Viaggio di Strill: i diplomatici Calabresi nel mondo

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Lodevole iniziativa di Strill che ci porta a conoscere calabresi che rivestono ruoli importanti in giro per il mondo di cui poco o nulla si sà.

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Viaggio tra i diplomatici calabresi nel mondo: Michele Valensise
Venerdì 20 Maggio 2011 11:27


Comincia il nostro viaggio tra i numerosi Calabresi che occupano posti di prestigio e responsabilità nel panorama diplomatico internazionale: Michele Valensise*, Ambasciatore d’Italia a Berlino

1. Ambasciatore d’Italia a Berlino. Anche a un diplomatico di carriera e con una notevole esperienza come lei in qualche modo fa ancora effetto questo ruolo? Il peso della storia?
Certo, il peso della storia qui a Berlino è notevole, si avverte dovunque. E la Germania ha dimostrato grande coraggio e capacità nel fare i conti con la propria storia.

2. Non sono casi isolati i calabresi che ricoprono ruoli di vertice nel panorama diplomatico. E’ un caso?
Non credo che sia un caso. Fa parte piuttosto di una bella tradizione di impegno di tanti calabresi al servizio dello Stato.

3. Strill.it, fin dalla sua esistenza, si è messa in testa di realizzare una vera e propria rete che unisca prima virtualmente e poi di fatto i milioni di calabresi di prima, seconda, terza o quarta generazione che sono sparsi in giro per il mondo, partendo dall’assunto che un calabrese resta sempre un calabrese, ovunque si trovi. E’un’idea folle secondo lei?
No, è un’idea giusta, fondata sul fatto che per noi calabresi le radici familiari, sociali e locali sono sempre molto profonde, anche quando viviamo a migliaia di chilometri di distanza.

4. Tra le sue molteplici esperienze le ultime due la hanno portata in Brasile e Germania, due terre a forte tasso di presenza di calabresi. E’ possibile un parallelismo tra l’emigrazione verso il Brasile (e comunque il Sud America) e quella verso il centro Europa (nel caso di specie la Germania)?
L’elemento comune è stato per moltissimi la ricerca di condizioni migliori di lavoro e di vita. In Brasile l’emigrazione è stata più “definitiva”, mentre in Germania storicamente abbiamo avuto una cospicua fascia di emigrazione “stagionale” o meno stabile o comunque più attratta dalla prospettiva di ritorno in Italia.

5. A oltre 60 anni dall’ondata migratoria degli anni 50 cosa rappresenta per la Germania la comunità calabrese?
Una comunità di persone laboriose, tenaci, affidabili che si sono generalmente ben integrate in questo grande Paese senza dimenticare le proprie origini.

6. Come si trova a Berlino? Quanto la città rappresenta, in qualche modo, il fulcro dell’attività culturale dell’Europa?
È una città organizzata e piacevole. La qualità generale di vita è alta. I servizi pubblici sono efficienti. Negli ultimi anni poi abbiamo assistito ad una interessante crescita culturale della città che la rende ancora più attraente, in particolare per i giovani.


7. Nell’Europa unita ma frantumata dalle spinte e controspinte delle diverse velocità delle economie dei singoli Stati e, conseguentemente, dalle diverse condizioni sociali che peso ha, oggi, l’attività diplomatica?
Ha un peso considerevole. In un mondo e in un’Europa sempre più interdipendenti c’è un crescente bisogno di dialogo e di cooperazione internazionale ed europea. La diplomazia è uno strumento essenziale per promuovere giorno per giorno, spesso dietro le quinte, questo dialogo.

8. Partire da Polistena per arrivare sul tetto del mondo o giù di lì non è cosa per tutti. Lo ha sempre avuto ben chiaro questo obiettivo?
Bè, più che stare sul tetto del mondo, come dice Lei, mi è sempre sembrato importante restare con i piedi per terra! Comunque amo il mio lavoro e cerco di svolgerlo al meglio delle mie capacità.

9. Crede che la Calabria – e più in generale l’Italia – possa giovarsi maggiormente del contributo, in tutti i modi possibili, dei “Calabresi lontani da casa”, come recita la collana “Fare fortuna” edita da Urbabooks?
Sicuramente, anche perché le tante storie ed esperienze dei calabresi nel mondo potranno arricchire le conoscenze dei nostri corregionali in Patria e renderli anche orgogliosi, a giusto titolo, dell’opera di quanti - dopo aver dovuto abbandonare la Calabria in anni lontani - oggi rappresentano una risorsa importante per la nostra Regione e il nostro Paese. 1 - continua

*Nato a Polistena (RC) il 3 aprile 1952, si laurea in giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1974 ed entra in carriera diplomatica nel 1975. Al Ministero è destinato alla Direzione generale degli affari economici, dove segue in particolare l’attività degli organismi multilaterali. Nel 1978 è all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, con funzioni nel settore stampa ed economico. Nel 1981 è trasferito all’Ambasciata d’Italia a Bonn, dove presta servizio alla cancelleria politica con competenze sulle questioni di politica interna e di cooperazione politica europea. Dal 1984 al 1987, durante la guerra civile libanese, è Consigliere all’Ambasciata d’Italia a Beirut, con funzioni vicarie del Capo missione. Rientrato a Roma, dal 1987 al 1991 è Capo della Segreteria del Sottosegretario agli Esteri. Dal 1991 al 1997, come Primo Consigliere alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles è responsabile del settore delle relazioni della Comunità con i paesi dell’area mediterranea e balcanica. Assicura inoltre la presidenza dei gruppi di lavoro nel corso della presidenza italiana dell’Unione europea nel 1996. All’inizio del 1997 è trasferito a Sarajevo in qualità di Ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina, all’indomani dell’apertura dell’Ambasciata, subito dopo la cessazione delle ostilità e il dispiegamento in Bosnia Erzegovina della Forza militare di stabilizzazione e, in questo ambito, del contingente italiano. Di nuovo a Roma nel 1999 è responsabile, al Gabinetto del Ministro, dell’Ufficio per i rapporti con il Parlamento e poi capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri. Dal settembre 2001 al novembre 2004 ricopre l’incarico di capo del Servizio stampa e informazione del Ministero e di portavoce del Ministro degli Esteri. Da novembre 2004 è Ambasciatore d’Italia in Brasile. A gennaio 2009 è stato promosso al grado di Ambasciatore. Da luglio 2009 è Ambasciatore d’Italia in Germania. E' sposato con Elena Di Giovanni e ha due figlie. Oltre alla lingua madre, parla tedesco, inglese, francese e portoghese.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Viaggio tra i diplomatici calabresi nel mondo: Luciano Barillaro
Venerdì 17 Giugno 2011 09:04

Continua il nostro viaggio tra i numerosi Calabresi che occupano posti di prestigio e responsabilità nel panorama diplomatico internazionale: Luciano Barillaro*, Console Generale d'Italia a Nizza



1)Quali secondo lei le prospettive di una proficua cooperazione bilaterale tra due Paesi, come l’Italia e la Francia, che faticosamente stanno provando a lasciarsi alle spalle la crisi economica?
La Francia e l’Italia oltre che partners ed amici sono due paesi fratelli (vedasi il contributo francese alla nostra Unità Nazionale) e non ci sono limiti alla cooperazione bilaterale – politica, economica, culturale – che potrebbe essere particolarmente utile ed importante specie nel bacino mediterraneo dove gli interessi comuni sono enormi. Aggiungerei che la Francia ha superato, al pari della Germania, la crisi economica e che può già da adesso fungere da locomotiva alla nostra ripresa.

2)Cosa rappresenta oggi la comunità italiana in Francia ed in particolare la comunità calabrese, segnatamente in un territorio storicamente particolare come Nizza?
La comunità italiana ed anche quella calabrese sono da tempo perfettamente integrate in Francia e la loro influenza è grande anche se non così visibile proprio a causa dell’integrazione di cui ho detto prima.

3)Quali gli ambienti economici e sociali dove i calabresi incidono di più?
I calabresi incidono di più nei settori delle costruzioni, dell’artigianato e del commercio.

4)La Francia rappresenta un esempio di perfetta integrazione e di enorme valorizzazione del fenomeno migratorio. Un Paese che è riuscito a costruire sviluppo anche lavorando sulle potenzialità offerte dal contributo portato dagli immigrati. L’Italia è pronta per fare altrettanto?
E’ vero che la Francia, Paese della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ha saputo valorizzare come pochi l’apporto dei migranti: dagli artisti (Picasso, Modigliani, Jonesco,ecc) agli esponenti dell’economia, ai politici (Balladur, Sarkosy, ecc.). L’Italia non mi pare sia pronta a fare altrettanto soprattutto perchè non ha una visione strategica e condivisa del fenomeno migratorio: non lo ha avuto della propria emigrazione e non lo ha ora dell’immigrazione. Bisognerebbe fare una riflessione più pacata, più attenta alla realtà italiana ed internazionale e meno ideologica. Certo ne abbiamo gli strumenti e le risorse intelletuali, ma bisogna volerli utilizzare.

5)Quali secondo lei le caratteristiche essenziali delle ondate migratorie che hanno spinto i calabresi a cercare fortuna in Francia?
Credo che le caratteristiche essenziali delle migrazioni calabresi non siano diverse da quelle che hanno motivato le migrazioni dalla Liguria o dal Veneto, dalla Sicilia o dal Piemonte: ricerca e speranza di un futuro migliore per sè ed i propri figli, tanto coraggio e la convinzione di potercela fare!

6)Politica, economia, cultura, arte. Quali secondo Lei le prospettive di cooperazione tra la Calabria e la Francia?
La cooperazione è da impostare soprattutto come rapporto tra l’Italia e la Francia. I francesi hanno una concezione dello Stato molto più alta che non da noi e se dovessimo presentarci solo come calabresi non otterremmo la necessaria attenzione ed adeguato rispetto. Sul piano politico credo che dovremmo intensificare molto la cooperazione nel Mediterraneo e poi ancora in seno all’U.E.: abbiamo tutto l’interesse a consolidare un asse Roma-Parigi su tutti i dossiers europei. In economia abbiamo molto da imparare in termini di politica industriale e molto da insegnare per quanto riguarda le PMI e quindi sono possibili molte forme di integrazione e collaborazione. Nell’arte e nella cultura esiste una collaborazione molto più diffusa di quanto non si pensi (dal Rinascimento in poi i francesi sono sempre stati affascinati dai nostri artisti – da Leonardo a Bernini, a Goldoni, fino all’Opera ed al cinema italiano) ma molto di più si potrebbe fare nel campo della cooperazione universitaria e nella ricerca ed innovazione.

7)I calabresi nel mondo spesso rappresentano la crème della classe dirigente in tutti i settori. L’affermazione sociale però avviene quasi sempre lontano dalla Calabria. Perché?
E’ vero che i calabresi, e lo stesso può dirsi di quasi tutti gli italiani emigrati, hanno spesso dato il meglio di sè all’estero. Dall’analisi sociologica sappiamo che gli emigrati sono la componente più energica ed intraprendente di una comunità. Gente forte, coraggiosa, capace di rischiare. E non bisogna tacere che in Italia meritocrazia e concorrenza sono tuttora termini più demagogici che reali. Privilegi, corporativismi, carente funzionamento della giustizia e degli organi di garanzia rappresentano un ostacolo reale e spesso insuperabile, almeno in tempi ragionevoli, per i giovani o le persone più capaci ed intraprendenti ma privi delle amicizie giuste che, pertanto, vanno ad “investirsi” altrove.

8)Attraverso quali mezzi è possibile valorizzare il contributo che i calabresi nel mondo possono offrire per un percorso di reale sviluppo sul territorio calabrese?
Per valorizzare le energie ed i talenti calabresi nel mondo a beneficio della Regione, bisognerebbe offrire e garantire anzitutto sbocchi professionali o imprenditoriali credibili. Ricordo ad esempio che anni orsono si cercò di attirare i giovani attivi nelle organizzazioni internazionali (U.E. – Banca Mondiale ecc.) con l’intenzione di utilizzarne conoscenze e talenti per superare l’autentica “vergogna” dei Fondi europei non utilizzati. Credo che non se ne sia fatto nulla perchè gli interessi contrastanti erano troppi ed i gruppi di potere non erano disposti a fare un passo indietro.

9)Può raccontarci la sua esperienza nel mondo della diplomazia? Quanta Calabria porta ancora dentro di sè?
La mia esperienza in diplomazia comincia in realtà dall’Università di Perugia, con la frequentazione e l’amicizia di molti studenti stranieri, e poi con gli studi successivi (alla Johns Hopkins di Bologna e poi al Collegio d’Europa di Bruges). E’ venuta poi l’esperienza quadriennale alla Corte dei Conti dell’U.E. (allora CEE). Passai al Ministero degli Esteri italiano nel periodo di crisi più profonda della CEE (dopo la crisi energetica del ’73) e per amore di viaggi e culture diverse. Così ho servito in Africa (Mozambico e Costa d’Avorio), Asia (India) e Medio Oriente (Gedda) avvicendando Europa (Svizzera e Francia) e USA (New York – ONU) con continenti e nazioni dove le condizioni di vita erano più difficili. Ho alternato, altresì, diplomazia bilaterale ( le Ambasciate in Mozambico, India, Africa Occidentale) a diplomazia multilaterale (New York e Ginevra), a lavoro consolare. Credo di avere una esperienza diversificata non comune anche perchè ho alternato incarichi più politici ad incarichi più vicini al mondo dell’economia ed a quelli della cooperazione, mi sono occupato molto di questioni consolari e culturali come pure di stampa, di affari giuridici (al servizio del Contenzioso del MAE), di Affari Europei (la Presidenza italiana della CEE nel 1990) e di problematiche ONU, sia di tipo politico (a New York, quando l’Italia fu eletta per la seconda volta membro del Consiglio di Sicurezza) che economico (a Ginevra). Ho incontrato molte personalità di primissimo piano del mondo della cultura, dell’economia e della politica. Miei colleghi sono diventati Primi Ministri (di Istraele e Algeria) o Ministri dei loro Paesi.
Da Perugia – avevo 18 anni - in poi ho vissuto poco o molto poco in Calabria ma mi sono sempre qualificato come “calabrese” perchè lì sono le mie radici malgrado che il tronco ed i rami siano cresciuti altrove. Non saprei dire quanta Calabria mi porto appresso ma se mi definisco sempre - dopo 45 anni da “cittadino del mondo” - come “calabrese” evidentemente me ne è rimasto abbastanza. 2 - continua




*Luciano Barillaro è nato a Siderno (Reggio Calabria) il 19 luglio 1948. E' sposato e padre di tre figli. Si laurea presso l'Università di Perugia in giurisprudenza il 2 marzo del 1971
- Studi post-universitari (1972-74): Johns Hopkins University di Bologna e Collège d'Europe di Bruges (Belgio)
- Funzionario (A7) della CEE – Corte dei Conti dall'ottobre 1974 al 1978
- In diplomazia dal 1978
-Al Servizio Stampa e Informazione e poi alla Direzione Generale Emigrazione e Affari Sociali-Uff. VII, dal maggio 1979 al febbraio 1981
-Primo segretario a Maputo dal marzo 1981 (Affari politici, consolari e cooperazione tecnica)
- Primo segretario commerciale a New Delhi dal luglio 1983 con funzioni di Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
- Dal gennaio 1986 Consigliere alla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'O.N.U. a New York (settore politico) e Membro effettivo della Delegazione italiana al CdS delle Nazioni Unite nel biennio 1987-1988
Rientrato a Roma nell'agosto 1989, ha servito presso la Direzione Generale Affari Economici- Uff.I in occasione della Presidenza italiana delle CEE del 1990 e poi presso la Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo in qualità di Vice-Capo dell'Unità Tecnica Centrale
• Console Generale a Gedda dal settembre 1992
• Console Generale a Losanna dal dicembre 1996
• Vice Segretario Generale della I Conferenza degli Italiani nel Mondo nel 2000 e poi al Servizio del Contenzioso Diplomatico- Capo dell'Ufficio dell'Agente italiano presso le Corti di Giustizia internazionali
• Primo Consigliere a Ginevra dal marzo 2003
• Ambasciatore d'Italia in Costa d'Avorio, Burkina Faso, Liberia, Niger e Sierra Leone dal giugno 2007 al settembre 2009
• Al MAE - DGIT – dirette dipendenze del Direttore Generale
• Console Generale a Nizza – gennaio 2011
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persone validissime che dimostrano come essere reggini non è solo mafiosità....e che si può emergere....forza... :cheers
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cozzina1 ha scritto:persone validissime che dimostrano come essere reggini non è solo mafiosità....e che si può emergere....forza... :cheers
Ho letto velocemente i due articoli e questo tuo mi ha stimolato una riflessione che metto sul "tavolo"
Non credi, e, lo sottolineo, senza nessun intento polemico, che il solo sentirne la necessità di ribadirlo anche laddove non necessario possa costituirne una conferma?
La speranza appartiene ai figli.
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Regmi ha scritto:
cozzina1 ha scritto:persone validissime che dimostrano come essere reggini non è solo mafiosità....e che si può emergere....forza... :cheers
Ho letto velocemente i due articoli e questo tuo mi ha stimolato una riflessione che metto sul "tavolo"
Non credi, e, lo sottolineo, senza nessun intento polemico, che il solo sentirne la necessità di ribadirlo anche laddove non necessario possa costituirne una conferma?
Regmi ha scritto:
cozzina1 ha scritto:persone validissime che dimostrano come essere reggini non è solo mafiosità....e che si può emergere....forza... :cheers
Ho letto velocemente i due articoli e questo tuo mi ha stimolato una riflessione che metto sul "tavolo"
Non credi, e, lo sottolineo, senza nessun intento polemico, che il solo sentirne la necessità di ribadirlo anche laddove non necessario possa costituirne una conferma?
senza polemica e solo perchè mi hai quotato....perchè non lo trovi necessario?
si legge un articolo (come tanti altri postati )e si può assentire o dissentireio sono felice di assentire..e spero tanto che un giorno un' altra persona possa essere annoverata tra questi...
o bisogna solo leggere ?
e l'ho sottolineato solo per mettere in evidenza (laddove ve ne fosse bisogno) che qui spesso e volentieri si parla male dei reggini ....beh posso essere orgogliosa di questi ambasciatori nel mondo che da REGGINI si fanno valere?

ovviamente se disturbo non hai che da dirlo...
ps....quotandomi e scrivendo quello che hai scritto comunque hai polemizzato in maniera neanche tanto larvata ...questo è il mio pensiero...
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cozzina1 ha scritto:
senza polemica e solo perchè mi hai quotato....perchè non lo trovi necessario?
si legge un articolo (come tanti altri postati )e si può assentire o dissentireio sono felice di assentire..e spero tanto che un giorno un' altra persona possa essere annoverata tra questi...
o bisogna solo leggere ?
e l'ho sottolineato solo per mettere in evidenza (laddove ve ne fosse bisogno) che qui spesso e volentieri si parla male dei reggini ....beh posso essere orgogliosa di questi ambasciatori nel mondo che da REGGINI si fanno valere?

ovviamente se disturbo non hai che da dirlo...
ps....quotandomi e scrivendo quello che hai scritto comunque hai polemizzato in maniera neanche tanto larvata ...questo è il mio pensiero...

…E trovamene uno (le mosche bianche sono escluse) che , leggendo quanto sopra, trovi motivo per non rallegrarsene.
Tuttalpiù ci si può imbattere in un indifferente o in qualcuno che reputa la cosa fisiologica in termini %
Ma non era questa la riflessione che ponevo.


Sul resto, nel ribadire la volontà prima sottolineata, ritengo opportuno tralasciare
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suonatore Jones

ragà, ma davvero serpeggia tra i reggini, un complesso di inferiorità di questa portata?
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suonatore Jones ha scritto:ragà, ma davvero serpeggia tra i reggini, un complesso di inferiorità di questa portata?
purtroppo non ho afferrato ....me lo spieghi? :scratch
chi avrebbe il complesso di inferiorità?
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Provate ad immaginare il lavoro che c'è dietro a questi pezzi.
Intanto riuscire a scovare il "personaggio", andare a trovarlo farsi rendere un'intervista e riunire le varie comunità presenti nei vari luoghi.

Complimenti a Giusva e Raffaele, idea grandiosa :okok:
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suonatore Jones

cozzina1 ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:ragà, ma davvero serpeggia tra i reggini, un complesso di inferiorità di questa portata?
purtroppo non ho afferrato ....me lo spieghi? :scratch
chi avrebbe il complesso di inferiorità?

chi scrive 'ste cose. io non credo che i calabresi, i reggini, i veneti, i padovani, gli umbri, i perugini, siano meglio o peggio gli uni degli altri. chi raggiunge posizioni "ragguardevoli", dovrebbe essere lodato, ma non per la provenienza.

sicuramente NON mi faccio la cosiddetta "maravijja", se un reggino scala le posizioni sociali.
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suonatore Jones ha scritto:
cozzina1 ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:ragà, ma davvero serpeggia tra i reggini, un complesso di inferiorità di questa portata?
purtroppo non ho afferrato ....me lo spieghi? :scratch
chi avrebbe il complesso di inferiorità?

chi scrive 'ste cose. io non credo che i calabresi, i reggini, i veneti, i padovani, gli umbri, i perugini, siano meglio o peggio gli uni degli altri. chi raggiunge posizioni "ragguardevoli", dovrebbe essere lodato, ma non per la provenienza.

sicuramente NON mi faccio la cosiddetta "maravijja", se un reggino scala le posizioni sociali.
maravigghia è diverso da complesso di inferiorità...
ma il fatto di parlarne e ricordarlo può fare solo bene soprattutto ai giovani che invece leggono solo cronaca negativa nei confronti dei nostri concittadini...punti di vista diversi....io rispetto il tuo e tu dovresti rispettare il mio o di quelli che hanno scritto dei vari Valensise eccetera...o qui si deve solo trattare di gente negativa per esaltare la dialettica di qualcuno?
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suonatore Jones ha scritto:
cozzina1 ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:ragà, ma davvero serpeggia tra i reggini, un complesso di inferiorità di questa portata?



chi scrive 'ste cose. io non credo che i calabresi, i reggini, i veneti, i padovani, gli umbri, i perugini, siano meglio o peggio gli uni degli altri. chi raggiunge posizioni "ragguardevoli", dovrebbe essere lodato, ma non per la provenienza.

sicuramente NON mi faccio la cosiddetta "maravijja", se un reggino scala le posizioni sociali.
maravigghia è diverso da complesso di inferiorità...
ma il fatto di parlarne e ricordarlo può fare solo bene soprattutto ai giovani che invece leggono solo cronaca negativa nei confronti dei nostri concittadini...punti di vista diversi....io rispetto il tuo e tu dovresti rispettare il mio o di quelli che hanno scritto dei vari Valensise eccetera...o qui si deve solo trattare di gente negativa per esaltare la dialettica di qualcuno?
Anche a mio avviso il parlarne è positivo tanto è vero che il buon Giusva sta facendo un ottimo lavoro in tal senso.
Cosa diversa, come giustamente dici, è Il complesso d'inferiorità (tipico di chi ha qualcosa da nascondere e/o viene dal basso) che nel caso specifico si può leggere come come una sua palese manifestazione nel preciso momento in cui si sente la necessità di rimarcare quello che, in una situazione normale, nessuno si sognerebbe di evidenziare.

Che poi, a pensarci bene, anche Giusva e gli illustri compaesani si sono ben guardato dal farlo.
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suonatore Jones ha scritto:ragà, ma davvero serpeggia tra i reggini, un complesso di inferiorità di questa portata?



chi scrive 'ste cose. io non credo che i calabresi, i reggini, i veneti, i padovani, gli umbri, i perugini, siano meglio o peggio gli uni degli altri. chi raggiunge posizioni "ragguardevoli", dovrebbe essere lodato, ma non per la provenienza.

sicuramente NON mi faccio la cosiddetta "maravijja", se un reggino scala le posizioni sociali.[/quote]
maravigghia è diverso da complesso di inferiorità...
ma il fatto di parlarne e ricordarlo può fare solo bene soprattutto ai giovani che invece leggono solo cronaca negativa nei confronti dei nostri concittadini...punti di vista diversi....io rispetto il tuo e tu dovresti rispettare il mio o di quelli che hanno scritto dei vari Valensise eccetera...o qui si deve solo trattare di gente negativa per esaltare la dialettica di qualcuno?[/quote]

Anche a mio avviso il parlarne è positivo tanto è vero che il buon Giusva sta facendo un ottimo lavoro in tal senso.
Cosa diversa, come giustamente dici, è Il complesso d'inferiorità (tipico di chi ha qualcosa da nascondere e/o viene dal basso) che nel caso specifico si può leggere come come una sua palese manifestazione nel preciso momento in cui si sente la necessità di rimarcare quello che, in una situazione normale, nessuno si sogna di evidenziare.

Che poi, a pensarci bene, anche Giusva e gli illustri compaesani si sono ben guardato dal farlo.[/quote]

non capisco a chi stia rispondendo...io non ho parlato di complesso di inferiorità..chiedevo appunto chi ne soffrisse...
per tutto il resto preferisco non ritornare sullo stesso discorso...punti di vista diversi..ma ogni qualvolta potrò essere FIERA di miei conterranei lo esternerò...tu continuerai a scrivere che non dovrebbe essere necessario...e io continuerò a fregarmene.. :p:
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@ Cozzina 1


Basta capirsi e... capire :fifi:
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suonatore Jones

cozzì, io non ho detto che tu hai sbagliato e io no. solo che sono diversi punti di vista.
a me non mi interessa sapere da dove venga una persona. se viene da reggio, IO non mi sento più o meno fiero di essere reggino (cosa che non sono, peraltro).
tutto qui.
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suonatore Jones ha scritto:cozzì, io non ho detto che tu hai sbagliato e io no. solo che sono diversi punti di vista.
a me non mi interessa sapere da dove venga una persona. se viene da reggio, IO non mi sento più o meno fiero di essere reggino (cosa che non sono, peraltro).
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appunto..punti di vista diversi...rispettabili entrambi....è quello che tento di far capire.....io ad esempio fiera di essere Reggina tu no....ed è da qui che parte la nostra differenza....io rimarco le poche cose positive del Reggino(e vorrei ce ne fossero altre) e tu ed altri rimarcate le cose negative....pari opportunità senza quote rose... :p:
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cozzina1 ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:cozzì, io non ho detto che tu hai sbagliato e io no. solo che sono diversi punti di vista.
a me non mi interessa sapere da dove venga una persona. se viene da reggio, IO non mi sento più o meno fiero di essere reggino (cosa che non sono, peraltro).
tutto qui.

appunto..punti di vista diversi...rispettabili entrambi....è quello che tento di far capire.....io ad esempio fiera di essere Reggina tu no....ed è da qui che parte la nostra differenza....io rimarco le poche cose positive del Reggino(e vorrei ce ne fossero altre) e tu ed altri rimarcate le cose negative....pari opportunità senza quote rose... :p:
Alt, un momento, fermati

Dato che in questo 3D siamo solo in 3 + Doddi ad aver disquisito qualcosa, specifico che non ho rimarcato un bel nulla.
Il mio intervento era solo un invitante riflessione, peraltro con colta, sulla tua necessità di ribadire un aspetto che negli articoli pubblicati non c'era.
E se Giusva, che di mestiere fa il comunicatore, non ha ritenuto opportuno veicolarlo può anche essere che l'abbia scientamente deciso in quanto considerato un boomerang.
Perchè, se come prima scritto non avessi ancora afferrato, come tale io ho leggo il tuo averlo evidenziato.

Buona domenica
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Regmi ha scritto:
cozzina1 ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:cozzì, io non ho detto che tu hai sbagliato e io no. solo che sono diversi punti di vista.
a me non mi interessa sapere da dove venga una persona. se viene da reggio, IO non mi sento più o meno fiero di essere reggino (cosa che non sono, peraltro).
tutto qui.

appunto..punti di vista diversi...rispettabili entrambi....è quello che tento di far capire.....io ad esempio fiera di essere Reggina tu no....ed è da qui che parte la nostra differenza....io rimarco le poche cose positive del Reggino(e vorrei ce ne fossero altre) e tu ed altri rimarcate le cose negative....pari opportunità senza quote rose... :p:
Alt, un momento, fermati

Dato che in questo 3D siamo solo in 3 + Doddi ad aver disquisito qualcosa, specifico che non ho rimarcato un bel nulla.
Il mio intervento era solo un invitante riflessione, peraltro con colta, sulla tua necessità di ribadire un aspetto che negli articoli pubblicati non c'era.
E se Giusva, che di mestiere fa il comunicatore, non ha ritenuto opportuno veicolarlo può anche essere che l'abbia scientamente deciso in quanto considerato ininfluente allo scopo se non un boomerang.
Perchè, se come prima scritto non avessi ancora afferrato, come tale io ho leggo il tuo averlo evidenziato.

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suonatore Jones ha scritto:cozzì, io non ho detto che tu hai sbagliato e io no. solo che sono diversi punti di vista.
a me non mi interessa sapere da dove venga una persona. se viene da reggio, IO non mi sento più o meno fiero di essere reggino (cosa che non sono, peraltro).
tutto qui.

appunto..punti di vista diversi...rispettabili entrambi....è quello che tento di far capire.....io ad esempio fiera di essere Reggina tu no....ed è da qui che parte la nostra differenza....io rimarco le poche cose positive del Reggino(e vorrei ce ne fossero altre) e tu ed altri rimarcate le cose negative....pari opportunità senza quote rose... :p:[/quote]


Alt, un momento, fermati

Dato che in questo 3D siamo solo in 3 + Doddi ad aver disquisito qualcosa, specifico che non ho rimarcato un bel nulla.
Il mio intervento era solo un invitante riflessione, peraltro con colta, sulla tua necessità di ribadire un aspetto che negli articoli pubblicati non c'era.
E se Giusva, che di mestiere fa il comunicatore, non ha ritenuto opportuno veicolarlo può anche essere che l'abbia scientamente deciso in quanto considerato ininfluente allo scopo se non un boomerang.
Perchè, se come prima scritto non avessi ancora afferrato, come tale io ho leggo il tuo averlo evidenziato.

Buona domenica[/quote][/quote]



bene da oggi si posteranno solo articoli senza considerazioni personali....
ininfluente o meno...è una scelta personale..per me ad esempio sono ininfluenti le varie illazioni postate senza prove.. :p:
L'ignoranza è meno dannosa del confuso sapere.
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cozzina1 ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:cozzì, io non ho detto che tu hai sbagliato e io no. solo che sono diversi punti di vista.
a me non mi interessa sapere da dove venga una persona. se viene da reggio, IO non mi sento più o meno fiero di essere reggino (cosa che non sono, peraltro).
tutto qui.

appunto..punti di vista diversi...rispettabili entrambi....è quello che tento di far capire.....io ad esempio fiera di essere Reggina tu no....ed è da qui che parte la nostra differenza....io rimarco le poche cose positive del Reggino(e vorrei ce ne fossero altre) e tu ed altri rimarcate le cose negative....pari opportunità senza quote rose... :p:

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Dato che in questo 3D siamo solo in 3 + Doddi ad aver disquisito qualcosa, specifico che non ho rimarcato un bel nulla.
Il mio intervento era solo un invitante riflessione, peraltro con colta, sulla tua necessità di ribadire un aspetto che negli articoli pubblicati non c'era.
E se Giusva, che di mestiere fa il comunicatore, non ha ritenuto opportuno veicolarlo può anche essere che l'abbia scientamente deciso in quanto considerato ininfluente allo scopo se non un boomerang.
Perchè, se come prima scritto non avessi ancora afferrato, come tale io ho leggo il tuo averlo evidenziato.

Buona domenica[/quote][/quote]



bene da oggi si posteranno solo articoli senza considerazioni personali....
ininfluente o meno...è una scelta personale..per me ad esempio sono ininfluenti le varie illazioni postate senza prove.. :p:[/quote]

E chi ha detto che non bisogna dare spazio e voce alle considerazioni personali?

Se ancora non avessi compreso, e chiudo per non indisporre chi ci legge, ribadisco che volevo condividere una riflessione sull'aspetto boomerang del tuo bisogno di esporre quelle considerazioni che, come Suonatore aveva intellingentemente accennato, lasciano trasparire un complesso d'inferiorità

....ma forse son troppo complicato :scratch
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