Dopo le tasse i tagli?

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doddi
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Regno Unito, Cameron taglia: a rischio licenziamento 730mila dipendenti pubblici

Impietosi i numeri resi noti dall'Office for Budget Responsibility (OBR): nel 2011, ogni quattro mesi, in media 80mila statali e impiegati di enti locali hanno perso il posto di lavoro. La prossima scure potrebbe essere la 'scala mobile' proposta dal ministro dell'Economia George Osborne
La cura dimagrante per il settore pubblico del Regno Unito sta facendo effetto. I tagli del governo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici, guidato da David Cameron, stanno rivoluzionando il mondo dei “civil servant”. Così, entro la fine dell’attuale legislatura, ben 730mila dipendenti pubblici avranno perso il proprio posto di lavoro, contro una previsione di 400mila perdite fatta dallo stesso governo all’inizio del 2011. Le fonti ministeriali parlano di “cull”, traducibile più o meno con “abbattimento selettivo”. Ma i numeri resi noti dall’Office for Budget Responsibility (OBR) sono impietosi: nel 2011, ogni quattro mesi, in media 80mila statali e dipendenti di enti locali hanno perso il posto. Il tasso di disoccupazione nel Regno Unito non ha raggiunto i record toccati durante altri periodi di crisi economica. Ma non c’è da stare tranquilli.

Eppure, in Gran Bretagna, quello del dipendente pubblico continua a essere un lavoro ambito. I dati forniti dall’ufficio nazionale di statistica britannico mostrano come, nel 2011, un civil servant guadagnasse in media 4.300 sterline in più all’anno rispetto a un dipendente di un’azienda privata. Sempre lo scorso anno, lo stipendio annuale di un pubblico si attestava attorno alle 29mila sterline, contro le 24.500 di un lavoratore privato. Ma ora il ministro dell’Economia George Osborne, che ha presentato la legge finanziaria per il 2012, ha rilanciato la scala mobile, cioè adeguare gli stipendi in base al costo della vita della zona in cui si vive. Osborne ha parlato di “regionalizzazione”. Ma i sindacati temono questo approccio.

Secondo il Trade Union Congress (TUC), la scala mobile non farebbe altro che affossare le economie locali delle aree già povere, dove gli stipendi, nel caso, verrebbero rivisti al ribasso. Il sindacato sostiene che, per un’area di media grandezza, un calo degli stipendi di anche solo l’1 per cento significherebbe miliardi di sterline in meno all’economia della zona. Stipendi più bassi, meno potere d’acquisto, meno soldi che tornano indietro con le tasse dirette e indirette. Il segretario del TUC, Brendan Barber, ha commentato: “Non sono gli stipendi del settore pubblico che limitano la crescita dell’occupazione nel settore privato. Ma è la nostra economia stagnante, una mancanza di denaro che viene prestato dalle banche per gli investimenti. E consumatori che sono troppo spaventati dalla perdita del posto di lavoro per spendere e per far girare l’economia”. I dipendenti pubblici che vivono e lavorano nell’area di Londra già oggi hanno un bonus per il maggiore costo della vita. Ma istituzionalizzare questo metodo, dicono i sindacati, creerebbe svantaggi nelle zone meno ricche del regno.

Intanto, la disoccupazione è in calo. Alla fine del 2012 sarà leggermente cresciuta, raggiungendo i 2,8 milioni di disoccupati, l’8,7 per cento della forza lavoro. Nel 2013 calerà all’8,6 per cento, nel 2014 all’8, nel 2015 al 7,2 per cento e nel 2016 al 6,3 per cento. Chiaramente, al netto di nuovi sconvolgimenti finanziari mondiali. Il problema, comunque, continuerà a interessare i giovani. Dal 2008 a oggi, la disoccupazione fra i 16 e i 24 anni è aumentata di otto punti percentuali. Anche per il taglio dei posti di lavoro nel settore pubblico, finora grande porto di approdo per neolaureati e neodiplomati. Eppure qualche segnale di speranza rimane: in futuro, in particolare dopo il 2016, un leggero abbassamento degli stipendi dei dipendenti pubblici consentirà alle amministrazioni statali e locali e controbilanciare il taglio dei posti di lavoro con nuove assunzioni, anche se il saldo resterà negativo.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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kimba
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Ultima modifica di kimba il 27/05/2012, 18:04, modificato 1 volta in totale.
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CALABRESE
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kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Bello vero,cosi' poi saremmo tutti poveri.Io direi tagliamo da Roma a salire,i veri ladri ed evasori totali sono li'.
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CALABRESE ha scritto:
kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Bello vero,cosi' poi saremmo tutti poveri.Io direi tagliamo da Roma a salire,i veri ladri ed evasori totali sono li'.
Prendi per esempio il sig. Montezemolo che senza gare, quindi senza concorrenza viene riconosciuto concessionario (entra nel circuito ferroviario), entrando la sua società aumenta il valore di circa 10 volte ed infine paga l'affitto dei binari(in ogni caso un affitto ridicolo) con i soldi nostri. Bel modo di essere imprenditori. :lol:
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EktorBaboden ha scritto:
CALABRESE ha scritto:
kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Bello vero,cosi' poi saremmo tutti poveri.Io direi tagliamo da Roma a salire,i veri ladri ed evasori totali sono li'.
Prendi per esempio il sig. Montezemolo che senza gare, quindi senza concorrenza viene riconosciuto concessionario (entra nel circuito ferroviario), entrando la sua società aumenta il valore di circa 10 volte ed infine paga l'affitto dei binari(in ogni caso un affitto ridicolo) con i soldi nostri. Bel modo di essere imprenditori. :lol:

Con i soldi nostri,solo che in Calabria i treni suoi non penso circoleranno(tra qualche tempo nemmeno quelli di Trenitalia).Montezemolo,Marchionne,con i soldi degli altri si sono fatti il nome,bello essere imprenditori cosi'.
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kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Sarebbe un disastro reale, soprattutto in città come Catanzaro dove il 40% dei lavoratori dipendenti sono impiegati della PA, ... ma anche le altre città non scherzano, visto che il pubblico impiego è stato utilizzato negli anni come strumento di ammortizzatore sociale e sempre più spesso come vera cassaforte clientelare.

Si dovrà andare verso la parità di trattamento tra statali e privati, con annessi e connessi... è anche questione di equità e giustizia sociale. Non ci devono essere Figli Legittimi e Figli di Puttana.

C'è qualcuno che si prende la briga di spiegarmi perché se l'ente o il ministero da cui dipende si riorganizza o ha problemi economici, oppure l’ospedale in cui lavora viene chiuso lui non potrà essere licenziato “per motivi oggettivi” e tornarsene a casa con le sue brave 15 mensilità di “indennizzo” o quel che sarà, come per tutti gli altri mortali lavoratori italici ?
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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L'impossibilità attuale di licenziare nella PA anche solo i disonesti:

http://nuvola.corriere.it/2012/03/23/le ... o-impiego/" onclick="window.open(this.href);return false;


Lettere alla Nuvola – Io dirigente sanitario contesto l’impossibilità di licenziare nel pubblico impiego
di Nicoletta Pupp

Dopo una intera vita lavorativa trascorsa come dirigente del pubblico impiego confesso la mia profonda delusione dopo la dichiarazione del ministro Fornero sulla esclusione dei dipendenti pubblici dalla nuova normativa sull’art.18. Infatti ho vissuto a proposito esperienze esemplari.

Come direttore di una struttura sanitaria complessa con oltre 200 operatori ( Dipartimento di prevenzione di una ASL del Lazio), per garantire un minimo di efficienza e di produttività ho dovuto lottare non poco contro quei dipendenti che consideravano il “posto pubblico” un diritto acquisito ormai inalienabile “a prescindere dal loro comportamento.

Ma la battaglia principale che purtroppo ho dovuto combattere è stata quella contro la corruzione e l’assenteismo che evidentemente sono prerequisiti fondamentali che un dirigente deve garantire insieme alla funzionalità dei servizi. In un solo anno due operatori del mio Dipartimento(che effettua molte funzioni di vigilanza) sono stati arrestati in flagranza di reato.

Ebbene in un primo caso di assenteismo conclamato reiterato ed ingiustificato dopo oltre un anno ed infinite procedure di tutela (vari livelli di commissioni disciplinari) la ASL è arrivata a deliberare il licenziamento di una dipendente : assicuro che questo succede solo in casi gravissimi ed estremi.

Il locale Pretore del lavoro ne ha stabilito il reintegro nell’arco di 15 giorni in base al famoso art.18 ( a quelli che ora chiedono che sia il giudice a decidere in ogni fattispecie di linziamento come in Germania domando se ritengono i nostri pretori del lavoro omologabili ai giudici tedeschi).

Ben più grave il secondo caso che ha visto la mia Direzione Aziendale arrivare a deliberare il licenziamento di 3 dirigenti veterinari, di cui uno con il ruolo di primario per gravissime irregolarità commesse. L’istruttoria si è protratta per 2 anni tra fortissime pressioni rendendo addirittura necessaria l’istituzione di una Commissione esterna di primari di valenza nazionale che ha confermato tutte le responsabilità dei tre dirigenti.

Si può quindi dedurre che quando infine la Direzione Aziendale ha deciso il licenziamento non aveva di fronte altre alternative. Ebbene a questo punto è risultato che la normativa contrattuale dei dirigenti prevedeva “il parere” di una Commissione regionale composta di 3 persone tra le quali ,guarda caso, il rappresentante sindacale dei veterinari: risultato parere “sfavorevole” per vizi formali e blocco della delibera di licenziamento con reintegro dei veterinari sospesi. E vorremmo escludere proprio questo mondo da una revisione dei meccanismi di licenziamento?



:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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doddi ha scritto:
kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Sarebbe un disastro reale, soprattutto in città come Catanzaro dove il 40% dei lavoratori dipendenti sono impiegati della PA, ... ma anche le altre città non scherzano, visto che il pubblico impiego è stato utilizzato negli anni come strumento di ammortizzatore sociale e sempre più spesso come vera cassaforte clientelare.

Si dovrà andare verso la parità di trattamento tra statali e privati, con annessi e connessi... è anche questione di equità e giustizia sociale. Non ci devono essere Figli Legittimi e Figli di Puttana.

C'è qualcuno che si prende la briga di spiegarmi perché se l'ente o il ministero da cui dipende si riorganizza o ha problemi economici, oppure l’ospedale in cui lavora viene chiuso lui non potrà essere licenziato “per motivi oggettivi” e tornarsene a casa con le sue brave 15 mensilità di “indennizzo” o quel che sarà, come per tutti gli altri mortali lavoratori italici ?
Sarebbe un disastro in tutta Italia,ma lo capite che ci sono genitori che pagano mutui per i figli che non hanno un lavoro o un lavoro precario che non gli danno nemmeno il finanziamento per comprarsi un frigorifero.Ah bello,quindi se chiude una scuola o un ospedale la maestra o il medico dovrebbe andare in mezzo ad una strada?Ti ricordo che molta gente ha sudato per studiare e fare concorsi.
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CALABRESE ha scritto:
doddi ha scritto:
kimba ha scritto:Tagliare nella PA da Roma in giù
80% del personale, sarebbe già un buon inizio

Sarebbe un disastro reale, soprattutto in città come Catanzaro dove il 40% dei lavoratori dipendenti sono impiegati della PA, ... ma anche le altre città non scherzano, visto che il pubblico impiego è stato utilizzato negli anni come strumento di ammortizzatore sociale e sempre più spesso come vera cassaforte clientelare.

Si dovrà andare verso la parità di trattamento tra statali e privati, con annessi e connessi... è anche questione di equità e giustizia sociale. Non ci devono essere Figli Legittimi e Figli di Puttana.

C'è qualcuno che si prende la briga di spiegarmi perché se l'ente o il ministero da cui dipende si riorganizza o ha problemi economici, oppure l’ospedale in cui lavora viene chiuso lui non potrà essere licenziato “per motivi oggettivi” e tornarsene a casa con le sue brave 15 mensilità di “indennizzo” o quel che sarà, come per tutti gli altri mortali lavoratori italici ?


Sarebbe un disastro in tutta Italia,ma lo capite che ci sono genitori che pagano mutui per i figli che non hanno un lavoro o un lavoro precario che non gli danno nemmeno il finanziamento per comprarsi un frigorifero.Ah bello,quindi se chiude una scuola o un ospedale la maestra o il medico dovrebbe andare in mezzo ad una strada?Ti ricordo che molta gente ha sudato per studiare e fare concorsi.
Ritieni che il resto dei lavoratori dipendenti italiani siano figli di puttana o mentecatti?
Che siano ignoranti che non abbiano studiato?
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Sarebbe un disastro reale, soprattutto in città come Catanzaro dove il 40% dei lavoratori dipendenti sono impiegati della PA, ... ma anche le altre città non scherzano, visto che il pubblico impiego è stato utilizzato negli anni come strumento di ammortizzatore sociale e sempre più spesso come vera cassaforte clientelare.

Si dovrà andare verso la parità di trattamento tra statali e privati, con annessi e connessi... è anche questione di equità e giustizia sociale. Non ci devono essere Figli Legittimi e Figli di Puttana.

C'è qualcuno che si prende la briga di spiegarmi perché se l'ente o il ministero da cui dipende si riorganizza o ha problemi economici, oppure l’ospedale in cui lavora viene chiuso lui non potrà essere licenziato “per motivi oggettivi” e tornarsene a casa con le sue brave 15 mensilità di “indennizzo” o quel che sarà, come per tutti gli altri mortali lavoratori italici ?[/quote]



Sarebbe un disastro in tutta Italia,ma lo capite che ci sono genitori che pagano mutui per i figli che non hanno un lavoro o un lavoro precario che non gli danno nemmeno il finanziamento per comprarsi un frigorifero.Ah bello,quindi se chiude una scuola o un ospedale la maestra o il medico dovrebbe andare in mezzo ad una strada?Ti ricordo che molta gente ha sudato per studiare e fare concorsi.[/quote]

Ritieni che il resto dei lavoratori dipendenti italiani siano figli di puttana o mentecatti?
Che siano ignoranti che non abbiano studiato?[/quote]

Ritengo che è giusto avere un posto pubblico a tempo indeterminato e che se non combino cazzate,non devo essere licenziato.La stabilità di un paese e delle famiglie italiane non deve essere messa a rischio.Se nel privato ci sono datori di lavoro "bastardi" non è colpa mia,ma dei governi che non hanno saputo colpirli nei loro interessi.
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CALABRESE ha scritto:
Ritengo che è giusto avere un posto pubblico a tempo indeterminato e che se non combino cazzate,non devo essere licenziato.La stabilità di un paese e delle famiglie italiane non deve essere messa a rischio.Se nel privato ci sono datori di lavoro "bastardi" non è colpa mia,ma dei governi che non hanno saputo colpirli nei loro interessi.
Il punto di doddi è proprio questo: non si riesce a mandare a casa nemmeno quelli che le fanno. e che paghiamo con i nostri soldi, non dimentichiamolo. sai se tutti facessero il loro lavoro quanti servizi -che dovremmo già avere- sarebbero fruibili al 100%?
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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Senza voler oltremodo generalizzare, chiedo a ciascuno di voler smentire ogni singolo punto

- l'ottenimento del pubblico impiego è spesso (eufemismo) frutto di raccomandazione o clientela
- concorsi limpidi se no conoscono ben pochi, in ogni epoca ed ogni latitudine quindi la meritocrazia è una cosa che non si sà neppure dove stia di casa.
- quanti di coloro che vi lavorano hanno chiesto ed ottenuto l'appoggio o la raccomandazione del politico in auge al momento, o nei casi puliti, che naturalmente esistono altrimenti il baraccone per quanto mal funzionante, neppure andrebbe avanti, conoscono colleghi che hanno ricevuto questo trattamento.
- corruzione
- concussione
- inefficienza
- incapacità
- inutilità della burocrazia troppo costosa per stato ed imprese.
- assenteismo, totale o parziale durante l'orario di lavoro... manco fossero 9 ore al giorno per tutta la settimana. Striscia per ora sta fornendo un variegato repertorio.
- sulla stessa preparazione di molti ci sarebbe molto da discutere; chiunque, purtroppo, giornalmente, ha a che fare con la PA e non conosco nessuno che ci si approssima contento felice e consapevole che in breve tempo avrà risposta alle proprie istanze, in qualsiasi ambito.
- doppio lavoro.
- assenza totale di controllo.
- miriadi di tipologie di permessi riconosciuti che si fà perfino fatica a sfruttare le ferie per intero.
- convenzioni di ogni genere e gusto.
- ecc.... ecc... ec...

Il pareggio di bilancio costerà circa 90 mld che arriveranno, ad oggi , per oltre l'82% da nuove tasse ed il 17% da tagli. E pare che con il calo del gettito, nonostante il prossimo aumento dell'iva di altri 2 punti, non ci si arriverà, per cui non rimarrà che tagliare spese improduttive e personale in sovrannumero.
Spero solo che si taglierà per sanare le inefficienze oramai congenite del sistema, eliminando rami secchi ed improduttivi. Con quali criteri e come non ne ho idea visto il marasma che impreversa.
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doddi ha scritto:Senza voler oltremodo generalizzare, chiedo a ciascuno di voler smentire ogni singolo punto

- l'ottenimento del pubblico impiego è spesso (eufemismo) frutto di raccomandazione o clientela
- concorsi limpidi se no conoscono ben pochi, in ogni epoca ed ogni latitudine quindi la meritocrazia è una cosa che non si sà neppure dove stia di casa.
- quanti di coloro che vi lavorano hanno chiesto ed ottenuto l'appoggio o la raccomandazione del politico in auge al momento, o nei casi puliti, che naturalmente esistono altrimenti il baraccone per quanto mal funzionante, neppure andrebbe avanti, conoscono colleghi che hanno ricevuto questo trattamento.
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- incapacità
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- assenteismo, totale o parziale durante l'orario di lavoro... manco fossero 9 ore al giorno per tutta la settimana. Striscia per ora sta fornendo un variegato repertorio.
- sulla stessa preparazione di molti ci sarebbe molto da discutere; chiunque, purtroppo, giornalmente, ha a che fare con la PA e non conosco nessuno che ci si approssima contento felice e consapevole che in breve tempo avrà risposta alle proprie istanze, in qualsiasi ambito.
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- assenza totale di controllo.
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- ecc.... ecc... ec...

Il pareggio di bilancio costerà circa 90 mld che arriveranno, ad oggi , per oltre l'82% da nuove tasse ed il 17% da tagli. E pare che con il calo del gettito, nonostante il prossimo aumento dell'iva di altri 2 punti, non ci si arriverà, per cui non rimarrà che tagliare spese improduttive e personale in sovrannumero.
Spero solo che si taglierà per sanare le inefficienze oramai congenite del sistema, eliminando rami secchi ed improduttivi. Con quali criteri e come non ne ho idea visto il marasma che impreversa.
Non posso risponderti perché sono di parte. Anzi su quello della meritocrazia ti rispondo:
Questa "meritocrazia" è aumentata con Berlusconi al governo durante i suoi anni. Infatti a guadagnare tanti soldi con vari incarichi c'è stata gente come la Gelmini,la Carfagna, il consigliere regionale Minetti etc etc...questa si che è stata meritocrazia!!! (emoticon del maiale)

Una domanda però te la voglio fare:
Ne convieni che con meno evasori (che non sono i dipendenti) ci sarebbero meno tasse?

PS: io sono andato fuori casa per non dire grazie a nessuno...e ci sono riuscito :salut
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doddi ha scritto:Senza voler oltremodo generalizzare, chiedo a ciascuno di voler smentire ogni singolo punto

- l'ottenimento del pubblico impiego è spesso (eufemismo) frutto di raccomandazione o clientela
- concorsi limpidi se no conoscono ben pochi, in ogni epoca ed ogni latitudine quindi la meritocrazia è una cosa che non si sà neppure dove stia di casa.
- quanti di coloro che vi lavorano hanno chiesto ed ottenuto l'appoggio o la raccomandazione del politico in auge al momento, o nei casi puliti, che naturalmente esistono altrimenti il baraccone per quanto mal funzionante, neppure andrebbe avanti, conoscono colleghi che hanno ricevuto questo trattamento.
- corruzione
- concussione
- inefficienza
- incapacità
- inutilità della burocrazia troppo costosa per stato ed imprese.
- assenteismo, totale o parziale durante l'orario di lavoro... manco fossero 9 ore al giorno per tutta la settimana. Striscia per ora sta fornendo un variegato repertorio.
- sulla stessa preparazione di molti ci sarebbe molto da discutere; chiunque, purtroppo, giornalmente, ha a che fare con la PA e non conosco nessuno che ci si approssima contento felice e consapevole che in breve tempo avrà risposta alle proprie istanze, in qualsiasi ambito.
- doppio lavoro.
- assenza totale di controllo.
- miriadi di tipologie di permessi riconosciuti che si fà perfino fatica a sfruttare le ferie per intero.
- convenzioni di ogni genere e gusto.
- ecc.... ecc... ec...

Il pareggio di bilancio costerà circa 90 mld che arriveranno, ad oggi , per oltre l'82% da nuove tasse ed il 17% da tagli. E pare che con il calo del gettito, nonostante il prossimo aumento dell'iva di altri 2 punti, non ci si arriverà, per cui non rimarrà che tagliare spese improduttive e personale in sovrannumero.
Spero solo che si taglierà per sanare le inefficienze oramai congenite del sistema, eliminando rami secchi ed improduttivi. Con quali criteri e come non ne ho idea visto il marasma che impreversa.
Scusami,nel privato non c'è raccomandazione o clientela?Tagliamo i rami secchi,eliminiamo il numero dei parlamentari mandandoli a prendere 1000 euro al mese,togliamo la pensione a chi con meno di 1 legislatura l'ha avuta,tagliamo del 50% le pensioni baby,prendi 1400 euro,da mese successivo 700.Il doppio lavoro lo fanno anche gli avvocati che stanno in parlamento,ma vedo che quelli non ti fanno schifo.
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CALABRESE ha scritto:
Scusami,nel privato non c'è raccomandazione o clientela?Tagliamo i rami secchi,eliminiamo il numero dei parlamentari mandandoli a prendere 1000 euro al mese,togliamo la pensione a chi con meno di 1 legislatura l'ha avuta,tagliamo del 50% le pensioni baby,prendi 1400 euro,da mese successivo 700.Il doppio lavoro lo fanno anche gli avvocati che stanno in parlamento,ma vedo che quelli non ti fanno schifo.
Dov'è privato non fa schifo. Non ci sono raccomandati e paraculati.
L'Italia rischia il default per gli impiegati della PA. :salut
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E vabbe' vivo nel mondo dei sogni.
A parte la personalizzazione e la decontualizzazione dell'argomento qualche contributo per chi vive la realta' del pubblico?
Se una famiglia non si puo' piu' permettere 3 auto e 5 cellulari deve tagliare. Ovunque. Non potendo contare su maggiori entrate.
E' chiaro o ancora no?
Serve la terza guerra mondiale per rendersene conto?

Obbiettivita' questa sconosciuta...
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Però c'è chi viene in italia ad investire sulla nostra qualità

Mercoledì 11 Aprile 2012 - 09:48
ROMA - Ikea crede nell'Italia al punto da 'delocalizzare al contrario'. La multinazionale svedese dell'arredamento ha infatti trasferito alcune sue produzioni dall'Asia all'Italia, in particolare in Piemonte. Ikea si conferma così, con 24 fornitori italiani per circa 1 miliardo di euro di acquisti, «il primo cliente della filiera italiana dell'arredolegno».
«Ikea è alla ricerca continua di possibili sviluppi degli acquisti in Italia che punta a incrementare - commenta Lars Petersson, amministratore delegato di Ikea in Italia -, recentemente abbiamo individuato nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici, grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici».
Anche nel 2011 (l'anno per il gruppo svedese si chiude ad agosto, ndr) Ikea compra in Italia più di quanto vende nei suoi negozi nella penisola: l'8% del volume degli acquisti del gruppo nel mondo viene effettuato in Italia, ma il mercato italiano copre solo il 7% del volume delle vendite mondiali.
La quota dell'8% sale ben al 34% sulle cucine: una cucina su tre tra quelle vendute in tutto il mondo è prodotta in Italia. Le cucine fanno la parte del leone, ma Ikea in Italia acquista un gran numero di prodotti: elettrodomestici, camere da letto, scaffalature, librerie, bagni. L'80% degli acquisti in Italia sono mobili, e solo il 20% complementi d'arredo.
Le prime tre regioni italiane da cui si approvvigiona corrispondono ai maggiori distretti del settore: dal Veneto proviene il 38% del acquisti in Italia, seguono il Friuli con il 30% e la Lombardia con il 26%. Ikea acquista nel solo nordest d'Italia più che in Svezia o Germania, e la ricaduta occupazionale collegata a queste commesse produttive è stimabile attorno ai 2.500 posti di lavoro.
«Se a questi si sommano i 6.600 dipendenti della rete commerciale e logistica e l'indotto generato dai punti vendita, si ottiene una ricaduta occupazionale in Italia pari a circa 11.000 posti di lavoro», sottolinea il gruppo svedese che con questi dati celebra la Settimana del Mobile a Milano. Guardando ai progetti per il futuro, a breve verrà aperto il negozio abruzzese di San Giovanni Teatino (Chieti), che porterà a 20 i punti vendita in Italia.


http://www.leggo.it/news/soldi/ikea_inv ... 5214.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;
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doddi
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NinoMed ha scritto:Però c'è chi viene in italia ad investire sulla nostra qualità

Mercoledì 11 Aprile 2012 - 09:48
ROMA - Ikea crede nell'Italia al punto da 'delocalizzare al contrario'. La multinazionale svedese dell'arredamento ha infatti trasferito alcune sue produzioni dall'Asia all'Italia, in particolare in Piemonte. Ikea si conferma così, con 24 fornitori italiani per circa 1 miliardo di euro di acquisti, «il primo cliente della filiera italiana dell'arredolegno».
«Ikea è alla ricerca continua di possibili sviluppi degli acquisti in Italia che punta a incrementare - commenta Lars Petersson, amministratore delegato di Ikea in Italia -, recentemente abbiamo individuato nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici, grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici».
Anche nel 2011 (l'anno per il gruppo svedese si chiude ad agosto, ndr) Ikea compra in Italia più di quanto vende nei suoi negozi nella penisola: l'8% del volume degli acquisti del gruppo nel mondo viene effettuato in Italia, ma il mercato italiano copre solo il 7% del volume delle vendite mondiali.
La quota dell'8% sale ben al 34% sulle cucine: una cucina su tre tra quelle vendute in tutto il mondo è prodotta in Italia. Le cucine fanno la parte del leone, ma Ikea in Italia acquista un gran numero di prodotti: elettrodomestici, camere da letto, scaffalature, librerie, bagni. L'80% degli acquisti in Italia sono mobili, e solo il 20% complementi d'arredo.
Le prime tre regioni italiane da cui si approvvigiona corrispondono ai maggiori distretti del settore: dal Veneto proviene il 38% del acquisti in Italia, seguono il Friuli con il 30% e la Lombardia con il 26%. Ikea acquista nel solo nordest d'Italia più che in Svezia o Germania, e la ricaduta occupazionale collegata a queste commesse produttive è stimabile attorno ai 2.500 posti di lavoro.
«Se a questi si sommano i 6.600 dipendenti della rete commerciale e logistica e l'indotto generato dai punti vendita, si ottiene una ricaduta occupazionale in Italia pari a circa 11.000 posti di lavoro», sottolinea il gruppo svedese che con questi dati celebra la Settimana del Mobile a Milano. Guardando ai progetti per il futuro, a breve verrà aperto il negozio abruzzese di San Giovanni Teatino (Chieti), che porterà a 20 i punti vendita in Italia.


http://www.leggo.it/news/soldi/ikea_inv ... 5214.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;
Scusa ma col topic che c'azzecca?
Fosse del privato @ure pure... Come direbbe la Gabanelli di Report ed ora la good news
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:E vabbe' vivo nel mondo dei sogni.
A parte la personalizzazione e la decontualizzazione dell'argomento qualche contributo per chi vive la realta' del pubblico?
Se una famiglia non si puo' piu' permettere 3 auto e 5 cellulari deve tagliare. Ovunque. Non potendo contare su maggiori entrate.
E' chiaro o ancora no?
Serve la terza guerra mondiale per rendersene conto?

Obbiettivita' questa sconosciuta...
Paghiamo gli anni 70 cioè quando agli impiegati comunali e statali si aggiunsero quelli regionali (con mansioni identiche) etc etc.
Per quanto riguarda i tagli e roba varia torno a ripeterti che l'ex ministro 3monti ci pensò con la legge 133/08. Il governo berlusconi non li chiamò tagli ma razionalizzazione.
Non so cosa tu voglia sapere da un impiegato statale, comunale etc etc. Chiedi chiedi...
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doddi ha scritto:
Scusa ma col topic che c'azzecca?
Fosse del privato @ure pure... Come direbbe la Gabanelli di Report ed ora la good news
mi ero fermato a pagina 1 dove si parlava anche di delocalizzazione ;)
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