cassazione: reato mettere in dubbio la cultura altrui

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Non si possono insultare le persone mettendone in dubbio il livello culturale. Lo afferma la Cassazione (sentenza 36863/11) che non giustifica certe offese, soprattutto se rivolte, anche in forma «impersonale», a chi è preposto alla tutela del patrimonio culturale.

Il caso
La Suprema Corte ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti della presidente della fondazione "Il Vittoriale" finita a processo per diffamazione (il reato si è prescritto ma restano in piedi i danni) per avere rilasciato, attraverso l’invio di un fax, a un giornalista di un quotidiano bresciano espressioni ritenute lesive della reputazione del presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani in quanto ne screditavano la levatura culturale.

La signora si era sfogata affermando che «da Pescara era arrivata una lezione inutile. Il Vittoriale continua la sua fortunata avventura mentre la fondazione pescarese ha cessato di esistere da un pezzo. In realtà, gente incolta avvelenata da malafede intende colpire il Vittoriale e chi lo gestisce». Poco dopo era arrivata la denuncia del presidente del Centro Studi Dannunziani che si era sentito offeso in prima persona. In primo grado era pronunciata la sentenza di condanna per diffamazione della presidente della fondazione "Il Vittoriale" e la conferma del risarcimento danni da parte della corte d’appello di Brescia, nel marzo 2002 che constatava la prescrizione del reato.

Poi la presidente della fondazione "Il Vittoriale" ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che Edoardo T. non poteva considerarsi il destinatario delle sue dichiarazioni perchè "l’impersonale gente incolta" da lei utilizzato era da considerarsi inserito «in una più ampia riflessione» che nel suo pensiero «voleva colpire non i colti (i politici locali e il presidente dell’associazione) ma i politici locali».

La Suprema Corte, però, ha affermato che i giudici del precedente grado di giudizio «hanno correttamente e razionalmente ritenuto che il testo del telefax si riferisse al presidente del Centro di Pescara, unico ente, unitamente alla fondazione "Il Vittoriale" impegnato nello studio dell’opera di D’Annunzio». Quanto al contenuto che screditava la cultura di Edoardo T., la Cassazione ha rilevato che in esso «c’è una indiscutibile e inequivocabile carica diffamatoria». La presidente della fondazione, oltre ai danni, dovrà anche rifondere le spese processuali sostenute dal collega, quantificate in 1.100 euro.


ennesima legge a favore della "casta", si legge in giro.

dico solo: attenzione.
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Forumino Malato
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Avanti cosi'.Tra qualche anno metteranno il divieto di parlare.
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