"Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati"

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reggino
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suonatore Jones ha scritto:[quote


se non sbaglio, puoi fare richiesta al presidente del cdl. ma ogni ateneo dovrebbe avere un regolamento a sè.

comunque, parlo della mia esperienza. un mio caro amico, conosciuto in università, è un genio. ma davvero un genio. e si è laureato a 25 anni a causa delle materie inutili e inutilmente lunghe sparse nel mio corso di laurea. guarda caso, tutte concentrate al 3° anno e al 5°.e si è laureato primo del mio anno. un'altra ragazza che conosco, anche lei ultra-geniale, si è laureata (sempre nel mio cdl) a 25 anni. il mio assistente di scienza della costruzioni, ragazzo stimato da tutti i professori che lo conoscono, ha finito a 26 anni.
mi sono informato in segreteria,un mese fa,e mi hanno detto che devo aspettare che finiscano le lezioni per dare le materie del mio stesso anno.Altrimenti l'esame me lo annullano.Ed è una cretinata.Poi delle materie inutili non ne parliamo...
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suonatore Jones

c'è da dire che non è una situazione omogenea: i miei compagni di elementari e medie del trentino, si sono laureati tutti in 5-6 anni. ok, nessuno in ingegneria, ma tutti in poli abbastanza importanti del nord. padova, da questo punto di vista, è organizzata davvero bene. (anche degli amici di reggio si sono laureati lì in tempo)
reggino
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suonatore Jones ha scritto:c'è da dire che non è una situazione omogenea: i miei compagni di elementari e medie del trentino, si sono laureati tutti in 5-6 anni. ok, nessuno in ingegneria, ma tutti in poli abbastanza importanti del nord. padova, da questo punto di vista, è organizzata davvero bene. (anche degli amici di reggio si sono laureati lì in tempo)
ma in queste università,compresa in quella in cui hai studiato tu,come funziona?se io ad esempio voglio dare una materia del quarto anno ,devo aspettare che finiscano le lezioni,oppure posso darla quando voglio?e le materie degli anni successivi,posso darle anche prima?o devo aspettare?te lo chiedo perchè voglio sapere se certe "regole" ci sono solo da me,o anche in altre università...
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Helkost
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reggino ha scritto:
colpoinfernaleomicid ha scritto: Te lo spiego subito...sfornando degli 'sceccazzi' dalle università. E' questo il loro intento livellare il livello culturale dei giovani universitari dell'ultima generazione. Menomale che io non ci appartengo...mi sono salvato.

Uno che si piglia una laurea quinquiennale,a 22 anni o a 23,o è un genio,o è uno a cui non conta il voto e si pigghia tutti cu 18.Ma anche pur volendo in alcune facoltà,come la mia,a 22 o a 23 non puoi tecnicamente laurearti a quell'età.Io,un mio amico,e una mia compagna(il termine collega non mi piace 8-) ),abbiamo dato tutte le materie dei primi 3 anni,più una del quarto(l'unica che potevamo dare visto che solo in quella materia erano finite le elezioni),e per dare le altre materie del quarto dobbiamo aspettare a maggio/giugno,cioè quando finiscono le elezioni.Non so come funziona nelle altre università,ma da me è così.Se allo Stato interessa far laureare precocemente gli studenti,devi innanzitutto togliere queste cazzate,se io una materia la so,e l'ho preparata,ho il diritto di darla quando voglio,perchè a causa di tutte queste lungagini c'è il rischio anche che uno vada fuoricorso,andrebbero tolte le materie inutili,nella mia facoltà c'è una materia UGUALE,a quella del primo,e mettere più appelli(almeno uno al mese).Sennò grazie al cavolo,che uno si laurea tardi.
una laurea quinquennale a 23 anni è possibile, ma non molto probabile. Se hai fatto la primina (non so se esiste ancora) e hai finito quindi a 17 anni, eccome se ci si può laureare a 23 anni. (devi avere estrema facilità di studio ovviamente)

Gli appelli ogni mese però, non credo siano fattibili. Anche ammettendo di trovarci nel caso migliore, cioè tutti professori che lavorano seriamente senza 'nnacarsi, un buon numero di ricercatori eccetera, gli appelli richiedono un bel po' di tempo: tra correzione degli scritti, orali, e via dicendo, sono molti giorni sottratti alle lezioni. Forse si potrebbe fare ogni due mesi, ma bisogna immaginare un sistema perfettamente oliato, dove i professori non ritardano e non dimenticano di avere lezione, non perdono tempo in modo inutile e non sono costretti a chiedere ai ragazzi di venire a lezione per due settimane in più perchè sennò non finiscono il programma.

Io piuttosto ce l'ho - e lo ripeto - con gli orali ad ogni piè sospinto: mettono un'inutile pressione sullo studente, ti costringono a fare più uno studio a memoria (conoscevo gente che sapeva a memoria libri interi ma che non sapeva collegare le informazioni o fare ragionamenti complessi) che acquisire una reale conoscenza dei concetti trattati, e spesso i voti cambiano a seconda dell'umore del professore. Questo forse è più vero in facoltà scientifiche che umanistiche, il ragionamento mi sembra comunque valido. Si potrebbero fare, come ho spiegato prima, gli esami all'americana (dico all'americana, ma in realtà in tutto il mondo funziona così, solo da noi siamo abbarbicati agli orali) e così velocizzare tutti i procedimenti. Dico ma vi sembra logico che in una facoltà di ingegneria ci sono più orali che scritti (parlo del primo livello), che non ci siano lezioni in laboratorio, che su 60 ore di lezione le 10 fantomatiche ore dedicate alle esercitazioni spesso e volentieri non vengano neanche svolte?
Foti NON E' il mio presidente (cit.)
reggino
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[quote="Helkost"][quote]

una laurea quinquennale a 23 anni è possibile, ma non molto probabile. Se hai fatto la primina (non so se esiste ancora) e hai finito quindi a 17 anni,

se hai fatto la primina finisci le scuole superiori a 18 anni.Io ho finito a 19.In effetti se hai fatto la primina,qualche possibilità in più di laurearti a 23 anni ce l'hai,ma altrimenti no.La mia è una facoltà orale,scritti non ce ne sono,se non agli esoneri,l'unica materia in cui ho fatto lo scritto,è diritto amministrativo,tipo quiz(15 minuti di tempo),e li ha corretti il giorno stesso,e il giorno stesso ha fatto l'esame orale.Per facoltà orali come le nostre,fare l'appello una volta al mese,non lo vedo massacrante per i docenti,che sono tra l'altro circondati da assistenti e ricercatori.
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reggino, ma ti pare normale poter sostenere esami di una materia della quale non è stato finito il programma?
Cioè, ti rendi conto dell' incongruenza della tua richiesta?
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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rca ha scritto:reggino, ma ti pare normale poter sostenere esami di una materia della quale non è stato finito il programma?Cioè, ti rendi conto dell' incongruenza della tua richiesta?
però tipo uno che fa il quinto anno quella materia del quarto anno,per cui le lezioni finiranno a maggio o a giugno, può darla,a Gennaio,o a Febbraio,io no.E se è come dici tu,allora a 'sto punto che mettano la frequenza obbligatoria,se io me la sono fatta a casa da solo,senza bisogno di frequentare,credo di avere il diritto di darla.
Ultima modifica di reggino il 25/01/2012, 14:28, modificato 1 volta in totale.
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noto con piacere che le offese verso i giovani laureati vanno a mille...sceccazzi eccetera...niente niente soffrite di invidia?volevo solo informarvi che esistono anche giovani laureati non sceccazzi,non raccomandati,non figli di papà,ma semplicemente giovani laureati ...volete un elenco completo ? :salut
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eccomi, sfigato presente.
anzi, sfigatto!
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reggino ha scritto:
rca ha scritto:reggino, ma ti pare normale poter sostenere esami di una materia della quale non è stato finito il programma?Cioè, ti rendi conto dell' incongruenza della tua richiesta?
però tipo uno che ha fatto il quinto anno quella materia del quarto anno,per cui le lezioni finiranno a maggio o a giugno, può darla,a Gennaio,o a Febbraio,io no.E se è come dici tu,allora a 'sto punto che mettano la frequenza obbligatoria,se io me la sono fatta a casa da solo,senza bisogno di frequentare,credo di avere il diritto di darla.
E certo che può, perchè è iscritto al 5° anno, quindi o ha frequentato almeno una volta il corso completo o ha cmq atteso il tempo necessario, e cioè maggio/giugno. Sarebbe come chiedere di sostenere l' esame di maturità alla fine del 4 anno di scuola.

Per farmi capire ancora meglio: io iscritto al 4° anno, A.A. 2011/2012, potrò sostenere gli esami delle materie previste al mio anno a partire da maggio/giugno. Perchè? Casomai vi foste scordati, gli anni accademici non partono a settembre come le scuole, ma a marzo-aprile. Quindi il primo appello utile per le materie annuali del proprio anno di corso è, guardacaso, maggio/giugno.

@cozzina: purtroppo è un dato di fatto che, per accelerare il percorso formativo, si sia scesi a compromessi con la qualità. Io stesso -e ci tengo a precisare non mi ritengo un' arca di scienza- trovandomi di fronte studenti al 4 anno vedevo spesso ragazzi "svuotati", senza un metodo di studio, con nozioni copincollate pronte ad essere dimenticate per lasciare spazio al prossimo "esame". E' chiaro che anche in mezzo a questi ho trovato gente che studiava con metodo, con un filo logico ed i risultati si sono visti sui loro libretti.
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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[quote="rca"][quote

E certo che può, perchè è iscritto al 5° anno, quindi o ha frequentato almeno una volta il corso completo o ha cmq atteso il tempo necessario, e cioè maggio/giugno. Sarebbe come chiedere di sostenere l' esame di maturità alla fine del 4 anno di scuola.
Per farmi capire ancora meglio: io iscritto al 4° anno, A.A. 2011/2012, potrò sostenere gli esami delle materie previste al mio anno a partire da maggio/giugno. Perchè? Casomai vi foste scordati, gli anni accademici non partono a settembre come le scuole, ma a marzo-aprile. Quindi il primo appello utile per le materie annuali del proprio anno di corso è, guardacaso, maggio/giugno.

io ho dato una materia del quarto anno a Gennaio(non è vero che il primo appello annuale è a maggio o a giugno,almeno da me non così),perchè le lezioni sono finite a dicembre,e avrei potuto darne anche altre,se le lezioni fossero finite a dicembre,purtroppo tutte quelle del quarto anno finiranno a maggio(fine)giugno(inizio)quindi non mi è consentito fare l'esame prima.Poi non ho capito una cosa:da noi la frequenza non è obbligatoria(fortunatamente),posso capire se lo fosse,quindi devo aspettare che il professore finisca le lezioni-come se frequentassi-per presentarmi all'appello?io procedura civile è da inzio novembre che la faccio,voleva darla a febbraio,devo aspettare a maggio...che senso ha??non ha senso...
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@cozzina: purtroppo è un dato di fatto che, per accelerare il percorso formativo, si sia scesi a compromessi con la qualità. Io stesso -e ci tengo a precisare non mi ritengo un' arca di scienza- trovandomi di fronte studenti al 4 anno vedevo spesso ragazzi "svuotati", senza un metodo di studio, con nozioni copincollate pronte ad essere dimenticate per lasciare spazio al prossimo "esame". E' chiaro che anche in mezzo a questi ho trovato gente che studiava con metodo, con un filo logico ed i risultati si sono visti sui loro libretti.[/quote]


ecco ..così va un pò meglio...esistono anche i giovani laureati preparati..che sperano di portarsi avanti per merito... :thumright
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suonatore Jones ha scritto:c'è da dire che non è una situazione omogenea: i miei compagni di elementari e medie del trentino, si sono laureati tutti in 5-6 anni. ok, nessuno in ingegneria, ma tutti in poli abbastanza importanti del nord. padova, da questo punto di vista, è organizzata davvero bene. (anche degli amici di reggio si sono laureati lì in tempo)
Ma infatti la soglia di 28 anni, età fissata dall'oggetto della polemica in corso, mi pare sia abbondantemente comprensiva di imprevisti vari, quasi un raddoppio del corso.
E' come se, mutatis mutandis, uno prevede di fare il liceo in 8 anni anzichè 5. Si tratta anche di una questione di voglia, volontà, attitudine, come d'altro canto il ritardo potrebbe essere, in piena consapevolezza, il desiderio di dedicarsi anche ad altro, prendersela comoda, ma l'età è quella della maturità per cui se ne devono poi accettare le eventuali conseguenze spiacevoli.
Spero di essermi spiegato visto che mi pare sia diventato difficile oramai ... :thumright
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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reggino ha scritto:
io ho dato una materia del quarto anno a Gennaio(non è vero che il primo appello annuale è a maggio o a giugno,almeno da me non così),perchè le lezioni sono finite a dicembre,e avrei potuto darne anche altre,se le lezioni fossero finite a dicembre,purtroppo tutte quelle del quarto anno finiranno a maggio(fine)giugno(inizio)quindi non mi è consentito fare l'esame prima.Poi non ho capito una cosa:da noi la frequenza non è obbligatoria(fortunatamente),posso capire se lo fosse,quindi devo aspettare che il professore finisca le lezioni-come se frequentassi-per presentarmi all'appello?io procedura civile è da inzio novembre che la faccio,voleva darla a febbraio,devo aspettare a maggio...che senso ha??non ha senso...
Intanto fai/fate attenzione ai quote, altrimenti già l' argomento è difficile, facile capire lampioni per altro...

Sul rosso: ed è perfettamente normale, se rileggi quello che ho scritto prima.

secondariamente, senza volerti offendere sia chiaro, secondo me hai un pò di confusione in testa o non ti hanno spiegato benissimo come funzionano un anno accademico e relativi crediti/monte ore delle materie. Se una materia è annuale (periodo che va da settembre a maggio/giugno) NON ESISTE AL MONDO che tu possa darla prima della sessione estiva, a meno di non essere iscritto ad un anno successivo all' anno della materia in oggetto, o FC, e quindi già in possesso della frequenza anche solo teorica di un corso
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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cozzina1 ha scritto:@cozzina: purtroppo è un dato di fatto che, per accelerare il percorso formativo, si sia scesi a compromessi con la qualità. Io stesso -e ci tengo a precisare non mi ritengo un' arca di scienza- trovandomi di fronte studenti al 4 anno vedevo spesso ragazzi "svuotati", senza un metodo di studio, con nozioni copincollate pronte ad essere dimenticate per lasciare spazio al prossimo "esame". E' chiaro che anche in mezzo a questi ho trovato gente che studiava con metodo, con un filo logico ed i risultati si sono visti sui loro libretti.

ecco ..così va un pò meglio...esistono anche i giovani laureati preparati..che sperano di portarsi avanti per merito... :thumright[/quote]
Appunto non sto dicendo che i ragazzotti che escono adesso dalle università siano dei 'prodotti di massa' ho solo detto che la qualità e la preparazione anche dei ragazzi più diligenti studiosi e volenterosi con tanto di 110 e lode non é paragonabile comunque alla qualità del laureato degli anni 90. Fidati te lo dice uno che qualcosa ne sa. Prova ad esempio mettere a confronto un 35 enne laureato in ingegneria con il vecchio ordinamento con uno laureato adesso sebbene uscito con 110...é come paragonare un luminare ad un novellino iniziato. Non mi riferisco solo alla mole di conoscenza in più e al bagaglio specifico ma anche alla forma mentis dello studente stesso che negli anni '90 spesso e volentieri per studiare una materia doveva usare oltre i libri di testo consigliati, appunti vari, testi diversi da consultare nelle biblioteche universitarie, eserciziari a perdere, testi specifici per argomento 'poco chiaro' e quant'altro ed il più delle volte una materia diventava un vero e proprio macigno in sede di esame, uno scoglio nonostante preparazione e studio 'alla follia' alla ricerca di quel cavillo che in sede di esame avrebbe potuto sorprenderti! Adesso é più che sufficiente studiare sulle dispense e al massimo 1 testo consigliato ed il gioco é fatto. Non é la stessa cosa te lo posso assicurare. Conosco gente 35 enne - 40 enne iperpreparata che é uscita dall'università con tic nervosi e nevrastenie conseguenti a condotte vessatorie dei docenti che oggi per fortuna degli studenti sono solo un lontano ricordo, ma ti posso garantire che in altre epoche quando ci si sedeva davanti ad una commissione esaminatrice ci si doveva fare la croce prima e recitare le preghiere perché era facile anche alla prima domanda dopo appena 20 - 30 secondi di conversazione essere mandati a casa e per cazzate. In quegli anni l'iperpreparazione era condizione necessaria ma non sufficiente per presentarsi all'esame nella speranza di 'superarlo' non per aspirare al bel voto, ed il 26 - 27 era come dire avere sviscerato la materia a più non posso.
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rca ha scritto:[quote

Intanto fai/fate attenzione ai quote, altrimenti già l' argomento è difficile, facile capire lampioni per altro...

Sul rosso: ed è perfettamente normale, se rileggi quello che ho scritto prima.

secondariamente, senza volerti offendere sia chiaro, secondo me hai un pò di confusione in testa o non ti hanno spiegato benissimo come funzionano un anno accademico e relativi crediti/monte ore delle materie. Se una materia è annuale (periodo che va da settembre a maggio/giugno) NON ESISTE AL MONDO che tu possa darla prima della sessione estiva, a meno di non essere iscritto ad un anno successivo all' anno della materia in oggetto, o FC, e quindi già in possesso della frequenza anche solo teorica di un corso


Intanto fa piacere che questa è una "regola" che vale per tutti gli atenei(a quanto ho capito),pensavo fosse una cosa che valesse solo per la mia università.Però se le cose stanno così' allora a maggior ragione,laurearsi a 24 a o 25,senza aver fatto la primina,è complicatissimo.Perchè io in questo momento sono bloccato,quando invece a febbraio avrei potuto dare già una materia,più una materia di pochi crediti,che finirà le lezioni anch'èssa a maggio(e le inizia a febbraio).Posso però essere contrario a questo tipo di meccanismo?posso però definire questo tipo di sistema ridicolo?perchè se uno se si sente preparato,ha il diritto,per quel che mi riguarda,di sostenere l'esame,se poi il docente ritiene che quella materia l'alunno non la sa,lo manda a casa,mica glielo ha prescritto il medico di dargli la materia?


ps i corsi da me li frequentano in pochi,perchè a meno che non ci siano esoneri che tolgano pagine e pagine,chi si frequenta sei mesi UNA materia?e darla dopo sei mesi(bene che va)?io amministrativo me la son presa con 28 dopo che me la sono preparata in quattro mesi,e c'è chi ha frequentato l'intero corso è ancora non ha passato lo scritto.Perchè non è che basta seguire,e farti gli appunti delle lezioni,devi studiarla anche sui libri,e se ne va un anno...infatti da me in pochi frequentano...
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reggino ha scritto:
Intanto fa piacere che questa è una "regola" che vale per tutti gli atenei(a quanto ho capito),pensavo fosse una cosa che valesse solo per la mia università.Però se le cose stanno così' allora a maggior ragione,laurearsi a 24 a o 25,anche senza aver fatto la primina,è complicatissimo.Perchè io in questo momento sono bloccato,quando invece a febbraio avrei potuto dare già una materia,più una materia di pochi crediti,che finirà le lezioni anch'èssa a maggio(e le inizia a febbraio).Posso però essere contrario a questo tipo di meccanismo?posso però definire questo tipo di sistema ridicolo?perchè se uno se si sente preparato,ha il diritto,per quel che mi riguarda,di sostenere l'esame,se poi il docente ritiene che quella materia l'alunno non la sa,lo manda a casa,mica glielo ha prescritto il medico di dargli la materia?
certo che puoi.

sul resto non insisto perchè non conosco i dettagli del tuo corso di studi, ma se è come dici tu puoi fermarti un anno (a pensare ad altro, a preparare la tesi o quello che vuoi ) per poter fare tutti gli esami in due sessioni l'anno successivo.
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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a reggio calabria un anno in piu lo si perde solo per la segreteria e l'organizzazione da terzo mondo (parlo di giurisprudenza)
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doddi ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:c'è da dire che non è una situazione omogenea: i miei compagni di elementari e medie del trentino, si sono laureati tutti in 5-6 anni. ok, nessuno in ingegneria, ma tutti in poli abbastanza importanti del nord. padova, da questo punto di vista, è organizzata davvero bene. (anche degli amici di reggio si sono laureati lì in tempo)
Ma infatti la soglia di 28 anni, età fissata dall'oggetto della polemica in corso, mi pare sia abbondantemente comprensiva di imprevisti vari, quasi un raddoppio del corso.
E' come se, mutatis mutandis, uno prevede di fare il liceo in 8 anni anzichè 5. Si tratta anche di una questione di voglia, volontà, attitudine, come d'altro canto il ritardo potrebbe essere, in piena consapevolezza, il desiderio di dedicarsi anche ad altro, prendersela comoda, ma l'età è quella della maturità per cui se ne devono poi accettare le eventuali conseguenze spiacevoli.
Spero di essermi spiegato visto che mi pare sia diventato difficile oramai ... :thumright
non capisco perchè quoti me. io non giustifico le parole del tipo, ma nemmeno lo attacco al 100%.

ad esempio, un neolaureato in ingegneria di 30-32 anni (ne ho conosciuti parecchi) trova lavoro IN ITALIA con contratto a tempo indeterminato e pagato relativamente bene entro un anno. chiaro che se ti laurei in filosofia o lettere classiche la cosa cambia. come architettura, da quello che sento dai miei amici architetti. lì, se non ti laurei subito, hai la strada in salita. vuoi perchè c'è tanta (troppa) concorrenza, vuoi perchè nessuno vuole far lavorare un architetto pagandolo da subito (sento storie che rasentano il dramma, da questo punto di vista). i miei amici di filosofia, sono appesi a un filo che si chiama siss e ad un altro che si chiama dottorato. idem quelli laureati (a 22 anni con 110 e lode alla specialistica, conseguita in 4 anni complessivi) in lettere classiche. gli ingegneri, invece, sono privilegiati. chi si laurea a 36 anni per fregiarsi del titolo di dottore, se è ingegnere, lavora. non prenderà 6000 euro al mese, non avrà mai incarichi di altissimo livello, ma la sua vita la porta avanti tranquillo. e parlo di ingegneria classica. conosco gente che lavora in banca a milano come consulente informatico avendo preso la triennale a 27 anni in ingegneria informatica; gente che lavora e guadagna avendo una triennale in ingegneria biomedica conseguita a 25.

inoltre, chi si laurea a 28 anni e trova lavoro grazie alla laurea, non deve dare conto a nessuno. magari è realizzato tornando al paesino in sicilia per lavorare e vivere lì (due dei miei ex coinquilini, ad esempio). poi, altra cosa, è che spesso si richiede la laurea per scremare i candidati. anche lauree non inerenti. quindi, questa uscita mi pare davvero fuori luogo.

in sintesi, il problema del lavoro in italia non è un problema assoluto. è relativo a determinati ambienti. che, però, non sono tutelati. faccio un esempio: perchè la facoltà di scienze politche o quella di lettere classiche o lettere straniere non sono a numero chiuso? perchè sfornare 100mila filosofi all'anno, sapendo che non avranno futuro? io avrei davvero voluto seguire la mia inclinazione umanista rispetto a quella scientifica e studiare filosofia.
doddi
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Ma infatti la soglia di 28 anni, età fissata dall'oggetto della polemica in corso, mi pare sia abbondantemente comprensiva di imprevisti vari, quasi un raddoppio del corso.
E' come se, mutatis mutandis, uno prevede di fare il liceo in 8 anni anzichè 5. Si tratta anche di una questione di voglia, volontà, attitudine, come d'altro canto il ritardo potrebbe essere, in piena consapevolezza, il desiderio di dedicarsi anche ad altro, prendersela comoda, ma l'età è quella della maturità per cui se ne devono poi accettare le eventuali conseguenze spiacevoli.
Spero di essermi spiegato visto che mi pare sia diventato difficile oramai ... :thumright
non capisco perchè quoti me. io non giustifico le parole del tipo, ma nemmeno lo attacco al 100%.

ad esempio, un neolaureato in ingegneria di 30-32 anni (ne ho conosciuti parecchi) trova lavoro IN ITALIA con contratto a tempo indeterminato e pagato relativamente bene entro un anno. chiaro che se ti laurei in filosofia o lettere classiche la cosa cambia. come architettura, da quello che sento dai miei amici architetti. lì, se non ti laurei subito, hai la strada in salita. vuoi perchè c'è tanta (troppa) concorrenza, vuoi perchè nessuno vuole far lavorare un architetto pagandolo da subito (sento storie che rasentano il dramma, da questo punto di vista). i miei amici di filosofia, sono appesi a un filo che si chiama siss e ad un altro che si chiama dottorato. idem quelli laureati (a 22 anni con 110 e lode alla specialistica, conseguita in 4 anni complessivi) in lettere classiche. gli ingegneri, invece, sono privilegiati. chi si laurea a 36 anni per fregiarsi del titolo di dottore, se è ingegnere, lavora. non prenderà 6000 euro al mese, non avrà mai incarichi di altissimo livello, ma la sua vita la porta avanti tranquillo. e parlo di ingegneria classica. conosco gente che lavora in banca a milano come consulente informatico avendo preso la triennale a 27 anni in ingegneria informatica; gente che lavora e guadagna avendo una triennale in ingegneria biomedica conseguita a 25.

inoltre, chi si laurea a 28 anni e trova lavoro grazie alla laurea, non deve dare conto a nessuno. magari è realizzato tornando al paesino in sicilia per lavorare e vivere lì (due dei miei ex coinquilini, ad esempio). poi, altra cosa, è che spesso si richiede la laurea per scremare i candidati. anche lauree non inerenti. quindi, questa uscita mi pare davvero fuori luogo.

in sintesi, il problema del lavoro in italia non è un problema assoluto. è relativo a determinati ambienti. che, però, non sono tutelati. faccio un esempio: perchè la facoltà di scienze politche o quella di lettere classiche o lettere straniere non sono a numero chiuso? perchè sfornare 100mila filosofi all'anno, sapendo che non avranno futuro? io avrei davvero voluto seguire la mia inclinazione umanista rispetto a quella scientifica e studiare filosofia.
La mia speranza rimane vana :sad:

Avevo quotato te perchè condividevo i tuoi commenti, e l'incipit del mio post (Ma infatti...) avrebbe dovuto fartelo pensare.
Comunque non ho menzionato l'aspetto lavorativo, cui dedichi il tuo discorso, corretto tra l'altro secondo me, ma semplicemente l'oggetto del topic.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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