La moglie dell' Umberto

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pincopallino
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Certo,, come no?
La moglie di Bossi è andata in pensione a 39 anni perché ha potuto farlo, dov’è il problema?
Non si dovrebbe discuterne nemmeno dal punto di vista morale !

Se poi invece questi governati stanno portando la pensione dei comuni mortali a 70 anni (e col 40% dell’ultimo stipendio – quindi sotto la soglia di povertà), dov’è il problema?
Si andrà in pensione come prescrive la legge.

Anche se spieghi che si andrà in pensione con 4 soldi e a 70 anni perché invece di pagare la crisi ed il buco (che loro hanno creato o quanto meno allargato a dismisura) stanando evasori ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.
questi individui come al solito se la prendono con i più deboli,
dov’è il problema ?
Lo prescrive (prescriverà) la legge, quindi?
doddi
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A proposito di baby pensioni e cumuli vari, leggete e cercate di non imprecare troppo, questi 3 articoli "di regime" , due di epoche non sospette 8-) :

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giovedì 27 ottobre 2011, 08:34 Baby pensioni, adesso Fini critica lady Bossi Ma lui ha accumulato privilegi e ben due vitalizi
di Stefano Filippi

L'altra sera a Ballarò Fini se l’è presa con la pensione baby della moglie del Senatùr. Alla pensione da deputato, però, il leader di An potrà sommare quella da giornalista. E da ex presidente della Camera avrà auto blu, uffici e viaggi gratis

Gianfranco Fini l’altra sera a Ballarò se l’è presa con la pensione baby della moglie di Umberto Bossi, che quiesce dalla verde età di anni 39 al pari di altri 500mila dipendenti pubblici o parastatali che poterono approfittare della legge Rumor. Almeno avesse citato la fonte della notizia, che è il libro Sanguisughe di Mario Giordano. Quando il ministro Mariastella Gelmini gli ha rimproverato la caduta di stile, il presidente della Camera ha risposto parafrasando Caterina Caselli: la verità ti fa male, lo so.
E allora, verità per verità, parliamo della pensione e dei privilegi di Gianfranco Fini. Che non sono paragonabili nemmeno alla lontana con le somme percepite dalla sciura Bossi. Fino a non molti anni fa, i parlamentari prendevano il vitalizio e il cosiddetto assegno di solidarietà (una sorta di liquidazione) anche senza mettere piede nei palazzi del potere, come fece Toni Negri.
Oggi le regole sono più severe. Ma non così rigorose come quelle che il leader di Futuro e libertà invoca per i lavoratori normali, magari sbertucciandoli se hanno un impiego al Nord e votano Lega. E questa severità tocca solo parzialmente Fini. Infatti la riforma del 1997 (vitalizio non prima dei 60 anni e con una legislatura completa alle spalle) ha salvaguardato i diritti acquisiti. Cioè, vale soltanto per chi è entrato in Parlamento per la prima volta nel 2001. E l’ex delfino di Almirante calca il Transatlantico dal lontano 1983.
Per i comuni mortali, Fini propone di elevare l’età pensionistica a 67 anni abolendo la pensione di anzianità. Viceversa, se la legislatura finisse domani, il presidente della Camera (che compirà 60 anni tra due mesi, il 3 gennaio 2012) avrebbe già diritto alla pensione e alla «liquidazione». Immediatamente, a prescindere dall’anagrafe.
Non è il solo a fruire di questo trattamento: per fare un esempio fra i tanti, il suo braccio destro Italo Bocchino, se non fosse rieletto dopo la scadenza naturale di questa legislatura (cioè nella primavera 2013), potrebbe godersi la pensione a 45 anni.
A quanto ammonterà la pensione di Fini? Il calcolo è abbastanza semplice. Considerati i lunghi anni di presenza in Parlamento, il numero di legislature (questa per lui è l’ottava) e l’ammontare delle indennità percepite, il leader del Fli potrà contare sul massimo previsto dalle leggi, cioè al 60 per cento dell’indennità di parlamentare. Il che equivale a 10.631 euro lordi al mese, pari a 6.434 euro netti. Non rientra in questo computo l’indennità di presidente pro tempore di Montecitorio, che è pari a quella di un ministro e che va a sommarsi alle numerose voci dello stipendio di parlamentare.
Al vitalizio si aggiunge l’assegno di fine mandato, quello che una volta i lavoratori chiamavano liquidazione. Per i nuovi parlamentari tale assegno non può superare l’80 per cento dell’indennità lorda moltiplicata per i cinque anni di legislatura, all’incirca 45mila euro netti. Ma Fini godrebbe di una somma molto maggiore in quanto, come già visto, a un vecchio parlamentare non si applicano le sforbiciate apportate dalle nuove norme. Per avere dei paragoni, nel 2008 Violante incassò 271mila euro, Mastella 307mila, Sanza 337mila e il recordman Cossutta ben 345mila. Fini è sulla buona strada per battere questo primato.
Non è finita. Perché la pensione da parlamentare gode dell’ineguagliabile facoltà di sommarsi ad altri eventuali redditi. E Fini potrebbe cumulare la pensione da giornalista erogata dall’Inpgi, l’istituto previdenziale autonomo. Il giovane Gianfranco fu assunto al Secolo d’Italia, l’organo di stampa del Movimento sociale, nel 1977 come praticante; divenne professionista nel 1980 e si mise in aspettativa nel 1983 dopo l’elezione alla Camera.
Infine, in qualità di ex presidente dell’assemblea di Montecitorio, Fini avrà diritto - come i suoi predecessori - a ulteriori privilegi esclusivi come l’auto blu, la scorta, uffici riservati, personale di segreteria, viaggi gratis per un certo numero di anni.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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domenica 03 aprile 2011, 09:46 Lavoratori per un giorno, pensionati per la vita
di Mario Giordano

Scalfari, deputato per 3 anni, incassa oltre 3mila euro al mese. Non èil solo privilegiato: da Ciampi a Toni Negri, quando bastano poche mensilità di contributi per vitalizi d’oro. Il radicale Boneschi fu in carica solo il 12 maggio 1982: in pensione a 44 anni

Fino a 65 anni? Trentacinque anni di contributi? Quaranta? Quanto pensate di dover ancora faticare prima di poter battere cassa all’Inps? E vabbè, consolatevi: ci sono alcuni italiani che, a differenza vostra, da tempo ricevono la pensione avendo lavorato la bellezza di una settimana. O, meglio, la bellezza di un giorno. Proprio così: un solo giorno di lavoro, pensione per il resto della vita. Vi sembra strano? Forse. Ma vi sembrerà un po’ meno strano appena conoscerete il lavoro (si fa per dire) svolto dai fortunati soggetti. Si tratta, in effetti, di ex parlamentari. Cominciamo dall’avvocato Luca Boneschi? Ma sì, cominciamo da lui: eletto per i radicali nel collegio di Como, fu proclamato deputato il 12 maggio 1982; il giorno dopo, il 13 maggio 1982, terminò ufficialmente il mandato. Ventiquattr’ore in carica, nemmeno una presenza in aula. L’unico suo atto formale alla Camera? La lettera di dimissioni. Non si può dire che fu una gran fatica l’attività a Montecitorio dell’avvocato Boneschi. Epperò è valsa una sempiterna rendita che, secondo quando dichiarò lo stesso Boneschi, gli è stata gentilmente offerta addirittura nel 1983. Cioè quando aveva appena 44 anni. Da allora quella pensione la riceve regolarmente ogni mese: 3.108 euro lordi, 1.733 netti. Vi sembrano pochi? Dipende dai punti di vista, si capisce: c’è gente che dopo aver lavorato fino a rovinarsi la salute prende meno di un terzo. L’avvocato Boneschi, invece, se li è aggiudicati con un giorno di contributi. La stessa cifra (3.108 euro lordi, 1.733 netti) spetta anche a due altri ex parlamentari radicali, Piero Craveri a Angelo Pezzana. A loro, però, è toccata una fatica maggiore: un’intera settimana in carica. Il primo fu iscritto al Senato il 2 luglio 1987 e si dimise il 9 luglio; il secondo fu iscritto alla Camera il 6 febbraio 1979 e si dimise il 14 febbraio. Un’intera settimana da parlamentari? Accipicchia, non si saranno stancati? Ma no, non preoccupatevi: anche per loro l’impegno è stato limitato. Un’unica seduta. Che ha fruttato bene, però. Va detto, a onor del vero, che il cavillo che ha permesso questo scandalo è stato abolito. Adesso le norme sono più severe: bisogna stare in Parlamento almeno 5 anni per avere la pensione. Certo: 5 anni sono sempre pochi rispetto ai 35-40 richiesti ai cittadini normali, ma è un primo passo. Epperò il dubbio resta: perché quelli che hanno lavorato un giorno solo la pensione continuano a prenderla? Si capisce: i diritti acquisiti non si toccano. Ma siamo sicuri che prendere 3.108 euro al mese per tutta la vita in virtù di un giorno passato a Montecitorio sia un diritto? Non sarà un’ingiustizia? O uno scandalo? E chi l’ha detto che gli scandali acquisiti non si toccano? Paolo Prodi, Toni Negri, Eugenio Scalfari. Anche perché di quelle norme sciagurate sono stati in tanti ad approfittare. Il più famoso è sicuramente Toni Negri, il cattivo maestro dell’Autonomia operaia. Fu parlamentare 64 giorni (dal 12 luglio al 13 settembre 1983), il tempo necessario per scappare in Francia, sottrarsi alla giustizia italiana e assicurarsi un vitalizio di 3.108 euro al mese da quello Stato borghese che voleva abbattere. Uno sforzo maggiore è toccato a Paolo Prodi, fratello di Romano: è stato in Parlamento 126 giorni per maturare la medesima pensione (3.108 euro). Ed Eugenio Scalfari? Da grande esperto di economia, non ha mai perso occasione di spiegare quanto sia giusto che le rendite previdenziali siano corrispondenti ai contributi versati. Perfetto: ma come spiega che, con questo sistema, un operaio per avere dall’Inps mille euro al mese deve lavorare 35 anni e invece lui ne prende 3.108 con appena 3 anni e mezzo di attività in Parlamento? L’Inpdap diAndreotti. Ma la differenza tra versamenti effettuati e vitalizi maturati non riguarda solo le pensioni parlamentari. Abbiamo già citato i casi Oscar Luigi Scalfaro (4.766 euro netti dall’Inpdap per tre anni lavorati come magistrato) e di Sergio D’Antoni (in pensione Inpdap a 55 anni con 40 anni di anzianità di servizio da docente universitario). Va ricordato anche il caso di Andreotti, che come Scalfaro, è entrato in Parlamento nel 1946 e non ne è più uscito. Eppure è riuscito a maturare il diritto a due altre pensioni, che ovviamente somma alla sua indennità da senatore: una dall’Inpdap PREMIO Per Publio Fiori 22mila euro netti al mese: aumentato il suo assegno da vittima Br (3.440 euro netti al mese) che riceve dal 29 giugno 1992 e una dall’Inpgi (66.126 euro lordi l’anno) che intasca dal gennaio 1977, cioè da quando aveva 58 anni. Quando e come avrà versato i contributi sufficienti per garantire una così lunga rendita? Per carità, tutto lecito, a norma di legge, come sempre. Ma siccome lui ci aveva insegnato che a pensare male la si azzecca, ci sia concessa una domanda: non è che una parte di quei contributi (cosiddetti «figurativi») glieli abbiamo offerti di tasca nostra? Le tre pensioni (più stipendio) di Ciampi. Paradossalmente, uno degli enti più generosi nel regalare previdenza a buon mercato è sempre stata Bankitalia. Proprio così: l’istituto che ogni momento chiede severità per i cittadini ha sempre usato un altro metro per i suoi dirigenti. Rigore? Corrispondenza fra rendite e contributi versati? Macché: baby pensioni e pensioni d’oro per tutti. Fra i beneficiati anche Lamberto Dini, che dal 1994 incassa 18mila euro al mese (cui poi ha aggiunto una pensione Inps) e Carlo Azeglio Ciampi, che incassa addirittura due pensioni Bankitalia, per un totale di 30mila euro, cui si aggiunge una pensione Inps e lo stipendio da parlamentare....
Grazie a queste quattro entrate l’ex Presidente della Repubblica ha dichiarato nel 2009 guadagni pari a 740.651 euro, di cui 687mila come «redditi da lavoro dipendente e assimilati » . Publio Fiori 22mila euro netti al mese (con l'aumento). Il recordman della previdenza, però, è Publio Fiori: più volte sottosegretario dc, ferito gravemente nel 1977 dalle Br, dal 1994, cioè da quando aveva 56 anni, usufruisce di una ricca pensione Inpdap che (giustamente) gode della esenzione totale delle tasse prevista per le vittime del terrorismo: fino al 31 dicembre 2009 ammontava a 14.590 euro al mese, ma dal 1 gennaio 2010 è stata ritoccata all’insù. Sarà stata giudicata insufficiente? Forse. Comunque ora Fiori prende 184.634 euro l’anno, cioè quasi 16mila euro netti al mese. A cui vanno aggiungi i 10.631 euro lordi della pensione da parlamentare per un totale di oltre 22mila euro netti (netti!) al mese. Grazie all’aumento, ovviamente. Ai giudici della Consulta 20mila euro (più autista). Gli ex giudici della Corte Costituzionale in media prendono una pensione da 253mila euro lordi l’anno, circa 20mila al mese.L’ex presidente Gustavo Zagrebelsky, per dire, ne prende 21.332 (12.267 netti). A questa somma si aggiunge però la superliquidazione che viene incassata al momento dell’addio:Zagrebelsky, per esempio, ha ottenuto 907mila euro lordi, 635mila euro netti. Com’è possibile? Semplice: il mandato del giudice costituzionale, per quanto più pagato, è assimilato formalmente a un qualsiasi rapporto di pubblico impiego. E quindi, ai fini pensionistici, si può ricongiungere con gli altri anni passati nel settore statale. Il prof Zagrebelsky, per esempio, ha sommato gli anni trascorsi all’università ed è arrivato a 38 anni di anzianità lavorativa, tutti ricalcolati sulla base del superstipendio alla Consulta. E chi non ha trascorsi nel settore statale? Non c’è problema: per Fernanda Contri, per esempio, la preferita di Oscar Luigi Scalfaro, che faceva l’avvocato, è stata fatta un’apposita leggina. E così le sono bastati 9 anni alla Consulta per assicurarsi una liquidazione di 222mila euro e un vitalizio di 10.934 euro lordi al mese (6.463 netti). Se poi tutto ciò non bastasse agli ex giudici vengono garantiti anche molti benefit, a cominciare dall’auto blu con autista a domicilio per il resto della vita: il regolamento, pignolissimo, prevede che siano a carico dello Stato anche le spese per le riparazioni dell’auto, il garage, il materiale di consumo etc etc, fino a paraflu, spugna e pelle di daino. Si capisce: uno che prende 21.332 euro al mese, può mica permetterseli, no? Bando alle ciance e si proceda: pelle di daino e paraflu gratis per il pensionato d’oro della Consulta. Chi prende la minima dell’Inps è lieto di contribuire.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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sabato 02 aprile 2011, 13:19 Babypensioni, ecco anche Di Pietro e Granata
di Mario Giordano

Continua lo scandalo e Prodi dopo la smentita: "E' vero, ne ho tre". Da Marrazzo a Granata: ecco la casta di chi ha iniziato presto a vivere "di rendita". Orlando somma due vitalizi...


Qualche anno fa scrisse su Oggi , che bisogna «disboscare il sistema previdenziale di tutte le rendite parassitarie e esagerate ». E chissà se fra le rendite parassitarie ed esagerate considerava anche quella di chi va in pensione a solo 44 anni, prende circa 2mila euro al mese e poi cumula quell’assegno con uno stipendio da parlamentare. Perché se fosse così Antonio Di Pietro,l’eroe di Mani pulite, il moralizzatore d’Italia,l’uomo che tuona contro ogni privilegio, dovrebbe cominciare a disboscare la sua, di rendita. In effetti: che c’azzecca , per dirla in diepietrese, un 44enne con la pensione? Eppure eccolo lì: 1 settembre 1995, decorrenza originaria, numero iscrizione 03167..., codice fiscale DPTNTN50etc, il cedolino «in carico alla provincia di Bergamo » che ogni mese fa transitare sul conto corrente dell’onorevole Di Pietro la pensione da magistrato: 2.644,57 euro lordi al mese, 1956 euro netti. Che forse non saranno molti, ma sono sempre quasi cinque volte più della minima. E che si vanno a cumulare senza alcuna decurtazione al ricco stipendio da parlamentare. Non male per chi passa le sue giornate a tuonare contro i privilegi altrui, non è vero?
La coerenza per l’uomo venuto da Montenero di Bisaccia è sempre stato un optional, un po’ come la grammatica.E così succede che l’uomo che tuona contro le rendite della casta, il moralizzatore d’Italia,il censore di ogni malcostume, ebbene, proprio lui, è andato in pensione a 44 anni. E oggi, che è appena sessantenne, può vantarsi ( ah, la moralizzazione!) di ricevere un vitalizio previdenziale dal 1995, cioè da 15 anni, cioè da quando c’era ancora la Jugoslavia e Toto Cutugno a Sanremo cantava «Voglio andare a vivere in campagna».
Se la sua esistenza dovesse durare quanto quella media di un italiano (lunga vita!), finirà per incassare il vitalizio almeno per altri 20 anni. E dunque è evidente che il magistrato Di Pietro ha versato all’ente previdenziale solo una minima parte di quello che il pensionato Di Pietro dall’ente previdenziale ha preso e prenderà. È così che nascono i buchi nei conti, ma che importa? «Tanto alla fine è sempre il cittadino che paga ». Lo sapete di chi sono queste parole? Di Tonino, naturalmente. Un moralizzatore baby pensionato. Un uomo sempre molto attento ai valori. Così attento che ha cominciato a incassarli già a 44 anni...
La moglie di Bossi? In pensione a 39 anni.
Del resto quello dei baby pensionati in Italia è un vero esercito, all’interno del quale si nascondono molte sorprese. Per esempio Manuela Marrone, la moglie di Bossi, che oggi ha 57 anni, prende la pensione dal 1º settembre 1992, cioè da quando ne aveva 39. L’assegno non è molto sostanzioso (766,37 euro), ma lo riceve regolarmente da 18 anni e mezzo: non male per la compagna di vita dell’uomo che ha dichiarato guerra a tutti gli sprechi, no?
Il banchiere d’oro:in pensione a 44 anni (prende 18mila euro). Assai più ricco l’assegno del professor Rainer Stefano Masera, oggi preside della facoltà di economia dell’Università Marconi di Roma. Nel ’95 come ministro del Bilancio nel governo Dini, quello del ribaltone, partecipò alla riforma che ha reso più severe le norme per i pensionati: severità di cui, per altro, non si trova traccia nell’assegno che l’Inps versa ogni mese al super baby pensionato Masera: 18.413 euro lordi al mese. Ma il fatto singolare è che il professor Masera, che oggi ha 66 anni, prende il vitalizio da quando ne aveva 44,cioè da 22 anni:correva l’anno 1988, il Muro di Berlino era ancora in piedi, Massimo Ranieri vinceva il festival di Sanremo. E Masera, dal canto suo, lasciava la Banca d’Italia per assumere una serie infinita di altri incarichi privati e pubblici (ministero compreso). Del resto uno che ha 44 anni può mica fare il pensionato anche se ha una pensione che arriva a 18mila euro al mese?
Marrazzo in pensione a 52 anni. Deve accontentarsi di una cifra inferiore, invece Piero Marrazzo: solo 2000 euro al mese. Che ci volete fare? Troppo breve la sua permanenza in Regione, causa transessuali e cocaina. Ricordate? Dopo le dimissioni da governatore, Marrazzo è tornato a fare quello che faceva prima di diventare governatore del Lazio: il giornalista in Rai. Ma appena timbrato il cartellino di viale Mazzini, come altri trenta ex consiglieri laziali, ha presentato apposita domanda per ottenere il vitalizio che gli spetta per legge. Si badi bene: Marrazzo ha appena 52 anni.
I baby pensionati Fabio Granata e Leoluca Orlando. Ancor meglio è riuscito a fare la nuova stella del moralismo un tanto al chilo, il pasdaran dei finiani Fabio Granata, l’uomo che sventola la bandiera del futuro ma nel frattempo si crogiola nei privilegi del passato: infatti è stato uno degli ultimi politici viventi a poter andare in pensione a 50 anni.
E che ha subito unito il baby vitalizio (8.000 euro) al maxistipendio da onorevole, oltre che a qualche altro gettone, come quello di vicepresidente di un ente regionale ( Cinesicilia srl). Fabio Granata, come l’ex sindaco di Palermo, esponente di spicco dell’Idv, Leoluca Orlando, figura nell’elenco di 13 fortunati, ex consiglieri regionali che sommano la pensione da ex consiglieri regionali all’indennità parlamentare, un privilegio che non è previsto in nessun altro posto del mondo e che ha suscitato l’indignazione anche del medesimo presidente dell’Assemblea siciliana, Francesco Cascio: «Come possiamo chiedere sacrifici ai cittadini se poi lasciamo passare simili sciali?»,si è chiesto.Nessuna risposta, naturalmente.
Frisullo e i baby pensionati pugliesi. Vi ricordate Sandro Frisullo, l’ex vicepresidente della Regione Puglia indagato e arrestato nello scandalo della sanità? Ebbene: riceve regolarmente la baby pensione....
A 55 anni prende 10.071 euro lordi al mese (circa 7mila netti) e li prenderà per il resto della sua vita in virtù di 15 anni passati in Regione. Quindici anni di contributi, 10mila euro al mese: non male no? Sono 19 i consiglieri pugliesi che dopo le elezioni regionali della primavera 2010 hanno usufruito della via agevolata alla previdenza: ebbene solo 3 di loro hanno 65 anni, 9 ne hanno meno di 59, uno addirittura ne ha 52. Gli assegni vanno dai 4mila ai 10mila euro al mese. Nel luglio 2010 la Regione Puglia, fra l’altro, ha aumentato i vitalizi a tutti gli ex consiglieri a riposo (152): la spesa è stata piuttosto rilevante, 2 milioni e 600mila euro. Ed è stata finanziata tagliando i soldi destinati agli studenti.
A 47 anni con 10.980 euro al mese. A volte si pensa che le baby pensioni d’oro siano un retaggio del passato. O che riguardino solo gli onorevoli. Macché: nel luglio 2009 il funzionario della Regione Sicilia, Pier Carmelo Russo, è andato in pensione con un assegno mensile pari a 10.980 euro lordi, pari a 6.462 netti. Questo accade in virtù di una legge siciliana per cui con appena 25 anni di contributi (uomini) o 20 (donne) si può avere diritto al vitalizio, se si ha un malato da accudire. E chi non ha un padre che dev’essere accompagnato in ospedale? Chi non ha una zia che necessita assistenza? In effetti: fra il 2003 e il 2010 le baby pensioni concesse grazie a questa leggina sono state oltre mille. Età media delle persone a riposo: 53 anni. Chi non aveva un malato a disposizione,se l’è inventato come una donna geniale che si è fatta adottare da un’anziana non autosufficiente. E così zac, appena adottata, ha presentato richiesta per andare in pensione. Esattamente come ha fatto il 47enne funzionario Pier Carmelo Russo: «Devo accudire mio padre», ha dichiarato con una lettera strappalacrime. Subito dopo s’è fatta nominare assessore, aggiungendo così alla baby pensione (10.980 euro al mese) un’indennità da 300mila euro. E lasciando tutti con un dubbio: ora che lui fa l’assessore, il povero babbo chi lo cura?
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Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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Com'è? Ah si, la stampa è comunista e tutta conto Ilvio... :lol: :lol: :lol:
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Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
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rca ha scritto:Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
mi hai preceduto....il giornale al solito fa demagogia,ma chi è lì a governare non fa nulla per risolvere il problema
:salut :salut
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rca ha scritto:Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
:salut :salut :salut
"Nani su iddi e vvonnu a tutti nani;
Nci vannu terra terra, peri e mmani;
E pa malignità brutta e superba,
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rca ha scritto:Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
E la "casta" dove la metti ?
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doddi ha scritto:
rca ha scritto:Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
E la "casta" dove la metti ?
io so dove la metterei alla casta, ma in soldoni stai dicendo che siamo governati -in genere- da delle merde.
E quindi? Ma poi, fondamentalmente...tu, chi cazzo sei? (cit.)
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doddi ha scritto:
rca ha scritto:Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
E la "casta" dove la metti ?

Ma le denuncie del giornale contro la casta sono rivolte solo a Fini oa tutta la classe politica???
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goldenboy ha scritto:
doddi ha scritto:
rca ha scritto:Doddi, tutte belle -ma vecchie- cose...ma il problema rimane.
Diritti acquisiti fanno diventare intoccabili tutti questi esempi, ma cazzarola possibile che non si possa fare una patrimoniale "mirata"?
E la "casta" dove la metti ?

Ma le denuncie del giornale contro la casta sono rivolte solo a Fini oa tutta la classe politica???
A Fini ed alla classe politica di csx. :wink
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UnVeroTifoso ha scritto:
goldenboy ha scritto:
doddi ha scritto:
E la "casta" dove la metti ?

Ma le denuncie del giornale contro la casta sono rivolte solo a Fini oa tutta la classe politica???
A Fini ed alla classe politica di csx. :wink
A ecco...
doddi
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UnVeroTifoso ha scritto:
goldenboy ha scritto:
doddi ha scritto: E la "casta" dove la metti ?

Ma le denuncie del giornale contro la casta sono rivolte solo a Fini oa tutta la classe politica???
A Fini ed alla classe politica di csx. :wink
A chi si becca quelle megapensioni. Ce ne sono di tutte le epoche e partiti.
Di certo non possiamo esserci nè io nè tu ... :fifi:
Ultima modifica di doddi il 27/10/2011, 12:20, modificato 1 volta in totale.
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:D :D bellissimo i privileggi, come le leggi vanno male quando non toccano ilvio :D :D
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dove c***o sta la vostra fantomatica rivoluzione liberale? la verità è che da 17 anni siete stati solo ed esclusivamente tanti M'BUCCALAPUNI
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Demy182rc ha scritto::D :D bellissimo i privileggi, come le leggi vanno male quando non toccano ilvio :D :D

E meno male che se ne frega della pensione sennò apriti cielo pure con la pensione ad personam :mrgreen:
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:
Demy182rc ha scritto::D :D bellissimo i privileggi, come le leggi vanno male quando non toccano ilvio :D :D

E meno male che se ne frega della pensione sennò apriti cielo pure con la pensione ad personam :mrgreen:
è il vostro atteggiamento bipolare di fronte agli avvenimenti (nonchè ai protagonisti) politici che mi fa, senza offesa ma è solamente un discorso generico, sganasciare dalle rrisa
lo sai perchè io sono meglio di voi? perchè mi fanno semplicemente schifo tutti. sarà populista e banale ma onestamente è "più meglio assai così"

io d'ora in poi andrò a votare solo quando qualcuno farà gli interessi del mio culetto peloso, fino a quel momento io e il seggio saremo due rette parallele
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Demy182rc ha scritto:
doddi ha scritto:
Demy182rc ha scritto::D :D bellissimo i privileggi, come le leggi vanno male quando non toccano ilvio :D :D

E meno male che se ne frega della pensione sennò apriti cielo pure con la pensione ad personam :mrgreen:
è il vostro atteggiamento bipolare di fronte agli avvenimenti (nonchè ai protagonisti) politici che mi fa, senza offesa ma è solamente un discorso generico, sganasciare dalle rrisa
lo sai perchè io sono meglio di voi? perchè mi fanno semplicemente schifo tutti. sarà populista e banale ma onestamente è "più meglio assai così"

io d'ora in poi andrò a votare solo quando qualcuno farà gli interessi del mio culetto peloso, fino a quel momento io e il seggio saremo due rette parallele
Pensa che al momento quello che mi stà più simpatico e mi ispira più coinvolgimento empatico si chiama Renzi è fà il sindaco a Firenze.
Non siamo mica tanto lontani...
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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doddi ha scritto:http://www.ilgiornale.it/interni/babype ... comments=4

sabato 02 aprile 2011, 13:19 Babypensioni, ecco anche Di Pietro e Granata
di Mario Giordano

Continua lo scandalo e Prodi dopo la smentita: "E' vero, ne ho tre". Da Marrazzo a Granata: ecco la casta di chi ha iniziato presto a vivere "di rendita". Orlando somma due vitalizi...


Qualche anno fa scrisse su Oggi , che bisogna «disboscare il sistema previdenziale di tutte le rendite parassitarie e esagerate ». E chissà se fra le rendite parassitarie ed esagerate considerava anche quella di chi va in pensione a solo 44 anni, prende circa 2mila euro al mese e poi cumula quell’assegno con uno stipendio da parlamentare. Perché se fosse così Antonio Di Pietro,l’eroe di Mani pulite, il moralizzatore d’Italia,l’uomo che tuona contro ogni privilegio, dovrebbe cominciare a disboscare la sua, di rendita. In effetti: che c’azzecca , per dirla in diepietrese, un 44enne con la pensione? Eppure eccolo lì: 1 settembre 1995, decorrenza originaria, numero iscrizione 03167..., codice fiscale DPTNTN50etc, il cedolino «in carico alla provincia di Bergamo » che ogni mese fa transitare sul conto corrente dell’onorevole Di Pietro la pensione da magistrato: 2.644,57 euro lordi al mese, 1956 euro netti. Che forse non saranno molti, ma sono sempre quasi cinque volte più della minima. E che si vanno a cumulare senza alcuna decurtazione al ricco stipendio da parlamentare. Non male per chi passa le sue giornate a tuonare contro i privilegi altrui, non è vero?
La coerenza per l’uomo venuto da Montenero di Bisaccia è sempre stato un optional, un po’ come la grammatica.E così succede che l’uomo che tuona contro le rendite della casta, il moralizzatore d’Italia,il censore di ogni malcostume, ebbene, proprio lui, è andato in pensione a 44 anni. E oggi, che è appena sessantenne, può vantarsi ( ah, la moralizzazione!) di ricevere un vitalizio previdenziale dal 1995, cioè da 15 anni, cioè da quando c’era ancora la Jugoslavia e Toto Cutugno a Sanremo cantava «Voglio andare a vivere in campagna».
Se la sua esistenza dovesse durare quanto quella media di un italiano (lunga vita!), finirà per incassare il vitalizio almeno per altri 20 anni. E dunque è evidente che il magistrato Di Pietro ha versato all’ente previdenziale solo una minima parte di quello che il pensionato Di Pietro dall’ente previdenziale ha preso e prenderà. È così che nascono i buchi nei conti, ma che importa? «Tanto alla fine è sempre il cittadino che paga ». Lo sapete di chi sono queste parole? Di Tonino, naturalmente. Un moralizzatore baby pensionato. Un uomo sempre molto attento ai valori. Così attento che ha cominciato a incassarli già a 44 anni...
La moglie di Bossi? In pensione a 39 anni.
Del resto quello dei baby pensionati in Italia è un vero esercito, all’interno del quale si nascondono molte sorprese. Per esempio Manuela Marrone, la moglie di Bossi, che oggi ha 57 anni, prende la pensione dal 1º settembre 1992, cioè da quando ne aveva 39. L’assegno non è molto sostanzioso (766,37 euro), ma lo riceve regolarmente da 18 anni e mezzo: non male per la compagna di vita dell’uomo che ha dichiarato guerra a tutti gli sprechi, no?
Il banchiere d’oro:in pensione a 44 anni (prende 18mila euro). Assai più ricco l’assegno del professor Rainer Stefano Masera, oggi preside della facoltà di economia dell’Università Marconi di Roma. Nel ’95 come ministro del Bilancio nel governo Dini, quello del ribaltone, partecipò alla riforma che ha reso più severe le norme per i pensionati: severità di cui, per altro, non si trova traccia nell’assegno che l’Inps versa ogni mese al super baby pensionato Masera: 18.413 euro lordi al mese. Ma il fatto singolare è che il professor Masera, che oggi ha 66 anni, prende il vitalizio da quando ne aveva 44,cioè da 22 anni:correva l’anno 1988, il Muro di Berlino era ancora in piedi, Massimo Ranieri vinceva il festival di Sanremo. E Masera, dal canto suo, lasciava la Banca d’Italia per assumere una serie infinita di altri incarichi privati e pubblici (ministero compreso). Del resto uno che ha 44 anni può mica fare il pensionato anche se ha una pensione che arriva a 18mila euro al mese?
Marrazzo in pensione a 52 anni. Deve accontentarsi di una cifra inferiore, invece Piero Marrazzo: solo 2000 euro al mese. Che ci volete fare? Troppo breve la sua permanenza in Regione, causa transessuali e cocaina. Ricordate? Dopo le dimissioni da governatore, Marrazzo è tornato a fare quello che faceva prima di diventare governatore del Lazio: il giornalista in Rai. Ma appena timbrato il cartellino di viale Mazzini, come altri trenta ex consiglieri laziali, ha presentato apposita domanda per ottenere il vitalizio che gli spetta per legge. Si badi bene: Marrazzo ha appena 52 anni.
I baby pensionati Fabio Granata e Leoluca Orlando. Ancor meglio è riuscito a fare la nuova stella del moralismo un tanto al chilo, il pasdaran dei finiani Fabio Granata, l’uomo che sventola la bandiera del futuro ma nel frattempo si crogiola nei privilegi del passato: infatti è stato uno degli ultimi politici viventi a poter andare in pensione a 50 anni.
E che ha subito unito il baby vitalizio (8.000 euro) al maxistipendio da onorevole, oltre che a qualche altro gettone, come quello di vicepresidente di un ente regionale ( Cinesicilia srl). Fabio Granata, come l’ex sindaco di Palermo, esponente di spicco dell’Idv, Leoluca Orlando, figura nell’elenco di 13 fortunati, ex consiglieri regionali che sommano la pensione da ex consiglieri regionali all’indennità parlamentare, un privilegio che non è previsto in nessun altro posto del mondo e che ha suscitato l’indignazione anche del medesimo presidente dell’Assemblea siciliana, Francesco Cascio: «Come possiamo chiedere sacrifici ai cittadini se poi lasciamo passare simili sciali?»,si è chiesto.Nessuna risposta, naturalmente.
Frisullo e i baby pensionati pugliesi. Vi ricordate Sandro Frisullo, l’ex vicepresidente della Regione Puglia indagato e arrestato nello scandalo della sanità? Ebbene: riceve regolarmente la baby pensione....
A 55 anni prende 10.071 euro lordi al mese (circa 7mila netti) e li prenderà per il resto della sua vita in virtù di 15 anni passati in Regione. Quindici anni di contributi, 10mila euro al mese: non male no? Sono 19 i consiglieri pugliesi che dopo le elezioni regionali della primavera 2010 hanno usufruito della via agevolata alla previdenza: ebbene solo 3 di loro hanno 65 anni, 9 ne hanno meno di 59, uno addirittura ne ha 52. Gli assegni vanno dai 4mila ai 10mila euro al mese. Nel luglio 2010 la Regione Puglia, fra l’altro, ha aumentato i vitalizi a tutti gli ex consiglieri a riposo (152): la spesa è stata piuttosto rilevante, 2 milioni e 600mila euro. Ed è stata finanziata tagliando i soldi destinati agli studenti.
A 47 anni con 10.980 euro al mese. A volte si pensa che le baby pensioni d’oro siano un retaggio del passato. O che riguardino solo gli onorevoli. Macché: nel luglio 2009 il funzionario della Regione Sicilia, Pier Carmelo Russo, è andato in pensione con un assegno mensile pari a 10.980 euro lordi, pari a 6.462 netti. Questo accade in virtù di una legge siciliana per cui con appena 25 anni di contributi (uomini) o 20 (donne) si può avere diritto al vitalizio, se si ha un malato da accudire. E chi non ha un padre che dev’essere accompagnato in ospedale? Chi non ha una zia che necessita assistenza? In effetti: fra il 2003 e il 2010 le baby pensioni concesse grazie a questa leggina sono state oltre mille. Età media delle persone a riposo: 53 anni. Chi non aveva un malato a disposizione,se l’è inventato come una donna geniale che si è fatta adottare da un’anziana non autosufficiente. E così zac, appena adottata, ha presentato richiesta per andare in pensione. Esattamente come ha fatto il 47enne funzionario Pier Carmelo Russo: «Devo accudire mio padre», ha dichiarato con una lettera strappalacrime. Subito dopo s’è fatta nominare assessore, aggiungendo così alla baby pensione (10.980 euro al mese) un’indennità da 300mila euro. E lasciando tutti con un dubbio: ora che lui fa l’assessore, il povero babbo chi lo cura?

ovviamente non è loro responsabilità. Infatti fino a quando questi porcarusi non avranno messi dei limiti a questi furti alla povera gente, fin quando non si metterà una patrimoniale e si cambierà la legge elettorale la mia tessera elettorale resterà dormiente nel cassetto. Con buona pace del mio voto in meno o in più. MNF
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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