colonnello Giardina traccia lo schema della lobby mafiosa...

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reggino
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Regmi ha scritto:[quote

L'articolo incomincia così, testuale:
diffusamente di un sistema di appalti, comunali, spesso orientato secondo le indicazioni del fratello del Governatore Scopelliti, Tino e nel quale - secondo quanto si dicevano gli intercettati - erano coinvolti anche dirigenti e funzionari comunali.......
Regmi,peggio della Palermo di Ciancimino,peggio,peggio. :salut
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reggino
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Il colonnello: “Scopelliti nella lobby mafiosa”
Il governatore: “Sue parole sconcertanti”
Guerra aperta del governatore calabrese al militare del Ros che coordinò l'inchiesta meta su mafia e politica. Ieri il militare è stato sentito in aula. Qui ha raccontato i rapporti opachi dell'ex sindaco con uomini delle cosche
Il governatore della Calabria contro un colonnello dei Ros. Giuseppe Scopelliti contro Valerio Giardina. In mezzo il processo Meta e le sue molte implicazioni. Su tutte: la commistione tra ‘ndrangheta e politica. Teatro: Reggio Calabria. Protagonista: “Una lobby affaristico-massonica in cui vi sono i vertici delle cosche e della politica”. Lo dice Giardina che da ex comandante dei Ros coordinò le indagini terminate nel 2010. Ed è su questo che il militare ieri ha testimoniato in aula. Parole che sono andate di traverso allo stesso Scopelliti. E alle quali il governatore risponde oggi con una lettera aperta pubblicata in prima pagina sul Quotidiano della Calabria. Titolo: “Sconcertante, sarei sodale con nemici accertati”. Poche righe in corsivo in cui Scopelliti apprende “con stupore quanto dichiarato dal colonnello Giardina durante l’ultima udienza del processo Meta”. Rabbia, dunque. Dovuta al fatto che, a dire dell’ex sindaco di Reggio, Giardina “non si è limitato a illustrare le risultanze dell’attività di indagine, ma ha spacciato per tale delle, per come da lui stesso definito, deduzioni investigative del suo ufficio”.

Ma cosa ha detto di tanto grave il colonnello Giardina? In realtà il militare, che dopo aver diretto i Ros, ha comandato la compagnia di Locri, ha ripercorso alcune fasi dell’inchiesta concentrandosi, in particolare, sul noto banchetto di matrimonio organizzato da imprenditori in odore di mafia e al quale partecipò lo stesso Scopelliti. Ancora prima, però, il colonnello ha tratteggiato un quadro fosco delle commistioni che oggi inquinano la vita pubblica di Reggio Calabria. Esattamente quella lobby affaristico-massonica di cui, stando a Giardina, farebbero parte lo stesso Scopelliti assieme al fratello Consolato.

Insomma, in aula, ieri, si è parlato di una sorta di cupola che tiene insieme interessi diversi ma convergenti. Politica e mafia. In aula se ne era già fatto cenno nelle scorse udienza. Ieri, però, Giardina ha portato un carico da novanta che ha mandato su tutte le furie il governatore, il quale non risulta coinvolto nel processo. Un mancato avviso di garanzia che sorprende alcuni degli intercettati. “Non gli è arrivato un avviso di garanzia perché si è attorniato di questi personaggi”. Dubbi confermati dallo stesso Giardina in aula. “Abbiamo documentato rapporti tra Scopelliti con i vertici delle cosche di Villa San Giovanni e Reggio Calabria”. Viene citata una telefonata tra Domenico Barbieri (imprenditore in odore di mafia) e Franco Labate in cui si fa riferimento al pentito Nino Fiume che, già vicino alla cosca De Stefano, un tempo avrebbe monitorato sull’operato del sindaco Scopellitti, poi appoggiato dagli stessi De Stefano. “Appare singolare – sbotta Scoppelliti nella sua lettera – che Giardina non ricordi che lo stesso Fiume ha iniziato la sua attività di collaboratore nel febbraio del 2002, quando la prima elezione è avvenuta nei mesi successivi”.

Il colonnello Giardina parla anche del fratello di Scopelliti che da imprenditore era a conoscenza di alcune dinamiche dei lavori pubblici. “In questo modo – spiega il militare – la gestione degli appalti era altamente inquinata”. E ancora: “La ditta Edilma di Santo Marcianò ottiene i lavori grazie a Consolato Scopelliti in combutta con l’ingegnere Crucitti (dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici)”.

Quindi si arriva al banchetto di nozze del 15 ottobre 2006. Qui arriva lo stesso Scopelliti a bordo di un’auto della questura di Roma. Ci starà poco e poi andrà allo stadio a vedere la Reggina vincere 1 a 0 contro la Roma. Giardina racconta e dice: “La notizia della presenza di Scopelliti ci ha sconcertato”. Parole che, a dire di Scoppelliti, non ricostruiscono fatti ma li commentano. Da qui l’attacco del governatore: “La gravità di queste affermazioni mi fa riflettere sul perché un uomo delle istituzioni e quindi dello Stato abbia tenuto un comportamento sprezzante ed oltraggioso dei valori che lui stesso dovrebbe rappresentare”. Da.Mil.
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mohammed
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povera reggio...
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Regmi
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reggino ha scritto:
Motociclista ha scritto:[quote
ancora non bastano intercettazioni,dichiarazioni dei pentiti degli investigatori e quant'altro.. :?: :scratch
..
Leggevo che Frattini non vuole nel suo partito uomini in contatto con la mafia,e auspica che vengano fatti fuori,mi auguro che questo avvenga il prima possibile.E lo dico seriamente.
Prova a levare i voti del sud al suo partito e avrai, non una ma la risposta
Chiacchiere al vento.
Equivarrebbe a un suicidio.
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Ultima modifica di Regmi il 18/02/2012, 17:45, modificato 1 volta in totale.
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c'è qualcosa a reggio che non sia controllato dalla ndrangheta? :x
reggino
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Regmi ha scritto:[quote

Prova a levare i voti del sud al suo partito e avrai, non una ma la risposta
Chiacchiere al vento.
Equivarrebbe a un suicidio.
:salut
Io penso che in sicilia tra miccichè e lombardo, il pdl in ha perso e perderà tantissimi altri voti.In campania,quello che ha un grande peso politico nel cdx,è Caldoro ma non è del pdl,bensì del psi,solo in Calabria sopravvivono,e sappiamo come 8-) :roll: :fifi: .Io penso che il pd,così come il pdl,sono partiti che ormai appartengono al passato,io in futuro vedo un grande centro sostenuto da Passera o dalla Fornerno,ma siamo ot... :salut
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Motociclista ha scritto:beh certo,in effetti ci vogliono ancora altre prove sulla condotta ineccepibile di Scopelliti(e famiglia)tenuta in tutti questi anni...
In effetti le intercettazioni per alcuni intercettati non sono la bibbia,per altri la diventano..

se Scopelliti è fuori da certi affari,che lo dimostri...dato che nemmeno le sue dichiarazioni sono la"bibbia"..
In un tribunale si deve dimostrare l'estraneita' ai fatti ma se non ti rinviano a giudizio, su questi " fatti" noti ed arcinoti non c'e' stato alcun rinvio a giudizio un motivo ci sara', che devi dimostrare?

Proporrei un referendum per farlo costituire dopo aver confessato le risultanze del sondaggione popolare annesso.
Giardina magari sara' fissato come Fazio...
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Mariotta ha scritto: A me scoccia che si debba ringraziare gente che semplicemente ha scelto un mestiere e fa il proprio dovere come Pignatone . Lo trovo stucchevole. Ma forse a Reggio siamo abituati diversamente e ci sembra che chi lavori come l'ex procuratore vada osannato oltremodo.
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Gasparri: ''Difenderemo Scopelliti dai veleni''

Sabato 18 Febbraio 2012 16:56

''Agiremo ai massimi livelli per capire se c'e' una cabina di regia in qualche Palazzo che alimenta una stagione di veleni contro il presidente della Regione Calabria Scopelliti''. Lo afferma il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. ''E' incredibile che contro di lui - aggiunge - si evochino connubi con persone che ne hanno sempre avversato l'opera di rinnovamento a Reggio e nella Regione. E queste cose emergono da anni in carte processuali in cui si legge chi e perche' ha attaccato l'esponente del Pdl''. ''Solidali con Scopelliti - conclude Gasparri - reagiremo alla manovra in atto, che fallira' e finira' per creare danni solo a ben noti mestatori''. (ANSA).

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Qualcuno ha capito di cosa, e di chi, parla quest'arco di scienza della politica nazionale?
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Forse non tenete in debita considerazione che quelle affermazioni sono state fatte da un ufficiale dei carabinieri durante un processo, quindi finitela di parlare solo di risvolti penali, capisco che la morale e l'etica, qui in Calabria, non esistono più, ma a me è venuta la nausea, i contatti ci sono stati e questo è un fatto provato, se poi ci siano reati è un'altra cosa, ma in ogni caso, in un paese civile, e noi non lo siamo, e su questo ha ragione la lega, il popolo chiederebbe le dimissioni........
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Articolo di Cordova su Il Quotidiano

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L’arte tutta reggina di glorificare ciò che non fu, obliando quello che è realmente stato.[cit.]
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reggino ha scritto:
Mariotta ha scritto:[quote


PARE (per voce di popolo )che Pignatone per vie traverse abbia legami d'amicizia con Scopelliti e quindi non sia magari particolarmente accanito nel risolvere le faccende giudiziarie che POTREBBERO riguardare il governatore. O magari pur avendoli (i legami) al momento opportuno avrebbe agito come legge vuole. Non lo sapremo mai. Intanto lascia che qualcuno nel dubbio sia contento che abbia preso strada. Senza nulla togliere al suo operato e alla sua lotta alla criminalità. Siamo tutti esseri umani e questo trasferimento magari gli ha levato le castagne del fuoco. A me scoccia che si debba ringraziare gente che semplicemente ha scelto un mestiere e fa il proprio dovere come Pignatone . Lo trovo stucchevole. Ma forse a Reggio siamo abituati diversamente e ci sembra che chi lavori come l'ex procuratore vada osannato oltremodo.
Io a chi contrasta seriamente,la criminalità organizzata,come ha fatto Pignatone,altro che ringraziamenti,darei il nobel per la pace.Se fosse amico di Scopelliti,e questo lo influenzasse nel suo lavoro,uomini di fiducia come Zappalà e Plutino,oggi sarebbero nelle istituzioni e non in galera.

e proprio qui potrebbe cascare l'asino...visto che le intercettazioni riguardano più o meno le stesse questioni.
Inoltre il serio problema morale è dover assistere a proclami di legalità e modelli...senza allontanare da sè, per i propri interessi , uomini come quelli che sono finiti in galera o altri che sono sotto indagine...
Tutta la città nomina e soprannomina il fratello del governatore...come mai? Sarà solo invidia? Se qualcosa c'è, i nodi prima o poi verranno al pettine. E' solo questione di tempo.
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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Dico la mia modestissima opinione: se un alto ufficiale dell'Arma dei carabinieri (a Capo dei ROS....non so se mi spiego....) ha detto quello che ha detto (e le sue parole, da quanto leggo sui giiornali, sono state definite "sconcertanti" dall'accusato) credo che lo stesso che forse abbia riscontri probatori qualificanti (che noi non conosciamo) altrimenti sarebbe uno sprovveduto suicida.
Staremo a vedere.
Le feci tener su le scarpe coi tacchi alti. Sono un freak.
Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare.
Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo,
ed io ho un termine specifico per gli psichiatri.
[Charles Bukowski]
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complimenti al Colonnello...magari ce ne fossero di piu di persone libere in questa citta
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Il_Molestatore ha scritto:Dico la mia modestissima opinione: se un alto ufficiale dell'Arma dei carabinieri (a Capo dei ROS....non so se mi spiego....) ha detto quello che ha detto (e le sue parole, da quanto leggo sui giiornali, sono state definite "sconcertanti" dall'accusato) credo che lo stesso che forse abbia riscontri probatori qualificanti (che noi non conosciamo) altrimenti sarebbe uno sprovveduto suicida.
Staremo a vedere.
Non capisco... Giardina esprime una sua valutazione che e' quella che era scritta nei rapporti che lui ed i suoi uomini avevano consegnato ai magistrati che hanno agito con l'operazione Meta. In cui Scopelliti in tutta evidenza non e' stato giudicato meritorio di coinvolgimento.
Troppo riflettori su di lui e troppe strane manovre.
Poi la storiella a mio avviso presenta parecchie falle modello Costa Concordia, altro che caddhara pignate coppini e mestoloni e mestolini riminanti.
Il problema e' che il 2013 si avvicina...
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army ha scritto:complimenti al Colonnello...magari ce ne fossero di piu di persone libere in questa citta
Mi sembra che non sia operativo e cmq non a Reggio.
Ha inferto con il reparto dei Ros numerosi colpi importanti alla malavita durante gli oltre 10 anni di permanenza in Calabria.
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Reggio, Saletta (vicepresidente Consiglio provinciale): "Alla fine Giardina dovrà chiedere scusa a Scopelliti"
Domenica 19 Febbraio 2012 12:36

Di seguito la nota diffusa dall’avv. Giuseppe Saletta, Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, sulle dichiarazioni contro il  Governatore Giuseppe Scopelliti:


Conosco Giuseppe e Tino Scopelliti da 29 anni. Erano gli anni ’80 quando, unitamente all’odierno Governatore ed a tanti altri ragazzi dei quali oggi molti sono noti professionisti, altri onesti lavoratori, altri ancora purtroppo disoccupati, trascuravamo gli affetti e qualche ora di studio per dedicarci ad un’intensa attività politica e sociale.

Non la percepivamo come una perdita di tempo, ma come un’occasione di semina in attesa che i nostri principi germogliassero.


Era l’epoca in cui droga e malaffare imperavano nella nostra terra, in cui tanti giovani perdevano la retta via cadendo nel vortice della tossicodipendenza e della criminalità.


Noi, seguendo i valori che ci erano stati trasmessi prima dai nostri genitori e poi dal nostro partito, ci ritrovavamo nelle piazze e fuori le scuole per propagandare la legalità e condannare fermamente  ogni forma di malcostume.


Ricordo – e ne conservo ampie tracce – manifesti e volantini con i quali chiedevamo pene esemplari per i reati più gravi, che già da allora minavano la crescita della nostra provincia.


Avevamo estratto dalle caselle della storia i nostri miti, contraddittori e multiformi, geni della politica, signori della guerra, poeti, filosofi, artisti.


Erano i tempi in cui il Colonnello Giardina era immerso nei suoi studi per intraprendere la propria carriera militare, i tempi in cui molti giovani seguivano gli “insegnamenti” di Oscar Luigi Scalfaro, i tempi in cui altri ancora si chiamavano tra loro “compagni”.


Noi amavamo alternare momenti di riflessione a periodi di intensa attività sportiva, sociale, conviviale, realizzando di fatto un tipo di vita normale, sana, laddove l’attività del corpo serve alla mente affinché questa non si astragga dalla realtà della vita: guardavamo a Mazzini (pensiero ed azione), Mussolini (libro e moschetto) e San Benedetto da Norcia (ora et labora).


Abbiamo sempre considerato l’onestà un piacere, il gusto di essere e di restare liberi, rifuggendo dall’illecito non già perché ne temevamo le conseguenze, ma per il nostro rigore morale: non avremmo sopportato di essere diversi.


Con Peppe Scopelliti, oltre al senso di appartenenza ad una destra sociale che fortemente ancora oggi influisce sulle scelte politiche, condividiamo l’esperienza delle minacce e delle pallottole, condividiamo la voglia di riscatto e la voglia di non chinare il capo dinanzi a logiche che non ci appartengono.


Questa è la mia esperienza e non possono che suscitare sgomento le ultime dichiarazioni pubblicate a tutta pagina sui nostri quotidiani.


Il Governatore viene posto a capo di una lobby affaristica, mafiosa e finanche massonica: Scopelliti, a parere di Giardina, è l’uomo nero, la causa di tutti i mali della nostra Calabria.


Io non mi rassegno ad ignorare questa presa di posizione e sento il dovere di difendere il Governatore e la sua famiglia non per mero spirito di servizio partitico.


L’amicizia con Peppe e Tino Scopelliti – a me che ho subito la mafia unitamente alla mia famiglia, senza arrenderci – dà la certezza di aver conosciuto e frequentato due galantuomini che nulla hanno da imparare in tema di legalità.


E mi rammarico immaginando lo stato d’animo degli anziani genitori del Presidente della Regione che, dopo aver patito i timori per le continue minacce da parte dei mafiosi, subiscono oggi ingiustificatamente l’attacco solitario di un uomo delle Istituzioni.


Da modesto giurista, ricordo a me stesso – ma avrebbe dovuto saperlo anche un Colonnello – che le mere deduzioni investigative, non apportano contributi significativi ad un procedimento penale.


Ogni processo, ogni giusto processo per come costituzionalmente garantito, si fonda su risultanze probatorie certe e riscontrabili, non su aspetti valutativi, in quanto tali inutili e di nessuna valenza giuridica.


Le uniche valutazioni che ci saremmo aspettati ma che, purtroppo, non sono state fatte, riguardano una circostanza non trascurabile: Peppe Scopelliti è stato eletto Sindaco di Reggio Calabria prima con il 54% delle preferenze (2002) e poi con il 70% dei consensi (2007). Tralasciamo le percentuali bulgare ottenute dallo stesso quale Consigliere Regionale prima e Governatore poi.


Delle due l’una: o la stragrande maggioranza dei reggini e dei calabresi è mafiosa, o le valutazioni di Giardina sono fallaci in partenza.


Una certezza, noi, l’abbiamo: gli elettori di Giuseppe Scopelliti oggi si indignano.


Credo con ammirazione nei tantissimi Magistrati onesti e nelle Forze dell’Ordine tutte, punti di riferimento intangibili della mia gioventù e di tutta la mia vita. A loro guardo con fiducia affinché la vera verità sia ristabilita. Sono certo che, alla fine di questa storia, qualcuno dovrà chiedere scusa al Governatore Scopelliti ed alla sua famiglia.


Avv. Giuseppe Saletta


Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria
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Mariotta ha scritto: http://www.strill.it/index.php?option=c ... Itemid=119" onclick="window.open(this.href);return false;
Non è una buona sintesi, per me. La lettera pubblicata su CalabriaOra (e credo anche sul Quotidiano della Calabria) è molto più eloquente. Il governatore afferma che la testimonianza resa dal Colonnello Giardina è "non veritiera", ed aggiunge (non ho trovato online il testo per intero della lettera. Quanto segue è un estratto testuale della lettera, ed anche la punteggiatura è fedele all'originale):

"(...) Quanto affermo non è oggetto di interpretazione ma è fondato su verità storica ed atti giudiziari. Faccio espresso riferimento al cosiddetto "caso Reggio". Dalle cui conversazioni inserite nell'ordinanza del Gip Baudi del 9.11.2004 emerge testualmente ed in maniera chiara ed incontrovertibile, non solo la contrapposizione politica, ma finanche l'odio personale e la disistima nei miei confronti che giungono sino all'offesa personale proprio da parte dei soggetti che avrebbero dovuto rappresentare, secondo quando riferito da Giardina, i miei interlocutori. (...)"
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Questo articolo fornisce un quadro più ampio con accenno al modello adottato.

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18/02/2012 A. Crupi, C. Minniti, Calabria Ora

REGGIO CALABRIA – «Dalle intercettazioni emerge che il collaboratore di giustizia Antonino Fiume sovrintendeva all’azione del sindaco e che questi si faceva appoggiare dalla famiglia De Stefano». Dopo una serie di udienze durante le quali avevano trovato spazio le posizioni minori, ieri il colonnello Valerio Giardina ha riservato un botto. Che deflagra come una bomba e devasta tutto ciò che trova per la sua strada. Il sindaco Giuseppe Scopelliti, oggi governatore, secondo quanto emerso dal processo “Meta”, sarebbe stato appoggiato dalla più potente famiglia reggina, ovvero quella dei De Stefano. Ma non solo. L’attuale collaboratore di giustizia, Antonino Fiume, sarebbe stato una sorta di sovrintendente del percorso amministrativo dell’ex primo cittadino. Sono concetti che rappresentano l’interpretazione che il Ros ha dato alle intercettazioni captate tra gli imprenditori Franco Labate e Domenico Barbieri. Parlano i due amici e lo fanno senza peli sulla lingua. Giardina riferisce come anche Giovanni Zumbo era inserito nei circuiti, visto che era stato all’interno della segreteria di Alberto Sarra, dove avrebbe trovato posto Pino Scaramozzino, imprenditore e proprietario dell’Oasi. Il racconto di Giardina, sempre riferito alle intercettazioni, si fa inquietante: Labate avrebbe saputo del ruolo di Fiume da conversazioni intercorse tra Giuseppe Alampi e Carmelo Gattuso. Fiume, dunque, «avrebbe sovrinteso al sindaco».

Ma Giardina si pone un interrogativo: «Come faceva Labate a sapere queste cose così gravi sul conto del primo cittadino? Come sapeva che la sua azione politica era appoggiata dalla cosca De Stefano, dato che io non ho mai visto nel mio ufficio un verbale di Fiume nel quale parlasse di ciò?». Da qui l’invito molto concreto: «Venga a chiarire questa vicenda, dato che Labate è anche suocero dell’appuntato dei carabinieri Roccella (militare in più occasioni in contatto con Zumbo “la talpa”), ma soprattutto è il proprietario della casa dove alloggiava il boss Cosimo Alvaro e, all’atto dell’esecuzione di Meta, solo Cosimo Alvaro si è reso irreperibile». La mannaia di Giardina si abbatte poi su alcuni soggetti ritenuti a capo di una lobby affaristico- criminale: «Giorgio De Stefano e Paolo Romeo sono quelli che – riferisce Giardina – come dice il Labate presiedevano lobby di gestione della cosa pubblica a Reggio Calabria». Fa una sintesi estrema, il colonnello ex comandante del Ros. Nelle sue parole conclusive riesce a coagulare diverse ore di discussione: «Emerge – afferma – un sistema garantito dalla mafia e creato dal mondo politico che conta a Reggio Calabria, con una partecipazione attiva degli imprenditori di riferimento e operativamente di alcuni tecnici comunali come Crucitti e Basile che gestiscono l’assegnazione degli appalti pubblici.

Il tutto può essere ricondotto a soggetti più raffinati che hanno dato vita al sistema. E chi se non Giorgio De Stefano e Paolo Romeo? Ecco il modello Reggio che emerge dalle parole di Franco Labate e Domenico Barbieri». Una conclusione durissima con cui il colonnello Giardina sintetizza tutto ciò che è stato esposto in precedenza. Ma nella giornata di ieri c’è stato spazio anche per un altro famoso episodio, ovvero quel pranzo al quale avrebbe preso parte il governatore Scopelliti alla presenza del boss Cosimo Alvaro. Il 50° anniversario dei Barbieri. Giardina ricostruisce con minuzia tutti i passaggi che riguardano il giorno 15 ottobre 2006, quando si organizzò un ricevimento al ristorante Villa Fenice di Gallico. «Al ricevimento – ha spiegato Giardina – prese parte anche Cosimo Alvaro, il fratello Giuseppe, l’altro fratello Antonio. Ma vi erano anche altri personaggi politici, oltre Scopelliti. Come ad esempio Manlio Flesca e Santo Alfonso Martorano, nonché Gesuele Vilasi». Giardina spiega come i fratelli Vincenzo e Domenico Barbieri si fossero sentiti ed avessero parlato della presenza di Scopelliti e Flesca al pranzo. L’evento era previsto per il 25 ottobre 2006 e fu disposto un servizio di controllo. Furono viste tutte le auto dei personaggi “importanti” arrivare una dopo l’altra. Di Scopelliti si vide pure che andò via dopo circa un’ora in direzione dello stadio “Granillo”. Di questo ne parla anche Natale Bueti che, secondo Giardina, è incredulo rispetto alla presenza di Scopelliti a quel pranzo. E ne discute con Cosimo Alvaro che conferma: «Era lì con loro». «Per noi – ha evidenziato Giardina, questi contatti sono significativi del legame che c’era. In quell’occasione vi fu una commistione tra esponenti di spicco della criminalità organizzata ed esponenti di spicco della politica».


Da evidenziare, infine, un corposo passaggio che viene fatto da Giardina per narrare di un presunto sistema di mazzette all’interno del Comune di Reggio Calabria, per l’aggiudicazione di alcuni lavori. Al centro di questo sistema perverso, così come emerge dalle intercettazioni sempre di Francesco Labate, vi sarebbero – tra gli altri – anche il tecnico comunale Pasquale Crucitti ed il fratello del governatore, Tino Scopelliti. Barbieri, infatti, dice a Labate: «Come ha fatto ad entrare Edilma (un’impresa, ndr)? Con il fratello del sindaco. È lui che prende i soldi».




«Il colonnello Giardina dice cose false»

(Giuseppe Scopelliti) APPRENDO con stupore e sconcerto le dichiarazioni rese del colonnello Giardina durante il processo Meta. Le considerazioni sulla mia persona sono false ed infondate. Oggi si è consumata una cosa molto grave perché un uomo delle istituzioni, per la seconda volta, ha reso una testimonianza non veritiera. Quanto affermo non è oggetto di interpretazione ma è fondato su verità storica ed atti giudiziari. Faccio espresso riferimento al cosiddetto “Caso Reggio”. Dalle cui conversazioni inserite nell’ordinanza del Gip Baudi del 9.11.2004 emerge testualmente ed in maniera chiara ed incontrovertibile, non solo la contrapposizione politica, ma finanche l’odio personale e la disistima nei miei confronti che giungono sino all’offesa personale proprio da parte dei soggetti che avrebbero dovuto rappresentare, secondo quanto riferito da Giardina, i miei interlocutori. Ritengo che quanto affermato sia un’offesa non soltanto alla mia persona ma alla nobile arma dei carabinieri


Il pentito Fiume svelò i segreti della cosca

REGGIO CALABRIA – È uno dei collaboratori di giustizia più attendibili Antonino Fiume. Di lui si ricorda soprattutto la modalità con cui ha deciso di iniziare il suo percorso di collaborazione con la giustizia. Questi, infatti, pienamente inserito all’interno della consorteria mafiosa dei De Stefano, dopo la cattura del latitante Carmine De Stefano decide di presentarsi spontaneamente in questura e vuotare il sacco. Era il febbraio del 2002 e Fiume iniziò a parlare con i pubblici ministeri fornendo una considerevole mole di informazioni sugli assetti organizzativi della cosca De Stefano e su una serie di attività criminali riconducibili ai nuovi personaggi inseriti a pieno titolo nella cosca. Fiume riuscì anche a far ritrovare diversi arsenali a disposizione della cosca. Da soggetto libero, dunque, Nino Fiume decise di interrompere la sua vita da ’ndranghetista e passare dalla parte dello Stato. Le sue propalazioni hanno aperto uno squarcio notevole all’interno della geografia criminale della cosca De Stefano.
Ultima modifica di Regmi il 19/02/2012, 19:05, modificato 1 volta in totale.
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doddi ha scritto:Non capisco... Giardina esprime una sua valutazione che e' quella che era scritta nei rapporti che lui ed i suoi uomini avevano consegnato ai magistrati che hanno agito con l'operazione Meta. In cui Scopelliti in tutta evidenza non e' stato giudicato meritorio di coinvolgimento.
Troppo riflettori su di lui e troppe strane manovre.
Poi la storiella a mio avviso presenta parecchie falle modello Costa Concordia, altro che caddhara pignate coppini e mestoloni e mestolini riminanti.
Il problema e' che il 2013 si avvicina...
L'oggetto dell'ultima deposizione del Colonnello Giardina (che, evidentemente, non parla "a braccio" e non elargisce opinioni, ma viene chiamato a deporre sulle indagini che ha condotto) non era esclusivamente il famoso pranzo di Gallico.
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