Il pentito Moio fa i nomi dei politici appoggiati dai Tegano

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doddi ha scritto:http://www.strill.it/index.php?option=c ... &Itemid=86


Ugl: "Spesso accuse dei collaboratori di giustizia funzionali ad altri progetti"
Lunedì 24 Ottobre 2011 10:42
Di seguito la nota diffusa da Giovanni Pontari, Giornalista – Segretario Regionale UGL

C’è una brutta prassi consolidata in Italia: quella di sbattere in prima pagina i nomi delle persone indicate dai collaboratori di giustizia. Non si pensa mai realmente a come si arrivi a tali indicazioni, quali interessi possano avere tali soggetti nell’indicare personaggi pubblici, perché lo facciano in particolari situazioni e, soprattutto, quali siano i fatti concreti che possano suffragare tali indicazioni. Qualche giorno fa, un collaboratore di giustizia nel corso di un processo di secondo grado ha parlato di alcuni politici molto in vista che, a suo dire, avrebbero avuto contatti diretti o indiretti con una famiglia mafiosa. Fatti assolutamente non circostanziati, come fosse un bar piuttosto che un’aula di tribunale, senza alcun tipo di riscontro reale: su questo, ovviamente, indagherà la Magistratura. Che io, come tutte le persone perbene, sia convinto della totale estraneità di tali persone rispetto alle accuse infamanti voglio dirlo chiaramente, basta pensare alla storia personale dei politici “nominati” da tale collaboratore di giustizia. Mi chiedo, però, da giornalista, se sia mediaticamente opportuno dare così tanto risalto a questi episodi, in virtù del senso di garantismo da cui sono pervaso e che, in linea di massima, anche solo in minima parte dovrebbe avere chiunque operi nell’informazione. Si può credere a scatola chiusa un uomo conosciuto dalla gente per le nefandezze di cui si è macchiato nella propria vita? Una persona che ha deciso di “pentirsi” guarda caso solo dopo l’arresto, in virtù dei benefici che la legge gli consente di avere? Potrà, invece, essere attendibile nel caso in cui i fatti esposti saranno riscontrati dai Magistrati. Intanto, però, sui media persone perbene devono sentirsi infangate da queste dichiarazioni, o da titoli del calibro di “ecco per chi votava tale cosca” oppure “le dichiarazioni di tizio fanno tremare i palazzi”. Personalmente, condannerò sempre questo sistema mediatico, in cui non c’è neanche un minimo di classificazione delle persone, ovviamente non per una sorta di anacronistico classismo, ma in virtù dei “curricula” totalmente differente tra i criminali e le persone serie, che non possono essere giudicate quasi allo stesso modo. Perciò credo che i mezzi d’informazione debbano avere una maggiore attenzione nel trattare tali vicende, perché personaggi noti per la capacità di saper bene amministrare, per la propria ventennale e più storia politica e, soprattutto, per aver sempre ripudiato ogni forma di mafia per cultura personale ed appartenenza politica, insegnandolo anche alle persone da cui sono circondate, meritano una profonda tutela. E ricordiamoci che accanto a loro ci sono mogli e figli che non sempre hanno le spalle talmente larghe da comprendere come certe accuse siano funzionali ad altri progetti. Non dimentichiamolo mai.

Giovanni Pontari
Giornalista – Segretario Regionale UGL Autonomie


io son d'accordo sul fatto che i nomi fatti da questa gentaglia (per quanto pentiti sempre tali restano)...debbano venir fuori se eventualmente ci sono riscontri ufficiali e iscritti nel registro degli indagati.
Detto questo pensare che a Reggio uno che prende centinaia e centinaia di voti sia votato solo da chi ha la fedina penale immacolata o non sia affiliato o vicino a nessuna famiglia di ndrangheta è pia illusione. I politici reggini lo sanno e scendono a questo tipo di compromesso, in un tessuto sociale condizionato dalla criminalità così è.
Il dolore ci rimette in mezzo alle cose in modo nuovo.
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