Il posto fisso? Che monotonia ......

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doddi ha scritto:http://www.lapoliticaitaliana.it/Artico ... 3&id=52402

Monti: Il posto fisso con tutele e stabilità è un Valore

Il Premier a Repubblica TV: Mi hanno equivocato, ma giovani non avranno più lo stesso per tutta la vita. Non imitiamo gli Usa, meglio la «mitica» Danimarca. Per darne ai giovani, meno tutele a chi ne ha molte. Casini: Il posto fisso piace a tutti, ma serve flessibilità
TM News | 03/02/2012 - 16.25


ROMA - «Una frase come quella» detta a Matrix «presa fuori dal contesto può prestarsi all'equivoco». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, parlando a Repubblica.it.
«Se per posto fisso intendiamo un posto di lavoro che ha una sua stabilità e delle tutele - ha sottolineato - è ovvio che è un valore positivo. La frase che ho usato diceva che i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita, non lo avranno come capitava ancora nella mia generazione» in cui si aveva «un lavoro stabile presso un unico datore di lavoro, in una stessa sede per tutta la vita».

Non imitiamo gli Usa, meglio la «mitica» Danimarca - Più che gli Stati Uniti, il modello cui guarda il governo per il mercato del lavoro è quello della «mitica» Danimarca. Lo ha ribadito il premier Mario Monti sottolineando che «gli Usa non è che siano un esempio da imitare completamente. Sicuramente hanno un mercato del lavoro molto flessibile ed è più facile che altrove trovare il lavoro, ma in molti settori è molto poco tutelato il lavoratore che perde un lavoro. Se proprio si deve cercare un modello, meglio certi Paesi del nord, come la «mitica» Danimarca che tutela il singolo lavoratore più che il posto del lavoro».
Ovvero, «quando un lavoratore non può più lavorare in una certa fabbrica, ha una serie di tutele lui, non il posto in quella fabbrica che deve essere cancellato. Per fare questo occorrono tantissime cose che stiamo cercando di mettere in atto». Dunque «occorre creare più occasioni di lavoro per i giovani, un po' meno tutelati in modo trincerato ma più posti di lavoro. E un Paese è capace di creare più o meno posti di lavoro a seconda di quanto è competitivo. Gli sforzi che stiamo facendo per diventare più competitivi, mirano a far sì che le aziende possano espandersi, anzichè ridimensionarsi o chiudere».

Per darne ai giovani, meno tutele a chi ne ha molte - «Per arrivare a dare un lavoro ai giovani, bisogna tutelare un po' meno chi è molto tutelato, quasi blindato nella sua cittadella di lavoratore tutelato».
«Bisogna tutelare - ha proseguito - chi oggi si trova in una situazione quasi di schiavitù, infatti nel mondo del lavoro ci sono forme estreme di precariato, o chi proprio non riesce a entrarci».

Casini: Il posto fisso piace a tutti, ma serve flessibilità - Il famoso «posto fisso» farebbe piacere a tutti, ma la fase storica nella quale viviamo ci spinge a pensare a maggiore «flessibilità» nel mondo del lavoro. Così il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, interpellato a Napoli a margine di una serie di incontri con esponenti politici campani del partito.
Per Casini, quando si parla di lavoro si deve «tenere presente non solo dei disoccupati che protestano, ma anche delle migliaia di giovani silenziosi che stanno a casa perché non trovano lavoro». «Bisogna fare di tutto perché questi giovani non siano precari e disoccupati permanentemente» garantendo «maggiore flessibilità e possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, tenendo presente che il famoso posto fisso forse farebbe più piacere a tutti, ma oggi - ha concluso Casini - si va verso una fase che non è possibile garantirlo a tutti».

Vendola: La ricetta di Monti è di destra, la sinistra lo contrasti - «Questa volta non siamo di fronte ad una battuta infelice come quella della monotonia del posto fisso. Il presidente Monti con grande onestà intellettuale ha svolto un discorso organico, la cui cifra è difficilmente riconducibile ad una mera nozione tecnica. Monti ha delineato il proprio profilo schiettamente conservatore, con ragionamenti che sono tipici della destra liberista». Lo ha affermato Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.
«Immaginare che i lavoratori contrattualizzati a tempo indeterminato nel settore pubblico come nel settore privato siano portatori di privilegi significa avere davvero una visione distorta della realtà. Pensare che le ragioni profonde della crisi italiana siano riconducibili a decenni di buonismo sociale significa operare una seria manipolazione della storia del nostro Paese. Consegnando le più importanti conquiste sul terreno dei diritti sociali alla rubrica degli sprechi e del parassitismo Pensare di combattere la precarietà facendo saltare ciò che resta del sistema delle tutele e delle garanzie del mondo del lavoro appartiene ad un'impostazione politicamente assai connotata. Cioè di destra. I pensieri del presidente Monti sono tutti pienamente legittimi a condizione che non cerchino il nascondiglio di una presunta asettica tecnicità. Sono i pensieri di una onesta destra liberista che producono ricette inefficaci dal punto di vista economico, e rischiose per la tenuta sociale del Paese. Ed è la ragione - ha concluso Vendola - per cui una moderna e popolare sinistra deve contrastarli».

Napoli: Monti ora passi ai fatti, Pdl è al suo fianco - «Il presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto affermazioni importanti e del tutto condivisibili in materia di riforma del lavoro. Il sì del PdL è in sintonia con la strategia illustrata da Monti e dal ministro Fornero negli ultimi giorni. Si tratta adesso di tradurre coerentemente in atti di governo queste enunciazioni. Monti ci troverà al suo fianco». Lo ha affermato il Vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli.
«Non si preoccupi dell'evanescenza della maggioranza: importante è avere la maggioranza. Su altre materie, eccentriche rispetto al programma di governo, non esistono vincoli di maggioranza e pertanto l'esecutivo non corre rischi», ha aggiunto.

Brunetta: togliere il tabù dell'articolo 18, ingessa il mercato - «Il reintegro non c'è in nessuna altra parte del mondo tranne in Germania, dove comunque si propende per l'indennizzo. L'articolo 18 è un fatto simbolico pieno di conseguenze economiche. Moltissime imprese non vanno sopra la soglia dei 15 dipendenti per evitare l'articolo 18. Molti datori di lavoro infatti assumo a tempo determinato perché i vincoli sono più leggeri. Si crea un irrigidimento preventivo che ingessa il mercato del lavoro». E' questo il commento al dibattito sul mercato del lavoro di Renato Brunetta, ospite a Tgcom24.
«Se fossi nei panni della Fornero metterei mano al processo del lavoro che è troppo lungo. Poi definirei la quantità dell'indennizzo e toglierei questo tabù per tutti i lavoratori, perché io non sono d'accordo sulla regola dei 15 dipendenti, si balcanizza la realtà del lavoro», aggiunge.

quello che è avvenuto è la solita manifestazione dell'italianità che attualmente si accosta alla politica in parte rincorrendo ancora un passato che è impossibile che ritorni, in parte cavalcando il filone dell'anticasta, dove spiccano sia i professionisti (politici e non) dell'antipolitica sia i novelli rivoluzionari da tastiera, quelli che campano a travaglio e beppe grillo, pronti a sputare nella direzione di dove porta il vento dei FB e twitter neoribelli. Il discorso di monti è un discorso fatto da un individuo/persona che non ha alle spalle particolari schieramenti politici e nemmanco economici, fermo restando il suo appartenere a una classe di economisti imprenditori abituata a gestire sistemi complessi in cui si intercciano i grandi interessi dei soggetti che creano il mercato internazionale. Non è un comunista, sicuramente, ma quando sento dire che è un uomo di destra mi viene da ridere. E' il vizio tutto italiano di attaccarsi all'etichetta, di semplificare le cose in pro e contro, giusto per non faticare a pensare e non sentirsi in colpa, soprattutto per sentirsi dalla parte del giusto e giustificare atteggiamenti vittimisti e lamentosi.
Dunque si estrapola una frase da un discorso e si parte col balletto delle dichiarazioni e degli schieramenti che oggi, con la nascita dell'opinionismo fai da te 2.0, quello che sto facendo io in questo momento, sia ben chiaro, permette a tutti di dire la propria, cosa buona e giusta, per carità, ma che riflette una tendenza all'omologazione e una perdita di capacità di riflessione determinate da un (naturale) distacco tra la vita reale e quella virtuale, quest'ultima percepita da alcuni come molto più "vera" e importante di quella che si svolge ogni giorno nelle strade e nelle case della penisola.
Nelle dichiarazioni dei politici vedo ancora ben presente un pericoloso e surreale attaccamento a un sistema che ormai non esiste più, quello delle strategie mediatiche, degli slogan e dei posizionamenti strategici a mezzo stampa.
Tutto sulla figura/monstre di Monti che, secondo me, se la ride e continua dritto per la sua strada, tanto sa che nessuno tra i partiti si sente abbastanza sicuro da buttare giù il castello e che i movimenti, in italia, tutto sto potere non lo hanno mai avuto, perché spesso viziati all'origine dagli interessi individualisti di chi li crea e li sponsorizza.
Dunque, esaminiamo il quadro:
la lega di ca che monti è comunista e si mette all'opposizione, salvo poi votare col pdl, lasciando sostanzialmente fare al governo sperando di soddisfare un (presunto) elettorato di padani duri e puri, che saranno in realtà un migliaio al più, gli altri si son rotti le palle degli slogan scissionisti e non ci hanno mai creduto. Votavano solo per convenienza e non si sa se lo faranno ancora.
Il pdl vuole accreditarsi Monti come uomo di destra con il duplice intento di giustificarsi agli occhi dei milioni(questa volta si) di innamorati e creduloni berlusconiani che hanno visto il proprio Mito calarsi le brache e accettare il suppostone del passo indietro, certificando così un fallimento epocale e mettere in difficoltà i partiti di sinistra facendo nascere dubbi nell'elettorato più connotato ideologicamente che si riconosce nella sinistra del pd e nei vendoliani, iddivvini ecc. ecc. (presupponendo che questo elettorato attualmente esista per come se lo immaginano loro).
Il terzo polo da al solito un colpo al cerchio e uno alla botte, si raccoglie le briciole, tanto quelle ci saranno sempre, e nutre i propri potentati, tanto gode dell'appoggio più o meno manifesto del vaticano.
La sinistra fa il solito giochetto del "siamo moderati/siamo rivoluzionari" si spacca, si riunisce, appoggia e non appoggia, certa che esista ancora un elettorato che si pone certi problemi, che pensa a lenin e/o a solidarnosh, che si sente comunista e/o post comunista. Dove vivono non si sa...
I movimenti grillintravaglinforconiani da tastiera e/o da blocco stradale odiano monti a prescindere. Mentalità distruttiva, difesa di privilegi, disperazione da fame reale, intellettualismo e figliodipapaismo 2.0, come dire, populismo confuso, frutto di una crisi della politica,dell'economia e dei valori sociali del 900.
Aevano ragione i noglobal che nei primi del 2000 denunciavano la corsa verso il baratro di un economia insostenibile, di un sistema che sarebbe prima o poi esploso. La cosa è avvenuta puntualmente a 10 anni di distanza e ormai fare le barricate non serve più. Non serve una rivoluzione ma una ricostruzione su basi, parametri, valori, dinamiche molto diverse, in rapporto con la situazione reale.
Dunque monti è il meglio che possiamo avere ed è una fortuna insperata che sia comparso lui, e tuti, sotto sotto, sanno che è meglio così, fanno finta di protestare ma sono contenti cha ci sia lui, perché alla fine nessuno sa proporre un'alternativa valida, nessuno ha avuto o ha le palle per caricarsi il fardello sulle spalle tranne monti.
Ringraziamo dio, altro che cazzi...

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La fornero: «Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso»

La Cancellieri rilancia: «Italiani fermi
al posto fisso vicino a mamma e papà»

Il ministro dell'Interno: «Il mondo sta cambiando, Monti voleva sdrammatizzare»



MILANO - «Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà». Lo dice il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri in una intervista a Tgcom24. Per il ministro sul posto fisso «è nata una querelle frutto di una fretta d'interpretazione.

MONTI - Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti». Insomma, aggiunge, «dobbiamo fare un salto, ma non demonizziamo. Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno». La polemica sul posto fisso è legata al tema dell'articolo 18 che il governo non ritiene essere un tabù. Monti il 2 febbraio scorso a Matrix dichiarò che il posto fisso è monotono scatenando una ridda di polemiche salvo poi precisare che la sua frase poteva prestarsi a equivoci.

FORNERO - A rincarare la dose sulla polemica giovani-posto fisso (e di traverso quella sull'art.18), arriva l'intervento del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi di Torino: «Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni». «Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare, ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall'azienda di trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione» ha spiegato ancora il ministro Fornero.

Redazione Online
6 febbraio 2012 | 12:52
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Lavoro, è ancora scontro sul posto fisso La Cancellieri: "I giovani italiani? Mammoni"
Il governo va avanti a lavorare alla riforma del mercato del lavoro: il Prof è in linea con Berlusconi. Pd e Cgil di traverso sull'articolo 18. La Fornero insiste: "Noi vogliamo non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata". Dopo l'appello di Monti, adesso anche la Cancellieri chiede un "salto di mentalità" per restare al passo coi tempi: "Gli italiani sono fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà"


di Lucio Di Marzo - 06 febbraio 2012, 14:02

La monotonia del posto è un tormentone destinato a durare. Dopo le discusse affermazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, a tornare sull'argomento è il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Intervistata da TgCom24, il ministro ci descrive come "fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà". Non bastava la noia del posto fisso. Forse neppure la "bamboccioneria" dei giovani versione Padoa Schioppa. Non bastavano neppure "gli sfigati" di Martone, che proprio a laurearsi in tempo utile non ce la fanno. D'altra parte anche il ministro del Welfare Elsa Fornero ha fatto presente che il governo vuole "non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata, dallo Stato, dalla società, dalla sua stessa impresa a trovare in tempi rapidi un nuovo lavoro".


Certo, il ministro non "demonizza", come lei stessa sottolinea, ma intanto la stoccata è stata tirata. "Dobbiamo fare un salto", commenta la Cancellieri. E spiega: "Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno". Ma è un fatto che "il mondo moderno ha grande esperienza di mobilità", mentre "noi viviamo nella cultura del posto fisso", in un periodo storico in cui "il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti".

Una critica ficcante quella del ministro degli Interni, a cui risponde la Rete della Conoscenza, network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario. A detta degli studenti il governo "ogni giorno insulta e si fa beffe di milioni di italiani, insultandoli con presunzione, dimostrando di non conoscere affatto la realtà del Paese".

La critica che viene rivolta al ministro Cancellieri è soprattutto quella di pensare gli italiani "fermi, come struttura mentale, al posto fisso, magari accanto a mamma e papà", senza tenere conto dei "dati sull'emigrazione degli italiani". Dati alla mano sottolineano come "Nell’Unione Europea l’Italia sia ormai il secondo Paese - dopo la Romania - per cittadini emigranti". Un fenomeno in cui "sono tantissimi i giovani coinvolti", sia all'interno che al di fuori dal Paese. "Altro che posto fisso a casa con mamma e papà. I giovani italiani emigrano anche troppo!".

A dare manforte alla Cancellieri ci pensa anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "Uno degli scopi di questo governo è spalmare le tutele su tutti, non dare a tutti un posto fisso a vita", dice, una promessa che oggi sarebbe solo "una facile illusione". "Stiamo lavorando per cercare di modificare i contratti, per eliminare la flessibilità cattiva e limitare quelle forme di abuso che ci sono state - aggiunge - ma c'è un'altra parte di flessibilità, quella buona, che implica che un'azienda può avere bisogno nel corso della sua attività di un alleggerimento di personale".
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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goldenboy ha scritto:che ci sia bisogno di interventi sul mercato del lavoro è evidente..e il governo deve farlo!!!ma che giornalmente ci dobbiamo sciroppare le coglionate di gente che apre la bocca a vanvera non ce lo ha imposto il medico...stiano zitti,facciano il loro lavoro ma non ci vengano a fare la morale :salut

io penso che molte delle cose che dicono vengano decontestualizzate e strumentalizzate a bella posta.
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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Lavoro, è ancora scontro sul posto fisso La Cancellieri: "I giovani italiani? Mammoni"
Il governo va avanti a lavorare alla riforma del mercato del lavoro: il Prof è in linea con Berlusconi. Pd e Cgil di traverso sull'articolo 18. La Fornero insiste: "Noi vogliamo non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata". Dopo l'appello di Monti, adesso anche la Cancellieri chiede un "salto di mentalità" per restare al passo coi tempi: "Gli italiani sono fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà"


di Lucio Di Marzo - 06 febbraio 2012, 14:02

La monotonia del posto è un tormentone destinato a durare. Dopo le discusse affermazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, a tornare sull'argomento è il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Intervistata da TgCom24, il ministro ci descrive come "fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà". Non bastava la noia del posto fisso. Forse neppure la "bamboccioneria" dei giovani versione Padoa Schioppa. Non bastavano neppure "gli sfigati" di Martone, che proprio a laurearsi in tempo utile non ce la fanno. D'altra parte anche il ministro del Welfare Elsa Fornero ha fatto presente che il governo vuole "non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata, dallo Stato, dalla società, dalla sua stessa impresa a trovare in tempi rapidi un nuovo lavoro".


Certo, il ministro non "demonizza", come lei stessa sottolinea, ma intanto la stoccata è stata tirata. "Dobbiamo fare un salto", commenta la Cancellieri. E spiega: "Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno". Ma è un fatto che "il mondo moderno ha grande esperienza di mobilità", mentre "noi viviamo nella cultura del posto fisso", in un periodo storico in cui "il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti".

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La critica che viene rivolta al ministro Cancellieri è soprattutto quella di pensare gli italiani "fermi, come struttura mentale, al posto fisso, magari accanto a mamma e papà", senza tenere conto dei "dati sull'emigrazione degli italiani". Dati alla mano sottolineano come "Nell’Unione Europea l’Italia sia ormai il secondo Paese - dopo la Romania - per cittadini emigranti". Un fenomeno in cui "sono tantissimi i giovani coinvolti", sia all'interno che al di fuori dal Paese. "Altro che posto fisso a casa con mamma e papà. I giovani italiani emigrano anche troppo!".

A dare manforte alla Cancellieri ci pensa anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "Uno degli scopi di questo governo è spalmare le tutele su tutti, non dare a tutti un posto fisso a vita", dice, una promessa che oggi sarebbe solo "una facile illusione". "Stiamo lavorando per cercare di modificare i contratti, per eliminare la flessibilità cattiva e limitare quelle forme di abuso che ci sono state - aggiunge - ma c'è un'altra parte di flessibilità, quella buona, che implica che un'azienda può avere bisogno nel corso della sua attività di un alleggerimento di personale".

Chi voglia capire perché il giornale scrive queste cose e perché il caro Doddi le posta si vada a leggere il mio post precedente alla voce PDL...
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intanto le dicono :salut
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La monotonia del posto è un tormentone destinato a durare. Dopo le discusse affermazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, a tornare sull'argomento è il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Intervistata da TgCom24, il ministro ci descrive come "fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà". Non bastava la noia del posto fisso. Forse neppure la "bamboccioneria" dei giovani versione Padoa Schioppa. Non bastavano neppure "gli sfigati" di Martone, che proprio a laurearsi in tempo utile non ce la fanno. D'altra parte anche il ministro del Welfare Elsa Fornero ha fatto presente che il governo vuole "non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata, dallo Stato, dalla società, dalla sua stessa impresa a trovare in tempi rapidi un nuovo lavoro".


Certo, il ministro non "demonizza", come lei stessa sottolinea, ma intanto la stoccata è stata tirata. "Dobbiamo fare un salto", commenta la Cancellieri. E spiega: "Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno". Ma è un fatto che "il mondo moderno ha grande esperienza di mobilità", mentre "noi viviamo nella cultura del posto fisso", in un periodo storico in cui "il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti".

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La critica che viene rivolta al ministro Cancellieri è soprattutto quella di pensare gli italiani "fermi, come struttura mentale, al posto fisso, magari accanto a mamma e papà", senza tenere conto dei "dati sull'emigrazione degli italiani". Dati alla mano sottolineano come "Nell’Unione Europea l’Italia sia ormai il secondo Paese - dopo la Romania - per cittadini emigranti". Un fenomeno in cui "sono tantissimi i giovani coinvolti", sia all'interno che al di fuori dal Paese. "Altro che posto fisso a casa con mamma e papà. I giovani italiani emigrano anche troppo!".

A dare manforte alla Cancellieri ci pensa anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "Uno degli scopi di questo governo è spalmare le tutele su tutti, non dare a tutti un posto fisso a vita", dice, una promessa che oggi sarebbe solo "una facile illusione". "Stiamo lavorando per cercare di modificare i contratti, per eliminare la flessibilità cattiva e limitare quelle forme di abuso che ci sono state - aggiunge - ma c'è un'altra parte di flessibilità, quella buona, che implica che un'azienda può avere bisogno nel corso della sua attività di un alleggerimento di personale".

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non per difendere doddi(me ne guarderei bene),ma ste dichiarazioni della Cancellieri erano anche su alltri siti(repubblica,corriere,)
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Lavoro, è ancora scontro sul posto fisso La Cancellieri: "I giovani italiani? Mammoni"
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La monotonia del posto è un tormentone destinato a durare. Dopo le discusse affermazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, a tornare sull'argomento è il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Intervistata da TgCom24, il ministro ci descrive come "fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà". Non bastava la noia del posto fisso. Forse neppure la "bamboccioneria" dei giovani versione Padoa Schioppa. Non bastavano neppure "gli sfigati" di Martone, che proprio a laurearsi in tempo utile non ce la fanno. D'altra parte anche il ministro del Welfare Elsa Fornero ha fatto presente che il governo vuole "non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata, dallo Stato, dalla società, dalla sua stessa impresa a trovare in tempi rapidi un nuovo lavoro".


Certo, il ministro non "demonizza", come lei stessa sottolinea, ma intanto la stoccata è stata tirata. "Dobbiamo fare un salto", commenta la Cancellieri. E spiega: "Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno". Ma è un fatto che "il mondo moderno ha grande esperienza di mobilità", mentre "noi viviamo nella cultura del posto fisso", in un periodo storico in cui "il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti".

Una critica ficcante quella del ministro degli Interni, a cui risponde la Rete della Conoscenza, network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario. A detta degli studenti il governo "ogni giorno insulta e si fa beffe di milioni di italiani, insultandoli con presunzione, dimostrando di non conoscere affatto la realtà del Paese".

La critica che viene rivolta al ministro Cancellieri è soprattutto quella di pensare gli italiani "fermi, come struttura mentale, al posto fisso, magari accanto a mamma e papà", senza tenere conto dei "dati sull'emigrazione degli italiani". Dati alla mano sottolineano come "Nell’Unione Europea l’Italia sia ormai il secondo Paese - dopo la Romania - per cittadini emigranti". Un fenomeno in cui "sono tantissimi i giovani coinvolti", sia all'interno che al di fuori dal Paese. "Altro che posto fisso a casa con mamma e papà. I giovani italiani emigrano anche troppo!".

A dare manforte alla Cancellieri ci pensa anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "Uno degli scopi di questo governo è spalmare le tutele su tutti, non dare a tutti un posto fisso a vita", dice, una promessa che oggi sarebbe solo "una facile illusione". "Stiamo lavorando per cercare di modificare i contratti, per eliminare la flessibilità cattiva e limitare quelle forme di abuso che ci sono state - aggiunge - ma c'è un'altra parte di flessibilità, quella buona, che implica che un'azienda può avere bisogno nel corso della sua attività di un alleggerimento di personale".

Chi voglia capire perché il giornale scrive queste cose e perché il caro Doddi le posta si vada a leggere il mio post precedente alla voce PDL...
Ed il Corriere? 8-)
Guarda che ne ho messi due ... il primo ti sarà sfuggito, in Italia si sà che si deve fare la media tra diverse fonti.

A proposito manca Repubblica :read:

P.s.: un dato emerge in modo incontroverbile: prima che un paese di bamboccioni, di sfigati, di mammoni l'Italia è un paese di permalosoni.

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CRISI
Cancellieri: "Posto fisso vicino a mamma"
Camusso: "No a manutenzione art.18"
Fornero: "Su riforma non si può tergiversare". Il ministro dell'interno: "Il mondo sta cambiando, noi italiani dobbiamo fare un salto". Monti: "Governo vuole accelerare su riforme" Il segretario della Cgil: "Il governo sui licenziamenti vuole fare da solo". Bonanni: "Necessarie revisioni". Anche la Uil apre a modifiche sul licenziamento per motivi economici. Marcegaglia: "Norma va rivista in modo serio"

ROMA - "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà". Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in una intervista a Tgcom24, apre una nuova querelle sul tema caldo del lavoro. Con una frase destinata a innescare nuove polemiche dopo le parole di Mario Monti 1 che aveva definito 'monotono' il posto fisso. Il ministro torna sull'uscita di Monti, dicendo che "è nata una querelle frutto di una fretta d'interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti". Insomma, aggiunge, "dobbiamo fare un salto, ma non demonizziamo. Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno".

Sulla necessità si agire in fretta sulla riforma interviene di nuovo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che, inaugurando l'anno accademico all'Università di Torino 2, ribadisce: "Su riforma bisogna agire, non si può più tergiversare. Il percorso deve essere rapido, non si può fermarsi, aspettare. Non è una soluzione e il governo ha il dovere di agire per cercare di risolvere i problemi, anche se questo non vuol dire negare al Parlamento la priorità di decidere. È in corso un dialogo con le parti sociali - dice -. Ciò vuol dire che non è tutto deciso, ma vogliamo ascoltare. La riforma del mercato del lavoro non è fatta per mettere gli uni contro gli altri. Nessuno vuole usare la clava, ma vogliamo usare la parte positiva e propositiva del dialogo. La riforma - ha aggiunto - non è una bacchetta magica che può dare lavoro immediato a quanti oggi non ce l'hanno, ma vogliamo restituire prospettive al Paese''. E sul posto fisso aggiunge: ''Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni''. Poi sul tema del licenziamento ha spiegato: ''Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare, ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall'azienda di trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione''.

E che il governo voglia accelerare sulle riforme lo ha ribadito anche il premier, Mario Monti in una dichiarazione alla stampa con Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse: "Potete immaginare come il governo italiano sia avido di collaborare con l'Ocse e avere il suo impulso, proprio perché si occupa di quelle cose che noi con accelerato impulso intendiamo realizzare in Italia, a partire dalle riforme strutturali". Poi, entrando nello specifico della riforma del lavoro, ha sottolineato: "Mi sfugge completamente quale potrebbe essere la ragione di un intento da parte del governo di esasperare alcunché specialmente in una materia importante e sensibile e socialmente cruciale come il mercato del lavoro", ribadendo l'importanza del dialogo con le parti sociali e con i sindacati per cercare "di aggredire quel drammatico problema della disoccupazione giovanile". Il premier ha, poi, aggiunto che la riforma delle professioni può incrementare la produttività del 4%.

Che ci sia una trattativa in corso tra le parti sociali e il governo lo ha ribadito anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera: "C'è un tavolo aperto che ancora non ha raggiunto alcuna conclusione, quindi non commento - ha detto il ministro -. Tutti i temi di questo tavolo che hanno a che fare con il contratto, con la flessibilità in entrata o in uscita, con gli ammortizzatori sociali e i servizi all'occupazione: sono capitoli di un unico piano che deve essere rivisto - ha sottolineato Passera -. Gli ammortizzatori sociali sono molti e le aziende li pagano, quindi non c'è ragione di non utilizzarli. Ma in certi casi c'è un abuso e questi ammortizzatori, quando non c'è effettiva possibilità di risanare l'azienda, non sono utili. Il tema dell'indennità di disoccupazione quindi in questi casi va affrontato, ma è ancora tutto sul tavolo".

"Questo è un governo che spesso pensa di non dover rendere conto a nessuno e quindi immagina di poter procedere anche da solo", dice il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che, intervistata da Radio Popolare, ha replicato alle proposte avanzate da Cisl e Uil sull'art.18: "Una manutenzione dell'articolo 18 intesa come diminuzione della sua efficacia non è giusta e nemmeno necessaria. La cosa che ci preoccupa più di tutte è l'idea che da un confronto sul mercato del lavoro e sul tema fondamentale del dualismo del mercato del lavoro e della precarietà si è passati a una discussione su come indebolire le tutele dei lavoratori", aggiunge. E ancora: "Il tempo della trattativa sul lavoro può essere breve o lungo. Dipende da quale disponibilità c'è a discutere delle questioni vere e provare a risolverle", continua Susanna Camusso. "Certo, se bisogna discutere solo di licenziamenti il tempo diventa infinito. Non faccio previsioni ma penso che ci sono questioni molto complicate su cui le posizioni sono profondamente diverse. Penso - conclude la leader sindacale - che bisogna fare tutti gli sforzi per trovare delle soluzioni su almeno due temi: precarietà e allargamento degli ammortizzatori sociali".

Apre, invece, a una 'manutenzione' dell'art.18 il segretario generale della Cisl, Rafaele Bonanni che, dopo le dichiarazioni rilasciate nell'intervista al Sole 24 Ore sulla possibilità di 'tirare fuori dall'area dell'articolo 18 questioni come i licenziamenti economici', oggi ospite ad Agorà su Rai Tre ha ribadito: "Mio zio Sandrino, che faceva il bidello, ora è in pensione, dice che è importante per tutelare le persone dagli abusi e dalle discriminazioni che ancora ci sono sul lavoro. Dunque va mantenuto. Ma c'è bisogno di una robusta manutenzione e alcune inefficienze possiamo anche revisionarle". "Proponiamo delle cause veloci" nei casi di licenziamenti, ha aggiunto Bonanni, "il sistema giudiziario troppo spesso si slabbra". Il leader della Cisl ha inoltre affermato di non aver sentito ieri il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "La Camusso? Ieri non l'ho sentita, c'era la neve anche sulle linee telefoniche. Alla fine però il buon senso porterà tutti a trovare la quadra".

Possibilista sulla riscrittura della norma nelle parti relative al licenziamento per motivi economici si è detto anche il leader Uil, Luigi Angeletti. In un'intervista a La Stampa ha ribadito ha detto no ad interventi per modificare l'art.18 che riguarda la tutela dei licenziamenti senza giustificato motivo, ma ha aggiunto: "Se in quel testo c'è una lacuna, se il mondo nel frattempo è cambiato e occorre sancire un principio, sono disposto a dire sì a una legge che dica esplicitamente, fatte salve le ragioni discriminatorie, quando il licenziamento è consentito per motivi economici".

''L'articolo 18 va rivisto in modo serio perché dobbiamo diventare europei in tutto'', è la posizione della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, nell'ambito della trattativa avviata tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. La presidente degli industriali, che ha parlato a margine della Mobility Conference 2012 promossa da Assolombarda, si è espressa a favore di un meccanismo di ''indennizzo economico'' per i dipendenti che perdono il posto di lavoro per motivi non previsti dalla cosiddetta ''giusta causa''.






(06 febbraio 2012) © Riproduzione riservata
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:
mohammed ha scritto:
doddi ha scritto:http://www.ilgiornale.it/interni/lavoro ... comments=1

Lavoro, è ancora scontro sul posto fisso La Cancellieri: "I giovani italiani? Mammoni"
Il governo va avanti a lavorare alla riforma del mercato del lavoro: il Prof è in linea con Berlusconi. Pd e Cgil di traverso sull'articolo 18. La Fornero insiste: "Noi vogliamo non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata". Dopo l'appello di Monti, adesso anche la Cancellieri chiede un "salto di mentalità" per restare al passo coi tempi: "Gli italiani sono fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà"


di Lucio Di Marzo - 06 febbraio 2012, 14:02

La monotonia del posto è un tormentone destinato a durare. Dopo le discusse affermazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, a tornare sull'argomento è il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Intervistata da TgCom24, il ministro ci descrive come "fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà". Non bastava la noia del posto fisso. Forse neppure la "bamboccioneria" dei giovani versione Padoa Schioppa. Non bastavano neppure "gli sfigati" di Martone, che proprio a laurearsi in tempo utile non ce la fanno. D'altra parte anche il ministro del Welfare Elsa Fornero ha fatto presente che il governo vuole "non che non esista la possibilità di licenziare ma che una persona che è licenziata sia aiutata, dallo Stato, dalla società, dalla sua stessa impresa a trovare in tempi rapidi un nuovo lavoro".


Certo, il ministro non "demonizza", come lei stessa sottolinea, ma intanto la stoccata è stata tirata. "Dobbiamo fare un salto", commenta la Cancellieri. E spiega: "Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno". Ma è un fatto che "il mondo moderno ha grande esperienza di mobilità", mentre "noi viviamo nella cultura del posto fisso", in un periodo storico in cui "il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti".

Una critica ficcante quella del ministro degli Interni, a cui risponde la Rete della Conoscenza, network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario. A detta degli studenti il governo "ogni giorno insulta e si fa beffe di milioni di italiani, insultandoli con presunzione, dimostrando di non conoscere affatto la realtà del Paese".

La critica che viene rivolta al ministro Cancellieri è soprattutto quella di pensare gli italiani "fermi, come struttura mentale, al posto fisso, magari accanto a mamma e papà", senza tenere conto dei "dati sull'emigrazione degli italiani". Dati alla mano sottolineano come "Nell’Unione Europea l’Italia sia ormai il secondo Paese - dopo la Romania - per cittadini emigranti". Un fenomeno in cui "sono tantissimi i giovani coinvolti", sia all'interno che al di fuori dal Paese. "Altro che posto fisso a casa con mamma e papà. I giovani italiani emigrano anche troppo!".

A dare manforte alla Cancellieri ci pensa anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "Uno degli scopi di questo governo è spalmare le tutele su tutti, non dare a tutti un posto fisso a vita", dice, una promessa che oggi sarebbe solo "una facile illusione". "Stiamo lavorando per cercare di modificare i contratti, per eliminare la flessibilità cattiva e limitare quelle forme di abuso che ci sono state - aggiunge - ma c'è un'altra parte di flessibilità, quella buona, che implica che un'azienda può avere bisogno nel corso della sua attività di un alleggerimento di personale".

Chi voglia capire perché il giornale scrive queste cose e perché il caro Doddi le posta si vada a leggere il mio post precedente alla voce PDL...
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Guarda che ne ho messi due ... il primo ti sarà sfuggito, in Italia si sà che si deve fare la media tra diverse fonti.

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ROMA - "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà". Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in una intervista a Tgcom24, apre una nuova querelle sul tema caldo del lavoro. Con una frase destinata a innescare nuove polemiche dopo le parole di Mario Monti 1 che aveva definito 'monotono' il posto fisso. Il ministro torna sull'uscita di Monti, dicendo che "è nata una querelle frutto di una fretta d'interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti". Insomma, aggiunge, "dobbiamo fare un salto, ma non demonizziamo. Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno".

Sulla necessità si agire in fretta sulla riforma interviene di nuovo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che, inaugurando l'anno accademico all'Università di Torino 2, ribadisce: "Su riforma bisogna agire, non si può più tergiversare. Il percorso deve essere rapido, non si può fermarsi, aspettare. Non è una soluzione e il governo ha il dovere di agire per cercare di risolvere i problemi, anche se questo non vuol dire negare al Parlamento la priorità di decidere. È in corso un dialogo con le parti sociali - dice -. Ciò vuol dire che non è tutto deciso, ma vogliamo ascoltare. La riforma del mercato del lavoro non è fatta per mettere gli uni contro gli altri. Nessuno vuole usare la clava, ma vogliamo usare la parte positiva e propositiva del dialogo. La riforma - ha aggiunto - non è una bacchetta magica che può dare lavoro immediato a quanti oggi non ce l'hanno, ma vogliamo restituire prospettive al Paese''. E sul posto fisso aggiunge: ''Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni''. Poi sul tema del licenziamento ha spiegato: ''Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare, ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall'azienda di trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione''.

E che il governo voglia accelerare sulle riforme lo ha ribadito anche il premier, Mario Monti in una dichiarazione alla stampa con Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse: "Potete immaginare come il governo italiano sia avido di collaborare con l'Ocse e avere il suo impulso, proprio perché si occupa di quelle cose che noi con accelerato impulso intendiamo realizzare in Italia, a partire dalle riforme strutturali". Poi, entrando nello specifico della riforma del lavoro, ha sottolineato: "Mi sfugge completamente quale potrebbe essere la ragione di un intento da parte del governo di esasperare alcunché specialmente in una materia importante e sensibile e socialmente cruciale come il mercato del lavoro", ribadendo l'importanza del dialogo con le parti sociali e con i sindacati per cercare "di aggredire quel drammatico problema della disoccupazione giovanile". Il premier ha, poi, aggiunto che la riforma delle professioni può incrementare la produttività del 4%.

Che ci sia una trattativa in corso tra le parti sociali e il governo lo ha ribadito anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera: "C'è un tavolo aperto che ancora non ha raggiunto alcuna conclusione, quindi non commento - ha detto il ministro -. Tutti i temi di questo tavolo che hanno a che fare con il contratto, con la flessibilità in entrata o in uscita, con gli ammortizzatori sociali e i servizi all'occupazione: sono capitoli di un unico piano che deve essere rivisto - ha sottolineato Passera -. Gli ammortizzatori sociali sono molti e le aziende li pagano, quindi non c'è ragione di non utilizzarli. Ma in certi casi c'è un abuso e questi ammortizzatori, quando non c'è effettiva possibilità di risanare l'azienda, non sono utili. Il tema dell'indennità di disoccupazione quindi in questi casi va affrontato, ma è ancora tutto sul tavolo".

"Questo è un governo che spesso pensa di non dover rendere conto a nessuno e quindi immagina di poter procedere anche da solo", dice il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che, intervistata da Radio Popolare, ha replicato alle proposte avanzate da Cisl e Uil sull'art.18: "Una manutenzione dell'articolo 18 intesa come diminuzione della sua efficacia non è giusta e nemmeno necessaria. La cosa che ci preoccupa più di tutte è l'idea che da un confronto sul mercato del lavoro e sul tema fondamentale del dualismo del mercato del lavoro e della precarietà si è passati a una discussione su come indebolire le tutele dei lavoratori", aggiunge. E ancora: "Il tempo della trattativa sul lavoro può essere breve o lungo. Dipende da quale disponibilità c'è a discutere delle questioni vere e provare a risolverle", continua Susanna Camusso. "Certo, se bisogna discutere solo di licenziamenti il tempo diventa infinito. Non faccio previsioni ma penso che ci sono questioni molto complicate su cui le posizioni sono profondamente diverse. Penso - conclude la leader sindacale - che bisogna fare tutti gli sforzi per trovare delle soluzioni su almeno due temi: precarietà e allargamento degli ammortizzatori sociali".

Apre, invece, a una 'manutenzione' dell'art.18 il segretario generale della Cisl, Rafaele Bonanni che, dopo le dichiarazioni rilasciate nell'intervista al Sole 24 Ore sulla possibilità di 'tirare fuori dall'area dell'articolo 18 questioni come i licenziamenti economici', oggi ospite ad Agorà su Rai Tre ha ribadito: "Mio zio Sandrino, che faceva il bidello, ora è in pensione, dice che è importante per tutelare le persone dagli abusi e dalle discriminazioni che ancora ci sono sul lavoro. Dunque va mantenuto. Ma c'è bisogno di una robusta manutenzione e alcune inefficienze possiamo anche revisionarle". "Proponiamo delle cause veloci" nei casi di licenziamenti, ha aggiunto Bonanni, "il sistema giudiziario troppo spesso si slabbra". Il leader della Cisl ha inoltre affermato di non aver sentito ieri il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "La Camusso? Ieri non l'ho sentita, c'era la neve anche sulle linee telefoniche. Alla fine però il buon senso porterà tutti a trovare la quadra".

Possibilista sulla riscrittura della norma nelle parti relative al licenziamento per motivi economici si è detto anche il leader Uil, Luigi Angeletti. In un'intervista a La Stampa ha ribadito ha detto no ad interventi per modificare l'art.18 che riguarda la tutela dei licenziamenti senza giustificato motivo, ma ha aggiunto: "Se in quel testo c'è una lacuna, se il mondo nel frattempo è cambiato e occorre sancire un principio, sono disposto a dire sì a una legge che dica esplicitamente, fatte salve le ragioni discriminatorie, quando il licenziamento è consentito per motivi economici".

''L'articolo 18 va rivisto in modo serio perché dobbiamo diventare europei in tutto'', è la posizione della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, nell'ambito della trattativa avviata tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. La presidente degli industriali, che ha parlato a margine della Mobility Conference 2012 promossa da Assolombarda, si è espressa a favore di un meccanismo di ''indennizzo economico'' per i dipendenti che perdono il posto di lavoro per motivi non previsti dalla cosiddetta ''giusta causa''.






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mohammed ha scritto:
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ROMA - "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà". Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in una intervista a Tgcom24, apre una nuova querelle sul tema caldo del lavoro. Con una frase destinata a innescare nuove polemiche dopo le parole di Mario Monti 1 che aveva definito 'monotono' il posto fisso. Il ministro torna sull'uscita di Monti, dicendo che "è nata una querelle frutto di una fretta d'interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti". Insomma, aggiunge, "dobbiamo fare un salto, ma non demonizziamo. Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno".

Sulla necessità si agire in fretta sulla riforma interviene di nuovo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che, inaugurando l'anno accademico all'Università di Torino 2, ribadisce: "Su riforma bisogna agire, non si può più tergiversare. Il percorso deve essere rapido, non si può fermarsi, aspettare. Non è una soluzione e il governo ha il dovere di agire per cercare di risolvere i problemi, anche se questo non vuol dire negare al Parlamento la priorità di decidere. È in corso un dialogo con le parti sociali - dice -. Ciò vuol dire che non è tutto deciso, ma vogliamo ascoltare. La riforma del mercato del lavoro non è fatta per mettere gli uni contro gli altri. Nessuno vuole usare la clava, ma vogliamo usare la parte positiva e propositiva del dialogo. La riforma - ha aggiunto - non è una bacchetta magica che può dare lavoro immediato a quanti oggi non ce l'hanno, ma vogliamo restituire prospettive al Paese''. E sul posto fisso aggiunge: ''Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni''. Poi sul tema del licenziamento ha spiegato: ''Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare, ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall'azienda di trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione''.

E che il governo voglia accelerare sulle riforme lo ha ribadito anche il premier, Mario Monti in una dichiarazione alla stampa con Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse: "Potete immaginare come il governo italiano sia avido di collaborare con l'Ocse e avere il suo impulso, proprio perché si occupa di quelle cose che noi con accelerato impulso intendiamo realizzare in Italia, a partire dalle riforme strutturali". Poi, entrando nello specifico della riforma del lavoro, ha sottolineato: "Mi sfugge completamente quale potrebbe essere la ragione di un intento da parte del governo di esasperare alcunché specialmente in una materia importante e sensibile e socialmente cruciale come il mercato del lavoro", ribadendo l'importanza del dialogo con le parti sociali e con i sindacati per cercare "di aggredire quel drammatico problema della disoccupazione giovanile". Il premier ha, poi, aggiunto che la riforma delle professioni può incrementare la produttività del 4%.

Che ci sia una trattativa in corso tra le parti sociali e il governo lo ha ribadito anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera: "C'è un tavolo aperto che ancora non ha raggiunto alcuna conclusione, quindi non commento - ha detto il ministro -. Tutti i temi di questo tavolo che hanno a che fare con il contratto, con la flessibilità in entrata o in uscita, con gli ammortizzatori sociali e i servizi all'occupazione: sono capitoli di un unico piano che deve essere rivisto - ha sottolineato Passera -. Gli ammortizzatori sociali sono molti e le aziende li pagano, quindi non c'è ragione di non utilizzarli. Ma in certi casi c'è un abuso e questi ammortizzatori, quando non c'è effettiva possibilità di risanare l'azienda, non sono utili. Il tema dell'indennità di disoccupazione quindi in questi casi va affrontato, ma è ancora tutto sul tavolo".

"Questo è un governo che spesso pensa di non dover rendere conto a nessuno e quindi immagina di poter procedere anche da solo", dice il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che, intervistata da Radio Popolare, ha replicato alle proposte avanzate da Cisl e Uil sull'art.18: "Una manutenzione dell'articolo 18 intesa come diminuzione della sua efficacia non è giusta e nemmeno necessaria. La cosa che ci preoccupa più di tutte è l'idea che da un confronto sul mercato del lavoro e sul tema fondamentale del dualismo del mercato del lavoro e della precarietà si è passati a una discussione su come indebolire le tutele dei lavoratori", aggiunge. E ancora: "Il tempo della trattativa sul lavoro può essere breve o lungo. Dipende da quale disponibilità c'è a discutere delle questioni vere e provare a risolverle", continua Susanna Camusso. "Certo, se bisogna discutere solo di licenziamenti il tempo diventa infinito. Non faccio previsioni ma penso che ci sono questioni molto complicate su cui le posizioni sono profondamente diverse. Penso - conclude la leader sindacale - che bisogna fare tutti gli sforzi per trovare delle soluzioni su almeno due temi: precarietà e allargamento degli ammortizzatori sociali".

Apre, invece, a una 'manutenzione' dell'art.18 il segretario generale della Cisl, Rafaele Bonanni che, dopo le dichiarazioni rilasciate nell'intervista al Sole 24 Ore sulla possibilità di 'tirare fuori dall'area dell'articolo 18 questioni come i licenziamenti economici', oggi ospite ad Agorà su Rai Tre ha ribadito: "Mio zio Sandrino, che faceva il bidello, ora è in pensione, dice che è importante per tutelare le persone dagli abusi e dalle discriminazioni che ancora ci sono sul lavoro. Dunque va mantenuto. Ma c'è bisogno di una robusta manutenzione e alcune inefficienze possiamo anche revisionarle". "Proponiamo delle cause veloci" nei casi di licenziamenti, ha aggiunto Bonanni, "il sistema giudiziario troppo spesso si slabbra". Il leader della Cisl ha inoltre affermato di non aver sentito ieri il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "La Camusso? Ieri non l'ho sentita, c'era la neve anche sulle linee telefoniche. Alla fine però il buon senso porterà tutti a trovare la quadra".

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''L'articolo 18 va rivisto in modo serio perché dobbiamo diventare europei in tutto'', è la posizione della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, nell'ambito della trattativa avviata tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. La presidente degli industriali, che ha parlato a margine della Mobility Conference 2012 promossa da Assolombarda, si è espressa a favore di un meccanismo di ''indennizzo economico'' per i dipendenti che perdono il posto di lavoro per motivi non previsti dalla cosiddetta ''giusta causa''.






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Solo il giornale scrive addirittura che "IL PROF E' IN LINEA CON BERLUSCONI" :okok: :okok: :okok:
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Proponi di variare il regolamento così risolviamo il problema... se è questo :okok: :okok:

Cmq a parte la zannella è da settembre che queste cose erano chiare, dai tempi del famoso commissariamento della UE, per cui adesso dopo avre scritto la trama mi limito a vedere il film.
Ahivoglia che la Camusso minaccia è meglio che si dedichi ad altro se non vuole vedere il mondo che è cambiato e che l'art 18 è solo un'ammasso di ipocrisia impraticabile perchè a meno che l'azienda non fallisce non si licenzia mai nessuno, neppure se ruba!
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ovviamente quando non sai cosa rispondere diventi fuori luogo pur di deviare il discorso, poi figurati, a me mi vai benissimo così, mi diverto a spingere certi bottoni pur conoscendo perfettamente in precedenza cosa vado ad attivare e i risultati che voglio ottenere... :thumright
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
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goldenboy ha scritto:
Mariotta ha scritto:
goldenboy ha scritto:che ci sia bisogno di interventi sul mercato del lavoro è evidente..e il governo deve farlo!!!ma che giornalmente ci dobbiamo sciroppare le coglionate di gente che apre la bocca a vanvera non ce lo ha imposto il medico...stiano zitti,facciano il loro lavoro ma non ci vengano a fare la morale :salut

io penso che molte delle cose che dicono vengano decontestualizzate e strumentalizzate a bella posta.

intanto le dicono :salut


non fare finta di non capire :fifi:
non è da te...rraggiuna invece...una cosa detta all'interno di un discorso o contesto più ampio ha un valore. Altro è una cosa buttata lì come frase minima (in grammatica è la frase formata da soggetto e predicato) :mrgreen:
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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ed è comunque zannelle pure la mia... :thumright
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mohammed ha scritto:ovviamente quando non sai cosa rispondere diventi fuori luogo pur di deviare il discorso, poi figurati, a me mi vai benissimo così, mi diverto a spingere certi bottoni pur conoscendo perfettamente in precedenza cosa vado ad attivare e i risultati che voglio ottenere... :thumright
Stavo modificato mentre rispondevi :wink , ma se consenti ad una battuta rispondo con una battuta... o non si può fare neppure questo? :p:
Poi per me puoi anche fare una giornata di esercitazione al pianoforte ... figurati :beer:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
doddi
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Alla luce di tutte queste bordate, chiare ed esplicite, pensate che l'ormai accerchiato Art. 18 arriverà ad aprile ?
Ed inoltre, in tutta onestà, per chi ne gode della tutela, pensate che davvero qualcuno possa correre il rischio di essere licenziato per le vostre esperienze lavorative ?
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Regmi
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mohammed ha scritto:ed è comunque zannelle pure la mia... :thumright
Si Moha
Ma qualunquista non glie lo dire però
Lui è un lungimirante analista e per giunta riflessivo
8-)
Ultima modifica di Regmi il 06/02/2012, 18:20, modificato 1 volta in totale.
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doddi ha scritto:Alla luce di tutte queste bordate, chiare ed esplicite, pensate che l'ormai accerchiato Art. 18 arriverà ad aprile ?
Ed inoltre, in tutta onestà, per chi ne gode della tutela, pensate che davvero qualcuno possa correre il rischio di essere licenziato per le vostre esperienze lavorative ?

E che ne so :scratch

La testa pensante, quello che ci indica la luna tu sei.
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Le continue esternazioni di questi grandi professori denotano due cose: o sono di una arroganza senza pudore (Brunetta docet) o vivono in un mondo tutto loro, senza conoscere le reali condizioni di studenti, giovani lavoratori precari e pensionati.

Chi sarà il prossimo professore a spararla ancora più grossa ?
S'a Reggina è na malatia, prima Foti e poi Praticò sunnu i so merici curanti.
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GURRIA (OCSE): «pROGRAMMA DI RIFORME ITALIANE BEN CONCEPITO»

«No a esasperazioni sul lavoro, vogliamo solo fare una riforma che garantisca la crescita»
Monti nega l'attrito con i sindacati: «Stiamo solo cercando la via migliore per aggredire la disoccupazione giovanile»



Mario Monti (LaPresse)
MILANO - Nessuna voglia di esasperare il confronto con i sindacati né tantomeno di metterli di fronte al fatto compiuto in materia di lavoro. Il governo non ha nessun intento di «esasperare alcunché» in materia di mercato del lavoro, ma sta solo cercando di «trovare la via migliore per fare in modo che anche gli istituti del lavoro possano dare un contributo alla crescita, soprattutto per aggredire la disoccupazione giovanile. Cerchiamo il dialogo con le parti sociali, anche con la consultazione delle esperienze degli altri paesi per trovare quale sia la via migliore perché istituti del mercato del lavoro e ammortizzatori sociali possano dare un contributo al problema drammatico della disoccupazione giovanile». Così il presidente del Consiglio Mario Monti, al termine dell'incontro con il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria.

GURRIA - «Il programma di riforme italiane è molto articolato e ben concepito. Il lavoro è in corso. Già molti provvedimenti sono stati adottati o sono in cantiere. Tra questi migliorare la lotta all'inflazione e dare più possibilità di lavoro ai giovani. Questo pacchetto di riforme può fare molto per incrementare la crescita. L'Ocse è a disposizione dell'Italia per sostenere l'azione del governo nel suo sforzo di riforma». Queste le parole di elogio al governo Monti da parte del segretario generale dell'Ocse. «Il pacchetto di riforme potrebbe aumentare la produttività dell'8% in 10 anni» ha spiegato ancora Gurria. «Il governo ha giustamente messo la lotta al dualismo e al precariato in testa al suo programma relativo al mercato del lavoro. Le nostre analisi mostrano che un pacchetto di riforme in questo settore aumenteranno produttività ed occupazione» ha proseguito Gurria. «Sul fronte fiscale il governo sta intensificando la lotta all'evasione e all'elusione e questo va nella direzione giusta» ha concluso Gurria.

RIFORME - «L'Ocse ha fornito una base conoscitiva importante per calibrare le riforme e impostare le nuove misure per aggredire i nodi strutturali che bloccano la crescita dell'Italia. In un momento in cui le singole categorie e gruppi di legittimi interessi sono a disagio perché il governo chiede loro di contribuire alle riforme per ridurre le rendite posizione, è particolarmente importante che qualcuno come l'Ocse possa dare una parola di conforto su questa strategia e di speranza a tutti i soggetti interessati, perché da queste riforme - non sempre gradevoli e quasi mai gradite - arrivano benefici di crescita senza dovere aspettare troppo» ha replicato il premier.


Redazione Online
6 febbraio 2012 | 14:02
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