Dopo le tasse i tagli?

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doddi ha scritto:

Magari bastassero 20-25 mliardi :lol: :lol: :lol: ... rido per non piangere :salut
cavolo..pure economista sei..compliementi!!!!
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doddi ha scritto:
goldenboy ha scritto:
doddi ha scritto:Vabbè fatti un giro per la UE e vedi un pò cosa stanno facendo in materia gli altri stati :

http://www.professioni-imprese24.ilsole ... baro_.html" onclick="window.open(this.href);return false;


Il quadro degli interventi sul pubblico impiego in Europa

di Francesco Verbaro, Consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri, docente stabile della Scuola superiore della pubblica amministrazione



Nota tecnica

I dati citati sono stati raccolti dai siti istituzionali dei Governi dei Paesi oggetto dell’analisi e da una ricognizione effettuata dall’Ufficio studi Cisl - Funzione pubblica
.

Caro doddi,ma il signore che ha scritto quel papello lo consoci??Io sì,te ne potrei contare tante ma tante per farti capire come predica bene e razzola male...non per sentito dire,ma per averle viste :salut
Il signore non lo conosco, non m'interessa conoscerlo e non è neppure rilevante sapere chi sia.
Ha svolto una semplice opera di raccolta di dati ed informazioni, come dall'evidenziato in rosso. Non mi pare ci abbia messo granchè di suo.
Potrebbe farlo chiunque. Non è necessario essere scienziati e neppure economisti o statistici.
Diamine però... avete l'allergia per i dati concreti, per i fatti.
Sempre a bofonchiare senza comprendere il discorso di fondo.

guarda..io con i dati concreti,reali ci ho a che fare tutti i giorni...non leggo cazzate messe in giro ad arte da burocrati strapagati ... continua a leggere le favole,sogni d'oro :salut
doddi
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goldenboy ha scritto:
doddi ha scritto:
goldenboy ha scritto:

Caro doddi,ma il signore che ha scritto quel papello lo consoci??Io sì,te ne potrei contare tante ma tante per farti capire come predica bene e razzola male...non per sentito dire,ma per averle viste :salut
Il signore non lo conosco, non m'interessa conoscerlo e non è neppure rilevante sapere chi sia.
Ha svolto una semplice opera di raccolta di dati ed informazioni, come dall'evidenziato in rosso. Non mi pare ci abbia messo granchè di suo.
Potrebbe farlo chiunque. Non è necessario essere scienziati e neppure economisti o statistici.
Diamine però... avete l'allergia per i dati concreti, per i fatti.
Sempre a bofonchiare senza comprendere il discorso di fondo.

guarda..io con i dati concreti,reali ci ho a che fare tutti i giorni...non leggo cazzate messe in giro ad arte da burocrati strapagati ... continua a leggere le favole,sogni d'oro :salut
Favole?!?!?
Quello che stà accadendo in giro per l'Europa sono favole? Quindi leggi farlocche finti licenziati, tagli fantomatici ecc... ah bonu :lol: :lol:

Buonanotte anche a te ed auguri ;ci rileggiamo nel corso dell'estate sul tema :beer:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Regmi ha scritto:
rca ha scritto:
CALABRESE ha scritto:
Ritengo che è giusto avere un posto pubblico a tempo indeterminato e che se non combino cazzate,non devo essere licenziato.La stabilità di un paese e delle famiglie italiane non deve essere messa a rischio.Se nel privato ci sono datori di lavoro "bastardi" non è colpa mia,ma dei governi che non hanno saputo colpirli nei loro interessi.
Il punto di doddi è proprio questo: non si riesce a mandare a casa nemmeno quelli che le fanno. e che paghiamo con i nostri soldi, non dimentichiamolo. sai se tutti facessero il loro lavoro quanti servizi -che dovremmo già avere- sarebbero fruibili al 100%?
Un'altro punto cruciale che si preferisce accantonare è il chi, intesa come forze politiche, ha usato
- e tuttora usa a piene mani-
il metodo clientelare che ha creato questa situazione la quale, oggettivamente, è sganciata da qualsiasi legame con la produttività.
Osservarla a posteriori è troppo facile.
Della serie: se non si capisce da dove veniamo non si può essere in grado di capire dove andare.
:salut
Da quello che so, il metodo clientelare è stato discretamente bipartisan. Così come le porcate politiche e non. ricordati che siamo tutti italiani, non c'è nessun extraterrestre.
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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rca ha scritto: Da quello che so, il metodo clientelare è stato discretamente bipartisan. Così come le porcate politiche e non. ricordati che siamo tutti italiani, non c'è nessun extraterrestre.

:salut
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Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Costituzione Italiana

Si parte da qui per capire la differenza giuridica tra dipendenti pubblici e dipendenti privati.
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goldenboy ha scritto:Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Costituzione Italiana

Si parte da qui per capire la differenza giuridica tra dipendenti pubblici e dipendenti privati.
Ed infatti sara' la nazione ad agire. E' di stamane la notizia della Cancellieri che e' disposta a tagliare il personale civile del 10%... La prima bombetta puzzolente, sinceramente arrivata prima di quanto pensassi.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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goldenboy ha scritto:Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

...
Quanti lavorano effettivamente per "servizio esclusivo della Nazione" e quanti invece approfittano del loro status?
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
(Nicola Giunta)
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rca ha scritto:
Da quello che so, il metodo clientelare è stato discretamente bipartisan. Così come le porcate politiche e non. ricordati che siamo tutti italiani, non c'è nessun extraterrestre.
Considerando che non sono specializzato/ando nell’uso della mitica “caddara”, diciamo che nel corso dei decenni il metodo è stato utilizzato, principalmente nelle regioni economicamente depresse (in quelle avanzate non era economicamente appetibile), come ammortizzatore sociale su vasta scala e non se ne parla più.
Se poi vogliamo addebitare al fato il fatto che quelle aree del Paese, tranne brevi periodi, erano e sono governate da forze che sul voto di scambio hanno fondato le loro “fortune” politiche, è un altro discorso.
Ricordo, tanto per fare un esempio che non irriterà (spero) nessuno degli astanti, che tuttora la Sicilia ha il più alto rapporto dipendenti pubblici/residenti del Paese ...seguita a ruota dalle altre.

Fatto sta, e qui concordiamo, che visto la disastrosa situazione economica nella quale versa il Paese, lo spazio per razionalizzare in quel settore esiste.
Le conseguenze sociali che ne deriveranno rimangono tutte da verificare ma, ripeto, esiste.
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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Regmi ha scritto:
rca ha scritto:
Da quello che so, il metodo clientelare è stato discretamente bipartisan. Così come le porcate politiche e non. ricordati che siamo tutti italiani, non c'è nessun extraterrestre.
Considerando che non sono specializzato/ando nell’uso della mitica “caddara”, diciamo che nel corso dei decenni il metodo è stato utilizzato, principalmente nelle regioni economicamente depresse (in quelle avanzate non era economicamente appetibile), come ammortizzatore sociale su vasta scala e non se ne parla più.
Se poi vogliamo addebitare al fato il fatto che quelle aree del Paese, tranne brevi periodi, erano e sono governate da forze che sul voto di scambio hanno fondato le loro “fortune” politiche, è un altro discorso.
Ricordo, tanto per fare un esempio che non irriterà (spero) nessuno degli astanti, che tuttora la Sicilia ha il più alto rapporto dipendenti pubblici/residenti del Paese ...seguita a ruota dalle altre.

Fatto sta, e qui concordiamo, che visto la disastrosa situazione economica nella quale versa il Paese, lo spazio per razionalizzare in quel settore esiste.
Le conseguenze sociali che ne deriveranno rimangono tutte da verificare ma, ripeto, esiste.
Non è caddara, regmi, è che non credo che il marcio sia (stato) tutto da una parte soltanto. tutto qui.
Per il resto c'è poco da dire, tutto purtroppamente vero e sconcertante.
E quello spazio si deve sapere usare, non basta averlo.
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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rca ha scritto:
Regmi ha scritto:
rca ha scritto:
Da quello che so, il metodo clientelare è stato discretamente bipartisan. Così come le porcate politiche e non. ricordati che siamo tutti italiani, non c'è nessun extraterrestre.
Considerando che non sono specializzato/ando nell’uso della mitica “caddara”, diciamo che nel corso dei decenni il metodo è stato utilizzato, principalmente nelle regioni economicamente depresse (in quelle avanzate non era economicamente appetibile), come ammortizzatore sociale su vasta scala e non se ne parla più.
Se poi vogliamo addebitare al fato il fatto che quelle aree del Paese, tranne brevi periodi, erano e sono governate da forze che sul voto di scambio hanno fondato le loro “fortune” politiche, è un altro discorso.
Ricordo, tanto per fare un esempio che non irriterà (spero) nessuno degli astanti, che tuttora la Sicilia ha il più alto rapporto dipendenti pubblici/residenti del Paese ...seguita a ruota dalle altre.

Fatto sta, e qui concordiamo, che visto la disastrosa situazione economica nella quale versa il Paese, lo spazio per razionalizzare in quel settore esiste.
Le conseguenze sociali che ne deriveranno rimangono tutte da verificare ma, ripeto, esiste.

Non è caddara, regmi, è che non credo che il marcio sia (stato) tutto da una parte soltanto. tutto qui.
Per il resto c'è poco da dire, tutto purtroppamente vero e sconcertante.
E quello spazio si deve sapere usare, non basta averlo.
Rimestando nella stessa credo che una distinzione tra chi
- lo ha praticato in termini che oserei definire fisiologici
- e chi lo ha istituzionalizzato
vada fatta.
Probabilmente, e se non ho capito male, sta tutta qui la nostra divergenza che,
fatto salvo tue implementazioni,
rimane incolmabile.

:salut

PS - eventualmente nulla di catastrofico, sia chiaro
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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doddi ha scritto:
goldenboy ha scritto:Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

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Si parte da qui per capire la differenza giuridica tra dipendenti pubblici e dipendenti privati.
Ed infatti sara' la nazione ad agire. E' di stamane la notizia della Cancellieri che e' disposta a tagliare il personale civile del 10%... La prima bombetta puzzolente, sinceramente arrivata prima di quanto pensassi.

Per fortuna non decide la Cancellieri dei dipendenti del suo ministero,che non è la sua azienda....tieni le mani a posto prima di esultare ... :salut
doddi
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goldenboy ha scritto:
doddi ha scritto:
goldenboy ha scritto:Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Costituzione Italiana

Si parte da qui per capire la differenza giuridica tra dipendenti pubblici e dipendenti privati.
Ed infatti sara' la nazione ad agire. E' di stamane la notizia della Cancellieri che e' disposta a tagliare il personale civile del 10%... La prima bombetta puzzolente, sinceramente arrivata prima di quanto pensassi.

Per fortuna non decide la Cancellieri dei dipendenti del suo ministero,che non è la sua azienda....tieni le mani a posto prima di esultare ... :salut
Per cosa dovrei, addirittura, esultare ?
Sono cose ovvie che saranno dette gradino per gradino, passo dopo passo, come l'art. 18 e le altre supposte salvifiche, a loro modo di dire, per la nazione.
Con la firma del fiscal compact abbiamo definitivamente rinunciato a quasivoglia tipo di sovranità.
Non è la Cancellieri di turno a decidere, ma la UE e le sue regole, spesso suicide soprattutto in fasi recessive come questa.

La tua difesa ad oltranza della categoria è fuori luogo a mio avviso, non è facendo lo struzzo che poni soluzioni al problema, perchè il problema esiste, checchè tu ne possa pensare o ci voglia mostrare.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto: Per cosa dovrei, addirittura, esultare ?
Sono cose ovvie che saranno dette gradino per gradino, passo dopo passo, come l'art. 18 e le altre supposte salvifiche, a loro modo di dire, per la nazione.
Con la firma del fiscal compact abbiamo definitivamente rinunciato a quasivoglia tipo di sovranità.
Non è la Cancellieri di turno a decidere, ma la UE e le sue regole, spesso suicide soprattutto in fasi recessive come questa.

La tua difesa ad oltranza della categoria è fuori luogo a mio avviso, non è facendo lo struzzo che poni soluzioni al problema, perchè il problema esiste, checchè tu ne possa pensare o ci voglia mostrare.
Ma non sono io a dover risolvere il problema...si devono ridurre le spese e per farlo non lo si può fare licenziando!!Un conto è licenziare chi non fa il proprio dovere,e come tante volte ti ho detto sarei io il primo io a mandare a casa tanta gente (le leggi ci sono,e anche i contratti...basta che dirgienti da 200.000€ annui le applichino,se sono capaci)... ma non si può accettare che si licenzi per fare cassa....ci sono tanti modi per risparmiare soldi,tanti soldi,e leggendo le indiscrezioni vedo cose positive, e mi auguro che si vada avanti....che poi occorra una ridimensionata siamo d'accordissimo...partendo da burocrati pagati più del presidente degli Stati Uniti d'America... :salut
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Me non verrà licenziato nessuno. I pensionati (un tot) non saranno sostituiti. Mi sembra sia scritto chiaramente.

Però una cosa è strana: il governo tecnico, quello dell'innalzamento dell'età pensionabile, farebbe andare prima in pensione il personale della PA. Mah!!!

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Demon ha scritto:Me non verrà licenziato nessuno. I pensionati (un tot) non saranno sostituiti. Mi sembra sia scritto chiaramente.

Però una cosa è strana: il governo tecnico, quello dell'innalzamento dell'età pensionabile, farebbe andare prima in pensione il personale della PA. Mah!!!

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Spiegalo a Doddi
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goldenboy ha scritto:
Demon ha scritto:Me non verrà licenziato nessuno. I pensionati (un tot) non saranno sostituiti. Mi sembra sia scritto chiaramente.

Però una cosa è strana: il governo tecnico, quello dell'innalzamento dell'età pensionabile, farebbe andare prima in pensione il personale della PA. Mah!!!

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Spiegalo a Doddi
Si parte sempre bassi ... la recessione stà mordendo duro, marzo ha segnato il record assoluto di ore di cassa integrazione, con conseguenze negative per le casse dello stato sia in termini di maggiori uscite (la cassa integrazione) che di minor gettito fiscale (se non si lavora non si vende, meno iva e meno tasse sul reddito prodotto), la luce in fondo al tunnel ancora non è visibile, la situazione spread è peggiorata e lo scenario politico all'orizzonte non è dei migliori, questo comporterà ulteriori costi per interessi sul debito.
Prepensionamenti significa appesantire ulteriormente le casse dello stato, per cui alla fine si arriverà al licenziamento per motivi economici se la situazione non muterà.
Ulteriori manovre non farebbero che acuire ancora di più questa drammatica recessione. Sempre se quelle varate daranno il gettito previsto.
L'Enel ha comunicato un incremento notevole delle morosità e dei pagamenti effettuati in ritardo.
Mi sembra tutto oltremodo consequenziale, purtroppo.
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Demon ha scritto:Me non verrà licenziato nessuno. I pensionati (un tot) non saranno sostituiti. Mi sembra sia scritto chiaramente.

Però una cosa è strana: il governo tecnico, quello dell'innalzamento dell'età pensionabile, farebbe andare prima in pensione il personale della PA. Mah!!!

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Economia 19 aprile 2012

INTERVISTA


Patroni Griffi: statali, il licenziamento sarà possibile


«Una crisi vera scuote l’intero Paese. Soffrono le imprese del Nord-Est, soffrono le famiglie del Mezzogiorno...». Filippo Patroni Griffi abbassa gli occhi e va avanti in un ragionamento intriso di crudo realismo, ma anche di contagiosa fiducia: «L’Italia ha la forza per rialzarsi, per tornare a correre, ma oggi serve assoluta consapevolezza: il temporale non passerà in tempi brevi. Questo va detto, con chiarezza e con onestà». Piano nobile di Palazzo Vidoni: l’ufficio del ministro della Pubblica amministrazione ha spazi larghi e soffitti affrescati. Lui, Patroni Griffi, spesso sorride, a tratti spiega, a volte si frena abbozzando una smorfia divertita: «Già da magistrato mi sentivo limitato nella libertà di pensiero, da quando sono ministro questa libertà è proprio finita». Gli argomenti si accavallano. Il ministro parla di fisco e comprende l’attesa per un impegno concreto verso le famiglie. Ragiona di finanziamento ai partiti e sfida l’antipolitica. Poi si ferma sull’intervento più discusso: quello sul lavoro. E ribadisce la linea sull’articolo 18: «È un punto qualificante di un progetto su cui è stato trovato il giusto equilibrio e che non va - e non può - essere stravolto...». Patroni Griffi prende fiato, beve un caffè e chiarisce che la riforma che da tre mesi sta dividendo il Paese è solo il "primo tempo" di una partita che non sarà chiusa senza la "ripresa", ovvero l’annunciata delega per l’estensione delle nuove norme anche al pubblico impiego. Un secondo tempo da giocarsi, avverte, tutto «entro l’estate».

Quando farete questo per il settore pubblico, verrete capiti?
Spero che capiscano tutti, anche i sindacati. Devono accettare il meccanismo di mobilità obbligatoria per due anni che già esiste ma che ancora non è stato attuato. Devo farlo perché le amministrazioni pubbliche vanno riorganizzate anche per attuare la spending review sulla spesa pubblica. Noi andiamo avanti e in tempi brevi definiremo, per ogni singola amministrazione, il quadro delle eccedenze del personale in servizio. E chiariremo che questo non significa che dopo 24 mesi quei lavoratori dovranno essere licenziati. Prima proveremo a vedere se quel personale, riqualificato, potrà essere utilizzato meglio in altri settori. Poi, solo se alla fine non si troveranno alternative, l’unica strada rimarrà quella del licenziamento.

In tempi brevi cosa vuol dire?
Entro l’estate, è questo il nostro obiettivo. Anche perché già nella seconda metà di maggio, dopo gli incontri che ho in corso con i sindacati, vorrei che si varasse il disegno di legge sulle nuove regole nel pubblico impiego. Si comporrà di due parti: dirigenza e formazione; poi il mercato del lavoro, con la maggior convergenza possibile con il settore privato. Ma tenendo conto delle peculiarità, a partire dal fatto che nel pubblico si entra per concorso - e quindi in questo caso il datore di lavoro non ha la libertà di scegliersi i propri collaboratori - e che lo Stato qui non è solo regolatore, ma pure datore di lavoro.

Sulla dirigenza cosa si può fare?
Va responsabilizzata, ma garantendo la sua autonomia dal potere politico. Non voglio che si torni allo spoil system, con un balzo all’indietro di 15 anni, quando i dirigenti facevano quello che i politici dicevano loro di fare. Dagli anni Novanta abbiamo acquisito il principio della separazione tra politica e amministrazione, ora lo vorremmo rafforzare. Ad esempio io, il dirigente licenziato illegittimamente vorrei farlo comunque reintegrare, anche per evitare che la politica sia "tentata" di liberarsene, per di più addossandone i costi ai contribuenti.

Passiamo ai dipendenti. Qui cosa accadrà?
Bisogna essere, ancora una volta, chiari. I licenziamenti discriminatori hanno una disciplina identica al privato, com’è ovvio. Quelli disciplinari sono regolati da una procedura dettagliata, proprio per evitare che possano essere utilizzati per finalità diverse. È sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo o economico che bisogna ragionare. Il meccanismo della mobilità deve funzionare. Ripeto: deve. Lo Stato deve essere in grado di sapere se un’amministrazione non ha bisogno di 500 dipendenti, ma può andare avanti bene con 400. E, come conseguenza, deve poter essere messa nelle condizioni di operare con quei 400. Deve poterlo fare nell’interesse di tutti, altrimenti il rischio è che l’amministrazione pubblica venga vista come una forma impropria di ammortizzatore sociale. Deve poterlo fare perché se si tengono quelli che non servono rischia di crescere il discredito verso l’impiego pubblico. E io una cosa del genere davvero non posso accettarla.

Che ambiente ha trovato nella Pubblica amministrazione?
È un mondo diversificato. C’è gente che lavora in maniera vera, credendoci fino in fondo e senza mai risparmiarsi. Ho trovato competenze e passione. A tutti i livelli. In quelli ministeriali. Ma anche nelle realtà locali, nelle scuole, nelle strutture sanitarie. Certo, c’è anche chi nella migliore delle ipotesi fa l’indispensabile. E con quel comportamento getta un’ombra nera anche sugli altri
E poi c’è il cancro della corruzione...
Quella è una patologia vera, un male che va combattuto ed estirpato. Leggo le statistiche, guardo i telegiornali e fatico a non amareggiarmi. I servizi su tutti i tg di quel dipendente del ministero dello Sviluppo che avrebbe preso soldi per rilasciare un’autorizzazione mi hanno lasciato senza parole. Mi è sembrato tutto così assurdo, così incredibile. Per la dinamica e per la tempistica: si parla così tanto di corruzione che mi sarei aspettato una reazione morale forte, decisa...

Sia onesto, ministro: quanto crede a questa reazione?
C’è un’Italia sana e una pubblica amministrazione sana. Deve solo uscire fuori con coraggio. Io continuerò a chiedere questa svolta. A invocare una riprovazione sociale per il cattivo uso della cosa pubblica e un recupero dell’etica pubblica: vede, chi è a servizio dei cittadini deve comportarsi con maggiore attenzione... Già, il dipendente pubblico deve essere portatore di un’etica dell’amministrazione, la gente deve avvertire che chi lavora nella pubblica amministrazione ci crede e io più volte mi sono detto che per dare forza alla svolta bisogna riscoprire una logica premiale.

Si spieghi.
Se parlo di logica premiale a tutti viene in mente una cosa: chi lavora meglio deve avere dei riconoscimenti economici. Sarebbe giusto, anzi sacrosanto ma senza risorse economiche sarebbe ingiusto fare promesse non realizzabili. Oggi questo non si può fare e allora bisogna dare spazio alla fantasia. Penso che le amministrazioni migliori, quelle che realizzano best practices vadano premiate in una manifestazione pubblica: un riconoscimento forse solo simbolico, ma utile per ridare motivazioni alte e per far crescere quel senso di appartenenza che un dipendente pubblico deve avere.

C’è qualcosa di concreto?
Punteremo sulla formazione e moltiplicheremo le occasione di incontro tra le amministrazioni. Stiamo immaginando una rete, una specie di wikipedia delle pubbliche amministrazioni: i dipendenti potranno dialogare, si potranno scambiare idee, raccontare le esperienze migliori. Con due parole: fare rete. Questo non vuol dire fare casta, ma dare forza al senso di appartenenza.

Oggi il tetto agli stipendi dei manager pubblici a 294mila euro...
Sì, si è voltato pagina ed era giusto farlo. Anzi era indispensabile. Vede, io so bene che in relazione alla posizione ricoperta, alle responsabilità e alla professionalità richiesta in alcuni casi poteva essere anche giusta una retribuzione maggiore, ma questo è un momento particolare, di sacrifici veri. E questo ha indotto Monti a scegliere questa strada senza fare nessuna eccezione. Non basta però. Ora c’è una proposta parlamentare appena depositata per estendere il meccanismo a Enti locali, autorità indipendenti e Regioni. Il governo l’appoggerà, perchè se il tetto di 294 mila euro esiste deve valere per tutto il pubblico impiego, senza eccezione alcuna.

Che dice del gran dibattito sul finanziamento ai partiti?
La buona politica c’è, è possibile, ed è un bene comune da salvaguardare. È il canale di espressione della società civile. E allora diciamolo: non esiste una politica senza costi. Sì, diciamolo con forza. Certo, oggi c’è chi urla contro i partiti, ma questa ventata di antipolitica non fa bene a nessuno. Non fa bene al Paese, a chi governa oggi e a chi governerà dal maggio del prossimo anno. Sì, quel giorno noi non ci saremo, ma passeremo la mano con un dato che ci rende orgogliosi: il vero valore aggiunto di quest’anno di lavoro è stato il clima di dialogo, di confronto che si è creato tra governo e forze politiche e tra le forze politiche stesse. Un clima che mai e poi mai dovrà andare disperso.


Arturo Celletti ed Eugenio Fatigante
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CALABRESE ha scritto:
kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Bello vero,cosi' poi saremmo tutti poveri.Io direi tagliamo da Roma a salire,i veri ladri ed evasori totali sono li'.

hai ragione ho generalizzato
Siccome sto avendo a che fare per la prima volta con la PA di reggio calabria
ed ho visto cose che prima vedevo solamente su striscia
correggo il tiro:

Tagliare nella PA a reggio calabria
80% del personale, sarebbe già un buon inizio
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Ho trovato questa replica alle dichiarazioni del ministro ...

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Dipendenti Statali: rischio licenziamento



Taglienti, fulminee e glaciali le parole del Ministro Filippo Patroni Griffi pubblicato sul quotidiano Avvenire: entro l’estate verrà stilato un piano organizzativo in merito alle eccedenze del personale per le pubbliche amministrazioni; “se alla fine non verranno trovate alternative” i dipendenti statali e pubblici in esubero verranno licenziati nella speranza che “tutti, anche i sindacati capiscano ”.
Questo rischio chiaramente è l’ultimo passo, che va tenuto in considerazione qualora non si possa fare diversamente, precisa il ministro al quotidiano: “le amministrazioni pubbliche vanno riorganizzate anche per attuare la spending review sulla spesa pubblica. (…) in tempi brevi definiremo, per ogni singola amministrazione, il quadro delle eccedenze del personale in servizio. E chiariremo che questo non significa che dopo 24 mesi quei lavoratori dovranno essere licenziati. Prima proveremo a vedere se quel personale, riqualificato, potrà essere utilizzato meglio in altri settori. Poi, solo se alla fine non si troveranno alternative, l’unica strada rimarrà quella del licenziamento ”.
Il meccanismo della mobilità è il perno su cui si muoverà questo progetto di riorganizzazione dunque così come anche i licenziamento per giustificato motivo oggettivo o economico.
La reazione dei sindacati alle affermazioni del ministro fanno presagire un percorso lunga e tortuoso per questa riorganizzazione; la segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori infatti, commentando l’intervista ha sottolineato come “negli incontri già effettuati, il ministro Patroni Griffi non ha mai avanzato proposte relative alla revisione della spesa né tanto meno ai percorsi di mobilità e ai possibili licenziamenti. Che per la prima volta lo faccia sulla stampa, ci sembra quantomeno irrituale. Ma non ci fermeremo ai riti perché la partita è troppo importante e ci interessa la sostanza ”.



I sindacati inoltre avanzano richieste, modifiche e promettono manifestazioni, poiché ritengono si debba discutere del contratto nazionale prima che di licenziamenti e che il posto di lavoro dei dipendenti pubblici valga quanto quello dei privati dipendenti, dunque vada tutelato ad ogni costo, senza dimenticare che una valutazione attenta e scrupolosa vada fatta anche in termini di ricollocazione del personale che può essere inserito in altri contesti migliorando settore carenti e bisognosi di personale.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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