retata anti-ndrangheta: arrestato consigliere regionale

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sognatore82
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L'ANTIMAFIA NON è MAI ESISTITA e lo dimostra il caso fallara e del suo parrucchiere
a reggio calabria del comunismo è rimasto solo il pcl

la speranza vera ma misera rimane il 5 stelle !
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Lixia
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Mariotta ha scritto: Succede tutte le volte che qualcuno di noi interviene su un discorso simile...e francamente è una menata. Io so cosa significa battaglare a Reggio per chi è rimasto, ma so anche cosa vuol dire vivere lontano dai propri affetti in una città che non è la tua, soprattutto quando preferiresti essere dove sei nato e cresciuto . Sarebbe un'altra vita(anche economicamente parlando, almeno risparmiavo 500 eurini di nido al mese) ma purtroppo non c'era altra scelta che quella che abbiamo fatto. Ciò non toglie che, al contrario di altri, che vanno e non si voltano manco indietro,soffriamo per la nostra terra e abbiamo penso il diritto di non doverci sentir dire che non contribuiamo o che è stato più facile andar via. Un difetto del reggino è anche questo,retaggio dei padri greci,guardare al proprio particolare senza porsi nei panni altrui. :salut E mi ci metto in mezzo anche io.

quoto anche le virgole .... e rifletto leggendovi tutti :roll: ....
"Gli amici miei, ed in cui posso fidare, non vivon qui: si trovan lontano, al mio paese, come ogni altra cosa, signori, che mi può recar conforto".

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sognatore82 ha scritto:L'ANTIMAFIA NON è MAI ESISTITA e lo dimostra il caso fallara e del suo parrucchiere
:salut
peas!
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UnicaPassione ha scritto:L'articolo lo trovi in prima pagina su Gazzetta del Sud, preso una conferenza stampa della Boccassini. :wink


Le scelte elettorali sono, giustamente, l'unica occasione di pretendere democrazia, legalità e rappresentanza.

Ma se qui si parla di connivenza trasversale e bipartisan tra politica e illegalità (non solo mafia, ndrangheta e camorra) non vedo come fare ad aver fiducia nel voto e nella sua antica potenza risolutrice.

Ovvio che, per fare un esempio, alle elezioni regionali, su tot candidati c'è qualcuno che si salva, c'è qualcuno onesto, ma sarà sempre soggetto a doveri e a ordini di partito e risulterà condizionato in tutto ciò che farà.
Era proprio al titolone di Gazzetta del Sud che pensavo, e cui speravo NON Ti riferissi. :wink
Continuare a sostenere, ancora oggi(mossi da sentimenti legittimi, puri, trasparenti, come rassegnazione, delusione, impotenza), che sono tutti uguali, ha il controproducente effetto di facilitare chi è più uguale degli altri a mimetizzarsi.
Il discorso della Boccassini in conferenza era abbastanza diverso, ed è stato ribaltato dai vari quotidiani (praticamente tutti, non solo Gazzetta); fortunatamente, però, il video originale è in rete e ciascuno, ascoltandolo, può farsene un'idea.
La Boccassini in sostanza,tracciando un parallelismo tra la mafia siciliana anni '80-'90 e questa 'ndrangheta, evidenziava la differenza del pregiudizio politico che avevano i primi (anticomunisti al punto da vedere un complotto della Magistratura politicizzata nel maxiprocesso) rispetto all'unico ideale del profitto, da perseguire con qualsiasi strumento (e quindi appoggiando qualunque partito), dei secondi.
L'eventuale biunivocità di questo legame (e quindi la ricettività dei partiti a queste ingerenze) è tutt'altro discorso. :wink
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Miranda
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goldenboy ha scritto:
Miranda ha scritto:
Perché è stato maleducato per tutta la conversazione, non ho bisogno di conoscere altro, e che non lo conosco non è esatto, vi conosco tutti molto bene :D

e poi dove mi hai visto pretendere? ho solo detto e ripetuto lo stesso concetto che dico da sempre ;) ora rafforzato dal fatto che sto mettendolo in pratica, ma chiedere la mia età, dire che sono ragionamenti da ventenni ecc. sono cose senza senso :na:
per fortuna sull'educazione abbiamo un concetto diverso,se poi tu giudichi maleducato chi la pensa diversamente da te allora c'è poco da dire
Per fortuna lo dico io!!! Quando cambierà questa mentalità e atteggiamento sarà un passo avanti :see:
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L’arte tutta reggina di glorificare ciò che non fu, obliando quello che è realmente stato.[cit.]
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Miranda
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peas! ha scritto:
La Boccassini in sostanza,tracciando un parallelismo tra la mafia siciliana anni '80-'90 e questa 'ndrangheta, evidenziava la differenza del pregiudizio politico che avevano i primi (anticomunisti al punto da vedere un complotto della Magistratura politicizzata nel maxiprocesso) rispetto all'unico ideale del profitto, da perseguire con qualsiasi strumento (e quindi appoggiando qualunque partito), dei secondi.
L'eventuale biunivocità di questo legame (e quindi la ricettività dei partiti a queste ingerenze) è tutt'altro discorso. :wink
:thumleft speriamo lo capiscano in tanti e nelle sedi opportune
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peas! ha scritto:
Era proprio al titolone di Gazzetta del Sud che pensavo, e cui speravo NON Ti riferissi. :wink
Continuare a sostenere, ancora oggi(mossi da sentimenti legittimi, puri, trasparenti, come rassegnazione, delusione, impotenza), che sono tutti uguali, ha il controproducente effetto di facilitare chi è più uguale degli altri a mimetizzarsi.
Il discorso della Boccassini in conferenza era abbastanza diverso, ed è stato ribaltato dai vari quotidiani (praticamente tutti, non solo Gazzetta); fortunatamente, però, il video originale è in rete e ciascuno, ascoltandolo, può farsene un'idea.
La Boccassini in sostanza,tracciando un parallelismo tra la mafia siciliana anni '80-'90 e questa 'ndrangheta, evidenziava la differenza del pregiudizio politico che avevano i primi (anticomunisti al punto da vedere un complotto della Magistratura politicizzata nel maxiprocesso) rispetto all'unico ideale del profitto, da perseguire con qualsiasi strumento (e quindi appoggiando qualunque partito), dei secondi.
L'eventuale biunivocità di questo legame (e quindi la ricettività dei partiti a queste ingerenze) è tutt'altro discorso. :wink
Ho letto Gazzetta del Sud e qualche altro articolo online a riguardo e, stando a quanto dici, ne esce una lettura distorta rispetto a quanto voleva affermare la Boccassini.
Ora spulcio un po' in rete e provo ad ascoltare il video originale. :wink

Sicuramente è come affermi, ossia che generalizzando non si fa altro che facilitare nella mimetizzazione, ma io mi domando: il povero cittadino, che magari ha anche difficoltà ad informarsi adeguatamente o non ha chissà quale enorme capacità di vedere oltre e di leggere le mille sfumature che questa realtà gli pone davanti, come magari riesci a fare tu, io o pincopallo, come può superare l'ostacolo della X posta nella casella "corretta" una volta trovatosi all'interno della cabina elettorale?
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UnicaPassione ha scritto: Ho letto Gazzetta del Sud e qualche altro articolo online a riguardo e, stando a quanto dici, ne esce una lettura distorta rispetto a quanto voleva affermare la Boccassini.
Ora spulcio un po' in rete e provo ad ascoltare il video originale. :wink

Sicuramente è come affermi, ossia che generalizzando non si fa altro che facilitare nella mimetizzazione, ma io mi domando: il povero cittadino, che magari ha anche difficoltà ad informarsi adeguatamente o non ha chissà quale enorme capacità di vedere oltre e di leggere le mille sfumature che questa realtà gli pone davanti, come magari riesci a fare tu, io o pincopallo, come può superare l'ostacolo della X posta nella casella "corretta" una volta trovatosi all'interno della cabina elettorale?
Un estratto della conferenza lo trovi, ad esempio, qui:

http://www.mediapason.it/milanow/videoD ... 8b9aae80a3" onclick="window.open(this.href);return false;

Per il resto, è sicuramente vero quanto dici Tu nel primo post cui ho risposto: è necessario che questa città riprenda a volersi bene e rispettarsi, e che si renda conto che la via più comoda e più breve, quella del cugno e del comparato, è piena di parcheggi in doppia fila, e porta alla ghettizzazione ed al disfacimento socio-culturale. E' tutto un circolo vizioso, e non c'è dubbio che lo sfascio politico dei giorni nostri sia causa ed effetto della logica deviata di questa città marcia.
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peas! ha scritto:
Un estratto della conferenza lo trovi, ad esempio, qui:

http://www.mediapason.it/milanow/videoD ... 8b9aae80a3" onclick="window.open(this.href);return false;

Per il resto, è sicuramente vero quanto dici Tu nel primo post cui ho risposto: è necessario che questa città riprenda a volersi bene e rispettarsi, e che si renda conto che la via più comoda e più breve, quella del cugno e del comparato, è piena di parcheggi in doppia fila, e porta alla ghettizzazione ed al disfacimento socio-culturale. E' tutto un circolo vizioso, e non c'è dubbio che lo sfascio politico dei giorni nostri sia causa ed effetto della logica deviata di questa città marcia.

Grazie p! :thumright


Esatto, responsabilizzazione personale. Ognuno deve responsabilizzarsi ed iniziare a capire che ogni suo piccolo gesto si ripercuote nel bene o nel male nella società che lo circonda.

C'è chi poi, a 22 anni, rifiuta un posto alla Regione perchè schifato da atteggiamenti mafiosi di alcuni consiglieri regionali e decide di andare a farsi il culo in giro per l'Italia e per il mondo e chi invece abbassa la testa e accetta certe porcherie.

E quasi quasi, il secondo passa per paladino, mentre il primo viene visto come un disertore della patria. :???:


:salut
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mah ...io veramente vi leggo e non capisco, alcuni di voi parlano come se molte delle cose accadute in questi giorni accadono solo a Reggio Calabria .... ho appena finito di leggere l'intero dossier di Repubblica nell' altro topic , in realtà sta solo venendo fuori lo schifo e io sono fiera di provenire da un posto dove la merda viene a galla finalmente e non rimane nascosta e mascherata di legalità come in altri posti di Italia .... è vero siamo andati via e una cosa in più che abbiamo rispetto a chi è rimasto è di aver visto la differenza ...ma c'è differenza e differenza ...non è tutto oro quel che luccica .... io nonostante vado per il mio terzo anno in terra straniera :mrgreen: mi volto sempre indietro e torno a Casa mia volentieri nonostante tutto e qui dove vivo chi mi tocca la mia terra e la mia gente i sonori vaffa che partono sono all'ordine del giorno .... e che ben venga un pò di pulizia almeno giù da noi !!!!
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Lixia ha scritto:mah ...io veramente vi leggo e non capisco, alcuni di voi parlano come se molte delle cose accadute in questi giorni accadono solo a Reggio Calabria .... ho appena finito di leggere l'intero dossier di Repubblica nell' altro topic , in realtà sta solo venendo fuori lo schifo e io sono fiera di provenire da un posto dove la merda viene a galla finalmente e non rimane nascosta e mascherata di legalità come in altri posti di Italia .... è vero siamo andati via e una cosa in più che abbiamo rispetto a chi è rimasto è di aver visto la differenza ...ma c'è differenza e differenza ...non è tutto oro quel che luccica .... io nonostante vado per il mio terzo anno in terra straniera :mrgreen: mi volto sempre indietro e torno a Casa mia volentieri nonostante tutto e qui dove vivo chi mi tocca la mia terra e la mia gente i sonori vaffa che partono sono all'ordine del giorno .... e che ben venga un pò di pulizia almeno giù da noi !!!!

Lix, un po' mi sorprende il tuo intervento.

Ti domando: Ma la mafia e la ndrangheta chi l'ha portata a Milano, in Lombardia, in Liguria, in Piemonte, in Emilia, in Umbria? E' arrivata cosi per grazia divina o è partita dal basso?

Ti domando ancora: Ma in Trentino, su dieci imprese (dal lattaio al concessionario di automobili) quante sono colluse con la mafia o con la ndrangheta? Ed in Calabria? Riusciresti ad affermare con certezza che le percentuali di infiltrazioni mafiose sono identiche tra Calabria-Sicilia-Campania e resto d'Italia?

Non tutto è oro quel che luccica, ci mancherebbe, ma qui non si sta facendo la gara a chi è più bello o brutto, è questo quello che tocca capire.
Qui si deve prendere coscienza che c'è un cancro e che questo cancro sta contagiando anche le restanti parti sane del corpo.


Ma hai letto perchè hanno arrestato il giudice Giglio?
Un giudice, figura di potere, che per avere dei favori e dei miglioramenti professionali, si rivolgeva a clan mafiosi?
Hai idea di che potere può avere un clan mafioso se è in grado di spostare e "sistemare" un giudice o suoi parenti in ambito di Tribunali, Aziende Ospedaliere e altre sistemazioni di livello?

Ma non zanniamu figghioli...non facciamo i populisti!
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peas! ha scritto:
UnicaPassione ha scritto: Ho letto Gazzetta del Sud e qualche altro articolo online a riguardo e, stando a quanto dici, ne esce una lettura distorta rispetto a quanto voleva affermare la Boccassini.
Ora spulcio un po' in rete e provo ad ascoltare il video originale. :wink

Sicuramente è come affermi, ossia che generalizzando non si fa altro che facilitare nella mimetizzazione, ma io mi domando: il povero cittadino, che magari ha anche difficoltà ad informarsi adeguatamente o non ha chissà quale enorme capacità di vedere oltre e di leggere le mille sfumature che questa realtà gli pone davanti, come magari riesci a fare tu, io o pincopallo, come può superare l'ostacolo della X posta nella casella "corretta" una volta trovatosi all'interno della cabina elettorale?
Un estratto della conferenza lo trovi, ad esempio, qui:

http://www.mediapason.it/milanow/videoD ... 8b9aae80a3" onclick="window.open(this.href);return false;

Per il resto, è sicuramente vero quanto dici Tu nel primo post cui ho risposto: è necessario che questa città riprenda a volersi bene e rispettarsi, e che si renda conto che la via più comoda e più breve, quella del cugno e del comparato, è piena di parcheggi in doppia fila, e porta alla ghettizzazione ed al disfacimento socio-culturale. E' tutto un circolo vizioso, e non c'è dubbio che lo sfascio politico dei giorni nostri sia causa ed effetto della logica deviata di questa città marcia.
Quello che mi è parso più grave nell'intervento della Boccassini è quanto riporta, molto bene, Giusva qua, ed è ciò che a questo "giro di valzer" mi ha sorpreso, se così si può dire.

http://www.strill.it/index.php?option=c ... &id=114603" onclick="window.open(this.href);return false;

Boccassini e il territorio ostile. Figlio dell'impunità
Venerdì 02 Dicembre 2011 12:17

di Giusva Branca - Più delle risultanze, gravissime, delle indagini condotte sull'asse Milano - Reggio Calabria, un paio di affermazioni, taglienti come lame, di Ilda Boccassini in conferenza stampa meritano attenzione per ciò che rappresentano, nel presente e nel futuro, e per la loro genesi.
Boccassini ha chiaramente affermato che le situazioni di contiguità istituzionali alle cosche non sono così sporadiche per come può sembrare, annunciando, sul tema,.una sorta di “work in progress“ non necessariamente focalizzato sulla Calabria, con grande (finta) sorpresa di qualche giornalista meneghino.
Sulla Calabria, comunque, il Procuratore Aggiunto di Milano è stata chiarissima: “Abbiamo lavorato con grande profitto in territorio ostile”.Il concetto di “territorio ostile” Boccassini lo ha ripetuto due volte, sottolineandolo, con pause e mimica inequivocabili.
Quello che Boccassini non ha detto – per rimarcare il concetto - è che, ad esempio, i suoi uomini, proprio per non incontrare difficoltà ulteriori sul territorio “ostile”, hanno dimorato più volte al di là dello Stretto.
Ma, sul concetto di ostilità territoriale, è opportuno soffermarsi: dietro queste due parole utilizzate da Boccassini si cela un concetto ben più esteso e grave di quanto non si possa, prima facie, percepire.
L’ostilità del territorio nasce proprio dal peccato originale del territorio stesso, da quella melassa che lo caratterizza e che lo unisce trasversalmente.
Quando Boccassini parla di ostilità ben difficilmente si riferisce alla gente comune, ben più chiaramente, invece, parla proprio di una commistione che da anni garantisce impunità. Quella melassa impunita che avvolge da anni salotti più o meno buoni di Reggio e zone collegate giovandosi di legami personali intrecciatisi negli anni all’ombra di cene, frequentazione di clubs, di stadi, di salotti.

Questo stato di cose, ben noto a tutti, è stato agevolato – o nella migliore delle ipotesi non ostacolato – da uno straordinario immobilismo dell’ordine giudiziario che nei decenni ha lasciato che sui luoghi si sviluppasse dall’inizio alla fine più di una carriera professionali che, fatalmente – la carne è debole, si sa – si è, più di una volta, intrecciata con interessi – di affari o carriere – personali, familiari o amicali.
Sarebbe altamente interessante verificare, ad esempio, che tipo di percorsi professionali hanno alle spalle alcune delle mogli di magistrati che da decenni operano in questa città, che tipo di cointeressenze in affari hanno parenti di altri, che genere di scalate politiche o professionali hanno compiuto altri ancora.
E questa, che riguarda la magistratura, è – ovviamente – solo l’analisi più fragorosa, ma l’ostilità del territorio scaturisce, evidentemente, da un dato di contesto che, ancora una volta, emerge dalle carte processuali, superando per gravità – addirittura – i pur gravissimi riscontri relativi ai fatti-reati addebitati ai singoli.

Il contesto che viene fuori leggendo con attenzione le carte dell’inchiesta è quello di un sistema blindatissimo, quindi come dice Boccassini, ostile, perché “presidiato” da figure professionali che coprono praticamente tutti i settori della società civile locale.
Il nostro compito è, tra gli altri, quello di mettere assieme pezzi, apparentemente scollegati di un puzzle gigantesco.
Ed allora, con uno sforzo di memoria davvero minimo, non facciamo fatica a ricordare che solo negli ultimi anni le indagini hanno visto – sul piano di contesto, frequentazioni e torbidi piani – coinvolte figure di primo piano cittadino che rappresentano i mondi di tutte le professioni (avvocati, medici, architetti), la politica, la burocrazia che spesso trasforma dirigenti e funzionari in sacerdoti di indicibili riti, le Forze dell’Ordine, la magistratura, financo la Chiesa.
E se il quadro è questo, di grazia, ci si dica come si fa a dar torto alla Boccassini quando si pone il problema della ostilità del territorio.
La città di Reggio Calabria è più marcia di quanto anche i più pessimisti non credano. Non è, probabilmente, una questione numerica (o,almeno, non solo), ma di “occupazione” di postazioni di potere, laddove – come sempre e secondo un clichè visto e rivisto ormai su scala nazionale – troppo spesso gli spettatori diretti di malaffare, vicende torbide e losche, in realtà, sotto sotto ma non troppo, ambiscono a entrare a corte anche loro.
Sono pochissimi coloro i quali, ad alti livelli, hanno la personalità ed il rigore morale per chiamarsi fuori da sistemi nei quali, pur non essendo direttamente coinvolti, il malaffare abbonda sotto i loro occhi.
Ma questo “sentire” collettivo trova fondamento anche nella impunità storica della quale, per decenni, in Calabria e soprattutto a Reggio, hanno goduto protagonisti della scena pubblica e delle nefandezze private (nel senso di non rese note).
La storia del diritto lo insegna: se al precetto non si accompagna la sanzione che sia di fatto eseguita almeno in un numero minimo di circostanze la percezione dell’illecito si abbassa sempre più.
E quando questa va sottoterra il gioco è fatto e il sistema riesce a blindarsi creando quelle barriere difensive su tutti i fronti che generano l’ostilità alla quella si riferiva Ilda Boccassini.
In questo quadro a tinte più che fosche solo uno stupido può meravigliarsi del fatto che il malaffare coinvolga rappresentanti istituzionali.
Il paradosso è che il sistema si serve delle cosche almeno quanto le cosche si servono del sistema, la permeabilità - anzi piena ricettività – del quale (quella stessa che a Milano cominciano a sperimentare) crea un circolo vizioso di portata dirompente che fiacca le difese immunitarie della società rendendola vulnerabilissima proprio perché esattamente chi (o una parte di chi) dovrebbe vigilare è il primo, per interesse personale, ad aprire le porte al nemico.
In una parola questa si chiama corruzione, di costumi prima che di doveri.
E una società corrotta nell’anima ben difficilmente potrà opporsi a chi la corruzione la pratica.
Proverà sempre a fargli l’occhiolino.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto: Il paradosso è che il sistema si serve delle cosche almeno quanto le cosche si servono del sistema, la permeabilità - anzi piena ricettività – del quale (quella stessa che a Milano cominciano a sperimentare) crea un circolo vizioso di portata dirompente che fiacca le difese immunitarie della società rendendola vulnerabilissima proprio perché esattamente chi (o una parte di chi) dovrebbe vigilare è il primo, per interesse personale, ad aprire le porte al nemico.
In una parola questa si chiama corruzione, di costumi prima che di doveri.
E una società corrotta nell’anima ben difficilmente potrà opporsi a chi la corruzione la pratica.
Proverà sempre a fargli l’occhiolino.

Riporto quest'ultimo stralcio dell'articolo di Giusva che trovo impeccabile.

Questa chiusura d'articolo andrebbe copiata, stampata ed incollata in ogni singola via della città e della provincia.

Il grassetto semplifica in bello stile quello che era il mio pensiero riguardo l'inutilità del voto a queste latitudini. :salut
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UnicaPassione ha scritto:
Mariotta ha scritto:

Up come dice bene Motociclista qui il problema è più ampio. E forse troppo vasto ormai. Se vai su strill trovi l'articolo di Giusva sulle considerazioni della Boccassini su un territorio ostile, che non è riferito solo ad un porco, come lo chiami tu.
Qui è una marea nera che sommerge quelli che cercano di vivere civilmente. E che hanno un solo strumento possibile oltre gli sforzi che fanno giornalmente. Il voto.
E sul voto ho già detto in passato quello che penso. E che continuo a pensare.

Leggendo altri quotidiani stamattina, ho avuto modo di capire che menti eccellenti nel campo dell'investigazione antimafia hanno capito che la ndrangheta è trasversale, ossia che politicamente parlando ci sono mele marce ovunque, da destra a sinistra. Scoperta dell'acqua calda, aggiungerei.

Il problema è che oltre alla politica, stanno uscendo fuori anche figure rilevanti, figure di spessore, figure che dovrebbero garantire giustizia, equità, correttezza ed il rispetto delle regole. Giudici, agenti di pubblica sicurezza, finanzieri.
Siamo praticamente di fronte ad una situazione paradossale.

Non è la politica che risolve le cose. Non sarà il voto a cambiare le situazioni.
E' la mentalità da paese sottosviluppato (avete letto bene, ho detto sottosviluppato, perchè è questo quello che è Reggio Calabria...) che deve smettere di esserci.
La mentalità del "mindifuttu". La mentalità del "haiu a machina cchiù rossa allura pozzu passari pe prima". La mentalità del "luntanu ru me bizzolu".
E la si cambia prendendo coscienza della realtà in cui si vive. Uscendo fuori, vedendo le altre realtà, trovando le differenze e provando ad importare le cose positive.
Il punto è, e parlo per mia esperienza diretta, che se proponi cose innovative, positive, magari viste altrove, e fai notare le cose palesemente negative che si sono ormai incancrenite nella realtà reggina, passi per quello che non ama la propria città natìa, passi per quello vuole fare il "nordico", passi per quello che sputa nel piatto in cui ha mangiato.
Palesi sono certe risposte che leggo qui dentro, in un forum di reggini.

Ma voi reggini, quelli purosangue, quelli che rimangono fermi nella "loro" terra amata, CHE CAZZO STATE FACENDO DI BUONO PER MIGLIORARE LA TERRA CHE AMATE, ME LO SPIEGATE??


Qualcuno diceva quindi che per poter vivere a Reggio Calabria si deve sopraffare l'altro, come se fosse una foresta, una giungla.

La giungla, se impari a rispettarla, a viverla senza arrampicarti sulle liane, potrebbe diventare un eden. Potrebbe.
Questo non è assolutamente vero.
Eleggi una classe dirigente seria,competenza,integra sul piano morale,e poi vedi se le cose cambiano o no.
Negli altri Paesi d'Europa c'è una situazione sia politica che morale,nettamente diversamente dalla nostra,perché hanno una classe dirigente che si interessa del bene comune,dove la fedina penale pulita è una regola e non un eccezione,e dove il merito è un elemento necessario e non accidentale per accedere alle cariche pubbliche.
Incominciano a dare il voto a politici onesti e preparati,anziché ai soliti noti,e poi vediamo se la nostra realtà cambia o meno.
E non venite a dirmi che sono tutti uguali,io sono il primo ad essere nauseato dalla politica attuale,però devo riconoscere che se alle regionali e alle comunali scorse avessero vinto: Callipo e Canale,ci sarebbe stata una netta inversione di rotta,e su questo ci metto due mani sul fuoco.
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
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UnicaPassione ha scritto:
peas! ha scritto:
Un estratto della conferenza lo trovi, ad esempio, qui:

http://www.mediapason.it/milanow/videoD ... 8b9aae80a3" onclick="window.open(this.href);return false;

Per il resto, è sicuramente vero quanto dici Tu nel primo post cui ho risposto: è necessario che questa città riprenda a volersi bene e rispettarsi, e che si renda conto che la via più comoda e più breve, quella del cugno e del comparato, è piena di parcheggi in doppia fila, e porta alla ghettizzazione ed al disfacimento socio-culturale. E' tutto un circolo vizioso, e non c'è dubbio che lo sfascio politico dei giorni nostri sia causa ed effetto della logica deviata di questa città marcia.

Grazie p! :thumright


Esatto, responsabilizzazione personale. Ognuno deve responsabilizzarsi ed iniziare a capire che ogni suo piccolo gesto si ripercuote nel bene o nel male nella società che lo circonda.

C'è chi poi, a 22 anni, rifiuta un posto alla Regione perchè schifato da atteggiamenti mafiosi di alcuni consiglieri regionali e decide di andare a farsi il culo in giro per l'Italia e per il mondo e chi invece abbassa la testa e accetta certe porcherie.

E quasi quasi, il secondo passa per paladino, mentre il primo viene visto come un disertore della patria. :???:


:salut
Su questo sono d'accordo con te.
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reggino ha scritto:
Questo non è assolutamente vero.
Eleggi una classe dirigente seria,competenza,integra sul piano morale,e poi vedi se le cose cambiano o no.
Negli altri Paesi d'Europa c'è una situazione sia politica che morale,nettamente diversamente dalla nostra,perché hanno una classe dirigente che si interessa del bene comune,dove la fedina penale pulita è una regola e non un eccezione,e dove il merito è un elemento necessario e non accidentale per accedere alle cariche pubbliche.
Incominciano a dare il voto a politici onesti e preparati,anziché ai soliti noti,e poi vediamo se la nostra realtà cambia o meno.
E non venite a dirmi che sono tutti uguali,io sono il primo ad essere nauseato dalla politica attuale,però devo riconoscere che se alle regionali e alle comunali scorse avessero vinto: Callipo e Canale,ci sarebbe stata una netta inversione di rotta,e su questo ci metto due mani sul fuoco.
Reggino, forse non ci stiamo rendendo conto di quanto sia radicata la cultura del malaffare nel nostro territorio.
Il termine "ostile" della Boccassini riecheggia nelle mie orecchie e mi sta facendo riflettere su molte circostanze che riguardano tutto ciò che ci circonda.
Callipo o Canale o Tizio o Caio non bastano.
Non può essere una singola forza a sconfiggere questo cancro. Forse non ce lo stiamo ficcando nella zucca questo concetto.

Concordo sul fatto che la classe dirigente debba avere la fedina penale pulita, ma avresti mai pensato che Giudici, Avvocati, Finanzieri, Agenti di Polizia potessero essere cosi infiltrati nel malaffare?
Un giudice, ragazzi, stiamo parlando di un giudice... :???:
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ciesse
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UnicaPassione ha scritto:
reggino ha scritto:
Questo non è assolutamente vero.
Eleggi una classe dirigente seria,competenza,integra sul piano morale,e poi vedi se le cose cambiano o no.
Negli altri Paesi d'Europa c'è una situazione sia politica che morale,nettamente diversamente dalla nostra,perché hanno una classe dirigente che si interessa del bene comune,dove la fedina penale pulita è una regola e non un eccezione,e dove il merito è un elemento necessario e non accidentale per accedere alle cariche pubbliche.
Incominciano a dare il voto a politici onesti e preparati,anziché ai soliti noti,e poi vediamo se la nostra realtà cambia o meno.
E non venite a dirmi che sono tutti uguali,io sono il primo ad essere nauseato dalla politica attuale,però devo riconoscere che se alle regionali e alle comunali scorse avessero vinto: Callipo e Canale,ci sarebbe stata una netta inversione di rotta,e su questo ci metto due mani sul fuoco.
Reggino, forse non ci stiamo rendendo conto di quanto sia radicata la cultura del malaffare nel nostro territorio.
Il termine "ostile" della Boccassini riecheggia nelle mie orecchie e mi sta facendo riflettere su molte circostanze che riguardano tutto ciò che ci circonda.
Callipo o Canale o Tizio o Caio non bastano.
Non può essere una singola forza a sconfiggere questo cancro. Forse non ce lo stiamo ficcando nella zucca questo concetto.

Concordo sul fatto che la classe dirigente debba avere la fedina penale pulita, ma avresti mai pensato che Giudici, Avvocati, Finanzieri, Agenti di Polizia potessero essere cosi infiltrati nel malaffare?
Un giudice, ragazzi, stiamo parlando di un giudice... :???:
Ho sempre pensato che un magistrato NON dovrebbe esercitare nella città dove è nato e cresciuto, soprattutto se l'ambiente è impregnato di mentalità mafiosa basato sui doveri "di famiglia" come è nel caso nostro e gran parte del sud.
:)
reggino
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UnicaPassione ha scritto:[quote

Reggino, forse non ci stiamo rendendo conto di quanto sia radicata la cultura del malaffare nel nostro territorio.
Il termine "ostile" della Boccassini riecheggia nelle mie orecchie e mi sta facendo riflettere su molte circostanze che riguardano tutto ciò che ci circonda.
Callipo o Canale o Tizio o Caio non bastano.
Non può essere una singola forza a sconfiggere questo cancro. Forse non ce lo stiamo ficcando nella zucca questo concetto.

Concordo sul fatto che la classe dirigente debba avere la fedina penale pulita, ma avresti mai pensato che Giudici, Avvocati, Finanzieri, Agenti di Polizia potessero essere cosi infiltrati nel malaffare?
Un giudice, ragazzi, stiamo parlando di un giudice... :???:


Ma hai perfettamente ragione,su questo non ti dò assolutamente torto.
Però che facciamo? siccome il male è esteso,radicato,duro come una corazza,rinunciamo a combatterlo?io penso che un modo per contrastare il crimine organizzato,è quello di fargli perdere consenso sociale,come?intanto cambiando mentalità,e coltivando valori come l'onestà e il rispetto nei confronti del prossimo,e di votare alle urne politici che anzichè essere collusi col crimine organizzato,lo contrastano a viso aperto.
Ma vedi che un politico che lotta la mafia,non trasmette solo un grande valore politico e sociale,ma anche pedagogico.
Uno studente che ha come docente uno con grandi qualità morali oltre che professionali,avrà dei benefici legati all'educazione e alla preparazione,superiori a quell'alunno che ha come professore un analfabeta che non sa cosa sia il rispetto nei confronti del prossimo(e ce ne sono tanti,un esempio è quella prof che non voleva che il cane di una ragazza non vedente entrasse in aula).
Magari forse questo non basterà per migliorare la nostra città,però è un bel segnale...
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
doddi
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ciesse ha scritto:
UnicaPassione ha scritto:
reggino ha scritto:
Questo non è assolutamente vero.
Eleggi una classe dirigente seria,competenza,integra sul piano morale,e poi vedi se le cose cambiano o no.
Negli altri Paesi d'Europa c'è una situazione sia politica che morale,nettamente diversamente dalla nostra,perché hanno una classe dirigente che si interessa del bene comune,dove la fedina penale pulita è una regola e non un eccezione,e dove il merito è un elemento necessario e non accidentale per accedere alle cariche pubbliche.
Incominciano a dare il voto a politici onesti e preparati,anziché ai soliti noti,e poi vediamo se la nostra realtà cambia o meno.
E non venite a dirmi che sono tutti uguali,io sono il primo ad essere nauseato dalla politica attuale,però devo riconoscere che se alle regionali e alle comunali scorse avessero vinto: Callipo e Canale,ci sarebbe stata una netta inversione di rotta,e su questo ci metto due mani sul fuoco.
Reggino, forse non ci stiamo rendendo conto di quanto sia radicata la cultura del malaffare nel nostro territorio.
Il termine "ostile" della Boccassini riecheggia nelle mie orecchie e mi sta facendo riflettere su molte circostanze che riguardano tutto ciò che ci circonda.
Callipo o Canale o Tizio o Caio non bastano.
Non può essere una singola forza a sconfiggere questo cancro. Forse non ce lo stiamo ficcando nella zucca questo concetto.

Concordo sul fatto che la classe dirigente debba avere la fedina penale pulita, ma avresti mai pensato che Giudici, Avvocati, Finanzieri, Agenti di Polizia potessero essere cosi infiltrati nel malaffare?
Un giudice, ragazzi, stiamo parlando di un giudice... :???:
Ho sempre pensato che un magistrato NON dovrebbe esercitare nella città dove è nato e cresciuto, soprattutto se l'ambiente è impregnato di mentalità mafiosa basato sui doveri "di famiglia" come è nel caso nostro e gran parte del sud.
:)
Se un magistrato non può esercitare nella città in cui è nato e cresciuto io penso che sarebbe addirittura preferibile che non faccia il magistrato, il poliziotto o il carabiniere.
Dipende dall'uomo e dalla sua onestà ed etica, se pensiamo all'occasione che fà l'uomo ladro siamo a mare.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
reggino
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Località: l'isola che non c'è

ciesse ha scritto:[quote=

Concordo sul fatto che la classe dirigente debba avere la fedina penale pulita, ma avresti mai pensato che Giudici, Avvocati, Finanzieri, Agenti di Polizia potessero essere cosi infiltrati nel malaffare?
Un giudice, ragazzi, stiamo parlando di un giudice... :???:
Ho sempre pensato che un magistrato NON dovrebbe esercitare nella città dove è nato e cresciuto, soprattutto se l'ambiente è impregnato di mentalità mafiosa basato sui doveri "di famiglia" come è nel caso nostro e gran parte del sud.
:)[/quote]

Vabbè fosse così a Reggio non avremmo un ottimo magistrato come Gratteri,e Palermo non avrebbe Ingroia.
Ora non generalizziamo dai...
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
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