Il neutrino non è più veloce della luce

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UnVeroTifoso
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«Il neutrino non è più veloce della luce»
Science Magazine: «Errore per il malfunzionamento
di un cavo a fibra ottica». Il Cern: servono altre misurazioni



MILANO - Nonostante fossero già diventati proverbiali (e avessero gettato l'ex ministro Gelmini nella bufera, per l'ormai celebre «tunnel»), i neutrini non sarebbero più veloci della luce. I dati registrati a settembre dal rivelatore Opera, dell'esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), e che mettevano in discussione la teoria della relatività di Einstein, sarebbero dovute a un'anomalia nel funzionamento degli apparati per la misurazione.

GLI ERRORI - Secondo Science Magazine, che ha sentito fonti vicine all'esperimento, il dato che i neutrini fossero più veloci di 60 nanosecondi rispetto alla luce è dovuto a una «cattiva connessione» fra un cavo a fibre ottiche che collega un computer con il ricevitore Gps utilizzato per misurare il tempo di percorrenza di neutrini. Un secondo errore invece era legato alla cattiva calibrazione dell’orologio di riferimento per calcolare il tempo del viaggio della particella.

IL CERN - Il portavoce del Cern James Gillies conferma all'Associated Press che gli scienziati hanno trovato un problema nel sistema Gps usato per misurare il tempo di arrivo dei neutrini in un laboratorio sotterraneo in Italia. Ma aggiunge che solo ulteriori misure programmate entro quest'anno confermeranno se il problema ha introdotto un errore che ha fatto apparire i neutrini più veloci della luce.

IL TEAM ITALIANO - A scoprire l'anomalia negli strumenti di misura è stato il gruppo di ricerca italiano che lavorava al rivelatore Opera nell'ambito dell'esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), ovvero gli stessi scienziati che cinque mesi fa, il 23 settembre 2011, avevano annunciato i risultati sulla velocità dei neutrini. Attesa per giovedì la loro dichiarazione ufficiale sugli ultimi avvenimenti.

fonte: http://www.corriere.it" onclick="window.open(this.href);return false;
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
(Nicola Giunta)
suonatore Jones

ho già linkato la notizia nel vecchio topic in chiacchiere. sei arrivato tardi, ti chiamo "un vero Neutrino" :mrgreen: :lol:
UnVeroTifoso
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suonatore Jones ha scritto:ho già linkato la notizia nel vecchio topic in chiacchiere. sei arrivato tardi, ti chiamo "un vero Neutrino" :mrgreen: :lol:
Pardon, non frequento molto quella sezione... :redface :redface :redface (secondo me è più da attualità :mrgreen: )
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Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
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(Nicola Giunta)
suonatore Jones

UnVeroTifoso ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:ho già linkato la notizia nel vecchio topic in chiacchiere. sei arrivato tardi, ti chiamo "un vero Neutrino" :mrgreen: :lol:
Pardon, non frequento molto quella sezione... :redface :redface :redface (secondo me è più da attualità :mrgreen: )
:wink (uvn)
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Lixia
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Località: Boh!!! Attualmente zingarìo in Trentino!!!

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/ ... rore.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;

Neutrini, il fisico Ereditato: "Nessun errore"
Il responsabile dell'esperimento: "La fine non è ancora arrivata"

I neutrini non sono più veloci della luce
23:50 - "Non è stato un errore, la parola fine non è ancora arrivata". Così il fisico responsabile dell'esperimento Opera, Antonio Ereditato, ha commentato la notizia dell'anomalia strumentale nella misurazione della velocità dei neutrini. "Occorre verificare se il problema nel collegamento di una fibra ottica al computer sia davvero all'origine della misura che indicava i neutrini più veloci della luce", ha spiegato lo scienziato.
"Come abbiamo avuto i nostri dubbi all'inizio, li abbiamo ancora. Abbiamo lavorato intensamente per cercare la causa di questa anomalia", ha detto Ereditato riferendosi alle prime misure secondo cui i neutrini battevano la velocità della luce. "Abbiamo fatto, rifatto e ancora rifatto tutti i test possibili e ogni volta si imparava qualcosa di più. Abbiamo cercato a tappeto, esaminando tutti gli aspetti possibili, e alla fine abbiamo trovato due effetti".

Il primo riguarda la calibrazione dell'orologio atomico utilizzato nell'esperimento: una prima anomalia "a favore" delle misure di settembre, poiché in base ad essa i neutrini risultano essere più veloci. Il secondo effetto è invece in contraddizione con le misure di settembre: "è un effetto molto sottile, legato alla trasmissione del segnale dalla fibra ottica all'elettronica di acquisizione dei dati".

In condizioni normali la connessione di questo cavo ha due stati: on e off. "Lo utilizziamo da anni e in passato ha sempre funzionato correttamente. Ma poi - ha spiegato Ereditato - è successo qualcosa per cui la connessione non era né accesa né spenta, ma in una posizione intermedia. Adesso - ha aggiunto - abbiamo il potenziale sospetto che questo effetto possa essere stato attivo mentre prendevamo i dati sui neutrini".
"Gli amici miei, ed in cui posso fidare, non vivon qui: si trovan lontano, al mio paese, come ogni altra cosa, signori, che mi può recar conforto".

Putrusinu ogni mineshra!

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Sofia
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Nel report pubblicato a settembre si legge nelle conclusioni:
http://static.arxiv.org/pdf/1109.4897.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;

Despite the large significance of the measurement reported here and the stability of the
analysis, the potentially great impact of the result motivates the continuation of our studies in
order to investigate possible still unknown systematic effects that could explain the observed
anomaly. We deliberately do not attempt any theoretical or phenomenological interpretation of
the results.


Mi sembra che sia del tutto in linea con quello che stanno facendo,
cioè indagare su tutte le possibili cause dell'anomalia riscontrata,
compresi eventuali errori sistematici, nella misura della velocità del neutrino.
Paolo_Padano
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se legge il forum la Gelmini ... :mrgreen:
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
Lillu Foti: "non bogghiu 'nchinari poi mi rinnu chi vonnnu a squatra mi 'ndi sarbamu"
suonatore Jones

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplR ... icolo=9948" onclick="window.open(this.href);return false;


I fisici sono abituati a tentare nuove strade: lo fanno quando formulano teorie, quando costruiscono strumenti, e ultimamente anche nella comunicazione con il grande pubblico.
L’esempio più eclatante è di ieri con l’annuncio delle dimissioni di Antonio Ereditato, coordinatore dell’esperimento «Opera» che lo scorso settembre aveva messo in discussione la Teoria della Relatività di Einstein, attribuendo ai neutrini una velocità maggiore di quella della luce. Tesi poi smentita da autorevoli scienziati.

Il Cern di Ginevra è stato un capofila della strategia della massima trasparenza, trasformandosi in una casa di cristallo.
La scelta è stata adottata con molta decisione nel 2009, dopo l’incidente che ha messo fuori uso l’acceleratore LHC appena inaugurato. In quella situazione difficile, proprio l’apertura al dialogo ha permesso di consolidare la fiducia verso la ricerca del Cern, e ha bloccato il dilagare di paure (come il famigerato rischio che i fisici creassero un buco nero in grado di inghiottire il mondo).

Le decisioni coraggiose però hanno dei rischi, e oggi qualcuno rimpiange il rilievo che le pareti trasparenti hanno contribuito a dare alla vicenda dei neutrini più veloci della luce.
Tutto è cominciato a settembre, quando nel corso di un seminario al Cern i ricercatori di Opera hanno comunicato i risultati del loro esperimento al Gran Sasso. Nessuno in realtà ha cercato in modo particolare l’attenzione della stampa, ma proprio i rapporti ormai strettissimi che legano giornalisti e scienziati hanno fatto sì che chi segue la scienza fosse al corrente dell’evento. E inevitabilmente, la notizia che forse la Teoria della Relatività andava riscritta ha conquistato le prime pagine di tutto il mondo.

Ora, come sappiamo, l’ipotesi appare largamente smentita e qualcuno suggerisce che in questa occasione le pareti di cristallo andassero oscurate, scoraggiando i giornalisti dall’occuparsi dei neutrini superveloci fino a quando non si fosse stati sicuri del risultato. In realtà quella della trasparenza è una scelta da cui non si torna indietro: noi giornalisti ci saremmo comunque accorti del dibattito scientifico e degli articoli pubblicati, e poiché la vicenda era interessante l’avremmo raccontata.

Piuttosto è necessario fare crescere ancora di più il dialogo fra pubblico e scienziati. Non sono solo più le scoperte ad essere sotto i riflettori, ma anche la loro produzione: dunque è più che mai importante mostrare il modo di procedere della ricerca, così che nessuno si stupisca del fatto che i primi risultati debbano essere confermati, e eventualmente smentiti. E neppure del fatto che un singolo scienziato possa sbagliare, perché è per questo che la comunità vigila su ogni possibile scoperta.
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