Il posto fisso? Che monotonia ......

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reggino
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pab397 ha scritto:Per Monti è stato troppo facile guadagnarsi consensi e fiducia tra i partner europei, considerate le incapacità e l'inaffidabilità di chi lo ha preceduto.
Ad onor del vero gli va dà atto,che a prescindere da chi lo ha preceduto,lui godeva e gode di una stima e di un rispetto immenso dai partner europei,e dalla stampa europea,grazie alla sua carriera straordinaria,certo il fatto che prima di lui c'èra un clown,gli ha spianato la strada verso un consenso ampio non solo sul piano nazionale ma anche europeo,ma io ritengo che buona parte della credibilità che si è guadagnato dalla Francia e dalla Germania,sia dovuto al suo curriculum.Quello di cui mi rammarico è che a tenerlo in vita è un partito di destra come il pdl,e due partiti di centro(devo dargli ragione ad eddiegraces,quando diceva che il pd fosse un partito di centro):l'udc e il pd.Perchè se a sostenerlo invece fossero stati Vendola e Di Pietro,qualche uscita stupida(fatta secondo me per accativarsi le simpatie del pdl,ti ricordi l'uscita di Brunetta sui precari,e quelle di Sacconi? di cui si dice che gli vorrebbe staccare la spina al più presto:wink ) se la sarebbe risparmiata,e qualche riforma di natura socialista l'avrebbe fatta.Io l'operazione di Napolitano non la condanno totalmente,perchè la nostra classe politica,non solo Berlusconi,ma la stragrande maggioranza dei politici,se non tutti,non sono credibili agli occhi dell'Europa,e una persona come Monti che gode di un ampio sostegno soprattutto da parte di quei Paesi che hanno la goldenshare dell'Europa,ci sarebbe stato stato e ci può essere utile,purtroppo c'è il fatto che è sostenuto dal pdl e da partiti di centro,e non può fare un certo tipo di riforme.La cosa paradossale è che chi dovrebbe essere contento di questo governo,penso a il giornale,o a libero,o al foglio di Ferrara,che è da vent'anni che ce la menano con la rivoluzione liberale,sono quelli che più attaccano(forse più anche di Travaglio)Monti,quando Monti è stato uno dei pochi veri politici liberali,che l'Italia abbia mai avuto.A dimostrazione come i vari Sallusti, i vari Belpietro,i vari Porro,non hanno idee,ma solo l'interesse di campiacere il proprio padrone.
Ultima modifica di reggino il 03/02/2012, 11:17, modificato 1 volta in totale.
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pab397
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reggino ha scritto:
pab397 ha scritto:Per Monti è stato troppo facile guadagnarsi consensi e fiducia tra i partner europei, considerate le incapacità e l'inaffidabilità di chi lo ha preceduto.
Ad onor del vero gli va dà atto,che a prescindere da chi lo ha preceduto,lui godeva e gode di una stima e di un rispetto immenso dai partner europei,e dalla stampa europea,grazie alla sua carriera straordinaria,certo il fatto che prima di lui c'èra un clown,gli spianato la strada verso un consenso ampio non solo sul piano nazionale ma anche europeo,ma io ritengo che buona parte della credibilità che si è guadagnato dalla Francia e dalla Germania,sia dovuto al suo curriculum.Quello di cui mi rammarico è che a tenerlo in vita è un partito di destra come il pdl,e due partiti di centro(devo dargli ragione ad eddiegraces,quando diceva che il pd fosse un partito di centro):l'udc e il pd.Perchè se a sostenerlo invece fossero stati Vendola e Di Pietro,qualche uscita stupida(fatta secondo me per accativarsi le simpatie del pdl,ti ricordi l'uscita di Brunetta sui precari,e quelle di Sacconi? di cui si dice che gli vorrebbe staccare la spina al più presto:wink ) se la sarebbe risparmiata,e qualche riforma di natura socialista l'avrebbe fatta.Io l'operazione di Napolitano non la condanno totalmente,perchè la nostra classe politica,non solo Berlusconi,ma la stragrande maggioranza dei politici,se non tutti,non sono credibili agli occhi dell'Europa,e una persona come Monti che gode di un ampio sostegno soprattutto da parte di quei Paesi che hanno la goldenshare dell'Europa,ci sarebbe stato stato e ci può essere utile,purtroppo c'è il fatto che è sostenuto dal pdl e da partiti di centro,e non può fare un certo tipo di riforme.La cosa paradossale è che chi dovrebbe essere contento di questo governo,penso a il giornale,o a libero,o al foglio di Ferrara,che è da vent'anni che ce la menano con la rivoluzione liberale,sono quelli che più attaccano(forse più anche di Travaglio)Monti,quando Monti è stato uno dei pochi veri politici liberali,che l'Italia abbia mai avuto.A dimostrazione come i vari Sallusti, i vari Belpietro,i vari Porro,non hanno idee,ma solo l'interesse di campiacere il proprio padrone.
condivido in pieno
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sono talmente comunista che da bambino mi mangiavo da solo
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Sentire cosa dice il sindaco di Bari, Emiliano, ai microfoni di “Un giorno da pecora”, su Radio Due, riguardo alle parole di Monti sulla “monotonia” del posto fisso :???: :???:

“Credo che Monti abbia preso una scivolata, gli è scappata. Posti fissi come i pompieri o carabinieri non ti consentono di annoiarti,e ti fanno anche rischiare la vita, ogni giorno. Molto di più di un professore. Che Monti sia snob non c’è dubbio. Ha uno snobismo che è a metà tra il lombardo e l’accademico, insomma è una miscela esplosiva” :roll:
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DoubleD
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Lixia ha scritto:I giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. E' bello cambiare e accettare delle sfide" ha detto.
grandissima merda, se noi andiamo dalle tue amiche banche
a chiedere un prestito per comprare una macchina, una casa o altro... se non abbiamo un posto fisso loro cosa ci rispondono ? ? ?

dimmelo GRANDE PEZZO DI MERDA TU E TUTTA ST'ITALIA SCHIFOSA!
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onlyamaranto
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Veramente uno scivolone pazzesco di Monti, degno del miglior Brunetta, ma come si può parlare di monotonia di un posto fisso sulla pelle di tanti giovani ( e meno giovani, è questo il dramma) per i quali la cosiddetta flessibilità è diventata solo un escamotage delle aziende per risparmiare sui costi del lavoro???? io resto sbalordito di fronte a certe dichiarazioni, un discorso organico, ma soprattutto dei provvedimenti organici per proteggere il lavoro flessibile li avrei capiti, ma così è solo una grossa mancanza di comprensione nei confronti di un'intera generazione, anzi di due generazioni, visto il prblema lavoro che interessa anche i 40/50enni. Mi auguro che Monti si affretti a smentire non la dichiarazione (sarebbe una berlusconata), ma si impegni a smentire con i fatti l'impressione che anche questo governo se ne stia fregando altamente di risolvere i problemi del lavoro in Italia.

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "
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goldenboy
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caro Monti....cu culu i l'autri simu tutti ricch... :salut
doddi
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Voleva fare lo spiritoso ma è un veggente futurista; dopo aver già progettato la nuova architettura del paese precorre i tempi con questi proclami.
Di lavoro ce n'è poco e di posti fissi ancora meno al momento. L'articolo 18 è già in soffitta, unico caso al mondo in cui esiste tale tutela, la pubblica amministrazione sarà snellita di molto e la cassa integrazione non sarà l'ammotizzatore sociale che fino ad oggi ha tutelato milioni di lavoratori italiani, mentre và in scena il teatrino del dialogo quanto tutto è già deciso,per cui per quanto brusca l'affermazione è quantomai veritiera e sarà il caso di cominciare a farci i conti.
Vedremo quali saranno le contromisure. Dal parcheggio si vorrebbe passare al movimento perenne.
Competitività sarà questo il verbo del futuro.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
reggino
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onlyamaranto ha scritto:Veramente uno scivolone pazzesco di Monti, degno del miglior Brunetta, ma come si può parlare di monotonia di un posto fisso sulla pelle di tanti giovani ( e meno giovani, è questo il dramma) per i quali la cosiddetta flessibilità è diventata solo un escamotage delle aziende per risparmiare sui costi del lavoro???? io resto sbalordito di fronte a certe dichiarazioni, un discorso organico, ma soprattutto dei provvedimenti organici per proteggere il lavoro flessibile li avrei capiti, ma così è solo una grossa mancanza di comprensione nei confronti di un'intera generazione, anzi di due generazioni, visto il prblema lavoro che interessa anche i 40/50enni. Mi auguro che Monti si affretti a smentire non la dichiarazione (sarebbe una berlusconata), ma si impegni a smentire con i fatti l'impressione che anche questo governo se ne stia fregando altamente di risolvere i problemi del lavoro in Italia.
Il problema è che anzichè colpire chi ha causato la crisi:banche,corruzione,evasione,classe politica,si sta colpendo chi questa crisi non l'ha creata,e anzi la sta subendo.In Grecia si stanno adottando i provvedimenti che stiamo adottando noi,e i risultati sono pessimi,non è distruggendo i diritti che sollevi un Paese,anzi lo uccidi.E' rafforzando i diritti e le tutele che l'economia si riprende,lo abbiamo visto l'anno passato quando a Natale,i consumi sono calati enormemente rispetto agli altri anni ,è ovvio:disoccupazione al massimo storico,stipendi bassi,tasse alte,chi consuma?bisogna fare una politica che eviti i licenziamenti,che aumenti i salari,noi siamo il Paese con i salari più bassi d'europa,che aumenti la sicurezza sui posti di lavoro(noi siamo il Paese con tantissimi incidenti sui luoghi di lavoro),e che riduca le tasse e la burocrazia per le imprese.BAsta fare questo per dare crescita e sviluppo al nostro Paese.
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in diretta videoforum su Repubblica:

Dopo la frase sulla "monotonia del lavoro fisso": "Frase fuori contesto: volevo solo dire che i giovani dovranno abituarsi a cambiare, andare all'estero, questo non è negativo. Il nostro modello è la Danimarca". "In Italia oggi Bill Gates non potrebbe mai fare strada, bisogna liberalizzare"
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Monti: su posto fisso chiedo scusa. Ma abituarsi a cambiare spesso
Il premier: i giovani hanno troppa diffidenza verso la mobilità. Forme estreme di precariato sono come schiavitù


03/02/2012 http://notizie.virgilio.it/" onclick="window.open(this.href);return false;

Roma, 3 feb. (TMNews) - Travolto dalle polemiche il premier Mario Monti si è detto dispiaciuto se con la frase sulla monotonia del posto fisso ha offeso la sensibilità di qualcuno affermando che "presa fuori dal contesto può prestarsi all'equivoco". Per il Professore, però, bisogna abituarsi a cambiare spesso lavoro e a cambiare Paese: i giovani italiani hanno troppa diffidenza verso la mobilità.

Il presidente del Consiglio, parlando a Repubblica.it, ha affermato che se "per posto fisso intendiamo un posto di lavoro che ha una sua stabilità e delle tutele - ha sottolineato - è ovvio che è un valore positivo. La frase che ho usato diceva che i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita, non lo avranno come capitava ancora nella mia generazione" in cui si aveva "un lavoro stabile presso un unico datore di lavoro, in una stessa sede per tutta la vita".

"Si possono usare frasi sbagliate ma per fortuna la comunicazione continua e così mi è stato possibile chiarire cosa intendevo con quella frase", ha detto.

"Per arrivare a dare un lavoro ai giovani, bisogna tutelare un po meno chi è molto tutelato, quasi blindato nella sua cittadella di lavoratore tutelato", ha aggiunto. "Bisogna tutelare - ha proseguito - chi oggi si trova in una situazione quasi di schiavitù, infatti nel mondo del lavoro ci sono forme estreme di precariato, o chi proprio non riesce a entrarci".
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Io quest’uomo proprio non lo capisco, forse è troppo professore per i miei gusti, troppo snob e troppo contraddittorio, per esempio, quando parla di lavoro riferendosi al modello danese.

Dice che sebbene non sia un esempio da imitare, perchè "hanno un mercato del lavoro molto flessibile e per questo è più facile trovarlo, ma in molti settori è molto poco tutelato il lavoratore". Poi continua dicendo che il "modello" a cui guardare "è più quello dell'Europa del Nord, della mitica Danimarca, ma non è che dobbiamo diventare tutti danesi". Lì, spiega, c'è "la tutela del singolo lavoratore" e ci sono anche "una serie di ammortizzatori sociali e reti di protezione per lui, non per il posto". Soprattutto, "c'è la possibilità di riaddestramento professionale".

Non capisco cosa significhi tutelare il lavoratore e non il posto di lavoro :scratch

Io intendo il suo pensiero recondito secondo cui, anche le tutele per chi perde il lavoro, cioè per il lavoratore che resta disoccupato, dovrebbero essere a carico dello Stato, quindi non riesco a capire la differenza, o meglio, tutelando il lavoratore mediante lo scarico dei relativi costi sull'intera comunità, la società privata scarica i lavoratori che ormai sono divenuti più costosi, magari conservando lo stesso posto per un giovane apprendista sottopagato, sfruttato e senza tutele, come il limone da spremere, un usa e getta liberista.

Il lavoratore disoccupato ormai divenuto un alto costo per la produzione viene espulso dall'impresa e posto a carico dello Stato, il giovane invece viene assunto a bassa paga e tenuto fino a quando non serve più, poi si innesca un altro giro e un'altra corsa. Il posto resta, ma pronto per essere occupato da un'altra forza-lavoro, in un ciclo continuo.

Come dire, privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite :okok:
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Paolo_Padano
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ecco tra l'altro il posto fisso ...

Al lavoro 12 ore sottozero. Protestano diciannove operai di una cooperativa: licenziati
Termometro fino a -25°C nella ditta di surgelati in cui erano impiegati a Mantova. I sindacati: liberismo selvaggioLa storia
Al lavoro 12 ore sottozero. Protestano diciannove operai di una cooperativa: licenziati
Termometro fino a -25°C nella ditta di surgelati in cui erano impiegati a Mantova. I sindacati: liberismo selvaggio
Uno dei lavoratori rinchiuso nella cella frigorifera

MANTOVA - Turni che duravano anche 12 ore di lavoro, dentro e fuori celle frigorifere dove la temperatura è di 20 gradi sottozero. E il giorno che hanno provato a lamentarsi, il loro appello è stato subito accolto: tutti licenziati. A Mantova ci sono 19 lavoratori che sarebbero ben felici di godersi la monotonia del posto fisso evocata dal premier Monti; purtroppo fanno parte di quell'Italia che tira a campare con rapporti di precariato -prestano servizio nella fattispecie per una cooperativa di lavoro - e per i quali i diritti sono un lusso. La loro storia era già approdata all'attenzione dell'opinione pubblica qualche giorno fa, quando il gruppo di operai, assegnati a una ditta che commercia cibi surgelati, aveva denunciato irregolarità nella busta paga. Tralasciando le facili ironie visto che parliamo di persone costrette a starsene intere giornate al gelo, era la classica punta dell'iceberg: una serie di esposti presentati a Ispettorato del lavoro, Inps e anche alla Procura della Repubblica, stanno facendo emergere adesso uno spaccato del lavoro in Italia, lontano anni luce dai «privilegi» dell'articolo 18 e dalla busta paga assicurata il 27 del mese.

La cooperativa in questione è la BBS con sede a Bresso (Milano) assegnataria di un appalto da parte della Primafrost di Mantova. La società milanese, dice l'esposto presentato all'Ispettorato del lavoro, «costringe i lavoratori sotto la minaccia del licenziamento a velocizzare il lavoro in spregio a ogni norma sulla sicurezza... e impone ai propri soci lavoratori turni di 12 ore giornaliere con temperatura di 25 gradi sottozero e con dispositivi di protezione logorati o deteriorati». Le parole sono accompagnate anche da significative fotografie che mostrano alcuni dei magazzinieri arrampicati senza protezioni tra i bancali o con le scarpe da lavoro rotte e riparate alla meno peggio. La denuncia è stata presentata dalla Cisl, alla quale i 19 lavoratori si sono rivolti vincendo paure e ritrosia. In più gli stessi lavoratori avevano denunciato alla Guardia di Finanza che solo una parte del loro compenso (circa 900 euro mensili, pari a circa 130 ore di lavoro) compariva regolarmente in busta paga; il resto veniva mascherato da altre voci o pagato in nero, costituendo di fatto un'evasione delle tasse.

«I lavoratori si sono coraggiosamente prestati a denunciare questi fatti - racconta Emmanuele Monti, il funzionario Cisl che segue la vicenda - consapevoli che sarebbero andati incontro a dei rischi». Detto fatto, dopo che era stato chiesto l'intervento delle autorità di controllo, coloro che avevano aderito all'iniziativa sindacale sono stati messi alla porta dalla BBS; la cooperativa si è rifiutata fino a oggi di intavolare qualunque trattativa, benché sollecitata anche da enti locali mantovani. Tira le somme della vicenda Aldo Menini, segretario della Cisl di Mantova: «La storia di queste persone la dice lunga su quanto oggi sia schizofrenico il mondo del lavoro. Va bene la flessibilità, ma questo episodio dimostra che siamo in certo frangenti di fronte a forme di liberismo selvaggio. L'introduzione di qualche norma in più non guasterebbe affatto».

Claudio Del Frate, corrire-it
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ERIK LARSSON © ha scritto:
Paolo_Padano ha scritto:da komunista odierno più per necessità che per altro, mi riservo di rispondere all'amico Monti, non bisogna fare gli errori storici che la sinistra ha commesso dagli anni 80 in avanti. Ricordo che i periodi più felici della mia vita quando tra il 1979 ed il 1982 non avevo un lavoro stabile, però erano altri tempi ed il costo della vita era basso, ricordo che pagato 100 mila lire al mese di affitto tutto compreso nella centralissima piazza cordusio, un pranzo decente 1.700 lire, un cappotto firmato 150.000 lire, ero passato da 150 mila al mese da precario a rc a 400 mila lire in padania vivevo molto bene, ben vestito e ben nutrito con il salario da precario però l'obiettivo era il posto fisso.
Ma ti risulta che Monti sia di sinistra?
mi riferivo a me stesso :lol: che centra monti :scratch , lui è uno di vera destra liberale con le palle e non caca sotto ed imbroglione come berlusconi e soci :salut
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Paolo_Padano ha scritto:
mi riferivo a me stesso :lol: che centra monti :scratch , lui è uno di vera destra liberale con le palle e non caca sotto ed imbroglione come berlusconi e soci :salut
Dici???

Per me l'unica differenza tra il Cav. Pres. Silvio Berlusconi, il pelato di Sinistra, lo studente che studia e il prof. Monti è unicamente costituita dalla lobby alla quale rispondono.

Forse se vogliamo trovare qualche altra differenza (pelo nell'uovo) l'unica che mi sembra plausibile è costituita dall' "appeal" che il Cav. Pres. aveva nei confronti delle puttane.
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rorschach
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Ha fatto una battuta pessima, per fortuna che ha chiesto scusa.

Comunque gli va dato atto che almeno sta facendo una politica di destra seria - ed era ora dopo decenni di chiacchiere e buffonate. Magari non riuscirà a risolvere il problema dei giovani, ma quantomeno ci sta provando a risolverlo. :salut
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ERIK LARSSON © ha scritto:
Paolo_Padano ha scritto:
mi riferivo a me stesso :lol: che centra monti :scratch , lui è uno di vera destra liberale con le palle e non caca sotto ed imbroglione come berlusconi e soci :salut
Dici???

Per me l'unica differenza tra il Cav. Pres. Silvio Berlusconi, il pelato di Sinistra, lo studente che studia e il prof. Monti è unicamente costituita dalla lobby alla quale rispondono.

Forse se vogliamo trovare qualche altra differenza (pelo nell'uovo) l'unica che mi sembra plausibile è costituita dall' "appeal" che il Cav. Pres. aveva nei confronti delle puttane.
addirittura sono gemelli?

a parte la battuta infelice, in due tre mesi sta rigirando l''Italia come un calzino... e quello in 15 anni ha fatto niente di niente a parte i danni.
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rorschach ha scritto:Ha fatto una battuta pessima, per fortuna che ha chiesto scusa.

Comunque gli va dato atto che almeno sta facendo una politica di destra seria - ed era ora dopo decenni di chiacchiere e buffonate. Magari non riuscirà a risolvere il problema dei giovani, ma quantomeno ci sta provando a risolverlo. :salut
Questo sì.Sul fatto che fosse l'ora sono contrario,secondo me in una situazione come quella attuale,ci vuole una politica che in alcuni ambiti vada nel senso opposto rispetto a quella che Monti vorrebbe fare.Questa politica liberista la si sta attuando in Grecia e i risultati sono pessimi.Le uniche riforme liberali che andavano fatte erano quelle di togliere il finanziamento pubblico a partiti e giornali,la seconda è stata fatta no,la prima no,liberalizzare le frequenze televisive,liberalizzare in modo incisivo più che i taxi e le edicole,le banche e le assicurazioni,e da liberale non avrebbe dovuto adottare una politica estera intervista.In questo modo si sarebbe potuto recuperare qualche risorsa per fare delle riforme concrete sia nell'istruzione,la riforma gelmini è una riforma che fa cacare proprio perchè fatta a costo zero,che nel lavoro. :salut
Ultima modifica di reggino il 04/02/2012, 12:13, modificato 1 volta in totale.
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citrosodina ha scritto:[quote

a parte la battuta infelice, in due tre mesi sta rigirando l''Italia come un calzino... e quello in 15 anni ha fatto niente di niente a parte i danni.
Ha fatto delle ottime cose:il finanziamento pubblico ai giornali,prima di Monti non lo ha tolto nessuno,e toccare questo tassello,non è cosa da poco.La lotta all'evasione la sta facendo in modo più serio rispetto al governo precedente,e la credibilità,il rispetto e la stima che vanta nei confronti dell'Europa è immensa.Sulla politica estera,sull'istruzione,e sul lavoro,non mi convince proprio,però... :???:
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Lavoro, Vendola: La ricetta di Monti è di destra, la sinistra lo contrasti
Il leader di SEL: Dal Premier non più battute infelici ma un disegno preciso. Ferrero (Prc): Da Monti terrorismo psicologico, serve sciopero. Diliberto (Pdci): Con lo schiavismo investimenti anche maggiori


TM News | 03/02/2012 - 18.48



ROMA - «Questa volta non siamo di fronte ad una battuta infelice come quella della monotonia del posto fisso. Il presidente Monti con grande onestà intellettuale ha svolto un discorso organico, la cui cifra è difficilmente riconducibile ad una mera nozione tecnica. Monti ha delineato il proprio profilo schiettamente conservatore, con ragionamenti che sono tipici della destra liberista». Lo ha affermato Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.
«Immaginare che i lavoratori contrattualizzati a tempo indeterminato nel settore pubblico come nel settore privato siano portatori di privilegi significa avere davvero una visione distorta della realtà. Pensare che le ragioni profonde della crisi italiana siano riconducibili a decenni di buonismo sociale significa operare una seria manipolazione della storia del nostro Paese. Consegnando le più importanti conquiste sul terreno dei diritti sociali alla rubrica degli sprechi e del parassitismo Pensare di combattere la precarietà facendo saltare ciò che resta del sistema delle tutele e delle garanzie del mondo del lavoro appartiene ad un'impostazione politicamente assai connotata. Cioè di destra. I pensieri del presidente Monti sono tutti pienamente legittimi a condizione che non cerchino il nascondiglio di una presunta asettica tecnicità. Sono i pensieri di una onesta destra liberista che producono ricette inefficaci dal punto di vista economico, e rischiose per la tenuta sociale del Paese. Ed è la ragione - ha concluso Vendola - per cui una moderna e popolare sinistra deve contrastarli».

Ferrero (Prc): Da Monti terrorismo psicologico, serve sciopero - «Monti continua con il terrorismo psicologico dicendo che l'articolo 18 allontana gli investimenti. Sa benissimo che non è vero ma come è sempre più evidente Monti utilizza la scusa dell'economia come una clava per distruggere fino alla radice i diritti dei lavoratori. Cosa aspetta il sindacato a proclamare lo sciopero generale?» Lo domanda il segretario del Prc Paolo Ferrero, alla luce delle parole del premier sull'articolo 18.
«Anche in questo caso - ha aggiunto Ferrero - Monti si presenta come il prosecutore integrale della politica del governo Berlusconi, una politica a favore dei potenti e contro il popolo, una politica che non fa la tassa patrimoniale ma vuole demolire i diritti».

Diliberto (Pdci): Con lo schiavismo investimenti anche maggiori - «Se si permettesse lo schiavismo, gli investimenti sarebbero ancora maggiori». E' il sarcastico commento di Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci alle affermazioni del premier Mario Monti sull'articolo 18.
«Se mette in discussione l'articolo 18 - ha affermato- questo Governo deve avere il coraggio di dire che sono d'accordo a licenziare ad esempio i sindacalisti scomodi, le donne che rimangono incinte e chiunque non sia simpatico all'impresa. Ricordo, infatti, che l'articolo 18 altro non è che quella norma sacrosanta che obbliga al reintegro dei lavoratori licenziati senza comunicazione del motivo, in modo ingiustificato o discriminatorio».



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Governo | La strana maggioranzaIl PD avverte Monti: Così non va. Ma il Premier rilancia
Pier Luigi Bersani è molto, molto contrariato per come stanno andando le cose, il voto di ieri sulla giustizia, il colpo di mano del centrodestra sulla Rai, gli strappi di Monti e Fornero sul mercato del lavoro preoccupano assai i vertici del PD
TM News | 04/02/2012 - 05.10


ROMA - Così non va, non può essere sempre il Pd a fare «sacrifici», il presidente del Consiglio deve farsi garante del comportamento di tutti i partiti che sostengono il Governo, anche perché se salta quel tacito accordo di reciproco rispetto è difficile tenere a bada il partito e per il Governo potrebbe diventare molto complicata la vita in Parlamento. Pier Luigi Bersani è molto, molto contrariato per come stanno andando le cose, il voto di ieri sulla giustizia, il colpo di mano del centrodestra sulla Rai, gli strappi di Monti e Fornero sul mercato del lavoro preoccupano assai i vertici del Pd, che temono di vedersi relegati nel ruolo di «portatori d'acqua» di questo esecutivo. Bersani è anche consapevole che c'è pure molta tattica nell'atteggiamento del Governo, e nello stesso Pd tanti ultimatum servono soprattutto a «piantare bandierine», ma il segretario democratico vede anche bene un rischio: che la situazione sfugga di mano al Governo, fino a rendere ingestibile il Parlamento. E non è un caso che l'irritazione del Pd sia stata fatta filtrare dopo le nuove dichiarazioni alla stampa del presidente del Consiglio, un rilancio di cui al Nazareno non sentivano affatto il bisogno.

Giovedì sera, il segretario democratico aveva fatto le sue rimostranze al presidente del Consiglio, il capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini aveva avvertito del rischio di un voto in ordine sparso, puntualmente verificatosi. E ieri Bersani è andato ad esporre l'allarmante quadro della situazione al capo dello Stato Giorgio Napolitano, che a sua volta voleva capire cosa sta succedendo: il Pd è leale, ha ripetuto Bersani, ma la responsabilità ci vuole da parte di tutti, altrimenti il quadro non regge. Non una minaccia, da parte di Bersani, semmai una facile previsione: su troppi 'dossier' il Pd ha finora dovuto fare di necessità virtù, l'imperativo di salvare il Paese dal crollo ha costretto i democratici ad accettare già diverse spiacevoli sorprese e se addirittura adesso il Pdl si permette di tenere le mani libere sulle 'sue' questioni, la situazione diventa incontenibile. Chi, se le cose restano così, avrà la forza di controllare gli oltre 200 deputati e i più di 100 senatori democratici? Un conto è fare un paziente lavoro nei gruppi parlamentari a fronte di una comune assunzione di responsabilità, altro sarebbe convincere deputati e senatori Pd a non presentare migliaia di emendamenti se continuassero i 'blitz' del centrodestra e le sparate del Governo.

Il Pd non ha certo intenzione di mettere a rischio Monti, ma se parte la guerra degli emendamenti in Parlamento, per il Governo la vita diventa molto difficile. Certo, c'è sempre la fiducia, ma il quadro politico rischia di logorarsi rapidamente. Questo è il timore di Bersani, espresso al capo dello Stato e anche al presidente del Consiglio. Dice Matteo Orfini, uno dei due esponenti della segreteria a cui oggi è stato affidato il compito di parlare a nome del partito: «Spesso gli atti del Governo, alla fine, non corrispondono alle bozze che vengono fatte circolare, alle dichiarazioni... Forse un minor numero di dichiarazioni renderebbe più facile e più produttivo il percorso dell'azione di governo. E' meglio che un governo tecnico eviti di giocare con la tattica, anche perché spesso, come si è visto ieri, i politici sono più bravi su questo terreno».

Paolo Nerozzi, senatore Pd ed ex Cgil, ieri commentava così le uscite del Governo sull'articolo 18: «Sono un po' presuntuosi, si sentono troppo sicuri. Ma questa volta non è come con le pensioni, se il Governo va avanti senza i sindacati in Parlamento... la pazienza non è infinita».
Certo Nerozzi non è il Pd, è un senatore del partito molto vicino alla Cigl. Ma su queste posizioni in questo momento c'è tutta l'ala 'sindacale' del partito: Cesare Damiano, Sergio D'Antoni, lo stesso Giuseppe Fioroni, molto vicino alla Cisl. Finora, come ammettono al quartier generale del Pd, in molti casi sono 'posizionamenti'. Ma se non si abbandona la «tattica», appunto, il rischio è che i «posizionamenti» diventino ingestibili nelle aule. E Bersani vuole evitarlo.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Monti: Il posto fisso con tutele e stabilità è un Valore

Il Premier a Repubblica TV: Mi hanno equivocato, ma giovani non avranno più lo stesso per tutta la vita. Non imitiamo gli Usa, meglio la «mitica» Danimarca. Per darne ai giovani, meno tutele a chi ne ha molte. Casini: Il posto fisso piace a tutti, ma serve flessibilità
TM News | 03/02/2012 - 16.25


ROMA - «Una frase come quella» detta a Matrix «presa fuori dal contesto può prestarsi all'equivoco». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, parlando a Repubblica.it.
«Se per posto fisso intendiamo un posto di lavoro che ha una sua stabilità e delle tutele - ha sottolineato - è ovvio che è un valore positivo. La frase che ho usato diceva che i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita, non lo avranno come capitava ancora nella mia generazione» in cui si aveva «un lavoro stabile presso un unico datore di lavoro, in una stessa sede per tutta la vita».

Non imitiamo gli Usa, meglio la «mitica» Danimarca - Più che gli Stati Uniti, il modello cui guarda il governo per il mercato del lavoro è quello della «mitica» Danimarca. Lo ha ribadito il premier Mario Monti sottolineando che «gli Usa non è che siano un esempio da imitare completamente. Sicuramente hanno un mercato del lavoro molto flessibile ed è più facile che altrove trovare il lavoro, ma in molti settori è molto poco tutelato il lavoratore che perde un lavoro. Se proprio si deve cercare un modello, meglio certi Paesi del nord, come la «mitica» Danimarca che tutela il singolo lavoratore più che il posto del lavoro».
Ovvero, «quando un lavoratore non può più lavorare in una certa fabbrica, ha una serie di tutele lui, non il posto in quella fabbrica che deve essere cancellato. Per fare questo occorrono tantissime cose che stiamo cercando di mettere in atto». Dunque «occorre creare più occasioni di lavoro per i giovani, un po' meno tutelati in modo trincerato ma più posti di lavoro. E un Paese è capace di creare più o meno posti di lavoro a seconda di quanto è competitivo. Gli sforzi che stiamo facendo per diventare più competitivi, mirano a far sì che le aziende possano espandersi, anzichè ridimensionarsi o chiudere».

Per darne ai giovani, meno tutele a chi ne ha molte - «Per arrivare a dare un lavoro ai giovani, bisogna tutelare un po' meno chi è molto tutelato, quasi blindato nella sua cittadella di lavoratore tutelato».
«Bisogna tutelare - ha proseguito - chi oggi si trova in una situazione quasi di schiavitù, infatti nel mondo del lavoro ci sono forme estreme di precariato, o chi proprio non riesce a entrarci».

Casini: Il posto fisso piace a tutti, ma serve flessibilità - Il famoso «posto fisso» farebbe piacere a tutti, ma la fase storica nella quale viviamo ci spinge a pensare a maggiore «flessibilità» nel mondo del lavoro. Così il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, interpellato a Napoli a margine di una serie di incontri con esponenti politici campani del partito.
Per Casini, quando si parla di lavoro si deve «tenere presente non solo dei disoccupati che protestano, ma anche delle migliaia di giovani silenziosi che stanno a casa perché non trovano lavoro». «Bisogna fare di tutto perché questi giovani non siano precari e disoccupati permanentemente» garantendo «maggiore flessibilità e possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, tenendo presente che il famoso posto fisso forse farebbe più piacere a tutti, ma oggi - ha concluso Casini - si va verso una fase che non è possibile garantirlo a tutti».

Vendola: La ricetta di Monti è di destra, la sinistra lo contrasti - «Questa volta non siamo di fronte ad una battuta infelice come quella della monotonia del posto fisso. Il presidente Monti con grande onestà intellettuale ha svolto un discorso organico, la cui cifra è difficilmente riconducibile ad una mera nozione tecnica. Monti ha delineato il proprio profilo schiettamente conservatore, con ragionamenti che sono tipici della destra liberista». Lo ha affermato Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.
«Immaginare che i lavoratori contrattualizzati a tempo indeterminato nel settore pubblico come nel settore privato siano portatori di privilegi significa avere davvero una visione distorta della realtà. Pensare che le ragioni profonde della crisi italiana siano riconducibili a decenni di buonismo sociale significa operare una seria manipolazione della storia del nostro Paese. Consegnando le più importanti conquiste sul terreno dei diritti sociali alla rubrica degli sprechi e del parassitismo Pensare di combattere la precarietà facendo saltare ciò che resta del sistema delle tutele e delle garanzie del mondo del lavoro appartiene ad un'impostazione politicamente assai connotata. Cioè di destra. I pensieri del presidente Monti sono tutti pienamente legittimi a condizione che non cerchino il nascondiglio di una presunta asettica tecnicità. Sono i pensieri di una onesta destra liberista che producono ricette inefficaci dal punto di vista economico, e rischiose per la tenuta sociale del Paese. Ed è la ragione - ha concluso Vendola - per cui una moderna e popolare sinistra deve contrastarli».

Napoli: Monti ora passi ai fatti, Pdl è al suo fianco - «Il presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto affermazioni importanti e del tutto condivisibili in materia di riforma del lavoro. Il sì del PdL è in sintonia con la strategia illustrata da Monti e dal ministro Fornero negli ultimi giorni. Si tratta adesso di tradurre coerentemente in atti di governo queste enunciazioni. Monti ci troverà al suo fianco». Lo ha affermato il Vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli.
«Non si preoccupi dell'evanescenza della maggioranza: importante è avere la maggioranza. Su altre materie, eccentriche rispetto al programma di governo, non esistono vincoli di maggioranza e pertanto l'esecutivo non corre rischi», ha aggiunto.

Brunetta: togliere il tabù dell'articolo 18, ingessa il mercato - «Il reintegro non c'è in nessuna altra parte del mondo tranne in Germania, dove comunque si propende per l'indennizzo. L'articolo 18 è un fatto simbolico pieno di conseguenze economiche. Moltissime imprese non vanno sopra la soglia dei 15 dipendenti per evitare l'articolo 18. Molti datori di lavoro infatti assumo a tempo determinato perché i vincoli sono più leggeri. Si crea un irrigidimento preventivo che ingessa il mercato del lavoro». E' questo il commento al dibattito sul mercato del lavoro di Renato Brunetta, ospite a Tgcom24.
«Se fossi nei panni della Fornero metterei mano al processo del lavoro che è troppo lungo. Poi definirei la quantità dell'indennizzo e toglierei questo tabù per tutti i lavoratori, perché io non sono d'accordo sulla regola dei 15 dipendenti, si balcanizza la realtà del lavoro», aggiunge.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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