Dopo le tasse i tagli?

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doddi
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http://www.corriere.it/economia/12_apri ... 63cc.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

L'indiscrezione pubblicata dal noto quotidiano finanziario che cita una nota confidenziale


Ft riporta tutti sulla terra: «Il governo italiano potrebbe varare nuove misure di austerity»


Nell'ultimo vertice di Copenaghen l'ammonimento al governo tecnico a causa dei tassi d'interesse troppo alti



MILANO - Gli ambiziosi obiettivi di bilancio dell'Italia potrebbero essere compromessi dalla recessione e da tassi d'interesse troppo alti» e il governo potrebbe essere costretto a varare «nuove misure di austerità» per portare a termine il programma. Lo scrive il Financial Times, citando un rapporto confidenziale circolato all'ultimo vertice a Copenhagen.

IL RAPPORTO - È quanto si legge in un «Rapporto sulla situazione di bilancio dell'Italia» circolato durante i lavori dell'Eurogruppo di Copenhagen e reso pubblico dal Financial Times. Il rapporto, elaborato dalla direzione generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea, ha comunque lodato i tagli alla spesa già varati dal paese a partire dal maggio 2010, tagli che, si legge nel documento, potrebbero portare l'Italia a raggiungere un «consistente avanzo primario» e il pareggio di bilancio entro l'anno prossimo.

Redazione Online
3 aprile 2012 | 10:06
© RIPRODUZIONE RISERVATA


E qualsiasi persona guardandosi intorno non può notare come come con una tale recessione il gettito fiscale sarà insufficiente per ottenere i numeri scritti sulla carta del pareggio di binalcio.
"Pare" che stia per arrivare il momento dei tanto necessari tagli al carrozzone pubblico italiano. Maglio tardi che mai.

http://www.youtube.com/watch?v=VX5-pK0taq4" onclick="window.open(this.href);return false;
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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chiamasi spending review :salut
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goldenboy ha scritto:chiamasi spending review :salut
Chiamala come ti pare basta che ci mettano mano seriamente che a fronte dei numeri e dei costi i servizi sono molto scadenti.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:
Chiamala come ti pare basta che ci mettano mano seriamente che a fronte dei numeri e dei costi i servizi sono molto scadenti.
:salut :salut
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E pa malignità brutta e superba,
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Interessante link per avere un'idea di cosa facciano gli oltre 3.300.000 dipendenti pubblici italiani, a cui andrebbero aggiunti tutti coloro che prestano la loro attività "lavorativa" nelle partecipate.

http://www.linkiesta.it/dipendenti-statali-pubblico" onclick="window.open(this.href);return false;

I grafici sono completi di ogni genere di dati possibili, per sesso, ambito lavorativo, ecc...
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Io eviterei di massacrare istruzione, sanità e forze dell'ordine.
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UnVeroTifoso ha scritto:Io eviterei di massacrare istruzione, sanità e forze dell'ordine.

Per esempio nell'istruzione ci sono oltre 40.000 professori che pur rimanendo in carico al MIUR per ciò che concerne gli stipendi, godono del distacco, per lo più sindacale.

http://archiviostorico.corriere.it/2012 ... 2030.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

Scuola Lucrezia Stellacci (ministero dell' Istruzione): «Distaccati altrove o in permesso sindacale. Aule pollaio? Molte hanno pochi studenti»

«In Italia quarantamila insegnanti non vanno in classe»

Meno tagli al Meridione A volte al Sud la scuola è l' unico presidio di legalità. Tagliare qui vuol dire tagliare tutto

ROMA - «Se il ministero dell' Economia è stato così rigido sull' ipotesi di fare 10 mila assunzioni è perché sulla scuola pesano altri 40 mila stipendi, per la precisione 41.503. Sono professori o maestri che però non insegnano, non vanno in classe. Sono distaccati presso altri ministeri oppure in permesso sindacale. Gli studenti non ne traggono alcun beneficio, ma il loro stipendio è sempre a carico del nostro bilancio». Lucrezia Stellacci è da poche settimane capo dipartimento del ministero dell' Istruzione dopo aver diretto, con ottimi risultati, l' ufficio regionale della Puglia, regione che ha recuperato diverse posizioni nelle classifiche sul rendimento degli studenti. Quelle 10 mila assunzioni erano necessarie? «Sicuramente sarebbero servite, perché abbiamo tanti progetti e senza investire diventa tutto più difficile anche nel tempo pieno che in questi anni ha sofferto. Ma i dipendenti della scuola sono tantissimi, il ministero dell' Economia ha avuto sempre questo atteggiamento di rigore, tanto più in un momento di crisi. Diciamo che capisco la loro linea ma non la condivido». Sorprende che i tagli abbiano colpito sia le regioni dove il numero degli studenti è diminuito, come la Sicilia, sia le regioni dove gli alunni sono invece aumentati, come la Lombardia. Non è una contraddizione? «Ci sono due motivi. Al Sud gli insegnanti che hanno un contratto a tempo indeterminato sono più numerosi che al Nord. Tagli più decisi sarebbero stati impossibili, perché chi ha un contratto definitivo non può essere certo licenziato. Al Nord, invece, l' organico è più flessibile perché le supplenze sono percentualmente superiori. Ma c' è anche un' altra ragione, culturale e politica». Quale? «In alcuni casi al Sud la scuola è l' unico presidio di legalità. Tagliare la scuola può voler dire tagliare tutto. Per fortuna al Nord le cose vanno meglio». L' affollamento delle classi non è un problema? «Bisogna guardare alla questione in tutti i suoi aspetti. Solo alle superiori abbiamo 35.800 classi con meno di 10 studenti, soprattutto negli ultimi anni dei professionali. È una forma di spreco che difficilmente potremo ancora permetterci. Come per gli accorpamenti delle scuole: non vuol dire avere meno classi o meno insegnanti. Ma spendere meglio i soldi che abbiamo». Lorenzo Salvia lsalvia@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** Le cifre Gli alunni Secondo i dati del ministero dell' Istruzione, nell' anno scolastico in corso gli alunni delle scuole italiane sono 7.826.232. Il numero medio di alunni per classe è 21,45 Gli insegnanti I professori sono invece 625.878, quasi 17 mila in meno rispetto all' anno scorso **** Il castello in fiamme Slovacchia Le fiamme hanno completamentedistrutto il castello di Krasna Horka, nei pressi della città di Roznava, in Slovacchia. All' origine forse delle sterpaglie andate a fuoco

Salvia Lorenzo


Pagina 29
(12 marzo 2012) - Corriere della Sera
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doddi ha scritto:
Per esempio nell'istruzione ci sono oltre 40.000 professori che pur rimanendo in carico al MIUR per ciò che concerne gli stipendi, godono del distacco, per lo più sindacale.
Sapevo che saresti andato a parare sulla scuola :mrgreen: :mrgreen:

Ho detto di non massacrare non di non toccare :wink

Eliminare le sacche di privilegio ed incrementare l'organico realmente operativo. :salut
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Chiaramente si deve intervenire sulla spesa pubblica,ma la spesa pubblica non è solo P.A.,che necessita senza dubbio di un importante opera riformatrice(che non è di certo la riforma brunetta).Ci sono miliardi e miliardi di € di trasferimenti alle imprese che non si sa che ritoRno danno
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UnVeroTifoso ha scritto:
doddi ha scritto:
Per esempio nell'istruzione ci sono oltre 40.000 professori che pur rimanendo in carico al MIUR per ciò che concerne gli stipendi, godono del distacco, per lo più sindacale.
Sapevo che saresti andato a parare sulla scuola :mrgreen: :mrgreen:

Ho detto di non massacrare non di non toccare :wink

Eliminare le sacche di privilegio ed incrementare l'organico realmente operativo. :salut
Sai che ci sono problemi nella scuola, si lamenta la carenza di professori, non ti pare assurdo che con il blocco delle assunzioni si debba rinunciare a 41.503 docenti di ruolo?
Stò parlando di numeri, non di livello o qualità ... inutile sparare sulla croce rossa :scrolleye:

Fai conto che questi 41503 incidono sul blinacio del MIUR per oltre 1,2 mld di euro l'anno.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:
Sai che ci sono problemi nella scuola, si lamenta la carenza di professori, non ti pare assurdo che con il blocco delle assunzioni si debba rinunciare a 41.503 docenti di ruolo?
Stò parlando di numeri, non di livello o qualità ... inutile sparare sulla croce rossa :scrolleye:

Fai conto che questi 41503 incidono sul blinacio del MIUR per oltre 1,2 mld di euro l'anno.
Infatti questa è probabilmente una sacca di privilegio...
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goldenboy ha scritto:Chiaramente si deve intervenire sulla spesa pubblica,ma la spesa pubblica non è solo P.A.,che necessita senza dubbio di un importante opera riformatrice(che non è di certo la riforma brunetta).Ci sono miliardi e miliardi di € di trasferimenti alle imprese che non si sa che ritoRno danno
Ma sicuramente... giusto anche questo. Si stà rivisitando anche quest'ambito, Passera è lavoro:
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa- ... 2418.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

Però se le imprese continuano a chiudere o a fallire con questi ritmi vertiginosi, o peggio ancora a delocalizzare laddove è consentita la sopravvivenza sul mercato, voglio vedere chi li paga gli stipendi ai dipedenti della PA, con quale gettito ?
Per non parlare dei tanti disoccupati in più del privato.
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doddi ha scritto:
goldenboy ha scritto:Chiaramente si deve intervenire sulla spesa pubblica,ma la spesa pubblica non è solo P.A.,che necessita senza dubbio di un importante opera riformatrice(che non è di certo la riforma brunetta).Ci sono miliardi e miliardi di € di trasferimenti alle imprese che non si sa che ritoRno danno
Ma sicuramente... giusto anche questo. Si stà rivisitando anche quest'ambito, Passera è lavoro:
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa- ... 2418.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

Però se le imprese continuano a chiudere o a fallire con questi ritmi vertiginosi, o peggio ancora a delocalizzare laddove è consentita la sopravvivenza sul mercato, voglio vedere chi li paga gli stipendi ai dipedenti della PA, con quale gettito ?
Per non parlare dei tanti disoccupati in più del privato.
A tal proposito parlavo con il legale rappresentante di una fabbrica di mobili sita nel centro di Cantù, hanno deciso di delocalizzare la fabbrica spostando la produzione in Slovenia. Il titolare era molto eccitato dal fatto che in Slovenia il costo del lavoro è la metà rispetto a quello italiano, ma diceva in particolare: "questo è niente in Slovenia non ci sono limiti all'utilizzo del contante....".

Ho detto tutto. Siamo alla frutta. Grazie Monty.
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ERIK LARSSON © ha scritto:
doddi ha scritto: Ma sicuramente... giusto anche questo. Si stà rivisitando anche quest'ambito, Passera è lavoro:
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa- ... 2418.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

Però se le imprese continuano a chiudere o a fallire con questi ritmi vertiginosi, o peggio ancora a delocalizzare laddove è consentita la sopravvivenza sul mercato, voglio vedere chi li paga gli stipendi ai dipedenti della PA, con quale gettito ?
Per non parlare dei tanti disoccupati in più del privato.
A tal proposito parlavo con il legale rappresentante di una fabbrica di mobili sita nel centro di Cantù, hanno deciso di delocalizzare la fabbrica spostando la produzione in Slovenia. Il titolare era molto eccitato dal fatto che in Slovenia il costo del lavoro è la metà rispetto a quello italiano, ma diceva in particolare: "questo è niente in Slovenia non ci sono limiti all'utilizzo del contante....".

Ho detto tutto. Siamo alla frutta. Grazie Monty.

E già la Slovenia è cara ... alcuni laboratori tessili di intimo del posto ( mi riferisco a Reggio) si sono e si stanno trasferendo in Romania, rapporto costi personale poco meno di uno a tre più vari incentivi. Poco più di 40 posti di lavoro in meno in città. Hanno impacchettato i macchinari, caricati su un tir e via verso le nuove frontiere. E qua scioperano per l'art 18 i lungimiranti. Tra un pò di questo passo ci sarà da ridere se non si procede ad un rapido upgrade considerando che anche le aziende di 10 o meno addetti prendono la via dell'est Europa.
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UnVeroTifoso ha scritto:Io eviterei di massacrare istruzione, sanità e forze dell'ordine.
Che, insieme a trasporti e giustizia, rientrano tra i servizi pubblici primari ormai poco comprimibili se non attraverso una razionalizzazione tesa ad eliminare gli sprechi e le inefficienze che ancora permangono.
Ogni altro intervento “lineare” (alla Tremonti per intenderci), e mi riferisco in particolar modo alla sanità, a mio avviso, assumerebbe, anche rispetto alla tassazione, un peso insostenibile per i cittadini. Almeno quelli paganti.

E - dato per acquisito i dati OCSE (anni 2000- 2007) che per quanto riguarda l’incidenza della spesa per il Welfare rispetto al Pil, ci vede come fanalino di coda in Europa - se leviamo quelle, dove tra una manovra di aggiustamento e l’altra tanto si è già tagliato, le voci di spesa dove intervenire sono complessivamente altre.

-Corruzione e similia che la Corte Dei conti ha stimato in circa 60 MLD.
-Interessi sul debito.
-Finanziamento ai partiti politici.
-Spese militari.
-Soppressione delle miriadi di Enti inutili.
-Razionalizzazione della spesa degli Enti pubblici (Parlamento, Regioni, Province, Comuni, Soc. partecipate).
-Privatizzazione delle Società non strategiche buone solo a soddisfare le logiche clientelari.

Altre voci dove ottenere risparmi consistenti io non ne vedo...e se non dovesse intervenire un Governo tecnico, se non altro non sta incrementandola, che attualmente gode di ampio consenso popolare, lascio immaginare cosa succederà quando i nostri prodi rientreranno nelle stanze ministeriali.

Chiusa la parentesi, quello che oltremodo mi rallegra è il dover constatare che anche chi per 17 lunghi anni ha dato la propria fiducia, indi corresponsabile, ad un signorotto i cui governi in quel breve lasso di tempo hanno raddoppiato l’ammontare del debito pubblico, ne abbia preso coscienza.
Alla buon’ora.
:salut
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doddi ha scritto:
E già la Slovenia è cara ... alcuni laboratori tessili di intimo del posto ( mi riferisco a Reggio) si sono e si stanno trasferendo in Romania, rapporto costi personale poco meno di uno a tre più vari incentivi. Poco più di 40 posti di lavoro in meno in città. Hanno impacchettato i macchinari, caricati su un tir e via verso le nuove frontiere. E qua scioperano per l'art 18 i lungimiranti. Tra un pò di questo passo ci sarà da ridere se non si procede ad un rapido upgrade considerando che anche le aziende di 10 o meno addetti prendono la via dell'est Europa.
effettivamente l'Italia deve competere con la Slovenia e la Romania. E' triste ammetterlo, ma è la cruda realtà.

ps: non sono ironico
ciesse
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doddi ha scritto:
goldenboy ha scritto:Chiaramente si deve intervenire sulla spesa pubblica,ma la spesa pubblica non è solo P.A.,che necessita senza dubbio di un importante opera riformatrice(che non è di certo la riforma brunetta).Ci sono miliardi e miliardi di € di trasferimenti alle imprese che non si sa che ritoRno danno
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La reintroduzione della tassa sulla casa, con la previsione di 21 miliardi di nuove entrate, è la vera novità: chi li ha prodotti, ce li avranno tutti?
Il pensionato come farà a pagare, forse mettendo a reddito alcune stanze o forse vendendo la nuda proprietà a qualche ente "benefico" (magari di emanazione bancaria).
Il giovane che ha ereditato la casa ma stenta a trovare il lavoro dove prenderà i soldi che non guadagna per pagare la nuova imposta?
Si faranno vivi i nuovi strozzini (le banche sotto falso nome) che con denaro fresco (quello anticipato da BCE) troveranno buonissimi affari in nude proprietà, seconde case al mare e in montagna, anche in città come Reggio, dove fino a qualche anno fa il risparmio "era" la casa, la prima, poi quella per i figli, magari quella a lazzaro o S.Lorenzo,
sacrifici di un tempo oggi trasformati in montagne di tasse da pagare..... :na:
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io qualche mese fa dissi che Monti fosse un vero liberale,ma devo ricredermi,non è un liberale,e sotto un certo punto di vista pur essendo di sinistra,mi sarei aspettato dei provvedimenti positivi da un liberale,che io sposo appieno,come:la riduzione drastica della burocrazia,riduzione della pressione fiscale,quantomeno la privatizzazione della rai,abolizione di tutte le province,l'accorpamento di piccole regioni,la riduzione della spese militari,tagli alla politica,e invece ho visto:tasse,favori a lobby finanziarie di ogni genere,liberalizzazioni fasulle,e addirittura qualche spreco anzichè diminuito è aumentato(a Gennaio Monti ha acquisto 400 auto blu),l'esatto opposto di quello che dovrebbe essere un liberale.Quando potrei avere il piacere di vedere nelle istituzioni un vero liberale in Italia??
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doddi
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Presumo che non ci sara' una bella estate per la pubblica amministrazione nella sua totalita'. Tutto porta a ritenere ineluttabile, finita la pratica "riforma lavoro", pesanti tagli nel settore, non potendo piu' spingere oltre la leva delle entrate fiscale con ulteriori tasse che stanno portando al collasso l'econmia reale.
Stavolta possiamo prepararci alla rivoluzione, che ricevera' ben pochi appoggi dalle altre categorie.
I segnali sono chiari...e poi basta rispolverare la vecchia letterina della UE per vedere ancora cosa manca per finire gli esercizi.
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