in Calabria dalla mafia voti per Antonio Caridi.............

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http://www.zoomsud.it/index.php?option= ... rimo-piano

C’è scritto in una delle 16 pagine del dossier consegnato a Pisanu: «L’indagine ha consentito di documentare l’alacre attività di sostegno svolta, nell’ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi». Il voto è quello delle ultime elezioni regionali della Calabria. La cosca è quella Raso-Gullace-Albanese attiva in Liguria, attenta in Calabria. Antonio Caridi, primo degli eletti in provincia di Reggio, è assessore della maggioranza di centro destra guidata da Giuseppe Scopelliti.

Prosa secca e giudizio duro, comunque, quelli di Vincenzo Scolastico, il magistrato a capo della Direzione distrettuale antimafia di Genova che ha scritto quel periodo che sembra riassumere le indagini sue, e di Roberto Cavallone e Franco Cozzi, suoi omologhi di Imperia e Chiavari. Ovviamente, affermazioni tutte da dimostrare.

Il passo sull’assessore Caridi si trova nel dossier che i magistrati della distrettuale hanno presentato venerdì al presidente Pisanu ed ai componenti della Commissione parlamentare antimafia in missione a Genova per informarli sul lavoro che stanno svolgendo e sulla situazione Ligure.

Il documento sarebbe dovuto restare segreto ma Il Secolo XIX, il più autorevole e diffuso quotidiano della Liguria, ha sparato sabato mattina la notizia in prima pagina con grande evidenza.

Una notizia choc per la Calabria così proposta ai lettori:

titolo: «Genova: droga voti e rifiuti, il grande ritorno del boss”;

catenaccio: «Assessore regionale fatto eleggere dal clan in Calabria».

Ma procediamo con ordine.

L’articolo, firmato da Marco Grasso e Matteo Indice, parte dalla trasferta genovese della Commissione parlamentare antimafia e pubblica stralci virgolettati del dossier «riservato» consegnato dal Pm Scolastico e dai suoi colleghi al Presidente Pisanu.

Molto ampia nel dossier la ricostruzione delle attività e della vita di Carmelo Gullace «iscritto in gran segreto sul registro degli indagati negli ultimi mesi» che, secondo i magistrati, sarebbe il «leader per tutto il nordovest» per conto della cosca Raso-Gullace-Albanese. Cosca che oltre ad essere egemone in quei territori tiene d’occhio quel che accade in Calabria.

Nel dossier c’è scritto: «Le indagini hanno consentito di registrate la periodica tenuta di vari summit». Uno di questi, filmato dagli investigatori, si è svolto il 12 marzo 2010 quando il capo dei Gullace partecipa in Calabria a un compleanno che, sostengono gli 007 della Dia, sarebbe stata in realtà la festa per una affiliazione alla ‘ndrangheta.

Inoltre, informa il dossier «Nella giornata dell’1 maggio 2010, in località Brembile nel comune di Ardore (Reggio Calabria) si è tenuta un’altra importante riunione cui hanno partecipato alcuni degli indagati ed elementi di vertice della cosca Raso-Gullace-Albanese, tra i quali il “ligure” Carmelo Gullace e Giuseppe Raso».

Infine, per dimostrare il potere del clan i Pm avvertono che «Nella terra d’origine (la cosca, ndr) può contare su una rete di contatti con alcuni esponenti politici». Segue il periodo che abbiamo riportato all’inizio sull’assessore regionale Caridi.

Ripetiamo: notizie ed accusa, anche quando vengono dai magistrati che stanno indagando, vanno verificate e accertate nei processi. Vale per tutti, anche per chi si candida alle elezioni.

Inquietano però due passi del documento che si riferiscono direttamente alla Calabria. Primo, a giudizio dei magistrati le loro indagini avrebbero documentato una raccolta di voti «anche con palesi intimidazioni». Secondo il clan di cui si parla «nella terra d’origine» cioè in Calabria «può contare su una rete di contatti con alcuni esponenti politici».

Speriamo non sia vero. (alva)
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Regmi
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Di che tegola parlano qua?
Che c'azzecca :scratch

http://www.corrieredellacalabria.it/sto ... re_caridi/" onclick="window.open(this.href);return false;

La Dda di Genova: «La cosca Raso-Gullace-Albanese ha appoggiato l'assessore Caridi»


Un'altra tegola in testa per la giunta regionale guidata da Giuseppe Scopelliti. Stavolta arriva dalla Liguria.
«L’indagine ha consentito di documentare l’alacre attività di sostegno svolta, nell’ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi».
Il passaggio è contenuto nel dossier che il capo della Dda di Genova Vincenzo Scolastico ha consegnato al presidente della Commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu.
Uno stralcio del dossier è stato pubblicato stamattina dal Secolo XIX all'interno di un'articolo di Marco Grasso e Matteo Indice.
Un dossier riservato attraverso il quale la Dda ha ricostruito le attività illecite del boss Carmelo Gullace «iscritto in gran segreto sul registro degli indagati negli ultimi mesi».
Secondo gli inquirenti, sarebbe lui il «leader per tutto il nordovest» a capo della cosca Raso-Gullace-Albanese. Una consorteria mafiosa che, oltre a dettare legge in Liguria, è attenta al territorio calabrese.
In particolare, le «indagini hanno consentito di registrare la periodica tenuta di vari summit» come quello tenuto in Calabria il 12 marzo 2010 quando il capo dei Gullace ha partecipato a un rito di affiliazione alla ‘ndrangheta.
Pesantissimo, infine, il passaggio sui rapporti tra la cosca e la politica: «Nella terra d’origine (la cosca, ndr) può contare su una rete di contatti con alcuni esponenti politici». Tra questi, stando a quanto trapela dalle colonne del "Secolo XIX", l'assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi.
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spiny79
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ma l'assessore sapeva di avere questi "sostenitori" o hanno agito a sua insaputa?
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sicuramente non sapeva....questi sostenitori sono regolarmente di quel colore politico,suoi sfegatati fans da sempre,ed hanno votato la qualità morale della parsona e basta,senza mai pretendere nulla in cambio.. :mrgreen: :lol:
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Regmi
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spiny79 ha scritto:ma l'assessore sapeva di avere questi "sostenitori" o hanno agito a sua insaputa?
Ricordo che una sorta di codice etico per candidare gli aspiranti consiglieri era stato stilato e (on. Napoli docet) disatteso da parte di che aveva quelle responsabilità.

Anche loro non sapevano?
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Un dossier in cui qualcuno, anche con palesi intimidazioni, ha dovuto votare e votato per Caridi.
L'ordine partito dalla Liguria.
La zona di influenza e di provenienza della cosca è Cittanova.
Il dossier era (oramai non più a quanto pare) secretato e consegnato dal capo della Dda di Genova Vincenzo Scolastico al presidente della Commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu.
Ne erano ovviamente a conoscenza i Pm ed i militari che lavorano con loro.
I giornalisti del secolo da chi l'hanno avuto?
Uomini di legge non violano la legge. Non può essere.
Bisogna cercare altrove.
Ma dove?
Le indagini saranno compromesse?
Ma c'è un'indagine?
Caridi è stato "avvisato"?
Dovrà comparire a fornire informazioni?
Caridi ha chiesto i voti a costoro?
Li conosceva?
Conosceva qualcuno a loro vicino fattosi tramite?
Che accordi c'erano per avere "il voto di scambio"?
Era egemone alla cosca?
Di che parliamo?
Se si ha un dossier in mano si và oltre la comunicazione dei soggetti, si aggiungono fatti.
Così funziona il sensazionalismo.



... E soprattutto domani a chi tocca?
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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Regmi ha scritto:
spiny79 ha scritto:ma l'assessore sapeva di avere questi "sostenitori" o hanno agito a sua insaputa?
Ricordo che una sorta di codice etico per candidare gli aspiranti consiglieri era stato stilato e (on. Napoli docet) disatteso da parte di che aveva quelle responsabilità.

Anche loro non sapevano?
Le contestazioni della Napoli, ante elezioni, riguardanti Caridi vertevano sulla vicenda discarica Longhi Bovetto.
Non mi pare ci fosse alcuna informativa o dossier che lo riguardava.
Se coloro che vincono le gare hanno certificati antimafia ma sono in strette relazioni con altre imprese sottoposte all'attenzione della mafia,tutte munite di certificazioni delle prefetture,allora è un problema diverso che non compete a me valutare. I.F.
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http://www.strill.it/index.php?option=c ... d=1:ultime" onclick="window.open(this.href);return false;


Secondo Dda Genova il boss Gullace appoggiò elettoralmente Antonio Caridi
Domenica 23 Ottobre 2011 11:41

Un'indagine svolta in Liguria sulle attivita' del boss Carmelo 'Nino' Gullace ha consentito di documentare ''l'alacre attivita' di sostegno svolta, nell'ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi'' divenuto poi assessore alle attivita' produttive della giunta Scopelliti. La relazione, il cui stralcio e' stato pubblicato dal Secolo XIX, e' stata consegnata dal procuratore capo facente funzioni di Genova Vincenzo Scolastico al presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu durante l'audizione svolta due giorni fa a Genova. L'attenzione delle forze dell'ordine liguri sulla cosca guidata da Gullace che fa riferimento in Calabria alla cosca Raso-Gullace-Albanese di Cittanova (Reggio Calabria) riguarda tutte le attivita' di movimentazione terra, edilizia, smaltimento di rifiuti e sfruttamento cave tra il Ponente ligure e il basso Piemonte dove operano sia la famiglia di Rocco Pronesti' che il clan guidato da Pietro Ilacqua. I 'locali' di 'ndrangheta in Liguria, secondo gli inquirenti, mantengono rapporti costanti con la Calabria e vengono indirizzati dalla cosiddetta 'camera di compensazione' creata a Ventimiglia (Imperia) che sarebbe guidata proprio dalla cosca di Gullace. Questa cosca gode, secondo gli inquirenti, di numerosi contatti con esponenti politici in Calabria, un 'modello' che i 'locali' 'ndranghetisti avrebbero importato anche in Liguria.
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Regmi ha scritto:
spiny79 ha scritto:ma l'assessore sapeva di avere questi "sostenitori" o hanno agito a sua insaputa?
Ricordo che una sorta di codice etico per candidare gli aspiranti consiglieri era stato stilato e (on. Napoli docet) disatteso da parte di che aveva quelle responsabilità.

Anche loro non sapevano?

me lo domando perchè se nelle indagini sono emersi contatti diretti tra l'assessore e gli esponenti della cosca, nei quali si parla di accordi elettorali, di voti procurati in cambio di futuri favori, non vedo cosa si aspetta a procedere all'arresto immediato dei soggetti...

ma cmq come è possibile che questo dossier sia arrivato nelle mani di giornalisti?

e se così facendo l'indagine è stata compromessa?
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spiny79 ha scritto:
Regmi ha scritto:
spiny79 ha scritto:ma l'assessore sapeva di avere questi "sostenitori" o hanno agito a sua insaputa?
Ricordo che una sorta di codice etico per candidare gli aspiranti consiglieri era stato stilato e (on. Napoli docet) disatteso da parte di che aveva quelle responsabilità.

Anche loro non sapevano?

me lo domando perchè se nelle indagini sono emersi contatti diretti tra l'assessore e gli esponenti della cosca, nei quali si parla di accordi elettorali, di voti procurati in cambio di futuri favori, non vedo cosa si aspetta a procedere all'arresto immediato dei soggetti...

ma cmq come è possibile che questo dossier sia arrivato nelle mani di giornalisti?

e se così facendo l'indagine è stata compromessa?
Domande legittime alle quali solo gli addetti ai lavori potranno rispondere con cognizione di causa.
Io, da cittadino votante e pagante, mi limito ad una valutazione politica non fideistica che appare univoca.
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doddi ha scritto:
Regmi ha scritto:
spiny79 ha scritto:ma l'assessore sapeva di avere questi "sostenitori" o hanno agito a sua insaputa?
Ricordo che una sorta di codice etico per candidare gli aspiranti consiglieri era stato stilato e (on. Napoli docet) disatteso da parte di che aveva quelle responsabilità.

Anche loro non sapevano?
Le contestazioni della Napoli, ante elezioni, riguardanti Caridi vertevano sulla vicenda discarica Longhi Bovetto.
Non mi pare ci fosse alcuna informativa o dossier che lo riguardava.

Naturalmente, e parimenti a tutti gli altri casi, nessuno sapeva.
Come non si sapeva di quello, intercettato nell’operazione Meta, che ha messo a disposizione gli uffici e le segretarie del palazzo (ricandidato e rieletto)
e di quell'altro che inconsapevolmente cenava con De Gregorio e i carabinieri accanto a registrare. Tanto per fare qualche esempio.

Aggiorna tu la lista....Se ne hai voglia.
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Regione, assessore Caridi: " Sicuro e forte della mia probità e linearità comportamentale"
Lunedì 24 Ottobre 2011 11:54

''Rimango sbigottito nell' apprendere quanto assunto da alcune testate giornalistiche in merito a non meglio individuate e specificate fonti che individuerebbero un collegamento tra la mia elezione ed il contributo pretesamene fornitomi da soggetti ritenuti appartenere a clan malavitosi''. Lo afferma, in una nota, l'assessore alle Attivita' produttive della Regione Calabria, Antonio Stefano Caridi. Caridi fa riferimento ad una indagine della Dda di Genova dalla quale sarebbe emersa l'attivita' del boss Carmelo ''Nino'' Gullace ''di sostegno svolta, nell'ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi''. La relazione, il cui stralcio e' stato pubblicato ieri dal Secolo XIX, e' stata consegnata dal procuratore capo facente funzioni di Genova Vincenzo Scolastico al presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu. ''Il logico clamore mediatico, a fronte di tale notizia - ha sostenuto Caridi - cozza con la realta' e con la mia storia personale che non consentono illazioni, ne' tanto meno sterili strumentalizzazioni, di alcun genere. Sicuro e forte della mia probita' e linearita' comportamentale attendo di conoscere il postulato che ha consentito simili iniziative, demandando all'avv. Francesco Gambardella il compito di valutare ogni piu' opportuna iniziativa da intraprendere, soprattutto una volta acquisiti tutti gli elementi idonei a leggere in termini di completezza la singolare vicenda che oggi, inspiegabilmente, mi vede protagonista''. (ANSA).
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doddi ha scritto:http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86


Regione, assessore Caridi: " Sicuro e forte della mia probità e linearità comportamentale"
Lunedì 24 Ottobre 2011 11:54
Anche qui ti aspettavi un mea culpa e sei rimasto deluso, vero?
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Pare che qualche collaboratore di giustizia ne avesse già parlato.

http://www.corrieredellacalabria.it/sto ... di_caridi/" onclick="window.open(this.href);return false;

Il pentito che per primo parlò di Caridi
Già nel 2004 Giovanbattista Fracapane, un tempo killer dei De Stefano, aveva riferito ai magistrati delle simpatie politiche della 'ndrangheta. A detta del collaboratore di giustizia, attraverso Caridi il boss Paolo Rosario De Stefano gli aveva trovato un medico durante la latitanza
- A +
L'assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi
Non è la prima volta che il nome dell'assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi finisce nelle carte dei magistrati antimafia.
Prima ancora che in quelle della Dda di Genova, infatti, dell'allora assessore all'Ambiente del Comune di Reggio aveva parlato il collaboratore di giustizia Giovanbattista Fracapane, un tempo killer di punta della cosca De Stefano.
Sei anni fa, il pentito ha riferito ai magistrati di aver sentito spesso il nome di Scopelliti e dell’assessore Antonio Caridi negli ambienti della cosca di Archi.
Era il 7 luglio del 2004 quando nel carcere di Rebibbia a Roma, Fracapane riceve la visita dei sostituti procuratori della Dda Santi Cutroneo, Mario Andrigo e dei vicequestori aggiunti della squadra Mobile Renato Panvino e Luigi Silipo. Fracapane ha raccontato molti delitti commessi nella seconda metà degli anni Ottanta su mandato di Orazio De Stefano. Ma non si è limitato al suo ruolo di sicario al servizio del potente casato mafioso di Archi. La gola profonda ha parlato, infatti, di politica e delle amicizie di cui i De Stefano godevano negli ambienti istituzionali reggini.
PM CUTRONEO: Una domanda le persone quindi che facevano parte dell’associazione di cui anche lei ha fatto parte vantavano delle amicizie nel campo delle istituzioni della politica avevano amici con politici amici con persone delle istituzioni
FRACAPANE: mi ricordo che alle votazioni sapevo sempre che loro al De Stefano gli interessava sempre che se ne andava Falcomatà
PM ANDRIGO: Come
VQA SILIPO: Se ne andava oppure lo cacciavano
PM ANDRIGO: Gli interessava che se ne andava Falcomatà
FRACAPANE: Sì sì perché lui magari con la destra aveva una sua amicizia no, che sicuramente qualche lavoro lo prendeva, col pizzo l’ha preso
VQA SILIPO: Con qualche persona in particolare
FRACAPANE: ma diciamo forse sentivo sempre il nome di Caridi io Caridi diciamo .. consigliere non so
PM CUTRONEO: Che ha una carica nel Comune di Reggio
FRACAPANE: Sì sì loro forse sempre sentivo … il nome di Scopelliti questo..che poi
VQA PANVINO: Che carica ha questo?
FRACAPANE: Non so
VQA SILIPO: È stato assessore mi sembra Caridi
FRACAPANE: Sì sì diciamo
PM CUTRONEO: Ma c’erano frequentazioni
FRACAPANE: Non so. Io so solo magari che pregava sempre che se ne andava Falcomatà
VQA SILIPO: Pregava non so lui ha dato indicazioni sulle eventuali votazioni qualcosa oppure dice speriamo….
PM CUTRONEO: Ma diciamo c’è stato c’è stata una indicazione
FRACAPANE: No in particolare nessuna indicazione, si diceva magari la destra sta Alleanza Nazionale queste cose qua sommariamente no specificatamente mi ha detto sapete quello
Pochi mesi dopo, il 19 ottobre 2004, la Direzione distrettuale antimafia ha interrogato nuovamente Giovanbattista Fracapane. Questa volta, il pentito si trova di fronte il sostituto procuratore Roberta Nunnari accompagnata dal vicequestore aggiunto Luigi Silipo e dall’ispettore Antonino Dell’Arte. Alle 10 del mattino inizia l’interrogatorio in cui spiega il periodo della latitanza.
PM NUNNARI: Senta ma lui diceva… ma lei diceva che gestiva la cose tramite Paolo Caponera…
FRACAPANE: Si.
PM NUNNARI: …che è Paolo Rosario De Stefano Caponera e che si mandava queste imbasciate tramite bigliettini, senta ma altri mezzi un pò più sofisticati, il computer queste cose qua non utilizzava niente?
FRACAPANE: No, no finchè c’ero…era guardate era maniacale come persona, chi io in fin dei conti quando sapeva che faccio messaggi è rimasto. Gli ho detto “ma guarda che i messaggi è l’unica cosa che tu non ti posso intercettare” è brutto parlare due minuti…incomp…perché togli sempre la batteria quelle che servono le batterie…
PM NUNNARI: Si, si ho capito. Dico non è che gestiva cose o…visto che era maniacale che utilizzava computer per mantenersi a posto le memorie sue…
Stando alle dichiarazioni del pentito, quindi, sarebbe stato Paolo Rosario De Stefano Caponera a gestire la sua latitanza preoccupandosi anche di trovare l’appartamento dove nascondersi attraverso le agenzie immobiliari. E quando Fracapane stava male, sarebbe stato sempre Paolo Rosario a contattare il medico attraverso gli “amici” istituzionali.
PM NUNNARI: Ma l’agenzia sapeva che serviva a voi e…
FRACAPANE: No, no sapeva che serviva a Paolo.
PM NUNNARI: A Paolo, cioè era Paolo che andava nell’agenzia e faceva…
FRACAPANE: Si.
PM NUNNARI: …e contattava e trovava…
FRACAPANE: Diciamo di si in linea di massima però lui magari inventava che non la poteva registrare che la registrava sotto qualche altro nome, però questa non ha voluto i documenti, lui versava allora quattrocento euro, quattrocento mila lire al mese perché era proprio piccola piccola e lì mi sono visto con un dottore diciamo che, che siccome sto male diciamo con la digestione e ho pensato sempre che sono allergico a qualche mangiare quindi mi ha fatto Paolo l’incontro con questo dottore che è una persona sui cinquanta, robusta diciamo era vestito con gli abiti che si usavano,con una polo a rombi che quando l’ho visto mi sembravo io il dottore va, gli ho detto “Paolo ma chi mi hai portato” che io mi ero preparato tutto per bene una doccia fresco perché pensavo che mi faceva le cose per l’allergia alimentare proprio i test…
PM NUNNARI: I test si.
FRACAPANE: Si. E questo dottore dice che l’aveva trovato con Caridi, che sarebbe non so assessore a che cosa. Aveva in uso questo appartamento qua, io sono andato pure una volta che lui si è incontrato mi sembra con sua moglie, che è andato mi sembra faceva un sopralluogo si può stare no si può stare che ci sono…
PM NUNNARI: Ecco…
FRACAPANE: Però questo era invisi…era invivibile perché era una stanza.



Lucio Musolino

24/10/2011 16:46
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