I media non ne parlano, ma in Sicilia è rivolta.

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suonatore Jones

RONDO ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:manganello. e basta. incivili. polizia. repressione. i veri lavoratori sono a lavorare. chi protesta è un nullafacente. proteste civili. criminali. black block. take that.

tanto per ricordare.

Mi viene difficile comprendere il senso del tuo post, cmq la protesta al momento, almeno per quanto ne so, è civilissima e composta. Peraltro la popolazione, che sta già pagando molto in termini di disagio, E' CON I MANIFESTANTI e CONDIVIDE I CONTENUTI DELLA PROTESTA.

Resta vergognoso l'atteggiamento dei media che ci triturano le palle con zia cosima, garlasco e il reggiseno di Meredith, ma NON PARLANO DI UNA REGIONE IN SOMMOSSA!
il senso? quando gli studenti protestavano, si leggeva quello che ho scritto. e continuo: figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari.
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Regmi
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Ninco Nanco ha scritto:le motivazioni...
http://www.youtube.com/watch?v=Yu_LcNj0 ... ture=share" onclick="window.open(this.href);return false;
Sarà perchè questa "rivolta", almeno come qui prospettata, mi sembra consistente in termini di casini prodotti mi aspettavo qualcosa di più sostanzioso.

Ho ascoltato con molta attenzione e, se non generiche e a mio avviso populiste, di motivazioni che esulano dal contesto nazionale non ne ho trovate.
Chi, quale categoria o lobby, in un momento come questo che stiamo attraversando, non ha motivi per inveire contro la politica, il parlamento centrale e/o periferico che, tra l'altro, come prima accennva Reggino abbiamo scelto noi?
Come non ho trovato nessuno straccio di proposta che solitamente accompagna qualsiasi rivendicazione che abbia una tale parvenza.

Se quelli sono i presupposti di strada davanti a loro ne vedo poca.
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
suonatore Jones

Regmi ha scritto:
Ninco Nanco ha scritto:le motivazioni...
http://www.youtube.com/watch?v=Yu_LcNj0 ... ture=share" onclick="window.open(this.href);return false;
Sarà perchè questa "rivolta", almeno come qui prospettata, mi sembra consistente in termini di casini prodotti mi aspettavo qualcosa di più sostanzioso.

Ho ascoltato con molta attenzione e, se non generiche e a mio avviso populiste, di motivazioni che esulano dal contesto nazionale non ne ho trovate.
Chi, quale categoria o lobby, in un momento come questo che stiamo attraversando, non ha motivi per inveire contro la politica, il parlamento centrale e/o periferico che, tra l'altro, come prima accennva Reggino abbiamo scelto noi?
Come non ho trovato nessuno straccio di proposta che solitamente accompagna qualsiasi rivendicazione che abbia una tale parvenza.

Se quelli sono i presupposti di strada davanti a loro ne vedo poca.
ho notato questo e ho notato anche altro. mi pare tutta una porcheria, purtroppo per chi ci crede davvero, alle manifestazioni di questo tipo.
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tina
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http://www.nocensura.com/2012/01/blocco ... omino.html" onclick="window.open(this.href);return false;

EVVAIIIIIIIIIIIIIIIII, voglio vedere se siamo capaci di continuare e, fare qualcosa.

:salut

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tina ha scritto:http://www.nocensura.com/2012/01/blocco ... omino.html

EVVAIIIIIIIIIIIIIIIII, voglio vedere se siamo capaci di continuare e, fare qualcosa.

:salut

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E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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tina
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rca ha scritto: Hasta la revolución

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suonatore Jones ha scritto:
RONDO ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:manganello. e basta. incivili. polizia. repressione. i veri lavoratori sono a lavorare. chi protesta è un nullafacente. proteste civili. criminali. black block. take that.

tanto per ricordare.

Mi viene difficile comprendere il senso del tuo post, cmq la protesta al momento, almeno per quanto ne so, è civilissima e composta. Peraltro la popolazione, che sta già pagando molto in termini di disagio, E' CON I MANIFESTANTI e CONDIVIDE I CONTENUTI DELLA PROTESTA.

Resta vergognoso l'atteggiamento dei media che ci triturano le palle con zia cosima, garlasco e il reggiseno di Meredith, ma NON PARLANO DI UNA REGIONE IN SOMMOSSA!
il senso? quando gli studenti protestavano, si leggeva quello che ho scritto. e continuo: figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari.
Forse perchè tra gli studenti c'era qualche birichino che non era neppure studente. Ad oggi non mi risulta che in Sicilia ci siano violenze, tranne UN EPISODIO.
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oggi la tele parla del movimento dei forconi
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venerdi attraverserò lo stretto...destinazione Palermo... :fifi:
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è paradossale che nella Regione con la più alta % di lavoratori dipendenti pubblici d'Europa, possa scoppiare proprio ora una rivolta spontanea e di popolo...ma daiiiiiiiiiiiiiiiii. lo sceccareddo che vola aund'è?
chissà chi strumentalizza sta vicenda, che poi un'idea ce la si potrebbe pure fare considerando che si tratta di sicilia e calabria, prossima sarà la Campania?
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Ninco Nanco
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http://www.duesicilie.org/spip.php?article425" onclick="window.open(this.href);return false;
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IL MOVIMENTO DEI FORCONI È IL RISCATTO DEL SUD

di Pino Aprile - 17 gennaio 2012

Li ho incontrati alla scuola di politica di Filaga sui monti Sicani. Mi dissero: siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader. Ed io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare! Non rivogliono il Regno delle due Sicilie ma sono stanchi di essere depredati e di recitare il ruolo di “Bancomat d’Italia”

In Sicilia il Movimento dei Forconi blocca la regione. I giornali ignorano il fatto. E c’è chi ipotizza strani legami politici dietro queste proteste. Lei cosa ne pensa?

Ogni volta che il Sud protesta, e vi assicuro che ha tonnellate di ragioni per farlo, si trova sempre qualche motivo per infamare le ragioni della protesta. Io a questo movimento ho dedicato un capitolo del mio ultimo libro "Giù al sud", quando non ne parlava nessuno. Li avevo incontrati alla scuola di politica di Filaga sui monti Sicani, creata da padre Ennio Pintacuda, e avevo scoperto un mondo di cui l’Italia non sa nulla, perché se il Sud non è mafia, non è camorra, non è notizia.
Mi raccontarono che in 3 anni, su 200 mila aziende agricole, 50 mila erano state sequestrate, messe all’asta; mi raccontarono di gente che da generazioni coltivava quelle terre, che era scomparsa dall’oggi al domani in silenzio per pudore...tragedie vissute nel silenzio, all’interno delle famiglie.
Qualcuno mi si avvicinò e mi disse: noi siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader e io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare!
Questo è emblematico del grado di disperazione di questa gente.

Il Regno delle due Sicilie era ricchissimo. Poi l’impoverimento, la fuga del Sud. Un’emigrazione che continua anche oggi. Perché?

Ci sono almeno tre argomenti enormi nella sua domanda. Il primo, è l’impoverimento del Sud, un territorio che è esistito per oltre 700 anni con quei confini, con quella gente, e che il Regno delle due Sicilie ereditò e poi gestì per 127 anni. Per chi voglia fare dei paragoni, 127 anni è più di quanto è durato il Regno d’Italia, 85 per i Savoia, è più di quanto è durata la Repubblica italiana, è quasi quanto sono durati il Regno d’Italia e la Repubblica italiana messi insieme. Quella era una dinastia divenuta autoctona, perché creò le prime aree industriali in Italia: basta andarsi a leggere i documenti de "L’ Invenzione del mezzogiorno" scritto da Nicola Zitara, e anche tanti altri libri.
L’invasione del sud con annessione comportò la distruzione dell’economia del Sud, la chiusura dei più grandi stabilimenti siderurgici d’Italia che erano in Calabria, l’eccidio, con sparatorie, delle maestranze che volevano impedirlo, la devastazione delle più grandi e efficienti officine meccaniche d’Italia che erano nel napoletano, l’asportazione dei lingotti d’oro, della ricchezza del Regno delle due Sicilie. Tutto questo comportò una ventina d’anni dopo, oltre alla reazione armata di quelli che furono chiamati briganti, che agivano per difendere il proprio paese, l’abbandono della propria terra da parte dei meridionali, un fatto questo che non era mai accaduto in decine di millenni. L’emigrazione dal sud, secondo varie stime, ha portato via 20/25 milioni di meridionali in 90 anni.
Rispetto al passato oggi è cambiato poco o nulla. Un esempio? Il Comitato interministeriale di programmazione economica divide le quote da sbloccare, che spesso sono soldi destinati al sud, per 200 quote e destina 199 quote al nord e una al sud. Con Monti le quote, anche perché i soldi sono diminuiti, sono state circa 40, di cui 39 al nord e una al sud e in tutto il programma di Monti non c’è una parola per il sud. E poi ci si meraviglia delle proteste? I cittadini del Sud vogliono solo rispetto, attenzione ed essere considerati alla pari degli altri cittadini di questo paese.
Del movimento dei forconi fanno parte anche i pastori sardi, guidati da Felice Floris. Ricordo che quando ci furono 100 mila forme di parmigiano invendute, l’allora governo a trazione leghista le fece acquistare con i soldi destinati al mezzogiorno; quando ci fu il pecorino invenduto per i sardi, l’allora governo mandò la polizia a spaccare le teste dei sardi a randellate in Sardegna, e quando i sardi presero il traghetto per andare a Roma, li aspettarono sul molo a Civitavecchia a spaccargli le teste preventivamente, prima ancora che arrivassero nella Capitale a manifestare.
I soldi che hanno usano per il parmigiano erano stati stanziati per il sud! Poi ci si meraviglia se la gente si organizza...In Sicilia il movimento dei forconi ha cominciato a protestare dopo l’ennesimo suicidio di un signore che si è lanciato dalla sua terrazza con una corda legata al collo.

E’ ipotizzabile che la crisi economica spazzi via l’Italia e riporti ad assetti pre-unitari?

Queste sono sciocchezze che tendono a nascondere la serietà e la profondità delle argomentazioni per cui il sud protesta.
Dal Meridione sono andati via negli ultimi 10 anni 700 mila giovani laureati. In qualsiasi paese qualunque governo di destra o di sinistra si sarebbe occupato di questo problema. La verità è che nessuno lo vuole risolvere, perché questo è un affare per una parte del paese. Solo per far studiare i suoi figli e poi regalarli al nord, il sud spende circa 3 miliardi di Euro all’anno. Come dimostrano gli studi fatti sull’argomento, formare un laureato costa dalle scuole materne alla laurea 300 mila Euro, ma per quelli fuori sede la cifra aumenta di circa 100 mila. 23 mila studenti meridionali ogni anno si spostano al nord, fate voi i conti.
Una laurea dura in genere, sono calcoli de "Il Sole 24 ore" circa 7 anni, moltiplicate per 7 e avrete il salasso del sud a favore del nord per regalargli una classe dirigente a proprie spese. Questo solo per l’istruzione. Poi pensiamo ai trasporti: sono stati cancellati da un improponibile, impresentabile amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato tutti, ma proprio tutti, i treni diretti sud - nord, il paese è stato spezzato in due nell’anno del 150° anniversario della cosiddetta unità. E ancora, il 90% degli aerei che partono dal sud deve pagare pedaggio a Malpensa, solo per far vivere un aeroporto che non doveva esistere. Per andare da Palermo a Tunisi bisogna prendere l’aereo per Malpensa e poi da Malpensa andare a Tunisi. Dovrà finire questa porcheria!
Un ultimo aneddoto, che ho raccontato nel mio libro "Terroni": alcuni miei amici di Bari per andare a Milano si vedevano costretti a pagare all’Alitalia un biglietto più costoso del Bari -New York. Allora, per risparmiare, compravano il biglietto per New York, arrivavano a Malpensa, scendevano, strappavano il biglietto e andavano a Milano! Il sud è il Bancomat d’Italia, continuamente insultato con l’epiteto di "ladro". In realtà, è l’unico caso al mondo nella storia dell’umanità di un ladro che più ruba e più si impoverisce, di un derubato che più viene derubato e più si arricchisce. Ci sarà qualcosa di strano?
Vedi on line : Link all’articolo originale
"I mafiosi non avrebbero cittadinanza in Italia se non ci fosse il potere politico e finanziario che gli permette di esistere."
Giuseppe Fava, ucciso il 5 gennaio 1984.
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suonatore Jones ha scritto:manganello. e basta. incivili. polizia. repressione. i veri lavoratori sono a lavorare. chi protesta è un nullafacente. proteste civili. criminali. black block. take that.

tanto per ricordare.

ironia o sarcasmo?
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RONDO ha scritto:CALABRESE, forse il motivo è che i privilegi se li pappano solo i politici locali? :roll: Io abito in Sicilia da 30 anni (ne ho quasi 36) e posso dirti che è una Regione, esclusa Catania ed Hinterland, di un'arretratezza disarmante in quanto a strade, ferrovie, servizi, infrastrutture. Sarà un caso, ma si è dimesso proprio ieri il sindaco di Palermo Cammarata. La gente peraltro non ce la fa più.... Ricordo, solo a mò di esempio, che dissero pure che le "revisioni auto" fatte in Sicilia non erano valide nel resto d'Italia! Aggiungo che il Governo Monti si è "dimenticato" di Barcellona Pozzo di Gotto e Saponara, dove oltre alle vittime ci sono state centinaia di famiglie che hanno perso l'attività, la casa o "solo" una o due auto, magari ancora da pagare. La povera gente paga tra i ticket sanitari più alti d'Italia. Il carburante qui è arrivato quasi a 1,80 €/l (benzina). E' tutto fermo, la gente stringe su tutto. E' il momento forse tanto atteso: LA GENTE SI STA PREPARANDO A SCENDERE IN STRADA.
Ma sarà un caso, i MEDIA NON NE PARLANO.
si è un caso, Cammarata con questa storia c'entra quantu u due i coppi ca briscula a denari ;)
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http://palermo.repubblica.it/cronaca/20 ... f=HREC1-12" onclick="window.open(this.href);return false;

Blocco tir, benzina esauritaScaffali vuoti nei supermercati

E' l'effetto dello stop dei mezzi pesanti imposto dal movimento Forza d'urto. Lunghe code ai distributori di carburante. Sale il prezzo della benzina e degli alimentari. Sit-in al porto di Palermo. Con i manifestanti Forza nuova e i centri sociali. I vigili: "Il panico è ingiustificato". Momenti di tensione all'Ortofrutticolo. Ieri le autocisterne di Eni ed Esso hanno viaggiato scortate dalla polizia. Il responsabile del movimento: "Questa classe politica deve andare a casa"
di SALVO CATALANO

Blocco tir, benzina esaurita Scaffali vuoti nei supermercati Cittadini in coda per riempire i bidoni di benzina
Benzina esaurita in molte stazioni di servizio, rincarata in altre. E ancora scaffali vuoti nei supermercati e impennata dei prezzi di frutta e verdura. Questi gli effetti dello stop al traffico dei tir imposto in Sicilia dal movimento Forza d'urto, a cui aderiscono l'Aias (Associazione autrotrasportartori siciliani) e il Movimento dei forconi.

Il motivo della protesta che ha portato a blocchi e sit-in in tutte le principali arterie di collegamento della Sicilia è l'aumento dei prezzi dei carburanti. Agricoltori e autotrasportatori puntano il dito contro le politiche dei governi nazionale e regionale in materia di accise. "Siamo sull'orlo del fallimento, servono interventi di sostegno", denunciano. "Non è lo sciopero di una categoria, ma la rivoluzione di un popolo".

Intanto è caos per la benzina. Code chilometriche da ieri sera dove il carburate è ancora disponibile e distributori deserti dove invece è già esaurito. E cominciano ad arrivare denunce di prezzi rincarati. Stesso discorso per la frutta e la verdura nei supermercati. In molti negozi di alimentari a causa del mancato arrivo della merce gli scaffali si sono svuotati.

Centinaia di mezzi pesanti sono fermi all'interno del porto di Palermo. Ieri sera sono partite due delle tre navi, dirette rispettivamente a Napoli e Genova, da lunedì ferme nel porto a causa dei blocchi con gravi disagi per i passeggeri.

A Gela da questa mattina i manifestanti hanno impedito ai dipendenti della raffineria di raggiungere il loro posto di lavoro, bloccando l'uscita dalla fabbrica dei turnisti e l'entrata in azienda dei giornalieri. Un serpentone di macchine e tir blocca la strada di accesso alla zona industriale dell'Asi mentre davanti al municipio è stato inscenato un funerale. La raccolta dei rifiuti, da ieri è stata sospesa in tutta la città.

A Catania il 95 per cento delle stazioni di servizio non può lavorare, Palermo si è svegliata questa mattina con le stesse lunghissime code di auto che si sono viste ieri sera in prossimità delle stazioni di servizio. Con il blocco dei mezzi pesanti imposto in tutta la Sicilia, il movimento Forza d'urto chiede lo stop all'aumento del costo del carburante. E intanto a pagare i disagi sono i cittadini che non trovano più benzina.

A Palermo nei pressi dei distributori di viale Campania questa mattina si è creato un ingorgo ed è dovuta intervenire la polizia municipale. Stessa situazione in piazza Virgilio e auto incolonnate anche lungo viale Regione siciliana sempre nei pressi dei benzinai. I palermitani protestano per i disservizi. E disagi e proteste si sono registrati anche a Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e Trapani.

Centinaia di mezzi pesanti sono fermi all'interno del porto di Palermo. Ieri sera sono partite due delle tre navi, dirette rispettivamente a Napoli e Genova, da lunedì ferme nel porto a causa dei blocchi con gravi disagi per i passeggeri.

Ieri notte a Palermo i punti di maggiore criticità sono stati: viale Regione Siciliana all'altezza di via Pitrè e via Perpignano, lo svincolo di Tommaso Natale, viale Leonardo da Vinci e ancora la zona di Montepellegrino e piazza Camporeale.

Sono stati questi i punti di maggiore criticità, presi d'assalto tanto che la metà dei distributori in città ha dovuto chiudere in serata per esaurimento scorte. "Un attacco di panico ingiustificato - affermano dal comando dei vigili urbani - perché i camion si approvvigionano senza problemi ai depositi di carburante". Ieri le autocisterne di Eni ed Esso hanno viaggiato scortate dalla polizia ed oggi, assicurano da via Dogali, gli impianti dovrebbero essere riforniti regolarmente.

I presidi del movimento Forza d'urto in città sono due: nello slargo antistante il porto e alla rotonda di via Oreto. Da qui camion e Tir non passano e il traffico delle auto è rallentato dal continuo via vai dei manifestanti e dai mezzi pesanti parcheggiati a bordo strada. "Accosta, non lo sai che c'è lo sciopero? Per stasera resti a farci compagnia", intima uno dei manifestanti intorno alle quattro del pomeriggio a Luca Di Salvatore, alla guida di un furgone nero proveniente da Catania che trasporta una moto ape.

"È un sequestro vero e proprio", dice Di Salvatore al telefono con il datore di lavoro. L'autista non ci sta e chiede l'intervento dei poliziotti che a qualche decina di metri hanno assistito alla scena. Seguono momenti di tensione, ma alla fine ottiene il via libera. "Nessuno può essere costretto a fermarsi contro il suo volere, è la prima volta che interveniamo", assicura un agente. Stessa sorte di prima mattina era toccata a Leoluca Castellese. "Sono partito presto da Termini - racconta - perché credevo che a quell'ora non mi fermassero, invece eccomi qui al presidio. Ho il camion carico di mangimi da scaricare a Monreale". Tensioni in mattinata al porto tra commercianti del mercato ortofrutticolo e i manifestanti. "Volevano far uscire la merce, ma non se ne parla", assicura Francesco Dominici.

Alla rotonda di via Oreto i "convinti" dell'ultima ora si mischiano alle decine di manifestanti che hanno abbracciato le cause della protesta. Ma quali sono le anime dell'operazione Nuovi vespri siciliani? Chi c'è dietro, o meglio dentro, il movimento Forza d'urto?

Innanzitutto gli agricoltori riuniti nel Movimento dei forconi, il cui leader carismatico, Martino Morsello, da domenica sera stazione in via Oreto. "Questa classe politica deve andare a casa, tutta senza distinzioni", esordisce Morsello. I Forconi chiedono la defiscalizzazione dei carburanti, l'applicazione dell'articolo 37 dello statuto siciliano che prevede di trattenere nell'Isola le imposte sulle imprese che hanno in Sicilia stabilimenti e impianti, la possibilità per la Regione di stampare autonomamente moneta. Sul web, nei giorni scorsi, si sono rincorse numerose voci che hanno accostato il Movimento dei forconi e il suo leader a Forza Nuova.

Nel dicembre scorso Morsello ha parlato al congresso nazionale del movimento di estrema destra. "Facciamo chiarezza una volta per tutte: sono stato invitato a parlare come esperto di agricoltura e ci sono andato", replica Morsello, che dal 1980 al 1993 è stato assessore al Comune di Marsala per il partito socialista. "Chiunque sostenga le nostre posizioni è il benvenuto, non importa che sia fascista, anarchico o autonomista. Qui la gente è povera e stufa".

Ci sono facce giovani accanto a quelle mature degli agricoltori. Sono quelle dei ragazzi del centro sociale Anomalia. "Siamo qui da ieri perché condividiamo lo spirito antiglobalizzazione della protesta", spiega Giuliana. "Questa - dice indicando la bandiera della Sicilia sulle spalle della sua amica - è stata il simbolo dei Vespri e dei Fasci siciliani, oggi invece è abusata dagli autonomisti, è arrivato il momento di riappropriarcene". Pochi metri più in là, la stessa bandiera è in mano ad alcuni ragazzi di Forza Nuova, stretti nei loro giubbotti neri.

"Abbiamo riconosciuto la sincerità di questa lotta fatta per il popolo siciliano e siamo venuti", afferma Massimo Ursino. Fastidio per la presenza del centro Anomalia?: "L'unione di poli antagonisti è uno sgarbo al sistema". Ma tra i due poli opposti si nascondono anche semplici studenti, disoccupati e meccanici. "Dalla Sicilia - promette Fabio Conigliaro, autotrasportatore - è partito un effetto domino. Stavolta faremo davvero la rivoluzione".

(18 gennaio 2012)
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NinoMed ha scritto: "Dalla Sicilia - promette Fabio Conigliaro, autotrasportatore - è partito un effetto domino. Stavolta faremo davvero la rivoluzione".

(18 gennaio 2012)


mi hanno detto che oltre ai blocchi delle autostrade siciliane, i manifestanti hanno istituito un primo blocco a Villa San Giovanni... (sarà vero?)
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DoubleD ha scritto:
NinoMed ha scritto: "Dalla Sicilia - promette Fabio Conigliaro, autotrasportatore - è partito un effetto domino. Stavolta faremo davvero la rivoluzione".

(18 gennaio 2012)


mi hanno detto che oltre ai blocchi delle autostrade siciliane, i manifestanti hanno istituito un primo blocco a Villa San Giovanni... (sarà vero?)

ho trovato qualcosa: http://www.youtube.com/watch?feature=pl ... VU7pUdCa7Q" onclick="window.open(this.href);return false;

ANCHE LA CALABRIA SI BLOCCA ! SENZA PARTITI E SENZA SINDACATI.
Sulla forza d'urto che arriva dalla Sicilia, l'onda di protesta varca lo Stretto. Anche in Calabria la protesta viene portata avanti dai camionisti dei Tir e non si sa per quanto tempo hanno intenzione di paralizzare la regione. In questo video vengono mostrate immagini girate all'uscita autostradale di Rende-Cosenza Nord
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non posso quotare. un episodio, caselli autostradali presidiati, supermercati assediati. non dico altro se non quello che hai detto tu. aggiungo: in due giorni e mezzo. non mi pare così pacifica, la situazione. sarebbe da stigmatizzare.
@ninomed: mi sono spiegato nel post successivo.
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era ora che qualcosa si muovesse anche qui...
Speriamo che domani sa-rc e traghetto siano bloccati e che il resto d'italia si svegli.
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:salut
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La “Forza d’Urto” dei nuovi vespri siciliani é sempre più incontenibile.
Gli argini isolani hanno da poco ceduto.

La Rivoluzione é ora in Calabria

Il fervore popolare ha attraversato lo stretto ed ha raggiunto la punta dello Stivale.

Chissà se riuscirà ad abbracciare tutta la Patria.
Forse, a quel punto, i telegiornali finalmente ne parleranno.
La rivolta popolare é comunque, ad oggi, ancora in fase embrionale.
Sta a tutti noi italiani fare in modo che non si esaurisca.
In queste ore, sono gli autotrasportatori calabresi che stanno facendo la loro parte.

A Villa San Giovanni, importante crocevia della viabilità italica, luogo d’attracco dei traghetti da e per la Sicilia, snodo strategico in cui le merci vengono messe su ruota e smistate in tutta la nazione, tutto é fermo... continua
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