Le novità per il lavoro dipendente

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io2
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Oggi come oggi le aziende non assumono a tempo indeterminato perché si ritrovano con l'impossibilità di licenziare dopo quindi preferiscono i contratti a termine.
Facilitando un po' la cosa credo che molti dei contratti a termine attuali verranno convertiti in indeterminato stabilizzando un bel po' di lavoratori.
L'importante non è vincere ma partecipare, con onore, alla sconfitta dell'avversario.
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Oggi come oggi le aziende il contratto non lo fanno nemmeno per 3 mesi perchè non hanno soldi.
"Preferisco che ci si abbracci quando si fa gol, evitando certe cose."
UnVeroTifoso
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io2 ha scritto:Oggi come oggi le aziende non assumono a tempo indeterminato perché si ritrovano con l'impossibilità di licenziare dopo quindi preferiscono i contratti a termine.
Facilitando un po' la cosa credo che molti dei contratti a termine attuali verranno convertiti in indeterminato stabilizzando un bel po' di lavoratori.
Più che altro si precarizzano tutti...
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
Ccà non crisci chi erba, erba, erba"
(Nicola Giunta)
reggino
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onlyamaranto ha scritto:Mi domando dova siano finiti gli intenti tanto strombazzati da questo governo per operare risparmi veri, invece di andare a colpire la facilità di licenziamento e l'innalzamento dell'età pensionabile;
dov'è finita l'abolizione delle province?
e la diminuzione del numero dei parlamentari?
e i privilegi economici della casta dei parlamentari? non mi risulta che siano stati toccati!

Tutte buffonate, una maniata di buffoni
Che tra l'altro non serve a nulla,tutti gli imprenditori a partire dalla Marcegaglia per finire a Della Valle,si sono espressi in modo contrario all'abolizione dell'art 18 dello statuto dei lavoratori.
Per non parlare dei sindacati-anche quelli gialli-e dei politici di destra come:Casini,Fini,Bocchino,Renzi,che hanno espresso parole dure nei confronti di questa misura che il governo si è impegnato con l'ue ad adottare.
Per rendere le imprese competitive basterebbe ridurre drasticamente la burocrazia e diminuire la tasse.
E' quello che hanno sempre chiesto tutti gli imprenditori-grandi,piccoli,medio piccoli-a questo governo,e che questo governo non ha fatto,pur essendosi impegnato per vent'anni a fare questo(di liberale in questi due decenni non c'è stato nulla).
Ma penso che alla fine non se ne farà nulla,come non si è fatto nulla sulle pensioni,sulle liberalizzioni e sulle privatizzazioni.
Per il semplice fatto che non c'è una maggioranza,o meglio c'è solo quando si tratta di salvare i propri privilegi e le proprie poltrone.
E in questo modo non si può governare un Paese.
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
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reggino ha scritto:
onlyamaranto ha scritto:Mi domando dova siano finiti gli intenti tanto strombazzati da questo governo per operare risparmi veri, invece di andare a colpire la facilità di licenziamento e l'innalzamento dell'età pensionabile;
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Ma penso che alla fine non se ne farà nulla,come non si è fatto nulla sulle pensioni,sulle liberalizzioni e sulle privatizzazioni.
Per il semplice fatto che non c'è una maggioranza,o meglio c'è solo quando si tratta di salvare i propri privilegi e le proprie poltrone.
E in questo modo non si può governare un Paese.
Le interviste rilasciate dalla Marcegaglia ieri lasciavano ben trasparire apprezzamento per le novità proposte, e non potrebbe essere altrimenti.

Tasse: ma con una crescita quasi nulla dell'economia, impossibilità di giocare su maggiori aumenti del debito, e spese sempre maggiori per il pagamento degli interessi come si può pensare a rdurre qualsiasi tipo di tassazione?... Solo per la cassa integrazione si sono spesi 32 miliardi di euro. Una manovra sostanziosa in pratica.
Forse non è chiaro che le tasse saranno destinate ad aumentare, e con la capitalizzazione obbligata per le banche si andrà incontro, quasi inevitabilmente, ad un credit crunch con relativi effetti a cascata per imprese e famiglie.
E' và da sè che essendo la leva delle entrate oramai spinta all'inverosimile, su ciò che è noto, si deve agire sulle altre due, taglio ulteriore delle spese e recupero del sommerso ad ogni livello. E quest'ultima, come ben sai, non è quantificabile oggettivamente ma può essere solo frutto di stime e del lavoro svolto dagli organi deputati, per cui incertezza sulle quantità e sui tempi del recupero.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Forse c'è un po' di confusione.
La proposta non abolirebbe l'articolo 18.
Attualmente in caso di licenziamento non giusto l'azienda era condannata al reintegro del lavoratore.
Dopo la riforma, se verrà approvata, in caso di licenziamento non giusto per motivi economici l'azienda viene condannata con un risarcimento danni al lavoratore mentre per gli altri motivi resta il reintegro.
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doddi ha scritto:
reggino ha scritto:
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Per rendere le imprese competitive basterebbe ridurre drasticamente la burocrazia e diminuire la tasse.
E' quello che hanno sempre chiesto tutti gli imprenditori-grandi,piccoli,medio piccoli-a questo governo,e che questo governo non ha fatto,pur essendosi impegnato per vent'anni a fare questo(di liberale in questi due decenni non c'è stato nulla).
Ma penso che alla fine non se ne farà nulla,come non si è fatto nulla sulle pensioni,sulle liberalizzioni e sulle privatizzazioni.
Per il semplice fatto che non c'è una maggioranza,o meglio c'è solo quando si tratta di salvare i propri privilegi e le proprie poltrone.
E in questo modo non si può governare un Paese.
Le interviste rilasciate dalla Marcegaglia ieri lasciavano ben trasparire apprezzamento per le novità proposte, e non potrebbe essere altrimenti.

Tasse: ma con una crescita quasi nulla dell'economia, impossibilità di giocare su maggiori aumenti del debito, e spese sempre maggiori per il pagamento degli interessi come si può pensare a rdurre qualsiasi tipo di tassazione?... Solo per la cassa integrazione si sono spesi 32 miliardi di euro. Una manovra sostanziosa in pratica.
Forse non è chiaro che le tasse saranno destinate ad aumentare, e con la capitalizzazione obbligata per le banche si andrà incontro, quasi inevitabilmente, ad un credit crunch con relativi effetti a cascata per imprese e famiglie.
E' và da sè che essendo la leva delle entrate oramai spinta all'inverosimile, su ciò che è noto, si deve agire sulle altre due, taglio ulteriore delle spese e recupero del sommerso ad ogni livello. E quest'ultima, come ben sai, non è quantificabile oggettivamente ma può essere solo frutto di stime e del lavoro svolto dagli organi deputati, per cui incertezza sulle quantità e sui tempi del recupero.
no,la marcegaglia non solo si è detta contraria,ma ha anche firmato un accordo con i sindacati per non toccare l'art 18.
Di imprenditori a favore del licenziamento facile,c'è solo Marachionne,altri non ne ho visti.
Ultima modifica di reggino il 28/10/2011, 13:24, modificato 1 volta in totale.
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io2 ha scritto:Forse c'è un po' di confusione.
La proposta non abolirebbe l'articolo 18.
Attualmente in caso di licenziamento non giusto l'azienda era condannata al reintegro del lavoratore.
Dopo la riforma, se verrà approvata, in caso di licenziamento non giusto per motivi economici l'azienda viene condannata con un risarcimento danni al lavoratore mentre per gli altri motivi resta il reintegro.
diciamo che allora verrà toccato pesantemente.
Le strade da seguire stando a quello che dicono operai,imprenditori,politici(non peones) di destra e sinistra,per la crescità del nostro paese sono altre.
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UnVeroTifoso ha scritto:
io2 ha scritto:Oggi come oggi le aziende non assumono a tempo indeterminato perché si ritrovano con l'impossibilità di licenziare dopo quindi preferiscono i contratti a termine.
Facilitando un po' la cosa credo che molti dei contratti a termine attuali verranno convertiti in indeterminato stabilizzando un bel po' di lavoratori.
Più che altro si precarizzano tutti...
Parole sante! :salut si è già visto in che modo i contratti a progetto siano stati utilizzati dalle aziendelle italiane..
Cosa pretendi da un paese, che ha la forma di una scarpa? (cit.)
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io2 ha scritto:Forse c'è un po' di confusione.
La proposta non abolirebbe l'articolo 18.
Attualmente in caso di licenziamento non giusto l'azienda era condannata al reintegro del lavoratore.
Dopo la riforma, se verrà approvata, in caso di licenziamento non giusto per motivi economici l'azienda viene condannata con un risarcimento danni al lavoratore mentre per gli altri motivi resta il reintegro.
Basta leggere quanto riportato nella lettera e negli approfondimenti successivi.
La ratio è quella di dare flessibilità, ai dipendenti delle aziende private per cui se il lavoro cala o manca l'impresa può diminuire il numero deglo occupati.
Discorso diverso ed un pò più complesso per i dipendenti pubblici, con provvedimenti cui si vanno a toccare alcuni "privilegi" che i privati non hanno mai conosciuto. Comincia a venir meno la garanzia dello stato. Ed era ora aggiungo.

http://www3.lastampa.it/economia/sezion ... tp/426895/" onclick="window.open(this.href);return false;

Economia
28/10/2011 - LA CRISI, SCONTRO SUL LAVORO
Solo in Italia vincoli così rigidi
Tra le ipotesi sulle nuove norme c’è anche quella di applicare l’art. 18 solo alle aziende con più di 30 dipendenti

Gli scenari per allinearsi all'Europa: sostituire il reintegro con un indennizzo o ridimensionare l'art. 18
FRANCESCO SEMPRINI

ROMA
Licenziamenti facili? «Non in assoluto, li chiamerei licenziamenti più facili, ma con assunzioni più facili». La chiosa lessicale dell’avvocato Marcello Giustiniani inquadra in sintesi il problema dell’interruzione del rapporto di lavoro per motivi economici. Giuslavorista dello studio Bonelli, Erede e Pappalardo (tra l’altro ha curato la trattativa di buonuscita da Unicredit per conto di Alessandro Profumo), Giustiniani analizza gli scenari potenziali legati all’attuazione della riforma indicata nella lettera alla Ue.

«Per capire», spiega l’avvocato, bisogna tornare alla missiva inviata dalla Bce l’agosto scorso, nella quale si chiedeva all’Italia di poter derogare ai contratti nazionali e di introdurre una maggiore flessibilità nelle assunzioni e nei licenziamenti, con tutele parallele per i disoccupati. Il risultato finale non deve aver soddisfatto se adesso l’Europa è tornata a formulare una nuova richiesta. «Il messaggio di Bruxelles è chiaro: non è possibile delegare alla contrattazione», spiega l’avvocato.

Serve in sostanza una normativa che allinei l’Italia ai contesti internazionali. In Gran Bretagna, Francia e Germania è possibile il licenziamento per ragioni economiche ma con un preavviso rispettivamente da una a dodici settimane nel primo caso, di tre mesi nel secondo, e da uno a sette mesi per le aziende tedesche. Il principio di libertà di licenziamento è il cardine della legge americana che prevede eccezioni solo in caso di rischi per l’ordine pubblico, ma solo per alcuni Stati in caso di rescissione illegittima è previsto il risarcimento mentre il reintegro è contemplato solo in rarissimi casi.

E da noi cosa potrebbe succedere ora? Tre i possibili scenari, tanti quanti i disegni di legge in materia pendenti in Parlamento. Il primo è quello presentato l’11 novembre 2009 dal senatore Pietro Ichino. La formula è «Flex Security», che prende spunto dal sistema danese, e conferisce all’impresa il diritto di sostituire il reintegro in caso di licenziamento illegittimo con un’indennità economica, opzione che oggi è esercitabile solo dal lavoratore. Si esplica con sorta di maxisussidio che arriva al 90% della retribuzione al primo anno, 80% al secondo, e 70% al terzo, e scadenza variabile a seconda dell’anzianità di servizio.

«Questo - prosegue Giustiniani - è l’unico disegno che fornisce una risposta organica al problema». La seconda proposta è lo «Statuto dei lavori» presentato un anno fa dal ministro Maurizio Sacconi attraverso una legge delega che traccia linee guida per emanare decreti con finalità specifiche. Punta a «razionalizzare e semplificare riducendo almeno del 50% la normativa vigente, anche mediante abrogazione oltre a identificare un nucleo di principi universali applicabili a tutti i rapporti».

«Un intervento da guardia forestale - sferza l’avvocato - si prende l’accetta e di 10 piante ne lasciamo in piedi 5. Manca una disciplina analitica». Da poco tempo c’è un terzo «pdl», del radicale Marco Beltrandi, che propone di alzare la soglia di applicazione della reintegrazione dalla cosiddetta tutela reale da 15 a 30 dipendenti, numero entro il quale l’impresa può scegliere tra reintegro o indennità in caso di licenziamento illegittimo. «Così - dice l’avvocato - ci sarebbe un importante allargamento dell’ambito di applicazione di un regime più flessibile».

Dinanzi a questi scenari cosa potrebbe succedere? «Dipenderà molto dalla sorte del governo. Se sarà l’esecutivo in carica a decidere è difficile pensare che si parta da una proposta dell’opposizione, mentre la seconda ipotesi richiede una forza e un coraggio che ora mancano. La terza soluzione pur essendo minimale potrebbe essere quella che equilibra costibenefici anche perché l’opposizione delle parti sociali sarebbe più contenuta visto che le grandi imprese sarebbero esonerate da cambiamenti». Diverso lo scenario con un governo tecnico o di convergenze: «Si potrebbe persino provare a fondere le tre ipotesi in maniera organica».

Ma in ogni caso non ci sarà un ricarico sui conti pubblici? «Sì certo, ma è verosimile che nel caso in cui si rendesse più flessibile il trattamento in uscita e quindi il ricorso agli ammortizzatori, che peraltro già esistono, le aziende assumerebbero di più. È questa la scommessa: licenziamenti più facili ma assunzioni più facili».
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reggino ha scritto:
doddi ha scritto:
reggino ha scritto: Che tra l'altro non serve a nulla,tutti gli imprenditori a partire dalla Marcegaglia per finire a Della Valle,si sono espressi in modo contrario all'abolizione dell'art 18 dello statuto dei lavoratori.
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Tasse: ma con una crescita quasi nulla dell'economia, impossibilità di giocare su maggiori aumenti del debito, e spese sempre maggiori per il pagamento degli interessi come si può pensare a rdurre qualsiasi tipo di tassazione?... Solo per la cassa integrazione si sono spesi 32 miliardi di euro. Una manovra sostanziosa in pratica.
Forse non è chiaro che le tasse saranno destinate ad aumentare, e con la capitalizzazione obbligata per le banche si andrà incontro, quasi inevitabilmente, ad un credit crunch con relativi effetti a cascata per imprese e famiglie.
E' và da sè che essendo la leva delle entrate oramai spinta all'inverosimile, su ciò che è noto, si deve agire sulle altre due, taglio ulteriore delle spese e recupero del sommerso ad ogni livello. E quest'ultima, come ben sai, non è quantificabile oggettivamente ma può essere solo frutto di stime e del lavoro svolto dagli organi deputati, per cui incertezza sulle quantità e sui tempi del recupero.
no,la marcegaglia non solo si è detta contraria,ma ha anche firmato un accordo con i sindacati per non toccare l'art 18.
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La prima cosa che ho trovato su google, cmq io l'ho vista e sentita in tv

http://www.mainfatti.it/Emma-Marcegagli ... 535033.htm" onclick="window.open(this.href);return false;

Marcegaglia: licenziamenti facili? Ok, meno rigidità più flessibilità
Emma Marcegaglia da New York sembra essere entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, quella sui cosiddetti "licenziamenti facili", perché, spiega: "Bisogna eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità".
In mezzo a tanti scontenti c'è qualcuno che invece sembra essere molto soddisfatto della lettera inviata all'UE, dove il governo promette "una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". Oltre, naturalmente, a Silvio Berlusconi, che l'ha scritta, a giudicare positivamente la missiva indirizzata a Bruxelles è Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. E' "un passo nella giusta direzione" avrebbe detto la Marcegaglia da New York per la consegna del premio Gei Award 2011, perché avrebbe finalmente visto in questa lettera quegli "impegni chiari" e "una chiara road map per le riforme" più volte chiesti al governo. Emma Marcegaglia sembra inoltre particolarmente entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, visto che sottolinea che in Italia è giunto il momento di "eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità". E cosa c'è di meglio, pensa già qualcuno, di una bella norma già ribattezzata emblematicamente "licenziamenti facili"?

Iginio Santi
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Le intenzioni sono buone, però non possono assolutamente permettersi di fare queste riforme senza prima i tanto strombazzati tagli alla casta, altrimenti si rischia una deriva violenta come in Grecia.
reggino
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Marcegaglia: licenziamenti facili? Ok, meno rigidità più flessibilità
Emma Marcegaglia da New York sembra essere entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, quella sui cosiddetti "licenziamenti facili", perché, spiega: "Bisogna eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità".
In mezzo a tanti scontenti c'è qualcuno che invece sembra essere molto soddisfatto della lettera inviata all'UE, dove il governo promette "una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". Oltre, naturalmente, a Silvio Berlusconi, che l'ha scritta, a giudicare positivamente la missiva indirizzata a Bruxelles è Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. E' "un passo nella giusta direzione" avrebbe detto la Marcegaglia da New York per la consegna del premio Gei Award 2011, perché avrebbe finalmente visto in questa lettera quegli "impegni chiari" e "una chiara road map per le riforme" più volte chiesti al governo. Emma Marcegaglia sembra inoltre particolarmente entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, visto che sottolinea che in Italia è giunto il momento di "eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità". E cosa c'è di meglio, pensa già qualcuno, di una bella norma già ribattezzata emblematicamente "licenziamenti facili"?

Iginio Santi
Questa intervista sinceramente un pò mi spiazza,non l'avevo letta prima,ma confindustria non era contro l'art 8 dell'ultima manovra,o ricordo male??
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Marcegaglia: licenziamenti facili? Ok, meno rigidità più flessibilità
Emma Marcegaglia da New York sembra essere entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, quella sui cosiddetti "licenziamenti facili", perché, spiega: "Bisogna eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità".
In mezzo a tanti scontenti c'è qualcuno che invece sembra essere molto soddisfatto della lettera inviata all'UE, dove il governo promette "una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". Oltre, naturalmente, a Silvio Berlusconi, che l'ha scritta, a giudicare positivamente la missiva indirizzata a Bruxelles è Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. E' "un passo nella giusta direzione" avrebbe detto la Marcegaglia da New York per la consegna del premio Gei Award 2011, perché avrebbe finalmente visto in questa lettera quegli "impegni chiari" e "una chiara road map per le riforme" più volte chiesti al governo. Emma Marcegaglia sembra inoltre particolarmente entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, visto che sottolinea che in Italia è giunto il momento di "eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità". E cosa c'è di meglio, pensa già qualcuno, di una bella norma già ribattezzata emblematicamente "licenziamenti facili"?

Iginio Santi
Questa intervista sinceramente un pò mi spiazza,non l'avevo letta prima,ma confindustria non era contro l'art 8 dell'ultima manovra,o ricordo male??
Confindustria sà cosa è in grado di chiedere al mondo sindacale, così come il/i governo/i, e senza l'imprimatur e l'obbligo a fare da parte della UE e della BCE, nessuno si sarebbe mai sognato di mettere in programma qualcosa del genere. La chiave di volta stà tutta là.
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Marcegaglia: licenziamenti facili? Ok, meno rigidità più flessibilità
Emma Marcegaglia da New York sembra essere entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, quella sui cosiddetti "licenziamenti facili", perché, spiega: "Bisogna eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità".
In mezzo a tanti scontenti c'è qualcuno che invece sembra essere molto soddisfatto della lettera inviata all'UE, dove il governo promette "una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". Oltre, naturalmente, a Silvio Berlusconi, che l'ha scritta, a giudicare positivamente la missiva indirizzata a Bruxelles è Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. E' "un passo nella giusta direzione" avrebbe detto la Marcegaglia da New York per la consegna del premio Gei Award 2011, perché avrebbe finalmente visto in questa lettera quegli "impegni chiari" e "una chiara road map per le riforme" più volte chiesti al governo. Emma Marcegaglia sembra inoltre particolarmente entusiasta per l'annuncio di una prossima riforma del mercato del lavoro, visto che sottolinea che in Italia è giunto il momento di "eliminare tutte le rigidità per introdurre più flessibilità". E cosa c'è di meglio, pensa già qualcuno, di una bella norma già ribattezzata emblematicamente "licenziamenti facili"?

Iginio Santi
Questa intervista sinceramente un pò mi spiazza,non l'avevo letta prima,ma confindustria non era contro l'art 8 dell'ultima manovra,o ricordo male??
Confindustria sà cosa è in grado di chiedere al mondo sindacale, così come il/i governi, e senza l'imprimatur e l'obbligo a fare da parte della UE e della BCE, nessuno si sarebbe mai sognato di mettere in programma qualcosa del genere. La chiave di volta stà tutta là.
Sinceramente tutto questo è assurdo.Prima la Marcegaglia usa parole:forti,dure,pesanti,nei confronti dell'art 8 dell'ultima manovra finanziaria di questo governo,a tal punto da firmare un accordo con i sindacati per non toccare l'art 18 dello statuto dei lavoratori,facendo persino infuriare Marchionne,che a causa di ciò decide di andarsene da Confindustria,e ora se ne esce con queste dichiarazioni??se le piacciono i licenziamenti facili,poteva evitare tutto 'sto casino,no?
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doddi
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reggino ha scritto:
doddi ha scritto:
reggino ha scritto: Questa intervista sinceramente un pò mi spiazza,non l'avevo letta prima,ma confindustria non era contro l'art 8 dell'ultima manovra,o ricordo male??
Confindustria sà cosa è in grado di chiedere al mondo sindacale, così come il/i governi, e senza l'imprimatur e l'obbligo a fare da parte della UE e della BCE, nessuno si sarebbe mai sognato di mettere in programma qualcosa del genere. La chiave di volta stà tutta là.
Sinceramente tutto questo è assurdo.Prima la Marcegaglia usa parole:forti,dure,pesanti,nei confronti dell'art 8 dell'ultima manovra finanziaria di questo governo,a tal punto da firmare un accordo con i sindacati per non toccare l'art 18 dello statuto dei lavoratori,facendo persino infuriare Marchionne,che a causa di ciò decide di andarsene da Confindustria,e ora se ne esce con queste dichiarazioni??se le piacciono i licenziamenti facili,poteva evitare tutto 'sto casino,no?
Con pala e pico in mano neppure ci si poteva azzardare a mettere fuori dalla bocca i sogni ed i desiderata, adesso con il caterpillar in moto si stappano le bottiglie. E mi pare normale reggino, perchè ti stupisci?

A quelle condizioni gli stavano bene i soliti accordi tampone, dopo mesi di concertazione per non arrivare a nulla di sostanzialmente determinante in termini innovativi o di soluzioni, adesso la musica cambia.
Molto più onesto il vituperato Marchionne che non le ha mai mandate a dire dicendo pane al pane e vino al vino.
Ci vuole chiarezza e linearità d'azione. Solo così ci può essere credibilità.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
reggino
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doddi ha scritto:[quote


A quelle condizioni gli stavano bene i soliti accordi tampone, dopo mesi di concertazione per non arrivare a nulla di sostanzialmente determinante in termini innovativi o di soluzioni, adesso la musica cambia.
Molto più onesto il vituperato Marchionne che non le ha mai mandate a dire dicendo pane al pane e vino al vino.
Ci vuole chiarezza e linearità d'azione. Solo così ci può essere credibilità.
Ma non sono d'accordo,sai?il caterpillar era in moto già da prima.Non è in moto da ieri.
Bce ed europa hanno chiaramento chiesto un intervento di questa portata già da questa estate al nostro Paese,e il governo ha eseguito con quel famigerato articolo dell'ultima manovra finanziaria.
Se a confindustria andava bene,perchè ha agito nell'esatto opposto?
lo scenario politico-economico,di questa estate,è tale e quale a quello di oggi,l'unica cosa è cambiata è la posizione di confindustria,e non riesco a spiegarmene il perchè.
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