Meno male che erano professori

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Helkost
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Lillo sei uno ha scritto:Il nostro grande problema è purtroppo l'immenso debito pubblico che ci soffoca.

Se a questo aggiungiamo che il governo attuale è un governo di tecnici prestati alla politica solo per tirarci fuori dai guai in cui Berlusconi ci ha cacciato e che con la sua innata arroganza continua a ricattare, non ancora contento dei disastri provocati all'Italia, ecco che ci ritroviamo immersi nella merda oltre il collo.

Situazione difficilissima quasi disperata, se non cambiano le cose e tutti (quando intendo tutti mi riferisco agli attori mondiali dell'economia) non prendono seria coscienza di quello che sta accadendo, si rischia di precipitare in una situazione le cui conseguenze sono imprevedibili, non escluso come ultima opzione una guerra su scala planetaria :sad:
sulla prima parte sono d'accordo, ma la guerra, scusa, che c'entra? e chi sarebbero i contendenti? L'occidente contro se stesso?
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Lillo sei uno
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Helkost ha scritto:
sulla prima parte sono d'accordo, ma la guerra, scusa, che c'entra? e chi sarebbero i contendenti? L'occidente contro se stesso?
Dopo la guerra al terrorismo (vedi Afghanistan), all'Iraq (petrolio), alla Libia (petrolio), altri punti di tensione sono la Siria e l'Iran.

Qui gli interessi sono talmente importanti che coinvolgono tutte le potenze mondiali. Si rischia veramente una crisi internazionale se non si dirimono le questioni e la crisi economica favorisce l'acuirsi dei contrasti geopolitici; e poi con tutti quei disoccupati che gli USA e l'Europa stanno producendo, essi possono essere assorbiti solo da una guerra in grande stile.

E' ormai noto che quando il sistema capitalistico entra in crisi, lo sfogo naturale è la guerra, bisogna sempre trovare un nemico contro cui aizzare le masse.
S'a Reggina è na malatia, prima Foti e poi Praticò sunnu i so merici curanti.
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cozzina1
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Fisco: in arrivo 900 mln rimborsi per 1mln contribuenti
Riguardano oltre 1 milione di contribuenti. Su consumatori in arrivo aumenti per 2.100 euro
30 dicembre, 17:45


ROMA - Sono in arrivo per oltre 1 milione di contribuenti piu' di 900 mln di rimborsi, compresi quelli chiesti con le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2010 e le restituzioni del canone Rai agli over75 (esenti). Lo comunica l'Agenzia delle Entrate:il risultato complessivo 2011 mostra un aumento del 60% dei soggetti rimborsati rispetto al 2010.

Tra i beneficiari dei pagamenti in corso l'Agenzia delle Entrate ricorda i contribuenti a basso reddito a cui nel 2011 sono stati inviati quasi 50.000 bonus, per una spesa di più di 20 milioni e gli ultrasettantacinquenni a cui l'Agenzia sta erogando oltre 4 milioni di euro per il pagamento di quasi 40 mila rimborsi del canone Rai.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 22319.html" onclick="window.open(this.href);return false;


CONSUMATORI, IN 2012 IN ARRIVO STANGATA 2.100 EURO - Tra prezzi, imposte e tariffe nel 2012 gli aumenti toccheranno la quota "drammatica" di 2.103 euro a famiglia. E' il calcolo di Adusbef e Federconsumatori, alla luce dell'introduzione dell'Imu, dei rincari dei carburanti e delle varie voci della spesa degli italiani (dagli alimentari ai servizi bancari). Si tratta, affermano, di "aumenti insostenibili con pesantissime ricadute sulla vita delle famiglie e sull'intera economia alle prese con una profonda crisi dei consumi".

l 2011, sottolineano le associazioni in una nota, si è già chiuso "con un bilancio estremamente pesante per le famiglie. Gli aumenti record dei carburanti, l'aumento dell'Iva e la crescita dei prezzi e delle tariffe hanno messo a dura prova i bilanci delle famiglie". Ma "viste le premesse il 2012 rischia di essere ancora peggio". L'osservatorio nazionale Federconsumatori ha infatti calcolato che l'aumento di prezzi e tariffe il prossimo anno, anche alla luce degli effetti delle manovre economiche varate quest'anno, arriverà al "risultato drammatico di +2.103 euro a famiglia", praticamente quasi la metà di quanto una famiglia media spende per la spesa alimentare in un anno. "E' ora di puntare sul rilancio: - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni e investimenti per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico. Questi dovranno essere i 'buoni propositi' del Governo per l'anno nuovo".

Ecco una tabella con le previsioni degli aumenti 2012 voce per voce.

ALIMENTAZIONE === > 392 euro
TRENI (ANCHE PENDOLARI) === > 81 euro
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE === > 48 euro
SERVIZI BANCARI, MUTUI, BOLLI === > 93 euro
CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONI) === > 192 euro
DERIVATI PETROLIO, DETERSIVI, PLASTICHE === > 123 euro
ASSICURAZIONE AUTO === > 78 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI === > 53 euro
TARIFFE GAS === > 113 euro
TARIFFE ELETTRICITA' === > 72 euro
TARIFFE ACQUA === > 22 euro
TARIFFE RIFIUTI === > 53 euro
RISCALDAMENTO === > 195 euro
AUMENTO IVA (DA SETTEMBRE) === > 93 euro
ADDIZIONALI REGIONALI === > 90 euro
IMU PRIMA CASA === > 405 euro
-------------------------------------------------------------
TOTALE === > 2.103 euro
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
Cesare Beccaria
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Lillo sei uno
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Interessantissima intervista tratta da "Il Fatto Quotidiano" on-line

Buona lettura :salut

Cofferati: “Il Pd deve stare attento alle scorciatoie liberiste”

“Stiamo assistendo a una pericolosa distorsione ottica. Oggi il problema dell’Europa e dell’Italia è creare occupazione attraverso la crescita economica, non stimolare lo sviluppo con nuove regole del mercato del lavoro”. Sergio Cofferati, ex leader della Cgil e oggi europarlamentare del Pd, guarda con preoccupazione al cammino del governo Monti. “Siamo in una fase drammatica di calo dell’economia di tutti i Paesi europei, addirittura di recessione in Italia, con previsioni negative per il 2012 per la stessa Germania. E ci si perde dietro l’illusione della scorciatoia liberista”.

Di quale scorciatoia parla?

Di fronte a un dramma non più incombente ma in atto, con disoccupazione e povertà che crescono, con questo dramma che si sta consumando sotto i nostri occhi, invece di dedicare attenzione alle azioni necessarie per rovesciare la tendenza, c’’è una concentrazione carica di forzature ideologiche sui temi del mercato del lavoro. L’illusione è che flessibilizzare ciò che è già flessibile possa ridare stimolo all’economia.

Un mercato del lavoro più flessibile non incoraggia le imprese ad assumere?

Abbiamo 46 modelli di rapporto di lavoro, il mercato più flessibile del mondo. Un’impresa non assume non per la rigidità delle regole ma perché non ha bisogno di produrre. Di questo dovremmo discutere. Come si crea nuova occupazione? Con un’’antica e solida politica keynesiana, per la quale servono investimenti robusti, pubblici e privati, e incentivi ai consumi. Invece si tagliano i redditi bassi.

Si riferisce all’indicizzazione delle pensioni?

Certo. Un pensionato non ha modo di recuperare potere d’acquisto. Se gli togli la rivalutazione, il valore della pensione diminuirà anno dopo anno. Lo condanni a un calo irreversibile del tenore di vita.

Anche Massimo D’Alema ha notato che non siamo più negli anni ’ 70, quando c’era “un eccessivo potere sindacale”.

Ho ricordi diversi. Negli anni ’ 70 il sindacato aveva problemi enormi, c’era la crisi petrolifera, il ridimensionamento irreversibile di chimica e siderurgia con migliaia e migliaia di persone espulse dal lavoro, fu una fase difficilissima. Inventammo la cassa integrazione e i prepensionamenti come strumenti di difesa transitoria del lavoro, che però esisteva. Il primo accordo sui prepensionamenti l’ho firmato anche io, alla Pirelli nel 1973. La prima cassa integrazione straordinaria l’abbiamo fatta nello stesso anno per la Montefibre. Erano strumenti per un sistema produttivo che non c’è più, oggi il mondo del lavoro è più frammentato. Servono strategie nuove, ma questo governo non mostra nemmeno un barlume.

Che cosa proporrebbe?

L’Europa ha cominciato a indicare strumenti. Gli eurobond aiuterebbero i Paesi in difficoltà, ma aiuterebbero anche la capacità di investire. La Tobin Tax, sulle transazioni finanziarie, genererebbe risorse. E non capisco perché non si faccia una patrimoniale da destinare esclusivamente agli investimenti pubblici, fondamentali per trainare gli investimenti privati.

Queste posizioni vengono stigmatizzate come “arroccamento”. Non c’è un problema politico?

Sì, c’è un problema politico. Se la priorità è lo sviluppo ci vogliono risorse, decidiamo dove prenderle. La Tobin Tax è efficace se applicata in tutti i Paesi europei, perché l’Italia non si batte in Europa per adottarla? La patrimoniale è invece questione nazionale: facciamola.

Il Pd non sembra su queste posizioni.

Il Pd dovrebbe fare questa scelta. Sennò si torna a una discussione vecchia sul mercato del lavoro in una situazione storica nuova che rende addirittura paradossale la discussione stessa. Finiamo per dare un messaggio negativo rispetto alle aspettative di aiuto sulla tutela del reddito e sulla ricerca del lavoro. Dovremmo invece iniziare a discutere seriamente sull’ammortizzatore totale, il reddito minimo di cittadinanza.

Su questi temi la discussione anche dentro il Pd non sembra molto accesa.

La discussione c’è, basta vedere come è stato preso di mira dall’interno il responsabile economico Stefano Fassina. Ma ricordo che pochi mesi fa il Pd ha fatto a Genova una conferenza nazionale sul lavoro, e nei documenti conclusivi c’erano scritte cose molto lontane da quelle che annuncia il governo.

Che però oggi non sono al centro dell’agenda politica.

No. E vedere un governo che apre la disputa sul mercato del lavoro fa un po ’ impressione. Ripeto, l’illusione è che con il liberismo si rimette in moto il meccanismo incontrando meno resistenza. E invece credo che le resistenze saranno molto forti, e comunque non si rimette in moto nulla. Immagino che ci sarà un problema politico.

Vuol dire che il cammino del governo Monti è in pericolo?

La cruna dell’ago è stretta stretta, le forze politiche hanno imboccato un cammino difficile, ci sono cose che non possono fare a dispetto delle sacrosante ragioni delle persone che rappresentano. Qui non si parla di privilegi, la cosa è pesante e ruvida, si chiama lavoro, o ce l’hai o non ce l’hai. Gli ammortizzatori o ce li hai o non ce li hai. Il passaggio chiave è che se il governo punta solo al mercato del lavoro il rischio di involuzione del quadro politico è altissimo.
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Lillo sei uno ha scritto:Interessantissima intervista tratta da "Il Fatto Quotidiano" on-line

Buona lettura :salut

Cofferati: “Il Pd deve stare attento alle scorciatoie liberiste”

“Stiamo assistendo a una pericolosa distorsione ottica. Oggi il problema dell’Europa e dell’Italia è creare occupazione attraverso la crescita economica, non stimolare lo sviluppo con nuove regole del mercato del lavoro”. Sergio Cofferati, ex leader della Cgil e oggi europarlamentare del Pd, guarda con preoccupazione al cammino del governo Monti. “Siamo in una fase drammatica di calo dell’economia di tutti i Paesi europei, addirittura di recessione in Italia, con previsioni negative per il 2012 per la stessa Germania. E ci si perde dietro l’illusione della scorciatoia liberista”.

Di quale scorciatoia parla?

Di fronte a un dramma non più incombente ma in atto, con disoccupazione e povertà che crescono, con questo dramma che si sta consumando sotto i nostri occhi, invece di dedicare attenzione alle azioni necessarie per rovesciare la tendenza, c’’è una concentrazione carica di forzature ideologiche sui temi del mercato del lavoro. L’illusione è che flessibilizzare ciò che è già flessibile possa ridare stimolo all’economia.

Un mercato del lavoro più flessibile non incoraggia le imprese ad assumere?

Abbiamo 46 modelli di rapporto di lavoro, il mercato più flessibile del mondo. Un’impresa non assume non per la rigidità delle regole ma perché non ha bisogno di produrre. Di questo dovremmo discutere. Come si crea nuova occupazione? Con un’’antica e solida politica keynesiana, per la quale servono investimenti robusti, pubblici e privati, e incentivi ai consumi. Invece si tagliano i redditi bassi.

Si riferisce all’indicizzazione delle pensioni?

Certo. Un pensionato non ha modo di recuperare potere d’acquisto. Se gli togli la rivalutazione, il valore della pensione diminuirà anno dopo anno. Lo condanni a un calo irreversibile del tenore di vita.

Anche Massimo D’Alema ha notato che non siamo più negli anni ’ 70, quando c’era “un eccessivo potere sindacale”.

Ho ricordi diversi. Negli anni ’ 70 il sindacato aveva problemi enormi, c’era la crisi petrolifera, il ridimensionamento irreversibile di chimica e siderurgia con migliaia e migliaia di persone espulse dal lavoro, fu una fase difficilissima. Inventammo la cassa integrazione e i prepensionamenti come strumenti di difesa transitoria del lavoro, che però esisteva. Il primo accordo sui prepensionamenti l’ho firmato anche io, alla Pirelli nel 1973. La prima cassa integrazione straordinaria l’abbiamo fatta nello stesso anno per la Montefibre. Erano strumenti per un sistema produttivo che non c’è più, oggi il mondo del lavoro è più frammentato. Servono strategie nuove, ma questo governo non mostra nemmeno un barlume.

Che cosa proporrebbe?

L’Europa ha cominciato a indicare strumenti. Gli eurobond aiuterebbero i Paesi in difficoltà, ma aiuterebbero anche la capacità di investire. La Tobin Tax, sulle transazioni finanziarie, genererebbe risorse. E non capisco perché non si faccia una patrimoniale da destinare esclusivamente agli investimenti pubblici, fondamentali per trainare gli investimenti privati.

Queste posizioni vengono stigmatizzate come “arroccamento”. Non c’è un problema politico?

Sì, c’è un problema politico. Se la priorità è lo sviluppo ci vogliono risorse, decidiamo dove prenderle. La Tobin Tax è efficace se applicata in tutti i Paesi europei, perché l’Italia non si batte in Europa per adottarla? La patrimoniale è invece questione nazionale: facciamola.

Il Pd non sembra su queste posizioni.

Il Pd dovrebbe fare questa scelta. Sennò si torna a una discussione vecchia sul mercato del lavoro in una situazione storica nuova che rende addirittura paradossale la discussione stessa. Finiamo per dare un messaggio negativo rispetto alle aspettative di aiuto sulla tutela del reddito e sulla ricerca del lavoro. Dovremmo invece iniziare a discutere seriamente sull’ammortizzatore totale, il reddito minimo di cittadinanza.

Su questi temi la discussione anche dentro il Pd non sembra molto accesa.

La discussione c’è, basta vedere come è stato preso di mira dall’interno il responsabile economico Stefano Fassina. Ma ricordo che pochi mesi fa il Pd ha fatto a Genova una conferenza nazionale sul lavoro, e nei documenti conclusivi c’erano scritte cose molto lontane da quelle che annuncia il governo.

Che però oggi non sono al centro dell’agenda politica.

No. E vedere un governo che apre la disputa sul mercato del lavoro fa un po ’ impressione. Ripeto, l’illusione è che con il liberismo si rimette in moto il meccanismo incontrando meno resistenza. E invece credo che le resistenze saranno molto forti, e comunque non si rimette in moto nulla. Immagino che ci sarà un problema politico.

Vuol dire che il cammino del governo Monti è in pericolo?

La cruna dell’ago è stretta stretta, le forze politiche hanno imboccato un cammino difficile, ci sono cose che non possono fare a dispetto delle sacrosante ragioni delle persone che rappresentano. Qui non si parla di privilegi, la cosa è pesante e ruvida, si chiama lavoro, o ce l’hai o non ce l’hai. Gli ammortizzatori o ce li hai o non ce li hai. Il passaggio chiave è che se il governo punta solo al mercato del lavoro il rischio di involuzione del quadro politico è altissimo.
Confermo molto interessante.Pensare che Cofferati ,per un breve periodo,sembro' il nuovo leader della sinistra e poi invece e' rientrato nei ranghi.Peccato
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Gli inetti parlamentari sono rimasti incollati alla poltrona ed hanno dato mandato ai professori di riformare inculando i lavoratori, pensionandi e pensionati, facendo finta di alzare polveroni come il rapporto giovannini che ha scoperto l'acqua calda e poi a ruota che in sicilia tutti guadagnano di più dal commesso al consigliere regionale, cose trite e ritrite per far finta del govenro del fare, fare si ma per incularci senza sputazza ed il bliz di cortina l'ultimo dell'anno provocando le ire di quelli che parlano con la r moscia. Ora la fase cruciale, togliere i diritti acquisiti ai lavoratori, vedi articolo 18 per essere licenziati e creare sviluppo, strategia di dividere i sindacati e con la solita irriducibile Camusso che deve essere isolata per calarci il pacco finale. tutto questo per giustificare 10 milioni di nuovi poveri che sono alla porta. istat calcola la soglia di povertà sotto il reddito di circa 8.000 mila euro, questi 10 milioni stanno per raggiungerlo.
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
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La settimana che si apre sarà cruciale, vedremo se la missione del professor Monti ha avuto un qualche successo.

Si rischia grosso se i tedeschi continuano ad essere TEDESCHI :cry:
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Posto questo articolo di Diliberto apparso oggi sul "il Fatto quotidiano" on-line perché lo condivido, non so voi.

L’Europa deve invertire la rotta, non correggerla

Le soluzioni iper-rigoriste che l’Europa propone (e in troppi casi impone) ai paesi membri per uscire dalla crisi sono sbagliate. Peggio: aggravano la situazione.

Prendete la Grecia. Da un paio d’anni è costretta dalla Troika (Bce, Fmi, Commissione Europea) a fare manovre pazzesche con tagli draconiani. Risultato: crollo dell’economia, aumento vertiginoso del debito pubblico, sino al probabile fallimento finale. Le soluzioni imposte hanno schiantato la Grecia, altro che salvataggio.

Anche l’Italia di Monti ha fatto i compiti a casa assegnati dall’Europa. Molti tagli, pochissima equità, ma questo lo sappiamo. Eppure lo spread non cala e l’Italia è sempre sotto attacco.

La situazione continua ad essere terribile in Spagna, Portogallo, Irlanda e altri paesi presto si aggiungeranno alla lista.

Il problema è europeo, non dei singoli Stati. L’Europa, però, continua a marciare a tappe forzate verso il baratro che si sta scavando da sola. Come se nulla fosse.

Le misure adottate con il “Six Pack” e quelle che saranno adottate con il nuovo trattato sulla stabilità perseguono ottusamente la logica iper-rigorista che si è rivelata fallimentare e recessiva.

Gli aggiustamenti che Monti sembra aver riportato a casa dopo l’incontro con la Merkel non spostano la sostanza degli interventi. Sempre lacrime e sangue ci aspettano.

Il vertice europeo del 9 dicembre fu un disastro diplomatico per Monti, che non ottenne nulla.

Oggi, invece, ci viene presentato come una vittoria quella che è una sconfitta. La sciagurata norma che costringe i paesi il cui debito eccede il 60% del pil di ridurre l’eccedenza del 5% all’anno non viene eliminata. Ci si limita a dire che si terrà conto di condizioni eccezionali e che partirà un po’ più tardi. Niente di nuovo, dunque, dopo l’incontro di Monti con la Merkel di questi giorni. Ci attendono sempre manovre da 50-60 miliardi all’anno per 20 anni: insostenibile.

Il rafforzamento del fondo europeo salva-Stati è anch’esso velleitario. Intanto perché è comunque troppo esiguo anche per salvare la sola Italia. E poi perchè agli Stati in difficoltà, come l’Italia, non servono altri prestiti che genererebbero solo ulteriori debiti. Ci servono soldi per fermare la speculazione, stabilizzare i debiti e invertire le politiche recessive.

L’Europa deve consentire alla Banca Centrale Europea di fungere da prestatore da ultima istanza. La Bce deve cioè avere la capacità, che oggi le è preclusa dai trattati, di acquistare illimitatamente i titoli di Stato dei paesi in difficoltà.

È ciò che fanno le banche centrali di Gran Bretagna, Giappone e, soprattutto, Stati Uniti. Che infatti riescono a pagare interessi contenuti sui loro debiti pubblici. La Banca Centrale Svizzera ha dichiarato che sarebbe intervenuta stampando moneta per evitare che il franco svizzero salisse troppo. Non ha avuto neanche bisogno di farlo: i mercati si sono allineati al livello voluto. E’ quello che succede quando si fa sul serio.

Non c’è nulla di rivoluzionario. È una normale funzione di ogni banca centrale. La Germania non può continuare ad essere contraria o sarà trascinata nel baratro insieme al resto dell’eurozona.

L’unico obiettivo di Monti dovrebbe essere di convincere la Germania che la Bce deve usare la sua potenza di fuoco, perchè le politiche di rigore non sono solo drammaticamente ingiuste per i lavoratori europei, ma sono soprattutto sbagliate e fallimentari. Un presidente del Consiglio che non chieda questo andrebbe contro gli interessi nazionali dell’Italia.

Il tempo è poco, la posta in gioco enorme.
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Lillo sei uno ha scritto:Posto questo articolo di Diliberto apparso oggi sul "il Fatto quotidiano" on-line perché lo condivido, non so voi.

L’Europa deve invertire la rotta, non correggerla

Le soluzioni iper-rigoriste che l’Europa propone (e in troppi casi impone) ai paesi membri per uscire dalla crisi sono sbagliate. Peggio: aggravano la situazione.

Prendete la Grecia. Da un paio d’anni è costretta dalla Troika (Bce, Fmi, Commissione Europea) a fare manovre pazzesche con tagli draconiani. Risultato: crollo dell’economia, aumento vertiginoso del debito pubblico, sino al probabile fallimento finale. Le soluzioni imposte hanno schiantato la Grecia, altro che salvataggio.

Anche l’Italia di Monti ha fatto i compiti a casa assegnati dall’Europa. Molti tagli, pochissima equità, ma questo lo sappiamo. Eppure lo spread non cala e l’Italia è sempre sotto attacco.

La situazione continua ad essere terribile in Spagna, Portogallo, Irlanda e altri paesi presto si aggiungeranno alla lista.

Il problema è europeo, non dei singoli Stati. L’Europa, però, continua a marciare a tappe forzate verso il baratro che si sta scavando da sola. Come se nulla fosse.

Le misure adottate con il “Six Pack” e quelle che saranno adottate con il nuovo trattato sulla stabilità perseguono ottusamente la logica iper-rigorista che si è rivelata fallimentare e recessiva.

Gli aggiustamenti che Monti sembra aver riportato a casa dopo l’incontro con la Merkel non spostano la sostanza degli interventi. Sempre lacrime e sangue ci aspettano.

Il vertice europeo del 9 dicembre fu un disastro diplomatico per Monti, che non ottenne nulla.

Oggi, invece, ci viene presentato come una vittoria quella che è una sconfitta. La sciagurata norma che costringe i paesi il cui debito eccede il 60% del pil di ridurre l’eccedenza del 5% all’anno non viene eliminata. Ci si limita a dire che si terrà conto di condizioni eccezionali e che partirà un po’ più tardi. Niente di nuovo, dunque, dopo l’incontro di Monti con la Merkel di questi giorni. Ci attendono sempre manovre da 50-60 miliardi all’anno per 20 anni: insostenibile.

Il rafforzamento del fondo europeo salva-Stati è anch’esso velleitario. Intanto perché è comunque troppo esiguo anche per salvare la sola Italia. E poi perchè agli Stati in difficoltà, come l’Italia, non servono altri prestiti che genererebbero solo ulteriori debiti. Ci servono soldi per fermare la speculazione, stabilizzare i debiti e invertire le politiche recessive.

L’Europa deve consentire alla Banca Centrale Europea di fungere da prestatore da ultima istanza. La Bce deve cioè avere la capacità, che oggi le è preclusa dai trattati, di acquistare illimitatamente i titoli di Stato dei paesi in difficoltà.

È ciò che fanno le banche centrali di Gran Bretagna, Giappone e, soprattutto, Stati Uniti. Che infatti riescono a pagare interessi contenuti sui loro debiti pubblici. La Banca Centrale Svizzera ha dichiarato che sarebbe intervenuta stampando moneta per evitare che il franco svizzero salisse troppo. Non ha avuto neanche bisogno di farlo: i mercati si sono allineati al livello voluto. E’ quello che succede quando si fa sul serio.

Non c’è nulla di rivoluzionario. È una normale funzione di ogni banca centrale. La Germania non può continuare ad essere contraria o sarà trascinata nel baratro insieme al resto dell’eurozona.

L’unico obiettivo di Monti dovrebbe essere di convincere la Germania che la Bce deve usare la sua potenza di fuoco, perchè le politiche di rigore non sono solo drammaticamente ingiuste per i lavoratori europei, ma sono soprattutto sbagliate e fallimentari. Un presidente del Consiglio che non chieda questo andrebbe contro gli interessi nazionali dell’Italia.

Il tempo è poco, la posta in gioco enorme.
Straquoto su tutto e ,sul quart'ultimo punto,guarda un po' sono i paesi che hanno la loro moneta.Ah gia',ma come dicono i grandi esperti di economia,se eravamo ancora nella lira eravamo falliti.....E ancora hanno il coraggio di sostenerlo
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Spread in netto calo: 472 punti.
Dopo che parla Diliberto succede sempre qualcosa.
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Pickwick ha scritto:Spread in netto calo: 472 punti.
Dopo che parla Diliberto succede sempre qualcosa.
Io in genere mi tocco i maroni :D :D
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Monti ha mandato a dire alla Merkel, che è nel “suo stesso illuminato interesse” utilizzare il suo peso di bilancio per ridurre i costi di finanziamento dell’Italia e degli altri paesi più indebitati. L’euro infatti, spiega, ha dato “forti benefici… E la Germania probabilmente ci ha guadagnato piu’ di altri”.

Monti ha avvertito che c’è il rischio di un “potente contraccolpo” negativo tra gli elettori dei paesi periferici dell’area euro (N.d R.: fai presto prima che si incazzino e mandino a fare in culo te e l’Europa) :twisted:
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Lillo sei uno ha scritto:Monti ha mandato a dire alla Merkel, che è nel “suo stesso illuminato interesse” utilizzare il suo peso di bilancio per ridurre i costi di finanziamento dell’Italia e degli altri paesi più indebitati. L’euro infatti, spiega, ha dato “forti benefici… E la Germania probabilmente ci ha guadagnato piu’ di altri”.

Monti ha avvertito che c’è il rischio di un “potente contraccolpo” negativo tra gli elettori dei paesi periferici dell’area euro (N.d R.: fai presto prima che si incazzino e mandino a fare in culo te e l’Europa) :twisted:
La Merkel ha, invece, risposto che non gliene frega un cazzo e che gli italiani se la cavino da soli :o.o:
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Lillo sei uno ha scritto:
Lillo sei uno ha scritto:Monti ha mandato a dire alla Merkel, che è nel “suo stesso illuminato interesse” utilizzare il suo peso di bilancio per ridurre i costi di finanziamento dell’Italia e degli altri paesi più indebitati. L’euro infatti, spiega, ha dato “forti benefici… E la Germania probabilmente ci ha guadagnato piu’ di altri”.

Monti ha avvertito che c’è il rischio di un “potente contraccolpo” negativo tra gli elettori dei paesi periferici dell’area euro (N.d R.: fai presto prima che si incazzino e mandino a fare in culo te e l’Europa) :twisted:
La Merkel ha, invece, risposto che non gliene frega un cazzo e che gli italiani se la cavino da soli :o.o:
Lo storico sogno dei tedeschi di poter egemonizzare l' Europa non è mai venuto meno.
Ci riusciranno con queste armi stavolta?
:salut
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Regmi ha scritto:
Lo storico sogno dei tedeschi di poter egemonizzare l' Europa non è mai venuto meno.
Ci riusciranno con queste armi stavolta?
:salut
So solo che due volte ci hanno provato e tutte e due le volte gli è andata non male, ma malissimo :twisted:

Spero che questa loro intransingenza teutonica non porti tutti alla catastrofe: hanno ancora troppe cose da farsi perdonare :muro:
S'a Reggina è na malatia, prima Foti e poi Praticò sunnu i so merici curanti.
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goldenboy
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intanto continua a scendere lo spread...oggi sotto i 420 punti :salut
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Lillo sei uno
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Monti come Berlusconi”. I sindaci del Sud (con Vendola) rompono il fronte pro-tecnici Al meeting per il "bene comune", partono critiche al governo dagli amministratori locali. De Magistris: "Io vedo solo poteri forti". Zedda: "Non c'è differenza dal precedente governo". Emiliano (Pd): "Il mio partito dice che queste liberalizzazioni sono il nuovo Risorgimento. Non sono d'accordo"Gli amministratori del Sud fanno rete e animano l’opposizione alle politiche del governo Monti e all’unanimismo che lo sostiene.

Da Napoli, in nome della difesa dei beni comuni – acqua, trasporti, scuola, territorio – dall’assalto delle privatizzazioni, il sindaco Luigi de Magistris rilancia lo spirito ‘arancione’ che è stato alla base del suo successo e debutta come aspirante leader nazionale. “Si può essere rivoluzionari governando – ha affermato de Magistris in un teatro Politeama gremito – mentre questo esecutivo è un arroccamento dei poteri forti contro le istanze di cambiamento che provengono dalla società. Le politiche di Monti sono quelle di Berlusconi, mentre da qui, dal nostro esempio di democrazia partecipativa e dal basso, devono nascere modelli economici alternativi al liberismo, anche perché i partiti hanno perso il compito di trasformare la società.

Nel 2013 dobbiamo andare al governo del Paese non per difendere gli interessi dei Marchionne, ma quelli di Antonio De Luca”, l’operaio della Fiat ‘mobbizzato’ perché iscritto alla Fiom. E anche se a margine del Forum dei Comuni per i beni comuni de Magistris assicura che al momento non intende ‘uscire’ da Napoli, l’iniziativa di raggruppare quegli amministratori locali capaci di saldare politica e movimenti può essere un interessante preludio a qualcosa di più ampio. De Magistris ha promesso che tornerà su questi temi attraverso una Festa dei Beni Comuni da organizzare alla Mostra d’Oltremare, dove “nel 1976 parlò Enrico Berlinguer”.

Circa duemila persone hanno partecipato ai quattro forum tematici al Maschio Angioino e al dibattito finale al Politeama. Assenti – ma almeno ufficialmente giustificati – gli amministratori del centro-nord: Nicola Zingaretti (presidente della Provincia di Roma), Giuliano Pisapia (sindaco di Milano), Virginio Merola (sindaco di Bologna) e Giorgio Orsoni (sindaco di Venezia). Sono invece regolarmente intervenuti il governatore della Puglia Nichi Vendola e i sindaci Massimo Zedda (Cagliari) e Michele Emiliano (Bari).

Abbiamo bisogno di politica, e non di invocare specialismi o tecnici che è un’idea di destra, autoritaria”, ha detto Vendola, lanciando “un appello da lanciare a tutti gli amministratori, bisogna scambiarsi le buone pratiche, le proprie esperienze e fatiche, ognuno alle prese con il proprio Patto di stabilità. È propagandistica l’idea che la liberalizzazioni possano trascinarci fuori dalla crisi, mentre l’Italia precipita in quel buco nero che è il -2,2% di Pil previsto dal Fondo monetario internazionale Questa giornata – ha proseguito – è un seme buono che può dare speranza per la costituzione di un processo alternativo che sia l’osmosi tra politica e movimenti. L’unità a sinistra sia tra questi due elementi, non dei vertici”.

Secondo Zedda “in questo momento c’è al governo un galantuomo che però sta facendo le cose che farebbe Berlusconi, e il solco sociale si accentua”. Ed Emiliano, ultimo dei sindaci a parlare prima di de Magistris, ha aggiunto: “Noi siamo qui e vediamo il mondo da sud. Ed ascoltare il vice segretario del mio partito (il pd Enrico Letta, ndr) che dice che le liberalizzazioni di Monti, ovvero qualche taxi in più e qualche farmacia aperta qualche ore in più, sono ‘l’inizio del risorgimento italiano’, mi fa pensare che forse siamo nella confusione delle parole. Io dico no a un sistema che vuole distruggere meccanismi che abbiamo costruito con lacrime e sangue. E credo che dobbiamo utilizzare un modello di partecipazione diverso da quello penoso dei tesseramenti”.

Dai forum, coordinati da alcuni degli assessori della giunta de Magistris, sono emersi gli indirizzi politici dei movimenti e delle associazioni che si riconoscono nel progetto di democrazia partecipativa: difendere le volontà referendarie dai tentativi di privatizzazione dei servizi idrici, trasformare le spa dei servizi pubblici essenziali in società di diritto pubblico, ripartire sul territorio con le tre “r” (riutilizzo, riciclo, riqualificazione), incrementare gli investimenti nel welfare e nel sociale e disincentivare gli interventi in sicurezza che spesso si trasforma in repressione. Un no deciso agli eccessi dei patti di stabilità, che hanno trasformato i Comuni in ostacoli allo sviluppo economico. Numerose le attestazioni di solidarietà alle tante lotte che serpeggiano sul territorio nazionale: ai No Tav, ai No dal Molin, ai comitati antidiscarica di Chiaiano, Terzigno, Taverna del Re. Ed alla Fiom ghettizzata a Pomigliano d’Arco per aver osato dire no a Marchionne. Per loro ha parlato dal palco Antonio De Luca, che quasi piangeva mentre raccontava i soprusi subiti in fabbrica da capi e capetti che mentre lo vessavano gli dicevano “hai visto che è poco salutare essere iscritti alla Fiom”? Cinque minuti di applausi in standing ovation hanno seguito queste parole. “Colpisce – ha poi detto l’operaio – il silenzio della politica di fronte a quel che sta accadendo”.

Tratto dal "Il Fatto quotidiano" on-line
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direi professori severi, zitti con la storiella che non sono ne di destra nè di sinistra, bene o male hanno fatto quanto il cavalieri in 17 anni non ha portato a casa nulla di quello che questi hanno fatto, a parte perdere tempo in leggi bavaglio ed intercettazioni ed altre robine ad personam, auspico che per 10 anni i politici se ne stiano a casa
Lillu Fotti: "aundi ioca Spread cu cattu si mu rununu a paremetru zeru"
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Borse Ue ottimiste in attesa di Atene
Lo spread scende sotto quota 390

Seduta in forte rialzo per Milano, mentre i positivi dati del Pmi cinese non riescono a far salire le quotazioni sulle Piazze asiatiche: Tokyo chiude poco sopra la parità, Shanghai in negativo. Euro in calo e petrolio in leggero rialzo

MILANO - Piazza Affari viaggia in rialzo del 3% e supera i 16mila punti trascinata dall'ottimo andamento dei titoli bancari: con Mps e Banco Popolare in grande evidenza. In luce anche i titoli della galassia Agnelli (Fiat 1 e Fiat Industrial 2) dopo i conti in crescita, in utile per la prima volta dal 1997 anche la controllata Chrysler 3. In calo a quota 386 punti lo spread tra i Btp decennali ed il bund tedesco dopo che ieri il differenziale si era attestato a quota 417 punti.
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Forza Monti, Forza!!!! Se ci riusciamo entro fine febbraio arriveremo al grande obiettivo della chiusura del 50% delle attività commerciali a Milano....E se Milano sta "esultando" immagino il resto del paese!!!!

Forza Professore ci dimostri come per abbassare lo spread per i suoi amici banchieri, possiamo mettere in ginocchio una Nazione!!!!

Evviva! :cheers
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