Panico sulla navetta "Cris" della Ustica Lines

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http://www.trasportisullostretto.it/notizia.php?id=127

Fumo a bordo, panico sulla navetta "Cris" della Ustica Lines
Il mezzo veloce, partito da Messina alle 14.30, si è improvvisamente bloccato in mezzo allo Stretto a causa di un’avaria ad un motore

Grande paura, ieri pomeriggio, a bordo dell'aliscafo "Cris" della Ustica Lines partito alle 14.30 da Messina e diretto a Reggio Calabria, con a bordo un centinaio di passeggeri. Quindici minuti dopo avere intrapreso la traversata, il mezzo veloce, che insieme a Rfi fa parte del Consorzio Metromare, ha dapprima rallentato la sua corsa e poco dopo si è arrestato in mezzo allo Stretto. Una stranezza alla quale i passeggeri inizialmente non hanno fatto caso più di tanto, pensando che l'aliscafo aveva frenato la sua corsa, fino a fermarsi, per dare precedenza ad una nave in procinto di entrare nel porto messinese. Una manovra usuale, così come prevedono le regole del codice di navigazione.

Ben presto, però, si è capito che si trattava di un guasto tecnico. Niente di grave, se non fosse che all'interno del vano passeggeri si è subito propagata un'intensa puzza di gasolio, che ha reso ben presto l'aria acre e irrespirabile. Alla puzza causata dal gasolio bruciato ha fatto seguito una densa cortina di fumo grigio proveniente dalla sala macchine. I passeggeri, in preda alla paura, hanno immediatamente abbandonato i loro posti raggiungendo il ponte di poppa, che nel frattempo era stato reso fruibile dal personale di bordo con l'apertura delle porte.

Tutti attaccati ai cellulari per avvertire chi la mamma, chi il marito, chi il fidanzato. Lo smarrimento, vissuto dai passeggeri nei primi minuti del guasto, accresciuto anche dall'incertezza di sapere cosa effettivamente stava succedendo, ha fatto rivivere in molti l'incubo della tragedia del "Segesta Jet", che il 15 gennaio del 2007, proprio nelle acque dello Stretto, costò la vita a quattro persone dell'equipaggio e il ferimento di un centinaio di passeggeri. Un pensiero subito spazzato via dalla voce del comandante, che dall'altoparlante dell'aliscafo ha tranquillizzato i presenti informandoli che si era trattato di un guasto ad uno dei motori e che non vi era alcun rischio per la loro incolumità.

Qualche minuto dopo, infatti, la nuvola di fumo si è dissolta e gli stessi passeggeri si sono poco alla volta rasserenati.

La navigazione è proseguita molto lentamente, con un solo motore in funzione, fino al rientro a Messina, dove l'aliscafo è arrivato dopo circa 20 minuti. Al porto i passeggeri sono stati trasferiti su un'altra navetta, sempre della Ustica Lines, diretta a Reggio Calabria, dove i pendolari sono giunti alle 16, accumulando esattamente un'ora di ritardo sul normale orario d'arrivo. Solo successivamente si è appreso che a provocare il guasto al motore è stato un cavo finito accidentalmente tra le eliche dell'aliscafo. Un incidente che ha causato il blocco improvviso dell'elica e l'inevitabilmente surriscaldamento del motore che poi è andato in fumo.

Probabilmente era destino che la "Cris" ieri pomeriggio non dovesse viaggiare. I passeggeri, infatti, avrebbero dovuto imbarcarsi, così come era stato loro indicato dalle hostess di Metromare, sull'aliscafo "Fiammetta", sempre della Ustica Lines. Solo pochi minuti prima della partenza i pendolari sono stati informati che la navetta diretta al porto di Reggio sarebbe stata la "Cris", senza però capire il motivo di tale improvviso cambiamento. «Abbiamo preso una bella paura – raccontano Anna Plutino e Manuela Filocamo, due studentesse reggine di scienze politiche che erano a bordo del mezzo –. All'inizio si sentiva una forte puzza di gasolio, poi l'interno dell'aliscafo è stato invaso dal fumo e abbiamo visto la gente che scappava impaurita. Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio e l'unico disagio è stato quello di rientrare a casa un po' più tardi».


Vergogna!!!

Hanno affidato un appalto milionario a un consorzio che ha aliscafi vecchissimi,a discapito della sicurezza di chi viaggia!!!
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