Non siamo un partito di plastica!

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UnVeroTifoso
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"Più di un milione di tesserati", "Un successo incredibile", "La prova che non siamo un partito di plastica", "La gente è sempre più orgogliosa di militare nel nostro partito", "Un risultato straordinario", "Risposta all'antipolitica", "Grande successo dei congressi", "Straordinariamente bello". I vertici Pdl continuano a celebrare con grande enfasi la "nuova fase" del partito fondato da Silvio Berlusconi. E tra congressi e tesseramenti, credo sia giunto il momento di fare un piccolo riepilogo degli ultimi "successi" targati Angelino Alfano e da tutto il "Partito degli Onesti" ...

1. Vicenza, indagano i carabinieri: copia-incolla dagli elenchi dei cacciatori, cittadini iscritti al Pdl a loro insaputa. Tra le 16 mila tessere racchiuse in due 24 ore spuntano fuori iscritti alla Lega, a Rifondazione Comunista e persino cittadini defunti.

2. Savona, iscritti al partito "nomi che non c'entrano nulla con il Pdl", tantissime "famiglie popolari di Albenga", e persino dei consiglieri comunali del Pd.

3. Bari, Digos nella sede del partito, scoperte 139 tessere intestate a ignari cittadini. C'è pure una militante del Partito Democratico.

4. Treviso, valanga di tessere fasulle, ancora copia-incolla da liste venatorie, vengono tesserati esponenti di Lega, Udc, Fli, persino un maresciallo dei carabinieri: che per legge non potrebbe iscriversi ad alcun partito.

5. Brescia, indaga una commissione. Tessera Pdl ad una iscritta al Partito Democratico.

6. Brianza, i carabinieri sentono la coordinatrice del Pdl locale, centinaia di iscritti senza averne fatto richiesta, tra cui minorenni, allettati, malati, dipendenti di politici tesserati in blocco.

7. Salerno, sequestrate 26 mila tessere, indagano i magistrati dell'antimafia. Iscritti persino i morti.

8. Milano, si mobilita il Cepu, che ordina ai propri dipendenti: "Iscrivetevi al Pdl".

9. Modena, l'ombra della Camorra dietro un boom di tessere definito "allarmante". Il Pdl manda immediatamente un commissario ad indagare: Denis Verdini.

E ultimissima:

10. L'Aquila, per il congresso il partito fa arrivare da Sulmona 3 pullman pieni di dipendenti di un call center riconducibile all'Onorevole Pdl Sabatino Aracu. "Persone portate sia per fare numero" - denuncia il segretario regionale Ugl Peretti - "sia per votare, visto che qualcuno ha pagato loro le tessere ... una cosa così squallida non l'ho mai vista".

http://nonleggerlo.blogspot.com/2012/02 ... falso.html" onclick="window.open(this.href);return false;



Però almeno ci salvano dal pericolo comunista! :yaho: :yaho: :yaho: :yaho:
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
(Nicola Giunta)
doddi
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Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri, i vari scandali alle primarie non sono poi così lontani nel tempo.
Qua siamo davanti, a quanto pare, a degli sprovveduti con poca esperienza in materia :fifi:

Comunque c'è mi si mori :mrgreen:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri, i vari scandali alle primarie non sono poi così lontani nel tempo.
Qua siamo davanti, a quanto pare, a degli sprovveduti con poca esperienza in materia :fifi:

Comunque c'è mi si mori :mrgreen:

Per votare alle primarie del csx non occorre avere schede di partito. :wink Credo questo sia ben più grave...

Sul "c'è mi si mori" concordo. :mrgreen:
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
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doddi
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UnVeroTifoso ha scritto:
doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri, i vari scandali alle primarie non sono poi così lontani nel tempo.
Qua siamo davanti, a quanto pare, a degli sprovveduti con poca esperienza in materia :fifi:

Comunque c'è mi si mori :mrgreen:

Per votare alle primarie del csx non occorre avere schede di partito. :wink Credo questo sia ben più grave...

Sul "c'è mi si mori" concordo. :mrgreen:
Si giusto, non è questione di tessere ma di voti farlocchi per stabilire i candidati, e nonostante tutto perdono uguale facendosi spesso sgamare.

Sul "c'è mi si mori" rilancio all'infinito però, non si sà più dove si deve arrivare :lol: :lol:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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divertente!!!

uvt, ma da una banda di delinquenti e corrotti cosa ti aspettavi??? :D
del resto 4 tessere false è robetta in paragone a quello che combina il padrone
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UnVeroTifoso ha scritto:"Più di un milione di tesserati", "Un successo incredibile", "La prova che non siamo un partito di plastica", "La gente è sempre più orgogliosa di militare nel nostro partito", "Un risultato straordinario", "Risposta all'antipolitica", "Grande successo dei congressi", "Straordinariamente bello". I vertici Pdl continuano a celebrare con grande enfasi la "nuova fase" del partito fondato da Silvio Berlusconi. E tra congressi e tesseramenti, credo sia giunto il momento di fare un piccolo riepilogo degli ultimi "successi" targati Angelino Alfano e da tutto il "Partito degli Onesti" ...

1. Vicenza, indagano i carabinieri: copia-incolla dagli elenchi dei cacciatori, cittadini iscritti al Pdl a loro insaputa. Tra le 16 mila tessere racchiuse in due 24 ore spuntano fuori iscritti alla Lega, a Rifondazione Comunista e persino cittadini defunti.

2. Savona, iscritti al partito "nomi che non c'entrano nulla con il Pdl", tantissime "famiglie popolari di Albenga", e persino dei consiglieri comunali del Pd.

3. Bari, Digos nella sede del partito, scoperte 139 tessere intestate a ignari cittadini. C'è pure una militante del Partito Democratico.

4. Treviso, valanga di tessere fasulle, ancora copia-incolla da liste venatorie, vengono tesserati esponenti di Lega, Udc, Fli, persino un maresciallo dei carabinieri: che per legge non potrebbe iscriversi ad alcun partito.

5. Brescia, indaga una commissione. Tessera Pdl ad una iscritta al Partito Democratico.

6. Brianza, i carabinieri sentono la coordinatrice del Pdl locale, centinaia di iscritti senza averne fatto richiesta, tra cui minorenni, allettati, malati, dipendenti di politici tesserati in blocco.

7. Salerno, sequestrate 26 mila tessere, indagano i magistrati dell'antimafia. Iscritti persino i morti.

8. Milano, si mobilita il Cepu, che ordina ai propri dipendenti: "Iscrivetevi al Pdl".

9. Modena, l'ombra della Camorra dietro un boom di tessere definito "allarmante". Il Pdl manda immediatamente un commissario ad indagare: Denis Verdini.

E ultimissima:

10. L'Aquila, per il congresso il partito fa arrivare da Sulmona 3 pullman pieni di dipendenti di un call center riconducibile all'Onorevole Pdl Sabatino Aracu. "Persone portate sia per fare numero" - denuncia il segretario regionale Ugl Peretti - "sia per votare, visto che qualcuno ha pagato loro le tessere ... una cosa così squallida non l'ho mai vista".

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Però almeno ci salvano dal pericolo comunista! :yaho: :yaho: :yaho: :yaho:


mi hai fatto morire dalle risate spero solo al condono
a reggio calabria del comunismo è rimasto solo il pcl

la speranza vera ma misera rimane il 5 stelle !
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OronzoPugliese
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doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri

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:beer:
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doddi
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OronzoPugliese ha scritto:
doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri

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:beer:
Devo linkarti qualcosa o rimini da solo nella caddhara per cercare i dati? :fifi:
A parte il fatto che non ho giustificato nulla e nessuno, coma avrai certamente avuto modo di leggere.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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PersonaggiGli scomparsi del Pdldi Marco Esposito Chi s'infuria perché non ha più nemmeno un ufficio. Chi piange perché non riesce a parlare con Silvio. Chi elemosina interviste e comparsate in televisione. Chi gira nei paesi di provincia a presentare il suo libro. Viaggio tragicomico tra gli ex ministri di Berlusconi che da quasi quattro mesi sono rimasti a spasso
(13 marzo 2012) Non riesce proprio a farsene una ragione. Eppure glielo hanno detto in tutti i modi. Ma Renato Brunetta, ex ministro per la Pubblica Amministrazione, non si dà pace: lui, nel cuore, si considera ancora un ministro della Repubblica. Il governo dei tecnici? Gente senza mandato elettorale, poco meno di meri usurpatori. Così in Parlamento lo si vede ancora oggi andare in giro per le commissioni con enormi e inutili faldoni accatastati l'uno sull'altro, come quando era ministro. Molto nervoso (pochi giorni fa, in commissione alla Camera, è stato autore di un'incredibile sceneggiata contro i suoi successori), soffre ancora di più nel vedere sfilare l'odiato ex collega Giulio Tremonti in tivù a presentare il suo nuovo libro che occhieggia a sinistra.

Ma non c'è solo Brunetta, naturalmente. Buona parte della classe dirigente del Pdl ha vissuto malissimo il trasloco dai palazzi del potere. Nei corridoi, 'off record,' ti parlano di crisi isteriche, di depressioni e di calmanti. Tutto smentito, ovviamente, nelle dichiarazioni ufficiali. Vediamo comunque com'è la situazione.

Maria Stella in cerca di sgabuzzino
Il primo dramma vissuto dagli ex ministri è stato logistico. Dopo tre anni di legislatura, quasi tutti gli altri uffici in centro (compresi quelli alla sede del Pdl in Via Dell'Umiltà) erano già occupati. Un bel problema per il povero Angelino Alfano, che è stato subissato da continue richieste da parte degli ex ministri in cerca di una stanza o almeno di uno sgabuzzino in cui ricevere i propri fedelissimi. Tra i più pressanti, si segnala Maria Stella Gelmini. L'ex ministro dell'istruzione, cessata dalla carica e senza una stanza, era inconsolabile. Per tenerla buona Alfano si è dovuto inventare il ruolo di "responsabile della Task force per le amministrative" per il Popolo delle Liberta. Il risultato? Ora nelle varie riunioni Angelino è accompagnato dalla Gelmini, che ha guadagnato sì l'agognata stanza in via dell' Umiltà, ma ha anche la non rosea prospettiva di vedersi corresponsabile del probabile tracollo pidiellino alle prossime amministrative.

Stefania si sente abbandonata
Un altro grave problema è quello dei rapporti col Capo. Quando era al governo, Berlusconi non negava mai una telefonata a nessuno. Adesso è sparito. Stefania Prestigiacomo, l'ex ministro dell'Ambiente, ci è rimasta malissimo. E, appena un mese dopo la nascita del governo Monti, in occasione del vertice europeo del Ppe a Marsiglia, in pieno panico per assenza di comunicazioni con Silvio, si è presentata al vertice dei leader, urlando il nome dell'ex presidente del consiglio per attirarne l'attenzione. Attonito, Berlusconi ha infranto tutti i protocolli della cerimonia per fare dietrofront e dirigersi verso l'ex ministro che ha potuto finalmente parlargli.

Quanti voti ha Romani?
Il problema è che alcuni ex ministri avevano la loro legittimazione nel rapporto e nella fedeltà verso il Cavaliere, ma di voti ne hanno pochini. Per questo motivo, le pressioni per incontrare Berlusconi sono fortissime. Le poche volte che va in Via dell'Umiltà il Presidente si barrica nella sua stanza con mezzo partito che bivacca in corridoio nell'attesa di poterlo 'casualmente' incontrare. Per esempio Paolo Romani, fedelissimo dell'ex premier, ha esercitato delle forti pressioni per creare nel partito «il tavolo delle liberalizzazioni». Risultato? Due- tre incontri irrilevanti dal punto di vista politico, e il commissariamento del partito in Brianza e Monza, dove il congresso rischiava di mettersi male per l'ex ministro dello Sviluppo economico.

Michela Vittoria l'imbucata
Un capitolo a parte merita Michela Vittoria Brambilla. Mai persona fu meno sopportata all'interno del proprio partito. Caduto il governo, Brambilla è riuscita a convincere Silvio a farsi nominare "Responsabile nazionale delle iniziative movimentiste del Popolo delle libertà". Appena ottenuta la stanza, ne ha fatto cambiare tutto l'arredamento: quadri, mobili, tappeti, nulla ha resistito alla fsua furia. Poi ha deciso di puntare il suo futuro politico tutto sugli animali, di cui è come noto appassionata: «Ogni volta che riesce a parlare con Berlusconi gli fa una testa così», raccontano allargando le braccia nel Pdl. E, a quanto pare, in vista delle amministrative è riuscita a convincere il Cavaliere a investire una discreta somma in una lista animalista di centro destra. La sua ultima peripezia riguarda il congresso di Lecco. Non essendo riuscita nemmeno a trovare un numero sufficiente di persone disposte a presentarsi nella sua lista, Michele Vittoria è corsa da Berlusconi per chiedere aiuto. Non riuscendo a farsi ricevere, raccontano che si sia "imbucata" nel summit tra Berlusconi e i candidati alle amministrative che si è tenuto a Villa Gernetto, materializzandosi a tavola, tra lo stupore dei presenti. L'obiettivo? Chiedere l'annullamento del congresso che l'avrebbe vista incapace anche di gareggiare. La patata bollente, scaricata sul tavolo di Alfano, si è per ora risolta con un rinvio, mentre la rossa pasionaria di Forza Italia ha creato l'associazione "Forza Lecco", riuscendo a raccogliere tutti gli sfottò della Rete. ?



Capezzone non pervenuto
Non pervenuto, invece , il portavoce del partito Daniele Capezzone. Nessuno lo vede e nessuno lo sente. In passato era solito invadere schermi televisivi e monitor d'agenzia. Oggi non dichiara quasi più, e quando lo fa al massimo lo riprende il sito ufficiale del partito. Ex segretario dei Radicali, ex presidente di commissione in quota centrosinistra, non è mai stato realmente accettato, non si è mai realmente integrato. Così ora la sua carica, fa gola a molti. Nei corridoi di via dell'Umiltà si racconta di una sfida a colpi di visite ad Arcore tra Laura Ravetto e la sempre presente Brambilla. ?

Quelli del citofono
Poi ci sono 'quelli del citofono', come li hanno soprannominati i cinici giornalisti romani: «Te stanno sempre a chiamà, se fai uno squillo te citofonano subito, stanno qua sotto ad aspetta'». Abituati a schiere di giornalisti in attesa di una qualsiasi dichiarazione, ora sono dimenticati da tutti e questuano visibilità sui media. Chi sono? I vari Cicchitto, Gasparri, La Russa e altri ancora. Già poco dopo la caduta del governo avevano capito come sarebbe andata a finire e lo scorso Natale hanno invaso con enormi cesti di regalie le redazioni delle trasmissioni tv. Ma in molti casi senza successo: «Non è più possibile avere certi politici in trasmissione», ti spiegano gli autori dei talk show: «Solo ospitarli invecchia enormemente la trasmissione, sembrano usciti dal passato». ?

Mara contro Barbara
Una che invece in tivù riesce ad andarci ancora, complice la bella presenza e gli antichi pettegolezzi, è Mara Carfagna. Lei sta cercando di sopravvivere al Cavaliere proponendosi come paladina dell'emancipazione femminile e riempie Internet con i suoi tweet in merito (memorabili quelli dall'Onu durante una sessione sulla condizione delle donne nel mondo). Ma ha qulche problema di lotti correntizie nella sua Campania e mal digerisce il fatto che il ruolo di Responsabile nazionale del Settore Pari Opportunità del partito continui a essere ricoperto da Barbara Saltamartini, un'ex di An che - al contrario di Mara, passata direttamente da Magalli al Parlamento - è politicamente cresciuta sul territorio battagliando nei quartieri di Roma.??

E Meloni sfotte Alemanno
A proposito di An e di Roma, c'è anche una ex che dice di non avere nostalgia del Palazzo: è Giorgia Meloni, l'ex ragazza nera della Garbatella che per tre anni è stata ministro della Gioventù. In questi giorni Meloni va su e giù per l'Italia a presentare il suo nuovo libro, "Noi Crediamo", senza disdegnare i centri minori: mercoledì sera ad esempio era a Fondi, provincia di Latina, il giorno dopo stava al Social Tennis Club di Cava de' Tirreni. A chi le ha suggerito di sfidare Gianni Alemanno nelle primarie per la candidatura a sindaco di Roma, la Meloni ha risposto con un sms divenuto di pubblico dominio e già di culto: «Dopo cinque anni di Alemanno non vinceremmo neanche candidando Gesù Bambino». Almeno lei riesce a riderci su.

http://espresso.repubblica.it/go?page=h ... %2f2176324" onclick="window.open(this.href);return false;
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reggino ha scritto:Commenta

PersonaggiGli scomparsi del Pdldi Marco Esposito Chi s'infuria perché non ha più nemmeno un ufficio. Chi piange perché non riesce a parlare con Silvio. Chi elemosina interviste e comparsate in televisione. Chi gira nei paesi di provincia a presentare il suo libro. Viaggio tragicomico tra gli ex ministri di Berlusconi che da quasi quattro mesi sono rimasti a spasso
(13 marzo 2012) Non riesce proprio a farsene una ragione. Eppure glielo hanno detto in tutti i modi. Ma Renato Brunetta, ex ministro per la Pubblica Amministrazione, non si dà pace: lui, nel cuore, si considera ancora un ministro della Repubblica. Il governo dei tecnici? Gente senza mandato elettorale, poco meno di meri usurpatori. Così in Parlamento lo si vede ancora oggi andare in giro per le commissioni con enormi e inutili faldoni accatastati l'uno sull'altro, come quando era ministro. Molto nervoso (pochi giorni fa, in commissione alla Camera, è stato autore di un'incredibile sceneggiata contro i suoi successori), soffre ancora di più nel vedere sfilare l'odiato ex collega Giulio Tremonti in tivù a presentare il suo nuovo libro che occhieggia a sinistra.

Ma non c'è solo Brunetta, naturalmente. Buona parte della classe dirigente del Pdl ha vissuto malissimo il trasloco dai palazzi del potere. Nei corridoi, 'off record,' ti parlano di crisi isteriche, di depressioni e di calmanti. Tutto smentito, ovviamente, nelle dichiarazioni ufficiali. Vediamo comunque com'è la situazione.

Maria Stella in cerca di sgabuzzino
Il primo dramma vissuto dagli ex ministri è stato logistico. Dopo tre anni di legislatura, quasi tutti gli altri uffici in centro (compresi quelli alla sede del Pdl in Via Dell'Umiltà) erano già occupati. Un bel problema per il povero Angelino Alfano, che è stato subissato da continue richieste da parte degli ex ministri in cerca di una stanza o almeno di uno sgabuzzino in cui ricevere i propri fedelissimi. Tra i più pressanti, si segnala Maria Stella Gelmini. L'ex ministro dell'istruzione, cessata dalla carica e senza una stanza, era inconsolabile. Per tenerla buona Alfano si è dovuto inventare il ruolo di "responsabile della Task force per le amministrative" per il Popolo delle Liberta. Il risultato? Ora nelle varie riunioni Angelino è accompagnato dalla Gelmini, che ha guadagnato sì l'agognata stanza in via dell' Umiltà, ma ha anche la non rosea prospettiva di vedersi corresponsabile del probabile tracollo pidiellino alle prossime amministrative.

Stefania si sente abbandonata
Un altro grave problema è quello dei rapporti col Capo. Quando era al governo, Berlusconi non negava mai una telefonata a nessuno. Adesso è sparito. Stefania Prestigiacomo, l'ex ministro dell'Ambiente, ci è rimasta malissimo. E, appena un mese dopo la nascita del governo Monti, in occasione del vertice europeo del Ppe a Marsiglia, in pieno panico per assenza di comunicazioni con Silvio, si è presentata al vertice dei leader, urlando il nome dell'ex presidente del consiglio per attirarne l'attenzione. Attonito, Berlusconi ha infranto tutti i protocolli della cerimonia per fare dietrofront e dirigersi verso l'ex ministro che ha potuto finalmente parlargli.

Quanti voti ha Romani?
Il problema è che alcuni ex ministri avevano la loro legittimazione nel rapporto e nella fedeltà verso il Cavaliere, ma di voti ne hanno pochini. Per questo motivo, le pressioni per incontrare Berlusconi sono fortissime. Le poche volte che va in Via dell'Umiltà il Presidente si barrica nella sua stanza con mezzo partito che bivacca in corridoio nell'attesa di poterlo 'casualmente' incontrare. Per esempio Paolo Romani, fedelissimo dell'ex premier, ha esercitato delle forti pressioni per creare nel partito «il tavolo delle liberalizzazioni». Risultato? Due- tre incontri irrilevanti dal punto di vista politico, e il commissariamento del partito in Brianza e Monza, dove il congresso rischiava di mettersi male per l'ex ministro dello Sviluppo economico.

Michela Vittoria l'imbucata
Un capitolo a parte merita Michela Vittoria Brambilla. Mai persona fu meno sopportata all'interno del proprio partito. Caduto il governo, Brambilla è riuscita a convincere Silvio a farsi nominare "Responsabile nazionale delle iniziative movimentiste del Popolo delle libertà". Appena ottenuta la stanza, ne ha fatto cambiare tutto l'arredamento: quadri, mobili, tappeti, nulla ha resistito alla fsua furia. Poi ha deciso di puntare il suo futuro politico tutto sugli animali, di cui è come noto appassionata: «Ogni volta che riesce a parlare con Berlusconi gli fa una testa così», raccontano allargando le braccia nel Pdl. E, a quanto pare, in vista delle amministrative è riuscita a convincere il Cavaliere a investire una discreta somma in una lista animalista di centro destra. La sua ultima peripezia riguarda il congresso di Lecco. Non essendo riuscita nemmeno a trovare un numero sufficiente di persone disposte a presentarsi nella sua lista, Michele Vittoria è corsa da Berlusconi per chiedere aiuto. Non riuscendo a farsi ricevere, raccontano che si sia "imbucata" nel summit tra Berlusconi e i candidati alle amministrative che si è tenuto a Villa Gernetto, materializzandosi a tavola, tra lo stupore dei presenti. L'obiettivo? Chiedere l'annullamento del congresso che l'avrebbe vista incapace anche di gareggiare. La patata bollente, scaricata sul tavolo di Alfano, si è per ora risolta con un rinvio, mentre la rossa pasionaria di Forza Italia ha creato l'associazione "Forza Lecco", riuscendo a raccogliere tutti gli sfottò della Rete. ?



Capezzone non pervenuto
Non pervenuto, invece , il portavoce del partito Daniele Capezzone. Nessuno lo vede e nessuno lo sente. In passato era solito invadere schermi televisivi e monitor d'agenzia. Oggi non dichiara quasi più, e quando lo fa al massimo lo riprende il sito ufficiale del partito. Ex segretario dei Radicali, ex presidente di commissione in quota centrosinistra, non è mai stato realmente accettato, non si è mai realmente integrato. Così ora la sua carica, fa gola a molti. Nei corridoi di via dell'Umiltà si racconta di una sfida a colpi di visite ad Arcore tra Laura Ravetto e la sempre presente Brambilla. ?

Quelli del citofono
Poi ci sono 'quelli del citofono', come li hanno soprannominati i cinici giornalisti romani: «Te stanno sempre a chiamà, se fai uno squillo te citofonano subito, stanno qua sotto ad aspetta'». Abituati a schiere di giornalisti in attesa di una qualsiasi dichiarazione, ora sono dimenticati da tutti e questuano visibilità sui media. Chi sono? I vari Cicchitto, Gasparri, La Russa e altri ancora. Già poco dopo la caduta del governo avevano capito come sarebbe andata a finire e lo scorso Natale hanno invaso con enormi cesti di regalie le redazioni delle trasmissioni tv. Ma in molti casi senza successo: «Non è più possibile avere certi politici in trasmissione», ti spiegano gli autori dei talk show: «Solo ospitarli invecchia enormemente la trasmissione, sembrano usciti dal passato». ?

Mara contro Barbara
Una che invece in tivù riesce ad andarci ancora, complice la bella presenza e gli antichi pettegolezzi, è Mara Carfagna. Lei sta cercando di sopravvivere al Cavaliere proponendosi come paladina dell'emancipazione femminile e riempie Internet con i suoi tweet in merito (memorabili quelli dall'Onu durante una sessione sulla condizione delle donne nel mondo). Ma ha qulche problema di lotti correntizie nella sua Campania e mal digerisce il fatto che il ruolo di Responsabile nazionale del Settore Pari Opportunità del partito continui a essere ricoperto da Barbara Saltamartini, un'ex di An che - al contrario di Mara, passata direttamente da Magalli al Parlamento - è politicamente cresciuta sul territorio battagliando nei quartieri di Roma.??

E Meloni sfotte Alemanno
A proposito di An e di Roma, c'è anche una ex che dice di non avere nostalgia del Palazzo: è Giorgia Meloni, l'ex ragazza nera della Garbatella che per tre anni è stata ministro della Gioventù. In questi giorni Meloni va su e giù per l'Italia a presentare il suo nuovo libro, "Noi Crediamo", senza disdegnare i centri minori: mercoledì sera ad esempio era a Fondi, provincia di Latina, il giorno dopo stava al Social Tennis Club di Cava de' Tirreni. A chi le ha suggerito di sfidare Gianni Alemanno nelle primarie per la candidatura a sindaco di Roma, la Meloni ha risposto con un sms divenuto di pubblico dominio e già di culto: «Dopo cinque anni di Alemanno non vinceremmo neanche candidando Gesù Bambino». Almeno lei riesce a riderci su.

http://espresso.repubblica.it/go?page=h ... %2f2176324" onclick="window.open(this.href);return false;
grazie a questo articolo ho ricordato in maniera simpatica e importante (alla foti)i vecchi ministri e uomini /donne di spicco del pdl ....grazie... :thumright
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
Cesare Beccaria
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reggino ha scritto: .......................
http://espresso.repubblica.it/go?page=h ... %2f2176324" onclick="window.open(this.href);return false;
Maria Stella in cerca di sgabuzzino...... :o.o: :o.o: :o.o: :o.o:
Renato Brunetta..........
Angelino Alfano........
Stefania Prestigiacomo... :oo: :oo:
Romani...
Michela Vittoria... :o.o: :o.o: :o.o: :o.o:
Capezzone ....
Laura Ravetto....... :o.o: :o.o: :o.o: :o.o:
Cicchitto...
Gasparri......
La Russa
Mara..... :o.o: :o.o: :o.o: :o.o: :o.o:
Barbara....... :o.o: :o.o: :o.o: :o.o: :o.o:
Meloni............. :oo:
Alemanno ..........

Al momento, stando all'articolo, l'unica alla quale il segretario del presidente ha concesso qualcosa per poter continuare la sua meritoria opera
è stata la mariastell.
I complimenti a lei per le indiscusse e intercettate (pare) capacità dimostrate sono dovute.


A proposito!! ....Noto che la Santanchè se la sono dimenticata.
Chissa perchè :scratch
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
mohammed
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doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri, i vari scandali alle primarie non sono poi così lontani nel tempo.
Qua siamo davanti, a quanto pare, a degli sprovveduti con poca esperienza in materia :fifi:

Comunque c'è mi si mori :mrgreen:
e u discursu ru "benaltrismo" tu spirdisti?
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
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mohammed ha scritto:
doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri, i vari scandali alle primarie non sono poi così lontani nel tempo.
Qua siamo davanti, a quanto pare, a degli sprovveduti con poca esperienza in materia :fifi:

Comunque c'è mi si mori :mrgreen:
e u discursu ru "benaltrismo" tu spirdisti?

33,33% di benaltrismo, la prima riga, il resto è in topic: 66,66%. E comunque il 100% risponde a verità.

'mpara la matematica... bello :mrgreen: :thumright
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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aquamoon
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doddi ha scritto:
33,33% di benaltrismo, la prima riga, il resto è in topic: 66,66%. E comunque il 100% risponde a verità.

'mpara la matematica... bello :mrgreen: :thumright


33,33 + 66,66 = 99,99

Il 100 quindi non corrisponde a verità ... casomai il 99,99 ...
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Tessere fantasma nel Pdl, tagliati 100 iscritti. “C’erano anche clandestini dei Cie”
Continua la battaglia nel Pdl di Modena, nonostante l'arrivo del commissario Denis Verdini: secondo la deputata Bertolini emerge che nella sezione del suo partito "risultavano attivisti con diritto di voto al congresso imprenditori di origine campana e persone senza il permesso di soggiorno"
“Stranieri senza permessi di soggiorno, destinati o, in alcuni casi, già chiusi nei Cie”. C’erano anche loro fra i 5.780 tesserati del Pdl di Modena, oltre a persone “iscritte ad altri partiti e 100 imprenditori edili di origine campana”. A rivelarlo è la deputata Pdl Isabella Bertolini, che due mesi fa aveva denunciato il rischio di infiltrazioni mafiose nel partito. Troppe tessere concentrate nei Comuni della provincia più esposti alla criminalità organizzata, come Castelfranco Emilia e Carpi. Così, la Lady di ferro del Pdl – che aveva già chiesto la testa di Giovanardi in passato e che guidò i malpancisti per chiedere a Berlusconi un passo indietro quando era ancora presidente del consiglio - aveva scritto a Roma chiedendo un intervento dei vertici del partito. Detto fatto. Il 17 febbraio, il segretario Angelino Alfano ha deciso di commissariare il partito, inviando a Modena Denis Verdini a fare le dovute verifiche. Di conseguenza, il congresso è stato rinviato sine die.

Ma c’è un’altra novità. “Ad oggi abbiamo già eliminato più di 100 tessere”, fa sapere l’ex coordinatrice del partito modenese. Tra questi c’erano anche “iscritti ad altri partiti, come Fli e Forza Nuova, e stranieri senza permesso di soggiorno”. Salvo poi in serata precisare: “Non ho detto che c’erano stranieri senza permesso di soggiorno, anche perché sarebbe un reato e sarei dovuta andare in questura. Tra gli iscritti c’erano stranieri senza cittadinanza”. Insomma, cambia l’aspetto, non la sostanza. Anche se un fascicoli, sulla questione tessere del Pdl, sono aperti in almeno tre Procure.

Ma a chi appartenevano queste tessere? “Di certo non alla mia lista”, assicura la deputata. Dai primi controlli “è emerso quello che avevo detto, cioè che ci sono soggetti legati al mondo dell’edilizia, tutti di origine campana, residenti in alcuni Comuni della provincia. È su questi Comuni che ora faremo un’ulteriore verifica intestandoci le tessere”. Con questa mossa, i nodi dovrebbero venire al pettine: “Se ci sono stati tentavi di scalate esterne al partito, questo verrà fuori ed elimineremo gli iscritti”, ragiona la deputata. Qualora, invece, tutte le tessere dovessero trovare una “paternità”, sarà responsabilità di chi ha presentato l’iscritto garantirne i requisiti di rispettabilità e moralità.

La prima replica ad arrivare è quella di Enrico Aimi, ex An, che accusa la rivale di aver violato un accordo informale: “L’onorevole Bertolini ha rotto un patto di gentlemen’s agreement che prevedeva di lasciare ogni conclusione al commissario Denis Verdini- spiega Aimi al fattoquotidiano.it- per questa ragione non intendo entrare nel merito delle questioni sollevate dalla ex coordinatrice ma sottolineo un’unica cosa: sarebbe giusto che le accuse, sovente generiche, venissero esplicitate nelle competenti sedi del partito soprattutto in questa fase”.

Nessun commento ufficiale finora dai due alleati di Aimi, il finanziere Giampiero Samorì, vicino a Marcello Dell’Utri, e il senatore Carlo Giovanardi che aveva indicato venerdì come la giornata del verdetto, smentito oggi da Bertolini. Gli ambienti legati alla triplice alleanza annunciano comunque battaglia sui numeri: “Non risulta il centinaio di tessere eliminate tantomeno l’iscrizione di stranieri privi di documenti”.

Non si esprime neppure l’outsider Michele Barcaiuolo, che con la sua squadra di giovani amministratori partiva da un 10% di dote sui 5780 iscritti aventi diritto di voto al congresso: “Forse il riferimento al centinaio di tesserati comprende anche quelli eliminati nel periodo precedente l’arrivo del commissario- afferma Barcaiuolo- in ogni caso non intendo entrare in questo dibattito poiché attendo la valutazione del commissario Verdini”.

Il prossimo incontro potrebbe essere quello decisivo. I tre sfidanti, infatti, dovranno presentare a Verdini i dati raccolti sugli otto Comuni “incriminati”: Castelfranco Emilia, Nonantola, Carpi, Bomporto, Cavezzo, San Prospero e altri. Fatta quest’ultima verifica, si potrà tornare a parlare di congresso. Secondo i più ottimisti, avverrà già prima di Pasqua.
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mohammed
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doddi ha scritto:
mohammed ha scritto:
doddi ha scritto:Dai, i maestri dei magheggi con le tessere sono ben altri, i vari scandali alle primarie non sono poi così lontani nel tempo.
Qua siamo davanti, a quanto pare, a degli sprovveduti con poca esperienza in materia :fifi:

Comunque c'è mi si mori :mrgreen:
e u discursu ru "benaltrismo" tu spirdisti?

33,33% di benaltrismo, la prima riga, il resto è in topic: 66,66%. E comunque il 100% risponde a verità.

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e no mio caro, la matematica non è un'opinone, 2+2 fa sempre 4, così come 2 coordinatori del pdl + 2 coordinatori del pdl fa 1 associazione a delinquere... :salut
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
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