamente e' arrivata una automobile dalla quale sono iniziati ad arrivare gli insulti, ma i tre passeggeri non si sono limitati a questo: sono scesi, si sono avvicinati a Toscano ed ai suoi amici e dopo una serie di provocazioni verbali, uno dei tre ha sferrato un pugno in faccia al ragazzo. "Un pugno senza motivo, giusto perché probabilmente non c'era nulla da fare. Un pugno diretto a provocare dolore, non solo fisico – scrive Toscano in una nota - Un gesto per far comprendere alla "comunità dei Ricchioni" che di loro si può fare ciò che si vuole, perché qui non gli è riconosciuta dignità di persone". Immediatamente soccorso dagli amici, il ventottenne ha prima denunciato il fatto alla polizia, quindi è stato accompagnato in ospedale dove i sanitari gli hanno diagnosticato fratture multiple al naso e lo spostamento del setto nasale. Ma anche in ospedale – denunciano dall'associazione –le violenze non sono finite: "Mentre eravamo in sala d'aspetto, nel tempo trascorso tra la visita, la tac ed il risultato, Claudio ci raccontava cosa gli era stato detto ed i "consigli" che gli sono stati dati – fa sapere l'associazione in una nota - L'infermiere presente durante la visita, appena ha saputo dell'omosessualità di Claudio, ha iniziato a dispensare le sue perle di saggezza, dicendo "te la presento io una bella ragazza e poi vedi" ed anche "ti porto da un bravo psicologo che ti guarisce". La persona in questione forse ha dimenticato, o mai saputo – sottolineano dall'Arcigay - che da tempo (precisamente dal 1973) l'Organizzazione Mondiale dell Sanità ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali: "non è una malattia, non è nulla da cui dover guarire".
È amara la conclusione dell'associazione degli omosessuali cittadini: Ci domandiamo, al di là della forza di Claudio, quanto ancora dobbiamo subire, non solo da parte di persone ignoranti, grette e vigliacche, ma anche e soprattutto da chi è preposto e pagato per dare soccorso, che non sa nemmeno accogliere, e quindi gestire, casi di questo tipo. Claudio ieri sera è stato aggredito due volte"
suonatore Jones

volevo inserirla nel topic onnicomprensivo sui gay. mi hai preceduto.
che schifo di notizia.
Mariotta
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army ha scritto:fonte ildispaccio.it

Reggio: Aggressione omofoba nella notte. Arcigay "Ma Claudio è stato colpito due volte"




arcigayRcUna macchina che passa, le urla, gli insulti, una frenata, il branco scende, ancora provocazioni poi un pugno: è una vera e propria aggressione omofoba quella di cui è stato vittima, Claudio Toscano, un ventottenne socio dell'Arcigay 'I due Mari' di Reggio Calabria. L'episodio - ha raccontato Toscano - e' avvenuto nel corso della notte nei pressi del teatro comunale di Reggio Calabria. Il ventottenne era compagnia di un gruppo di amici all'esterno di un locale dove settimanalmente si svolgono spettacoli organizzati dall'Arcigay. Improvvisamente e' arrivata una automobile dalla quale sono iniziati ad arrivare gli insulti, ma i tre passeggeri non si sono limitati a questo: sono scesi, si sono avvicinati a Toscano ed ai suoi amici e dopo una serie di provocazioni verbali, uno dei tre ha sferrato un pugno in faccia al ragazzo. "Un pugno senza motivo, giusto perché probabilmente non c'era nulla da fare. Un pugno diretto a provocare dolore, non solo fisico – scrive Toscano in una nota - Un gesto per far comprendere alla "comunità dei Ricchioni" che di loro si può fare ciò che si vuole, perché qui non gli è riconosciuta dignità di persone". Immediatamente soccorso dagli amici, il ventottenne ha prima denunciato il fatto alla polizia, quindi è stato accompagnato in ospedale dove i sanitari gli hanno diagnosticato fratture multiple al naso e lo spostamento del setto nasale. Ma anche in ospedale – denunciano dall'associazione –le violenze non sono finite: "Mentre eravamo in sala d'aspetto, nel tempo trascorso tra la visita, la tac ed il risultato, Claudio ci raccontava cosa gli era stato detto ed i "consigli" che gli sono stati dati – fa sapere l'associazione in una nota - L'infermiere presente durante la visita, appena ha saputo dell'omosessualità di Claudio, ha iniziato a dispensare le sue perle di saggezza, dicendo "te la presento io una bella ragazza e poi vedi" ed anche "ti porto da un bravo psicologo che ti guarisce". La persona in questione forse ha dimenticato, o mai saputo – sottolineano dall'Arcigay - che da tempo (precisamente dal 1973) l'Organizzazione Mondiale dell Sanità ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali: "non è una malattia, non è nulla da cui dover guarire".
È amara la conclusione dell'associazione degli omosessuali cittadini: Ci domandiamo, al di là della forza di Claudio, quanto ancora dobbiamo subire, non solo da parte di persone ignoranti, grette e vigliacche, ma anche e soprattutto da chi è preposto e pagato per dare soccorso, che non sa nemmeno accogliere, e quindi gestire, casi di questo tipo. Claudio ieri sera è stato aggredito due volte"


masculuni...iddi sì!!!
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
army
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da repubblica

in ospedale dopo aggressione omofoba
"Un infermiere mi ha detto: diventa etero"
L'incredibile racconto di Claudio T.: insultato da un gruppo di ragazzi e colpito con un pugno in centro a Reggio Calabria, al pronto soccorso la seconda doccia fredda: "Un operatore mi ha consigliato di curarmi con gli ormoni per evitare altri problemi in futuro" di MARCO PASQUA
Lo leggo dopo

In ospedale dopo aggressione omofoba "Un infermiere mi ha detto: diventa etero" L'ingresso del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria
Picchiato in strada, dopo essere stato insultato da un branco di ragazzi omofobi, nel centro di Reggio Calabria. Umiliato al Pronto Soccorso, dove un infermiere gli ha suggerito di "diventare eterosessuale", magari con l'aiuto di una cura ormonale o di uno psicologo. La vittima di questa ennesima violenza omofoba, fisica ma anche verbale, si chiama Claudio T., ha 28 anni, e stanotte, subito dopo essere stato aggredito, si è rivolto alla polizia. La denuncia scatterà d'ufficio, dato che la prognosi per le ferite riportate è di trenta giorni.

"Mi trovavo in centro, in via del Torrione, davanti ad un locale, in compagnia dei miei amici. Stavamo chiacchierando, intorno all'una e trenta - racconta Claudio - A un certo punto sono venuti a provocarci quattro o cinque ragazzi". Giovani, hanno tutti intorno ai 22/27 anni, i modi di fare dei bulletti. Alcuni credono di averli già visti. "Reggio Calabria è piccola, ci conosciamo tutti, e loro sapevano il mio nome", dice Claudio, che non ha mai avuto problemi a dichiarare il proprio orientamento sessuale. A Catania si esibisce in spettacoli come Drag Queen, più che un lavoro il suo è un divertimento. "Ci sfottevano e insultavano, ma inizialmente abbiamo cercato di ignorarli, facendo finta di niente - continua - Dopo un po', però, mi sono stancato, ho risposto ad uno di loro, chiedendogli cosa volesse. Lui si è risentito, e mi ha detto di piantarla, perché altrimenti sarebbe finita
male".

Dopo un breve battibecco, il gruppetto decide di allontanarsi e Claudio, insieme agli amici, li segue con lo sguardo. Da lontano iniziano ad urlare alcuni insulti omofobi. "Noi non ci facciamo intimorire. Ma è allora che questi tornano indietro, verso di noi. Uno di loro si avvicina e mi fa: 'Che ti guardi?". Interviene una persona, cerca di riportare la calma. Ma è troppo tardi. "All'improvviso un ragazzo mi dà un pugno in faccia. Una cosa da vigliacchi, perché ha agito di lato, senza che io lo potessi vedere. Mi ha colpito al naso, facendomi sbattere la testa contro la vetrata del locale". Inizia a sanguinare, lo spavento è grande e mentre corre in bagno a sciacquarsi il viso, gli amici chiamano il 113. Una volante, arrivata sul posto, raccoglie la sua testimonianza.

Ma agli Ospedali Riuniti, dove viene successivamente accompagnato da un rappresentante di Arcigay, intorno alle 2.30, arriva la seconda doccia fredda. Una nuova umiliazione. "Mi trovavo nella stanza, insieme al medico e ad un infermiere. Era vestito con una divisa verde, aveva intorno ai 55 anni, e non ho ben capito perché stesse là a seguire il mio racconto - spiega - Prima inizia a dirmi che avrei dovuto rispondere con le mani a quei ragazzi e poi arriva a chiedermi se fossi mai stato con una ragazza". Il peggio, però, deve ancora venire. L'infermiere sostiene che se Claudio "fosse stato in compagnia di una bella ragazza, non ci sarebbe stata nessuna aggressione". Non solo. "Mi dice anche che secondo lui l'omosessualità è una questione di ormoni e che mi sarei dovuto rivolgere ad uno psicologo", continua la vittima, che ricorda a quell'uomo ciò che tutti dovrebbero già sapere (soprattutto chi lavora in un ospedale): ovvero che l'omosessualità non è una malattia e che, quindi, non c'è nulla da curare.

"Penso di essere più arrabbiato per quello che mi hanno detto in ospedale - si sfoga Claudio - Alle risatine e agli insulti, ormai, siamo abituati. E' la norma qui. E, conoscendo il mio carattere, sapevo che prima o poi una cosa del genere sarebbe successa. Ma mai mi sarei immaginato di sentirmi dire delle cose del genere in ospedale".

Dopo essere stato sottoposto ad una Tac, i medici gli hanno riscontrato una "frattura pluriframmentaria delle ossa nasali con deviazione del setto nasale a destra", con 30 giorni di prognosi. Ora si dovrà operare. "Nelle prossime ore - racconta - partirò per Catanzaro, dove vive il mio ragazzo, che è medico".

Su Facebook sta ricevendo decine e decine di messaggi di solidarietà, amici, conoscenti o anche semplici militanti omosessuali, allertati dal passaparola partito sul social network. La rabbia è tanta, e Claudio ha bisogno di sfogarsi. "Ora che mi ha procurato la frattura delle ossa nasali che mi resta da dire? Sono ancora più incazzato contro chi prova odio verso di me e i miei amici. Io sono l'ennesimo esempio di un Paese incivile come l'Italia. Adesso il dolore più grande è quello morale".

Nei prossimi giorni, dopo l'intervento chirurgico, e dopo essersi consultato con Arcigay, valuterà come sporgere denuncia. I suoi amici sono pronti a testimoniare al suo fianco. "Non si può continuare a guardare, senza fare nulla", dicono. E un altro testimone oculare: "Non mi dimenticherò mai il rumore della testa di Claudio che sbatte contro la vetrata del locale. Ora siamo tutti scossi. Non ci era mai successo di trovarci di fronte ad una violenza del genere". Il branco, dopo l'aggressione, è fuggito. Alcuni li avrebbero visti salire su un'auto.


(14 aprile 2012)
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spiny79
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brutta storia, dagli insulti all'aggressione per finire ai "consigli" dell'infermiere...

purtroppo la codardia e la cattiveria, ma anche l'ignoranza e la stupidità, dilagano ancora al giorno d'oggi...

solidarietà a questo ragazzo augurandogli una pronta guarigione e che possa uscire tranquillo senza che nessun becero troglodita gli dia più fastidio...
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onlyamaranto
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Loro sì che sono veri uomini, che machi...

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gesto da condannare fermamente..però foramalocchio il medico del pronto soccorso... :o.o:
mah..lo dico sempre...simu a riggiu e pi sti cristiani non ghimu a nudda parti... :scratch
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kurohata
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l'omofobia è una malattia e va curata.

l'aggressione omofoba ci mancava, adesso si che ci stiamo adeguando alle città del nord.
guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia
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doddi
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Ma con tutte la telecamere che ci sono intorno al Bar't possibile che nessuna abbia ripreso i macachi ?

Chissà di che tipo di esseri si tratta, di quale specie ...
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:Ma con tutte la telecamere che ci sono intorno al Bar't possibile che nessuna abbia ripreso i macachi ?

Chissà di che tipo di esseri si tratta, di quale specie ...

Riggitaneddhi, la città ne è piena.
:mrgreen:
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viviamo in un mondo dove non sanno rispettare le idee altrui
a reggio calabria del comunismo è rimasto solo il pcl

la speranza vera ma misera rimane il 5 stelle !
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sognatore82 ha scritto:viviamo in un mondo dove non sanno rispettare le idee altrui

viviamo in mondo dove le puntate nel culo dovrebbero fioccare
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cose che succedono in tutta italia .... gesto da condannare ma si dovrebbe partire dall'alto(vd chiesa)...
PIU' VIVO PIU' TI AMO ! Tu sempre tu ,canterò sempre di più !! Ho visto la reggina mi sono innamorato e non la lascerò mai più !
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Reggio, aggressione omofoba, Idv giovani: ''Caro Sindaco Arena, questa è la sua città, questo sono i suoi cittadini''
Domenica 15 Aprile 2012 15:33

Di seguito nota diffusa da Giovani Idv Reggio Calabria
“Cara Reggio Calabria,avremmo voluto scriverti in occasioni migliori, ed avremmo voluto scriverti della tua rinascita. Invece, ci troviamo per l’ennesima volta a dover rintracciare in te quel “buono” che ogni giorno tentano di strapparti via, a ricordare o forse anche a convincerci, che esista ancora. Quello che devi fare è impedire agli altri di limitare l’altrui identità al ristretto campo degli orientamenti sessuali, per non morire tutte le volte che questo avviene. E quello che devi fare attraverso i tuoi cittadini è aprire la mente come un paracadute ed espandere i tuoi confini, oltre ciò che per tutti è “comune”, qualcosa che insegue ritmi già stabiliti e mai variati. Se questo manca, si finisce inghiottiti verso un senso di “paura” e disorientamento collettivo, spesso incontrollato, che spinge a tacciare ed a marchiare indegnamente ciò che ci abita fuori dalla nostra casa, sol perché non è noi. In realtà quell’ “altro da noi”, non è che la ricchezza e la complessità della nostra natura umana.
Cara infermiera,la normalità (che nessuno di noi può stabilire cosa sia) da lei consigliata è quella che noi rigiriamo a Lei. Non può chiamarsi malattia l’Amore che lega due individui la cui identificazioni sessuale non è certo necessaria per loro e non deve esserlo neanche per gli altri. La normalità che noi inseguiamo è quella del rispetto umano ed anche e soprattutto, qualcosa a cui in questi anni ci siamo disabituati, e cioè occuparsi del proprio dovere professionale e laddove vi siano infrazioni, rispondere delle proprie responsabilità. E’ questa la normalità che noi auguriamo a Lei che forse, più che dispensare sedicenti cure per la normalità o violare la personale sensibilità, avrebbe dovuto dimostrarsi disponibile con delicata attenzione (al pari di qualunque altra persona si fosse trovata lì) verso Claudio e non perché Claudio sia omosessuale ma perché Claudio è un ragazzo aggredito che non ha colpe, aggredito da menti ovattate e recintate, che conoscono il solo linguaggio della violenza. Scacciare l’amore omosessuale dalla natura umana equivale ad amputarla.
Caro Claudio,il Medioevo è arrivato anche in questa città o forse, si era solo nascosto per qualche tempo. Quel pregiudizio- figlio dell’ignoranza che ti ha aggredito, è un sentimento che vorremmo non ci appartenesse. Non ci teniamo a riempirti di parole occasionali, teniamo molto di più a “scuotere” la coscienza collettiva che troppe volte, così uniforme e conforme ai pregiudizi, provoca disastri che non possono tacersi nel silenzio.
Caro Sindaco Arena, questa è la Sua città e questi sono i Suoi cittadini”.

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Reggio, aggressione omofoba, Pasquale Imbalzano: ''Fronte comune contro discriminazione''
Domenica 15 Aprile 2012 15:45

Di seguito la nota diffusa dal consigliere comunale di Reggio Calabria, Pasquale Imbalzano
Apprendiamo con stupore, incredulità e sdegno la notizia apparsa in queste ore circa l’aggressione subita dal giovane reggino Claudio Toscano nei pressi di un noto locale del pieno centro cittadino, sol perché egli stesso riconosciuto come “omosessuale”. Come altrettanto increduli, stupiti e sdegnati ci sentiamo di fronte a colui il quale, infermiere del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, abbia commentato, con frasi a dir poco inqualificabili, la rivelata notizia dell’omosessualità del ragazzo durante il corso delle cure che il personale medico prestava per guarire i traumi dell’aggressione subita .
Pensare , oggigiorno, che l’omosessualità debba essere considerata quale motivo di scherno, discriminazione e umiliazione fisica- morale, e finanche “malattia”, altro non rappresenta che una vera e propria forma di privazione della pari dignità riconosciuta a tutti gli uomini.
A nostro parere non vi è dubbio che, tanto l’ odiosa aggressione quanto il becero commento dell’infermiere, siano dei comportamenti e delle azioni vergognose, ignobili e come tali da condannare e ripudiare nella misura più forte e senza alcun arretramento.
Nell’esprimere una viva solidarietà e vicinanza a Claudio Toscano, soprattutto per il nobile e forte gesto di raccontare i minimi dettagli dell’aggressione e nell’aver dichiarato di farlo “non per sé, ma per gli altri….”- circostanza peraltro che dovrebbe fare riflettere in maniera profonda- chiediamo che si faccia il più possibile fronte comune per combattere queste odiose e volgari forme di discriminazione che non dovrebbero appartenere ad una comunità che suole definirsi aperta, civile e solidale.

Pasquale Imbalzano
Consigliere Comunale Reggio Calabria
Lista “Scopelliti Presidente”
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Grandinetti (Fli): ''A Reggio convegno per solidarizzare con Claudio, il ragazzo aggredito''
Domenica 15 Aprile 2012 17:16

Segue la nota del responsabile nazionale associazioni di categoria di Fli: Esprimo grande solidarietà a Claudio per quanto accaduto a Reggio. Reggio non può e non deve rimanere insensibile a quanto successo la scorsa sera ad un giovane reggino. E’ indispensabile individuare i vigliacchi/colpevoli dell’aggressione omofoba ed ancora di più si deve esigere dalla dirigenza degli Ospedali Riuniti di dare una chiara risposta a tutti, non solo a Claudio intervenendo con un’azione disciplinare verso chi in ospedale ha di fatto continuato a “colpirlo”. Che all’interno di un Ospedale vi sia personale che ignori che sin dal 1973 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali è qualcosa di cui vergognarci. Non é più possibile che nel terzo millennio ci siano persone che considerino l'omosessualità una malattia da curare.
Noi di Futuro e Liberta' che nel nostro manifesto dei valori abbiamo sottoscritto il rispetto della dignità di ogni persona indipendentemente dal loro credo, dal loro genere, dalla loro razza, dal loro orientamento sessuale non possiamo permettere che succedano ancora queste barbarie che fanno sprofondare la nostra Italia nel baratro, alla stregua di una nazione retrograda e non inserita in un tessuto europeo democratico.
Ho già inviato una richiesta alla nostra Responsabile nazionale del dipartimento Diritti Civili on. Flavia Perina ed al nostro capogruppo alla camera dei deputati On. Benedetto della Vedova per iniziare una battaglia di sensibilizzazione nazionale che parta da Reggio Calabria con l’organizzazione di un convegno che sia visto anche come segno di solidarietà a Claudio.
Dal canto mio inizierò a discutere con le varie associazioni di categoria a difesa dei diritti civili degli omosessuali, partendo da Reggio. Un partito post ideologico deve “conoscere” i problemi di tutti per saperli affrontare con convinzione senza paura per essere coerenti con il nostro manifesto per l’Italia. Costruire una nuova pacificazione sociale del terzo millennio, vuol dire rapportarsi con una serie di questioni fino ad oggi ignorate volutamente o no, e diventare così punto di riferimento per chi vede lesi i propri diritti


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Reggio, aggressione omofoba, Arci territoriale: "Rischio di essere soffocati da rigurgiti fascisti"
Domenica 15 Aprile 2012 14:24

Di seguito la nota diffusa dall'Arci di Reggio Calabria: Non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti davanti alla vile aggressione subita da Claudio. La sua unica colpa quella di essere
gay. Il pugno con cui il balordo di turno ha voluto colpire Claudio e la sua intimità, ha colpito tutti noi che quotidianamente cerchiamo di dare il nostro piccolo ma prezioso contributo,
impegnandoci sempre per l’affermazione dei diritti civili e per la tutela di tutte le
minoranze.

Come se non bastasse la violenza fisica dell’aggressione, Claudio ha dovuto subire
l’umiliazione verbale dell’infermiere in servizio presso gli Ospedali Riuniti, dove
sperava di poter trovare un luogo accogliente e sicuro per poter smaltire la rabbia e
il dolore della vile aggressione di cui era rimasto vittima. Invece le rozze e
meschine osservazioni alle quali il personale paramedico si è lasciato andare,
confermano non solo l’assoluta ignoranza di chi quelle le parole le ha pronunciate,
ma il contesto di feroci discriminazioni in cui sono costretti a vivere tanti nostri
concittadini solo per motivi di orientamento sessuale.

Ancora una volta la nostra città rischia di essere soffocata dai più squallidi
rigurgiti fascisti che stentano a tramontare, a conferma del degrado morale, etico e
culturale nel quale siamo costretti quotidianamente a sopravvivere. Non è la prima
volta che le strade di Reggio si trasformano in teatro di vili violenze a sfondo
omofobico. Si ricorderà a proposito la storica sentenza del Tribunale di Reggio
Calabria che nel 2007 sancì non solo il risarcimento economico a favore di un ragazzo
che era stato aggredito e chiamato “frocio” in pieno centro cittadino, ma anche la
condanna degli aggressori a due anni di reclusione. Il giudice intendeva ribadire in
tal modo l'assoluto rifiuto e la piena condanna da parte dell'ordinamento italiano
per ogni forma di intolleranza e di aggressione, fisica o verbale, da chiunque
realizzata, per motivi di discriminazione sessuale.

Noi dell’Arci chiediamo alle forze dell’ordine di fare piena luce sulla
raccapricciante vicenda, auspicando che anche la Dirigenza degli Ospedali Riuniti
voglia prendere provvedimenti chiari ed esemplari nei confronti di chi non si è
limitato a svolgere il proprio lavoro .Intendiamo ,inoltre,esprimere la nostra piena
solidarietà a Claudio, la nostra ammirazione per un ragazzo che nonostante il dolore
fisico e psicologico brutalmente procuratogli, ha trovato il coraggio di denunciare
pubblicamente quanto accaduto. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza a tutti coloro
che quotidianamente si impegnano, sognando una società diversa dove diritti e dignità
non siano solo slogan vuoti di copertina, ma condizioni reali. E ci impegneremo
soprattutto per impedire che Reggio possa divenire triste avamposto di squallide
nostalgie fasciste.

Ufficio stampa
Arci Comitato Territoriale Reggio Calabria
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mi dispiace per quanto accaduto a questo ragazzo e spero vengano presi questi "machi"...infermiere e medico per quanto mi riguarda dovrebbero essere licenziati...ma mi pare si stia esagerando con tutti sti proclami da parte di molti partiti e non ... :salut
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
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cozzina1 ha scritto: Reggio, aggressione omofoba, Arci territoriale: "Rischio di essere soffocati da rigurgiti fascisti"

Ancora una volta la nostra città rischia di essere soffocata dai più squallidi
rigurgiti fascisti che stentano a tramontare,

....ma mi pare si stia esagerando con tutti sti proclami da parte di molti partiti e non ... :salut
Concordo..."soffocati da rigugiti fascisti"... ma che la smettano co ste cazzate, e poi soprattutto nessuno dica che questo atto violento e vile è figlio di una terra arretrata, che è successo perchè siamo in un estremo lembo del sud arretrato e violento...e ste solite baggianate di retorica insopportabile...queste stronzate succedono in ogni angolo d'Italia, compreso l'avanzatissimo Veneto o la modernissima Lombardia...la stortia e l'ignoranza e la violenza insita dentro alcuni, non hanno confini geografici

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "
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patetico l'intervento degli scagnozzi dell'idv che rispecchiano la povertà intellettualpolitica del loro capo a livello nazionale.
l'aggressione è un gesto ignobile, vile, schifoso e da condannare colpa dell'ignoranza (non scusabile) di due-tre deficienti trogloditi che esistono in tutte le città del mondo.
Identificare questa gentaglia con tutta le gente di Rggio è assolutamente vergognoso. Consiglio a sto tizio dell'idv di emigrare verso altri lidi e di lasciare al più presto la città visto che è frequentata in gran parte da persone che hanno votato arena.
Per quanto riguarda gli indegni spero li prendano al più presto.
reggino
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Località: l'isola che non c'è

io spero che si approvi il prima possibile una dura legge contro l'omofobia...
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le telecamere sono proprio in quel punto, speriamo che fossero in funzione ed abbiano registrato qualcosa...
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onlyamaranto ha scritto:
cozzina1 ha scritto: Reggio, aggressione omofoba, Arci territoriale: "Rischio di essere soffocati da rigurgiti fascisti"

Ancora una volta la nostra città rischia di essere soffocata dai più squallidi
rigurgiti fascisti che stentano a tramontare,

....ma mi pare si stia esagerando con tutti sti proclami da parte di molti partiti e non ... :salut
Concordo..."soffocati da rigugiti fascisti"... ma che la smettano co ste cazzate, e poi soprattutto nessuno dica che questo atto violento e vile è figlio di una terra arretrata, che è successo perchè siamo in un estremo lembo del sud arretrato e violento...e ste solite baggianate di retorica insopportabile...queste stronzate succedono in ogni angolo d'Italia, compreso l'avanzatissimo Veneto o la modernissima Lombardia...la stortia e l'ignoranza e la violenza insita dentro alcuni, non hanno confini geografici
Se nelle accuse si generalizza nulla questio Only.
Ma se si afferma, come si afferma,
che l’alveo culturale dove si annida, si professa e si pratica il machismo
e l’aberrante pensiero della diversità (qualunque essa sia) che deve essere sempre e cmq soffocata,
sia quello fascista
non credo sia da considerare semplice retorica o baggianate
ma dura realtà riscontrabile in ogni luogo.

A maggior ragione dove quella folle cultura è coltivata con pazienza
e senza mai dimenticare cosa essa ha prodotto.
:salut
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
Mariotta
Forumino Malato
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cozzina1 ha scritto:Reggio, aggressione omofoba, Idv giovani: ''Caro Sindaco Arena, questa è la sua città, questo sono i suoi cittadini''
Domenica 15 Aprile 2012 15:33

Di seguito nota diffusa da Giovani Idv Reggio Calabria
“Cara Reggio Calabria,avremmo voluto scriverti in occasioni migliori, ed avremmo voluto scriverti della tua rinascita. Invece, ci troviamo per l’ennesima volta a dover rintracciare in te quel “buono” che ogni giorno tentano di strapparti via, a ricordare o forse anche a convincerci, che esista ancora. Quello che devi fare è impedire agli altri di limitare l’altrui identità al ristretto campo degli orientamenti sessuali, per non morire tutte le volte che questo avviene. E quello che devi fare attraverso i tuoi cittadini è aprire la mente come un paracadute ed espandere i tuoi confini, oltre ciò che per tutti è “comune”, qualcosa che insegue ritmi già stabiliti e mai variati. Se questo manca, si finisce inghiottiti verso un senso di “paura” e disorientamento collettivo, spesso incontrollato, che spinge a tacciare ed a marchiare indegnamente ciò che ci abita fuori dalla nostra casa, sol perché non è noi. In realtà quell’ “altro da noi”, non è che la ricchezza e la complessità della nostra natura umana.
Cara infermiera,la normalità (che nessuno di noi può stabilire cosa sia) da lei consigliata è quella che noi rigiriamo a Lei. Non può chiamarsi malattia l’Amore che lega due individui la cui identificazioni sessuale non è certo necessaria per loro e non deve esserlo neanche per gli altri. La normalità che noi inseguiamo è quella del rispetto umano ed anche e soprattutto, qualcosa a cui in questi anni ci siamo disabituati, e cioè occuparsi del proprio dovere professionale e laddove vi siano infrazioni, rispondere delle proprie responsabilità. E’ questa la normalità che noi auguriamo a Lei che forse, più che dispensare sedicenti cure per la normalità o violare la personale sensibilità, avrebbe dovuto dimostrarsi disponibile con delicata attenzione (al pari di qualunque altra persona si fosse trovata lì) verso Claudio e non perché Claudio sia omosessuale ma perché Claudio è un ragazzo aggredito che non ha colpe, aggredito da menti ovattate e recintate, che conoscono il solo linguaggio della violenza. Scacciare l’amore omosessuale dalla natura umana equivale ad amputarla.
Caro Claudio,il Medioevo è arrivato anche in questa città o forse, si era solo nascosto per qualche tempo. Quel pregiudizio- figlio dell’ignoranza che ti ha aggredito, è un sentimento che vorremmo non ci appartenesse. Non ci teniamo a riempirti di parole occasionali, teniamo molto di più a “scuotere” la coscienza collettiva che troppe volte, così uniforme e conforme ai pregiudizi, provoca disastri che non possono tacersi nel silenzio.
Caro Sindaco Arena, questa è la Sua città e questi sono i Suoi cittadini”.

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Reggio, aggressione omofoba, Pasquale Imbalzano: ''Fronte comune contro discriminazione''
Domenica 15 Aprile 2012 15:45

Di seguito la nota diffusa dal consigliere comunale di Reggio Calabria, Pasquale Imbalzano
Apprendiamo con stupore, incredulità e sdegno la notizia apparsa in queste ore circa l’aggressione subita dal giovane reggino Claudio Toscano nei pressi di un noto locale del pieno centro cittadino, sol perché egli stesso riconosciuto come “omosessuale”. Come altrettanto increduli, stupiti e sdegnati ci sentiamo di fronte a colui il quale, infermiere del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, abbia commentato, con frasi a dir poco inqualificabili, la rivelata notizia dell’omosessualità del ragazzo durante il corso delle cure che il personale medico prestava per guarire i traumi dell’aggressione subita .
Pensare , oggigiorno, che l’omosessualità debba essere considerata quale motivo di scherno, discriminazione e umiliazione fisica- morale, e finanche “malattia”, altro non rappresenta che una vera e propria forma di privazione della pari dignità riconosciuta a tutti gli uomini.
A nostro parere non vi è dubbio che, tanto l’ odiosa aggressione quanto il becero commento dell’infermiere, siano dei comportamenti e delle azioni vergognose, ignobili e come tali da condannare e ripudiare nella misura più forte e senza alcun arretramento.
Nell’esprimere una viva solidarietà e vicinanza a Claudio Toscano, soprattutto per il nobile e forte gesto di raccontare i minimi dettagli dell’aggressione e nell’aver dichiarato di farlo “non per sé, ma per gli altri….”- circostanza peraltro che dovrebbe fare riflettere in maniera profonda- chiediamo che si faccia il più possibile fronte comune per combattere queste odiose e volgari forme di discriminazione che non dovrebbero appartenere ad una comunità che suole definirsi aperta, civile e solidale.

Pasquale Imbalzano
Consigliere Comunale Reggio Calabria
Lista “Scopelliti Presidente”
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Grandinetti (Fli): ''A Reggio convegno per solidarizzare con Claudio, il ragazzo aggredito''
Domenica 15 Aprile 2012 17:16

Segue la nota del responsabile nazionale associazioni di categoria di Fli: Esprimo grande solidarietà a Claudio per quanto accaduto a Reggio. Reggio non può e non deve rimanere insensibile a quanto successo la scorsa sera ad un giovane reggino. E’ indispensabile individuare i vigliacchi/colpevoli dell’aggressione omofoba ed ancora di più si deve esigere dalla dirigenza degli Ospedali Riuniti di dare una chiara risposta a tutti, non solo a Claudio intervenendo con un’azione disciplinare verso chi in ospedale ha di fatto continuato a “colpirlo”. Che all’interno di un Ospedale vi sia personale che ignori che sin dal 1973 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali è qualcosa di cui vergognarci. Non é più possibile che nel terzo millennio ci siano persone che considerino l'omosessualità una malattia da curare.
Noi di Futuro e Liberta' che nel nostro manifesto dei valori abbiamo sottoscritto il rispetto della dignità di ogni persona indipendentemente dal loro credo, dal loro genere, dalla loro razza, dal loro orientamento sessuale non possiamo permettere che succedano ancora queste barbarie che fanno sprofondare la nostra Italia nel baratro, alla stregua di una nazione retrograda e non inserita in un tessuto europeo democratico.
Ho già inviato una richiesta alla nostra Responsabile nazionale del dipartimento Diritti Civili on. Flavia Perina ed al nostro capogruppo alla camera dei deputati On. Benedetto della Vedova per iniziare una battaglia di sensibilizzazione nazionale che parta da Reggio Calabria con l’organizzazione di un convegno che sia visto anche come segno di solidarietà a Claudio.
Dal canto mio inizierò a discutere con le varie associazioni di categoria a difesa dei diritti civili degli omosessuali, partendo da Reggio. Un partito post ideologico deve “conoscere” i problemi di tutti per saperli affrontare con convinzione senza paura per essere coerenti con il nostro manifesto per l’Italia. Costruire una nuova pacificazione sociale del terzo millennio, vuol dire rapportarsi con una serie di questioni fino ad oggi ignorate volutamente o no, e diventare così punto di riferimento per chi vede lesi i propri diritti


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Reggio, aggressione omofoba, Arci territoriale: "Rischio di essere soffocati da rigurgiti fascisti"
Domenica 15 Aprile 2012 14:24

Di seguito la nota diffusa dall'Arci di Reggio Calabria: Non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti davanti alla vile aggressione subita da Claudio. La sua unica colpa quella di essere
gay. Il pugno con cui il balordo di turno ha voluto colpire Claudio e la sua intimità, ha colpito tutti noi che quotidianamente cerchiamo di dare il nostro piccolo ma prezioso contributo,
impegnandoci sempre per l’affermazione dei diritti civili e per la tutela di tutte le
minoranze.

Come se non bastasse la violenza fisica dell’aggressione, Claudio ha dovuto subire
l’umiliazione verbale dell’infermiere in servizio presso gli Ospedali Riuniti, dove
sperava di poter trovare un luogo accogliente e sicuro per poter smaltire la rabbia e
il dolore della vile aggressione di cui era rimasto vittima. Invece le rozze e
meschine osservazioni alle quali il personale paramedico si è lasciato andare,
confermano non solo l’assoluta ignoranza di chi quelle le parole le ha pronunciate,
ma il contesto di feroci discriminazioni in cui sono costretti a vivere tanti nostri
concittadini solo per motivi di orientamento sessuale.

Ancora una volta la nostra città rischia di essere soffocata dai più squallidi
rigurgiti fascisti che stentano a tramontare, a conferma del degrado morale, etico e
culturale nel quale siamo costretti quotidianamente a sopravvivere. Non è la prima
volta che le strade di Reggio si trasformano in teatro di vili violenze a sfondo
omofobico. Si ricorderà a proposito la storica sentenza del Tribunale di Reggio
Calabria che nel 2007 sancì non solo il risarcimento economico a favore di un ragazzo
che era stato aggredito e chiamato “frocio” in pieno centro cittadino, ma anche la
condanna degli aggressori a due anni di reclusione. Il giudice intendeva ribadire in
tal modo l'assoluto rifiuto e la piena condanna da parte dell'ordinamento italiano
per ogni forma di intolleranza e di aggressione, fisica o verbale, da chiunque
realizzata, per motivi di discriminazione sessuale.

Noi dell’Arci chiediamo alle forze dell’ordine di fare piena luce sulla
raccapricciante vicenda, auspicando che anche la Dirigenza degli Ospedali Riuniti
voglia prendere provvedimenti chiari ed esemplari nei confronti di chi non si è
limitato a svolgere il proprio lavoro .Intendiamo ,inoltre,esprimere la nostra piena
solidarietà a Claudio, la nostra ammirazione per un ragazzo che nonostante il dolore
fisico e psicologico brutalmente procuratogli, ha trovato il coraggio di denunciare
pubblicamente quanto accaduto. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza a tutti coloro
che quotidianamente si impegnano, sognando una società diversa dove diritti e dignità
non siano solo slogan vuoti di copertina, ma condizioni reali. E ci impegneremo
soprattutto per impedire che Reggio possa divenire triste avamposto di squallide
nostalgie fasciste.

Ufficio stampa
Arci Comitato Territoriale Reggio Calabria
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mi dispiace per quanto accaduto a questo ragazzo e spero vengano presi questi "machi"...infermiere e medico per quanto mi riguarda dovrebbero essere licenziati...ma mi pare si stia esagerando con tutti sti proclami da parte di molti partiti e non ... :salut



Penso (e voglio augurarmelo di cuore ) che il comunicato dell'idv con quella frase si riferisca a chi solidarizza con il ragazzo aggredito e non ai tre balordi, spero quindi che non stiano sparando nel mucchio associando un'intera cittadinanza ai tre masculuni di turno.
Da sempre l'omosessuale suscita battute anche di cattivo gusto, ma sicuramente Reggio non è omofoba, anzi. Poi gli ignorantelli che si sentono giustizieri del piffero ci sono ovunque. :see:
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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