IN MANETTE LE DONNE DELLA 'NDRANGHETA

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Regmi
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Preso atto che uno dei due Peppeboy si è dismesso
c'è da chiedersi come mai per l'altro il problema non si pone.
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goldenboy
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Regmi ha scritto:Preso atto che uno dei due Peppeboy si è dismesso
c'è da chiedersi come mai per l'altro il problema non si pone.

secondo me il dimissionario presto andrà alla Regione..c'è posto per tutti ...
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Regmi
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goldenboy ha scritto:
Regmi ha scritto:Preso atto che uno dei due Peppeboy si è dismesso
c'è da chiedersi come mai per l'altro il problema non si pone.

secondo me il dimissionario presto andrà alla Regione..c'è posto per tutti ...
Quindi a tuo parere il secondo Peppeboy continuerà, tra gli osanna osanna, a stare alla destra del padre?
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"Thirty per cent the Cannibal" continua la sua opera di lavoro ai fianchi

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Dimissioni Tuccio: quando è necessario che tutto (o almeno qualcosa) cambi affinchè nulla cambi
Lunedì 02 Aprile 2012 08:37

di Massimo Canale - Auspico che a distanza di alcuni giorni dalle colorite dimissioni dell’assessore all’urbanistica Luigi Tuccio i tumultuosi mari della politica reggina e gli animi si siano sufficientemente rasserenati, sì da consentire un ragionamento pacato da contrapporre all’oblio della ragione.

La nostra Città ha bisogno di recuperare il senso della misura, di ritrovare serenità, di restituire dignità e solennità al dibattito politico, al quale sicuramente non giovano i tentativi di insinuazione, le mezze frasi costruite a tavolino, furbescamente articolate in modo da non assumere mai senso compiuto o rango di accusa esplicita (la quale obbliga il suo autore ad assumerne ogni responsabilità e conseguenza). Rileggo spesso Nicola Giunta, ho imparato da lui a comprendere la realtà in cui viviamo oggi a Reggio Calabria, a interpretare i segni del “leva e portismo”, fenomeno tutto nostro, tutto reggino, che potremmo collocare in quella terra di mezzo posta tra la viltà e la delazione.

La storia la scrivono gli uomini, quelli che restano nella storia della Città per il proprio valore umano e sociale e non per diritto ereditario.

Concordo con quanti nelle ore immediatamente prossime alle dimissioni di Tuccio hanno osservato come in realtà egli sia stato costretto a dimettersi, anche in considerazione delle possibili conseguenze che la sua permanenza in Giunta avrebbe potuto sortire sui lavori della commissione d'accesso antimafia: non ne aveva alcuna intenzione e non l’ha mandato a dire, al punto da ingenerare con le sue prime parole confusione nella stampa e in chi gli sedeva vicino.

Ma le dimissioni dell’avv. Luigi Tuccio, la sua conferenza stampa, la raffica di comunicati di solidarietà sono stati strumenti utili a qualcuno per distogliere l’attenzione da altre due questioni non meno attuali e scottanti, anzi.

La prima riguarda il cognato dell’ex assessore Tuccio, Massimo Pascale, stretto collaboratore di Giuseppe Scopelliti, dapprima al Comune per più di otto anni e ora alla Regione.

E’ superfluo rammentare come proprio dall’ufficio di gabinetto del Sindaco e oggi del Governatore della Calabria transitino le faccende più delicate di un’amministrazione, comunale o regionale che sia: nomine negli enti di sottogoverno, conferimenti di incarichi professionali, raccolta di istanze per la richiesta di contributi e concessioni e ancora tanto altro.

Nelle segreterie “particolari” vengono trattati argomenti “particolari”: per questa ragione si scelgono per quel ruolo persone di assoluta fiducia.

La seconda questione riguarda l’assessore Morisani la cui condotta, pur non avendo alcuna rilevanza penale come tempestivamente puntualizzato all’indomani dell’operazione “Raccordo” dal Procuratore Pignatone, è ben più imbarazzante del “peccato d’amore” dell’ex assessore Tuccio.

Tuccio si è ritrovato dei legami parentali che non si è scelto; Morisani, al contrario, da quanto ne sappiamo, avrebbe ricercato appoggio elettorale in campo minato, magari, a tutto voler concedere, non sapendolo.

Ma la sostanza ci dice che in quella occasione Arena ha taciuto e l’assessore ai Lavori Pubblici è rimasto inchiodato al suo posto.

La mia riflessione, allora, è che bufera scatenata attraverso Tuccio sia servita a far calare il silenzio sul resto: anche i toni accesi usati in conferenza stampa hanno, forse a insaputa dello stesso Tuccio, contribuito a smorzare le questioni irrisolte di cui stiamo parlando.

Con la medesima pacatezza di allora (che spero non desti troppa preoccupazione in chi fino a ieri ha invocato esorcismi alla mia passione politica) ritengo che Morisani dovrebbe fare un passo indietro, consentendo all’amministrazione comunale di presentarsi al cospetto dei reggini priva di ombre e di sospetti.

Non lo giudico, non spetta a me, ma gli chiedo, invocando il suo senso delle Istituzioni, di ammettere l'opportunità di un gesto che altri è stato costretto a compiere, e di riflettere sulla circostanza che dimettendosi dimostrerebbe assoluto senso di responsabilità in un momento storico in cui è proprio questo che si chiede a noi politici.

In ultimo, toglierebbe dall’imbarazzo i suoi stessi colleghi di maggioranza costretti a svolgere il ruolo di suoi difensori di ufficio ma senza troppa convinzione.

Basti dire che all’indomani della mia prima riflessione pubblica sull’opportunità che Tuccio lasciasse ho ricevuto congratulazioni da diversi esponenti di centrodestra, (per intenderci gli stessi che sedevano a fianco di Tuccio nel corso della conferenza stampa), e la prima telefonata di apprezzamento l’ho ricevuta, da uno di loro, alle 8.30 del mattino.

Evidentemente la lotta alla successione era già iniziata e sono convinto che Tuccio, ieri gettato dalla torre e oggi incensato da nomine francamente risibili, in fondo, lo abbia capito.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Pascale replica a Canale evidenziando pulizia e dignità
Lunedì 02 Aprile 2012 16:30

di Massimo Pascale - Ho letto con attenzione l’articolo del consigliere Massimo Canale in cui parla di me, dei miei compiti amministrativi e dei ruoli che in questi anni ho ricoperto, al servizio delle istituzioni. Il primo sentimento che ho provato è stato di mortificazione, sentendomi citato per allusioni non certo lodevoli, ma il secondo di rammarico, avendo compreso di aver avuto poche occasioni di farmi conoscere dal consigliere Canale, come invece è accaduto per altri esponenti politici (anche del centro sinistra), con cui ho avuto la fortuna di interfacciarmi e di cui conservo un grande rapporto umano. Qualcuno mi ha suggerito di querelare il consigliere Canale per le allusioni ed i sospetti che ha seminato nei miei confronti, ma, riflettendo, ho preferito spiegargli personalmente quanto chiede pubblicamente, rispondere a lui come a qualsiasi altro cittadino reggino, anche se da quest’ultimo fino ad oggi ho ricevuto solo sentimenti di stima e fiducia. Perché il Governatore Scopelliti nel 1998 ha scelto di avvalersi della mia collaborazione? Sono nato a Vinci, il paese di Leonardo, ho vissuto la mia adolescenza a Fucecchio, paese del cispioso Indro Montanelli, l’unico punto di contatto potrebbe essere stato il primo anno allo storico istituto “Righi” dove io, giovane matricola appena trasferita in Calabria, ammiravo il diplomando Scopelliti alla guida di tutti gli studenti, con idee e prospettive chiarissime. Invece no, il Presidente del Consiglio regionale del 1998, Giuseppe Scopelliti, un giorno mi fece convocare, e dopo aver letto sul mio curriculum che avevo partecipato a due tirocini selettivi all’Accademia Militare di Modena, che sono stato un Carabiniere, promosso al grado di Ufficiale di prima nomina, di aver prestato servizio in territori delicati e difficili come il crotonese ed il palermitano, di aver partecipato a molteplici operazioni di sicurezza (una fra le più conosciute i Vespri Siciliani), meritato sul campo elogi e compiacimenti che mi hanno consentito di diventare un Ufficiale in rafferma ed essere promosso al grado di Tenente, mi ha guardato fisso negli occhi e mi ha chiesto di contribuire al Suo progetto amministrativo. Ho accettato subito con orgoglio ed entusiasmo e ne vado tutt’oggi fiero. Nel 2001 ho avuto la grande fortuna di sposare la mia Signora, una donna dolcissima di cui vado fiero e che, se tornassi indietro, sposerei altre cento volte! Non mi è mai interessato capire il perché della scelta di una sorella che più di vent’anni addietro decise di fare la “crocerossina”, cioè curare ferite inguaribili.


Nel corso degli anni al comune non sono mai stato nel Gabinetto del Sindaco, lì c’erano persone molto più qualificate di me ed altamente professionali, mi sono sempre occupato della segreteria particolare. Massimo Canale in modo allusivo, virgoletta la parola particolare, facendo intendere chissà cosa. La segreteria particolare del Sindaco si occupa in pratica dell’agenda, di eventi, appuntamenti e rapporti con tutti, cittadini e consiglieri di ogni colore politico. Nulla quindi di quel particolare, allusivo ed offensivo che fa intendere il consigliere. In segreteria con grande sacrificio personale ma sempre con entusiasmo, dalle otto di mattina fino a tarda sera, ho fatto il mio lavoro, con assoluta dedizione e massima trasparenza, dove il mio unico scopo è stato dare risposte concrete a chi chiedeva aiuto. Comprendo, non giustifico, che il consigliere Canale, senza conoscermi, tutto ciò non poteva saperlo. Oggi, presso la Giunta della Regione Calabria, ricopro il ruolo di CapoStruttura dell’Ufficio di Gabinetto del Governatore, coordino l’operato di cinque funzionari regionali e dipendo, in tutte le mie scelte, da un Signor Capo di Gabinetto, Vice Prefetto nella vita. Gli atti ed i documenti che ogni giorno della mia vita professionale vedo e lavoro, sono atti pubblici, trasparenti ed alla portata di tutti, come la mia stessa vita, senza ville ne auto di grossa cilindrata, alla mondanità preferisco l’intimità e la riservatezza della mia famiglia.
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In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut
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goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut

dovresti quotare l'articolo...a me sembra di avere letto...«Se capita salutami l’avvocato!..e soprattutto mi pare avere capito...che avrebbero voluto aiutarlo a sua insaputa per arrivare al padre (giudice tuccio) per per tentare di alleggerire le condizioni carcerarie a cui gli uomini della cosca erano costretto..
posta tutto l'artciolo e avremo le idee più chiare... :thumright
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
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goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut


ti riferisci a Tuccio?
...Imerti fa proprio il nome? :scrolleye:
se trovo l'articolo lo posto, son curiosa.
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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cozzina1 ha scritto:
goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut

dovresti quotare l'articolo...a me sembra di avere letto...«Se capita salutami l’avvocato!..e soprattutto mi pare avere capito...che avrebbero voluto aiutarlo a sua insaputa per arrivare al padre (giudice tuccio) per per tentare di alleggerire le condizioni carcerarie a cui gli uomini della cosca erano costretto..
posta tutto l'artciolo e avremo le idee più chiare... :thumright
io lo leggo ,on line si trova la sera,ognuno può leggerlo e fare le sue valutazioni...che possono essere diverse da quelle fatte dal ministero ...

ps...dopo il mutuo pagato a insaputa di scajola,la villa ristruutturata a sua insaputa a Bossi ,adesso anche i voti della cosca a ex assessore con annessa parentela a sua insaputa :fifi: :fifi:
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Mariotta ha scritto:
goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut


ti riferisci a Tuccio?
...Imerti fa proprio il nome? :scrolleye:
se trovo l'articolo lo posto, son curiosa.

http://www.ilquotidianoweb.it/news/regg ... merti.html" onclick="window.open(this.href);return false;

REGGIO CALABRIA - «Se capita salutami l’avvocato!... dici: “Ti saluta, ha detto che conosce molto bene il tuo papà”». La prova che l’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Reggio Calabria Luigi Tuccio sapesse che la cognata Bruna Nucera era sposata con Pasquale Condello junior, è contenuta nel decreto con il quale il ministro dell’Interno Paola Severino dispone il carcere duro per Nino Imerti, boss detenuto ad oltre un ventennio e cognato, a sua volta, di Condello. Una trentina di pagine nelle quali vengono spiegate le ragioni per le quali Imerti “nano feroce” deve andare al 41 bis. E tra le ragioni ci sono proprio i presunti rapporti tra gli Imerti-Condello e Tuccio figlio, “gancio” attraverso cui arrivare al padre, il giudice Luigi Tuccio, per tentare di alleggerire le condizioni carcerarie a cui gli uomini della cosca erano costretti. Nella relazione del Ministro c’è infatti un capitolo dedicato alla “Intenzione di coinvolgere soggetti esterni al circuito giudiziario per ottenere la scarcerazione”. Il 16 settembre del 2010 Nino Imerti e Pasquale Condello sono a colloquio con le rispettive mogli. «I quattro discutono dello stato di gravidanza di Giampiera Nucera, sorella di Bruna Francesca, che aveva intrattenuto una relazione con l’avvocato Luigi Tuccio».
Maggiori approfondimenti e ulteriori dettagli nell'edizione cartacea di oggi de Il Quotidiano della Calabria
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Mariotta ha scritto:
goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut


ti riferisci a Tuccio?
...Imerti fa proprio il nome? :scrolleye:
se trovo l'articolo lo posto, son curiosa.
non mi pare faccia il nome,ma discute chiamandolo avvocato, con riferimenti ai figli che ha con la sua compagna e riferimenti anche al padre dell'ex assessore
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Mariotta ha scritto:
Mariotta ha scritto:
goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut


ti riferisci a Tuccio?
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REGGIO CALABRIA - «Se capita salutami l’avvocato!... dici: “Ti saluta, ha detto che conosce molto bene il tuo papà”». La prova che l’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Reggio Calabria Luigi Tuccio sapesse che la cognata Bruna Nucera era sposata con Pasquale Condello junior, è contenuta nel decreto con il quale il ministro dell’Interno Paola Severino dispone il carcere duro per Nino Imerti, boss detenuto ad oltre un ventennio e cognato, a sua volta, di Condello. Una trentina di pagine nelle quali vengono spiegate le ragioni per le quali Imerti “nano feroce” deve andare al 41 bis. E tra le ragioni ci sono proprio i presunti rapporti tra gli Imerti-Condello e Tuccio figlio, “gancio” attraverso cui arrivare al padre, il giudice Luigi Tuccio, per tentare di alleggerire le condizioni carcerarie a cui gli uomini della cosca erano costretti. Nella relazione del Ministro c’è infatti un capitolo dedicato alla “Intenzione di coinvolgere soggetti esterni al circuito giudiziario per ottenere la scarcerazione”. Il 16 settembre del 2010 Nino Imerti e Pasquale Condello sono a colloquio con le rispettive mogli. «I quattro discutono dello stato di gravidanza di Giampiera Nucera, sorella di Bruna Francesca, che aveva intrattenuto una relazione con l’avvocato Luigi Tuccio».
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Mariotta ha scritto:
Mariotta ha scritto:
goldenboy ha scritto:In un'intercettazione, pubblicata oggi sul quotidiano, si sente il boss Imerti parlando con una congiunta ,mandare i saluti all'avvocato,riferendosi all'ex assessore :salut


ti riferisci a Tuccio?
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Mariotta ha scritto:

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Bandista!!! (affermazione che nel gioco della bandierina equivaleva a "non vale")

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Forse l'ex assessore Luigi Tuccio non è stato troppo sincero. Quando, con veemenza e passione,pur rassegnando le sue dimissioni, ha negato rotondamente di essere a conoscenza dei legami di parentela pesanti della propria compagna, Tuccio mentiva. Lo scrive oggi il Quotidiano di Calabria in un articolo di Giuseppe Baldessarro nel quale si legge: "la prova che l'ex assessore all'Urbanistica Luigi Tuccio sapesse che la cognata Bruna Nocera era sposata con Pasquale Condello junior è contenuta nel decreto con il quale il Ministero dell'Interno Paola Severino dispone il carcere per Nino Imerti, boss detenuto da oltre un ventennio e cognato, a sua volta, di Condello".

In quelle trenta pagine, di cui vengono pubblicati oggi ampi stralici, il Ministero spiega chiaramente come gli Imerti- Condello progettassero di utilizzare Tuccio figlio come "gancio" attraverso cui arrivare al padre, il giudice Luigi Tuccio, per tentare di alleggerire le condizioni carcerarie a cui gli uomini della cosca erano costretti. Nella relazione del Ministro c'è infatti un capitolo dedicato alla "Intenzione di coinvolgere soggetti esterni al circuito giudiziario per ottenere la scarcerazione".

Particolarmente significativa, una delle intercettazioni riportate oggi nel pezzo di Baldessarro. Il 16 settembre del 2010 Nino Imerti e Pasquale Condello sono a colloquio con le rispettive mogli. "I quattro discutono dello stato di gravidanza di Giampiera Nucera, sorella di Bruna, che aveva intrattenuto una relazione con l'avvocato Luigi Tuccio". Un'occasione che Nino Imerti, boss dell'area nord della città dello Stretto, in carcere ormai da un ventennio con una condanna all'ergastolo appena passata in giudicato, sembra non volersi fare sfuggire. Parlando con Bruna Nucera, le chiede " di porgere i propri saluti a Tuccio Luigi – si legge nelle intercettazioni riportate oggi dul Quotidiano della Calabria – aggiungendo di fargli presente che consceva suo padre.. ' che è sempre stata una brava persona.. nei processi.. no ma anche quando faceva i processi.. se poteva aiutare".

Nel prosieguo della conversazione, Imerti si preoccupa di sapere "sa pure che i voti glieli date a .. o non lo sa?". Tuccio – chiarisce il Quotidiano – pur essendo il coordinatore del Pdl cittadino non si è mai direttamente candidato, ma si legge nella relazione del Ministero " appare evidente la compartecipazione di Imerti nell'indirizzare il consenso elettorale a vantaggio del Tuccio, al fine di carpire la disponibilità verso un intervento a proprio favore".
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esiste un centimetro quadrato a reggio in cui la ndrangheta non abbia ancora affondato i suoi artigli?

altro che commissioni antimafia, qui servirebbe la Brigata Folgore ed il Battaglione San Marco per fare un pò di pulizia...
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Bruna Nocera: «Rinnegata dalle mie sorelle»


Abbiamo ricevuto questa lettera dalla signora Bruna Nocera. È la moglie del boss Pasquale Condello, nonché la sorella di Giampiera Nocera, compagna di Luigi Tuccio, ex assessore all'Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, dimessosi in seguito alla bufera politica scaturita dall'arresto di Giuseppa Cotroneo, madre delle due donne. Nella missiva, Bruna Nocera sostiene di non avere più alcun rapporto con le sue congiunte, che non avrebbero condiviso la sua decisione di sposare un esponente di una delle più pericolose famiglie della 'ndrangheta reggina. Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della lettera.

Egregio Direttore,
sono Bruna Nocera, moglie di Pasquale Condello, e scrivo dopo aver letto in queste settimane gli articoli apparsi sui quotidiani che hanno riguardato l’Assessore Luigi Tuccio, compagno di mia sorella Giampiera, in seguito al coinvolgimento di mia mamma, Giuseppa Cotroneo, nell’operazione “Lancio”, sulla cui posizione è stato svolto una specie di processo mediatico, condannandola a priori, prima ancora che un Tribunale si occupasse di stabilire la sua innocenza o la sua colpevolezza in ordine all’addebito mossole.
Ho deciso di “rompere il silenzio” e di rivolgermi a Voi affinché rendiate nota all’opinione pubblica quella che è la mia verità, al fine di evitare strumentalizzazioni di comportamenti o dichiarazioni che hanno involontariamente coinvolto soggetti con cui né io, né mio marito, né i suoi familiari abbiamo mai avuto alcun tipo di rapporto.
La scelta di fidanzarmi e sposare Pasquale Condello non è mai stata condivisa dai miei familiari, soprattutto dalle mie sorelle, che non hanno mai compreso la purezza dei miei sentimenti (ritenendo io che nella vita si possa sbagliare, ma anche girare pagina) ed hanno ferocemente criticato la mia decisione personale di continuare a seguire mio marito, nonostante la difficile situazione in cui si trova, esortandomi a divorziare per rifarmi una vita e, di fronte al mio diniego, recidendo qualsiasi rapporto con me.
A maggior ragione, non ho mai avuto contatti di alcun tipo con i mariti delle mie sorelle, né con i familiari degli stessi.
Sono stata letteralmente rinnegata dalle medesime.
E questa non è una giustificazione postuma poiché - per chi ha letto gli atti processuali dell’inchiesta “Lancio”- tutto ciò che sto dichiarando può essere agevolmente accertato, risultando dall’attività di captazione la frattura familiare creatasi con me.
Tali dissidi familiari mi avevano esasperata a tal punto da indurmi a cercare una nuova dimora, allontanandomi dall’abitazione materna.
La mia unica colpa è quella di non aver avuto il coraggio e la sincerità di rivelare a mio marito (o ai suoi congiunti), durante i colloqui in carcere, a cui si riferiscono gli organi di stampa, del mio dramma personale di essere stata ripudiata dalle mie sorelle e ferita profondamente dalla loro condanna, per una mia scelta di vita, a mio giudizio insindacabile, fingendo (al fine di evitare che si insinuassero sensi di colpa nell’animo già provato dalla detenzione ventennale di mio marito) un’unione con queste ultime, che in realtà non è mai esistita.
Ricordo una famosa canzone di Fabrizio De Andrè: “Dal letame nascono i fiori, dai diamanti non nasce nulla!!”
Grazie per l’attenzione
Bruna Nocera



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goldenboy ha scritto:http://www.corrieredellacalabria.it/sto ... e_sorelle/


Bruna Nocera: «Rinnegata dalle mie sorelle»


Abbiamo ricevuto questa lettera dalla signora Bruna Nocera. È la moglie del boss Pasquale Condello, nonché la sorella di Giampiera Nocera, compagna di Luigi Tuccio, ex assessore all'Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, dimessosi in seguito alla bufera politica scaturita dall'arresto di Giuseppa Cotroneo, madre delle due donne. Nella missiva, Bruna Nocera sostiene di non avere più alcun rapporto con le sue congiunte, che non avrebbero condiviso la sua decisione di sposare un esponente di una delle più pericolose famiglie della 'ndrangheta reggina. Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della lettera.

Egregio Direttore,
sono Bruna Nocera, moglie di Pasquale Condello, e scrivo dopo aver letto in queste settimane gli articoli apparsi sui quotidiani che hanno riguardato l’Assessore Luigi Tuccio, compagno di mia sorella Giampiera, in seguito al coinvolgimento di mia mamma, Giuseppa Cotroneo, nell’operazione “Lancio”, sulla cui posizione è stato svolto una specie di processo mediatico, condannandola a priori, prima ancora che un Tribunale si occupasse di stabilire la sua innocenza o la sua colpevolezza in ordine all’addebito mossole.
Ho deciso di “rompere il silenzio” e di rivolgermi a Voi affinché rendiate nota all’opinione pubblica quella che è la mia verità, al fine di evitare strumentalizzazioni di comportamenti o dichiarazioni che hanno involontariamente coinvolto soggetti con cui né io, né mio marito, né i suoi familiari abbiamo mai avuto alcun tipo di rapporto.
La scelta di fidanzarmi e sposare Pasquale Condello non è mai stata condivisa dai miei familiari, soprattutto dalle mie sorelle, che non hanno mai compreso la purezza dei miei sentimenti (ritenendo io che nella vita si possa sbagliare, ma anche girare pagina) ed hanno ferocemente criticato la mia decisione personale di continuare a seguire mio marito, nonostante la difficile situazione in cui si trova, esortandomi a divorziare per rifarmi una vita e, di fronte al mio diniego, recidendo qualsiasi rapporto con me.
A maggior ragione, non ho mai avuto contatti di alcun tipo con i mariti delle mie sorelle, né con i familiari degli stessi.
Sono stata letteralmente rinnegata dalle medesime.
E questa non è una giustificazione postuma poiché - per chi ha letto gli atti processuali dell’inchiesta “Lancio”- tutto ciò che sto dichiarando può essere agevolmente accertato, risultando dall’attività di captazione la frattura familiare creatasi con me.
Tali dissidi familiari mi avevano esasperata a tal punto da indurmi a cercare una nuova dimora, allontanandomi dall’abitazione materna.
La mia unica colpa è quella di non aver avuto il coraggio e la sincerità di rivelare a mio marito (o ai suoi congiunti), durante i colloqui in carcere, a cui si riferiscono gli organi di stampa, del mio dramma personale di essere stata ripudiata dalle mie sorelle e ferita profondamente dalla loro condanna, per una mia scelta di vita, a mio giudizio insindacabile, fingendo (al fine di evitare che si insinuassero sensi di colpa nell’animo già provato dalla detenzione ventennale di mio marito) un’unione con queste ultime, che in realtà non è mai esistita.
Ricordo una famosa canzone di Fabrizio De Andrè: “Dal letame nascono i fiori, dai diamanti non nasce nulla!!”
Grazie per l’attenzione
Bruna Nocera



Ormai è tipo beautiful

ci crediamo o no?e tutte le feste comandate insieme? e i rapporti di sangue indissolubili ?dai l'avrà fatto per salvaguardare l'onorabilità della sorella e del "cognato"....la verità a mio giudizio è conosciuta solo dagli attori..ma il regista può cambiare le scene di volta in volta..
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
Cesare Beccaria
un giorno senza un sorriso è un giorno perso(C.Chaplin)
doddi
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goldenboy ha scritto:http://www.corrieredellacalabria.it/sto ... e_sorelle/


Bruna Nocera: «Rinnegata dalle mie sorelle»


Abbiamo ricevuto questa lettera dalla signora Bruna Nocera. È la moglie del boss Pasquale Condello, nonché la sorella di Giampiera Nocera, compagna di Luigi Tuccio, ex assessore all'Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, dimessosi in seguito alla bufera politica scaturita dall'arresto di Giuseppa Cotroneo, madre delle due donne. Nella missiva, Bruna Nocera sostiene di non avere più alcun rapporto con le sue congiunte, che non avrebbero condiviso la sua decisione di sposare un esponente di una delle più pericolose famiglie della 'ndrangheta reggina. Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della lettera.

Egregio Direttore,
sono Bruna Nocera, moglie di Pasquale Condello, e scrivo dopo aver letto in queste settimane gli articoli apparsi sui quotidiani che hanno riguardato l’Assessore Luigi Tuccio, compagno di mia sorella Giampiera, in seguito al coinvolgimento di mia mamma, Giuseppa Cotroneo, nell’operazione “Lancio”, sulla cui posizione è stato svolto una specie di processo mediatico, condannandola a priori, prima ancora che un Tribunale si occupasse di stabilire la sua innocenza o la sua colpevolezza in ordine all’addebito mossole.
Ho deciso di “rompere il silenzio” e di rivolgermi a Voi affinché rendiate nota all’opinione pubblica quella che è la mia verità, al fine di evitare strumentalizzazioni di comportamenti o dichiarazioni che hanno involontariamente coinvolto soggetti con cui né io, né mio marito, né i suoi familiari abbiamo mai avuto alcun tipo di rapporto.
La scelta di fidanzarmi e sposare Pasquale Condello non è mai stata condivisa dai miei familiari, soprattutto dalle mie sorelle, che non hanno mai compreso la purezza dei miei sentimenti (ritenendo io che nella vita si possa sbagliare, ma anche girare pagina) ed hanno ferocemente criticato la mia decisione personale di continuare a seguire mio marito, nonostante la difficile situazione in cui si trova, esortandomi a divorziare per rifarmi una vita e, di fronte al mio diniego, recidendo qualsiasi rapporto con me.
A maggior ragione, non ho mai avuto contatti di alcun tipo con i mariti delle mie sorelle, né con i familiari degli stessi.
Sono stata letteralmente rinnegata dalle medesime.
E questa non è una giustificazione postuma poiché - per chi ha letto gli atti processuali dell’inchiesta “Lancio”- tutto ciò che sto dichiarando può essere agevolmente accertato, risultando dall’attività di captazione la frattura familiare creatasi con me.
Tali dissidi familiari mi avevano esasperata a tal punto da indurmi a cercare una nuova dimora, allontanandomi dall’abitazione materna.
La mia unica colpa è quella di non aver avuto il coraggio e la sincerità di rivelare a mio marito (o ai suoi congiunti), durante i colloqui in carcere, a cui si riferiscono gli organi di stampa, del mio dramma personale di essere stata ripudiata dalle mie sorelle e ferita profondamente dalla loro condanna, per una mia scelta di vita, a mio giudizio insindacabile, fingendo (al fine di evitare che si insinuassero sensi di colpa nell’animo già provato dalla detenzione ventennale di mio marito) un’unione con queste ultime, che in realtà non è mai esistita.
Ricordo una famosa canzone di Fabrizio De Andrè: “Dal letame nascono i fiori, dai diamanti non nasce nulla!!”
Grazie per l’attenzione
Bruna Nocera



Ormai è tipo beautiful
Agli sciacalli non si dovrebbe neppure rispondere quando si và sulle cose personali, ma siccome non si fermano neppure davanti ai cadaveri la discesa verso l'indecenza fà diventare tutto surreale, incluse le risposte che mettono sulla pubblica piazza vicende che alla piazza non dovrebbero neppure interessare visto che riguardano la sfera personale.
Schifo.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Iscritto il: 11/05/2011, 13:59

doddi ha scritto:

Agli sciacalli non si dovrebbe neppure rispondere quando si và sulle cose personali, ma siccome non si fermano neppure davanti ai cadaveri la discesa verso l'indecenza fà diventare tutto surreale, incluse le risposte che mettono sulla pubblica piazza vicende che alla piazza non dovrebbero neppure interessare visto che riguardano la sfera personale.
Schifo.

Un aiutino? Una vocale? Due consonanti?
1.Chi sono gli sciacalli?
2. Di quali cadaveri si parla?
3. Dove finisce la sfera personale e dove inizia quella pubblica.
4. l'una esclude l'altra?
5. Chi stabilisce a cosa devo stare attento?
6. Domanda a piacere.
:salut
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi
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