Decreto Sviluppo, prime indiscrezioni

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goldenboy
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Mariotta ha scritto:
goldenboy ha scritto:
_naka ha scritto:non ho potuto seguire la giornata politica oggi...novità sulle pensionii ?

no...siamo fermi a ieri


veramente la Gelmini ha detto a Ballarò che si sono accordati per 67 anni su quelle di vecchaia

come dice Di Pietro..fuffa
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_naka
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quindi é passata una mezza modifica solo xké silvio deve riferire all'ue ??? Mamma miaaaa
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doddi ha scritto: è Lei il mattatore della serata :yaho:

Su questo non c'è dubbio: una che, con la situazione attuale, riesce ancora a dire in TV che "noi non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani" è veramente un fenomeno, Crozza può cambiare mestiere
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goldenboy
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http://www.corriere.it/economia/11_otto ... 9559.shtml" onclick="window.open(this.href);return false;



LA CRISI, IL GOVERNO
Draghi: «Lettera del governo alla Ue passo importante, ora le riforme»
Il presidente in pectore della Bce definisce «coraggiose» le misure annunciate e chiede tutele per fasce più deboli
LA CRISI, IL GOVERNO

Draghi: «Lettera del governo alla Ue passo importante, ora le riforme»

Il presidente in pectore della Bce definisce «coraggiose» le misure annunciate e chiede tutele per fasce più deboli

MILANO - Giudizio positivo del presidente in pectore della Bce Mario Draghi sulla lettera di intenti preparata dal governo italiano per il vertice Ue, «È un passo importante» ha detto il banchiere centrale alla giornata mondiale del risparmio in un passaggio non contenuto nel discorso scritto. Il documento, ha riconosciuto Draghi, contiene «un piano di riforme organiche per l'economia». Ora «si tratta di farle con rapidità, e concretezza. Sono riforme coraggiose e occorrerà anche tutelare le fasce più deboli della popolazione che saranno senz'altro toccate»

Ma guarda un pò che novità...la patrimoniale no,eh??
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pab397 ha scritto:[

E non so se sanno che abbiamo un ministro dell'istruzione come la gelmini.
Una che, per ribattere a Fini sulla moglie di Bossi andata in pensione a 39 anni, la sputtana ancora di più, dicendo che ha continuato a lavorare ... in una scuola privata prendendo stipendio e pensione :mrgreen:
Una cretina che non si rende conto neanche delle idiozie che spara.
Non so quanti all'estero sanno che abbiamo un deficiente simile a capo .... non di un ministero qualsiasi, del ministero dell'istruzione!
di questi ministri non se ne salva nessuno.
Non riesco a trovare nessun paese che abbia come,non ministro,ma come amministratori di condominio fini intellettuali del calibro di Bossi e Calderoli.
Allucinante!!
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Foragabbu ieri sera mi sono reso conto del livello di Rotondi, praticamente senza voto come le pagelle del calcio, non si è capito che ruolo occupi, e della Gelmini, se mettevano un pappagallo al suo posto era lo stesso. Perlomeno Fini, pur essendo assai scaduto, fa la sua parte. Vendola li era un fuoriclasse, ed anche il biondo commercialista ah avuto più visibilità. :lol:
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Silvio chiede un ultimo patto a Umberto
"Evitami la figuraccia e a marzo si vota"Lo stallo sulle misure chieste dalla Ue e la trattativa sulle pensioni. Il Senatur vuole andare alle urne con i porcellum. L'ombra di un esecutivo tecnico
di FRANCESCO BEI- Repubblica.it

ROMA - Un patto per sopravvivere fino alla fine dell'anno. Dopo una giornata di trattative al limite della rottura, Berlusconi e Bossi ritrovano un'esile intesa per evitare le dimissioni e un governo tecnico. È un patto segreto. Un patto che garantisce a entrambi qualcosa. Il premier ottiene così di accelerare l'andata in pensione a 67 anni, dando in pasto ai partner europei un assaggio di riforma. In cambio il prezzo da pagare è alto: l'accordo prevede le sue dimissioni tra dicembre e gennaio e le elezioni anticipate nel 2012.

"Evitami la figuraccia a Bruxelles - è stato il discorso fatto dal cavaliere nel breve incontro a quattr'occhi con il Senatur - e io ti prometto che si va a votare a marzo. Con il Porcellum". Appunto, la "Porcata" di Calderoli. L'arma che il capo dei leghisti continua a considerare vitale per il suo partito. E per tenere a bada la fronda interna. A cominciare da Roberto Maroni.

L'azzardo resta comunque altissimo dato che il Cavaliere si presenterà oggi a Bruxelles senza un asso nella manica, senza quell'abolizione delle pensioni d'anzianità promessa soltanto tre giorni fa al termine del Consiglio europeo. Un rischio enorme, di cui è ben consapevole il capo dello Stato. Napolitano ha infatti ricevuto intorno all'ora di pranzo da Gianni Letta una prima bozza della lettera di intenti che Berlusconi porterà oggi con sé in Belgio, ma quello che vi ha letto non deve averlo tranquillizzato affatto.

Nel governo riferiscono
infatti che il Quirinale l'ha giudicata del tutto "insufficiente" rispetto alle richieste. Solo titoli, nulla di concreto. Nel governo è così scattato l'allarme rosso per le conseguenze di una possibile nuova bocciatura europea, che a questo punto non potrebbe che avere effetti pesanti anche sul mercato del debito e sullo spread.

Il caos è tale che nel pomeriggio, in ambienti di governo, si ipotizza persino un clamoroso forfait del premier, che sarebbe pronto a disertare il vertice europeo. Una voce subito smentita da Paolo Bonaiuti, ma che rende bene il livello di fibrillazione raggiunto dalla maggioranza.

È Umberto Bossi, nel lungo vertice di ieri, a mettere il premier di fronte alla gravità della situazione: "È chiaro che hanno deciso di farti fuori. La regia è di Draghi: si stanno muovendo per sostituirti non l'hai capito? Se tocchi le pensioni noi rompiano e quelli ti fanno subito un governo tecnico. Dobbiamo invece arrivare insieme fino a gennaio". Parole che fanno breccia nel premier, portando la tensione ai massimi livelli. "Umberto - replica il premier - io ho preso impegni vincolanti domenica, un segnale sulle pensioni lo dobbiamo dare assolutamente".

Così, sulle convenienze reciproche, matura l'accordo segreto. Un passo obbligato, dal punto di vista del Carroccio, perché Bossi continua a ripetere ai suoi che "ogni giorno che passiamo al governo perdiamo voti". Le elezioni sono l'unica via d'uscita. Del resto anche Berlusconi ormai è consapevole di non avere più benzina nel motore. Deve vedere approvata la legge sul processo breve per terminare il processo Mills, poi sarà pronto per tuffarsi in una nuova campagna elettorale. Da candidato premier.

Andare avanti in questo modo è diventato impossibile. E a pesare non c'è soltanto lo scontro con Bossi. Anche l'atteggiamento del ministro dell'Economia è tornato nuovamente sotto la lente d'ingrandimento. "Non capisco - si è lamentato Berlusconi con un ministro - che partita stia giocando Tremonti. Mi dicono che sta dicendo in giro che il vero problema sono io, la mia credibilità, qualunque cosa portiamo in Europa".

A colpire il premier è stato anche l'annuncio fatto sabato a Bruxelles dal ministro dell'Economia di un piano "Euro-Sud". Piano che non sarebbe stato discusso preventivamente con palazzo Chigi e di cui Berlusconi non sapeva nulla. Lo stesso Tremonti, quando un collega del Pdl gli ha chiesto cosa pensasse della situazione, non ha nascosto la sua sfiducia sulla possibilità di uscirne, addossando al premier la responsabilità del caos. Con una citazione d'antan di Amintore Fanfani: "Chi ha fatto la frittata ora se la mangi".
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Licenziamenti più facili giro di vite su pensioni
La misura per la crisi prevista da maggio 2012. Dal 2026 a riposo almeno a 67 anni. Cgil attacca
26 ottobre, 20:24

BRUXELLES - Per il 2012 sara' piu' facile licenziare per motivi economici. E' quanto prevede la lettera del governo italiano all'Ue che contiene anche il giro di vite sulle pensioni: dal 2026 l'eta' del ritiro almeno a 67 anni, nella convinzione che il sistema italiano sia tra i piu' sostenibili, capace di assorbire lo choc.

LIBERALIZZAZIONI ENTRO MARZO 2012 - "Entro il 1/mo marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali". E' quanto si legge nel testo definitivo della lettera portata dal governo al vertice Ue. Le principali disposizioni riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e della Rcauto

PIANO CRESCITA ENTRO 15 NOVEMBRE - Nella lettera del governo all'Ue si prevede il piano di crescita entro il 15 novembre.

ITALIA HA SEMPRE ONORATO IMPEGNI - L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà. Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente. E' quanto scritto nella lettera che il governo consegna questa sera ai vertici comunitari.

NEL 2013 ZONE SPERIMENTALI A 'BUROCRAZIA ZERO' - "Il Governo incentiva la costituzione di 'zone a burocrazia zero' in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi". Lo annuncia la lettera che il governo presenterà questa sera a Bruxelles. Il Governo mira tra l'altro a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l.

IN PENSIONE ALMENO A 67 ANNI - "Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010, il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026". E' quanto si legge nella lettera inviata dal governo all'Europa. "Nella attuale legislatura - si legge ancora - la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi".

PER MAGGIO 2012 LICENZIAMENTI PIU' FACILI - "Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa, anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". E' quanto si legge nella lettera presentata dal governo italiano all'Unione europea

STRETTA SU CONTRATTI PARA-SUBORDINATI - "Più stringenti condizioni nell'uso dei 'contratti para-subordinati' dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato". E' quanto prevede il governo nella lettera inviata alla Ue

PER GLI STATALI ARRIVA LA MOBILITA' - Il governo interverrà nella Pubblica amministrazione e renderà effettivi "con meccanismi cogenti/sanzionatori: la mobilità obbligatoria del personale; la messa a disposizione (Cassa integrazione) con conseguente riduzione salariale e del personale; superamento delle dotazioni organiche: lo prevede la lettera del governo alla Ue

BERSANI, LETTERA GOVERNO? NIENTE DI SERIO - "A una prima lettura toni e contenuti del documento del governo non lasciano purtroppo intravvedere niente di serio. Evidentemente l'obiettivo del governo è di prendersi in sede europea qualche giorno di ossigeno": così il segretario del Pd, Bersani
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Il testo della lettera alla Ue
Ecco il testo integrale della lettera del governo italiano all'Unione europea.

"L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.

Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente. La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro. Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa". "Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi. Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori

e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli".

I fondamentali dell'economia italiana. "Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione. Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l'estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012.

I dati relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi. E' doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009). Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%). In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.

Creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita. Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi: - Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori; - Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; - Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia; - Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione".

Promozione e valorizzazione del capitale umano. L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento. Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore. Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011.

Efficientamento del mercato del lavoro. E' prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
1) In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro;
del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.

2). Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; più stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

Apertura dei mercati in chiave concorrenziale. Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.

"Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi.

Nel frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni. Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.

Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato".

"Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l'introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi. Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato.

Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonchè un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.

Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione. Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti. Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie. Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca. Questi interventi - insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo - rientrano a pieno titolo nell'ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane. Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.

Semplificazione normativa e amministrativa. Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi. Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell'atto di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo. I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati".

"I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali. Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività d'impresa. L'obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.

Modernizzazione della pubblica amministrazione La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perchè la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perchè la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l'attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione. Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a). la mobilità obbligatoria del personale; b). la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c). il superamento delle dotazioni organiche.

Contestualmente all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.

Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto).
Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011.
L'obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.

Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici.
Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell'opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato.
Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.

Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.

Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l'assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere all'approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
A). Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e passivo per l'elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.
B) Due disegni di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all'abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.
Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:
A). Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonchè alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell'efficienza e del merito.
B). Un disegno di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.
A tal fine si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.

Le conseguenti leggi attuative saranno
successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell'ambito della Costituzione.

Una finanza pubblica sostenibile. Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.

La delega fiscale e assistenziale previdenziale Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l'esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014.
Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l'accisa.

In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.

Le dismissioni. Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.

La razionalizzazione della spesa pubblica. Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1 gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.

Debito pubblico. Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.

Il costo degli apparati istituzionali. Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi.
Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.

Il pareggio di bilancio
Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera dei Deputati. L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012. Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.

Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie. Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L'utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.

Conclusioni. Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più coesa.
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Pensioni, ecco la riforma fantasmai 67 anni nel 2026 erano già previstiNella lettera inviata all'Europa, vincoli anche meno severi di quelli in vigore. In base alla legge, quell'anno uomini e donne lasceranno per vecchiaia solo a 67 anni e 7 mesi. Il vero terreno di riforma chiesto dalla Bce era l'anzianità, dove non cambia nulla
di ROBERTO PETRINI - repubblica.it

La lettera di Berlusconi all'Ue ROMA - Un bluff. Un'incomprensione. Nella migliore delle ipotesi un giallo. Oppure come in Alice una "non-riforma". La linea dell'Italia, come espressa dalla lettera di Berlusconi alla Ue, è quella che le pensioni di anzianità e vecchiaia vanno bene così, come sono state modificate dalla manovra d'estate, niente di più.

Nulla si tocca sull'anzianità, in base al "nyet" di Bossi: si andrà a "quota 97" nel 2013 (ovvero 62 anni anagrafici e 35 di versamenti), come regolarmente previsto dalla riforma Prodi-Damiano. Ma l'equivoco più grosso - avvalorato dall'intervento del ministro Gelmini a Ballarò di martedì sera che ha spacciato la cosa per una novità - è sulla vecchiaia.

Non ci sarà infatti alcun innalzamento dell'età per la pensione di vecchiaia perché nel 2026 è già previsto dalla manovra d'estate (legge 111 del 2011) che si vada in pensione a 66 anni e 7 mesi. A questa età, per calcolare il momento effettivo del pensionamento, bisogna aggiungere tuttavia un anno, come previsto dalla recente introduzione della cosiddetta "finestra mobile" che impone a tutti di aspettare dodici mesi prima del ritiro dell'assegno.

A conti fatti dunque nel 2026 si andrà in pensione, come previsto dalla vigente normativa, a 67 anni. Anzi, per la precisione la normativa attuale è già più severa di quella che sembra garantire Berlusconi all'Europa, perché
il traguardo della vecchiaia in base alla manovra d'estate, che peraltro ha accelerato la partenza del processo di due anni (al 2013), potrà essere tagliato solo a 67 anni e 7 mesi.

Infatti, come è evidente da una tabella di fonte Inps che tiene conto delle proiezioni demografiche Istat, dal 2013 l'età di vecchiaia salirà in base alle cosiddette "aspettative medie di vita" di tre mesi ogni tre anni. Grazie a queste riforme in Italia il traguardo dei 65 anni è rimasto in vita solo dal punto di vista "legale", perché "aspettative di vita" e "finestra mobile" fanno sì che già dal prossimo anno si andrà in vecchiaia a 66 anni, nel 2013 a 66 anni e tre mesi, nel 2019 a 66 anni e 11 mesi fino a raggiungere - come accennato - i fatidici 67 anni e 7 mesi nel 2026. Tutto scritto e votato dal Parlamento, perché la prima versione della riforma sulle "aspettative di vita" risale alla legge 122 del 2010. "Si ripercorre il cammino realizzato con le norme vigenti e resta aperto il nodo dell'anzianità", conferma Giuliano Cazzola (Pdl).

Anche per le donne la lettera del governo italiano a Bruxelles promette l'immobilità. Infatti la manovra d'estate ha messo in moto un meccanismo di accelerazione che parte blandamente dal 2014 (con l'aumento di un mese) e via via sale fino al 2026. Anche in questo caso al meccanismo bisogna sommare le "aspettative di vita" e la "finestra mobile": così facendo, come dimostra la tabella Inps-Istat, nel 2026 l'età effettiva di pensionamento delle lavoratrici del settore privato sarà di 67 anni e 7 mesi. La novità dei due calcoli comparati sta nel fatto che donne e uomini nel 2026, quanto a pensione di vecchiaia, raggiungeranno una parità sostanziale: sommate le varie riforme andranno entrambi in pensione effettiva a 67 anni e 7 mesi.

Detto ciò, il nostro sistema, che mantiene l'atipicità europea delle pensioni di anzianità oggetto del pressing della Bce, darà le seguenti opzioni. Chi potrà, perché come molti lavoratori garantiti del Nord ha una storia contributiva forte, sfrutterà l'occasione di andare in pensione dal prossimo anno a "quota 96" (ovvero con 61 anni di età anagrafica e 35 di contributi) o nel 2013, quando il meccanismo di innalzamento si fermerà con 62 anni e 35 di versamenti.

Meglio ancora si troverà chi, avendo lavorato per 40 anni, potrà sfruttare il "semaforo verde" permanente che prescinde dall'età anagrafica. Chi invece ha una storia contributiva frammentata, dovrà tirare la carretta: fino a 67,7 anni nell'anno di grazia 2026.
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Crisi, Ue promuove piano italiano. Berlusconi: 'Manterremo gli impegni'

ultimo aggiornamento: 27 ottobre, ore 12:05

Bruxelles - (Adnkronos/Ign) - Il presidente del Consiglio al termine del vertice dei leader dell'eurozona: "Se non li rispettassimo non saremmo più credibili". Ancora tensioni con Sarkozy sulla vicenda Bini Smaghi. Le misure nella lettera, anticipata dall'Adnkronos: in pensione a 67 anni e possibilità di licenziare per motivi economici. (TESTO) Sindacati all'attacco: reagiremo. Draghi: "Misure coraggiose". Napolitano: servono anche azioni impopolari. Pensioni, Alfano: "C'è l'intesa con Lega". Ma Bossi lo gela. Siparietto Sarkozy-Merkel (VIDEO) Default, spread, tobin tax: piccolo viaggio tra le parole della crisi

Bruxelles, 27 ott. - (Adnkronos) - L'Italia manterrà gli impegni che ha assunto con l'Unione Europea, altrimenti "non saremmo credibili", l'opposizione non dica no. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti al termine del vertice dei leader dell'eurozona che ha promosso le misure presentate dall'Italia. "Abbiamo presentato un documento articolato che contiene gli impegni che intendiamo rispettare - ha detto il premier - Se non li rispettassimo non saremmo ulteriormente credibili, sono impegni che l'Italia, come sempre, manterrà anche questa volta". Tra l'altro, ha continuato Berlusconi, "abbiamo preso l'impegno di tenere al corrente la Commissione via via che il nostro Parlamento approverà le varie misure".

Il pacchetto, ha spiegato il premier, sarà composto di "vari disegni di legge, uno per ogni singolo settore, non si tratta di misure che riguardano interessi di questa o quella parte, soprattutto non della maggioranza o di altre categorie, ma riguardano gli interessi dell'Italia e degli italiani". Per questa ragione, Berlusconi ha auspicato che "l'opposizione voglia uscire dai panni stretti che finora ha indossato, nel dire sempre no e essere sempre contro e voglia con noi partecipare all'attuazione di queste misure che servono all'Europa, e servono anche all'opposizione".

Quelle "introdotte non sono così negative come in Grecia, dove ricordo ci sono state misure che hanno rigurardato addirittura il licenziamento di un numero importante di impiegati pubblici, la diminuzione del 25% degli stipendi - ha tenuto a chiarire il premier, parlando come di un pacchetto "sostenibile" - Nulla di tutto questo. Da noi c'è solo la mobilità e la possibilità che degli impiegati pubblici siano messi in cassa di integrazione per dei periodi limitati".

Berlusconi ha poi sottolineato come la vertice si sia fatto "un bel lavoro, specie per la governance della zona euro, abbiamo chiuso bene sulla Grecia e sull'accordo del 50% per l'aiuto dei privati alla ricostruzione del debito greco". "Per quanto ci riguarda - ha aggiunto ancora - abbiamo presentato un pacchetto di proposte per la ristrutturazione di certi nostri settori e per dare impulso alla nostra economia. Sono stati accolti positivamente e con il riconoscimento dei progetti ambiziosi che ora aspettano di essere realizzati". Quanto ai tempi di attuazione delle misure, il premier ha detto di aver "fornito anche le date entro le quali realizzare le singole misure e le confermeremo successivamente, con un elenco completo delle date entro cui prevediamo che il nostro Parlamento possa approvare queste riforme".

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Fronda Pdl prepara lettera al premier
"E' arrivata l'ora del passo indietro"
Alcuni parlamentari del Pdl stanno lavorando ad una lettera-appello a Berlusconi, nella quale si chiede ancora al presidente del Consiglio di dimettersi e allargare la maggioranza, proprio per poter dar corso agli impegni assunti con l'Ue
ROMA - Dopo il sì dell'Europa a Silvio Berlusconi le acque restano agitate nella maggioranza. Alcuni parlamentari del Pdl stanno lavorando ad una lettera-appello al premier, nella quale si chiede ancora a Berlusconi di fare un passo indietro e allargare la maggioranza, proprio per poter dar corso agli impegni assunti con l'Ue.

Già ieri il timore delle urne aveva spinto i frondisti del centrodestra a rialzare la testa. Nel pomeriggio si erano riuniti gli "scajoliani" e stando alle indiscrezioni Beppe Pisanu e altri dieci senatori sarebbero pronti a muoversi prendendo spunti dal decreto sviluppo, che arriverà a palazzo Madama. Un nodo sul quale i ribelli potrebbero compiere il loro blitz e arrivare alla rottura definitiva. Ma il tempo sta scadendo, la finestra per formare un governo tecnico sta per chiudersi. "Restano pochissimi giorni", li ha avvertiti ieri Casini, poi le elezioni saranno ineludibili".


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Non riesco a capire a chi vorrebbero allargare la maggioranza? all'UDC? a Fini? mah, misteri...oltretutto non ci sarebbe più alcuna convenienza elettorale a fare patti con questo governo e questa maggioranza in fase calante, anzi cadente

"...e qualcosa rimane
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onlyamaranto ha scritto:Non riesco a capire a chi vorrebbero allargare la maggioranza? all'UDC? a Fini? mah, misteri...oltretutto non ci sarebbe più alcuna convenienza elettorale a fare patti con questo governo e questa maggioranza in fase calante, anzi cadente
allargano a UDC e Fini solo per concludere la legislatura e per fare le riforme che chiede il terzo polo che in parte fanno parte del programma del dire ma non del fare di questo governo.
così il coltello passa nelle mani di Casini/Fini e Bossi si spinsera :D
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NinoMed ha scritto:
onlyamaranto ha scritto:Non riesco a capire a chi vorrebbero allargare la maggioranza? all'UDC? a Fini? mah, misteri...oltretutto non ci sarebbe più alcuna convenienza elettorale a fare patti con questo governo e questa maggioranza in fase calante, anzi cadente
allargano a UDC e Fini solo per concludere la legislatura e per fare le riforme che chiede il terzo polo che in parte fanno parte del programma del dire ma non del fare di questo governo.
così il coltello passa nelle mani di Casini/Fini e Bossi si spinsera :D

Non penso proprio che Casini e Fini siano così sprovveduti da fare da stampella, non esiste proprio, secondo me i giorni di questo governo sono ormai contati, penso che sarà la Lega a staccare la spina, col consenso di Tremonti

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onlyamaranto ha scritto:
NinoMed ha scritto:
onlyamaranto ha scritto:Non riesco a capire a chi vorrebbero allargare la maggioranza? all'UDC? a Fini? mah, misteri...oltretutto non ci sarebbe più alcuna convenienza elettorale a fare patti con questo governo e questa maggioranza in fase calante, anzi cadente
allargano a UDC e Fini solo per concludere la legislatura e per fare le riforme che chiede il terzo polo che in parte fanno parte del programma del dire ma non del fare di questo governo.
così il coltello passa nelle mani di Casini/Fini e Bossi si spinsera :D

Non penso proprio che Casini e Fini siano così sprovveduti da fare da stampella, non esiste proprio, secondo me i giorni di questo governo sono ormai contati, penso che sarà la Lega a staccare la spina, col consenso di Tremonti
casini ha sempre detto di essere disponibile a sostenere un governo che non sia presieduto da Berlusconi, quindi se lui si dimette penso si possa fare un altro governo di centro-destra allargato al terzo polo.
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io2 ha scritto:
casini ha sempre detto di essere disponibile a sostenere un governo che non sia presieduto da Berlusconi, quindi se lui si dimette penso si possa fare un altro governo di centro-destra allargato al terzo polo.
...Per poi andare alle elezioni con il blocco già sperimentato e vincente.
Concordo Mastru.


Sono anni che si contendono l'eredità e il momento di riscuotere si avvicina a grandi falcate
Il legittimo impedimento rimane sempre iddu.
La speranza appartiene ai figli.
Noi adulti abbiamo già sperato e quasi sempre perso.
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io2 ha scritto:[quote="casini ha sempre detto di essere disponibile a sostenere un governo che non sia presieduto da Berlusconi, quindi se lui si dimette penso si possa fare un altro governo di centro-destra allargato al terzo polo.
Ma la lega di questo governo non ne farà parte,così come non penso che ne farà parte Rutelli.
I numeri li avrà??i deputati di fli e udc compenseranno quelli della lega??
https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4" onclick="window.open(this.href);return false;
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Regmi ha scritto:
io2 ha scritto:
casini ha sempre detto di essere disponibile a sostenere un governo che non sia presieduto da Berlusconi, quindi se lui si dimette penso si possa fare un altro governo di centro-destra allargato al terzo polo.
...Per poi andare alle elezioni con il blocco già sperimentato e vincente.
Concordo Mastru.


Sono anni che si contendono l'eredità e il momento di riscuotere si avvicina a grandi falcate
Il legittimo impedimento rimane sempre iddu.
credo però che il candidato premier dovrà essere del pdl in quanto partito di maggioranza relativa.
Io da elettore di centro-destra dico che doveva dimettersi otto mesi fa.
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