anche gli "inDIAgnados" in piazza

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In piazza anche gli agenti della Dia
"Il governo ci chiede di lavarci le auto"
Manifestazione davanti a Montecitorio degli "in-Dia-gnados", investigatori delle strutture che lottano contro la criminalità organizzata e mafiosa: "Il governo uccide il progetto di Falcone e Borsellino". La nuova protesta dopo quelle del Cocer dei carabinieri e dell'Esercito, che aveva chiesto le dimissioni del governo.
Interrogazione di Rosa Calipari (Pd) al ministero dell'Interno
di ALBERTO CUSTODERO - Repubblica.it

ROMA - «A causa della nota carenza di fondi destinati alla manutenzione dei veicoli», ai poliziotti della Piana di Gioia Tauro è stato ordinato di lavarsi le auto. E di provvedere alla manutenzione, controllando i livelli dell’olio e dell’acqua, lo stato della batteria. E la pressione delle ruote.

Ma i tagli del governo alla Sicurezza colpiscono anche gli stipendi degli investigatori della Dia, l’organismo antimafia interforze voluto da Giovanni Falcone. Che, oggi, alle 15, sono scesi in piazza protestando davanti a Montecitorio, dichiarandosi anche loro, provocatoriamente, «in-Dia-gnados». «State uccidendo la Dia, il sogno di Falcone e Borsellino», si legge in uno striscione srotolato davanti alla Camera dai sindacati di polizia. «Il governo arresta la Dia», c’è scritto in un altro. «L’Esecutivo ha fatto della lotta alla mafia - dice Enzo Letizia, leader dei Funzionari - quasi uno spot pubblicitario, parlando di antimafia dei fatti. Nei fatti, però, ha lasciato la polizia allo sbando, senza fondi per benzina, strutture adeguate, addestramento. E ora di fatto disarma anche la Dia». La proteste degli investigatori antimafia è l’ultima in ordine di tempo che s’aggiunge a quelle di piazza dei giorni scorsi dei poliziotti. A quella clamorosa del Cocer carabinieri (ai quali pare siano state tagliate mille linee fax). E a quella dell’Esercito, il cui Cocer ha chiesto le dimissioni del governo.

Va detto che la Dia è un organismo investigativo molto particolare, difficilmente condizionabile dal potere politico in quanto composto dalle tre forze dell’Ordine, polizia, carabinieri e finanza. Grazie al loro lavoro sono stati sequestrati alle mafie beni per 6 miliardi e confiscati altri per 1,2 miliardi. Ma la scure dei tagli s’è abbattuta anche su questo fiore all’occhiello della lotta alla criminalità. «Dai 28 milioni di euro stanziati per la Dia nel 2001 - denunciano tutti i sindacati di polizia - siamo passati ai 15 di oggi. Il personale è stato ridotto a 1.300 unità rispetto alle 1.500 previste. E ora con l’ultima legge di stabilità è stato data un’ulteriore sforbiciata ai bilanci di 7 milioni di euro che prende dalle tasche degli investigatori dai 300 ai 600 euro al mese». Si tratta del trattamento economico aggiuntivo «messo a disposizione del Dipartimento - sostengono i sindacati in una lettera al ministro dell’Interno, Roberto Maroni - senza concertazione alcuna, dal direttore di nuova nomina». Di qui la richiesta di rimuovere dal suo incarico il dirigente Alfonso D’Alfonso.

«È venuto meno il rapporto di fiducia tra vertice e struttura - tuona Flavio Tuzi, il segretario dell’associazione ispettori di polizia Anip - chiediamo al ministro dell’Interno e al capo della Polizia l’immediata rimozione del direttore generale». «È una punizione», dicono i poliziotti, a chi invece «meriterebbe un premio». Da bravi investigatori, gli agenti della Dia sono andati a spulciare le pieghe del bilancio della Sicurezza, scoprendo - e suggerendo - possibili risparmi che il governo potrebbe fare prima di prendersela coi loro salari. «Una nota dolente del bilancio della Sicurezza - dicono - è il costo dell’immobile che ospita a Roma, in zona Anagnina, gli uffici centrali della Dia, della direzione centrale Antidroga, della polizia Criminale, il cui canone di locazione, esorbitante, ammonta a circa 17 milioni annui». Il riferimento è alla cittadella anticrimine del costruttore romano Renato Bocchi, sulla via Tuscolana, dove s’è trasferito 10 anni fa, fra le proteste sindacali, una gran parte del Viminale.

Ma «l’assurdità», per dirla con Giuseppe Brugnano, segretario regionale calabrese del sindacato indipendente Coisp, s’è raggiunta con l’ordine di servizio firmato dalla dottoressa Giuseppa Pirrello, dirigente della Sezione di Reggio Calabria del Dipartimento della polizia stradale, diretto ai poliziotti autisti della sottosezione di Palmi, Villa San Giovanni, Siderno e Brancaleone, di lavare le macchine da sè. Chi non lo fa, armato del «materiale idoneo» in dotazione dei commissariati («shampoo, spugna, scopa, panno, bidone aspiratutto»), rischia il procedimento disciplinare.

«Abbiamo chiesto al Dipartimento - spiega Brugnano - il ritiro di questa direttiva umiliante per il personale che non ha precedenti. Ci hanno promesso che sarà annullata». Ma ai poliziotti anti ’ndrangheta di Palmi arriva un’altra brutta notizia. «La Direzione centrale dei servizi tecnico logistici - scrive ancora la dottoressa Pirrello - non assicura l’invio e l’assegnazione di stivali invernali per la prossima vestizione invernale». La polizia di Roberto Maroni è senza soldi. Senza benzina. E senza scarpe.

Sui tagli alla Dia è intervenuta anche RosaCalipari del Pd, con un'interrogazione indirizzata al ministero dell'Interno: "Domandiamo se c'è un futuro per la Direzione distrettuale antimafia voluta da Falcone. Domandiamo se sulla sicurezza al di là delle parole ascoltate e dei tagli già effettuati, ci sia un impegno serio per l'adozione di misure coordinate e adeguati investimenti. Lo vogliamo sentire chiaramente".

"La criminalità organizzata - è scritto nell'interrogazione - ha un volume d'affari quantificato in 311 miliardi di euro nei 27 Paesi dell'Ue, classifica nella quale l'Italia è seconda, con 81 miliardi (...), ma ai proclami del Governo in tema di lotta al crimine organizzato hanno fanno riscontro una serie di tagli indiscriminati che hanno colpito le forze dell'ordine e gravemente compromesso la funzionalità dell'attività di contrasto al crimine, dando agli operatori di Polizia una sensazione di isolamento mai avuta prima, come dimostrano le sempre più frequenti proteste di piazza".

Il Pd sottolinea che tra le strutture maggiormente penalizzate in termini di risorse umane e professionali, figura la Dia fortemente voluta da Giovanni Falcone e istituita nel 1991. Ma nonostante la riduzione di fondi passati dal 2001 a oggi da 28 a 15 milioni di euro, grazie alla professionalità degli operatori Dia, sono in aumento i risultati conseguiti in materia di monitoraggio degli appalti e di sequestri che, dal 2009 al primo semestre 2011 hanno raggiunto l'importo di 5,7 miliardi di euro di beni sequestrati beni e 1,2 miliardi di euro di beni confiscati. "Lei ci deve spiegare, una volta per tutte, perché il Governo taglia e non investe sulla DIA" chiede la Calipari.

(26 ottobre 2011)
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Io, pm anticamorra senza scorta
di Emiliano Fittipaldi e Duccio Giordano - L'espresso.it

Il Ministero della giustizia ha ridotto la protezione ai magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata a Napoli: la domenica e dopo le 6 di sera devono cavarsela da soli. Tra loro Catello Maresca, che ha appena chiesto pene durissime per il boss Setola e l'ala stragista dei Casalesi. E che ora dice: «Posso soltanto incrociare le dita e rinchiudermi in casa. O cambiare lavoro»
(21 ottobre 2011)

Il pm Catello Maresca Il pm Catello MarescaAd aprile Giuseppe Setola, il killer più spietato del clan dei Casalesi, l'aveva minacciato nell'aula-bunker di Santa Maria Capua Vetere. «Teniamo tutti famiglia: dottore Maresca, voi dovete lasciare stare la famiglia mia!». Catello Maresca, giovane pm anticamorra che insieme al collega Cesare Sicignano sostiene l'accusa nel processo contro l'ala stragista dei Casalesi, non ha fatto una piega. Sa che le minacce dei camorristi fanno parte del mestiere che ha scelto. Sei mesi dopo, a inizio ottobre, ha chiesto ai giudici di condannare il superboss detto 'o Cecato a 30 anni di reclusione, più altre pene durissime per gli altri 34 imputati accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo camorristico, racket, omicidio.

Mercoledì prossimo, il 26 ottobre, è attesa la sentenza di primo grado. Quel giorno Maresca spera che il suo impianto accusatorio tenga, e soprattutto che i giudici si sbrighino. Già: se la lettura della sentenza si dovesse protrarre oltre le 18, per tornare a casa sua non potrebbe contare sulla protezione della sua scorta.

Sembra una battuta, ma proprio è così: il ministero della Giustizia - guidato prima da Angelino Alfano e oggi da Nitto Palma - ha tagliato tutto il tagliabile, e dal 6 ottobre la procura di Napoli non ha più soldi per pagare gli straordinari agli uomini che guidano le auto blindate. Da due settimane i pm della Dda il pomeriggio se tornano a casa dopo l'orario d'ufficio lo fanno a loro rischio e pericolo. Anche la domenica, se volessero uscire, devono farlo senza la protezione.

«Questa storia va avanti da due settimane», racconta Maresca. «Due giorni fa sono uscito dalla procura da solo, ieri la Guardia di Finanza mi ha cortesemente accompagnato a casa, ma senza macchina blindata. Come mi sento? Ammetto che un po' di paura ce l'ho. Incrocio le dita e spero che tutto vada bene. La mia famiglia è in pensiero, ma che vuole... Qualche giorno fa dovevo accompagnare mia moglie in clinica per un accertamento, ma non sono potuto andare. Domenica non sono uscito, e come tutti gli altri colleghi mi sono dovuto chiudere in casa. Ma a lei sembra possibile?».

Maresca ha scelto di servire lo Stato. E lo Stato lo premia così. «Ma che esempio diamo? Noi diciamo sempre che gli imprenditori non denunciano il crimine organizzato, e promettiamo a chi si espone protezione. Ma oggi chi vede che neppure i funzionari dello Stato che lottano in prima fila contro le mafie sono tutelati, pensano: "Figurati gli altri"».

Lo scorso 27 luglio il ministero della Giustizia con una circolare ha annunciato che - se una procura finisce i fondi annui a disposizione - non può più spendere un euro. Il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore ne ha preso atto, e lo scorso 6 ottobre ha scritto un ordine di servizio a tutti i sostituti, spiegando che «con efficacia immediata», gli straordinari sono sospesi fino al 31 dicembre 2011. Traduzione: niente più autisti per le macchine di scorta dopo una cert'ora. «In un altro Paese, non voglio dire civile ma almeno "normale", in vista di una sentenza delicata come quella su Setola ci sarebbe stato, credo, un potenziamento della scorta per i pm più esposti. In Italia avviene tutto il contrario. E' incredibile».

Ci sono 16, 17 magistrati della Dda nella stessa situazione di Maresca: solo in due - le loro scorte dipendendo direttamente dalla Guardia di finanza e dalla Polizia - si sono salvati dai tagli. «Qualcuno pensa davvero che la camorra non ammazzi dopo le 18 o durante i week-end? Qualcuno dice che dovremmo essere contenti, così possiamo lavorare meno. Ma tornare a casa prima delle 18 è una cosa ridicola, la lotta ai Casalesi richiede tempo e impegno».

Maresca è uno dei pm impegnati notte e giorno nella caccia al superlatitante Michele Zagaria, ora le indagini si sono rallentate. «Ho chiesto spiegazioni, ma le risposte finora non sono state tranquillizzanti: c'è uno scaricabarile tra ministero, Prefettura e il Comitato per l'ordine e la sicurezza».

:muro:
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CARABINIERI: COCER, INACCETTABILI TAGLI A NOSTRE STAZIONI
'C'E' DISEGNO PER RIDIMENSIONARE ARMA'

(ANSA) - ROMA, 26 OTT - ''Solamente attraverso le notizie stampa e le interrogazioni parlamentari siamo al corrente che vi saranno drastiche quanto inaccettabili riduzioni che toccheranno un gran numero delle stazioni carabinieri tanto care anche al nostro comandante generale''. Lo afferma il Cocer Carabinieri.
''Riteniamo sbagliato ed incomprensibile - spiega l'organismo - il disegno mirato a ridimensionare sempre piu' l'Arma nella sua natura di corpo di polizia a competenza generale, arrivando a passare, addirittura, anche attraverso il graduale
smantellamento della capillare struttura ordinativa''.
''Alle parole - prosegue il Cocer - devono seguire i fatti e, se dobbiamo affrontare il problema del contenimento delle spese, allora si deve iniziare dai comandi che non hanno un ruolo operativo (strutture di vertice) e non dai reparti territoriali
ovvero da chi diuturnamente e' impegnato nel 'fare sicurezza'''.
''La politica adottata dal ministro dell'Interno - aggiunge - cerca di potenziare le polizie locali garantendo anche le necessarie risorse economiche per assicurare la presenza di chi 'fa sicurezza' ed e' per questo motivo che chiediamo di cambiare
strategia. Sprechi e privilegi non si annidano certamente pressole stazioni carabinieri (unico e vero punto di riferimento per i cittadini)''. (ANSA).
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onlyamaranto
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Mi viene in mente che a parte quelli dello scudo fiscale, a parte i grandi evasori, a parte la prima moglie di Berlusconi con i due figli :mrgreen: , c'è qualche altra categoria che stia difendendo questo governo?...

"...e qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure... "
Lucianeddux
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:muro: Siamo alla frutta ..questa frutta
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Regmi
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onlyamaranto ha scritto:Mi viene in mente che a parte quelli dello scudo fiscale, a parte i grandi evasori, a parte la prima moglie di Berlusconi con i due figli :mrgreen: , c'è qualche altra categoria che stia difendendo questo governo?...
Comprese tutte le possibili declinazioni, i delinquenti!
Pur essendo una quantità indefinita ma comunque corposa e corporativista, che io ricordi, mai fatto una manifestazione di piazza. 8-)
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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onlyamaranto
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Regmi ha scritto:
onlyamaranto ha scritto:Mi viene in mente che a parte quelli dello scudo fiscale, a parte i grandi evasori, a parte la prima moglie di Berlusconi con i due figli :mrgreen: , c'è qualche altra categoria che stia difendendo questo governo?...
Comprese tutte le possibili declinazioni, i delinquenti!
Pur essendo una quantità indefinita ma comunque corposa e corporativista, che io ricordi, mai fatto una manifestazione di piazza. 8-)

Non servono manfestazioni per loro, sono ben tutelati pure se non si mostrano, questo è il punto... :salut

"...e qualcosa rimane
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reggino
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Località: l'isola che non c'è

Non so se avete notato ma da quando le forze di polizia,dia,magistrati,contestano questo governo-i primi scendendo addirittura in piazza,la polizia lo ha fatto più volte- per gli enormi tagli sulla sicurezza,questo governo non spara più cazzate del tipo:"questo governo ha arrestato più mafiosi,rispetto ai precedenti governi","la lotta alla mafia fatta da questo governo,non ha precedenti nella storia d'Italia",e via dicendo...
Almeno hanno avuto il buon gusto,per una volta, di tacere.
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