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reggino
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“Dimissioni irrevocabili”: Umberto Bossi non è più il segretario della Lega Nord
Per sostituire il senatùr (nominato presidente del partito), il consiglio federale ha scelto il triumvirato Maroni, Calderoli, Dal Lago. stefano Stefani, invece, è il nuovo tesoriere del Carroccio
Umberto Bossi non è più il segretario nazionale della Lega Nord. Il senatur si è dimesso oggi pomeriggio nel corso del vertice nella sede storica del Carroccio in via Bellerio, a Milano. “Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che porti. Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti e per difendere la mia famiglia. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia”: queste le parole usate da Umberto Bossi al consiglio federale del partito. Lo ha riferito l’europarlamentare Matteo Salvini, al termine della riunione, su Radio Padania. Bossi è stato nominato presidente della Lega, riferisce ancora Salvini, “da un consiglio federale commosso. Nessuno ha chiesto le dimissioni di Bossi, lui è arrivato già convinto, con una scelta decisa e sofferta”.

“Scelta irrevocabile”, dunque, quella di Bossi, che ha reso nota la sua decisione in apertura di consiglio federale. Ora si tratta di capire se queste dimissioni possano essere rifiutate dallo stesso consiglio. Dall’interno di via Bellerio, tuttavia, hanno già deciso: al posto di Bossi ci sarà un triumvirato composto da Roberto Maroni, Manuela Dal Lago e Roberto Calderoli, che guideranno la Lega fino al prossimo congresso (la cui data si deciderà nelle prossime settimane, ma comunque entro i prossimi trenta giorni, come impone lo statuto). Questa ipotesi era circolata nel primo pomeriggio, ma non era stata ancora confermata per un semplice motivo: si temeva un coinvolgimento di Calderoli nell’inchiesta sui movimenti dell’ex tesoriere Belsito. Timori non ingiustificati, visto che secondo gli atti d’indagine risulta che anche l’ex ministro della Semplificazione ha ricevuto ‘elargizioni’ dalle casse del Carroccio. Contestualmente all’investitura della triade, il consiglio federale ha nominato nuovo tesoriere del partito il deputato Stefano Stefani. Per Umberto Bossi, quindi, quella di oggi con tutta probabilità è stata l’ultima giornata alla guida della Lega Nord: al momento ha vinto la tesi di chi, anche all’interno del partito, sostiene che il Senatur fosse a conoscenza di quanto accadeva con i soldi del Carroccio.

La notizia delle dimissioni, inoltre, è arrivata anche ai sostenitori del senatur che da stamattina manifestavano all’esterno della sede di via Bellerio in sostegno a Umberto Bossi: i militanti sono stati fatti entrare dal cancello posteriore del ‘fortino’ di Via Bellerio e si sono ritrovati nel cortile interno della sede, dove hanno continuato a urlare il nome del leader storico della Lega e vari slogan pro-Bossi. Gli stessi sostenitori del senatur hanno poi contestato Roberto Maroni all’uscita da via Bellerio: oltre a cori di scherno (“Buffone, buffone” le grida), i manifestanti hanno gettato sulla macchina dell’ex ministro dell’Interno dei volantini con riferimenti al ‘bacio di Giuda’.

“Lui è un grande uomo e ha motivato le sue dimissioni dicendo che, essendoci di mezzo la famiglia, era giusto fare un passo indietro” ha sottolineato Stefano Galli, capogruppo della Lega in Regione Lombardia, lasciando la sede di via Bellerio e riferendosi a quanto detto da Umberto Bossi nel decidere di dimettersi. “Credo che le persone responsabili di quanto accaduto dovranno pagare” è stato il pensiero di Attilio Fontana, sindaco di Varese, secondo cui “Bossi ha dimostrato di avere a cuore il movimento e ha fatto una cosa dolorosa per lui ma credo che sia quella più utile per il movimento, per evitare che una situazione come questa potesse creare problemi. E’ uscito da vero leader dal movimento”.

Non è mancato, inoltre, un commento ufficiale, con i partecipanti alla riunione del Consiglio federale che “hanno manifestato la loro commozione e l’unanime apprezzamento per la scelta compiuta da Umberto Bossi per tutelare al meglio il movimento, ringraziandolo per aver accettato la nomina a Presidente”. E’ quanto scritto in una nota del Consiglio federale secondo cui Bossi è stato poi salutato “con un lungo e sentito applauso”.

LE REAZIONI DEGLI ALTRI PARTITI
Il primo ad esprimere solidarietà a Umberto Bossi è stato l’ex ministro Aldo Brancher, anche lui coinvolto nelle indagini sui soldi della Lega. “Sono con lui, ha tutta la mia solidarietà e stima” ha detto Brancher, deputato Pdl nonché da sempre ‘emissario’ di Silvio Berlusconi presso la Lega. “Se si è dimesso, avrà le sue buone ragioni. E’ un atto, comunque, che va apprezzato. Ora, mentre si apre una questione morale interna al Carroccio, certamente si chiude una stagione per ciò che la Lega ha rappresentato”: questo il commento al passo indietro di Bossi da parte del vice presidente di Futuro e libertà Italo Bocchino. Ironica, invece, la reazione di Fabio Granata (Fli): “La mia sensazione è che Bossi sia vittima del Cerchio… Tragico” ha detto il vicecoordinatore di Fli, secondo cui “la decisione di Umberto Bossi di dimettersi irrevocabilmente non può lasciare indifferenti in un quadro politico nel quale l’ammissione di responsabilità politica attraverso un gesto è pratica sconosciuta”.

”Nella faida che si sta consumando dentro la Lega qualcuno può avere la tentazione di pensare che Maroni è meglio di Bossi” ha detto l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, secondo cui “Maroni si sta accreditando come la faccia pulita e presentabile della Lega, ma questa è una favola scadente, dal momento che Maroni è stato fino a ieri fedelissimo e informatissimo membro dello stato maggiore del Carroccio e, dal Viminale, zelante propugnatore di tutti i provvedimenti derivanti dall’ideologia leghista, dall’assurdo reato di clandestinità ai respingimenti indiscriminati che ci hanno fatto condannare dall’Europa”. Per l’esponente democratica, “vanno in scena gli ultimi atti di una banalissima lotta di successione, in cui la politica e le idee non c’entrano nulla, perchè sotto i gestacci di Bossi o dietro gli occhiali modaioli di Maroni fermenta lo stesso populismo intollerante e straccione, lo stesso disinteresse – ha concluso – per il bene reale dei loro elettori”. “Se finisce così, con la Lega senza Bossi, è davvero chiuso il ventennio della Seconda Repubblica” ha scritto Paolo Gentiloni del Pd su Twitter. Per Antonio Di Pietro, invece, “le dimissioni di Umberto Bossi sono un atto dovuto da rispettare” e “siccome il problema è il finanziamento pubblico ai partiti che deve essere risolto a monte – ha detto l’ex pm – noi abbiamo depositato in Cassazione il quesito referendario per abolire la legge in vigore, ed avviato una legge di iniziativa popolare per dare la possibilità al Parlamento di legiferare prima del referendum che non si farebbe prima del 2014″.

“E’ presto per un giudizio politico articolato – ha detto il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione – però umanamente mi dispiace perché ho conosciuto Umberto Bossi di persona e so che è una persona leale, sinceramente animata da una passione ideale. Vorrei che sapesse, in questo momento che deve essere difficile, che la mia stima umana nei suoi confronti resta intatta e che gli sono vicino”. La notizia del passo indietro di Bossi hanno creato scompiglio soprattutto nel Pdl. “Queste dimissioni date in modo così tempestivo dimostrano la buona fede di Bossi e come il suo impegno sia sempre stato legato alla passione per la politica, senza nessun interesse personale. Quando eravamo ministri, in Cdm l’ho sempre visto battersi per i valori e gli ideali in cui credeva” ha detto Maria Stella Gelmini. “Noi siamo alleati della Lega e ci sentiamo molto vicini a Bossi in questo momento” ha assicurato la Gelmini, che poi ha avvertito: “Alla fine, questa vicenda dimostra che Bossi sia stato più vittima che responsabile dei fatti che stanno emergendo”.

”Sono notizie che colpiscono, non credo che ora sia possibile commentare e vedremo come si evolverà la situazione”: così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commentando, a margine di una conferenza stampa dopo la riunione della Giunta, la notizia delle dimissioni del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Formigoni ha sottolineato che in giunta “la maggioranza tiene bene perchè gode del consenso dei cittadini”. “Se siamo stati rieletti quattro volte è perché i cittadini esprimono il consenso su quello che facciamo – ha continuato – e sono soddisfatti per le iniziative che stiamo realizzando”. La Lega, ha ribadito il presidente della Regione, “ha sempre confermato di mantenere l’alleanza con il Pdl in tutte le amministrazioni dove ci siamo presentati assieme alle scorse elezioni”.



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Giustizia & impunità | di Marco Lillo | 5 aprile 2012
Commenti (690)
640Più informazioni su: Belsito, bossi, finanziamento ai partiti, Henry John Woodcock, Lega Nord, manuela marrone, nadia dagrada cooperativa bosina, Renzo Bossi, roberto bossi, Roberto Castelli, Robledo, Rosi Mauro, sindacato padano“Con tutti i documenti Bossi si cagherà sotto”. I consigli della segretaria al tesoriere
Con l'amica Dagrada, Francesco Belsito se la rideva al telefono pensando al "parco macchine" della famiglia del Senatur. Poi le auto noleggiate per Riccardo Bossi. E i contanti al sindacato padano. La dirigente dell'ufficio amministrativo lo invitava a mettere da parte tante cartelline con su indicato nomi, anni, soldi e i benefit versati. "Digli 'Noi manteniamo tuo figlio Riccardo, tuo figlio Renzo, tu gli devi dire: guarda che tu non versi i soldi, tuo figlio nemmeno, ed è da quando sei stato male"
“Bossi si cagherà sotto e non avrà il coraggio di rimuoverti”. Di fronte ai documenti dei pagamenti ai figli, alla moglie e alla sua fedelissima Rosi Mauro e soprattutto di fronte a una registrazione imbarazzante, che Francesco Belsito sosteneva di possedere, il leader della Lega Nord non avrebbe mai osato seguire Rosi Mauro che lo aizzava contro di lui. Così, con l’arroganza di chi sa di avere le carte per tenere in scacco Umberto Bossi, parlavano al telefono mentre erano intercettati dai Carabinieri su delega della Procura di Napoli la dirigente amministrativa del Carroccio Nadia Dagrada e il tesoriere Francesco Belsito, ora indagato per riciclaggio e truffa aggravata.

Il personaggio chiave è Nadia Dagrada. Questa militante tosta che nelle foto sembra un corazziere in gonnella di Umberto Bossi e che ieri uscendo dalla Procura ha sibilato ai cronisti: “Fedele fino alla fine”, nelle tante telefonate intercettate con Belsito sembra quasi il suo coach. È lei a consigliargli di farsi una copia dei documenti che provano i pagamenti ai familiari di Umberto Bossi e di mettere gli originali in una cassetta di sicurezza. Nadia è arrabbiata con il vicepresidente del Senato Rosi Mauro, che ha osato chiedere conto a Belsito dei soldi della Lega. “Sarebbe veramente cretina Rosi Mauro perché allora a questo punto se i conti li fai vedere poi chi lo sa che cosa può uscire di tutto quello che c’è!”. Dagrada e Belsito pensano al botto che faranno le carte sui giornali: “Su Libero: quanti soldi la Lega gira alla scuola (Bosina, della cooperativa fondata dalla maestra baby-pensionata Manuela Marrone, moglie di Bossi, ndr).

Belsito a quel punto tira fuori l’asso nella manica: la registrazione che proverebbe una richiesta sconcia. Questo è il passaggio chiave della conversazione di quella sera.

Belsito: Glielo dico della Fondazione, glielo dico cosa mi volevano far fare che dovevo portargli dei soldi eh.
Dagrada: Esatto!… e tu quello poi ce l’hai registrato?
Belsito: Sì, eh.
Dagrada: Ma tu prima parli col capo (Bossi, ndr), vedi cosa ti dice lui, perché gli fai presente ‘sta roba qui e vedi perché lui poi fa in fretta a cagarsi sotto e dopo di che, si affrontano le due signore (Rosi Mauro e Manuela Marrone, ndr) poi gli spiattelli lì, sul tavolo… allora vedi questa fotocopia qua, vedi queste, vedi questa… figurati queste se vanno in mano, altro che la Tanzania se vanno in mano ai militanti! “Ma non vengono a prendere me – le dici eh – vengono a prendere voi!”.

A questo punto Belsito continua a enumerare gli elementi che può tirar fuori contro la famiglia Bossi:

Belsito: L’ultima macchina del “principe” (Renzo Bossi probabilmente, ndr) 50 mila? Ho la fattura.
Dagrada: Ma te l’ho detto, tutto quello che, adesso tu domani mattina, dopo aver parlato con Roberto (Castelli, ndr), inizia a fare le copie di quello che hai in cassaforte, dammi retta!
Belsito: Bene.

Con l’amica Dagrada, Francesco Belsito se la rideva al telefono pensando al “parco macchine” della famiglia Bossi: la Smart e la più recente Audi A6 che, a dire del tesoriere, sarebbero state messe a disposizione del solito Trota, ma “intestate alla Lega Nord”. E poi le auto noleggiate per Riccardo Bossi. E anche i contanti. Nadia Dagrada lo invitava a mettere da parte tante cartelline con su indicato nome per nome e anno per anno i soldi e i benefit versati.

Nelle intercettazioni di Belsito si parla di pagamenti per 200 mila euro all’anno per il Sindacato Padano di Rosi Mauro e anche di spese per “i costi liquidi” di Renzo Bossi come li chiama Belsito. Per il tesoriere sarebbero 151 mila euro, ma la dirigente amministrativa Nadia Dagrada lo corregge: “Sono 251 mila euro per lui e i ragazzi (della scorta probabilmente, ndr) perché quando viaggiano insieme non riesco a scinderli”.

Al Fatto risulta che il tesoriere al telefono fosse molto confuso sulle somme. Anche se ricordava con esattezza quanto gli era stato chiesto di metter da parte per la scuola della moglie di Bossi, quella gestita dalla Cooperativa Bosina: un milione di euro, che però solo in parte era riuscito a tirare fuori.

Nadia Dagrada si sta rivelando sempre più il personaggio chiave dell’inchiesta. Non è un caso se, come persona informata dei fatti, è stata ascoltata martedì per 9 ore dai pm Paolo Filippini ed Henry John Woodcock. Non è un caso che sia stata risentita ieri mattina dai magistrati alla presenza del procuratore aggiunto Alfredo Robledo. La dirigente ha detto ai pm di non aver mai ascoltato la registrazione imbarazzante. La sua deposizione avrebbe “salvaguardato” il segretario Umberto Bossi, ma avrebbe reso più complicata la posizione di Francesco Belsito.

L’elenco delle spese. L’elenco che i due riassumono al telefono il 26 febbraio viene riassunto dai carabinieri, come viene pubblicato oggi dal Corriere della Sera. Comprende «i costi di tre lauree pagate con i soldi della Lega», «i soldi per il diploma (di Renzo Bossi)»; «i 670mila euro per il 2011 e Nadia dice che non ha giustificativi, oltre ad altre somme ingenti per gli altri anni»; «le autovetture affittate per Riccardo Bossi, tra cui una Porsche»; «i costi per pagare i decreti ingiuntivi di Riccardo Bossi»; «le fatture pagate per l’avvocato di Riccardo Bossi»; «altre spese pagate anche ai tempi del precedente tesoriere Balocchi»; «una casa in affitto pagata a Brescia»; «i 300mila euro destinati alla scuola Bosina di Varese per Manuela Marrone (moglie di Bossi, ndr), che Belsito non sa come giustificare, presi nel 2011 per far fare loro un mutuo e che lui ha da parte in una cassetta di sicurezza».

Poi c’è la casa di Gemonio e più precisamente «i soldi ancora da dare per le ristrutturazioni del terrazzo»: «Che io sappia, pare che siano 5-6mila euro» ridimensiona Belsito alla Dagrada, che teme invece la somma sia molto più alta anche a causa di minacce di azioni legali dai fornitori e che sprona Belsito: «Gli devi dire poi: capo (Bossi, ndr), c’è da aggiungere l’auto di tuo figlio».

“Bossi non versa più. E nemmeno Renzo”. A chi gli mette i bastoni tra le ruote Belsito trova quasi sempre come rispondere. Per esempio la segretaria del Sindacato Padano e vicepresidente del Senato Rosy Mauro, bossiana della prima ora, fedelissima, sempre a fianco del leader in particolare in questi anni di malattia. ”Sai quanto gli ho dato l’altro giorno alla nera (la Mauro, ndr)? – chiede retoricamente il tesoriere alla Dagrada – Quasi 29mila, 29.142 in franchi eh… vuoi che ti dica tutti gli altri di prima?»: ovvero quelle che poi gli inquirenti traducono come «altre somme che le dà mensilmente». La Dagrada, continua il Corriere, lo “imbocca” quasi: dice a Belsito di rispondere alla Mauro così: “Se apro bocca io, il capo salta e se salta il capo tu sei morta… Perché se lei non c’ha il capo a difenderla, lei domani è in mezzo a una strada, e non è detto con le gambe intere». E a Bossi? Gli deve dire: “Noi manteniamo tuo figlio Riccardo, tuo figlio Renzo, tu gli devi dire guarda che tu non versi i soldi, tuo figlio nemmeno, ed è da quando sei stato male. Gli devi dire: capo, io so queste cose e finché io sono qui io non tradirò mai, ma ricordati cosa c’è in ballo, perché se viene fuori lo capisci che cosa può succedere, altro che barbari sognanti”.

sono peggio ma peggio del pdl
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Caso Belsito: “Denaro ai Bossi e a Calderoli” “Renzo ha amici peggio di Cosentino”
Per gli investigatori il Senatur ha anche versato somme al nero al partito: "Può avere varie origini di provenienza illecita e non tracciabile". "Elargizioni" anche all'ex ministro e ai senatori Mauro e Stiffoni. Non solo: secondo l'accusa Renzo e la sua fidanzata portarono via dalla sede di via Bellerio con i faldoni sulla villa di Gemonio, perché Castelli "vuole un casino". "B. ha 'affossato' il fascicolo sulla ristrutturazione"
“The family”, la famiglia: c’era scritto su una delle cartelle sequestrate dalla cassaforte dell’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Era tra la documentazione contabile acquisita dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza nell’ambito del filone napoletano sull’inchiesta. L’ipotesi degli investigatori è che la cartella possa contenere tracce sulle presunte elargizioni ai familiari del leader del Carroccio nell’ambito dell’inchiesta per truffa aggravata e altre accuse. Secondo quanto emerge in queste ore, tuttavia, la “famiglia” potrebbe non limitarsi solo alla moglie e ai figli del Senatur. Ma, in modo più esteso, anche all’ex ministro Roberto Calderoli, alla vicepresidente del Senato Rosy Mauro, al senatore (e segretario d’aula di Palazzo Madama) Piergiorgio Stiffoni.

Il carnet degli assegni: “Umberto Bossi”. Tra i documenti sequestrati ieri a Roma nella cassaforte dell’ex tesoriere c’è anche un carnet di assegni che reca la scritta “Umberto Bossi”. Il carnet, che è relativo al conto corrente della banca sul quale vengono versati i contributi per il Carroccio, è ora all’esame dei pm di Napoli e di Milano. A quanto si è appreso il carnet è stato rilasciato dalla sede genovese della banca Aletti dove sono versati i contributi elettorali della Lega. Gli inquirenti ritengono che dal conto, gestito dal tesoriere finito sotto inchiesta, provengano le somme destinate a spese personali di familiari di Bossi. Nella cassaforte sono state inoltre trovate ricevute che documenterebbero spese affrontate per le esigenze di vario genere di familiari del leader del Carroccio.

“Il ‘nero’ di Bossi al partito”. In una telefonata del 29 gennaio la Dagrada dice a Belsito: “Però tu al capo precisi la cosa del discorso soldi, che Castelli vuole andare a vedere la ‘cassa’ e quelli che sono i problemi, perché comunque tu non è che puoi nascondere quelli che sono i ‘costi della famiglia’, cioè da qualche parte vengono fuori”. E ancora: “Anche perchè o lui, (Umberto Bossi, annotano degli investigatori) ti passa come c’era una volta tutto in nero o altrimenti come cazzo fai tu”. Questa telefonata, annotano gli investigatori, è “indicativa sull’ipotesi di riciclaggio, anche mediante l’utilizzo della ‘cassaforte’ della Lega”.

Nell’intercettazione, si legge ancora negli atti, “si rileva che Nadia parla chiaramente del ‘nero’ che Bossi dava tempo fa al partito. Ovviamente il significato del ‘nero’ è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti, alle corruzioni o ad altre forme di provenienza illecita e non tracciabile”. Denaro, scrivono ancora gli investigatori, “che poi veniva elargito senza lasciare ‘traccia’ a Bossi ed ai suoi familiari”. Mentre “d’ora in poi, a maggior ragione con le pressioni di Castelli che vuole controllare le spese, Nadia dice che bisogna trovare altre soluzioni per poter continuare a fare ciò”. Quindi, riassumono gli investigatori, “invita Belsito a parlare col ‘capo’, Bossi, per far allontanare Castelli dal comitato amministrativo di gestione ed evitare così i controlli sui conti e sulle ‘uscite’ fatte a favore di Bossi e dei suoi familiari definendoli contabilmente: ‘I costi della famiglia’”.

“Elargizioni anche a Rosy Mauro e Calderoli”. Elargizioni cospicue, spiegano i carabinieri del Noe di Roma nel loro rapporto, sarebbero finite non solo ai familiari di Bossi per “ristrutturazioni, auto, cellulari, schede telefoniche, dentista”, ma anche a favore di Rosy Mauro e del Sinpa (il sindacato padano), della scuola “Bosina” fondata da Manuela Marrone (moglie di Bossi) e al senatore Roberto Calderoli, altro ex ministro leghista.

Sempre agli atti dell’inchiesta gli investigatori scrivono che “rilevanti somme di denaro sono state utilizzate per sostenere esigenze personali e familiari, estranee alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord ed a favore di Umberto Bossi, Manuela Marrone, Riccardo, Renzo e Roberto Bossi, Rosy Mauro, Roberto Calderoli, Stiffoni, poi alla scuola Bosina, riconducibili a Manuela Marrone ed al Sinpa ed altri soggetti e strutture citate nelle telefonate ed in corso di identificazione”.

In una telefonata la Dagrada tranquillizza al telefono Belsito sulle somme di denaro a Calderoli. Belsito: “Come giustifico i soldi di Calderoli?”. Dagrada: “Quello non è un grosso problema nell’arco di un anno, non è un problema”. Secondo gli investigatori dalle casse della Lega sono stati sottratti i soldi per pagare 3 lauree, i soldi per il diploma di Renzo Bossi, auto affittate da Riccardo Bossi tra cui una Porsche, le somme per pagare i decreti ingiuntivi di pagamento di Riccardo Bossi, le fatture per l’avvocato di Riccardo Bossi, 300mila euro da destinare alla scuola Bosina di Varese.

“Per entrare nel cda di Fincantieri 50mila euro”. Cinquantamila euro, secondo l’inchiesta, sono finiti al segretario regionale ligure della Lega Francesco Bruzzone. La circostanza emerge da una telefonata tra lo stesso Belsito e il deputato leghista Giacomo Chiappori. I soldi sarebbero stati dati da Belsito a Bruzzone “per farlo entrare nel cda di Fincantieri di Genova, ruolo che effettivamente Belsito ha poi ricoperto”. ”Dopo che l’hai aiutato, che gli haifatto vincere il congresso che non l’avrebbe mai vinto e biribì e biribò e biribò – dice al telefono Chiappori a Belsito, parlando di Bruzzone – questo bastardo si chiama fuori, ‘chi lo conosce Belsito’, perchè ti dico io che l’ha detto, ti dico io che l’ha detto”. “Però – risponde l’ex tesoriere della Lega – 50mila euro che si è preso per Fincantieri se l’è dimenticato questo!….la nomina del Cda eh!”. “Si dimenticano tutto, tutto si dimenticano – conclude Chiappori – questi son dei bastardi”.

Renzo, i faldoni sulla casa e Castelli che “vuole un casino”. Ma c’è un altro profilo che mette sotto la lente uno dei figli, Renzo. “Renzo Bossi e la sua fidanzata, Silvia Baldo, (…) sono stati insieme alla sede della Lega di via Bellerio e si sono portati via i faldoni della casa (ristrutturazioni?) per timore di controlli, visto il periodo critico”. E’ un’annotazione degli investigatori negli atti dell’inchiesta.

“Renzo ha chiamato Marmello - dice Dagrada nell’intercettazione – per vedere se si riusciva a riprendere Luca con loro perché hanno paura per la storia della casa”. I timori dei controlli che hanno indotto Renzo Bossi a portare via i faldoni della casa, probabilmente relativi a lavori di ristrutturazione, emergono da una telefonata del 12 febbraio scorso tra Belsito e la Dagrada.

Degrada: Ecco, quella lì, sono venuti a prendere, Renzo e la fidanzata, tutti faldoni da via Bellerio e li hanno portati via.
Belsito: Ho capito.
Dagrada: Quindi adesso c’hanno parecchia caga.
Belsito: Uhm, però nella caga capisci che l’altro deficiente ci va a nozze.
Dagrada: Infatti, è per questo che ti sto dicendo, visto che comunque lei (Manuela Marrone, moglie di Bossi) di ascendente ce n’ha, dire adesso che questi, che cavolo Castelli c’è da tenerlo d’occhio, sta cercando di scatenare, sotto, sotto, un casino che tutti che vogliono andare a vedere i conti, che vogliono andare a vedere i documenti e questa sarebbe la fine.

Renzo Bossi ha replicato alle agenzie di stampa: “Non ho nascosto alcun faldone, un mese e mezzo fa ho preso nel mio ufficio in via Bellerio due raccoglitori relativi al mio conto bancario personale”.

Le frequentazioni di Renzo. Il giudizio sul “Trota” lo dà sempre la Dagrada, personaggio chiave dell’inchiesta: la donna consiglia a Belsito di farsi tutte le copie dei documenti che dimostrano i pagamenti fatti a favore della famiglia Bossi e di Rosy Mauro e di nascondere gli originali in una cassetta di sicurezza. E avverte: “Quando esce una cosa di questo genere sei rovinato… il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… altro che Cosentino!”.

E’ l’8 febbraio. La Dagrada si riferisce anche alla senatrice Rosi Mauro, vicepresidente a Palazzo Madama e segretaria del Sindacato Padano: “E’ convinta di avere chissà quale potere… Non si rende conto che ormai quest’uomo ha 70 anni… Non ne ha altri dieci davanti, eh!… Per giunta, è vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo? Ma prima o poi il fascicolo esce, eh!”. E più avanti: “Sì, è così, perchè quando esce una cosa di questo genere sei rovinato! Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… Altro che Cosentino!”.“Il fascicolo sulla casa? E’ intervenuto Silvio”. Belsito a quel punto ribatte: “Quindi tu dici che sarà intervenuto il padre”. Dagrada: “E’ intervenuto più Silvio e so che ci sono di mezzo anche alti, ma alti Pd e non è che hanno detto ‘chiudi il fascicolo’ hanno detto ‘manda, ci sono 50 fascicolì, quello era il quinto, gli hanno detto ‘Inizia a farlo scivolare ventesimo’”.

La macchina con la paletta. Poi Dagrada spiega a Belsito che “il figlio di lui” ha la “macchina con la paletta”. Belsito: “Ma ce l’ha ancora?”. Dagrada: “Certo! Paletta e lampeggiante, ci sono le foto! Prese dalle telecamere per eccesso di velocità per giunta”.

“O Belsito pagava o Renzo finiva in galera”. O Francesco Belsito ‘finanziava’ la famiglia Bossi o suo figlio “lo mandavano in galera”. E’ sempre la Dagrada a parlare in alcune intercettazioni telefoniche mentre conversa Belsito: “Adesso gli devi dire: capo, io ti rammento solo una cosa, che i questi anni io ho dovuto tirare fuori, su vostra richiesta, per tua moglie, Riccardo, per Renzo, delle cifre che se qualcuno va a metterci mano fa…. gli devi spiegare che tu vuoi proteggere lui e se altri vanno a vedere queste cose… lui è nei guai. Ma quelle sono cifre, cioè, o tuo figlio lo mandavano in galera… o c’era da pagare”.
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Tanto per citare una nota scuola di pensiero mi verrebbe da dire che
su tutti i stessi
Ergo, oltre il prenderne atto non c'è nulla da fare.
8-)
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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Regmi ha scritto:Tanto per citare una nota scuola di pensiero mi verrebbe da dire che
su tutti i stessi
Ergo, oltre il prenderne atto non c'è nulla da fare.
8-)

no, loro sono i peggiori. Perchè su Roma Ladrona hanno fondato le loro ricchezze. E perchè hanno tenuto attaccato alla spina per anni il governo Berlusca e i suoi alleati, passando plaetalmente dall'altra parte quando si è iniziato a fare sul serio con Monti . (Novelli paladini della giustizia)Sono nauseabondi, spero che vengano cancellati. E che i loro militanti si frustino per il resto della loro vita.
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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Su La7 va in onda "Piazza Pulita",che piacere vedere tutta quella gente con gli occhi pieni di lacrime,ora non gridano più,non cantano più,piangono,che bello!E c'è chi come Mentana sta portando avanti la tesi che,per colpa della malattia,Bossi non sapeva quello che succedeva nella Lega,incredbile.
"Preferisco che ci si abbracci quando si fa gol, evitando certe cose."
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se penso che per 17 anni ci hanno governato bossi&berlusconi mi chiedo ma il popolo è così bue :?: :scratch
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
Lillu Foti: "non bogghiu 'nchinari poi mi rinnu chi vonnnu a squatra mi 'ndi sarbamu"
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Paolo_Padano ha scritto:se penso che per 17 anni ci hanno governato bossi&berlusconi mi chiedo ma il popolo è così bue :?: :scratch

ma tu non li hai votati pres? :mrgreen:
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
Paolo_Padano
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Mariotta ha scritto:
Paolo_Padano ha scritto:se penso che per 17 anni ci hanno governato bossi&berlusconi mi chiedo ma il popolo è così bue :?: :scratch

ma tu non li hai votati pres? :mrgreen:
li ho votati quando ci arringavano con ce l'ho duro, roma ladrona, i meridionali ci rubano i posti di lavoro, poi si era messo contro berlusconi e da anti-berlusconiano ci sono cascato, poi si è alleato morbosamente e non è detto che il cavaliere lo abbia aiutato negli ultimi tempoi di govenro ad insabbiare il family fascicolo. Daltronde anche se menomato dopo la scopata con Corna, era consapevole che la moglie ed i collaboratori stretti si fottevano i soldi, anche se gli nascondevano qualcosa, lui aveva già indicato il figlio renzo come successore ed era consapevole che servivano tanti soldi per la camapgna elettorale, comprargli diplomi e master, mantenerli all'estero con l''altro figlio mantenuto pure da speroni. Noi padani siamo ko, anche se lo hanno fatto fuori gli stessi leghisti che non sopportavano più che si fottevano i soldi a loro piacimento. :salut
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
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Paolo_Padano ha scritto:
Mariotta ha scritto:
Paolo_Padano ha scritto:se penso che per 17 anni ci hanno governato bossi&berlusconi mi chiedo ma il popolo è così bue :?: :scratch

ma tu non li hai votati pres? :mrgreen:
li ho votati quando ci arringavano con ce l'ho duro, roma ladrona, i meridionali ci rubano i posti di lavoro, poi si era messo contro berlusconi e da anti-berlusconiano ci sono cascato, poi si è alleato morbosamente e non è detto che il cavaliere lo abbia aiutato negli ultimi tempoi di govenro ad insabbiare il family fascicolo. Daltronde anche se menomato dopo la scopata con Corna, era consapevole che la moglie ed i collaboratori stretti si fottevano i soldi, anche se gli nascondevano qualcosa, lui aveva già indicato il figlio renzo come successore ed era consapevole che servivano tanti soldi per la camapgna elettorale, comprargli diplomi e master, mantenerli all'estero con l''altro figlio mantenuto pure da speroni. Noi padani siamo ko, anche se lo hanno fatto fuori gli stessi leghisti che non sopportavano più che si fottevano i soldi a loro piacimento. :salut


no perchè sai si parla di complotto....facendo strani riferimenti al governo attuali.
Qualcuno di loro invece se li è giocati. E fici bbonu. Erano grotteschi. Una sagoma.
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ma tu non li hai votati pres? :mrgreen:[/quote]

li ho votati quando ci arringavano con ce l'ho duro, roma ladrona, i meridionali ci rubano i posti di lavoro, poi si era messo contro berlusconi e da anti-berlusconiano ci sono cascato, poi si è alleato morbosamente e non è detto che il cavaliere lo abbia aiutato negli ultimi tempoi di govenro ad insabbiare il family fascicolo. Daltronde anche se menomato dopo la scopata con Corna, era consapevole che la moglie ed i collaboratori stretti si fottevano i soldi, anche se gli nascondevano qualcosa, lui aveva già indicato il figlio renzo come successore ed era consapevole che servivano tanti soldi per la camapgna elettorale, comprargli diplomi e master, mantenerli all'estero con l''altro figlio mantenuto pure da speroni. Noi padani siamo ko, anche se lo hanno fatto fuori gli stessi leghisti che non sopportavano più che si fottevano i soldi a loro piacimento. :salut[/quote]



no perchè sai si parla di complotto....facendo strani riferimenti al governo attuali.
Qualcuno di loro invece se li è giocati. E fici bbonu. Erano grotteschi. Una sagoma.[/quote]

cara mariotta hanno fatto una mossa ai limiti del tempo massimo per cercare nell'anno che rimane alle elezioni politiche ed amministrative del 2013 per ridiventare competitivi, le dimissioni sono state lampo per spegnere gli echi e con il successivo tesoriere far mangiare a quelli che fino ad oggi nonhanno fatto parte della mensa, colgo l'occasione che sono in cintro e le rammento le tartine a vostro buon cuore, :lol:
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CALABRESE ha scritto:Su La7 va in onda "Piazza Pulita",che piacere vedere tutta quella gente con gli occhi pieni di lacrime,ora non gridano più,non cantano più,piangono,che bello!E c'è chi come Mentana sta portando avanti la tesi che,per colpa della malattia,Bossi non sapeva quello che succedeva nella Lega,incredbile.
Io intanto apprezzo il fatto che abbia dato le dimissioni visto che comunque la vicenda coinvolge lui e in particolare i figli e la moglie a quanto leggo. Poi se sapeva o non sapeva, o sapeva in parte più o meno ampia, questo è tutto da vedere certo è che da qualche anno a Umberto Bossi la malattia lo aveva alquanto debilitato ed era sotto gli occhi di tutti questa cosa , per cui credo che nell' ultimo periodo lui fosse solo un simbolo più che un attivista . Naturalmente non lo giustifico , mi sta enormemente sulle scatole, ma il fatto che si è fatto da parte almeno come segretario intendo, comunque secondo me ha un certo peso.
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Lixia ha scritto:
CALABRESE ha scritto:Su La7 va in onda "Piazza Pulita",che piacere vedere tutta quella gente con gli occhi pieni di lacrime,ora non gridano più,non cantano più,piangono,che bello!E c'è chi come Mentana sta portando avanti la tesi che,per colpa della malattia,Bossi non sapeva quello che succedeva nella Lega,incredbile.
Io intanto apprezzo il fatto che abbia dato le dimissioni visto che comunque la vicenda coinvolge lui e in particolare i figli e la moglie a quanto leggo. Poi se sapeva o non sapeva, o sapeva in parte più o meno ampia, questo è tutto da vedere certo è che da qualche anno a Umberto Bossi la malattia lo aveva alquanto debilitato ed era sotto gli occhi di tutti questa cosa , per cui credo che nell' ultimo periodo lui fosse solo un simbolo più che un attivista . Naturalmente non lo giustifico , mi sta enormemente sulle scatole, ma il fatto che si è fatto da parte almeno come segretario intendo, comunque secondo me ha un certo peso.


si è dimesso da segretario e resta presidente...
io penso che giustamente una parte del movimento ( Maroni e co?) (Tosi e co?) se li siano giocati sbugiardandoli. Una persona in teoria corretta come Bossi che designa come successore un ignorante conclamato come il figlio non può non avere destato grossi virus intestinali. Giustamente. E se Bossi designa come successore un ignorate come il figlio c'è da credere che del marcio c'è. Ville, lauree, ecc ne sono la dimostrazione.Altrimenti staremmo a parlare di nulla.
Pa casa. Erano soldi pubblici, li volevano per la secessione. Ecco qui.
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ALTRO CHE PECORAI...questi si che sono acculturati
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La contabile: lauree pagate in Svizzera a Rosy Mauro e all'amico Saldate le fatture degli avvocati di Riccardo, difeso per un assegno
I verbali

«Soldi in nero presi da Bossi»
«Sapeva delle irregolarità»

La contabile: lauree pagate in Svizzera a Rosy Mauro e all'amico Saldate le fatture degli avvocati di Riccardo, difeso per un assegno


(Stefano Cavicchi/Corriere della Sera)
ROMA - Venti milioni di lire «in nero» presi da Bossi e consegnati al partito. Una sospetta tangente che il Senatur avrebbe accettato oltre dieci anni fa emerge dai verbali dell'inchiesta sui falsi bilanci della Lega Nord. A rivelarlo è Nadia Dagrada, la segretaria amministrativa che con le sue telefonate notturne con il tesoriere Francesco Belsito ha svelato come veniva gestita la cassa del partito. E quattro giorni fa, davanti ai pubblici ministeri di Napoli e Milano, ha confermato come i rimborsi elettorali fossero diventati la cassa privata del leader e della sua famiglia allargata alla vicepresidente Rosy Mauro e al suo amante poliziotto. È stata lei ad elencare a quanto ammontano gli esborsi per le spese mediche e legali, le auto di piccola e grossa cilindrata, le vacanze, ma anche i diplomi e le lauree ottenuti sborsando centinaia di migliaia di euro. Una girandola di fatture false, bonifici e assegni che fa dire a Daniela Cantamessa, assistente particolare di Bossi, durante la verbalizzazione: «Lo avevo avvisato delle irregolarità di Belsito, o meglio della sua superficialità ed incompetenza e del fatto che Rosy Mauro era un pericolo sia politicamente e sia per i suoi rapporti con la famiglia Bossi. Non nominai a Bossi la moglie perché mi sembrava indelicato».

Contanti in «nero» e bilanci falsi
Sono le 10.30 di martedì scorso quando Dagrada comincia l'interrogatorio che andrà avanti per circa tredici ore. Le fanno ascoltare le conversazioni intercettate. Sollecitano chiarimenti. E lei non si sottrae. «Mi si chiede se siano entrati nelle casse della Lega Nord soldi in contante "in nero". Sì, mi ricordo che alcuni anni fa l'ex amministratore della Lega Balocchi, portò in cassa venti milioni di lire in contanti dopo essersi recato nell'ufficio di Bossi. Anni fa sapevo che c'era il "nero" che finanziava il partito, ma io ho assistito solo a questo episodio». Riguardo a una telefonata con Belsito spiega: «Castelli stava insistendo, anche con me, per vedere i conti del partito e quindi io consiglio a Belsito di riferire al "capo" Umberto Bossi, vista la consistenza delle spese sostenute per la famiglia Bossi, di non permettere a Castelli di fare questi controlli e che quindi per poter continuare a pagare le spese della famiglia. Bisognava fare ricorso al "nero", cioè a incassarli senza registrazione contabile alcuna, così come ha fatto in passato Balocchi quando è andato nell'ufficio di Bossi ed è uscito subito dopo con delle mazzette di soldi per 20 milioni di lire. Balocchi venne da me mi consegnò i 20 milioni di lire dicendomi di non registrarli e di metterli in cassaforte che poi ci avrebbe pensato lui».


«Quando c'era Balocchi io avevo accesso a tutti i dati. Per il bilancio del 2010 dissi al Belsito, poiché non avevo la disponibilità della documentazione che giustificava le spese caricate sui conti del Banco di Napoli e della Banca Aletti, che avevo difficoltà a redigere il bilancio poiché non avevo una visione chiara delle cose. Tuttavia, la mancata redazione dei bilanci nei termini di legge avrebbe impedito alla Lega Nord di incassare i contributi o i rimborsi elettorali erogati dalla Camera dei Deputati, anche se la documentazione non era completa e non avevo tutte le pezze giustificative, decisi comunque di procedere alla stesura del bilancio consapevole del fatto che responsabilità non era mia ma di Belsito che era ben consapevole di queste criticità e di cui si assumeva la piena responsabilità. A seguito della presentazione del bilancio 2010, la Lega incassò circa 18.000.000 di euro per il 2011... Belsito non aveva e non ha una gestione trasparente delle spese che vengono caricate sulla Lega, cioè lui ci diceva di effettuare pagamenti senza che io e le mie colleghe dell'amministrazione vedessimo le fatture o comunque i documenti giustificativi...».

Dottori, auto e diplomi
«Gli unici soldi della Lega Nord sono quelli del contributo pubblico che vengono destinati per le finalità istituzionali previste dalla legge. Effettivamente vi sono una serie di spese e somme di denaro provenienti dai finanziamenti pubblici erogati dallo Stato al partito che nulla hanno a che vedere con le finalità e l'attività del partito politico. Mi risulta, ad esempio, che con i soldi pubblici sia stata comprata l'auto Audi A6 acquistata a Renzo Bossi e poi passata a Belsito, ancora sono stati usati soldi pubblici per pagare i conti dei medici, anche per cure ricevute dalla famiglia Bossi. Belsito mi ha riferito di aver pagato con i soldi della Lega provenienti dal finanziamento pubblico cartelle esattoriali e conti vari di Riccardo Bossi... mi spiegò Belsito che ha fatto comprare una Smart per Renzo Bossi che è intestata alla Lega e che ad oggi, dopo essere stata usata da Renzo per qualche mese è rientrata nella nostra disponibilità; analoga cosa è successa per il Bmw X5 in uso a Riccardo Bossi a cui abbiamo pagato il riscatto del leasing perché non era in grado di affrontarne gli oneri, pari a euro 12 o 21.000 euro. Svolgo attività di contabile dal 1998, ho immediatamente notato che con la gestione Belsito c'è stato un incremento sostanziale delle spese che gravano sulle casse del partito».

«Effettivamente e con dolore dico che sono stati utilizzati soldi del finanziamento pubblico destinati al partito della Lega per pagare conti e per effettuare pagamenti personali in particolare della famiglia Bossi. Posso dire che la situazione è precipitata dopo la malattia del segretario federale Umberto Bossi, nell'anno 2004. Dopo il 2004 c'è stato «l'inizio della fine»: si è cominciato con il primo errore consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell'onorevole Speroni; dopo di che si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi provenienti dal finanziamento pubblico, una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari dell'onorevole Bossi; in particolare con i soldi della Lega venivano pagati i conti personali di Riccardo Bossi per migliaia di euro e degli altri familiari, come per esempio i conti dei medici sia per le cure dell'onorevole Bossi sia dei suoi figli. Tornando su Bossi Riccardo, so che Belsito ha pagato alcune fatture per gli avvocati difensori di Riccardo, perché aveva un assegno protestato di circa 12.000 euro. Renzo Bossi dal 2010 sta "prendendo" una laurea ad un'università privata di Londra e so che ogni tanto ci va a frequentare e chiaramente le spese sono tutte a carico della Lega, ed anche qui credo che il costo sia sui 130.000 euro». Manuela, le vacanze e la terrazza
Si arriva così alla casa di Gemonio. Dichiara Dagrada: «Per quanto riguardo la ristrutturazione del terrazzo so che nel 2010 sono stati pagati 25.000 euro con bonifico bancario della Lega. Ci sono da pagare ancora 60.000 euro e so che la ditta voleva fare causa per il mancato pagamento. Belsito ha pagato al segretario Bossi ed alla sua famiglia, con i soldi della Lega provenienti dai contributi pubblici, un soggiorno estivo nel 2011 ad Alassio, ma non è stato fatto dai Bossi perché il segretario ebbe un infortunio al braccio qualche giorno prima».

Poi passa alla moglie del leader Manuela Marrone: «Sono stati versati dal conto corrente della Lega del Banco di Napoli di Roma, "contributi diversi" almeno 80-100.000 euro per sostenere la "scuola Bosina" di Varese, dove penso che la signora Marrone riveste il ruolo di preside. Mi risulta che ulteriori versamenti per un ammontare di 800.000 euro sono stati erogati a favore della stesso istituto scolastico dal conto dei fondi della cosiddetta legge Mancia. Ho appreso circa un mese fa da Belsito, che nel 2010-2011 gli era stato chiesto da Marrone Manuela di accantonare, per cassa, una cifra per il sostegno della scuola Bosina, pari a circa 900.000 o l milione di euro per esigenze della scuola bosina. Lui si mostrava disponibile ad accettare questa richiesta, io gli manifestai il mio disappunto e la mia netta contrarietà perché ritenevo e ritengo che l'accantonamento deve essere trasparente e dette operazioni devono essere regolarmente iscritto nel bilancio e che non c'era motivo di farlo in maniera nascosta come chiedeva la Marrone al Belsito. Chiarendo nel merito con Belsito che questa richiesta aveva una doppia valenza, una per Belsito di avere sempre più una forte ascesa nei confronti dei Bossi e l'altra la spregiudicatezza della Marrone nel richiedere la complicità del Belsito per attingere ai fondi del partito. Non volevo che i fondi pubblici del partito venissero utilizzate per le esigenze personali, pertanto lo consigliavo di fare dei bonifici tracciabili sui versamenti a favore della "scuola Bosina"».

Rosy e l'«amante» poliziotto
«A proposito di Rosy Mauro, mi risulta per avermelo detto sempre il Belsito che anche a suo favore siano state erogate somme e la fatture relativa ad una visita cardiologica effettuata dalla Rosy Mauro, per un ammontare di alcune centinaia di euro, pagata con i soldi della Lega; Belsito mi ha raccontato e rappresentato di altre somme della Lega di cui la Rosy Mauro si sarebbe appropriata, di cui, tuttavia, io non ho visto le carte». Poco dopo parla però di «un prelievo bancario 29,150 franchi svizzeri». Nella lista dei "beneficiati" c'è anche «l'amante di Rosy Mauro, Belsito mi ha riferito che Pier Giuramosca, poliziotto, attualmente suo segretario particolare, è stato da lei aiutato ad ottenere un mutuo agevolato e gli sono stati pagati soldi per conseguire un titolo di studio. Il poliziotto è attualmente in aspettativa ed ha un contratto con la Vicepresidenza del Senato, dove la Rosy è Vicepresidente dello stesso organo. Nel 2011 sono stati versati circa 60.000 al Sinpa. Belsito mi ha poi riferito che sono stati dati altri soldi in contanti al Pier Giuramosca, compagno della Rosy Mauro, affinché pagasse le rate per le spese della scuola privata e conseguire il diploma e poi la laurea, credo "ottenuti" entrambi in Svizzera. Inoltre Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro, pagando con i soldi della Lega. Per quanto riferitomi da Belsito i titoli di studio menzionati sono costati circa 120.000 euro prelevati dalla cassa della Lega. Credo che i titoli sono stati conseguiti in Svizzera».


«Belsito mi ha sicuramente detto di aver registrato un suo colloquio con l'onorevole Bossi - colloquio nel quale aveva "ricordato" al segretario tutte le spese sostenute nell'interesse personale della famiglia Bossi. Non so se Belsito abbia effettuato tale registrazione. Belsito mi disse di volerla utilizzare come strumento di pressione dal momento che volevano farlo fuori». Poi spiega perché voleva evitare i controlli chiesti da Roberto Castelli: «Ritenevo che attraverso lui Rosy Mauro avrebbe potuto utilizzare la conoscenza dei fatti contro gli interessi del mio segretario e del mio "movimento"».

18:18
L' ira Rosi Mauro: «Sui media solo porcherie
Nego ogni addebito e non starò a guardare»





e c'avi a ddiri :yaho:
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visto che in calabria pare non sia possibile (o non si voglia fare, o non sanno che si possa fare), aspetto un politico leghista che quereli (e vinca) i giornali per diffamazione.
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MILANO - «Bettino Craxi, che ha portato l'Italia fra i Grandi della Terra, è stato trattato come un malfattore; Umberto Bossi, che l'Italia ha cercato di dividerla, ha tutta la comprensione politica e umana»: così Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani. «Craxi, al quale non è stato addebitato un soldo per uso personale e familiare di denaro pubblico - aggiunge - è stato definito un criminale matricolato; Bossi è l'eroe puro tradito dall'ingordigia del clan familiare. Cari amici dei giornali, non vi sembra di esagerare, ieri e oggi?».
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citrosodina ha scritto:MILANO - «Bettino Craxi, che ha portato l'Italia fra i Grandi della Terra, è stato trattato come un malfattore; Umberto Bossi, che l'Italia ha cercato di dividerla, ha tutta la comprensione politica e umana»: così Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani. «Craxi, al quale non è stato addebitato un soldo per uso personale e familiare di denaro pubblico - aggiunge - è stato definito un criminale matricolato; Bossi è l'eroe puro tradito dall'ingordigia del clan familiare. Cari amici dei giornali, non vi sembra di esagerare, ieri e oggi?».
Mi trovo d'accordo Con Stefania Craxi,ma il potere della stampa e tv è tutta al nord e questo fa la differenza,perchè un partito del 8% con un elettorato del genere dovrebbe non avere spazio per poter parlare.
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Lixia ha scritto:
CALABRESE ha scritto:Su La7 va in onda "Piazza Pulita",che piacere vedere tutta quella gente con gli occhi pieni di lacrime,ora non gridano più,non cantano più,piangono,che bello!E c'è chi come Mentana sta portando avanti la tesi che,per colpa della malattia,Bossi non sapeva quello che succedeva nella Lega,incredbile.
Io intanto apprezzo il fatto che abbia dato le dimissioni visto che comunque la vicenda coinvolge lui e in particolare i figli e la moglie a quanto leggo. Poi se sapeva o non sapeva, o sapeva in parte più o meno ampia, questo è tutto da vedere certo è che da qualche anno a Umberto Bossi la malattia lo aveva alquanto debilitato ed era sotto gli occhi di tutti questa cosa , per cui credo che nell' ultimo periodo lui fosse solo un simbolo più che un attivista . Naturalmente non lo giustifico , mi sta enormemente sulle scatole, ma il fatto che si è fatto da parte almeno come segretario intendo, comunque secondo me ha un certo peso.

Personalmente tutto ciò non mi riguarda,non voto e mai voterò per quella gente.Sul fatto del sapere,mi pare che da ciò che leggo sui giornali sia chiarissimo il fatto che sapeva,la malattia l'avrà debilitato,ma la lingua per parlare e dire cazzate va che una meraviglia.Si è dimesso per salvare il partito,spero si disintegri nel peggiore dei modi,un partito che ha il solo scopo di dividere l'Italia e purtroppo molti meridionali e calabresi gli hanno dato una mano.
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citrosodina ha scritto:MILANO - «Bettino Craxi, che ha portato l'Italia fra i Grandi della Terra, è stato trattato come un malfattore; Umberto Bossi, che l'Italia ha cercato di dividerla, ha tutta la comprensione politica e umana»: così Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani. «Craxi, al quale non è stato addebitato un soldo per uso personale e familiare di denaro pubblico - aggiunge - è stato definito un criminale matricolato; Bossi è l'eroe puro tradito dall'ingordigia del clan familiare. Cari amici dei giornali, non vi sembra di esagerare, ieri e oggi?».
ma sbaglio o suo padre andò a chiedere i voti anche alla Lega(e Bossi in un momento di rara lucidità rifiutò?)???e sbaglio o suo padre è stato quello che concesse le televisioni a quello che un giorno sarà l'alleato della Lega??e sbaglio o stefania craxi è stata alleata per quindici anni di questa gentaglia qui??di Bettino Craxi apprezzo solo la politica estera,lui e D'alema hanno fatto la migliore politica estera in Italia,però per il resto ha fatto solo nefandezze.Personalmente i giudizi che Stefania ha usato nei confronti di suo padre non li condivido minimamente,così come non condivido i giudizi che molti hanno usato nei confronti di Bossi,per me se certa gente non fa politica,è meglio,di sicuro i partiti aumenteranno di credibilità.
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